MONDO NUOVO, VITA NUOVA
Il Regno dei giorni felici.
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Nuovo inizio. Questo libro parla dei
mutamenti radicali che Dio intende fare nel mondo, del perché, del
quando e del come essi potranno avvenire. Le
spiegazioni si basano sui messaggi dei Profeti cristiani contemporanei ai
quali l’autore associa la Rivelazione biblica (garanzia di verità)
e qualche riflessione personale. |
INDICE
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– I − “PIANIFICAZIONE DIVINA RIVELATA » 1
- Nuovo inizio per l’Umanità. 2
– La Formula (triplice) del Creatore (trinitario). 3
- Settimo millennio = Millennio felice. 4
- Connubio mistico tra Dio e l’uomo. 5
- Millennio felice ≠
Millenarismo. 6
- Le tre venute di Cristo (“Parusie”). 7
- Amore divinizzante. 8
- Il fuoco sotto la cenere (durante la grande Apostasia). 9 - Occhi profetici
di Maria Valtorta. − II − “TRASFORMAZIONE
DEL MONDO RIVELATA » 1
- “Morte” e risurrezione della Chiesa. 2
- Lo “Scandalo della Croce”: versione attuale. |
3
- Un falso Papa? 4
- Cambiamenti radicali. 5
- Messaggi profetici a Garabandal. 6
- Messaggi profetici a Dozulé.
7 - Previsioni in
senso spirituale. − III − “NUOVI CIELI E NUOVA TERRA RIVELATI » 1
- Splendori del mondo nascituro. 2
- Felicità terrestre degli eletti all’Era nuova. 3
- Madre Venturella: la Pentecoste universale profetizzata. 4
- Messaggi del Cielo sull’Era nuova. 5
- La risurrezione della Chiesa secondo S. Giovanni, Maria Valtorta, e don
Gobbi. |
6
- Luisa Piccarreta: i tre “Fiat”
della Trinità. 7
- Luisa Piccarreta: rinunziare al volere
umano per ritornare al Volere Divino. 8 - Divin Volere: Tre esempi. 1
- Il catalizzatore della felicità. 2
- La sete della sorgente. 3
- L’Albero delle Devozioni. 4
- Il Cielo visto da me. 5
- Gli atleti e lo stadio. 6
- La centrale idroelettrica. 7 - L’arancia
(sull’Eucaristia) 1 - Fernand Crombette e profezie recenti. 2 - Fernand Crombette e calendario copto. |
Capitolo I
PIANIFICAZIONE DIVINA RIVELATA
1 - Nuovo inizio per l’Umanità.
Quasi
tutti sanno giocare a carte. Se al gioco delle carte un giocatore si accorge
che nella distribuzione è subentrato un errore, la partita viene annullata
e colui che ha sbagliato di dar fuori le carte deve riprendere il suo lavoro
dall'inizio. Da qui il detto francese: “Qui
mal donne, redonne”, che in riferimento alle carte si può tradurre:
“Chi sbaglia nel farle deve rifarle”.
Oggi
sappiamo che Dio sta per rifare la sua Creazione. Ce lo rivelano i Profeti
cristiani contemporanei (le cui rivelazioni, detto incidentalmente, combaciano
con quelle della Bibbia). Se dunque il Genere umano sta per conoscere un nuovo
inizio, di chi è la causa? Di Dio? È mai possibile che Dio si sia
sbagliato nel dar fuori le carte all’inizio della Creazione? No. Dio non
sbaglia. La sua Creazione, inizialmente, era perfetta. Se adesso Egli vuole
rimetterla a nuovo, il motivo è che l’uomo, secondo me, ha
truffato. Dio potrebbe abbandonare la partita per l’offesa ricevuta. Ne
avrebbe tutti i diritti. Egli accetta invece di ricominciare tutto da capo. Lo
fa per bontà, perché è Dio. Dio è amore.
Come
mai l'uomo è così portato a truffare?
Gli
esseri umani possono scegliere di vivere bene o di vivere male. Sono liberi.
Questo tipo di libertà di scelta tra bene e male si chiama “libero
arbitrio”. Si tratta di un dono eccelso che l’uomo riceve alla
nascita. Ma i doni di Dio, anche i più eccelsi, che cosa diventano se
l’uomo li usa per fare il male? Da buoni che sono diventano cattivi,
cioè nocivi. Anziché favorire la vita, la riducono, la frenano,
la minacciano. Un cuoco che usa male i coltelli migliori della sua cucina,
può tagliarsi un dito, una mano … [1] A forza di pazzie
l’uomo d’oggi ha messo e continua a mettere in pericolo la sua
stessa sopravvivenza. Che
cosa non accadrà alla Terra se le cose non mutano in meglio? È
in pericolo l’intero Pianeta sul quale viviamo.
Per fortuna
Dio non fa nulla d’importante senza manifestare le sue intenzioni
all’umanità per mezzo dei suoi strumenti, che sono i Profeti. Ce
ne sono molti, oggi, e i loro messaggi annunciano mutazioni grandiose, cambiamenti
radicali per tutta l’Umanità. [2] Nel vedere – tempo fa – che i suddetti messaggi avevano
bisogno di essere messi in ordine per essere ben capiti, l’idea mi
è venuta di riunirne alcuni, i principali, in modo ordinato e significativo.
Ho incontrato
subito due ostacoli:
Primo
ostacolo:
l’Avversario di Dio tenta di seminare confusione in mezzo alla gente creando
messaggi che sembrano veri, ma che in realtà sono falsi. Per superare
tale ostacolo mi son permesso di scartare sistematicamente tutte le
“profezie” che mancavano di coerenza.
L’esperienza dimostra che i messaggi dell’Avversario
sanno essere mirabolanti, ma non coerenti. Dio solo è coerente. [3]
Secondo
ostacolo:
molti dicono che i Profeti di oggi sono troppo numerosi, e che questo crea
molta confusione. Per rispondere a questa preoccupazione, che per un po’
di tempo è stata anche la mia, la Provvidenza mi ha presto guidato sulle
parole evangeliche seguenti: «Le pecore
sentono la voce del loro pastore, che le chiama una per una … Esse lo
seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo
seguiranno, ma fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli
estranei. » [4] Mi sono detto: se le pecore sanno riconoscere
la voce del loro pastore, un cristiano non dovrebbe essere in grado di fare
altrettanto con la voce del suo Dio? Se un bambino di tre anni sa riconoscere
fra mille la voce di suo padre, o di sua madre, un cristiano adulto non
dovrebbe saper fare altrettanto con la voce del suo Creatore? [5]
2 - La Formula (triplice) del Creatore
(trinitario).
Alla fine di ogni nostra settimana c’è un
settimo giorno che per natura è diverso dagli altri. La tradizione vuole
che anziché servire per il lavoro, esso serva alla santificazione della
nostra anima e al riposo del nostro corpo. Si tratta della domenica.
Stando
alla Bibbia anche la Settimana della
Creazione possiede la sua “domenica”, il suo settimo giorno,
che è quello in cui Dio smise di creare per “riposarsi”. [6] Questo ci
permette di capire che la nostra settimana e quella della Creazione hanno la
stessa struttura, riassunta nell’espressione 6 + 1 = 7, dove il numero
“
Quello che si
presenta come nuovo (anche se si tratta di una verità antica che il
tempo ha fatto dimenticare) è l’esistenza della Settimana universale, concepita
da Dio per contenere il suo piano, chiamato “Piano
di Salvezza”. La struttura di questa terza Settimana è identica a quella delle prime due, perché
contiene sette periodi piazzati nello stesso ordine. Detti periodi sono sette
millenni.
Alcuni teologi rifiutano questa verità. Ma
perché? I primissimi Padri della Chiesa – S. Ireneo di Lione per esempio
– hanno parlato apertamente della Settimana
universale. Anche se il tempo ha cancellato il
ricordo di questo loro
insegnamento, ciò non basta per dire che detto
insegnamento sia da rigettare. Nella sua infinita sapienza Dio permette che in
certi casi un velo nasconda una data verità finché non ritorni
per essa il tempo di riprendere vita. Oggi per esempio il concetto di Settimana universale è di
ritorno, e non per iniziativa umana ma per iniziativa divina. È Dio che
parla tramite i Profeti cristiani contemporanei. Se ciò avviene in
questo periodo di tempo, un motivo c’è sicuramente. Il motivo
è che oggi nel campo del Signore il grano che Gesù ha seminato
due mila anni fa è giunto a maturazione. Essendo arrivato il tempo della
mietitura, prima di procedere Dio vuole aiutare coloro che per amore non hanno
cessato di mantenersi in suo ascolto. Aiutarli come? Permettendo loro di
riscoprire quello che il tempo ha distorto o fatto dimenticare.
Un altro esempio probante è quello che riguarda
l’età dell’uomo. Alla domanda: «Da
quanto tempo l’uomo vive sulla terra?», la scienza umana offre
risposte che variano da uno scienziato all’altro, da un’epoca
all’altra, mentre la verità, la sola e unica verità,
è quella che Dio ci rivela. Il brano che segue, scritto il 29 gennaio
1919 da Luisa Piccarreta, costituisce
una prova, una fra tante, di quanto appena detto. Gesù afferma che
l’uomo è sulla terra da 6.000 anni. [7] Gesù si esprime in questi
termini:
Gesù a Luisa Piccarreta: «Figlia
mia diletta, voglio farti sapere l’ordine della mia Provvidenza: in ogni
corso di due mila anni ho rinnovato il mondo. Dopo i primi due mila anni lo
rinnovai col diluvio. Dopo i secondi due mila anni i buoni e gli stessi santi
sono vissuti dei frutti della mia Umanità, e a sprazzi hanno goduto
della mia Divinità. Ora siamo al termine dei terzi due mila anni, e ci
sarà una terza rinnovazione. Ecco perciò lo scompiglio generale.
Esso non è altro che un preparativo, appunto, a questa terza
rinnovazione. » [8]
Luisa
Piccarreta non è l’unico Profeta che abbordi il tema della Creazione
dell’uomo. Ne parlano anche altri Profeti. Per esempio, il libretto “Cœurs Unis de Jésus
et de Marie” [9] contiene rivelazioni analoghe. Una di
queste ci permette di dedurre che la “Settimana
universale” è formata da sette periodi, e che adesso
l’umanità si trova tra la fine del sesto periodo e l’inizio
del settimo. [10] La citazione seguente è la
traduzione italiana del testo che si trova alle pagine 15 e 16 di detto
libretto.
La Voce interiore all’anima
in ascolto: «Sì, voi vi alzate
all’alba di un nuovo giorno. Presso Dio mille anni sono come un giorno, e
codesto giorno sarà
[simile a] una domenica: l’era dello
Spirito Santo”. Mi sembrava che 4000 anni erano attribuiti al Padre, 2000
anni erano attribuiti al Figlio, e 1000 anni erano attribuiti allo Spirito
Santo. »
Questo messaggio, che per me possiede tutti i caratteri
della veridicità, ci permette di capire che i primi 4000 anni
rappresentano la durata dell’Antico Testamento, mentre i successivi 2000
anni rappresentano la durata del Nuovo Testamento. Per completare il ciclo totale
di 7000 anni mancano 1000 anni. Questi mille anni sono quelli del millennio che
l’Umanità sta iniziando ora. Esso è l’ultimo della
storia perché viene in settima posizione, e come tale assume il ruolo
della “Domenica”.
Siccome la struttura di questa terza settimana, detta universale, è identica a quella delle due precedenti, se
mettiamo assieme le strutture delle tre settimane, ne ricaviamo une formula
che, pur rimanendo semplicissima, è molto eloquente:
6
+ 1 = 7
6
+ 1 = 7
6
+ 1 = 7
Dov’è
l’eloquenza di questa formula? I suoi significati si trovano non solo
nella lettura orizzontale ma anche in quella verticale.
Verticalmente: la prima
fila di numeri è composta da tre “
Verticalmente: la seconda
fila di numeri è composta da tre “
Verticalmente: la terza
fila di numeri è composta da tre “
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Padre
Martino Penasa,
francescano, esegeta biblico, e autore. |
Deduco
da queste considerazioni che il Piano concepito da Dio è triplice, e che
ogni sua terza parte ha la stessa struttura settimanale.
Riassumendo il tutto:
Settimana della genesi
(6+1) Sette periodi
nel Piano creativo. |
Settimana umana
(6+1) Sette giorni
nel tempo umano. |
Settimana
universale (6+1) Sette millenni nel Piano divino. |
Visto che la struttura di questi tre
piani è sempre la stessa (rappresentata dall’espressione: 6+1=7) se qualcuno
volesse definire i rapporti che esistono tra questi tre Piani, ne risulterebbe
una Equazione proporzionale triplice,
enunciabile in questo modo:
Il giorno di Riposo
di Dio sta alla Settimana Creativa,
come la Domenica
sta alla nostra Settimana umana
e
L’Equazione
si potrebbe riscrivere nel modo seguente:
… oppure nella forma
seguente: [12]
R:C = 1:7
D:S = 1:7
M:U = 1:7
Un
cristiano un po’ istruito si accorge che l’ordine presente in
questa Equazione proporzionale triplice
è come un riflesso della Santissima Trinità, [13]
e che
il ruolo del millennio che sta iniziando [14] – settimo della storia umana, e ultimo della serie – è
quello di una domenica: la “Domenica” della Settimana universale.
Sapendo
che il giorno domenicale ha come ragion d’essere la nostra santificazione
spirituale e il nostro riposo fisico, la conclusione di tutto questo
ragionamento è che il presente millennio, terzo dell’era cristiana e ultimo della storia umana,
sarà consacrato alla santificazione della collettività umana, un
ideale che porta con sè la pace, la felicità, il benessere.
L’umanità si accorgerà che detto millennio è quello
che S. Giovanni descrive all’inizio del ventesimo capitolo
dell’Apocalisse, un “Millennio
felice”.
Dopo
la presente Purificazione, il mondo sopravvissuto si accorgerà di
essersi guadagnato, con la vittoria sull’anti-Cristo, il permesso di
entrare nel Millennio felice, alias Regno messianico. [15] Una cosa
è certa: il Millennio che S. Giovanni descrive all’inizio del ventesimo
capitolo dell’Apocalisse non s’è mai visto prima
d’oggi. È dunque normale che esso sia per il futuro. Futuro prossimo
o futuro remoto? I messaggi dei Profeti cristiani contemporanei ci fanno capire
che si tratta di futuro prossimo.
Ciò
che Dio fa, è pensato e realizzato nell’ordine. [16] La firma di
Dio è riconoscibile nell’ordine presente in tutti i progetti da
lui concepiti. [17]
3 - Settimo millennio = Millennio
felice.
Sostituire
l’idea di Creazione con quella di Evoluzione spontanea della materia
è un errore. Anche se oggi questo errore va di moda, chi ha fede nel
Credo cattolico non esita a dire che la materia da sola non può nulla, e
che è Dio che ha creato l’uomo soffiando la vita ad una materia da
Lui preparata a questo scopo.
Riassumendo
il contenuto dei paragrafi precedenti, possiamo affermare in
sostanza che Dio Creatore ha creato
l’uomo sei mila anni fa, che Dio Redentore
lo
ha redento due mila anni fa, e che la prossima tappa è riservata allo
Spirito Santo, nostro Dio Santificatore.
La sua azione diretta dovrebbe iniziare in questo nostro tempo. [18]
In
sintesi: come l’Era del Padre è stata un’era di Giustizia (Antico Testamento), e
l’Era del Figlio un’era di Misericordia
(Nuovo Testamento), così l’Era
dello Spirito Santo sarà
un’era di Santificazione
(Terzo ed ultimo Testamento). Accettare queste spiegazioni non dovrebbe essere
considerata una cosa troppo ardua perché le profezie che ce le rivelano
sono numerose, coerenti, in sintonia con la Rivelazione biblica.
La
profezia che segue, anche se è poco conosciuta, è un esempio di
coerenza e chiarezza. Ce l’ha trasmessa Magdalena
Porsat ,
un’umile donna che nel secolo scorso ha vissuto i suoi anni al servizio
di una famiglia della piccola borghesia francese.
Magdalena Porsat scrive:
«Ascoltate
ciò che Maria, nostra Madre, mi ha incaricata di dirvi. Vedo la Fine dei
Tempi. Vedo la fine del male e l’inizio del bene. Non si tratta
di un avvenimento qualunque, ma di una grande epoca che deve cominciare: la
terza. All’inizio il Padre ci ha creati, e questo per permetterci di
conoscerlo, amarlo, e servirlo. In un secondo tempo il Figlio ci ha redenti. Adesso,
per nostra consolazione, il Padre e il Figlio ci mandano lo Spirito Santo
trionfatore, con Maria sua sposa. Questo è un grande miracolo. » [19]
Un’altra
mistica, Suor Marie-Nathalie, ha ricevuto da Gesù le parole
seguenti:
Gesù a Suor Marie-Nathalie «Non si tratta della fine del mondo, ma della fine dei peccati. Si tratta di metter fine a questo grande flusso d’anime verso la dannazione. » [20]
4 - Connubio mistico tra Dio e l’uomo.
Il
cammino percorso fin qui ci ha fatto capire che alla fine della Settimana
creativa di Dio, come pure alla fine della nostra settimana, esiste un giorno
di riposo chiamato “domenica”. Siccome questi due piani settimanali
si assomigliano nella struttura, ne abbiamo dedotto che la nostra domenica
umana ha un corrispondente nella “Domenica” del Creatore, e viceversa.
Poi abbiamo visto che a questi due Piani se ne aggiunge un terzo, quello della Settimana
universale, la quale comporta sette millenni. Alla fine, riflettendo sulla
struttura della Settimana universale abbiamo scoperto che il millennio
attuale, terzo dell’era cristiana e settimo della storia
umana, è l’equivalente di una domenica: la “Domenica”
della Settimana universale.
Partendo
dal fatto che il millennio attuale è l’equivalente di una domenica,
quante probabilità ci sono che detta “domenica” sia il Millennio
di cui S. Giovanni parla nell’Apocalisse? [21] A mio avviso le probabilità
sono del cento per cento. Il Millennio
suddetto non può essere se non il Millennio descritto da S.
Giovanni. È mia convinzione che nel corso di questo millennio Dio e l’uomo
s’incontreranno per diventare misticamente quello che l’uomo e la
donna diventano umanamente durante il loro amplesso nuziale. E, in
verità, che cos’è un connubio nuziale se non un pallido
riflesso di questo più grande e splendido Connubio mistico? Possedere Dio ed essere da Lui posseduti! ... Per
quale strepitoso miracolo la Maestà divina permette di essere posseduta
dall’uomo? Non esistono parole per descrivere l’immenso privilegio
che costituisce per l’uomo, semplice creatura, il fatto di poter un
giorno essere immerso nella perfezione assoluta del suo Creatore. Alla creatura
umana sarà concessa l’unione intima col suo Creatore, e tale
unione, sembra bene, si realizzerà anche nel tempo, prima ancora che
l’eternità abbia inizio!... [22]
Questo
ci rivela lo scopo vero di ogni Apocalisse. Ogni Apocalisse, relativa o assoluta che sia, [23] permette un avanzamento qualitativo.
Per esempio, se è normale che il grano maturo sia falciato, raccolto,
e poi battuto (la battitura non è mai stata fine a se stessa,
ma ha sempre avuto come scopo di separare il grano buono dalle varie scorie),
altrettanto normale è che alla fine delle tappe principali della storia
umana ci sia una falciatura di “grano”, seguita da relativa
battitura. Il grano falciato cade come morto, ma essendo maturo la sua
“morte” è una promozione, un avanzamento. Con essa inizia
una vita nuova, e di livello superiore, quella che lo conduce nel granaio del Signore
per poi diventare pane.
Nel
caso attuale il grano da falciare – e da battere – è quello
maturatosi nel campo del Signore. E il granaio? Il granaio è il Regno di
Dio, il Regno messianico. È quel Millennio
che Dio ci ha preparato affinché la felicità sia vissuta non
solo in Cielo ma anche in Terra. Come il buon grano viene trasportato nel
granaio, così accadrà per coloro che Dio giudicherà meritevoli.
Saranno ammessi a vivere nell’Era nuova, la quale nascerà
dall’odierna Apocalisse. [24]
Queste
persone sono privilegiate perché sarà loro concesso quello che
dopo il Diluvio fu concesso a Noè, e che più tardi fu concesso
anche a quegli Ebrei che ereditarono la Terra Promessa. Anche per noi ci
sarà una “Terra Promessa”, preparata da Dio. Si tratta del Regno messianico. Le persone degne
l’avranno ottenuto dopo sei mila anni di deserto purificatore. Grazie a
queste persone, alla santità d’innocenza del Paradiso
terrestre iniziale farà eco la santità di penitenza del Paradiso
terrestre finale. [25]
5 - Millenarismo ≠
millennio felice.
Il
concetto di Millennio felice e quello
di millenarismo sono spesso assimilati
l’uno all’altro, e confusi l’uno con l’altro. Si tratta
di un errore perché il millenarismo
è un concetto condannato dalla Chiesa, mentre il Millennio felice è un passo della Bibbia. Nessun passo della
Bibbia è condannabile, perché la Bibbia è sacra.
Per
aiutarci a sciogliere l’imbroglio che in questo campo si è
formato, Dio ci manda oggi dal Cielo dei messaggi molto interessanti e istruttivi.
Chi li legge capisce il Piano di Dio,
e vede dove il mondo si dirige. Chi non li legge (o li legge col cuore chiuso)
continua ad avanzare con gli occhi bendati.
Il Cielo ha scelto come strumento la signora Vassula
Ryden
[26] per trasmetterci
dei messaggi molto importanti, parecchi dei quali confermano l’imminenza
della grande Purificazione e la bellezza dell’Era nuova che la seguirà.
Per esempio, alla pagina 75 del 4o volume: “La Vera Vita in Dio”,
si può leggere:
Gesù a Vassula Ryden: «Sì,
miei cari, vi darò la sapienza. Ve la darò affinché vi
accompagni lungo la strada, e vi conduca alla santità; una
santità che paralizzerà Satana per
mille anni, impedendogli di mettersi tra voi e il mio Amore. Quando dunque
vedrete il cielo dissolversi in fiamme, e gli elementi fondere nel calore,
sappiate che questo è il segno dell’inizio della promessa che vi
ho fatto di darvi nuovi Cieli e nuova Terra. Ve li darò con il
rinnovamento della mia Chiesa, la rinascita della mia Chiesa, la rinascita dei
nostri due Cuori. » (19 dicembre, 1990).
Grazie a questa rivelazione e a tante altre che le
assomigliano, e che fanno da corollario al passo biblico che parla del Millennio
felice (Ap 20, 1-6), noi sappiamo che dopo la presente Purificazione, il
genere umano gioirà di un periodo di pace che durerà probabilmente
una decina di secoli, mille anni. Siccome il “millenarismo” è
stato condannato dalla Chiesa, parecchi cattolici si sono messi a dire che
questa profezia è falsa. Un attento esame della questione ci permette di
scoprire che la condanna emessa dalla Chiesa sotto la parola “millenarismo”
non ha nulla a che vedere col numero mille nonostante la radice della parola di
cui si è usato e abusato. Una buona spiegazione sembra essere quella di Padre
Martino Penasa,
autore di libri importanti su questo soggetto. Padre Penasa dice:
Padre Martino Penasa scrive: «Il
Millenarismo
condannato dalla Chiesa antica ai tempi di S. Agostino riguarda non i mille
anni, bensì la presenza localizzata e visibile di Cristo sulla terra,
come re supremo di tutto l’orbe terracqueo, per mille anni, intento a
festini di nozze, con banchetti e balletti mondani, come avveniva presso i
pagani di quel tempo, comprese le sbornie degli ubriaconi e le orge sessuali.
Tali “millenaristi” basavano la loro proposta del preteso
“millennio” su quella frase del testo sacro che dice: “Sono
giunte le nozze dell’Agnello; la sua Sposa è pronta!”
“Scrivi: beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”»
Padre
Penasa [27] spiega che il
“millenarismo” condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino, non
è una condanna del passo biblico che parla del Millennio felice
(Ap 20, 1-6), bensì della sua interpretazione materialistica (o politico-materialistica).
Condannare un passo della Bibbia sarebbe un errore grossolano. Non è
possibile condannare la Bibbia in nessuno dei suoi passi, e ancor meno in
quello che parla del Millennio felice. Padre Penasa aggiunge che nel
1944 la Chiesa ha pure rigettato una versione “mitigata” del millenarismo,
quella che proponeva di eliminare gli abusi culinari e sessuali durante il
Millennio, pur conservando l’idea di un Cristo politico. [28]
6 - Le tre venute di Cristo (o “Parusie”).
Le
profezie vere del presente sono necessariamente in relazione con quelle vere
del passato. Per esempio i messaggi che seguono hanno un legame con il libro
dell’Apocalisse. La Madonna li ha affidati a don Stefano
Gobbi
nel 1994 e nel 1995.
La
Madonna a don Gobbi:
1) «Vi trovate proprio nel cuore di ciò che vi è stato
annunciato nell’ultimo libro della Scrittura Sacra. » (13
maggio, 1994). [29] 2) «Sono la Regina della
Pace, e l’alba che annuncia i tempi nuovi che vi aspettano, e che si
avvicinano a grandi passi. ... Vi offro il rifugio sicuro che la Santissima
Trinità vi ha preparato per questo tempo di bufera, che è quello
della grande Tribolazione. » (31 dicembre,1995)
[30]
Anche
il passo che segue proviene dal “Libro Azzurro” di don Gobbi. Esso
prevede il ritorno imminente di Gesù nella Gloria. La Madonna ci dice:
La
Madonna a don Gobbi:
«Io sono sempre con voi per dirvi che la realizzazione di questi segni
vi indica con sicurezza che è vicina la Fine
dei Tempi,
con il ritorno di Gesù nella Gloria. » (31 dicembre,
1992).
Sapendo
che “Fine dei
Tempi” e “Fine del
Mondo” sono cose
distinte, è naturale che questa seconda venuta di Gesù come Re
sia un’anticipazione della sua terza e ultima venuta come Giudice. Dio
Padre, nel suo Piano di Salvezza, avrebbe stabilito che Dio Figlio
incontri l’Umanità a tre riprese: la prima come Redentore,
la seconda come Re, e la terza come Giudice. Il triplice quadro
seguente ha come scopo di facilitare la visualizzazione del concetto delle tre
venute di Cristo.
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1 |
2 |
3 |
|
Prima venuta. Come Redentore 2.000
anni fa. Inizio
dei tempi. |
Seconda venuta. Come Re Tempo presente Fine dei tempi. |
Terza venuta. Come Giudice Fra
“ Fine
del mondo. |
Sappiamo
che ogni volta che Gesù si manifesta al mondo visitandolo di persona, la
sua venuta è identificata dai teologi col nome di “Parusia”.
Le tre venute di Gesù sono quindi tre Parusie, e la seconda è
detta pure “Parusia intermedia”. È facile costatare che la
prima Parusia ha segnato la fine dell’Era di Giustizia e
l’inizio dell’Era
di Misericordia (4.000
anni ha durato la prima era, 2.000 la seconda); che la seconda Parusia
segnerà la fine dell’Era di Misericordia e l’inizio
dell’Era
di Santificazione;
e che la terza Parusia, quella che dovrebbe arrivare tra mille anni,
segnerà nel contempo la fine dell’Era di Santificazione, la Fine
del Mondo, e l’Entrata nell’Eternità. Se il mio
giudizio non mi tradisce nell’interpretazione delle profezie sulle quali
ho meditato, la terza ed ultima Parusia dovrebbe aver luogo fra dieci secoli circa,
alla fine del Millennio di Pace, verso l’anno 3.000. [31]
Questa
ipotesi delle tre Parusie è confermata da numerosi messaggi profetici,
fra i quali figurano pure i due passi che qui seguono. Il primo proviene dal
“Libro azzurro” del Movimento Sacerdotale Mariano (don Stefano Gobbi),
e il secondo fa parte degli scritti di Maria Valtorta.
La
Madonna a don Gobbi: «La seconda venuta di Gesù, il
suo ritorno nella gloria, sarà prima della sua ultima venuta per il
Giudizio finale, la cui ora è invece ancora nascosta nei segreti del
Padre. Essa assomiglierà alla sua prima venuta, la notte di Natale, [nel
senso che]
il mondo si troverà tutto avvolto nella tenebra della negazione di Dio,
del suo ostinato rifiuto, dalla ribellione alla sua legge d’amore. Il
gelo dell’odio avrà ancora reso deserte le strade del mondo. Così
quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i grandi neppure si
ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i Suoi saranno molto
occupati a cercare e ad affermare se stessi. ... “Quando il Figlio
dell’uomo verrà, troverà egli ancora la fede sulla
terra?”. Verrà all’improvviso, e il mondo non sarà
pronto alla sua venuta. Verrà per un giudizio che troverà
l’uomo impreparato. Verrà per instaurare nel mondo il suo Regno,
dopo aver sconfitto ed annientato i suoi nemici. Anche in questa seconda sua
venuta, il Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. » (24 dicembre
1978).
Gesù a Maria
Valtorta:
«Quando avrò mondato il Gregge da ciò che è falso
e impuro [con la Purificazione che avrà preceduto la sua venuta
intermedia],
nel mio periodo di Re della Pace [il “Millennio
di Pace”]
istruirò i rimasti per l’ultima istruzione. Conosceranno Me come
ora solo gli eletti mi conoscono. Saranno non dodici, ma dodicimila volte dodicimila
creature chiamate alla conoscenza del Re. Cadranno le eresie e le guerre; Luce
e Pace saranno il sole della Terra; si nutriranno del germe vivo della mia
Parola e non saranno più languenti della fame spirituale. Mi adoreranno
in spirito e verità.
Quando
l’ultima rivolta di Satana a Dio avverrà [alla
fine del “Millennio di pace”], non mancheranno gli ultimi Giuda
fra i chiamati alla conoscenza del Re. L’oro della Città eterna
deve essere depurato per tre
filtri [32] per poter divenire turibolo
davanti al trono dell’Agnello glorioso. E questo sarà
l’ultimo filtro. Ma i “fedeli” resteranno fedeli,
conosceranno che Io sono con essi, e che essi sono il mio popolo eterno. Ma fin
da ora, o miei diletti, o anima che mi ami e che amo, sappiate che anche prima
che Io venga a radunare il mio gregge per portarlo agli eterni pascoli del
cielo, voi siete i miei amati agnelli. Prima degli altri entrerete nel mio
Regno, perché voi siete il mio gregge ed Io sono il Signore Iddio
vostro, il vostro Pastore che fra voi prende le sue delizie, e che vi chiama
alla sua dimora per vivere con voi nella Pace serbata ai fedeli di Cristo.
» [33]
“Uomo
avvisato, mezzo salvato”, dice il proverbio. Conoscere in anticipo i
diversi aspetti della Parusia intermedia offre un grande vantaggio a chi accetta
le informazioni che riguardano tale avvenimento. Il vantaggio delle persone
“informate” è che avranno il privilegio di trovarsi
“in abito di servizio” quando Gesù sarà di ritorno
come Re di gloria; ma chi non ama Gesù più di se stesso non ha volontà
sufficiente per ascoltare i messaggi che il Cielo invia oggi alla Terra tramite
i suoi profeti. Le rivelazioni di Dio non fanno presa sui tiepidi, troppo presi
dal mondo, o da loro stessi. Questo avrà per effetto di aumentare la
loro vulnerabilità dinanzi alla tempesta che per forza di cose
dovrà precedere il grande avvenimento della Parusia intermedia.
Succederà come alla battitura del frumento: il grano da una parte, la
pula dall’altra. Ma lo scopo della grande tempesta purificatrice non
è il dolore apocalittico presente in essa (come lo scopo della battitura
del frumento non è la battitura in se stessa), ma la ricchezza che il
buon grano rappresenta una volta liberato dalle varie immondezze. [34]
In
sintesi, i messaggi che abbiamo intesi ci confermano che Gesù sta per
tornare sulla terra come Re di gloria, il che significa che Dio sta per introdurre
sulla Terra il suo Regno, detto messianico. La grande Tribolazione che lo
dovrà precedere non è che un mezzo, il cui scopo sarà la
rinascita dell’Uomo.
Che
cosa dovrebbe fare ognuno di noi per essere annoverato tra gli eletti, ai quali
Dio dirà: “Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele nel
poco, ti darò autorità su molto”? [35] Le anime di
buona volontà conoscono la risposta, ma le pagine che seguono le
aiuteranno a riscoprirla con una chiarezza ancora più grande.
7 - Amore divinizzante.
Che
succede a due innamorati che non si amano più? Non trovano più il
tempo di stare insieme, di ascoltarsi. Prima dello sfortunato cambiamento il tempo
per ascoltarsi non era mai un problema. Saltava fuori sempre, magari con
qualche acrobazia. Dopo il cambiamento invece le difficoltà sembrano insormontabili.
Tutto è più difficile, più complicato, più
faticoso. Che cos’è successo? La situazione fa pensare a un
impianto elettrico privo di corrente. Senza elettricità l’ambiente
non è più quello di prima ... Non c’è più
luce, non c’è più calore, e manca l’energia che prima
faceva funzionare tutti gli apparecchi elettrodomestici.
Se
l’elettricità è importante, l’amore lo è
altrettanto. L’amore è importante quanto
l’elettricità, e anche di più. Lo prova il fatto che se
l’amore non c’è più il bacio è senza slancio,
il sorriso è senza convinzione, l’abbraccio o la stretta di mano
sono senza sentimento. Senza l’amore tutto diventa più faticoso e
più difficile. È come se mancasse l’energia necessaria a
produrre la luce, il calore, il movimento ... Anche se i due
“innamorati” continuano a dirsi: “Credimi caro-a, mi
è mancato il tempo”, in realtà è lo slancio spirituale
che è mancato, perché non c’è più, è
morto, e la scusa della mancanza di tempo è solo un pretesto,
un’astuzia che si inventa per scansare un ostacolo ormai fastidioso,
imbarazzante.
L’amore
... Ma cos’è l'amore? Non è forse il più fantastico,
il più splendido dei miracoli? E allora dite: che cosa non fa una persona
che ama Dio veramente, sinceramente, di vero cuore? Non si comporta con Lui
come ogni innamorata si comporta col suo innamorato? Non pensa a Lui costantemente?
Certo! L’anima innamorata di Dio è sempre ansiosa di Lui, e
quest’ansia la fa rimanere di continuo sul chi vive. L’orecchio
teso, l’occhio vigile, essa si chiede continuamente se il suo dolce Amore
non sia già là, sulla soglia di casa. E se si accorge che
c’è, corre verso di lui piena di gioia, pronta ad ascoltare tutto
quello che le racconterà oggi, comprese le inezie. Ah, gli slanci
d’amore che abbelliscono la gioventù! Ricordi? Pieni di vita e di
dolcezza. E quanta veemenza nello stesso tempo!
Immagina ora
di essere del tutto innamorato (o innamorata). E che il tuo amore sia... Dio.
Sì, proprio Lui! Sei innamorato(a) di Dio sapendo che Lui pure lo
è di te. Pensi a Lui di continuo, lo aspetti, sei sul chi vive. Hai nel
cuore l’ansia, quella dell’amore, un’ansia che brucia.
Insomma, sei innamorato(a)! Da parte sua il tuo innamorato si fa in quattro per
arrivare da te al più presto. La cosa non gli è sempre facile, e
per tanti svariati motivi. Preoccupato del ritardo di oggi Egli ti manda un
messaggero con l’incarico di comunicarti sue notizie. Alle notizie
aggiunge alcuni incoraggiamenti, e qualche consiglio. Il messaggero arriva e ti
porge la lettera. È una lettera che ti riguarda, scritta da colui che tu
ami con tutto il cuore! Allora tu che fai? Rifiuti la lettera col pretesto che il
messaggero è sporco, goffo, brutto, ignorante, mal vestito, stanco del
viaggio, e per finirla non ti va a genio? Se così è, chi dei due
innamorati ha smesso di amare l’altro? Tu Lui, oppure Lui te?
Tutti sappiamo
che una persona innamorata è ansiosissima di leggere la lettera che gli
è porta a nome dalla persona amata. Ha bisogno di verificare se le
parole, il tono, la voce, sono quelli che conosce. E leggendo la lettera capisce, o intuisce. La guida l’istinto. Alcuni di noi
tuttavia, che pur si dichiarano di Dio, e fedeli suoi, e innamorati suoi,
dicono che non è possibile che Dio parli all’Umanità
tramite nuovi Profeti. La razza dei Profeti, dicono essi, è estinta.
Dunque i Profeti non esistono più perché Dio non ha più bisogno
di parlare all’essere umano. Ha già detto tutto tramite gli
Apostoli, e la Rivelazione si è chiusa alla morte dell’ultimo di
essi. Così essi dicono. All’opposto ci sono altre persone che
dicono tutto il contrario, pretendendo che oggi il numero dei
“Profeti” è talmente grande che diventa impossibile distinguere
chi di essi dice il vero e chi dice il falso.
Alle persone
del primo gruppo io rispondo che se non trovano più il tempo di
ascoltare i messaggi che Dio manda al mondo d’oggi, segno è che
hanno smesso di amare Dio con cuore sincero. Una cosa è certa: non
è possibile che Dio abbia perso il diritto, che ha sempre avuto, di
parlare alle sue amate creature. Voler impedire Dio di aprir bocca è
come voler arrampicarsi sui vetri. Lo dice il buon senso. Alle persone del
secondo gruppo – quelle che si lamentano che i Profeti sono troppo
numerosi, e che la confusione che ne deriva impedisce loro di ritrovarsi
– a queste vorrei far notare che l’amore, quello vero, rende la
creatura capace di distinguere fra mille la voce del proprio Creatore. Persino
i cani e le pecore lo sanno fare! Cani e pecore sanno riconoscere tra mille la
voce del padrone, cioè del pastore che li governa, e un bambino riesce a
distinguere fra mille la voce del papà, o quella della mamma.
Prendiamo
ora un esempio storico, quello di Noè. Si sa che prima del Diluvio i
suoi contemporanei si beffarono a lungo di lui e dell’arca che stava costruendo,
ma in seguito detti beffeggiatori morirono tutti annegati. Ora
l’umanità, che si trova nelle stesse condizioni, sembra decisa a
ripetere la stessa esperienza. Numerose voci qualificate parlano
dell’imminenza di una Purificazione grande quanto il Diluvio, ma le
persone che ascoltano tali voci sono pochissime, un gruppetto insignificante,
come al tempo di Noè. Le altre non hanno tempo per
“corbellerie” del genere, e alcune sghignazzano sarcasticamente in
direzione dei Noè contemporanei. Eppure i messaggi che Dio manda
all’umanità di oggi sono di estrema importanza. Ogni uomo dovrebbe
preoccuparsi di conoscerli, onde valutarli, e invece succede il contrario. Manca
forse l’amore, l’elettricità spirituale? Dove manca
l’amore tutto si ferma. Non c’è più interesse per le
cose spirituali, per cui mancano le iniziative vitali. Che cosa rimane? Rimane
la frenesia materiale, il movimento fisico. Dio non conta più. Viene
sostituito con la televisione e con mille altri idoli materiali. Nonostante
questa situazione difficile, la persona che ama la Verità con cuore
sincero trova il tempo di parlare con Dio, e trova anche le prove di cui ha bisogno
per credere alle risposte che Dio le manda tramite i suoi strumenti.
8 - Il fuoco sotto la cenere.
Desidero
offrire una mia testimonianza. Tempo fa mi si è presentata alla mente
un’immagine singolare, senza une ragione particolare, ossia senza un contesto
immediato evidente. Mi sono trovato all’interno di una bella e grande
casa. Il suo piano terra era formato da una stanza unica, molto spaziosa, e
provvista di un focolare domestico che troneggiava al centro di essa. Il focolare
era aperto all’intorno, perché fatto all’immagine di quei
focolari domestici che i nostri antenati, quasi tutti contadini, costruivano al
centro della loro casa prima che ci fosse l’elettricità. Era
notte, e probabilmente i membri della famiglia erano già a letto, tutti
al piano superiore. Sul focolare il fuoco non ardeva più, ma
nell’avvicinarmi ho sentito che da esso emanava ancora un po’ di
calore. Ho compreso che nei giorni invernali del tempo passato le famiglie
tenevano il fuoco acceso durante tutta la giornata, e alla sera non lo spegnevano
completamente. La padrona di casa lasciava che le braci si coprissero lentamente
di cenere, intervenendo magari in certi casi per accelerarne il processo.
Ricordo che più di una volta, da bambino, avevo udito dire dagli adulti
che il fuoco “cova” sotto la cenere, oppure “dorme”,
e che in queste condizioni le braci del focolare potevano durare accese tutta
la notte, e qualche volta anche di più.
Quest’abitudine
di lasciare il fuoco acceso sotto la cenere faceva parte della vita dei nostri
bisnonni, anche perché offriva un duplice vantaggio, quello di mantenere
la casa leggermente riscaldata durante la notte invernale, e quello di
permettere alla padrona di casa di riaccendere il suo fuoco in maniera
più veloce la mattina seguente. È più semplice ottenere un
fuoco aggiungendo dei ramoscelli secchi ad alcune braci ancora vive, già
pronte, che non iniziando da capo tutto il processo di accensione.
Così
com’era venuta, quest’immagine si è anche allontanata, ma
siccome la sua traccia era ormai impressa nella mia mente, il risultato era che
essa avrebbe potuto riprendere vita in me in qualsiasi momento, o per impulso volontario,
o per riflesso condizionato, e cioè per “associazione”
d’idee. Il riflesso si è effettivamente prodotto in me a distanza
di qualche anno mentre in casa di un amico partecipavo alle preghiere da lui
organizzate in onore della Madonna, secondo lo spirito del Movimento
Sacerdotale Mariano. A provocarlo è stata la lettura di un messaggio
profetico che la Madonna aveva affidato a don Stefano Gobbi qualche anno
prima, l’11 giugno del 1988. Durante la lettura di detto messaggio mi si
è ripresentata alla mente la scena della casa e del focolare domestico,
così, per associazione d’idee. Per capire il cammino che le mie
idee hanno percorso nell’associarsi è necessario conoscere il
contenuto del famoso messaggio che la nostra guida ci leggeva. Tale messaggio
aveva per titolo: “La grande Apostasia”.
La grande Apostasia: messaggio affidato dalla Madonna a
don Stefano Gobbi l’11 giugno 1988.
La Madonna a don
Gobbi: «Sono giunti i tempi della generale
confusione e del più grande turbamento degli spiriti. La confusione
è entrata nelle anime e nella vita di tanti miei figli. Questa
grande Apostasia si diffonde sempre di più, anche all’interno
della Chiesa cattolica. Gli errori vengono insegnati e diffusi, mentre con
tanta facilità sono negate le verità fondamentali della fede che
il Magistero autentico della Chiesa ha sempre insegnato ed energicamente difeso
contro qualsiasi deviazione ereticale. Gli episcopati mantengono uno strano silenzio,
e non reagiscono più. Quando il mio Papa parla con coraggio e riafferma
con forza le verità della fede cattolica non viene più ascoltato,
anzi è pubblicamente criticato e deriso. C’è una sottile e
diabolica tattica, intessuta segretamente dalla massoneria, che si usa
oggi nei confronti del Santo Padre per mettere in ridicolo la sua Persona e la
sua opera, e per rendere vano il suo Magistero. Vittime della grande Apostasia
sono i miei figli che, spesso inconsapevolmente, si lasciano trascinare da
questa ondata di errori e di male. Vittime della grande Apostasia sono molti
vescovi, sacerdoti religiosi e fedeli.
In
questi tempi nella Chiesa cattolica rimarrà un piccolo resto che
sarà fedele a Cristo, al Vangelo, e a tutta la sua verità. Il
piccolo resto formerà un piccolo gregge, tutto custodito nel profondo
del mio Cuore Immacolato. Questo piccolo gregge sarà formato da quei
vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli che resteranno fortemente uniti al Papa,
tutti raccolti nel Cenacolo del mio Cuore Immacolato, in atto di preghiera incessante,
di immolazione perenne, di offerta totale, per preparare la via dolorosa alla
seconda e gloriosa venuta di mio figlio Gesù. » (11 giugno
1988).
La
lettura di questo messaggio mi ha riportato alla mente l’immagine di
quella casa, di quel focolare, e di quelle braci rimaste vive sotto la cenere.
Ho capito che la notte invernale rappresentava l’Apostasia generale, e
che la padrona di casa, di cui sentivo la forte presenza anche se non la
vedevo, era la nostra Mamma celeste. Ho intuito che le braci che nel focolare
domestico permettevano di mantenere il fuoco vivo sotto la cenere durante la
notte invernale (la notte fredda dell’Apostasia) erano quel “piccolo
resto” di cui la Madonna parla nel brano già citato. Come una
brava padrona di casa la Madonna sa quel che ha da fare per conservare il “suo”
fuoco durante la notte invernale in modo che duri fino al giorno seguente.
Per
sopravvivere quindi alla notte invernale, che è quella della Purificazione,
la cosa migliore è di far parte di questo “piccolo resto”.
Se un uomo, infatti, legge i messaggi del “Libro azzurro”, il
segreto dei tempi attuali non è più un segreto per lui, e se in
più ne mette in pratica i consigli, con questo egli si prepara agli
avvenimenti da essi annunciati. Tuttavia, siffatti messaggi sono capiti meglio
dai cuori semplici. Questo è quanto dice la Madonna, che a varie riprese
afferma che solo i piccoli, i poveri, gli umili, i puri, sono in grado di accogliere
i suoi messaggi. Il brano che segue mostra in che modo la Madonna si esprime su
tale argomento.
La Madonna a
don Gobbi: «Io rivelo il mio segreto solo al cuore
dei piccoli, dei semplici, dei poveri, perché da essi viene accolto e
creduto. Per questo Gesù sta operando fortemente in questi tempi, per
preparare il suo avvento nella vita dei semplici, dei poveri, dei puri, dei
piccoli. Con un piccolo numero di questi bambini il Signore instaurerà
presto sulla terra il suo glorioso regno d’amore, di santità, e di
pace. » (13 ottobre
1990).
9 - Occhi Profetici di Maria Valtorta.
Le
Scritture sacre si lasciano leggere dall’inizio alla fine, ma vi sono
parti che non si lasciano penetrare prima del tempo stabilito. Stabilito da
chi? Da Dio. E quando arriva il tempo suddetto, Dio interviene tramite i suoi
porta-voce per far comprendere all’uomo i passi biblici che fino allora
erano rimasti nell’oscurità.
Maria Valtorta [36] è certamente uno di questi porta-voce.
Le sue rivelazioni, soprattutto quelle contenute nei tre volumi intitolati “I
Quaderni”, scritti tra il 1943 ed il 1950, ci permettono di
intravedere il futuro dell’umanità, e di riassumerlo.
Il
quadro sinottico che qui è proposto offre il vantaggio di riassumere tale
futuro in nove tappe successive. Che il lettore lo consideri come un tentativo
umano destinato ad interpretare il più onestamente possibile i progetti
divini, non come un assoluto categorico (non lo potrebbe mai essere,
giacché il futuro appartiene a Dio, che lo può anche modificare
se così gli piace).
QUADRO SINOTTICO
(Avvenimenti futuri: le nove tappe)
|
1. Ultimo precursore
dell’anti-Cristo. 2. Tregua provvisoria e
precaria (il tempo presente). 3. Inizio del potere
dell’anti-Cristo. Falso Papa. Abolizione del Sacrificio perpetuo (la
Messa). Nuove Catacombe (nelle case private). Realizzazione dei segni
profetizzati a Dozulé, Medjugorje, Garabandal. (Grande Avvertimento.
Grande Miracolo. Grande Castigo) 4. Interventi celesti.
Evangelizzazione della Terra. Riunificazione delle Chiese nella Chiesa. Conversione
degli Ebrei. 5.
Scatenamento finale dell’anti-Cristo 6. Rapimento
della Chiesa nelle nubi. Sconfitta dell’anti-Cristo. Parusia
intermedia. Inizio della Nuova Era. 7. Nuova Era = Millennio felice = Paradiso terrestre
finale. 8. Fine del Millennio felice. Scatenamento di
Satana in persona. (Periodo peggiore di quello dell’anti-Cristo).
Apocalisse finale. Fine del Mondo. 9. Parusia
di Cristo (la terza, l’ultima). Risurrezione della carne. Giudizio
Universale. |
Domande
frequenti: Come sarà l’anti-Cristo? Quando farà la sua apparizione?
Quand’è che gli eletti saranno sollevati da terra? Come
sarà la Chiesa dopo la sua risurrezione? Come fare per ben comprendere
l’Apocalisse?
Le
risposte che Dio ci da tramite Maria Valtorta ci permettono
di penetrare le varie parti del libro dell’Apocalisse. I passi che qui
seguono ne offrono degli esempi: [37]
Gesù a Maria
Valtorta:
«Anche nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano, ma non
è così. Sarebbe meglio dire: si riflettono nei tempi futuri con
aspetti sempre più grandiosi. Ora siamo al periodo che Io chiamo: dei
precursori dell’anti-Cristo [punto
1 del quadro sinottico, poiché il dettato di Gesù è del
1943]. Poi verrà il periodo dell’anti-Cristo [punto 3 del
q. s.], che è il precursore di Satana [precursore di Satana quale
apparirà nel punto 8 del q. s.]. Questo [precursore di Satana]
sarà aiutato da manifestazioni di Satana: le due bestie nominate
nell’Apocalisse. Sarà un periodo peggiore dell’attuale [1943].
Il Male cresce sempre più.
Vinto
l’anti-Cristo, verrà il periodo di pace [punto
7 del q. s.], per dare tempo agli uomini colpiti dalle sette piaghe e dalla
caduta di Babilonia, di radunarsi sotto il segno mio. [38] L’epoca anticristiana assurgerà alla massima potenza
nella sua terza manifestazione, ossia quando vi sarà l’ultima
venuta di Satana. [punto 8 del q. s.].
Avete capito? Credere occorre, e non cavillare. ... Come uno
a cui prema di fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che
più importa, e che qui è il mio Regno. [Regno
terrestre, ma di riflesso anche quello eterno]. Perché nel mio Regno
è la giustificazione del mio essermi incarnato e morto. Perché
nel Regno è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza.
Perché nel Regno è la prova della vita eterna, della risurrezione
della carne, del mio potere di Giudice. Perciò quando ho parlato per
spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo quasi sempre a
corona il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la sconfitta di Satana in
se stesso [dopo il “Millennio di Pace”], nella sua
creatura [l’anti-Cristo, prima del “Millennio di Pace”], nei
suoi precursori [Napoleone, Hitler, Stalin, eccetera ...]. »
Circa
il tempo presente, Gesù dice:
Gesù a Maria
Valtorta:
«È il caso di ripetere: “Satana ha chiesto di vagliarvi”.
E dal vaglio risulta che la corruzione è come ai tempi del diluvio , aggravata
dal fatto che voi avete avuto il Cristo e la sua Chiesa, mentre ai tempi di
Noè ciò non era.
L’ho
già detto: “Questa è lotta fra Cielo e Inferno”. Voi
non siete che un bugiardo paravento. Dietro le vostre schiere battagliano
angeli e demoni. Dietro i vostri pretesti è la ragione vera: la lotta di
Satana contro Cristo. Questa è una delle prime selezioni
dell’Umanità, [39] che si avvicina alla sua ultima ora per separare la messe degli
eletti dalla messe dei reprobi. Ma purtroppo la messe degli eletti è
piccola rispetto all’altra. Quando Cristo verrà per vincere
l’eterno antagonista nel suo Profeta [40] troverà pochi segnati nello
spirito dalla Croce. » [41]
Parecchi
si domandano come sarà l’anti-Cristo. L’immagine che
Gesù ci dà tramite Maria Valtorta è la seguente:
Gesù
a Maria Valtorta:
«Sarà persona molto in alto,
in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano, ma un
astro di una sfera soprannaturale il quale, cedendo alla lusinga del Nemico,
conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo
la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo
l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.
... Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’Oscuro.
L’anti-Cristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto
e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
A premio della sua abiura, che scrollerà i
cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia
Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà
l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo
dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto
perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha
fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro
stessi invochino Satana re, e corrano al seguito dell’anti-Cristo,
l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne
uscire il Re dell’abisso.
Come
il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni
potere, e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i
deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro
capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli
aiuti soprannaturali di Satana, e cercherà altri aiuti nei nemici del
Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro
libidine verso il male li poteva indurre a creare per seminare disperazione
nelle folle, lo aiuteranno finché Dio non dirà il suo: “Basta”,
e li incenerirà col fulgore del suo aspetto [al
momento della sua Parusia intermedia]. »
In
che momento l’anti-Cristo farà la sua apparizione? Da quel che capisco
egli apparirà assieme al “Pastore-idolo” (che è il
falso papa, l’impostore per eccellenza. Io lo considero e lo chiamo
“papa-fantoccio”). Si sa che costui un giorno sarà
intronizzato, ma quando? Maria Valtorta dice:
Gesù a Maria Valtorta:
«Quando questa demoniaca vendemmia avverrà nella Corte di Cristo,
fra i grandi della sua Chiesa ... allora verrà il Pastore-idolo, il
quale sarà e starà dove vorranno
i suoi padroni. » [42]
Secondo
i messaggi ricevuti da don Stefano Gobbi nel 1989, la prima
Bestia dell’Apocalisse è la Massoneria, e la seconda è la
Massoneria ecclesiastica. Colui che Gesù identifica come il
“Pastore-idolo”, e che nell’Apocalisse riceve il titolo di
“falso Profeta”, sarà probabilmente l’usurpatore
del Trono pontificio, un individuo che si vestirà da Papa. Durante il
suo regno, la sua persona seduta sul Trono pontificio offrirà
l’illusione di una presenza papale, ma la Cattedra di S. Pietro
sarà vacante a causa dell’illegalità di tale presenza. Per
capire questo concetto è necessario distinguere ciò che è Trono pontificio [seggio materiale], e
ciò che è Cattedra di S.
Pietro [seggio spirituale].
Circa
il futuro imminente, Gesù ci dà le indicazioni seguenti:
Gesù a Maria
Valtorta:
«L’arcangelo che ha vinto Lucifero, e che sta a guardia del mio
Regno e dei figli di esso, sarà quello che sorgerà come segno
celeste nell’ultimo tempo. Sarà questo il tempo in cui Israele
sarà ricongiunto alla Roma di Cristo, e non ci saranno più i due
rami del popolo di Dio: il benedetto e il maledetto per il suo deicidio, ma un
unico tronco detto di Cristo, perché vivente in Me. [43]
Oh! Luce che sei attributo mio, e che
farai rifulgenti come stelle coloro che conobbero la Sapienza, insegnarono la
Giustizia e la vissero, come ti effonderai gioiosa quel giorno sui miei beati!
L’ultimo tempo di tre anni e sei mesi, tremendo come mai l’uomo
conobbe, sarà quello in cui Satana, attraverso il suo figlio [l’anti-Cristo], arso da
supremo livore – perché anche la scissione fra i due rami del
popolo di Dio sarà finita, e con essa la causa di tanti mali materiali,
morali e spirituali – userà le sue perfette ed ultime astuzie per
nuocere, rovinare, uccidere il Cristo nei cuori, e i cuori al Cristo.
I sapienti comprenderanno il tranello di Satana,
gli innumerevoli tranelli di Satana, perché chi possiede la Sapienza
vera è illuminato, e per la loro fedeltà alla Grazia diverranno
candidi e provati come il fuoco, degni d’essere eletti al Cielo. Gli empi
seguiranno il Male e faranno il male non potendo comprendere il Bene,
perché di loro spontanea volontà avranno colmato il loro cuore di
Male. Allora verrà il tempo in cui, conculcata sino ad un punto mai raggiunto,
la Chiesa non sarà più libera di celebrare il Sacrificio
perpetuo, e l’abominazione della desolazione sarà innalzata sul
Luogo Santo e sui luoghi santi, così come è detto dai Profeti e
ripetuto da Me che non erro. »
Gesù a Maria Valtorta: «Daniele dice: Vi saranno 1290
giorni [di
questa persecuzione]. Beato chi
aspetta e giunge a 1335. [44] Ciò vuol dire che nei tre anni
e sei mesi che precederanno la fine [la Fine dei Tempi], un piccolo
tempo sarà serbato in fine ai fedeli per riunirsi ad ascoltare
l’ultima Parola risuonante nei loro spiriti come invito al Cielo, mentre
Michele con i suoi angeli vincerà Satana ed i suoi demoni. “Beato
chi aspetta e giunge a 1335 giorni” vuol dire: “Beato chi
avrà perseverato sino alla fine”, poiché sarà salvo.
» [45]
È
forse a questo punto che gli eletti saranno sollevati da terra? È possibile
da quanto traspare leggendo i due brani che qui mi permetto di riportare. Il
primo è tratto dagli scritti di Maria Valtorta, e il secondo
dagli scritti di una mistica francese il cui nome è Lucie.
Gesù a Maria Valtorta: «Nessuna
forza umana potrà come turbine devastare la mia Chiesa al punto di distruggerla.
Io sarò con lei, a far da piolo e da corda. Quando l’ora
sarà in cui la terra cesserà d’essere [punto
6 del q. s.]
dagli angeli sarà trasportata in Cielo la mia Chiesa, che non
può perire perché cementata dal sangue di un Dio e dei suoi santi.
» (30 luglio 1943). [46]
Gesù a Lucie: «Ti
ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di gloria: dal
Golgota al monte Tabor. La nuova Pentecoste sarà un nuovo monte Tabor.
Questo cammino lo facciamo insieme, perché il mio amore, la mia
presenza, e la mia grazia vi accompagnano. Quando il momento sarà
venuto, vi lascerò ai piedi del monte Tabor, il che significa che non vi
parlerò più, ma vi chiederò di alzare gli occhi al cielo,
scrutandolo, finché vedrete apparire il Figlio dell’uomo nella
gloria del Padre. [...] Appena lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno rendervene
conto, e verrete davanti a Me, assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso
finale fino alla cima [del Tabor], lo farete trasportati
dalla mia gloria, che si sarà impadronita di voi!
Ancora non potete capire tutte queste
cose perché ho legato la vostra immaginazione. I miei messaggi
conservano un certo mistero, perché non è bene che Dio riveli
tutto agli uomini. Vi alzo il velo un po’ alla volta, lasciando che vediate
l’opera di Dio mentre si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo
per fortificare la vostra fede, la vostra speranza, e la vostra carità,
o miei cari. Così vi rendete conto di come vi amo tutti, e di come
desidero accogliervi tutti sulla mia alta montagna, nello splendore della mia
gloria che vi trasfigurerà. Udrete allora il canto degli angeli, e le
vostre voci si uniranno alle loro per cantare: “Santo, santo, santo, Dio
dell’universo, i cieli e la terra sono pieni della tua gloria”.
In
quel momento vi accorgerete di essere entrati nella Nuova Gerusalemme. Tu
portami molte anime ai piedi della mia montagna gloriosa, e da là le attirerò
a Me. » (1998)
[47]
Come
sarà la Chiesa dopo la sua risurrezione?
Gesù a Maria
Valtorta:
«Spingiamo insieme lo sguardo nei tempi che, come placida alba
successa a notte di bufera, precederanno il Giorno del Signore. ... I cattolici
– tutto l’orbe conoscerà allora la Chiesa romana,
perché il Vangelo risuonerà dai poli all’equatore, e da un
lato all’altro del globo, come una fascia d’amore, andrà la
Parola – i cattolici, usciti da lotta ferocissima, di cui questa è
unicamente il preludio, [48] sazi di uccidersi e di seguire brutali dominatori, dalla sete di
uccidere insaziabile e dalla violenza insuperabile, si volgeranno verso la
Croce trionfante ritrovata dopo tanto loro accecamento. ...
Sarà Roma che parlerà,
quella che ha vinto i Cesari, che li ha vinti senza armi e senza lotte, con
un’unica forza: l’amore; con un’unica arma: la Croce; con
un’unica oratoria: la preghiera. Sarà la Roma dei grandi Pontefici
che in un mondo oscurato dalle invasioni barbariche e inebetito dalle
distruzioni, ha saputo conservare la civiltà e spanderla tra gli
incivili. Sarà la Roma che ha tenuto testa ai prepotenti, e per bocca
dei suoi santi Vegliardi ha saputo prendere la parte dei deboli e mettere
l’aculeo di una spirituale punizione anche a quelli che in apparenza
erano refrattari a qualsiasi rimorso. ...
Verrà
quel giorno in cui, disillusi degli uomini, vi volgerete a Colui che è
già più spirito che uomo, e dell’umanità conserva
quel tanto necessario a farvi persuasi della sua presenza. Verrà dalla
sua bocca, che Io ispiro, la parola simile a quella chi Io vi direi, Io,
Principe della Pace. Vi insegnerà la perla preziosissima del perdono
reciproco, e vi persuaderà che le armi più belle sono quella del
vomere che ferisce le glebe per renderle opime, e quella della falce che taglia
le erbe per farle più belle. Vi insegnerà che la fatica
più santa è quella che si compie per procurare un pane, una
veste, una casa ai fratelli, e che solo amandosi da fratelli non vi è
più conoscenza di veleno d’odio e di torture di guerre. Figli ...
iniziate questo novello esodo verso la nuova Terra che Io vi prometto, e che
sarà la vostra stessa Terra, ma mutata dall’amore cristiano.
» [49]
Nel
testo seguente Gesù conferma la necessità della sua Parusia intermedia.
Gesù a Maria Valtorta: «Quest’ira
delle nazioni [1943] è il prodromo dell’ira mia,
poiché così deve avvenire. Ora penosa, poveri figli miei che la subite,
ma è inevitabile che ci sia perché tutto deve essere compiuto, di
Bene e di Male, sulla Terra, prima che venga la mia ora. Allora dirò:
“Basta” e verrò come Giudice e Re ad assumere anche il Regno
della terra [sarà la Parusia intermedia], e a giudicare
i peccati [50] e i meriti dell’uomo.
» [51]
-
II -
TRASFORMAZIONE DEL MONDO RIVELATA.
1 - “Morte”
e risurrezione della Chiesa.
Fatima,
La Salette, e molti Profeti cristiani contemporanei annunciano la
“morte” prossima della Chiesa di Cristo, la Chiesa cattolica,
provocando reazioni violente in numerose persone. Il vangelo dice infatti che
“le porte dell’inferno non prevarranno contro di Essa
(Chiesa)”, e questa frase non è intesa da tutti allo stesso modo.
I nostri vescovi e i nostri sacerdoti, quasi tutti, reagiscono come reagirono
gli Apostoli due mila anni fa, quando Gesù li avvertì
dell’atroce morte che lo attendeva: sordità e rifiuto. È
come se un consacrato “normale” non potesse permettersi di pensare
che Cristo (2000 anni fa) o la Chiesa di Cristo (oggi) possano morire.
Su
tale soggetto esiste un messaggio che Mgr Ottavio Michelini ha ricevuto
da Gesù nel 1975, l’otto di ottobre. Il messaggio dice:
Gesù a Mgr Michelini:
«Neppure gli Apostoli vollero mai accettare l’idea della mia
Passione e Morte. Non vollero credere alle mie parole. La presunzione
impedì loro di veder chiaro, e cioè li privò del dono di
Sapienza. Ora, per molti si ripete la stessa cosa... » [52]
Che
significa l’espressione “non prevarranno” ? Che la
Chiesa di Cristo non può morire? Chi lo pensa dimentica che la morte fisica
non è vera morte, ma passaggio a livello superiore. [53] Per questo
sarebbe più esatto dire che l’espressione: “Le porte
degli inferi non prevarranno contro di essa” significa che la Chiesa
di Cristo non può morire in senso assoluto, cioè di morte spirituale,
o eterna (morte spirituale = morte eterna, assoluta). [54] Da venti
secoli il cristiano vede nella morte di Cristo la base della sua salvezza. Che
senso avrebbe impedirgli oggi di interpretare la morte della Chiesa allo stesso
modo? Se è vero che Cristo è morto, morto per davvero, che meraviglia
c’è se anche la sua Chiesa – che è il suo Corpo
mistico – fosse destinata a vivere la stessa esperienza? [55]
Il
3 aprile 1969, Gesù ha dettato le parole seguenti a una religiosa di
clausura che ha chiesto di rimanere anonima.
Gesù a una religiosa: “Lascerò
che la Barca di Pietro vada a fondo, e poi la tirerò in salvo”. [56]
La
Barca di Pietro è la Chiesa cattolica, e secondo questa profezia
detta Barca farà naufragio, ma non rimarrà a lungo in fondo al
mare. Gesù la rimetterà a galla, lavata e purificata.
Qualche anno fa un cardinale di nome
Ottaviani, dopo aver letto il segreto di Fatima disse che la versione diplomatica
redatta da Paolo VI non era che un pallido riflesso del vero segreto. E avrebbe
aggiunto alla fine: “soprattutto per quanto riguarda la Chiesa cattolica”.
Questo ci permette di supporre che il terzo Segreto di Fatima non si limiti a
parlare della grande Apostasia ma annunci pure
ciò che molti prelati rifiutano di ammettere: una “morte” eventuale
della Chiesa di Cristo.
L’inno
religioso latino Rorate cæli è come una profezia. Anni fa veniva
cantato nel periodo dell’Avvento, ma oggi non più. Eppure le sue
parole sono attuali. Qui ognuno può giudicare da se stesso:
|
Rorate In latino:
«Ecce, Civitas Sancti facta est deserta, Sion deserta facta est,
Jerusalem desolata est. Domus sanctificationis tuæ et gloriæ
tuæ, ubi laudaverunt te patres nostri, desolata est.» Ritornello: Rorate cæli
desuper, et nubes pluant Justum. Traduzione: «Ecco,
la Città Santa è divenuta un deserto. Gerusalemme è come
un deserto. Sion è devastata. La casa delle tue lodi e della tua gloria,
dove i nostri padri hanno inneggiato alla tua gloria e a quella del tuo santo
nome, altro non è che desolazione.» Ritornello: Che i Cieli
facciano scendere il Giusto come una pioggia, come una rugiada. |
Le
parole di questo inno descrivono la notte della Chiesa (Civitas Sancti = la Chiesa), il suo stato di morte.
È evidente la nostalgia espressa da coloro che da lontano oppure di nascosto
ne piangono il lutto. Il ritornello Rorate invoca il ritorno del Giusto.
L’umanità ne ha bisogno come la terra ha bisogno di pioggia e di
rugiada quando è arida. I tre brani che seguono, di don
Stefano Gobbi, sembrano confermare le parole di questo inno,
dichiarandole attuali:
La
Madonna a don Gobbi:
– «La grande prova è giunta per la vostra Chiesa. Si sono
continuati a diffondere gli errori che hanno portato alla perdita della fede.
Molti Pastori non sono stati attenti nè vigilanti, ed hanno permesso a
tanti lupi rapaci, vestiti da agnelli, di introdursi fra il gregge a portare
disordine e distruzione. Quanto grande è la vostra responsabilità,
o Pastori della santa Chiesa di Dio! Si continua sulla strada della divisione
al Papa, e del rifiuto del suo Magistero; anzi, di nascosto si prepara un vero
scisma che presto potrà diventare aperto e proclamato. Allora
rimarrà solo un piccolo resto fedele, che Io custodirò nel
giardino del mio Cuore Immacolato. La grande prova è giunta per tutta
l’umanità. Sta per giungere il castigo, da Me predetto a Fatima, e
contenuto in quella parte del segreto che non vi è stato ancora svelato.
È arrivato sul mondo il grande momento della divina giustizia e della
misericordia. » (15 novembre 1990)
La
Madonna a don Gobbi:
– «In questi tempi la Chiesa è chiamata a vivere le ore
dell’agonia e del Getsemani; le ore della passione redentrice; le ore
della sua cruenta immolazione sul Calvario. (...) È vicino per la mia
Chiesa il momento dello spargimento di sangue e della sua cruenta immolazione.
Soprattutto in questi tempi io sono sempre accanto a questa mia figlia sofferente
e agonizzante, come lo sono stata sotto la Croce su cui Gesù veniva
immolato per la nostra redenzione. Pregate, figli prediletti, perché
ormai siete entrati nel tempo del grande castigo che il Signore manderà
per la purificazione della terra. » (1 gennaio. 1991)
La
Madonna a don Gobbi:
– «Siete ora entrati negli ultimi anni che vi preparano a questo
nuovo e secondo Avvento. Sono anni importanti più che
mai, difficili, dolorosi, sanguinosi più che mai, perché in essi
devono compiersi gli ultimi avvenimenti che vi ho predetti. » (Messaggio del 1o
gennaio 1995).
Da tutti questi messaggi si deduce che il motivo principale
della nostra crisi, che in fin dei conti è una purificazione, è
di prepararci alla grande Pentecoste e a tutto ciò che essa rappresenta
per i secoli futuri. Il brano che segue, di Mgr Ottavio Michelini, ne costituisce
una prova supplementare.
Gesù a Mgr Michelini: «La
Purificazione non è un avvenimento di cronaca quotidiana. È un
fatto unico nella storia del genere umano, perché è una svolta
decisiva non per una nazione soltanto ma per tutta l’umanità, di
cui ne cambierà il volto. Come per la "creazione" intervenne
Dio Onnipotente con un atto della sua divina Volontà, così per la
purificazione, da Dio non voluta ma da Lui permessa, ci sarà
l’intervento diretto di Gesù, Dio Uno e Trino, e della Madre sua
santissima per ripristinare l’armonia e l’ordine del creato
così gravemente compromessi dalla perversità e cecità del
genere umano. »
[57]
È
lecito immaginare che la morte della Chiesa di Cristo assomigli a quella di
Cristo stesso, suo divino Fondatore, a tal punto che un cristiano poco
preparato correrà il rischio di perdere la Fede, vittime dello scandalo
o dello scoraggiamento generale. Stando così le cose, Dio Padre si
preoccupa di avvertirci del pericolo, e lo fa attraverso le sue voci
profetiche. Oltre ai nomi già citati, da qualche tempo esiste anche una
mistica francese di nome Françoise. [58] Recentemente
Gesù le ha affidato dei messaggi importanti a carattere profetico.
Eccone alcuni esempi:
Gesù
a Françoise:
3 ottobre 1997. «Presto tuoneranno le mie folgori, e il fuoco
scenderà su quelli che mi feriscono, mi crocifiggono all’interno
della mia Chiesa. Una grande parte di coloro che bestemmiano contro di Me
sarà incenerita dal fuoco. Gli altri, che sono fedeli, mi rimarranno
vicini ed Io li proteggerò. Prima che ciò arrivi dovrai avanzare
ancora un po’ per la tua strada. In modo da poter riportarmi le pecorelle
smarrite. Nemmeno una dovrà poter dire: “Non sapevo”.
»
Gesù
a Françoise:
4 ottobre 1997. «Come ho cacciato i mercanti del Tempio, così
ora ritorno, con la frusta in mano, per cacciare coloro che non mi appartengono.
Sono pronto a penetrare in seno alla mia Chiesa per denunciare gli impostori.
Non insulteranno più la mia gloria. Non lo sopporto. Li rovescerò
dai loro troni, e mai più vi saliranno. Ritorno con un’armata di
piccoli per rifare della mia Chiesa un Corpo santo e puro. Restaurerò la
mia Chiesa. L’ho deciso. »
Gesù
a Françoise:
6 ottobre 1997. «Il male rode attorno a te e in te, o Chiesa, Figlia
mia. Ecco perché mando i miei piccoli, a rivelarti il tuo errore. ...
All’interno di te ospiti delle vipere che ti morderanno e ti
distruggeranno, se non fai attenzione. Ospiti dei malfattori che usurperanno il
mio Trono, se non faccio giustizia. Allora ascolta ... rovescerò gli
invasori, e li rimpiazzerò con il mio gregge sano e fedele. Nei tuoi
membri malsani tu sarai gettata fuori, lontano da Me. »
Gesù
a Françoise:
8 ottobre 1997. «Fra poco gli angeli verranno a fare la separazione
fra coloro che vogliono servirmi e coloro che mi disonorano. Costoro saranno
cacciati perché Dio, Padre mio, più non li sopporta. Va dunque,
piccola anima, adunare gli uni e gli altri affinché questo piccolo
intervallo serva a convertire gli uni, e ad allontanare gli altri, quelli che
non sono miei, e che non lo vogliono essere. »
Gesù
a Françoise:
9 ottobre 1997. «La rapidità improvvisa con la quale
agirò ne lascerà alcuni sbalorditi, alcuni altri morti, talmente
li spazzerò col fuoco della mia Gloria. »
Gesù
a Françoise:
13 ottobre 1997. «I miei angeli sono al lavoro per unire e santificare
i miei, coloro che mi devono appartenere per l’eternità. Satana,
lui, sta facendo cadere il più gran numero possibile di anime, per
segnarle col suo marchio diabolico. Si tratta di un vero combattimento tra la
luce e le tenebre. Presto apparirà Maria, e con il suo sguardo
spazzerà il male rimasto sulla terra. Satana dovrà obbedirle, e
sarà cacciato. Sulla terra rimarranno i piccoli, quelli che hanno sempre
cercato il bene, la giustizia, l’equità, ed hanno dato a Dio il
primo posto. »
Molti
si assurgono contro questi messaggi, che secondo loro contengono solo minacce.
Se Dio si preoccupa di avvertirci su quanto deve accadere, non è forse
per bontà? La prevenzione di un malanno costerà sempre meno della
sua guarigione! S. Giovanni Bosco, maestro e pedagogo, diceva ai suoi assistenti
che era bene avvertire gli allievi almeno due volte prima di castigarli: la
prima mostrando i vantaggi dell’obbedienza, e la seconda mostrando gli
svantaggi della disobbedienza e la natura del castigo in arrivo. Se Dio ispira
i suoi santi ad agire in questo modo, non c’è bisogno di stupirsi
che poi ci applichi la stessa pedagogia.
Queste
informazioni sono l’equivalente di quell’olio che le vergini sagge
della parabola evangelica hanno saputo prendersi come scorta, mentre le meno
sagge lo hanno trascurato. [59] Dato che lo scopo del nostro sforzo
è di preservare in noi la Fede cristiana, è consigliabile la
prudenza preventiva. Gli scogli da superare sono due: l’oscurità
della notte e l’apparente ritardo dello Sposo. Lo sposo si è
annunciato, e noi tutti lo aspettiamo da un momento all’altro. Non
arriva? È in ritardo? Come mai non rispetta l’ora? Se non la rispetta,
è perché così deve essere. Se così non fosse, come
avverrebbe la selezione tra chi ama e chi non ama, e magari pretende di
amare? I veri innamorati non si scoraggiano subito, subito. Sanno aspettare
anche al di là dei limiti di tempo. Lo esige il loro istinto d’amore.
[60]
2 - Lo
“Scandalo della Croce”: versione attuale.
Oggi, come due mila anni fa, si
rinnova lo scandalo della Croce, col Mistero d’Iniquità, ma al
posto di Cristo c’è il suo Corpo mistico, la Chiesa.
Nei
suoi “Quaderni”, Maria Valtorta ci apprende che
nel momento della crocifissione della Chiesa ognuno di noi finirà per
partecipare al nuovo Sacrificio d’immolazione secondo i sentimenti che si
sarà abituato a coltivare in fondo alla propria anima. Questo condurrebbe
alla formazione di tre categorie di persone:
|
1)
quella dei veri amici di Cristo, 2)
quella dei veri nemici di Cristo, 3) quella
degli indifferenti a Cristo. |
I
sentimenti che ognuno si sarà abituato a coltivare in fondo al proprio cuore,
anche se nascosti lo spingeranno a far parte di uno di questi gruppi, e il
quadro finale avrà le stesse caratteristiche di quello che due mila anni
fa si formò alla morte di Cristo. Ma noi sappiamo che in quell’ora
un apostolo su dodici, uno solo, ha avuto il coraggio di seguire Gesù
lungo il Calvario: Giovanni. Uno su dodici ha scelto di tradire, per poi
suicidarsi: Giuda Iscariota. Dieci su dodici sono spariti dalla
scena, dandosi chi più e chi meno alla fuga. [61]
Se
Maria Valtorta dice il vero, c’è da
aspettarsi che nell’ora fatale, che è prossima, non tutti i
vescovi sapranno imitare l’apostolo Giovanni, e non tutti i laici
sapranno imitare il Cireneo, la Veronica, Maria Maddalena, le pie Donne. Un
consacrato su dodici seguirà l’esempio di Giuda, il traditore. Uno
su dodici farà come l’apostolo Giovanni, che ha
seguito il Condannato sulla strada del Calvario, ed è rimasto davanti
alla Croce fino alla fine del grande Sacrificio. Dieci su dodici, presi da
timore, cercheranno riparo lontano dagli sguardi feroci delle masse. Ciò
che eventualmente ci sarà dato di vedere nell’ora della
“morte” della santa Chiesa di Dio è questo: un Corpo mistico
odiato, tradito, torturato, beffeggiato, oppure un Corpo mistico amato, sostenuto,
difeso, e pianto, come avvenne con Cristo due mila anni fa. Con ogni probabilità
questo è quanto si riprodurrà alla “morte” della
santa Chiesa di Dio.
A
quei dieci Consacrati che si nasconderanno, o che per paura si daranno alla
fuga, sarà comunque concessa, ma più tardi, una possibilità
di ripresa: la grazia del martirio, la stessa che fu concessa pure agli
Apostoli, che al termine della loro missione terrena accettarono di morire per
Cristo. L’apostolo Giovanni è l’unico cui Dio non chiese il
martirio cruento, visto che lo aveva già vissuto in modo incruento ai
piedi della Croce. (Giovanni visse il martirio in modo spirituale).
3 - Un Papa falso?
Esiste
forse qualcosa di più desolante e abominevole che il vedersi costretti a
subire il giogo di un falso papa al posto del Vicario di Cristo? Benché
inaudita e apparentemente inammissibile quest’idea non è una
semplice ipotesi. Dai messaggi di don Gobbi si capisce che il “Falso
Pastore” riuscirà ad arrampicarsi fino al Trono pontificio, e ad occuparlo.
Ecco due messaggi, fra i più recenti, ripresi dal “Libro
azzurro” del Movimento Sacerdotale Mariano.
La
Madonna a don Gobbi:
– «Il 666 indicato tre volte, cioè per 3, esprime
l’anno
La
Madonna a don Gobbi:
– «Sono particolarmente vicina alla Chiesa in questi ultimi
tempi nei quali dovrà vivere l’ora sanguinosa della sua purificazione
e della sua grande tribolazione. Anche per essa il disegno del Padre celeste deve
compiersi; così essa è chiamata a salire il Calvario della sua
immolazione. La mia amatissima Figlia sarà colpita, ferita, tradita,
spogliata, abbandonata e condotta al patibolo, dove sarà crocifissa. L’Empio
entrerà nel suo seno e porterà al sommo l’abominio della
desolazione profetizzata nelle Scritture sacre. » [63] (1 gennaio,
1994).
A
prima vista tutto questo può sembrare improbabile. Com’è
possibile che succedano cose del genere? In che modo potrebbero prodursi? Le
risposte più chiare ci vengono dai messaggi ricevuti da don Stefano
Gobbi
nel 1989, quelli che spiegano i simboli dell’Apocalisse. Per esempio, nel
messaggio del 13 giugno 1989 si possono leggere le parole seguenti:
La
Madonna a don Gobbi:
«La Bestia nera simile a una PANTERA indica la Massoneria. La
Bestia con due corna, simile a un AGNELLO, indica la Massoneria infiltrata
all’interno della Chiesa, cioè la Massoneria ecclesiastica che si
è diffusa soprattutto fra i membri della gerarchia. Questa
infiltrazione massonica all’interno della Chiesa vi è già
stata da Me predetta in Fatima, quando vi ho annunciato che Satana si sarebbe
introdotto fino al vertice della Chiesa. Se il compito della Massoneria
è di condurre le anime alla perdizione portandole al culto di false
divinità, lo scopo della Massoneria ecclesiastica è invece quello
di distruggere Cristo e la sua Chiesa, costruendo un nuovo idolo, cioè
un falso Cristo ed una falsa Chiesa. » (13 giugno, 1989).
La stessa
fonte ci informa sul significato del marchio sulla fronte e sulla mano. Si
tratta del messaggio dell’8 settembre 1989, di cui ecco un estratto:
La Madonna a don Gobbi: «Questi
sono i tempi in cui i seguaci di colui che si oppone a Cristo vengono segnati
con il suo marchio sulla fronte e sulla mano. Il marchio sulla fronte e sulla
mano è espressione di una totale dipendenza da chi viene significato da
questo segno. (...) Il marchio
è impresso sulla fronte e sulla mano. La fronte indica
l’intelligenza perché le mente è sede della ragione umana.
La mano esprime l’attività umana, perché è con le
sue mani che l’uomo opera e lavora. Pertanto è la persona che
viene segnata con il marchio dell’Anti-Cristo nella sua intelligenza e
nella sua volontà.
Chi si lascia segnare
dal marchio sulla fronte viene condotto ad accogliere la dottrina della
negazione di Dio, del rifiuto della sua legge, dell’ateismo che in questi
tempi viene sempre più diffuso e propagandato. Così è
sospinto a seguire le ideologie oggi di moda, ed a farsi propagatore di tutti
gli errori. Chi si lascia segnare dal marchio sulla mano viene obbligato ad agire
in maniera autonoma e indipendente da Dio, ordinando la propria attività
alla ricerca di un bene solo materiale e terreno. Così sottrae la sua
azione al disegno del Padre, che vuole illuminarla e sostenerla con la sua
divina Provvidenza; all’amore del Figlio che rende la fatica umana un
mezzo prezioso per la sua stessa redenzione e santificazione; al potere dello
Spirito che agisce ovunque per rinnovare interiormente ogni creatura.
Chi è segnato dal marchio sulla mano lavora solo per se
stesso, per accumulare beni materiali. Fa del denaro il suo dio, e diviene vittima
del materialismo. Chi è segnato dal marchio sulla mano opera solo per
l’appagamento dei propri sensi, per cercare il benessere ed il piacere,
per dare piena soddisfazione a tutte le sue passioni, specialmente a quella
dell’impurità, e diviene vittima dell’edonismo. Chi è
segnato dal marchio sulla mano fa del proprio io il centro di tutto il suo
operare, guarda gli altri come oggetti da usare e da sfruttare per il proprio
tornaconto, e diventa vittima dell’egoismo sfrenato e della mancanza di
amore. Se il mio avversario segna, con il suo marchio, tutti i suoi seguaci,
è giunto il tempo che anch’io, vostra celeste Condottiera, segno
con il mio materno sigillo tutti coloro che si sono consacrati al mio Cuore
Immacolato, e fanno parte della mia schiera. Imprimo sulla vostra fronte il mio
sigillo con il segno santissimo della Croce di mio figlio Gesù.
Così apro l’intelligenza umana ad accogliere la sua divina Parola,
ad amarla, a viverla. Vi conduco ad affidarvi completamente a Gesù che
ve l’ha rivelata, e vi rendo oggi coraggiosi testimoni di fede. Ai
segnati sulla fronte con il marchio blasfemo, Io contrappongo i miei figli
segnati con la Croce di Gesù Cristo. Poi ordino tutta la vostra attività
alla perfetta glorificazione della Santissima Trinità. Per questo
imprimo sulla vostra mano il mio sigillo, che è il segno del Padre, del
Figlio e dello Spirito Santo. » (8 settembre, 1989).
Subire
il giogo di un falso papa al posto del Vicario di Cristo sarebbe veramente il
colmo dell’abominio. Tuttavia coloro che di fronte a tali rivelazioni si
sentono deboli e sprovveduti, hanno invece tutte le ragioni del mondo per non
perdersi di coraggio. La prima di queste ragioni è che Cristo è
risorto. Se Cristo è risorto è normale che anche la sua Chiesa
risorga, perché è il suo Corpo mistico, e perché sta
scritto che “le porte della morte non prevarranno contro di
essa”. La risurrezione della Chiesa essendo cosa inevitabile,
l’interesse del cristiano è di mantenere viva la propria Fede,
anche se la notte sembrerà lunga e la tempesta violenta.
4 - Cambiamenti radicali.
I
cambiamenti radicali che si annunciano possono essere qualificati di
apocalittici. Questa parola non ha solo un senso distruttivo ma anche, e soprattutto,
un senso costruttivo. Infatti, come l’oro si purifica nel crogiuolo, così
pure il mondo. Bisogna che muoia se vuol conoscere la gioia della risurrezione.
Il passo seguente è di don Stefano Gobbi,
e porta la data del 22 novembre 1992.
La
Madonna a don Gobbi:
«Per giungere a questi cieli nuovi e a questa nuova terra occorre
passare attraverso la prova dolorosa e sanguinosa della purificazione, della
grande tribolazione e del castigo. Miei prediletti e figli consacrati al mio
Cuore Immacolato, ascoltate le parole della vostra Mamma celeste. Sono ormai
giunti i tempi che vi sono stati predetti dal Profeta Zaccaria: “Oracolo
del Signore. Percuoterò il pastore, ed il gregge
andrà tutto disperso; allora volgerò la mano sopra i
deboli.” ... “In tutto il paese due terzi saranno sterminati e
periranno; un terzo sarà conservato. Farò passare questo terzo
per il fuoco; lo purificherò come si purifica l’argento, e lo proverò
come si prova l’oro. Invocherà il mio nome, ed Io lo
ascolterò; dirò: questo è il mio popolo, ed esso
dirà: il Signore è il mio Dio”. » [64]
“Percuoterò
il pastore”. Chi
è questo pastore? Giovanni-Paolo II? E chi, se non lui? Sarà
dunque “percosso” come Gesù? Sì, e
la
nave della Chiesa rimarrà senza timoniere;
peggio
ancora, al posto del timoniere amico ci sarà un timoniere nemico
travestito da amico. Ecco l’abominio, il massimo della desolazione! Chi
potrà sopravvivere? Sopravvivrà chi avrà invocato il nome
del Signore e si sarà consacrato al Cuore Immacolato di Maria.
Nel
fascicolo intitolato: “Messaggi del Cielo dedicati ai due Cuori”,
[65] in data 5
giugno 1995 si incontrano le seguenti parole che il Cielo ha trasmesso a un coltivatore
americano:
Gesù a un
coltivatore americano:
«Fra poco il Pastore sarà percosso e il suo gregge disperso. Colui che
vuole impossessarsi della Cattedra di Pietro possiede le più alte
conoscenze, ed è considerato uno dei più grandi sapienti della
vostra epoca. Non si preoccupa del mio gregge ma solo del suo potere. In cambio
di una sola ora di potere ha concluso un patto con le forze nemiche. Non vede
l’ora di profanare i miei altari e di negare la mia divinità.
Molti lo seguiranno volentieri perché le sue parole suoneranno gradevoli
ai loro orecchi. Offrirà loro quel famoso frutto corrotto che molti di
voi hanno già assaggiato o vogliono assaggiare.
Sì, l’hanno già
assaggiato. Satana li ha convinti che questo frutto li farà diventare
come Dio. Ha detto loro che esso proviene dall’albero della conoscenza.
Ma è un inganno, una falsità! Mentre l’aspetto esteriore
del frutto è chiaro e brillante, l’interno è amaro e
putrido, pieno di un veleno che corrompe le vostre papille gustative,
rendendole poi inabili a gustare i frutti buoni. Allora la confusione nella mia
casa diventerà grande quanto quella che spinse gli apostoli a disperdersi
al momento del mio arresto, quando fui arrestato, e per redimervi soffersi la
mia Passione, e fui messo a morte. Nel momento in cui la mia Chiesa
salirà lungo il Calvario camminando sulle mie orme, soltanto un piccolo
gruppo si manterrà nella Verità e seguirà la mia vera
dottrina com’è accaduto all’ora della mia Passione.
Uno
su dodici farà un mercato con Satana, e mi tradirà di
nuovo con colui che occuperà il mio Trono. Solo uno su dodici rimarrà fedele. Tutti gli altri saranno
come un gregge disperso... Per continuare a far parte del fedele piccolo resto
dovete rimaner vicini a mia Madre, come fece il mio fedele discepolo Giovanni
sul Calvario. » [66]
Gesù
a Mgr Michelini: «Non è la prima volta che nella storia
dell’umanità si verifica questo triste fenomeno per cui, per
Volontà permissiva di Dio, l’umanità viene distrutta nella
sua quasi totalità. Al tempo del Diluvio tutti gli abitanti della terra
sono stati distrutti, salvo Noè con i figli e i figli dei suoi figli.
Siccome oggi le condizioni sono come quelle precedenti al Diluvio,
l’umanità sarà distrutta ad eccezione di quelli che il
Signore ha decretato di salvare. È necessario dire che gli esseri umani,
in grande maggioranza, sono rimasti sordi alle numerose chiamate di conversione
che Dio ha indirizzato loro. ... Figlio mio, ti confermo ancora una volta
l’ora della purificazione, dopo di che vi saranno cieli nuovi, terra
nuova, e Chiesa nuova. Evidente apparirà a tutti l’intervento decisivo
della Madre mia, Regina delle vittorie, e la gloria e la potenza di Me, vero
Dio e vero Uomo. Una nuova Era avrà corso nella storia
dell’umanità. » [67]
Nel
libretto italiano: «Il Gran Messaggio d’Amore», in
data del 31 agosto 1968, l’autrice del libro, una Monaca
di clausura,
testimonia del dialogo seguente tra lei e la Voce divina:
Voce
divina a una Monaca di clausura: «Mia Madre, in altri tempi,
aveva predetto il castigo, ma adesso l’ora è molto più
vicina. I popoli più forti demoliranno quelli più deboli. Ogni umano
diritto sarà sopraffatto. Sangue e fuoco sopra tutta la terra. Cose mai
viste fin dalla fondazione del mondo! Il cielo non avrà che i riflessi
del fuoco, non sarà più azzurro, ma carico del fumo dei mezzi di
distruzione. ... Farà buio su tutta la terra, ... e la terra sarà
avvolta in un nero mantello. »
La
monaca:
«O Signore! Si direbbe l’Apocalisse!»
Voce
divina:
«Il tempo della vera Apocalisse è molto lontano, e sarà
voluto da Dio, mentre questo sarà voluto e preparato dall’uomo! Gerusalemme,
Gerusalemme, quante volte ho voluto radunare i tuoi figli come la gallina
raduna i pulcini sotto le sue ali, e tu non hai voluto! Questo è il
messaggio di cui ti parlavo l’altra notte. Messaggio d’amore e di
dolore. Te lo affido! »
La
monaca:
«Ma, Signore! Se il mondo potesse almeno sapere quel che mi dici! »
Voce
divina:
«Questo mondo incredulo e infedele non crede facilmente a certe cose,
perché è più facile vestirsi di scetticismo che di verità.
Fa più comodo! Ancora una volta ti dico che nessuno è Profeta in
casa sua. Il mondo ha bisogno di un segno per credere, e lo avrà.
» (31 agosto, 1968). [68]
Le
parole suddette confermano che la vera Apocalisse (quella assoluta della Fine
del Mondo), è ancora lontana nel tempo. Essa arriverà fra una decina
di secoli, non ora che siamo alla Fine dei tempi (o fine del
“Tempo delle nazioni”), un periodo che corrisponde alla fine del
sesto millennio della storia umana, che in tutto ne comporta sette, come
già abbiamo visto. [69] L’ultimo millennio della storia
umana dovrebbe terminare verso l’anno 3000. [70] Le opere di Dio riflettono
l’ordine, e una persona che ama l’ordine non si lascia condurre dal
padre del disordine, che è l’avversario di Dio. [71]
* * *
PICCOLA DIGRESSIONE:
L’ora della supremazia ebraica.
Tutti
gli Ebrei, da secoli, aspettano l’ora della supremazia ebraica. Anche gli
Apostoli di Gesù l’aspettavano. Verrà? Quando verrà?
È una promessa fatta da Dio. Dice che alla maturazione dei tempi i figli
di Abramo guideranno il mondo. In che modo? Supremazia spirituale o materiale?
Gli
Ebrei non concepiscono tutti il “Regno d’Israele” allo stesso
modo. Alcuni lo aspettano dal Cielo, gli altri dalla terra. [72] Quelli che lo
aspettano dal Cielo accettano il progetto di Dio, gli altri finiscono per
scegliere il progetto di Satana. Quello di Dio dice: 1) Supremazia spirituale;
2) concepita e voluta da Dio; 3) destinata al Popolo ebreo nel suo insieme.
Quello di Satana dice: 1) Supremazia politica; 2) concepita e voluta da menti
ebraiche; 3) destinata a un pugno d’individui a mentalità
elitistica: i Farisei.
I
Profeti cristiani contemporanei ripetono con insistenza che il progetto di
Satana è una contraffazione di quello di Dio. Aggiungono che il suo successo
sarà effimero, essendo permesso da Dio unicamente allo scopo di dare ai
reprobi come agli eletti la possibilità di mostrare il loro rispettivo
valore, negativo da un lato, positivo dall’altro.
FINE DELLA DIGRESSIONE.
*
* *
Tornando
al tema principale del capitolo, che è la Purificazione, è lecito
chiedersi in che modo essa avverrà. Maria Valtorta parla di
collera divina, ma è Dio stesso che parla attraverso di lei:
Gesù a Maria
Valtorta:
«Non occorrono folgori perché questa collera divina sia
manifesta. Non cataclismi. Non diluvi. Basta che Dio vi lasci in balia di voi
stessi, ed ecco che voi stessi vi date la morte, l’angoscia, la
disperazione. L’ira di Dio, quella vera e immutabile, più che
manifestarsi con castighi si manifesterà coll’abbandono di Dio a
voi stessi. Quelle che voi chiamate “ira di Dio”, le guerre, i
mezzi atroci di distruzione, i cataclismi, le pestilenze, ancora non sono ira
senza mutazione, ira assoluta. Sono rimproveri, sono richiami da parte di un
Padre offeso sì, ma ancora premuroso di dare soccorso e perdono ai figli
colpevoli. Ma quando ogni “empietà e ingiustizia”
sarà nel cuore del 99% dell’umanità, quando empietà
e ingiustizia mentale o materiale avrà invaso ogni classe sociale, e
financo l’abominio, sarà penetrato nella casa di Dio
l’abominio della desolazione di cui parla il Profeta, e lo conferma il Verbo,
né ancora avete dato il giusto significato alla parola “desolazione”
di cui è detto che sarà il segno della fine, e lo sarà
allora Dio non vi riprenderà più con paterni castighi che
purtroppo, è vero, ne salvano pochi, ma perché i più sono
già servi di Satana ma vi abbandonerà a voi stessi. Si
ritirerà. Non farà più atto.
Sino al momento in cui un baleno del
suo volere ordinerà ai suoi angeli di aprire i sette sigilli, di suonare
le quattro trombe, di liberare l’aquila dei tre guai, e poi, orrore, sarà
dato fiato alla quinta tromba, e il Giuda dei tempi ultimi aprirà il
pozzo d’abisso per farne uscire ciò che l’uomo avrà
desiderato più di Dio. ...
E
allora, come astro pacifico sull’orrore e terrore delle onde in tempesta
– tutta la Terra sommossa come mare in tempesta, e tutti gli uomini
naufraganti come in mare in tempesta, meno i servi di Dio raccolti sulla barca
di Pietro, fedeli al Nauta santo – e allora verrà l’aurora
della Stella del Mare, precorritrice al sorgere, all’apparire ultimo
della Stella del Mattino. » [73]
La
Stella del Mare è la Madonna. La radiosa Stella del Mattino, è
Gesù. Da anni la Madonna è fra noi, e si mostra in parecchi punti
della terra, come per esempio a Medjugorije, S. Damiano, Naju, Akita, Kibeo, S.
Martino di Schio, Fatima, Garabandal... In tutti questi posti essa annuncia
l’imminente ritorno di Gesù nella gloria, e invita i cristiani a
prepararsi per questo suo secondo avvento, che segna l’inizio del
meraviglioso Testamento futuro. L’ora del mutamento è ormai
prossima, anche se coloro che ascoltano il Cielo sono un piccolissimo gruppo,
quelli che la Madonna soprannomina: il suo “piccolo gregge”.
5 - Garabandal: messaggi profetici.
Dal 1961 al
1965 la Madonna è apparsa a quattro bambine del paesetto spagnolo di Garabandal.
I messaggi profetici che la Madonna ha dato loro, ignorati all’inizio
dalla gerarchia ecclesiastica, oggi si rivelano talmente importanti che per
capire qualcosa sui tempi attuali è necessario prenderli in considerazione.
A
Concita, che a quel tempo aveva 14 anni e non conosceva la differenza tra
“Fine del Mondo” e “Fine dei Tempi”, la Madonna fece
sapere che dopo il Papa Giovanni XXIII rimanevano soltanto tre Papi prima della
“Fine dei Tempi”. Quando la madre di Concita chiese a sua figlia se
questa “Fine dei Tempi” era la Fine del Mondo, Concita non
potè far altro che rispondere: La
Madonna non ha detto: Fine del Mondo, ha detto: Fine dei Tempi. Oggi la differenza
tra i due concetti è chiara per tutti, ma a quel tempo, chi sapeva?
Nemmeno Concita sapeva di questa differenza, eppure si sentì obbligata a
rispondere nel modo suddetto perché così si era espressa la
Madonna. [74]
Le
veggenti di Garabandal, sulla base delle rivelazioni ricevute, hanno detto che
alla “Fine dei Tempi” ci saranno tre avvenimenti
successivi, e cioè:
|
1 Grande
Avvertimento |
2 Grande
Miracolo |
3 Grande
Castigo |
1. – Il Grande Avvertimento è il primo di questi tre
avvenimenti, ed è stato descritto dalle veggenti di Garabandal nel modo
seguente:
Concita
ha detto:
«L’Avvertimento
sarà una cosa che incuterà timore. Attirerà i buoni
più vicino a Dio, e avvertirà i cattivi che la Fine dei Tempi si
avvicina. L’Avvertimento sarà dato al mondo intero perché
si converta.»
Giacinta ha detto: «L’Avvertimento sarà qualcosa che si vedrà prima di tutto nell’aria, ovunque nel mondo, e che sarà immediatamente trasmesso all’interno delle nostre anime. Il fenomeno durerà pochissimo tempo, ma ci sembrerà lunghissimo a causa dell’effetto che produrrà in ognuno di noi. L’Avvertimento sarà dato per il bene delle nostre anime, per permetterci di vedere lo stato della nostra coscienza come se fossimo già davanti a Dio... così da permetterci di vedere il bene che per negligenza non abbiamo fatto, e il male che abbiamo fatto. » [75]
Una
delle quattro veggenti ha detto: “...nel
momento dell’Avvertimento il Papa fuggiva da Roma”.
Il fratello di Concita ha detto: «L’Avvertimento non è imminente, esso si produrrà più tardi, quando nella Chiesa inizierà uno scisma. »
2.
– Il Grande
Miracolo,
è il secondo di questi tre avvenimenti, e in base alle testimonianze
delle veggenti si dovrebbe produrre al di sopra dei Pini, non più di un
anno dopo l’Avvertimento. Si sa che lascerà un segno visibile
permanente. Si sa pure che tutte le persone presenti saranno guarite dalle loro
malattie.
3.
– Il Grande
Castigo,
è l’ultimo degli avvenimenti profetizzati da Maria. Che
sarà? Paolo VI, qualche anno prima di morire, a seguito dei numerosi discorsi
ascoltati in Concilio ha gridato al mondo: “Il
fumo di Satana è entrato nel Tempio santo di Dio”. Sono
parole dense di significato. È possibile che un giorno il Papa sia
costretto a fuggire dal Vaticano? … che un’elezione papale sia
falsificata? … che un falso papa sia nominato? … che
l’abominio s’installi nel Santuario? … che la desolazione
invada la terra? Se è vero che il Papa fuggirà da Roma, e che
l’Avvertimento si produrrà in quel frangente (come ha detto la
veggente di Garabandal) questo fatto potrebbe servire da preavviso per gli
avvenimenti che dovrebbero seguire.
6 - Dozulé. La Croce Gloriosa.
In
occasione dell’undicesima apparizione che Madeleine
Aumont
ha avuto a Dozulé il 5 ottobre 1973 [76] Gesù le avrebbe dettato questo
messaggio:
Gesù a Madeleine
Aumont:
«Rimanete
nella gioia, sempre. Non lamentatevi sul cataclisma generale di questa generazione,
perché tutto questo deve accadere. Ecco che apparirà nel cielo il
Segno del Figlio dell’Uomo. Sta
per compiersi il Tempo delle Nazioni. [77] Ognuno si batterà
il petto. Quando il mondo sarà tutto evangelizzato, allora verrò
nella gloria. » [78]
“Tempo
delle Nazioni” è un’espressione che riguarda il Popolo
ebreo. Per capire ciò che riguarda il Popolo ebreo è quasi
d’obbligo scrutare la Parola di Dio. Per esempio, nel vangelo di S. Luca
è detto:
“Gerusalemme sarà calpestata dai pagani fino a quando il Tempo dei
Pagani non sarà compiuto”.
[79]
In
altre parole: Gerusalemme, capitale della vostra patria, apparterrà a
degli stranieri che la calpesteranno per tutto il tempo che durerà il
vostro esilio. [80]
Siccome
nel 1948 gli Ebrei hanno cominciato a riorganizzare il loro antico Stato, [81] per
l’umanità sembra giunto il periodo della Fine
dei tempi, cioè dei
secoli che gli Ebrei hanno dovuto vivere in esilio dopo la sconfitta subita nel
70 d.C. da parte dei Romani. È quindi vicina la Purificazione annunciata
da Gesù nella sua undicesima apparizione, dopo di che apparirà in
cielo il “Segno del Figlio dell’Uomo”, cioè la Croce.
Una
croce altissima avrebbe dovuto essere costruita a Dozulé secondo il desiderio
espresso da Gesù tramite la sua messaggera, ma il vescovo del luogo non
ha creduto al Messaggio, e così la croce non è stata costruita.
|
|
DOZULÉ: LA CROCE GLORIOSA
|
Stando
ai messaggi ricevuti da Madeleine Aumont, la grande Croce che l’uomo di
Chiesa ha rifiutato di costruire, un giorno apparirà nel cielo. Questo
accadrà “alla
fine della Tribolazione e della grande Purificazione”. Madeleine
aggiunge che in quel momento tutti vedranno la suddetta Croce (anche coloro che
avrebbero preferito non vederla). Se Gesù potesse parlarci individualmente,
è probabile che ci ripeterebbe le parole seguenti:
Gesù a Madeleine Aumont: «Il
Padre mio, la cui bontà è infinita, vuole salvare
l’umanità che è sull’orlo dell’abisso. È
necessario che vi prepariate in virtù di quest’ultimo Messaggio.
» (2
gennaio 1976).
Questi
avvertimenti sono confermati da altri Profeti, e soprattutto da don Stefano Gobbi.
Per esempio, nel 1994 don Stefano Gobbi ha avuto questa locuzione:
La
Madonna a don Gobbi: «La Croce luminosa che
apparirà nel cielo, e andrà da oriente a occidente, sarà
il segno del ritorno di Gesù nella gloria. La Croce luminosa, da
patibolo si trasformerà per Lui in trono di trionfo, perché Gesù
verrà su di essa. … La croce luminosa che apparirà nel
cielo alla fine della purificazione e della grande tribolazione, sarà la
porta che apre il lungo e tenebroso sepolcro nel quale giace
l’umanità, per condurla nel nuovo Regno di vita che Gesù instaurerà
col suo ritorno glorioso. » (1 aprile 1994).
Secondo
questa profezia, la Croce gloriosa prenderà l’aspetto di una grande
Croce luminosa che apparirà nel cielo, e che tutti potranno vedere prima
della nuova Evangelizzazione. Codesta precederà di poco il ritorno di
Gesù nella gloria. In sintesi, a Dozulé Gesù annuncia tre
periodi successivi:
1) – Primo periodo: Le Tribolazioni,
seguite dall’apparizione della Croce gloriosa nel cielo.
2) – Secondo periodo: La nuova
Evangelizzazione mondiale. Unificazione delle Chiese nella Chiesa.
3)
– Terzo periodo: Il
Ritorno di Gesù nella gloria. Fondazione della futura Gerusalemme (che
è il nuovo Corpo mistico di
Cristo, la nuova Chiesa).
Ho
voluto associare le profezie di Garabandal a quelle di Dozulé per vedere
se esiste tra di esse un’eventuale successione cronologica. Sembra che i
tre grandi avvenimenti predetti dalla Madonna a Garabandal facciano parte del
primo dei tre periodi annunciati da Gesù a Dozulé (quello delle
Tribolazioni). [82]
7 - Previsioni in senso spirituale.
L’esistenza
di un servizio meteorologico offre dei vantaggi che noi tutti apprezziamo, soprattutto
quando i tecnici di tale servizio ci annunciano l’arrivo del bel tempo.
Ma il bel tempo non è sempre possibile. Il 17 marzo 1993, il Signore
avrebbe dettato a Vassula Ryden le parole seguenti:
Gesù
a
Vassula Ryden: «Desidero avvertire la
mia casa che è in arrivo una grande tribolazione. La mia Chiesa avanza
sempre più verso una grande tribolazione. Rimanete fermi, e mantenete le
tradizioni che vi sono state insegnate. Qualsiasi cosa arrivi, obbedite al mio
Papa. Vi scongiuro di rimanere a lui fedeli, mantenendovi a debita distanza da
chiunque si ribelli contro di lui. Evitate soprattutto di ascoltare coloro che
lo rigettano. Fra breve sarete confrontati a una prova mai conosciuta in
precedenza. Il Papa dovrà molto soffrire. Non lasciatevi imbrogliare da
nessuno. Se qualcuno v’incontra per strada e vi dice: “La
fedeltà che avete per questo Papa, cambiatela con il solido movimento di
un altro”, non cambiate! State attenti. Non permettete a nessuno di
imbrogliarvi. » [83]
Ormai
siamo tutti abituati alle previsioni del tempo. Se le previsioni dicono che
farà bello, ci prepariamo in conseguenza; se ci dicono che farà
brutto, ci prepariamo pure in conseguenza. Se le stesse previsioni ci annunciano
un uragano, una tempesta di neve, o di ghiaccio, in cuor nostro noi ringraziamo
i tecnici delle previsioni, e passiamo subito all’azione per evitare il
peggio. La prevenzione di un malanno costa meno della sua guarigione. Nel caso
attuale di tempesta annunciata, e di segni premonitori captati sempre
più spesso, da svariate persone, non sarebbe logico che la nostra
reazione fosse un po’ simile a quella che adottiamo nelle previsioni del
tempo? Che reazione avremo di fronte ai venti violenti dell’uragano che
incombe su di noi?
Il
20 luglio 1997, tramite la sua messaggera francese che si firma JNSR (Je Ne
Suis Rien), Gesù ci dà il messaggio seguente.
Gesù a JNSR:
«Tutto avanzerà simultaneamente, perché il momento è
arrivato. Non desidero altro che la vostra volontà nella mia Volontà,
e così, insieme, vinceremo il male del vostro tempo. Il sornione vuole
farsi riconoscere come l’inviato di Dio per il vostro secolo così
perturbato. Alcuni, troppo numerosi, vedranno in lui il Figlio di Dio.
Utilizzerò la mia forza d’Amore per lottare contro la forza di
distruzione che crescerà ovunque. Il sornione impiega tutta la sua forza
per demolire il Bene di Dio.
La santa Chiesa e i suoi membri
più preziosi saranno minacciati, rigettati, sballottati. Questo sdegno,
presente in tutti i luoghi, causerà la sventurata perdita di molte
anime, e in mezzo ad esse si vedranno dei bambini abbandonati a se stessi,
manipolati, malgrado la loro tenera età, in questa oscurità
crescente che si stabilirà anche nei cuori dei loro genitori, che li
lasciano liberi, cioè abbandonati al Male. La libertà che vi ho
dato è profanata ogni giorno. Dovevate ritornare verso di Me
liberamente, di tutto cuore, ma la vostra scelta si è girata verso una libertà
senza Dio.
Oggi chiamo tutti quelli che mi amano
e mi servono lealmente. Anche gli operai dell’ultima ora udranno la
chiamata in essi, perché il Raduno è tra breve. Arrivano
da ogni parte, assetati di giustizia, ripieni di bontà, di gioia. ...
Sono felici. ... Il dolore non li ha resi acerbi, le pene sofferte li hanno
fortificati. La loro vita è un atto di offerta a Dio. ... Vi riconoscerete
a questo segno che è in voi, in ciascuno di voi: la mia santa Croce.
Essa è impressa nel vostro corpo, nella vostra anima, e nel vostro
spirito. Dio ha scelto l’ora e il luogo di questo incontro per parlarvi
come Io parlavo un tempo alle folle che mi seguivano lungo le sponde del Mare
di Galilea, fin sulla montagna.
Vi devo parlare. Dovete ascoltarmi
attentamente. Per questo vi riunirò. Non ho detto che là mi
rivedrete. Voi mi sentirete. Per questo vi riunirò, e vi informerò
di quello che farete. Tutti nello stesso tempo riceverete lo Spirito Santo.
Sì, è la Seconda
Pentecoste d’Amore, e questo avverrà quando la Madonna, mia santissima
Madre e vostra Madre pure, salirà presso l’Eterno Padre, chiamata
da Lui. La
vostra Madre vi manderà lo Spirito d’Amore che la abita. Essa ha
percorso tutta la vostra Terra. Vi ha dato il suo Cuore, come Io vi ho dato il
mio. I nostri due Cuori santamente uniti vi chiamano ad ogni Croce
d’Amore. Veniteci per pregare per il trionfo della vostra amata Regina, e
per il ritorno glorioso del suo divin Figlio, il vostro amato Re. Alcuni di voi
vedranno la seconda Assunzione di Maria
come i miei Apostoli videro la mia adorabile Ascensione. Questa
Pentecoste d’Amore vi riunirà per ricevere il fuoco d’amore
dello Spirito Santo. La Santissima Trinità coprirà Maria
santissima, e da questa sublime fusione nascerà il Fuoco divino dello
Spirito Santo che avvilupperà lo spirito degli uomini come una nube
luminosa, simile a quella che coprì Pietro, Giacomo e Giovanni al
momento della Trasfigurazione. ... [84]
Sarete riuniti, e uniti, per fare un
corpo unico nella Volontà del Padre. Sarete UNO nell’Amore unico e
vero della santissima Trinità, per Maria santissima corredentrice, avvocata
incontestata, madre di tutti i figli di Dio che le sono stati affidati ai piedi
della Croce. Apostoli di Gesù e di Maria, riempiti di Spirito Santo
davanti a voi si spalancheranno tutte le porte per proclamare la venuta di Dio
su tutta la Terra. Avrete delle ali ai piedi, per percorrere intere regioni, e
visitare popoli interi, leggeri come delle piume trasportate dal vento. Avrete
la forza di camminare per ore e ore, giorno dopo giorno. Avrete i sette Doni
dello Spirito Santo, e li utilizzerete tutti e sette. Il dono della mia parola
sarà in voi come una sorgente che non si asciuga mai. Dio avrà
scelto i migliori dei suoi Messaggeri per convertire il mondo intero.
L’Evangelizzazione sarà come un grandissimo bastimento, portato sulle onde di un mare limpido, dalle acque unite, rapido, audace, perché il tempo che mise Giona per attraversare la città di Ninive per convertire i suoi abitanti sarà il tempo che vi accorderò allora. E questo tempo sarà rispettato, perché sufficiente. Dopo l’Evangelizzazione del mondo intero, allora scenderò dai Cieli, e il mio Nome sarà cantato anche dagli uccellini del nido. La natura intera canterà il mio Ritorno glorioso. Il Vento d’Amore è già alle vostre porte, ed ecco che Io vengo. Amen. » (Ricevuto il 20 luglio, 1997).
In
questo testo Gesù dice che subito dopo la Seconda Assunzione di Maria in Cielo
avverrà la Seconda
Pentecoste. Aggiunge che questa grande Pentecoste sarà seguita da una
grande Evangelizzazione,
e che dopo questa grande Evangelizzazione assisteremo al suo Ritorno in gloria.
Disponendo gli elementi di questa profezia in senso cronologico, ne deriva il
quadro che segue.
|
SECONDA ASSUNZIONE di MARIA IN CIELO 1) – Grande Pentecoste. 2) – Grande Evangelizzazione
(giorni). 3) – Ritorno di Gesù nella
gloria. |
La
mia domanda è la seguente: la Seconda Assunzione di Maria in Cielo
è forse il Grande Miracolo che deve arrivare a Garabandal dopo
l’Avvertimento, e prima del Grande Castigo? [85] Un testo
riguardante questo tema si trova negli scritti di Maria
Valtorta, nel primo volume (1943) de: “I
Quaderni”, alla pagina 548. Eccone una parte:
Gesù à Maria Valtorta:
«Riunirò i miei santi. Sì, colui che mi ama e mi segue
nell’obbedienza e nella fedeltà è un santo. Li
radunerò dai quattro angoli della Terra. In nome del loro amore perdonerò
agli uomini le loro iniquità. La bontà dei santi spegnerà
il rigore della Giustizia, e la Terra sarà purificata dal fuoco del mio
amore, unito a quello dei santi. La Terra, in pace con se stessa e con il suo
Dio, sarà come un vasto altare propiziatorio. E su quest’altare il
Maestro istruirà gli uomini alla conoscenza esatta della Verità,
affinché i buoni non vacillino quando Satana, furioso di vedere che
l’Umanità adora il Cristo, si scatenerà per l’ultima
battaglia [vedi punto 8 del quadro sinottico, secondo capitolo, sezione
# 10].
Prendendo come punto di riferimento le spiegazioni che
Gesù ha dato a Maria Valtorta sul modo di interpretare le Scritture, si
può dire che i pochi giorni che dovrà durare la Grande Evangelizzazione sono una figura
anticipata del “Millennio di Pace”, [vedi punto 7 del quadro
sinottico, secondo capitolo, sezione # 10]. Come saranno gli apostoli di questa
Grande Evangelizzazione? Maria
Valtorta
ne parla nei due testi che seguono, scritti da lei nel 1943. [86]
Gesù
a Maria Valtorta:
«Ciò che
ora risuona in voi, queste parole che mio Figlio riserva ai suoi fratelli
prediletti, le sentirete risuonare ai quattro angoli della Terra, e vedrete gli
uomini accorrere alla loro ricerca, spinti dalla sete di vera Scienza. Uomini,
non bruti vestiti da uomini, non demoni dal viso umano, non Giuda sempre pronti
a vendere mio Figlio, e con questo mercato ferire l’Amore trinitario che
è Unità indivisibile. (...)
Nel tempo futuro numerosi giusti lavoreranno la Terra per prepararla a
ricevere la Parola, che infine avrà il suo periodo di trionfo, il solo.
» 18 novembre 1943.
Gesù
a Maria Valtorta:
«Coloro che
avranno l’incarico di riunire le masse attorno alla Croce in vista del
raduno di Cristo saranno come dei padri e dei re. Non una razza mancherà
all’appello, con i suoi figli migliori. Io stesso verrò per
mettere il mio potere al servizio della Gerusalemme terrestre la Chiesa militante
in modo che sia protetta contro i tranelli, le astuzie, gli attentati, e i
delitti che Satana avrà preparato contro di lei. Farò scendere il
mio Spirito su tutti i redenti della terra, anche su quelli che ora soffrono in
espiazione delle colpe dei loro antichi padri [il
Popolo ebraico], e che non riescono
a trovare la salvezza perché non osano rivolgersi a Me. Anche loro
troveranno la pace. La troveranno perché invocheranno su di loro il
Sangue che fu versato, e che senza fine sgocciola dalle membra di Colui che i
loro antichi padri hanno crocifisso. Essi lo invocheranno ancora, questo Sangue,
ma in una maniera molto diversa da quella con la quale i loro padri
l’hanno un tempo invocata. Lo invocheranno battendosi il petto.
Sarò come una fontana al centro del mio gregge ricomposto, e mi
incaricherò Io stesso di lavare quegli errori passati, che il loro
pentimento avrà già cominciato a cancellare. » 11 dicembre
1943.
Questo
svolgimento non sembra lontano nel tempo, perché una volta che si
sarà iniziato il periodo purificatore, gli altri avvenimenti si succederanno
con rapidità. E siccome il periodo di purificazione dovrebbe iniziare
con l’Avvertimento, ecco dei passi, quattro in tutto, che ci parlano di
esso.
Il
primo testo è di Mirjana,
una delle veggenti di Medjugorje. Contiene una rivelazione che fu resa pubblica
nel 1992.
Mirjana ha detto: «Quando
il primo segreto sarà realizzato, il potere di Satana sarà distrutto. [87] Ecco
perché è così aggressivo in questi tempi. A Satana
è stato concesso un immenso potere nel corso del ventesimo secolo, un potere
che non aveva mai avuto prima, e che non avrà mai più in
futuro.»
Il
secondo testo è di una mistica spagnola, Amparo Quevas. Il 26 febbraio
1982 Amparo avrebbe ricevuto dalla Madonna il messaggio seguente:
La
Madonna ad Amparo Quevas: «Il
suono della tromba risuonerà molto presto. In quel momento la terra
tremerà. Il sole girerà su se stesso, con delle grandi
esplosioni. La luna si oscurerà, e questi fenomeni sanno visibili su
tutto il globo terrestre. Un astro illuminerà la Terra. Essa
apparirà avvolta di fiamme. Questo durerà venti minuti. Ci sarà
panico dappertutto. Tutti quelli che credono in Dio e nella Madonna rimarranno
come in estasi durante questi venti minuti. Questo è molto vicino,
figlia mia. » [88]
Il
terzo testo è di Suor Marie-Nathalie.
Suor Marie-Nathalie dice:
«D’improvviso i cuori della gente si intenerirono di benevolenza
reciproca, pieni di pentimento e di spirito di penitenza. Le anime si sentivano
come liberate dal peso dei loro peccati. Ognuno si precipitava in ginocchio
“nella polvere delle proprie colpe”. Salvo qualche eccezione, tutti
gridavano pietà con le mani e gli occhi tesi verso il cielo. Tra quelli
che si ostinavano ne vidi morire alcuni. Questa visione è il segno che
precede il grande Miracolo promesso al mondo. È per questo che la Madre
di Dio continuava a planare al di sopra di noi, mentre si allontanava verso
quel luogo. (Garabandal). » [89]
Il
quarto testo è di una Mistica anonima. La Voce
divina le parlò nel 1991, per dire questo:
Voce
divina:
«L’Avvertimento
sarà un momento unico nella storia del mondo. Ad ogni uomo verrà
concessa la stessa lucidità spirituale che gli è data al momento
della morte. Sarà il mio più grande gesto di misericordia. Tutti
cesseranno le loro attività. Il dolore e la confusione saranno generali.
Le persone chiederanno perdono. I sacerdoti dovranno confessare giorno e
notte.»
Nel
“Libro azzurro” di don Stefano Gobbi, in data del
13 maggio 1991 si può leggere quanto segue:
La Madonna a don Gobbi: «Quando questo Papa avrà
compiuto la missione che Gesù gli ha affidato, ed Io scenderò dal
cielo per accogliere il suo sacrificio, sarete tutti avvolti in una densa
tenebra di apostasia, che allora sarà diventata generale. Rimarrà
fedele solo quel piccolo resto che in questi anni, accogliendo il mio materno
invito, si è lasciato racchiudere dentro il rifugio sicuro del mio Cuore
Immacolato. E sarà questo piccolo resto fedele, da Me preparato e
formato, che avrà il compito di ricevere il Cristo che tornerà a
voi nella gloria, dando così inizio all’Era nuova che vi
attende.»
-
III -
NUOVI CIELI E NUOVA TERRA RIVELATI.
1 - Splendore del mondo nascituro.
L’umanità
è in cammino sulla Terra da secoli, [90] ma
anziché camminare, e nella buona direzione, essa dà
l’impressione di trascinarsi sulle ginocchia. Finora, escludendo i
primissimi istanti, è stato sempre così, ma è lecito chiedersi
se in futuro sarà ancora così. Per fortuna sembra di no. I
Profeti cristiani contemporanei dicono che per questa nostra umanità
è imminente un rinnovamento singolare. Stando alle loro profezie,
l’umanità è in procinto di rialzarsi. Essa sta per
riprendere la sua posizione normale al fine di e proseguire il suo cammino con
l’andatura che Dio le aveva dato prima del Peccato originale. Il
messaggio che segue è di quelli che Suor Marie-Nathalie [91] ha ricevuto
nell’autunno del 1985. Esso parla della nostra prossima risurrezione.
Suor Marie-Nathalie dice: «All’umanità,
sottomessa per il momento alla purificazione che la farà rinascere alla
grazia, verrà concesso fra poco il privilegio che avevano i nostri
Progenitori nel Paradiso terrestre. La felicità di quel paradiso attende
tutti quelli che si convertono e vivono nell’amore delle otto Beatitudini.
» (21 novembre 1985). [92]
A
qualcuno potrà sembrare assurdo che il Paradiso terrestre debba ritornare
sulla terra, ma non c’è nulla nella Bibbia che neghi una tale
possibilità. La vera assurdità, a pensarci bene, sarebbe che il
mondo continuasse fino alla fine nelle condizioni attuali. Il messaggio di Suor
Marie-Nathalie che abbiamo appena letto non è l’unico ad
annunciare il ritorno del Paradiso terrestre. Negli anni ‘80, don
Stefano Gobbi [93] ha ricevuto
dalla Madonna parecchi messaggi, molti dei quali confermano le parole di Suor
Marie-Nathalie. Per esempio:
La
Madonna a don Gobbi:
– «Un’era di grazia, d’amore e di pace sta per
nascere dai giorni dolorosi che vivete. » (31 dicembre 1980).
La
Madonna a don Gobbi:
– «Quando avrà instaurato il suo Regno, regno
eucaristico, Gesù vi condurrà a godere di questa sua abituale
presenza, che voi sentirete in maniera nuova e straordinaria, e vi
condurrà a fare l’esperienza di un secondo, rinnovato, e
più bel Paradiso terrestre. » (21 agosto 1987).
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DON STEFANO GOBBI Fondatore del Movimento Sacerdotale
Mariano, e autore del “Libro azzurro”: “Ai Sacerdoti,
figli prediletti della Madonna”. |
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Se
questi testi profetici dicono il vero, Dio vuole che la Creazione abbia un
finale degno del suo inizio. Per questo avrebbe concepito un Paradiso terrestre
finale all’immagine di quello iniziale, e forse superiore. Troppo bello
perché sia vero? La nostra sorpresa non dovrebbe essere eccessiva
dinanzi a questa scoperta che forse oltrepassa le nostre speranze. Le opere di
Dio sono meravigliose sotto tutti gli aspetti. Questo Piano di Santificazione
generale ne offre una prova supplementare. È un Piano degno in tutto
della grandezza divina, come il Piano della Creazione e quello della
Redenzione. Se questa scoperta è per noi sorgente di gioia, dovremmo
approfittarne per ringraziare Dio, nostro Padre e Creatore, anziché
negare tutto per ostinato pessimismo. Dio ci rivela, e lo fa in mille modi diversi
ma concordanti, che ha concepito le cose in modo che la Terra sia ricondotta
alle condizioni di vita che esistevano prima del Peccato originale, quando la santità innocente di Adamo ed
Eva gli permetteva di avvicinarsi ad essi, e di conversare con essi “nel
venticello della sera”. E quando queste condizioni di vita saranno
ripristinate, è certo che Dio tornerà ancora, e volentieri, a
dialogare con l’essere umano “nel venticello della sera”. E
gli esseri umani non faranno a meno di mostrare la loro gratitudine dicendo:
“Grazie
di averci creati, di averci riscattati per opera della seconda Persona, il
Figlio, e di accordarci ora la grazia della santificazione per opera dello
terza Persona, lo Spirito Santo!”
2 - Felicità terrestre degli eletti all’Era nuova.
In
passato il Cielo non è mai intervenuto come ora sta facendo per richiamarci
alla memoria l’imminenza di quell’età che i Profeti-poeti del
vecchio testamento chiamavano l’Età d’oro,
l’era in cui l’agnello e il lupo “cammineranno alla
pari”. [94] A proposito di questo tema, una
profezia recente descrive questa Età d’oro in questo modo:
Voce divina alla Monaca di clausura: «Il
rinnovamento sarà come una nuova creazione, e allora molti crederanno in
Me. Da tanto male tirerò fuori tanto bene. Ora voi gemete come una madre
nelle doglie del parto. Piange e si rattrista la Chiesa tutta, il Papa, il
popolo di Dio, dinanzi a tanti lutti, a tanto disordine che grava su tutta
l’umanità, ma quando sarà nato l’uomo nuovo, quando
il mondo sarà rinnovato nel suo dolore e nella sua pena, allora il vostro
pianto si muterà in grande gioia. Sarà questo il nuovo giorno, la
nuova epoca che finalmente sostituirà all’odio l’amore. Nel
mio Nome gli uomini diventeranno davvero fratelli fra di loro. (...) Quando
tutto sembra perduto, allora tutto è guadagnato. Non temete, o piccolo
gregge! Il mio nome è Redentore e Salvatore! » 6 aprile 1969. [95]
Sullo
stesso soggetto, il 26 luglio 1988 la signora Vassula Ryden ha scritto le
parole seguenti:
Gesù a Vassula Ryden: «Sono
Io, il Signore, che ricostruirò la mia nuova Gerusalemme.
Rinnoverò le sue mura, la renderò bella affinché possiate
tutti vivere su di una Terra nuova, e sotto un tetto nuovo, un Cielo nuovo.
L’Amore ritornerà a vivere fra voi come Amore. Sarò il
vostro Dio, e sotto il mio Nome vivrete tutti in pace. Il vostro spirito
sarà pieno di santità e di purezza. Sì, Io scenderò
dall’alto come un baleno e rinnoverò completamente la mia Gerusalemme.
» [96]
Il
16 settembre 1943 Maria Valtorta aveva scritto qualcosa di simile. Il
testo dice:
Gesù a Maria Valtorta: «Dopo
le guerre tremende che Satana avrà portato alla Terra attraverso il suo
messo di tenebre, l’Anti-Cristo, verrà il periodo della tregua in
cui, dopo avervi mostrato con la cruenta prova di che doni può essere
autore Satana, cercherò di attirarvi a Me, colmandovi dei doni miei. Oh,
i miei doni! Saranno la vostra dolcezza! Non conoscerete fame, stragi, calamità.
I vostri corpi, e più le vostre anime, saranno pasciute dalla mano mia.
La Terra sembrerà sorgere per una seconda creazione, tutta nuova nei
sentimenti, che saranno di pace e concordia fra i popoli, di pace fra Cielo e
Terra, perché farò dilagare su voi lo Spirito mio, che vi
penetrerà e vi darà la vista soprannaturale dei decreti di Dio.
Sarà il Regno dello Spirito, il Regno di Dio, quello che voi chiedete e
non sapete ciò che chiedete perché non riflettete mai col
"Pater noster". Dove volete che avvenga il Regno di Dio se non nei
vostri cuori? È da lì che deve iniziarsi il Regno mio sulla
terra. Regno grande, ma sempre limitato [il “Millennio
di Pace” sarà limitato nello spazio e nel tempo]. Dopo [dopo
il “Millennio di Pace” e l’ultima persecuzione] verrà
il Regno senza confini nè di terra nè di tempo. Il Regno eterno
che farà di voi degli eterni abitatori dei Cieli.» [97]
Tutto
concorda per assicurarci che questi Tempi di felicità sono alle porte, e
che la morte purificatrice che li precederà ne è solo la porta di
accesso. Questa “morte” significa la fine dell’impero del
male sulla terra. È come la fine del deserto, seguita dall’entrata
del Popolo eletto nella Terra Promessa. Per aiutare la nostra speranza a non
morire, Gesù ci fa altre rivelazioni tramite Marie
Sevray:
[98]
Gesù a Marie Sevray: – «Alla
Fine dei Tempi
[99] (...) mi
riporto all’inizio, e prima di chiudere il Tempo voglio come sfruttare al
massimo tutta la mia forza creativa! Ci sarà un rinnovamento magnifico,
come uno splendido concerto universale, ogni anima dicendo la sua nota, quella
che avrà appreso dallo Spirito di Luce e d’Amore, lo Spirito delle
divine trasformazioni. Periodo luminoso e pacifico! Tutto sulla terra mi
loderà! Ogni creatura mi dirà sulla terra quello che i miei
eletti mi dicono in Cielo! »
Gesù a Marie Sevray: – «Ho serbato
le mie più grandi prodigalità per questi ultimi secoli del
mondo.»
Gesù a Marie Sevray: – «Sono venuto
per realizzare il più possibile il mio Piano iniziale, nonostante la
caduta. Era così bello, il mio Piano, che non l’ho più
abbandonato! »
Gesù a Marie Sevray: – «Ho molta
sete di comunicarmi alle anime, soprattutto in questi ultimi secoli del mondo,
come all’inizio. ...»
Gesù a Marie Sevray: – «Allora... lo
Spirito soffierà il suo soffio infuocato di trasformazioni possenti! E
poiché nessun ostacolo sarà in grado di chiudergli la
strada, andrà come un gigante, attraversando regioni intere
nell’anima umana, penetrando fino a profondità non ancora esplorate!
Si faccia posto allo Spirito d’Amore, allo Spirito di fuoco, allo Spirito
delle divine trasformazioni! Così, in questi ultimi secoli del mondo mi
potrò ripagare per gli scompensi subiti, operando trasformazioni
profonde nelle anime aperte alla mia azione.»
Gesù a Marie Sevray: – «Prima di
chiudere il tempo, Io Creatore voglio godermi (...) la mia creatura. La voglio
vedere bella, risplendente, prima di distruggere la terra che ho
formato. ... » [100]
3 - Pentecoste universale profetizzata da Madre Venturella.
Qualche
anno fa Gesù ha predetto a Madre Carolina Venturella, la “Povera
Anima”,
che presto ci sarà sulla terra una Pentecoste universale. [101]
Se
il Regno di Dio è destinato a venire su questa terra (e tutto sembra
confermare tale ipotesi) è probabile che la Pentecoste Universale ne sia
l’avanguardia. L’umanità purificata e invasa dallo Spirito
d’Amore tramite la Nuova Pentecoste sarebbe in grado di ritornare a uno
stato di grazia (e quindi di felicità) simile a quello che Adamo ed Eva
conobbero prima del Peccato originale. Se le cose stanno così, come lo
spera ogni anima di buona volontà, ciò significa che il piano
iniziale di Dio, malgrado l’interruzione del Peccato originale, è
destinato a ritornare alla sua perfezione primordiale. Significa pure che
quelli che riusciranno ad attraversare con successo la prova della presente
Purificazione saranno riempiti di una gioia e di una pace mai conosciute prime,
benché sempre sperate.
Molti
dicono che oggi la terra avrebbe bisogno di una grande purificazione. E
d’altronde un Regno di Dio in terra, Paradiso Terrestre vero e proprio,
non sarebbe concepibile su di una terra invasa dall’orgoglio,
dall’egoismo, dalla ribellione, dal disordine, come lo è adesso.
Il testo seguente, preso alla pagina 145 del libro “Potenza
Divina d’Amore”, che contiene le rivelazioni ispirate da
Dio alla Povera Anima, parla dell’urgente necessità di
una Purificazione destinata a preparare l’Umanità a ricevere la
Pentecoste Universale.
La
Voce divina a Madre Venturella: «Ora il mondo corre alla
sua perdita ... Ciò rende necessaria una nuova Pentecoste, una nuova
ondata di fuoco dello Spirito Santo, che con il suo calore penetri e riscaldi
il cuore degli uomini. »
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|
CAROLINA
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Alla
pagina 51 dello stesso libro si può leggere anche questo messaggio:
La
Voce divina a Madre Venturella: «È per la
Carità del Padre e del Figlio che gli uomini sono ritornati a delle relazioni
filiali con Dio. Tutto ciò si è prodotto negli ardori ineffabili
dello Spirito Santo. (...) È
ancora per lo stesso Spirito, che sostiene e governa tutto, che le cose visibili
e invisibili continuano ad esistere. Ecco dunque l’obbligo di un omaggio
giustamente dovuto all’eterno Divino Spirito, omaggio d’una
più grande adorazione, benedizione e amore. (...) Ci si accorgerà d’avere
aperto all’umanità una via nuova, nella quale le anime saranno
più portate a riconoscere e ad amare Dio, loro Creatore e Redentore. E
una nuova Era si aprirà per tutta l’umanità. »
Queste
cose sono confermate anche da don Stefano Gobbi, a cui la Madonna
ha rivelato, il 22 maggio 1994:
La Madonna a don Gobbi: «Una
effusione dello Spirito Santo, nuova e universale, è necessaria per
giungere ai tempi nuovi tanto attesi. Bisogna che la seconda Pentecoste venga
presto. Essa non può arrivare che nel Cenacolo spirituale del mio Cuore
Immacolato. È per questo che oggi tutta la Chiesa è invitata ad
entrare nel Cenacolo che la vostra Mamma Celeste ha preparato per gli ultimi
tempi. Vi potete entrare attraverso l’atto di consacrazione al mio Cuore
Immacolato. Chiedo che questa consacrazione, che vi ho proposto con tanta insistenza
e ansietà, sia fatta da vescovi, preti, religiosi, e fedeli. E che tutti
la facciano per accorciare i tempi della grande prova che ormai è
arrivata. Lo Spirito Santo vi condurrà allora alla comprensione della
Verità intera. Lo Spirito Santo vi farà comprendere i tempi che
vivete. Lo Spirito Santo sarà la luce sul vostro cammino, e farà
di voi dei testimoni coraggiosi del Vangelo nell’ora tremenda della
grande Apostasia. Lo Spirito Santo vi farà capire quanto vi rivelerò
di ciò che è contenuto nel libro ancora sigillato. Lo Spirito Santo
darà la sua perfetta testimonianza al Figlio preparando i cuori e le
anime a ricevere Gesù che ritornerà a voi nella gloria.
“Vieni, Spirito Santo. Vieni per la potente
intercessione del mio Cuore Immacolato.” ...
Sono la divina Sposa dello Spirito
Santo. Come per un singolare disegno del Padre sono divenuta la vera Madre del
Figlio, così sono divenuta la vera Sposa dello Spirito Santo. Lo Spirito
Santo si è donato all’anima mia in una vera unione coniugale
interiore, dalla quale è nato il frutto divino della concezione virginea
del Verbo nel mio purissimo seno.
Lo Spirito Santo non può
resistere alla voce della sua Sposa che Lo chiama. Per questo, unitevi tutti a
Me, piccoli bambini miei, per invocare oggi il dono dello Spirito Santo. Che
questa vostra implorazione diventi la preghiera di questi ultimi tempi. Che sia
la vostra preghiera abituale, ripetuta spesso da voi perché vi è
stata insegnata e ardentemente richiesta dalla vostra Mamma Celeste.
“Vieni, Spirito Santo. Vieni per
la potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua diletta
Sposa”. E aprite i vostri cuori alla speranza perché sta per
arrivare su di voi il più grande prodigio, quello della Seconda
Pentecoste. »
Coloro che hanno letto il Vangelo sanno che due mila anni fa
la Madonna ha accettato da Dio la missione di dare al mondo il Redentore. Oggi
la Madonna ha per missione di offrirci lo Spirito Santo. Il motivo è che
suo Figlio sta per ritornare sulla terra come Trionfatore, e Dio vuole che per
tale circostanza la Terra sia purificata, resa degna di accoglierlo. Colui che
purificherà la Terra è lo Spirito Santo.
Quanti messaggi arrivano oggi al mondo tramite la Madonna!
Ognuno è in grado di constatare di persona ciò che accade in occasione
delle sue frequenti apparizioni. Anche se sotto certi aspetti il mondo è
ancora un deserto, il Cielo dice che con l’Era nuova (essa seguirà
di poco la presente Tribolazione) questa nostra desertica valle di lacrime si
trasformerà in giardino, un giardino bello e accogliente come un nuovo
Eden. I veggenti e le persone mistiche che al giorno d’oggi annunciano
tali eventi sono concordi nel dire che l’inizio di questa grandissima e
bellissima trasformazione coinciderà col trionfo del Cuore Immacolato di
Maria. A tale riguardo, ecco un passo che don Stefano Gobbi ha ricevuto dal
Cielo il 22 maggio 1994.
La Madonna a don Gobbi: «Il trionfo del mio Cuore Immacolato coinciderà con
il grande prodigio della Seconda Pentecoste. Dal cielo scenderà un nuovo
fuoco che purificherà tutta l’umanità, ridiventata pagana.
Sarà come un giudizio in piccolo, e ognuno vedrà se stesso nella
luce della verità di Dio. Così i peccatori ritorneranno alla
Grazia e alla santità; gli sbandati sulla strada del bene, i lontani
alla casa del Padre; gli ammalati alla completa guarigione. Gli orgogliosi, gli
impuri, i cattivi collaboratori di Satana saranno vinti e condannati per
sempre. » [102] (22 maggio 1994).
I
messaggi di don Gobbi e di Madre Venturella riguardanti la Pentecoste
Universale sono confermati anche da Marthe Robin, la mistica francese di
Châteauneuf de Galaure, deceduta nel 1981. Nel primo incontro che questa
mistica francese ebbe col suo futuro direttore spirituale, essa gli disse:
Marthe Robin a George Finet: «Dopo la sconfitta materiale dei popoli, assisteremo
all’unità dei cristiani. (...) Gli errori diabolici saranno
distrutti. Ne seguirà una risurrezione, una grazia immensa: la Nuova
Pentecoste d’amore. (...) I laici assumeranno un ruolo molto importante,
e bisognerà formarli. » [103]
In
che modo saremo noi trasformati dalla Nuova Pentecoste d’amore? I quattro
testi che seguono rispondono a questa domanda. I primi tre sono di don Stefano
Gobbi,
il quarto è stato scritto da Vassula Ryden.
La
Madonna a don Gobbi:
– «Sarà lo Spirito di Amore, con la sua potente azione di
fuoco e di grazia, a rinnovare dalle fondamenta tutto il mondo. Sarà
Lui, lo Spirito di Amore, con la sua grande forza di santità e di luce a
portare a nuovo splendore la mia Chiesa, a renderla perciò umile e
povera, evangelica e casta, misericordiosa e santa. Sarà lo Spirito di
Amore, attraverso il fuoco di innumerevoli sofferenze, a rinnovare tutto il
creato, perché torni quel giardino di Dio, nuovo Paradiso terrestre in
cui Gesù sarà sempre con voi, come un sole di luce che ovunque
rifletterà i suoi raggi. » (28 gennaio 1984).
La
Madonna a don Gobbi:
– «Lo Spirito Santo verrà per instaurare il Regno
glorioso di Cristo, e sarà un Regno di grazia, di santità, di
amore, di giustizia e di pace. Col suo divino Amore aprirà le porte dei
cuori e illuminerà tutte le coscienze. Ogni uomo vedrà se stesso
nel fuoco bruciante della divina Verità. Sarà come un giudizio in
piccolo. Poi Gesù Cristo porterà il suo glorioso Regno nel mondo.
» (22 maggio 1988).
La
Madonna a don Gobbi:
– «Allora lo Spirito Santo opererà il nuovo miracolo
della trasformazione universale nel cuore e nella vita di tutti. I peccatori si
convertiranno, i deboli saranno sostenuti, gli ammalati otterranno la guarigione,
i fuorviati ritorneranno alla casa del Padre. Le vittime della separazione e
della divisione ritroveranno la piena unità. Sarà così che
si compirà il prodigio della seconda Pentecoste. Essa verrà col
trionfo de mio Cuore Immacolato nel mondo. » (4 giugno, 1995).
Recentemente
Gesù ha affidato a Vassula Ryden
le
parole seguenti: [104]
Gesù a
Vassula Ryden: «Io che sono l’autore
d’inestimabili meraviglie, sto per aprire i cieli, e farvi conoscere il
mistero del mio disegno: l’effusione del mio Spirito Santo. Questa
promessa è nelle Scritture. Il mio Spirito agirà sulla creazione
come mai l’avrà fatto prima. La solleverà verso il Cielo in
tutte le maniere. Porterà vicino al Cielo tutto ciò che è
sulla terra, lo porterà il più vicino possibile. Vassula, Io che
dirigo ogni cosa, e decido secondo la mia Volontà, non ho mai tradito
una promessa. (...) Come ti ho
detto, sto per mandare a pezzi le barriere delle vostre divisioni, e questo
tramite la potenza e la grazia del mio Spirito Santo. Sto per unirvi in un solo Corpo, e questo per il mio onore. »
4 - Messaggi del Cielo sull’Era nuova.
Perché
tante apparizioni in questi tempi? Qualche anno fa questa domanda era sulla
bocca di molti, ma ora è svanita anch’essa, e le persone che danno
peso alle apparizioni soprannaturali sono un numero esiguo. È come se
tutti si fossero stancati di ricevere messaggi celesti. Eppure nulla è
più importante di questi messaggi, che ci dicono e ridicono che questi
tempi sono preziosi per preparare l’Era nuova. Nel “Libro
azzurro” di don Stefano Gobbi si trova il testo seguente:
La
Madonna a don Gobbi:
– «È
vicino il Regno glorioso di Cristo, che si stabilirà fra voi con la
seconda venuta di Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria.
È il suo glorioso ritorno per instaurare fra voi il suo Regno, e
riportare l’intera umanità, redenta con il suo preziosissimo
sangue, allo stato del suo nuovo Paradiso terrestre. Quanto si prepara è
cosa tanto grande che mai è stata dalla creazione del mondo. Preparatevi
con umiltà, con fede, e con intensa preghiera. Preparatevi
raccogliendovi tutti nel Cenacolo spirituale del mio Cuore Immacolato.
Preparatevi nel silenzio e nell’attesa. ... Con un piccolo numero di
questi piccoli bambini, il Signore instaurerà presto sulla terra il suo
glorioso Regno d’amore, di santità e di pace. » (13
ottobre 1990).
Come
saranno la futura Chiesa e la futura Umanità? È normale, mi
sembra, che il corpo della Chiesa risuscitata sia come quello di Gesù
risuscitato: glorioso.
Su tale argomento il brano seguente è per noi di grande interesse.
Gesù a Vassula Ryden: «Come in passato già lo
dissi davanti a tutti, ve lo ridico ora: un tempo verrà – e
l’ora è vicina – in cui il vostro spirito, benché in
mezzo agli uomini, sarà in Cielo a glorificare la nostra Santità
trinitaria. Mentre il vostro corpo si muoverà tra gli uomini, la vostra anima
ed il vostro spirito, catturati nella mia Volontà e riempiti della nobiltà
della mia Luce, saranno simili a quelli degli angeli. Camminerete
nell’Eden, in Paradiso, tra gli angeli e i santi, perché la vostra
unione con Me sarà completa. (...) Ah!
Sarà la nostra gioia il rispecchiarci in voi. Avrete in voi
l’immagine di quel Dio mai visto, ed in voi Noi contempleremo il Cielo.
Possedendo Noi sarete capaci di condurre quel tipo di vita che ci aspettavamo
da voi, una vita che raggiungerà la conoscenza più completa della
nostra Divina Volontà, grazie ad una saggezza e a
una comprensione spirituale perfette. La vita che voi condurrete, bambini miei
carissimi, voi che siete stati creati per le nostre Corti Imperiali sarà
sotto tutti gli aspetti conforme al mio Pensiero. Vi santificherò, e riceverete
il potere di diventare devoti completamente. Benché tutte queste cose
siano state già annunciate nel Messaggio di Verità, molto pochi
tra di voi hanno capito la mia Parola. Oggi il mondo sente, ma non capisce
proprio. Vede, ma contempla immagini che per lui non hanno significato. »
[105]
|
|
Vassula Ryden: |
Coloro
che accettano le parole appena ascoltate si rendono conto che a cambiare la faccia
della terra sarà l’ideale del Divin Volere, quello che Dio ci
propone tramite Luisa Piccarreta. La scelta che gli uomini faranno di vivere
nel Divin Volere trasformerà le loro anime in altrettanti Paradisi, e
l’associazione di tutti questi Paradisi individuali finirà per
costituire il grande Paradiso terrestre finale. [106]
Tutto questo ci permette di dedurre che
il genere umano, creato nella santità (santità
d’innocenza), si
spegnerà pure nella santità (santità di
penitenza).
[107] La grande notizia del tempo presente
potrebbe quindi essere formulata nel modo seguente:
«Il Piano di Dio
sarà riattivato là dove il Peccato originale lo ha interrotto. A
riattivarlo sarà un atto di volontà umana contrario a quello che
Adamo ed Eva hanno compiuto rifiutando la Volontà di Dio (per seguire la
loro propria).»
L’esempio
che segue è tratto dal mondo delle automobili, e ci dà
un’idea di che mondo ci aspetta. L’umanità attuale è
come un’automobile accidentata. L’incidente che ha avuto si chiama
“Peccato Originale”. Ognuno sa che un’automobile che
già fu coinvolta in un incidente stradale non è più quella
di prima, soprattutto se l’incidente era grave. Nei casi meno disperati
la macchina può ancora avanzare, ma con estrema fatica.
L’incidente l’ha mezza distrutta, e tutto vi è precario:
vetri rotti, carrozzeria contorta, volante incrinato, leve di comando che
funzionano sì e no, freni che frenano e non frenano... Tutto è
precario, e assieme al conforto è sparita la sicurezza. L’uomo
sensato deplora l’incidente, ma non si lascia abbattere oltre misura,
anche perché suo Padre gli ha promesso che un giorno Lui stesso rimetterà
il veicolo a nuovo. Quel giorno è arrivato, perché Dio Padre ci
manda a dire che sta per iniziare un nuovo corso di eventi. Ci manda a dire che
grazie al suo intervento e alla nostra collaborazione, l’umanità
sarà come un’auto rimessa a nuovo. Dell’incidente non si
vedranno più le tracce. Del Peccato originale rimarrà sì e
no il ricordo.
Per
inaugurare questo suo Nuovo Regno, che sarà un regno di giustizia, di
verità, e di pace, Gesù ritornerà nella gloria. Non
può non essere vero. È da credersi. Si tratta della Venuta
Intermedia di Gesù, della sua Parusia Intermedia. Siamo alla vigilia di
un’Era Nuova di pace, quella che S. Giovanni descrive in Apocalisse 20,
1-6. L’Eterno Padre mantiene la promessa che fece
all’Umanità quando Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso Terrestre,
quello iniziale. [108]
Nel
supplemento n. 11 di “La
vera vita en Dio”, di Vassula Ryden [109] si possono
leggere le parole seguenti:
Gesù a Vassula Ryden: «Ornerò questa
terra in una Primavera, la mia Primavera. Che cos’è la Primavera
di Yahvé? La mia Primavera, o miei eletti, sarà quando la mia intera
creazione brillerà di fulgida luce. Il battesimo della Purificazione vi
avrà riformato secondo la vostra immagine iniziale, e grazie a questa
Purificazione ognuno aspirerà a una più intima unione
d’amore con Me. I vostri cuori cercheranno con ardore la Verità,
la Via, e la Vita. La vostra anima, dotata del mio Spirito di grazia,
sarà resa perfetta nella Verità, e così potrà gustare
sapori inebrianti. Non esisterà più la vostra immagine opaca perché
Io, vostro Sposo, e il più dolce dei Padri, brillerò su di voi.
L’Amore è sulla via del ritorno per restaurare il suo Regno.
Sarà il mio Regno terrestre, e la mia Volontà sarà fatta
sulla terra come lo è in cielo. L’ora del pentimento è
dunque l’ora presente, quella di adesso. È un’epoca cattiva,
ma le vostre vite la devono redimere. Rinunciate alla vostra volontà e
troverete grazia presso di Me riconoscendo quello che è la mia
Volontà. Ah! Vassula benedetta della mia Chiamata, diffondi le mie
parole in fiumi di misericordia e di speranza. ... »
Perché
è bene prepararsi a questa nuova Era? Perché l’uomo prepara
sempre in anticipo le cose importanti che desidera fare: feste, matrimoni, discorsi,
concerti, cerimonie, etc. Nulla è più importante di questa nuova
Terra Promessa.
Gesù
a JNSR: «Dopo
l’Evangelizzazione del mondo intero, allora scenderò dal Cielo, e
il mio Nome sarà cantato anche dagli uccellini del nido. La natura
intera canterà il mio Ritorno glorioso. Il Vento d’Amore è
già alle vostre porte. Ed ecco che Io vengo. Amen. » [110]
Il
lavoro che la Madonna sta facendo per preparare i nostri cuori a vivere bene i
gravi avvenimenti che ci aspettano, le sue numerose apparizioni, le sue
locuzioni interiori, tutto il suo comportamento attuale fanno pensare a una
mamma che si prodiga in tutti i modi per salvare i suoi figli. Per Maria noi
siamo figli, ma figli che dispongono di un libero arbitrio. In
virtù di esso noi siamo liberi di accettare l’acqua e le cure che
ci sono offerte in questi tempi di siccità, oppure rifiutarle. Se le
rifiutiamo, che conseguenze non avrà il nostro rifiuto?
5 – La risurrezione della Chiesa
secondo S. Giovanni, Maria Valtorta, e don Gobbi.
C’è
forse un rapporto fra la risurrezione di cui parliamo dall’inizio di
questo libro e la risurrezione di cui S. Giovanni parla nell’Apocalisse?
Il rapporto c’è, e ci fa pensare che forse si tratta della stessa
risurrezione. Per verificare se ciò è vero, la cosa migliore
è di confrontare i testi che da una parte come dall’altra ci
parlano di risurrezione. A tale scopo siamo in grado di esaminare tre fonti di
informazione: la prima fonte è don Stefano Gobbi (tre testi), la seconda
è S. Giovanni (un passo dell’Apocalisse), la terza è Maria
Valtorta (un passo de: “I Quaderni”). I tre testi di don Stefano
Gobbi
ci parlano di risurrezione, ce l’annunziano come imminente, ce la descrivono.
La
Madonna a don Stefano Gobbi: – «La nuova era che vi attende
... è la Gerusalemme celeste che discende dal Cielo sulla terra, per
trasformarla completamente, e formare così i nuovi cieli e la nuova
terra. (...) La nuova era che vi annuncio coincide con il pieno adempimento
della Divina Volontà, così che finalmente si realizzi quanto
Gesù vi ha insegnato a domandare al Padre celeste: “Sia fatta la
tua volontà come in cielo così in terra”. (...) La nuova
era che vi preparo coincide con la sconfitta di Satana e del suo universale
dominio. Viene distrutto tutto il suo potere. Viene legato con tutti gli
spiriti cattivi, e rinchiuso nell’inferno da dove non potrà uscire
per nuocere nel mondo. » (15 agosto 1991).
La
Madonna a don Stefano Gobbi: – «In questa creazione, rinnovata
da una perfetta comunione di vita col Padre, Gesù Cristo instaurerà
il suo Regno di gloria, perché l’opera della sua divina Redenzione
possa avere il suo perfetto compimento. Lo Spirito Santo aprirà i cuori
e le menti in modo che tutti possano adempiere il volere del Padre e del
Figlio, così che sulla terra sia perfettamente realizzata la Divina Volontà,
come in cielo. » (22 novembre, 1992).
La
Madonna a don Stefano Gobbi: – «Il momento del rinnovamento universale
si avvicina. Satana sarà sconfitto, il potere del male distrutto.
Gesù instaurerà il suo Regno di gloria in mezzo a voi, ed
è così che saranno stabiliti i cieli nuovi e la terra nuova.
» (1 gennaio 1995).
Dal
canto suo, l’evangelista S. Giovanni
scrive:
«Beati e santi coloro che saranno ammessi alla prima risurrezione ! La seconda
morte non avrà nessun potere su di loro, ma saranno sacerdoti di Dio e
del Cristo, con chi regneranno per mille anni. » [111]
Questo
testo di S. Giovanni solleva nuvole di domande nello spirito dei lettori
dell’Apocalisse. Fra queste ce ne sono tre che sembrano più
frequenti:
|
Domanda # 1:
Che significa “prima” risurrezione nel linguaggio di S.
Giovanni? |
|
Domanda # 2:
Chi avrà il privilegio di ritornare sulla terra a quelle condizioni? |
|
Domanda # 3:
Chi sono i “COSTORO” ? |
Tentativo
di risposta alla domanda # 1. Che significa “prima” risurrezione
nel linguaggio di S. Giovanni? Siccome S. Giovanni parla di “due”
risurrezioni, prima e seconda, la cosa implica l’esistenza di due morti
(e parallelamente di due tipi di morte). La prima morte sarebbe individuale, la
seconda mondiale (parallelamente: il primo tipo di morte sarebbe fisico, il secondo
spirituale). Su questa base, la “prima” risurrezione farebbe
seguito alla morte chiamata da S. Giovanni “prima morte”, quella
individuale e soltanto fisica, invece la “seconda” risurrezione
farebbe seguito alla morte finale, quella del mondo (Giudizio Universale).
Ragionamento:
se ad essere dichiarato morto è soltanto il corpo, in questo caso
è lecito supporre (ammettere come ipotesi) che durante il Millennio
di Pace la persona morta fisicamente, ma non spiritualmente, possa ritornare
sulla terra come: “Sacerdote di Dio e del Cristo”, se Dio la giudica degna di questo, e la
persona è d’accordo. Ma se la morte dell’individuo è
quella dello spirito (seconda morte), S. Giovanni dice che nessuna risurrezione
è più possibile per detto individuo. L’espressione:
“La seconda morte (quella dello spirito) non avrà potere su
di essi” sembra indicare che questi “Sacerdoti di Dio e del
Cristo”, benché viventi sulla terra per una seconda volta,
sarebbero sicuri di essere già salvi visto che la morte dello spirito
(chiamata “seconda morte” da S. Giovanni) non avrebbe più
“nessun potere su di essi”. [112]
Tentativo
di risposta alla domanda # 2: “Chi potrà avere il privilegio di ritornare
sulla terra [113] a quelle condizioni?” La mia
risposta è nelle parole stesse di S. Giovanni: “Contrariamente agli
altri morti che non ripresero vita che alla fine dei mille anni, COSTORO ripresero
vita e regnarono con Cristo per mille anni”.
Tentativo
di risposta alla domanda # 3. «Chi sono i
“COSTORO”?» La mia risposta è ancora nelle le
parole di S. Giovanni: sono le persone «che avevano rifiutato di
adorare la Bestia e la sua immagine, e non ne avevano ricevuto il marchio sulla
fronte e sulla mano. » [114]
La
risurrezione di cui S. Giovanni parla nell’Apocalisse è forse una
specie di biglietto d’entrata che permetterà agli eletti di essere
ammessi nel Paradiso Terrestre finale? Il testo seguente permetterà al
lettore di dare lui stesso la risposta che più lo convince.
Gesù a Maria Valtorta: «Continuo
a parlare ai miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie
del Signore, e evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro
vita santa. Gioite, o miei servi fedeli, che non vi accontentate di salvare la
vostra anima, ma vi offrite perché la Luce vinca sulle Tenebre, e la
salvezza sia data a molti che ora di essa non sono ansiosi. Quando sarà
la mia ora, non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa
terra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve
l’ho forse promesso che voi sarete dove Io sarò, e che avrete un
posto nel mio Regno?
Come dignitari di una reggia, i vostri
spiriti mi saranno corona sulla terra servendomi come luminosi ministri. Essi
erediteranno quel possesso della Terra che Io ho promesso ai mansueti, [115] e che
diventerà possesso dei cieli quando la Terra più non sarà.
Molto prima di quell’ora, voi, o giusti, possederete il Cielo. Esso sta
già aperto a ricevervi nell’ora del vostro transito fuori dal carcere
attuale. Ma allora [dopo il Giudizio Universale] sarà
possesso fulgido e completo, cognito a tutte le creature, assunzione alla
gloria anche della carne con la quale avete conquistato il Cielo facendo di
essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà al vostro Dio.
Vincitori di Satana che la carne ha
corrotto, vincitori del senso che in voi si agita per eredità di peccato
e per aizzamento di Satana, possederete l’Universo assieme al vostro Dio,
e sarete specchi di Dio che apparirà nelle vostre carni glorificate in
tutto il suo splendore. Simili al Padre sarete, o figli santi.” [Una noticina
di Maria Valtorta ci avverte che qui è intervenuto Dio Padre per
continuare il discorso.]
Simili a Gesù, Figlio mio
santissimo. Simili a Maria, Regina nostra. Del Padre avete la somiglianza
intellettiva e dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana. E
poiché avere l’Intelletto è come avere la Parola e
l’Amore, e dove è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi
avendo la somiglianza del Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece
l’uomo simile a Lui e lo elesse per figlio. Prima di quell’ora
sarete i dignitari di mio Figlio, vedrete il miracolo d’amore di una
Terra immersa nella pace e volta a udire Dio. Conoscerete quale sarebbe stato
il vivere dell’uomo se non avesse avvilito se stesso col connubio di
Satana.
Non
sarete defraudati di quest’ora, [l’ora del Regno di Dio su
questa Terra] o amorosi seguaci dell’Amore fatto carne. Quello che ora
udite suonare in voi, parola del mio Figlio ai suoi più diletti, lo
udrete suonare ai quattro punti del globo, e vedrete gli uomini accorrere per
sete della scienza vera. » [116]
|
|
Maria
Valtorta |
La
conclusione di questo studio comparativo tra la voce di don Stefano Gobbi (“Libro
azzurro”), quella di S. Giovanni (“Apocalisse”), e
quella di Maria Valtorta (“I Quaderni”), è che Dio ha
disposto le cose in modo che al Paradiso Terrestre iniziale faccia eco un Paradiso
Terrestre finale. Ciò significa che la parte finale della storia umana sarà
come il riflesso di quella iniziale, con la differenza che alla santità
d’innocenza di Adamo ed Eva si sostituirà una santità di
penitenza. [117] Accettando di
rimpiazzare la nostra volontà umana con quella divina, la figliolanza
divina diventerà per noi una cosa concreta, assoluta, sicura. Saremo dei
nuovi Adamo, delle nuove Eva, dei veri, autentici Figli di Dio. Per
aiutare l’Umanità a capire questo, il Signore si è servito
di tante voci Profetiche, tra le quali quella di Luisa
Piccarreta.
Il suo importantissimo messaggio è presentato nelle pagine che seguono
(sezioni # 6 e # 7, e annesso successivo).
L’albero
della Redenzione che Gesù ha piantato due mila anni fa ha raggiunto
l’età adulta. I suoi frutti sono maturi, la loro raccolta è
imminente.
6 - Luisa Piccarreta: I tre “Fiat” della
Trinità.
Luisa Piccarreta [118] è
stata scelta da Dio per far conoscere al mondo l’ideale del Divin Volere.
Essa è anche conosciuta come la messaggera del Terzo “Fiat” di Dio. “Fiat” è una parola
latina che significa: “Che ciò sia fatto”. Esempio: “Fiat
lux” = “Che la luce sia fatta”. Luisa dice che il “Fiat” divino è triplice, proprio come la
Santissima Trinità. Essa ci rivela pure che l’umanità di
oggi è alle soglie del terzo di questi “Fiat” divini,
quello della Santificazione. Per capire meglio, il lettore è invitato a
osservare i quadri che seguono.
Il primo di questi quadri mostra che il Piano
generale di Dio implica l’intervento delle Tre Persone della Santissima
Trinità, ciascuna nel momento che le è riservato. Per esempio, il
primo “Fiat” Trinitario è quello del Padre
(Creazione), il secondo quello del Figlio
(Redenzione), e il terzo quello dello Spirito
Santo (Santificazione).
Quadro # 1:
|
Primo “Fiat”
divino |
Secondo “Fiat”
divino |
Terzo “Fiat”
divino |
|
Padre Sia fatta la
Luce. (“Fiat Lux”). |
figlio Sia fatta la
Redenzione. (“Fiat
Redemptio”) |
spirito santo Sia fatta la
Santificazione. (“Fiat Sanctificatio”) |
|
Creazione |
Redenzione |
Santificazione |
|
Vita fisica |
Vita spirituale |
Vita divina |
|
Dio è
vita. |
Dio è
amore. |
Dio è
santità. |
Questi
tre “Fiat” esistono sul piano universale, ma anche sul piano individuale,
quello nostro, personale, perché ognuno di noi è come un piccolo universo
(microcosmo) fatto però all’immagine di quello grande (macrocosmo).
Questi tre “Fiat” sono per ognuno di noi l’equivalente di tre
nascite: 1) Nascita alla vita fisica; 2) Nascita alla vita spirituale; 3)
Nascita alla vita divina. La vita fisica ci è concessa dalla prima
Persona trinitaria (Dio Padre), quella spirituale dalla seconda Persona
trinitaria (Dio Figlio), e quella divina dalla terza Persona trinitaria (Dio Spirito Santo). Chi
accetta da Dio la vita fisica accetta da Dio un dono grandissimo; chi accetta
da Dio la vita spirituale, accetta da Dio un dono ancora più grande; chi
accetta da Dio la vita divina, accetta da Dio il massimo dei doni. Questo terzo
dono, della Vita divina, è legato ai primi due ma superiore ad essi. La
Vita divina è una Vita senza limiti che Dio concede agli esseri umani
che dimostrano di apprezzare l’adozione divina (che dimostrano di
apprezzare di essere da Lui addottati come figli). Questo spiega, almeno in
parte, l’invidia tremenda che gli Angeli dannati hanno sempre nutrito
– e tuttora nutrono – nei confronti della creatura umana.
Quadro # 2:
|
IL PIANO DIVINO |
|
1 |
2 |
3 |
|
Era
di Giustizia |
Era
di Misericordia |
Era
di Santità |
L’evidenza
mostra che il terzo Testamento, quello venturo, corrisponde
al Millennio felice che S. Giovanni descrive
nell’Apocalisse (Ap 20, 1-6). I messaggi di Luisa sottintendono che
l’umanità di detto Millennio vivrà felice grazie al Divin Volere. Se una persona accetta di
dare la precedenza alla Volontà
Divina anziché dare la precedenza alla sua propria, tale persona dimostra
di amare Dio sopra ogni cosa, di amarlo anche più di se stessa.
Se il Divin Volere potesse essere paragonato a una
sorgente, la Nuova Era è il
ruscello che si forma partendo da essa. L’uomo che si sente attirato dal Divin Volere costruisce la sua dimora
sulle rive di detto ruscello, e nel berne l’acqua trova la
felicità per la quale Dio l’ha creato. La Nuova Era assomiglia a quel Paradiso che Adamo ed Eva hanno
conosciuto prima del Peccato originale.
Quadro # 3:
|
|
Il primo "Fiat" di Dio è quello del
Padre (Creazione), il secondo è quello del Figlio (Redenzione), il terzo
è quello dello Spirito Santo (Santificazione). * * * Siccome la
coesione divina è coesione perfetta, ogni volta che una delle Tre
Persone trinitarie interviene per realizzare la parte di Piano che è
la sua, è come se le Tre Persone fossero tutte presenti (con la loro rispettiva
Volontà) nell’azione divina in corso. |
“Dio
è Amore”. Riflettendo sulle pagine di Luisa Piccarreta è
facile dedurre che l’elemento essenziale che forma l’unità
Trinitaria è l’Amore. Siccome l’Amore divino è amore
perfetto, è possibile concludere che le tre Volontà divine
formano una sola ed unica Volontà. Il loro Amore reciproco, perfetto
com’è, le unifica perfettamente. Ecco il motivo per cui Dio
è unico, benché formato da tre Persone. Si tratta di tre Volontà distinte, ma unificate alla perfezione
(dall’Amore che le abita).
Gli
stessi maestri che ci hanno insegnato che “Dio è Amore”, ci
hanno pure insegnato che l’amore è attivo per definizione. Dato
che Dio è Amore, e che l’amore è attivo per definizione, ne
risulta che in Dio c’è sempre azione, un’azione derivante
dall’Amore. La parola latina che rappresenta una forma di vita che si
realizza a partire da una volontà capace di concepirla è:
“Fiat”. (Traduzione: “Che ciò avvenga” ).
Ne deriva che se il concetto espresso dalla parola “fiat”
è fuso col concetto della parola “amore”, questa
fusione riesce a dare una spiegazione umana di “Dio”,
giacché l’unione dei due concetti ne fa nascere un terzo che
potrebbe chiamarsi: Potenza d’amore
sempre attiva. [119]
Luisa
Piccarreta ha vissuto nell’isolamento ma le voci profetiche che
dall’esterno confermano il suo insegnamento sono assai numerose. Tra queste
voci è possibile annoverare le due che seguono.
La
Madonna a don Gobbi: «La Nuova Era che vi
annuncio coincide con il pieno adempimento della Divina Volontà,
così che finalmente si realizzi quanto Gesù vi ha insegnato a
domandare al Padre celeste. “Sia fatta la tua volontà sulla terra
come in Cielo”. È il tempo in cui dalle creature si compie il
Divin Volere del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Dal perfetto
adempimento del Divin Volere viene rinnovato tutto il mondo, perché Dio
vi trova come il suo nuovo giardino dell’Eden, in cui può abitare
in amorevole compagnia con le sue creature. » (15 agosto 1991).
Gesù a Vassula Ryden: «Finché
rimarrete attaccati a questo mondo transitorio, non riuscirete a capire che per
trasformare i vostri pensieri in nobili pensieri è necessario che vi
abbandoniate anima
e corpo allo Spirito
Santo. Soltanto allora sarà fatta la mia Volontà, e cioè:
dopo che avrete assorbito in voi la potenza della Divinità. Solo allora
si compirà in voi la mia Opera, e si compirà in virtù di
questa divina nobiltà di pensiero, di questo stato di divina grazia che
in voi si sarà installato. (...)
A proposito di coloro che sembrano vicini al mio Cuore perché
tengono le chiavi del mio Regno, neppure loro hanno capito. Lo prova il fatto
che quando il mio Soffio divino manda il suo profumo per rinnovarvi, sì,
quando il mio Spirito Santo scende dal più alto dei Cieli per infuocare
la terra come per un bacio battesimale, essi ce la mettono tutta per spegnere
il fuoco di questo mio Spirito. S’impauriscono al di là del
ragionevole davanti alla mia Voce che oggi si fa sentire, e fanno di tutto per
soffocarla. Fanno questo malgrado aspirino ardentemente ad offrirmi atti di devozione,
azioni di grazia, e malgrado trattino il loro corpo severamente, emulando in
questo quelli che ho già assunto nella gloria. Ah! Giglio mio! Il tuo
Creatore ti dice questo affinché tu vada a dire ai miei:
“Yahvé, il mio Signore e Padre graziosissimo, ci ornerà dei
suoi abiti imperiali, e la terra sarà ornata dei tesori nascosti che
così gentilmente ci ha tenuti in serbo per questo tempo”. » [120]
7 - Luisa Piccarreta: abbandonare il nostro volere per ritornare al
Volere Divino.
L’ideale
che Luisa Piccarreta ci propone è molto elevato,
benché semplice da praticarsi. Secondo questo ideale non si tratta solo
di fare
la Volontà di Dio, ma di vivere
nella Volontà di Dio, come ha fatto la Madonna, e come Luisa Piccarreta
si è sempre sforzata di fare. [121]
|
LUISA PICCARRETA |
|
Per
vivere
nel Divin Volere l’uomo deve rimpiazzare la sua volontà umana con
quella divina. Questo lo può fare se accetta di offrire a Dio la propria
volontà in cambio di quella divina. La persona offre a Dio la sua
volontà umana in sacrificio di olocausto, ed il resto lo fa il Signore.
Quello che il Signore fa è come un innesto, ma
innesto di natura spirituale, e quindi mistico. In altre parole, se una persona
vuole che l’“innesto” si operi in lei, essa prende
l’iniziativa di rinunciare alla sua volontà umana, che è
come un ramo “selvatico”, e di offrirla a Dio in cambio della
Volontà divina, che è un ramo preziosissimo. [122] Allora Dio,
come un buon Vignaiolo, rimpiazza il ramo da noi reciso. Lo rimpiazza con un
innesto nuovo, la cui linfa è di natura divina, perché è
la sua, cioè la sua Volontà. Ma attenzione, quello che Dio vuol
fare in noi come Vignaiolo non lo farà senza il nostro consenso. Egli
agisce in noi, ma solo quando gliene diamo il permesso, perché siamo
“viti” vive, intelligenti, e libere. Agisce in risposta alle nostre
preghiere, alle nostre suppliche, perché non vuole forzare nessuno, ma
rispettare in tutto, e sempre, la libertà che ci ha data. Nei nostri
confronti Dio si è dato una legge, basata sull’amore, che Gli dice
di non intervenire in noi – nemmeno per guarirci! – se prima non
Gli abbiamo dato il nostro consenso, se non è sicuro al 100% che questo
consenso glielo abbiamo dato liberamente, e per amore.
Ma
è proprio vero che c’è un vantaggio a chiedere a Dio di
realizzare in noi questo “innesto mistico” ? Certo! Un
vantaggio immenso! Le anime “innestate” finiscono per sentirsi in Paradiso.
Quando un’anima accoglie in sè la Divina Volontà, e lo fa
con amore, per amore, al punto che la suddetta Volontà può
fissarvi liberamente la sua dimora, in modo stabile e sicuro, quell’anima
diventa Paradiso, non può rimanere più a lungo quello che
è. Se già non è Paradiso, lo diventa, ed è cosa
normale, perché la linfa di Dio, che è la sua Divina
Volontà, trasforma in Paradiso il posto dove risiede, sia che si tratti
dell’anima di un individuo, oppure dell’anima di una
collettività. Le persone e le comunità che accettano l’innesto
mistico finiscono per abbandonare l’orgoglio, la ribellione,
l’egoismo, tutti quei “virus” che il Peccato originale ha
generato in noi, esseri umani. Li abbandonano per forza di cose, come fanno
quei rami innestati che inevitabilmente finiscono per produrre la
qualità dei frutti del nuovo innesto.
Per
noi che viviamo in questo tempo di transizione purificatrice, è un
conforto il sapere che nel corso del millennio che è appena iniziato,
questo ideale di vita santa sarà adottato dalla quasi totalità
degli esseri umani, e farà nascere sulla nostra terra l’Era nuova,
il Millennio felice, l’Era
dello Spirito Santo. [123] Questo
è quanto ci lasciano intravedere i messaggi dei Profeti cristiani
contemporanei, compresi quelli di Luisa Piccarreta.
8 - Divin Volere: Tre esempi.
Sulla base degli insegnamenti di Luisa Piccarreta [124] molti lettori s’interrogano sulla differenza
che c’è tra fare la Divina Volontà e vivere
nella Divina Volontà. Avevo anch’io questo problema, e avendo
chiesto aiuto al Signore, la spiegazione mi è venuta in tre successivi
momenti, con tre immagini diverse.
1 - Autista privato:
Mentre
riflettevo sul contenuto di un articolo che avevo appena letto in una rivista
che parlava di automobili, mi sono trovato mentalmente alla guida della mia
automobile. Solita posizione, il volante tra le mani. Sentendo che al mio
fianco c’era un passeggero, mi sono girato a destra per vedere chi era.
Con mia grande sorpresa ho scoperto che si trattava di Gesù. Proprio
Lui, in persona! Stava lì, seduto a mio fianco, tranquillo, e
occasionalmente mi dava un buon consiglio su che strada prendere, dove girare,
quando rallentare, eccetera. Io lo ascoltavo, e seguivo i suoi consigli con
sincera gratitudine, anche perché vedevo che mi erano di grande aiuto.
“Questo
è fare la Volontà divina”, mi sono sentito dire
all’interno da una voce silenziosa.
Qualche
istante dopo mi sono trovato seduto come passeggero, alla destra
dell’autista. Guardando verso sinistra per vedere chi guidava, ho scoperto
con meraviglia che il mio illustre Passeggero di un momento prima, ora era
diventato autista, il mio. Gesù in persona stava al volante della mia macchina
e la guidava bene, come uno chauffeur
di professione. Ci eravamo scambiati di posto, e con Gesù come autista mi sembrava che il mondo non
era più quello di prima, nel senso che con Lui al volante non ci sarebbe
potuto mai capitare un incidente grave. Mi sentivo al sicuro. Mentre Lui guidava
avrei potuto persino chiudere gli occhi, e riposarmi.
“Questo
è vivere nella Volontà divina”, mi ha
suggerito dall’interno la voce silenziosa.
Ricordo
di aver pensato, e forse detto: Ma è normale questo? È mai possibile
che Dio mi faccia da autista? Non ci posso credere! A questo mio ragionamento
Gesù ha risposto: Cos’è più facile, morire in
croce o guidare la tua macchina, farti da autista? Siccome continuava a guidare la mia macchina con tanta
naturalezza, gli ho ancora detto: Col privilegio dell’autista potrei
quasi chiudere gli occhi, riposarmi la mente. E se mi addormento? Senza distrarsi
dalla guida, il mio caro, divino, adorabile “Chauffeur” ha sorriso,
poi mi ha detto: Se ti addormenti, penserò Io a tutto.
Da
qui ho capito che quando l’uomo rinuncia alla propria volontà per
vivere nella Volontà divina, è come se cedesse al Signore il
volante della propria macchina, cioè la guida della propria vita. I
vantaggi che ha non hanno fine. [125]
2 - Gli scacchi.
Il
giorno dopo mi permetto ancora di dire al Signore: Signore, non vi sembra
che manchi qualcosa per far comprendere ancora meglio, e a tutti quanti, quello
che ieri mi avete concesso di capire tramite l’immagine dell’autista
privato? Non avreste per caso un’altra immagine per coloro che, spinti
dalla buona volontà, hanno veramente sete di capire ancora meglio questa
lezione? Mi sembra che...
Non
ho finito di formulare la richiesta, che mi si presenta un’altra immagine.
Vedo due Esseri che giocano a scacchi. Da solo non sarei mai riuscito a
immaginare che Dio possa mettersi a giocare a scacchi col Diavolo. Eppure... Ma
sento che si tratta di un’immagine, e che devo viverla. Mi applico quindi
a capire l’immagine.
Innanzi
tutto capisco che i pezzi del gioco che sono mossi sulla scacchiera sono degli
esseri umani, nel senso che li rappresentano; e mi sembra addirittura di
riconoscermi in una pedina, direi tra le più piccole... Mi rendo conto
che al gioco degli scacchi anche una semplice pedina può essere preziosissima,
se per esempio si trova al posto giusto, al momento giusto. Tutto dipende dalla
strategia di colui che studia le mosse che deve fare.
Mentre
osservo il gioco, mi diventa sempre più evidente che il Buon Dio
è in posizione di svantaggio. Nell’immagine il Buon Dio è
mio Papà. Penso: «È impossibile che mio Papà, che
è Dio, non vinca la partita. Dio è più forte del Diavolo.
Il Diavolo è una creatura, e non può vincere contro il suo
Creatore. Il Creatore è necessariamente più intelligente delle
sue creature, anche le più intelligenti.»
Eppure...
Lo svantaggio di mio Papà-Dio è ben visibile. Allora lo guardo
con occhi pieni di ansia. Sono come un bambinello che guarda il Papà, lo
sa onnipotente, e malgrado ciò lo vede indietreggiare di fronte a un
brutto e misterioso avversario vestito di nero. Peggio ancora, vedo che a
tratti a mio Papà gli vengono le lacrime agli occhi, o quasi,
perché il gioco lo obbliga a cedere uno, due, o magari tre dei suoi
pezzi, che per lui sono così preziosi ... Il bambino che sono nella
visione si ribella all’idea che suo Papà, che è bravissimo,
il più bravo di tutti, perda terreno di fronte a un avversario
così brutto, ma brutto! Bambino in tutto, scopro per la prima volta
l’esistenza del male: un qualcosa di brutto e di opprimente che sembra
capace di sconfiggere il bello e il buono, di sopprimerlo, di ucciderlo, di
annientarlo, il che per me non ha senso. Per la prima volta nella mia vita
scopro l’esistenza del male e della morte, e ne soffro moltissimo. Non
riesco a concepire che la morte possa vincere la vita, nemmeno in forma parziale,
nemmeno per un istante. Il fanciullino che sono nella visione ha bisogno di un
aiuto, di una luce, ha bisogno di una spiegazione che gli permetta di respingere
un dubbio così schiacciante, così atroce ... Non potendone
più mi metto a dire con voce di pianto: Papà … !
Papà … ! Papà … ! Non voglio che perdiate. Non
voglio. Fate qualcosa. Siete Dio. Siete onnipotente. Lo so … lo so che
siete onnipotente … e allora dovete vincere. Non potete perdere. Dovete
vincere … vincere ... Voglio che siate il vincitore.
Mi
sento schiacciato, pieno di dolore, immerso nel dispiacere, e mentre soffro di
questa esperienza i miei occhi si mettono a guardare la scacchiera. La guardo,
la fisso, e mentre la fisso … così, senza un motivo particolare,
di punto in bianco... Teeh! Eccola! Ecco la spiegazione! Ce l’ho davanti
agli occhi!
Scopro,
infatti, che tutti i pezzi che appartengono a mio Papà hanno il
privilegio di essere dotati di libertà, e che alcuni di essi,
credendosi in posizione di svantaggio, anziché rimanere sul quadratino
dove Dio li ha messi, si spostano da soli, chi verso un quadrato vicino,
e chi più lontano ancora. Ed è questa loro mancanza di fiducia
nei riguardi del Papà – mio e loro – che provoca la loro
perdita, la loro squalifica.
Sempre
nella visione, pur rimanendo il fanciullino che sento di essere, capisco che
mio Papà è davvero onnipotente, ma che la libertà che la
sua legge d’amore esige nei confronti dei pezzi presenti nel suo gioco,
lo mette in una posizione di svantaggio di fronte all’Avversario. Invece
nel campo di questi non c’è nessuna libertà. Al posto della
libertà c’è la paura; ed è tramite la suddetta paura
che l’Avversario riesce a mantenere ogni suo pezzo solidamente ancorato
al quadratino che la sua diabolica intelligenza gli sceglie di volta in volta. [126]
A
questo punto mi ritrovo da questa parte della realtà, quella di tutti i
giorni, e la voce silenziosa mi dice: «Mia cara, piccola pedina, ti
ricordi quel testo che diceva che qualsiasi cosa avvenga, Io ricostruirò
la mia Chiesa?» Me lo ricordo, sì, ma non con le parole
esatte, e allora cerco il testo. Trovato il testo mi metto a rileggerlo. Porta
la data del 19 marzo 1969, e dice: «Il mondo moderno è la
mia rinnovata Passione. Anche se tutti i miei Sacerdoti mi dovessero
abbandonare, come fu il caso per i miei Discepoli, e uno solo rimanesse sul
Golgota, come fu il caso per Giovanni, tramite quel Giovanni Io
rinnoverò il mondo. » [127]
La
rilettura di questo testo mi fa capire che la vittoria finale appartiene a Dio.
La cosa è certa, sicura, ma durante la “partita” che oppone
Dio all’Avversario ci possono essere delle sconfitte apparenti di Dio,
delle vittorie apparenti della morte sulla vita, del male sul bene, di Satana
su Cristo, dell’Infelicità sulla Felicità. E tuttavia,
anche se sembra che a volte la morte trionfi sulla vita, tale trionfo non
sarà mai definitivo ma sempre provvisorio. Dio ha deciso che il bene e
il male si separino l’uno dall’altro in questa maniera, che la
morte si squalifichi da se stessa credendosi vittoriosa sulla vita. Quello che
conta, dunque, non sono le vittorie temporali e transitorie, ma solo quella
finale.
Sto
riflettendo su quanto il Signore mi ha appena fatto capire. Aspetto un commento
da parte della voce silenziosa, ma siccome non viene, ne deduco che
l’esperienza che ho appena vissuto dev’essere chiara a sufficienza.
Per me lo è, ma mi chiedo sempre se lo è anche per tutti gli
altri. Intuisco che se una persona non ama la Verità con cuore sincero,
queste immagini, malgrado la loro potente chiarezza, non le saranno
sufficienti. Mi chiedo che cos’è che impedisce certe persone di
lasciarsi convincere dalle spiegazioni che la Provvidenza di Dio manda a tutti
indistintamente. Allora la Voce immateriale si fa udire di nuovo, e mi parla
così:
«Esistono
due tipi di persone. Le prime si accontentano di quello che offre la
Provvidenza, le seconde invece non si vogliono accontentare. Le prime credono
alla Provvidenza, le seconde non ci vogliono credere. Le prime hanno buona volontà,
le seconde invece non ne hanno, e non vogliono neppure averla. Le prime sono
come bambinelle che inventano la loro felicità con quello che ricevono
dagli adulti dai quali sanno di dipendere, le seconde invece hanno
un’anima che assomiglia a quella dei contestatori professionali. Non
c’è nulla che le convinca di accettare la Verità quando
qualcuno la propone. Per esse la Verità non esiste, o se esiste, non ha
nessun valore. Non amano la Verità, la odiano. Se si accorgono che la
Verità sta per nascere da qualche parte, le negano in anticipo il
diritto di nascere, la uccidono prima che nasca, la fanno abortire. Di
conseguenza, se un testimonio della Verità non dice il suo nome, la sua
testimonianza non è valida, se invece lo dice, è il suo nome che
non è valido. Se un libro presenta la Verità con tanto di
“Imprimatur”, si tratta per loro di vecchio paternalismo, se invece
si presenta senza nessun “Imprimatur”, guai a colui che ha osato
pubblicarlo in simile stato! »
A
queste condizioni, mi dico, a che scopo indugiare oltre? È meglio che
continui per la mia strada senza perdere altro tempo, che faccia quel che Virgilio
consigliava di fare al suo caro compagno Dante Alighieri durante il viaggio che
insieme facevano tra i meandri dell’inferno: “Non ragioniam di
lor, ma guarda e passa”. [128]
3 - L’amore al suo apice.
Ora
per me esistono tre tipi d’amore: primitivo, evoluto, divinizzato. Per
vederci più chiaro sarà necessario leggere l’episodio che
segue, che ormai fa parte delle mie esperienze personali.
Tempo
fa mi è capitato di contemplare spiritualmente tre coppie di novelli
sposi. Le tre coppie erano tutte nel loro periodo detto “luna di miele”, e guardandole vivere ho
notato che in ognuna di esse i due sposi avevano l’uno per l’altro
gli stessi gesti di gentilezza, di affetto, di attaccamento reciproco, di
passione amorosa. Di primo acchito nessuna differenza esteriore permetteva di
distinguere qual’era la coppia che si amava meglio, o “di
più”, ma quando – subito dopo – mi è stato
concesso di “vedere”
nell’anima degli sposi, ho costatato che malgrado l’apparente identità
dei gesti esteriori, le tre coppie non si amavano allo stesso modo. Nella prima
coppia la passione amorosa era presente in ambedue gli sposi come conseguenza
del bisogno che essi avevano di ricevere
amore; nella seconda coppia la passione era presente in ambedue gli sposi
come conseguenza del bisogno che essi avevano di dare amore (oltre che riceverlo); nella terza coppia, la passione
amorosa era presente in ambedue gli sposi come conseguenza di un bisogno specialissimo,
quello di amare Dio insieme.
Significa che ambedue gli sposi volevano amare Dio, ma non solo come individui,
cioè ognuno per sè, ma collettivamente, cioè insieme, come
coppia. [129]
Qui
ha parlato la mia coscienza. Mi ha chiesto:
−
“Se Dio ti chiamasse a scegliere per te una di queste tre forme amorose,
quale sceglieresti?”
−
“La terza!”
−
“Perché la terza?”
−
Perché l’amore ideale io lo percepisco nella terza coppia. La
terza coppia mi fa capire che l’amore umano, amore creato, diventa
completamente degno dell’Amore increato (dando così il meglio di
sè, sbocciando in tutto il suo splendore) solo quando accetta di unirsi
a Lui – all’Amore increato – in maniera collettiva oltre che
individuale. È logico che nelle tre coppie ambedue gli sposi possono
permettersi di amare Dio individualmente, ma se ambedue accettano di amare Dio
collettivamente, come coppia, ecco che il loro amore umano diventa ideale,
ovverossia perfetto. Questo è quanto io percepisco. Sono convinto che il
nostro mondo per diventare Paradiso avrà bisogno di questo tipo
d’amore. Solo un amore a carattere universale – che io sappia
– è in grado di garantire il Paradiso in terra mantenendo tutti
gli esseri umani uniti tra di loro e uniti a Dio (senso orizzontale e senso
verticale dell’unione).
Mi
sembra che per forza di cose l’amore vissuto nel Divin Volere sarà
un amore che abbraccerà l’universo, non solo quello immanente
(senso orizzontale) ma anche quello trascendente (senso verticale). Questo tipo
d’amore io l’ho sentito presente solo nella terza coppia. È
da essa che ho potuto capire come sarà l’amore umano – sia
esso coniugale, fraterno, materno, paterno, filiale, amicale, patriottico
– quando
sarà divinizzato.
1 - Il “catalizzatore” della felicità.
Un
giorno mi è capitato di assistere interiormente a un dialogo tra due
fratelli. Il più giovane, una quindicina d’anni, interrogava suo
fratello maggiore, già sacerdote.
A scuola ci dicono che l’uomo discende dalla
scimmia, e che la scimmia discende da un altro animale, e così via fino
alla prima cellula che si sarebbe auto-generata a partire da zero. Si deve
credere a tutto questo?
«No.
Sono convinto che l’uomo sia stato creato da Dio, e la nostra Fede
cristiana mi dà ragione. Essa dice che la materia, che all’inizio
era senza ordine, e quindi senza vita, ha cominciato a esistere – come
noi la conosciamo ora – nel momento in cui un’intelligenza onnipotente,
infinitamente superiore alla nostra, le ha dato vita inserendovi l’ordine
necessario alla vita. Questa Intelligenza superiore è Dio, puro spirito.
Il nostro credo cattolico dice che la vita è stata creata da Dio, che
l’ha messa nella materia (letteralmente: “Soffiata” nella materia)
in gradi diversi. Il nostro grado di vita è altissimo, perché in
noi umani la vita della materia coabita con quella dello spirito. Grazie a
questo spirito la vita che abbiamo in noi non è soltanto materiale,
cioè a livello di atomi fisici e di cellule biologiche, ma anche
spirituale, cioè a livello di coscienza intelligente e di
libertà. La libertà non è concessa alle pietre, non
è concessa agli alberi o ai fiori, e non è concessa nemmeno agli
animali. Questi, come sai, non fanno altro che seguire l’istinto della
loro razza, e più di così non possono. Noi invece possiamo
scegliere di fare quello che desideriamo, abbiamo la libertà di farlo, e
in più riusciamo a capire il perché e il come delle varie cose.
Ciò significa che oltre alla libertà di scelta ci è stata
pure concessa la capacità di capire intelligentemente quello che i sensi
del corpo (cinque in tutto) ci fanno captare fisicamente. »
A
scuola ci dicono pure che
l’essere umano ha delle capacità infinite, che non
c’è niente che limiti la sua intelligenza, come se noi fossimo
Dio. Siamo Dio o non lo siamo?
«Da
soli non lo siamo, perché non siamo noi il Creatore, [130] invece con
Dio lo siamo, perché possiamo quello che Lui può. Per essere con
Dio, uniti a Lui in modo da potere quello che Lui può, dobbiamo
accettare in noi l’amore. Se l’amore presente in Lui non lo
è anche in noi, rimaniamo da
Lui separati. E se siamo da Lui separati non possiamo far niente, solo
invecchiare e poi morire.»
È forse sbagliato dire che l’essere umano
è al di sopra degli angeli e degli arcangeli?
«Non
credo sia sbagliato. Sotto alcuni aspetti gli angeli sono
superiori a noi, sotto altri aspetti sono inferiori. Per esempio, essi non
possono diventare “Figli di Dio”, noi invece lo possiamo. Questo
è per noi un privilegio immenso, esclusivo, ma siamo liberi di accettarlo
o di rifiutarlo, ed alcuni di noi lo rifiutano.»
Ci dicono che un uomo è libero se
può scegliere di fare quello che vuole ...
«Certo,
ma se sceglie di buttarsi sotto il treno, la sua libertà è
impiegata male. C’è un grado di libertà che primeggia su
tutti gli altri è il libero arbitrio. Si tratta del potere
che noi tutti abbiamo di scegliere tra bene e male, amore e odio, ordine e
disordine, armonia e disarmonia (cacofonia). Nemmeno gli animali che sembrano
intelligenti, come il cane, il delfino, o la scimmia, hanno la libertà
di scegliere tra amore e odio, tra bene e male. Essi sono condizionati dai loro
istinti naturali, chiusi in essi, prigionieri di essi. L’uomo invece
può scegliere … Sì, può scegliere di perfezionarsi o
di rovinarsi, di salire oppure discendere. Discendere
per sentirsi più animale, salire per sentirsi più spirituale,
quanto gli angeli e anche di più. Per esempio, gli angeli, pur essendo
spirituali, non hanno la possibilità di salire più in alto di
quello che sono, per diventare per esempio Figli
di Dio.
L’uomo invece lo può. Basta che accetti.»
Che accetti cosa?
«
... D’incontrare l’Amore divino. Se l’amore umano accetta
d’incontrare l’Amore divino e di unirsi a Lui (questo equivale ad
incontrare Dio stesso e di unirsi a Lui), si produce il più fantastico
dei miracoli: si produce una gestazione divina seguita dalla nascita di un “Figlio
di Dio” vero e proprio. La cosa più speciale è che
l’uomo che nasce da questa Unione spirituale, mistica, possiede la nostra
identità, porta il nostro nome e cognome. Diventare Figli di Dio significa che ognuno di noi, se lo desidera,
benché già nato una volta dal ventre di sua madre, può
rinascere “nei panni” di Dio, rinascere come autentico “Figlio
di Dio”. Visto che un figlio è molto più di un semplice
servo – il figlio non si limita a vivere nella casa del padre, ma vive la
vita dello stesso padre – quelli tra di noi che accettano Dio come Padre,
potranno vivere con Lui nelle sue dimore regali, non come servi o come ospiti,
ma di diritto. La cosa, se ci pensi bene, fa venire il capogiro. Pensa che a
noi viene concessa la possibilità di vivere eternamente una vita regale,
e visto che il Re che ci invita è anche nostro Dio, la nostra vita
sarà anche divina, oltre che regale. Non so se te ne rendi conto, ma
siccome il Padre che abbiamo (per quelli tra noi che Lo vogliono riconoscere)
è onnipotente, l’eredità che ci aspetta è fatta di
onnipotenza! [131]
Eppure la
maggioranza degli uomini non sembrano interessati a queste cose.
«Purtroppo … Ma sai, non riesco a capire come
mai tanti di noi rifiutino questi privilegi. Non riesco a mettermi nei panni di
una persona che rifiuti la vita, quella vera. Anche se oggi queste persone
costituiscono la maggioranza, perché molti si lasciano abbindolare dalle
cose terrene, materiali e transitorie, davanti al loro modo di pensare e di
vivere io sono come interdetto. Non riesco a concepire che un essere umano
rifiuti l’amore, quello vero, rifiuti Dio, quello vero. Non riesco a
capire il negativismo di queste persone, un negativismo assoluto, la loro
stoltezza, una stoltezza assoluta, ostinata. Credo che ognuno di noi sia capace
di amare, se vuole, ma loro rifiutano l’amore vero, quello che emana da
Dio [132] Lo
rifiutano in modo ostinato. Vuoi conoscere a fondo il mio pensiero? Anche
quando fanno l’amore, queste persone sono senza amore. Fanno
l’amore con egoismo. Si limitano alla passione dei sensi, che è solo
fisica. Risultato? Il loro amore assomiglia a quello del beone, che ama
“con passione” il suo bel fiasco di vino, ma solo per svuotarlo; e
quando si accorge che è vuoto lo butta via per procurarsene un altro che
sia pieno. Queste persone si amano per svuotarsi l’una con l’altra.
E d’altronde, un uomo e una donna che si uniscono possono svuotarsi o
riempirsi, arricchirsi o impoverirsi, aumentare la loro reciproca
schiavitù oppure la loro reciproca libertà. Se l’amore
è vero, è la libertà che aumenta; se l’amore
è falso, è la schiavitù. L’amore vero rende liberi
(anche se le forme esteriori dell’amore fanno pensare alla
schiavitù), invece l’amore falso rende schiavi (anche se le forme
esteriori fanno pensare alla libertà). »
Come si fa per sapere se l’amore è vero o falso?
«Sono convinto che sia necessario un ingrediente
chiamato buona volontà. Ho l’impressione che senza di essa non sia possibile
nessuna forma di vita, vita vera. Mi sembra che la buona volontà sia come quell’ingrediente che nelle reazioni chimiche
permette la fusione degli elementi pur non facendo parte della fusione stessa.
I chimici lo chiamano “elemento catalizzatore”, o
“catalizzatore”. Se in noi la buona volontà è
presente, allora riusciamo a capire, o intuire, la differenza che c’è
tra l’amore vero e quello falso, se invece è assente,
l’amore che scegliamo è di solito falso, un po’ più,
un po’ meno, ma falso comunque. A meno che, eccezionalmente, non subentri
un colpo di “fortuna”. Ma se detta “fortuna” rimane unilaterale,
l’altra persona finisce per accorgersi dell’imbroglio, e nascono i
divorzi, con tutto quel che ci va dietro di dolore e di sofferenza, sia per gli
adulti che per i figli nati nel frattempo.»
E cosa si deve fare per avere in noi la buona volontà?
«Desiderarla
e domandarla a Dio. E Dio ce la provvede. Lo fa sempre. La concede nel momento
più propizio. Se tuttavia una persona non la vuol chiedere –
perché per desiderarla con sincerità e chiederla a Dio ci vuole umiltà,
e l’umiltà non è di tutti – allora la buona volontà
non si fa viva, rimane assente... E sai che significa per una persona essere
senza buona volontà? Significa vivere con la bocca sempre storta e il
cuore sempre di traverso. »
«Ma
allora, se una persona non chiede
a Dio la buona volontà, non arriverà mai conoscere la differenza che c’è tra
l’amore vero e l’amore falso? »
Esatto. Ma
continuerà ugualmente a parlare d’amore, a cantarlo, a predicarlo.
Anche a sognarlo.»
A
conclusione di questo dialogo, la buona
volontà mi è apparsa come un dono preziosissimo, un dono che
spontaneamente io definirei: il “catalizzatore della
felicità”. Ho capito qui una cosa: che gli uomini che vogliono arrivare
alla conoscenza dell’amore vero hanno assolutamente bisogno di buona volontà. Se la buona
volontà è assente, la fusione tra l’amore del corpo
e quello dell’anima (amore forma e amore sostanza) non avviene. Il
miracolo dei miracoli non si verifica. L’amore umano e quello divino
rimangono separati. [133]
2 - La sete della sorgente.
Un
mattino, steso sul mio letto, aspettavo che la sveglia mi desse il segnale
dell’alzata, e guardavo il soffitto. Mi sforzavo di trovare la risposta a
una domanda che di nascosto si era introdotta nella mia mente, rimanendovi come
impigliata. Volevo sbarazzarmene, ma più cercavo la risposta che mi soddisfacesse,
e meno la trovavo. La domanda era: «Se una sorgente fosse assetata,
quale sarebbe il suo modo di bere? Cosa farebbe per spegnere la sua sete? ...
»
Stanco
di cercare, e avendo quasi esaurito il mio tempo di farniente, dico al mio
Angelo che se non fa nulla per aiutarmi io metto la faccenda nel dimenticatoio.
Allora l’Angelo mi dice: «Ti chiedi se le sorgenti d’acqua
possono aver sete? Sì, lo possono. Ti chiedi se anche loro hanno un modo
per spegnere la loro sete? Sì, ce l’hanno! Si dissetano dando da
bere agli altri. Più acqua danno, meglio stanno. »
A primo colpo
la risposta quasi “banale” del mio Angelo mi ha fatto pensare al
signor Lapalisse. Ma non ho voluto respingerla, e questo le ha dato il tempo di
penetrare nella più profonda parte di me stesso, facendomi realizzare
che tutti i papà di famiglia sono come delle sorgenti. Io stesso, come
tale, per sentirmi soddisfatto, cioè “dissetato”, avevo
bisogno di sapere che la mia figliolanza aveva “bevuto sufficientemente
della mia acqua”. Questo mi permetteva di dire che la mia
paternità era stata loro di profitto. [134] Allora
l’Angelo ha aggiunto:
«Il Padre che avete in Cielo è il
primo Papà del mondo. Anche lui “soffre” se vede che
l’uomo trascura o rifiuta le sue ricchezze. E questo, ai vostri giorni,
si verifica spesso. La Madre che avete in Cielo, pure lei “soffre”
se vede che trascurate o rifiutate l’acqua che vi offre nei tempi di
siccità che sono proprio i vostri, quelli di oggi. Essa è mamma,
la prima di tutte, e sapendo delle vostre presenti condizioni di vita fa mille
sforzi per portarvi da “bere” e da “mangiare”. È
presente sulla terra un po’ ovunque tramite centinaia di apparizioni e di
locuzioni. Malgrado ciò essa trova che deperite a vista d’occhio.
Ce ne sono tra voi che muoiono di sete con a fianco un secchio d’acqua,
pieno fino all’orlo. Sono i messaggi, i consigli, gli avvertimenti che
ella vi dà, sono le raccomandazioni che ella vi fa, ripetendole
più volte nell’ardente speranza di essere tenuta in conto, proprio
come fanno le mamme della terra. La
vita che vi è offerta dall’alto la potete rifiutare, è
vero. Ma perché rifiutarla? Perché lasciarvi morire mentre invece
vi si offre di vivere? Se voi bevete l’acqua che vi viene offerta, e
offerta in tutti i modi possibili, oltre a spegnere la vostra sete spegnereste
anche quella del Cielo. È Dio Padre che vi manda quest’acqua.
»
Con
queste parole scoprivo che non ero l’unico della terra a soffrire di
questa “sete” paterna. E poi, la stessa grande “sete”
ce l’aveva anche Dio, che è il Padre di tutti noi, e ce
l’aveva anche la Madonna, che è nostra Madre. Un senso di
sicurezza mi ha invaso nel vedere che Dio conosceva il tema
dell’eredità patrimoniale ancora prima di me, e molto meglio di
me. Mi rendevo conto che il sentimento istintivo che spinge un genitore a
trasmettere ai figli il massimo della ricchezza patrimoniale, cominciando con
quella spirituale della Fede, [135] è cosa
naturale, voluta da Dio, e che nei limiti da Lui prescritti essa può
considerarsi una virtù. Le mie apprensioni cedevano il passo alla fiducia.
Qui
la mia sveglia ha suonato, lasciandomi appena il tempo di ringraziare il mio
Angelo con due parole veloci.
3 - L’Albero delle devozioni.
Avevo
appena finito di leggere un articoletto, firmato da un certo Padre ***,
cappuccino, che parlava della devozione allo Spirito Santo. Presentava questa
devozione come “La Devozione delle devozioni”. La suddetta devozione,
diceva l’articolo, è la prima in assoluto, e merita, rispetto alle
altre, la precedenza totale. L’articolo mi aveva talmente sedotto, che mi
ero messo a fare subito quello che l’autore del testo diceva di fare:
pregare lo Spirito Santo, Lui, sempre Lui, soltanto Lui. La mia coscienza era
tranquilla, dato che la devozione allo Spirito Santo era diventata per me la
“Devozione delle devozioni”, come voleva quel caro Padre, autore
dell’articolo.
Qualche
tempo dopo mi si presenta l’occasione di pregare il mio Angelo custode.
Non ne sono più capace perché convinto che non devo più
“sprecare” il mio tempo con devozioni che non siano quella dello
Spirito Santo: “la Devozione delle devozioni”. Sono convinto che lo
Spirito Santo sia più importante, più prezioso, più degno
di encomio di tutti gli Angeli custodi messi insieme. Mi astengo quindi dal
pregare l’Angelo perché ho il “santo” obbligo di consacrare
tutte mie preghiere allo Spirito Santo.
Passano
altri giorni, e le circostanze suggeriscono una novena in suffragio delle anime
del Purgatorio. Io la sostituisco con una novena allo Spirito Santo. Qualche
tempo dopo avviene la stessa cosa con un’altra novena. La stessa cosa
accade con tutte le mie pratiche di pietà, eccetto la santa Messa e il
santo Rosario, che offro comunque allo Spirito Santo, e in fretta, onde scongiurare
ogni rischio di dimenticanza. Per diversi mesi prego solo lo Spirito Santo, ma
ad un certo momento un dubbio inizia a spuntare nella mia mente. Mi sembra che
il mio modo di agire nasconda una mezza forma di squilibrio. Io, vittima di
un’esagerazione? ... A dire il vero non riesco ad escluderne del tutto la
possibilità, anche se la cosa mi ripugna. Allora chiedo consiglio. A
chi? Alla “logica”, la mia cara logica, un’amica di casa. La
mia “logica” mi conferma la legittimità dei miei sospetti,
ma tutto finisce lì.
Arriva
il 27 dicembre, festa del mio santo Patrono. Approfittando di un momento di
calma, favorevole al dialogo, riprendo il discorso con la mia “logica”,
e le dico: «Sono arrivato al punto che mi sento colpevole se prego il
mio santo Patrono. Secondo te è normale?» Risposta: «Ti comporti come
se io fossi il Padre eterno, ma io non sono divina. Perché non lo chiedi
allo Spirito Santo?» Ed
io, in tono di scusa: «Accipicchia, è vero. Hai ragione. Come
mai non ci ho pensato prima? Comincerò oggi stesso. »
La sera dello
stesso giorno mi metto alla presenza dello Spirito Santo, in ginocchio. Penso a
quello che a scuola mi hanno sempre insegnato su di Lui, e cioè che il
suo compito è di mettere ordine là dove c’è
disordine, non il contrario. Chiarisco il concetto, Glielo presento come a Chi
di dovere, aggiungo che il mio modo di pensare è come quello dei miei
insegnanti, e termino con una preghierina con la quale invoco pace per la mia
anima ed equilibrio per la mia mente.
Passano
tre secondi, e lo schermo della mia immaginazione si apre sulla figura di un
bellissimo albero, splendido all’inverosimile. La cosa più sorprendente,
per me che sono goloso, è che l’albero è carico di frutta
di tutti i generi. Ci sono mele, pere, ciliege, ma l’albero non è
nè un melo, nè un pero, nè un ciliegio. Ci sono pure
arance, mandarini, banane, fichi, datteri, pesche, albicocche, uva, frutti
tropicali! Tutti questi frutti sono maturi e molto appetitosi. M-a-a-amma, che
meraviglia! Con un albero del genere nel mio giardino non troverei mai il tempo
di annoiarmi!
Prima
che mi sfiori l’idea di pensare ad altro, una voce immateriale mi
raggiunge dicendomi:
-
«Bello. So che lo trovi bello. Questa immagine è per rispondere ai
tuoi interrogativi. I frutti che vedi pendere dall’albero rappresentano
le varie devozioni. L’Albero sono Io, lo Spirito Santo. Quando ti senti
spinto a prendere uno di questi frutti, e a mangiarlo, non sentirti in colpa.
Non mi offendi se mangi di questi frutti, che sono tutti miei. Essi provengono
da Me, sono tutti miei, tutti parte di Me, e sono Io che li offro. Nulla
tuttavia ti impedisce di continuare a prender cura dell’Albero, a zappare
un po’ all’intorno, a portargli acqua, a proteggerlo. Gli puoi
anche parlare. Queste tue cure renderanno i suoi frutti ancora più
appetitosi e ricchi di vitamine di ogni genere, e tutto ciò
aumenterà la salute della tua anima. L’anima ha bisogno di
nutrirsi tutti i giorni, come il corpo. Lo sai già, vero? ... »
Silenzio
da ambedue le parti. Poi: «Non ti sembra esatto quello che
dico?»
«Certo
che mi sembra esatto! Certissimo. ... »
È
mai possibile che lo Spirito Santo ci ami tanto da voler qualche volta giocare
con noi, divertirsi, scherzare un po’. Mezzo imbronciato gli rispondo:
«E perché avete permesso
all’autore di quell’articolo di penetrare con le sue grosse dita
nel “codice genetico” delle mie idee, e di crearvi quello squilibrio,
quegli spostamenti? Perché mai l’avete lasciato fare? …
Oooh! Per prepararmi a ricevere le vostre spiegazioni! Insomma volevate essere
sicuro che le avrei capite bene, capite del tutto, e a fondo. Mmm … Devo
credere?».
Un
bellissimo silenzio.
4 - Il Paradiso visto da me.
Lo Spirito
Santo non rifiuta il dialogo, e nemmeno di essere trattato da amico se vede che
le parole del dialogo sono condite con sentimenti d’amore. Me ne rendevo
conto sempre di più. Allora mi è venuta l’idea di
approfittare di un momento di pace e tranquillità per confidarmi con Lui
a proposito di una “sete” che avevo dentro di me, e che non ero mai
riuscito a spegnere, una specie di smania che mi sentivo dentro fin dalla
fanciullezza. Si trattava del Paradiso, o piuttosto dell’idea che noi
umani ci possiamo fare del Paradiso vivendo qui sulla terra. Volevo capire,
almeno un po’, com’era fatto il Paradiso, ma più cercavo e
meno trovavo. Per esempio, durante una Messa domenicale mi ero lasciato
convincere dal predicatore che in Paradiso tutte le anime sono felici di una
felicità perfetta, totale; ma poi durante una lezione di catechismo ero
rimasto colpito dalla spiegazione che la maestra di turno, una suora, ci aveva
dato in proposito. Aveva detto che in Cielo certe anime sono “più
vicine” a Dio, e quindi più fortunate e felici di certe altre. Chi
dei due aveva ragione? Il predicatore o la maestra?
Siccome
l’immagine del Paradiso che pian piano mi ero già costruito
mentalmente rifletteva quella di un anfiteatro, in cuor mio concludevo che gli
abitanti del Paradiso non potevano essere tutti felici allo stesso modo, perché
in un anfiteatro i posti non sono
tutti in prima fila. A causa di tutto questo, la mia logica di fanciullo,
già mezzo adolescente, era un po’ in rivolta. In certi momenti mi
capitava persino di pensare che forse il Cielo perfetto era
un’invenzione, una specie di utopia. Siccome la cosa durava, e ormai mi
sentivo come un topolino preso in trappola, un bel giorno mi sono rivolto al Creatore
con una preghiera del genere:
«Dio
d’amore, vorrei parlarvi della questione del Paradiso. Non ce
l’avete per caso una maniera per spiegarmi com’è fatto? Una
maniera adatta al mio modo di pensare? Il vecchio parroco del paese dove sono
nato (pace all’anima sua), ha sempre rifiutato di rispondermi su questo argomento,
e mi sembra che con le mie domande sono riuscito a dargli persino fastidio. Vi
ricordate di quando ho scoperto l’esistenza della parola:
“elucubrazione”? È stato lui a farmela scoprire. Diceva che
per lui i miei discorsi erano delle “elucubrazioni mentali”. Non
vorrei importunarvi con delle “elucubrazioni mentali”. Vorrei solo
informarmi se sì o no presso di Voi esiste una spiegazione, un qualcosa
che sia in grado di aiutarmi ad uscire dalla trappola mentale nella quale mi sento
preso a proposito del Paradiso. »
“Pfaff”...
Due bottiglie mi si presentano davanti, ed è come se le vedessi, anche
se con i miei occhi umani non vedo niente. Una è grande, l’altra
è più piccola di circa la metà. La Voce immateriale mi
dice:
“Attenzione!
Ora le riempio d’acqua. Sappi che quest’acqua rappresenta la
felicità, e che le due bottiglie sono due anime appena arrivate in
Paradiso.”
Il
tempo di riempirle, e il mio “Dolce Ospite” immateriale riprende la
sua spiegazione dicendo:
–
Adesso che le due anime sono riempite di felicità, ognuna secondo le
sue capacità, pensi che siano completamente felici ambedue?
–
Sì! Sono certo che ambedue sono pienamente, totalmente felici.
–
Pensi che la più piccola potrebbe sentirsi “frustrata” di
non avere una felicità più grande?
–
No, è impossibile. Essa è al massimo delle sue
capacità, perfettamente riempita d’“acqua”,
cioè di felicità; non è quindi possibile che in lei
nascano sentimenti di frustrazione o di gelosia nei confronti della sua
compagna più grande. La bottiglia più piccola è
perfettamente felice, felice in assoluto. Ho anche capito, sicuramente per
grazia vostra, che se nel corso della nostra vita terrena qualcuno di noi vuole
diventare una grande “bottiglia”, grandissima, una bottiglia gigante,
magari grande come una damigiana, la cosa è possibile. Basta che
aderisca alle vostre ispirazioni, quelle che ci mandate in fondo al cuore regolarmente.
Ogni volta che le accogliamo, esse ci fanno spiritualmente crescere. Dico bene?
–
Dici bene. Vuoi che ti aiuti ora ad avanzare ancora un po’ su questa via?
–
Sì, lo voglio.
Non
più bottiglie, ma un lampadario maestoso, sospeso al centro di una
cattedrale altrettanto maestosa. Le lampade che lo fanno risplendere formano
dei cerchi concentrici il cui diametro aumenta gradualmente verso il basso. La
luce è unica, ma le lampade ardenti sono innumerevoli e varie, secondo
il grado al quale appartengono. Ne risulta una sola armonia luminosa, ma
grande, dove ogni lampada è felicissima di far luce secondo la sua potenza
e il suo colore. Allora la Voce immateriale mi dice:
“Questo
lampadario potrebbe rappresentare il Paradiso. Come vedi, le lampade che hanno
solo 100 watt non sono gelose di quelle che ne hanno tre o quattro volte di
più. Non pensano di fare più luce di quel che fanno,
perché la pienezza le abita, e la loro luminosità è in armonia
con la luminosità del rango al quale appartengono.”
Mi
accorgo che la bellezza di questo lampadario è legata alla sua luce
maestosa, la quale dipende dall’elettricità, la quale rappresenta
la potenza di Dio. Questa immagine mi fa capire che Dio è l’Energia
che fa brillare il Paradiso con la sua Potenza
Divina d’Amore sempre presente. A questo punto il mio “Dolce
Ospite” interno m’invita a visitare la cripta della cattedrale. Scendo
con Lui le scale che conducono alla cripta, e vi trovo un lampadario simile a
quello di sopra, ma meno risplendente. Mi rendo conto che la sua luce è
veramente debole, non tanto a causa delle sue dimensioni ridotte, ma soprattutto
a causa delle sue lampadine, che sono quasi tutte spente, bruciate o svitate.
La Voce immateriale mi dice:
«Di
sopra hai visto la Chiesa trionfante, che è quella del Paradiso,
qui vedi la Chiesa militante, che è quella della terra. La luce
di questo lampadario è molto più debole perché, come vedi,
le lampadine sono quasi tutte spente: bruciate o svitate. Per ora la situazione
è così, come tu la vedi, ma fra poco questo lampadario
sarà rimesso a nuovo. Le lampadine svitate saranno ri-avvitate, e quelle
bruciate saranno rimpiazzate con lampade nuove. Così il lampadario sarà
in grado di rischiarare bene tutta la cripta.»
Il
significato di queste parole, credo, è che fra qualche tempo, non molto,
Dio ridarà alla sua Chiesa
militante lo splendore che la Terra possedeva prima del Peccato originale.
Mi nasce in cuore una preghiera: “Venga
il tuo Regno, Signore Gesù, e venga presto”.
5 - Gli atleti nello stadio.
“Non
giudicare, e non sarai giudicato”, è una frase che Gesù,
nostro Redentore, ci ha lasciato in eredità. Ciò significa che
per piacere a Dio dobbiamo astenerci dal giudicare il nostro prossimo.
Ero
bambino, e questa frase mi appariva come traballante. Il motivo che mi impediva
di accettarla ad occhi chiusi era il seguente: se Dio Padre ci ha dato il
senno, ce l’ha sicuramente dato per un motivo. Qual è il motivo se
non quello di permetterci di giudicare ciò che è bene e
ciò che è male? Per me era importante sapere chi dei miei
compagni di scuola era buono, e chi cattivo, e mi sembrava che in questo campo
le mie esigenze erano quelle di tutti. Ma nello stesso tempo la mia coscienza
rifiutava di ammettere che Dio si fosse sbagliato, anche di poco, e tutta
questa faccenda creava in me un certo sconforto. Il dilemma durava da qualche
tempo quando un bel giorno mi sento improvvisamente piazzato, ma in modo immaginario,
al di sopra di un grande campo sportivo coperto di erbetta verde e circondato
da una bella pista in terra battuta. Su questa pista ci sono diversi atleti che
corrono nella speranza di vincere un premio arrivando primi al traguardo
finale. Hanno già fatto parecchi giri di pista, ma per terminare la
corsa essi devono farne ancora uno o due. Il mio sguardo si ferma su di un
corridore isolato che sembrava precedere tutti gli altri. Ha un anticipo molto
consistente, il che mi spinge a dire al mio Interlocutore nascosto,
l’unico che al momento è in grado di udirmi:
–
«Il vincitore è sicuramente lui. Non vedo in che modo i suoi
compagni lo possano ancora raggiungere. »
Risposta:
–
«Ti sbagli. Il suo anticipo è solo apparente. Ha due giri di
ritardo sulla maggioranza dei suoi compagni di gara. Colui che adesso è
in cima alla graduatoria si trova in mezzo al drappello principale. Io so chi
è, ma non è necessario che anche tu lo sappia. Ti dirò una
sola cosa: non tutti questi corridori hanno iniziato la corsa allo stesso
momento, e non tutti sono partiti dalla stessa linea. Non ti è possibile
quindi portare un giudizio sulle loro reali qualità sportive. Per
poterlo fare dovresti conoscere i dati iniziali, che tu però non
conosci. Io solo li conosco.»
–
«Bella faccenda... E come faremo adesso per sapere chi è il primo,
il secondo, il terzo, l’ultimo della squadra?»
– «Per l’appunto! Ed
è proprio qui che ti aspettavo. Ascolta. Io non voglio che nel tempo
della vostra vita terrena sappiate chi di voi è primo, secondo, terzo,
oppure ultimo, perché la “gara” che ti ho appena mostrato
non è cosa che riguarda il rapporto che c’è tra di voi, ma
solo quello che c’è tra Me e voi. Se proprio Io ho variato le
linee e i tempi di partenza, è per evitare che vi giudichiate gli uni
con gli altri dicendo: “il migliore sono io”, oppure “lui
è il peggiore di tutti”. Le linee e i tempi di partenza
rappresentano i talenti che accordo a ognuno di voi all’inizio della sua
esistenza. Io sono l’unico che sa con quanto ritardo o con quanto
anticipo ognuno di voi inizia la sua corsa terrena. Questo ti spiega il motivo
per cui i conti veri li posso fare soltanto Io. È ovvio che sarò
più esigente con chi avrà ricevuto di più, e meno con chi avrà
ricevuto di meno.
Ho
altro da dirti, e lo farò tramite un esempio. Colui che voi chiamate
“Buon Ladrone”, cioè Disma, si è convertito un
istante prima di morire. Se a giudicarlo foste stati voi, me lo avreste giudicato
e condannato centinaia di volte, e tutte prima dell’ora. Io voglio che
tutti gli uomini possano sperare nella Salvezza eterna fino all’ultimo
respiro, ragion per cui il diritto di giudicare è mio, soltanto mio.
Guai a chi giudica per condannare o assolvere al posto mio. Ciò non deve
accadere. Quindi l’espressione “non giudicare” non è
per spingerti a mettere da parte l’uso del senno che ti permette di
distinguere il vero dal falso, il bene dal male. La sua ragion d’essere
è per avvertirti di non condannare chi sembra cattivo, ma forse non lo
è, o dichiarare santo chi sembra santo, ma forse non lo è.
Nessuno di voi è in grado di scrutare il fondo dei cuori come Io solo
posso fare, per cui astenetevi dal farlo. »
L’insegnamento
di questa visione potrebbe essere riassunto così: L’uomo ha
diritto di giudicare un’azione, ma non ha diritto di giudicare una
persona (nel senso di condannarla o assolverla). Giudicare una persona spetta
soltanto a Dio. Se Dio ci fa dono del “senno”, cioè della
ragione, è per darci la possibilità di distinguere ciò che
è bene da ciò che è male, non per spingerci a misurare il
grado di colpevolezza di chi sembra cattivo e forse non lo è, o il grado
di santità di chi sembra santo e forse non lo è.
6 - La
Centrale elettrica.
Il momento è venuto, credo, di raccontare
l’esperienza che ho vissuto qualche anno fa a proposito della Santissima
Trinità, e più particolarmente a proposito dello Spirito Santo
nella Santissima Trinità. Ho l’impressione che in detta
circostanza il Buon Dio [136] ha voluto concedermi una grazia speciale, e che adesso vuole
fare la stessa cosa con chi mi ascolta.
Stavo “pregando”, così almeno avrebbe
dovuto essere, ma anziché pregare mi lamentavo. Con chi? Con Dio. Dicevo
all’eterno Padre che mi sentivo “stanco” del mistero della Santissima
Trinità (!) soprattutto a causa dello Spirito Santo. Da anni mi sforzavo
di trovare un simbolo, un qualcosa che mi aiutasse a visualizzare lo Spirito
Santo in modo un po’ conveniente, ma nulla di nulla, nessun risultato.
Questo mi demoralizzava, e volevo che la cosa si sapesse anche in Cielo,
soprattutto in Cielo.
Conoscendo la vita di Gesù mi dichiaravo
soddisfatto dell’immagine di Dio Figlio, che è Gesù. Mi
dichiaravo soddisfatto anche dell’immagine di Dio Padre, perché
avevo fatto in tempo a conoscere mio papà prima che morisse, e mi era
facile trovare in lui un punto di riferimento visivo. Ma lo Spirito Santo mi
era sempre apparso, e continuava ad apparirmi, come un qualcosa di campato in
aria. Fin da piccolo avevo tentato di rappresentarmi in modo convincente questa
terza Persona trinitaria, ma senza nessun risultato. La figura della colomba e
quella del vento mi avevano lasciato sempre indifferente. [137] Io volevo capire la natura dello Spirito Santo
tramite qualcosa di convincente per me, soddisfacente per me, non per gli
altri. Questo mio desiderio era sempre rimasto inappagato, il che mi rendeva
scontento.
Arriva il giorno scelto da Dio. Mentre sto pregando
tutto solo, mi accorgo che non sono per nulla solo, ma che attorno a me e di
fronte a me c’è una grande Presenza. È Gesù. Passata
la sorpresa realizzo che la situazione è piuttosto favorevole a uno
scambio d’idee tra me e Lui, che secondo me dovrebbe saper risolvere
tutti i problemi, compreso il mio, che è quello relativo allo Spirito
Santo, alla sua rappresentatività concreta.
Gli metto Istintivamente carte in tavola, proprio come
si fa con una persona fidata. Denuncio quella che secondo me è una lacuna
inspiegabile. Mentre sto ancora parlando mi appare una grandissima centrale
idroelettrica. Me la trovo davanti alla mente. Non la vedo con gli occhi, ma la
vedo comunque, e una voce immateriale mi dice:
– Ecco
un’immagine che per te, e tanti altri, può rappresentare Dio
Padre.
Contemplo per un istante la bellezza grandiosa della
centrale, e girando poi lo sguardo sui fili che formano la rete di
distribuzione dell’energia prodotta dalla centrale, mi accorgo che essi
formano un complesso vastissimo. Dapprima vedo i fili di alta tensione, e poi
anche quelli di bassa tensione, che penetrano nelle case, nelle scuole, nelle
fabbriche, nelle chiese, ovunque è necessaria la vita.
– La rete
di distribuzione, la vedi? Essa rappresenta Me, che sono Dio Figlio. Porto
l’Energia divina dove c’è bisogno di far sorgere la vita. E
adesso, capisci chi è lo Spirito Santo, e dove si trova? Vuoi ancora
“vederlo”?
Rispondo, mezzo imbarazzato:
– Nnn...
no. Non ne ho più bisogno. Adesso so chi è lo Spirito Santo, e il
posto che occupa nella Santissima Trinità. Lo Spirito Santo è nei
fili. Lui è come l’elettricità che passa nei fili, e
l’elettricità non si vede. Si possono vedere solo i fili che la
trasportano. Ne vedo tanti, tantissimi, che vanno in tutte le direzioni.
In pochi secondi capisco ciò che per anni mi
ero sforzato di capire da solo senza mai riuscirvi. Vedo che i fili, partendo
dalla centrale, si allontanano a perdita d’occhio nelle quattro direzioni,
sostenuti dai piloni d’alta tensione che si susseguono a distanza regolare.
Ovunque l’uomo vuole portare la vita, quei fili elettrici la trasportano.
Essi rappresentano il Verbo, e la centrale prefigura Dio Padre, e lo Spirito
Santo è come la corrente elettrica che procede dal Padre (la centrale) e
dal Figlio (la rete di distribuzione). Grazie alla rete di distribuzione che in
questo caso rappresenta Gesù, incarnazione del Verbo di Dio (che
è il Figlio, ovverossia la seconda Persona della Santissima Trinità),
la santissima Energia dello Spirito Santo è trasportata ovunque
c’è bisogno di luce, di vita, e di calore in senso spirituale. Mi
accorgo che la Centrale, la Rete distributiva, e l’Elettricità,
pur essendo tre cose distinte, formano in pratica un solo ed unico sistema, un
po’ all’immagine della Santissima Trinità che in fin dei
conti forma un solo ed unico Dio. Non è possibile per me contemplare una
sola parte del sistema che ho davanti senza includere anche le altre due. [138] Molte cose che prima mi sembravano vaghe, o fuori
portata, dopo questa bella esperienza mi diventano chiare, evidenti,
perfettamente accessibili. Rimango a bocca aperta, poi mi sveglio e dico:
– Signore,
se tuttavia qualcuno insistesse per “vedere” lo Spirito Santo, e lo
facesse con buona volontà, lo potreste accontentare mostrandogli il
risultato finale prodotto dall’elettricità
all’estremità del filo. Per esempio, una lampadina che si accende
e che con la sua luce rischiara la stanza dove si trova, lo fa grazie
all’elettricità che le arriva dal filo; uno scaldabagno elettrico
che si mette in funzione, esso pure riscalda l’acqua del bagno grazie
all’elettricità; i motori elettrici che fanno funzionare le
lavatrici, le macchine per cucire, i ventilatori, e tante altre macchine e macchinette
che formano la famiglia degli elettrodomestici, si mettono tutti in movimento
grazie all’elettricità … Che ve ne pare?
Mentre dico queste cose realizzo che
l’elettricità è effettivamente in grado di generare per noi
tre forme di vita, che sono: luce, calore,
e movimento.
1) Luce
(lampadine elettriche),
2) Calore
(radiatori elettrici, o all’inverso, apparecchi per aria condizionata),
3) Movimento
(motori elettrici).
Poi il Signore mi mostra delle figure che mi fanno
capire tutto ciò che la mia mente si sforzava di capire da anni. Mi
giunge anche l’eco di alcune parole latine che fanno parte di una bella
preghiera allo Spirito Santo: “Lux
beatissima... Dulce refrigerium...” [139]
Odo la voce di una radio che
parla e diffonde notizie e musica, poi vedo un televisore che si accende e
offre immagini e messaggi di tutte le qualità. Ascolto, guardo, penso.
Infine dico:
– Signore,
nel passato tutto funzionava a mano, o con i pedali, ora invece è tutto
cambiato. L’elettricità ha creato una vera rivoluzione, ma non
solo nel bene; lo ha creato anche nel male; soprattutto nel male. Per esempio,
quel televisore lì ... Guardate … il male che fa supera il bene, e
lo stesso vale per la radio.
– Lo so,
Johannes, ma anche se tutte le forme di energia appartengono a Noi che le
abbiamo create, l’Avversario riesce a servirsene, soprattutto quando
è l’uomo che lo invita. Le forze della natura creata sono state
concepite tutte da Noi Tre per il benessere vostro, dell’uomo, ma
l’uomo, a cui abbiamo voluto concedere tutta la libertà, se ne
può servire sia per il bene che per il male. L’uomo possiede il
libero arbitrio, [140] e se decide di chiedere aiuto
all’Avversario anziché chiederlo a Noi, le cose create per il
vostro benessere vi creano sofferenza, e le energie create per offrirvi la
vita, vi danno la morte. Chi abusa delle cose buone, le rende per sè
cattive.
Per
esempio, una persona che invoca su di sè l’effusione dello Spirito
Santo, è come se volesse introdurre
“l’elettricità” in casa propria. Se l’Avversario
non è stato escluso in modo radicale da quella “casa”,
l’anima della persona, la persona stessa, al posto dei benefìci normalmente
connessi con l’arrivo dell’Energia divina corre il rischio di avere
dei cortocircuiti impressionanti. L’Avversario vi prepara tranelli e
cortocircuiti d’ogni specie là dove si nasconde perché voi
gli date spazio. Lo fa in modo occulto, cioè di nascosto, senza che ve
ne accorgiate, e i cortocircuiti che lui vi prepara finiscono per crearvi
problemi di salute, sia spirituali che fisici. Per evitare questi inconvenienti
bisognerebbe che l’Avversario fosse escluso del tutto dall’anima di
una persona, e anche dal territorio circostante. Rileggete il Vangelo. [141]
Una lezione come questa mi sembra preziosa. Passano
anni, e un bel giorno leggo sui giornali che a Toronto, e altrove, avvengono
raduni “carismatici” pieni di stranezze. Chiedo al Signore:
– Signore,
cosa c’è di buono in questi raduni? Sono raduni che alcuni si
permettono di definire “carismatici”, e altri chiamano “Santo
ridere”… Che cosa offrono di buono? A me sembra che non offrano
nulla di buono. Con la scusa dello Spirito Santo la gente fa stramberie di ogni
genere. È forse questo un esempio d’energia rubata dal quel famoso
“ladro” di cui discutevamo assieme qualche anno fa?
– Purtroppo,
purtroppo ... Cambiando un po’ discorso, costato con piacere che il tempo
non ha cancellato in te il ricordo di quelle immagini che ti avevo concesso. Le ricordi bene,
con tutti i dettagli.
– Certo!
Non è possibile che le dimentichi. Non ho mai ricevuto immagini
più eloquenti. L’esempio della centrale elettrica, mi ha aiutato
moltissimo, per quel che è possibile umanamente, a capire il mistero
della Santissima Trinità, e il ruolo dello Spirito Santo!
– Allora
ascoltami. Voglio che tu sappia, che voi tutti sappiate (voi che vi sforzate di
essere fedeli a Dio prestando orecchio a quello che il Cielo vi comunica in
questi tempi) che la rivoluzione che un secolo fa si è prodotta sulla
terra con la venuta dell’elettricità, è un esempio concreto
di quello che fra poco si produrrà sulla terra in campo spirituale con
la venuta dello Spirito Santo. Attenzione! Per ricevere con profitto lo Spirito
Santo, ricchezza enorme d’energia spirituale e fisica, la Terra ha
bisogno di essere tutta purificata. So che tu chiedi al Padre di mandare lo
Spirito Santo a rinnovare la faccia della terra. Sappi che se queste nuove
ricchezze, facoltà, energie, libertà (tutti i doni dello Spirito
Santo) fossero concesse all’umanità attuale senza una preparazione
adeguata, che la ripari e la purifichi, ciò non le servirebbe a nulla.
In altre parole: oggi sulla terra esistono tantissime persone che favoriscono i
loro interessi anziché i nostri, che cercano la loro gloria
anziché la nostra, che promuovono il loro ordine anziché il
nostro. Presso tali persone le nuove ricchezze, libertà, energie
e poteri che lo Spirito Santo porta con sè sarebbero tutti
sprecati; peggio, sarebbero investiti nel male anziché nel bene. Con la
Purificazione invece non ci saranno inconvenienti di alcun genere.
Capisco che gli incendi che scoppiano nelle case sono
un’immagine adeguata di quelli che si producono nelle anime quando queste
si lasciano possedere da Satana. Sornione com’è, questi prepara in
loro di nascosto sabotaggi e cortocircuiti d’ogni genere. Certe anime si
vendono ufficialmente al diavolo in cambio di onori terreni e ricchezze
materiali. Gli spalancano la porta con attività malvagie d’ogni
genere, comprese le messe nere. [142]
A questo punto il Signore mi lascia intravedere i
sabotaggi che in questi tempi Satana e i suoi accoliti preparano sulla terra,
la nostra casa comune. Nonostante tutto rimango fiducioso che il Signore si
servirà delle suddette catastrofi per far trionfare il bene. Terminata
la Purificazione, il piccolo gregge che sarà rimasto vivrà una
vita armoniosa e felice, degna del primo Paradiso terrestre.
Termino dicendo: Grazie
Signore per le grandi ricchezze che nell’Era nuova trasmetterete
all’umanità rigenerata. [143]
7 - L’arancia.
Nella cucina
di casa mia stavo mangiando un’ottima arancia, un po’ in fretta, e
il Signore mi ha detto:
– Tu l’arancia, ed Io te.
I pensieri che mi hanno attraversato lo spirito sono:
mangiare, consumare, mangiare per sussistere, mangiare perché la vita
non si estingua, non muoia d’inanizione, ecc... Poi ho detto:
– “Signore, che cosa
significa quel che mi dite, che Voi mi mangiate come io mangio
l’arancia?”
– Sì.
D’altronde lo sapevi. Questa nozione già esisteva nel fondo del
tuo cuore. Te ne sei mai accorto?
– Credo
di sì... per intuito, ma ora la cosa mi appare più chiara,
più evidente, come se qualcuno le avesse tolto quel velo mezzo trasparente
che la copriva. Vedo il concetto molto più chiaramente di prima, e lo
potrei anche descrivere per le persone che s’interessano a queste cose.
Il concetto è questo:
1)
Il Regno vegetale si nutre a mezzo il Regno minerale, e ciò gli
permette di sussistere.
2)
Il Regno animale si nutre a mezzo il Regno vegetale, e ciò gli
permette di sussistere.
3) L’uomo
si nutre a mezzo il Regno animale, vegetale, e minerale, e ciò gli
permette di sussistere fisicamente, ma siccome non si nutre solo di cibo materiale,
perché oltre al corpo ha pure un’anima spirituale, per sussistere
spiritualmente l’uomo ha bisogno anche di cibo spirituale. E come i sensi
gli dicono quale cibo materiale scegliere e quale scartare, così la
coscienza gli dice quale cibo spirituale scegliere e quale scartare. Il cibo
infernale non è buono perché produce ribellione alla Legge d’amore,
ma il cibo celeste è buono perché produce docilità alla
Legge d’amore, che è divina.
Signore, Voi
mi avete detto che mi mangiate come poco fa io mangiavo l’arancia. So che
nell’Eucaristia noi ci nutriamo di Voi, ma quel che mi state dicendo
significa il contrario, e cioè che pure Voi vi nutrite di noi. E che
cosa significa, che pure Voi mi mangiate come anch’io vi mangio
nell’Eucaristia? E come fate?
– In senso spirituale.
– Mangiarmi in senso spirituale? E come fate per mangiarmi in
senso spirituale?
– “Mangio” il tuo amore, mi nutro di esso,
ed è come nutrirmi di te. L’amore umano mi nutre, ma deve essere
sincero, allora lo trovo delizioso. Lo mangio, quindi lo assimilo, cioè
lo trasformo in Me stesso che sono l’amore in assoluto. Quando mi nutro
di te (è vero, è un po’ come tu fai con Me
nell’Eucaristia), tu accetti di morire a te stesso per diventare Me, divino
in Me, divino come Me. Per esempio, l’arancia che mangi va nel tuo
sangue, e per fare questo muore; cessa di essere se stessa per diventare parte
di te; muore a se stessa per riprendere vita in te. Come l’arancia
diventa parte di te in senso materiale, così tu diventi parte di Me in
senso spirituale se mi offri il tuo amore come nutrimento. Io lo
“mangio”, lo assimilo come tu mangi e assimili l’arancia; ma
attenzione, se vuoi che mi senta bene, senza “problemi di stomaco”
nè “mal di ventre”, l’amore che mi offri deve essere
puro, libero dagli inquinamenti terreni che sono gli interessi materiali. Gli
interessi materiali sono come i pesticidi. Se uno ne mette troppi, e di
continuo, ne risulta per forza un inquinamento. I “pesticidi” non
devono prevalere sull’arancia, altrimenti essa non è più
mangiabile.
– Caspiterina,
come faccio a ripetere queste cose? Chi è in grado di capirle? Mi guarderanno
con occhi stralunati. Mi crederanno mezzo “suonato”. Come faccio a
parlare di cose del genere?
– Quando sarà il momento, parlerai come ti
viene. Farai come ho fatto Io quando ho parlato dell’Eucaristia prima che
fosse istituita.
[144] Non
tutti capiranno, ma qualcuno capirà, stai pure tranquillo che qualcuno
capirà.
– Bene.
Se così è, farò come mi suggerite di fare.
– Ti saluto Johannes.
– Vi
saluto Signore.
|
|
Fernand
Crombette (1880-1970) ha inventato il metodo di traduzione trans-letterario,
e l’ha applicato alla Bibbia. |
1
- Fernand Crombette e profezie recenti.
Sembra,
ascoltando le ultime notizie, che l’Umanità voglia rifare il Peccato
originale in maniera collettiva. La
liberalizzazione della clonazione umana [145] è una trasgressione suprema.
Sorpassa in gravità il Peccato originale (e anche quello della
Crocifissione di Cristo), ma le nazioni e gli uomini fanno finta di ignorare la
gravità di questo peccato.
Il
versetto 12 del cap. 17 del Vangelo di S. Giovanni si legge così: “Quand’ero con loro, io conservavo nel
tuo nome coloro che mi hai dato, e li ho custoditi; nessuno di loro è
andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse
la Scrittura”; ma
secondo Fernand Crombette, inventore
della traduzione trans-letteraria, [146] questo stesso
versetto si legge così: “Io,
il Figlio, vi ho ricevuti nel mio cuore e vi ho affidati a Dio stesso, tranne
il figlio della perdizione e della dissoluzione che si reclama dal male
perché lui stesso è la personificazione del male. A questo male
gli scienziati daranno forma e carne per mutazione e trasformazione. Questo accadrà
alla fine dei tempi, quando lui (il figlio della perdizione, ndr) verrà e sarà con gli uomini.
»
Applicando
agli altri testi escatologici della Bibbia le regole di traduzione inventate da
Crombette uno si accorge che in certi casi tale traduzione fa venire la pelle
d’oca. Per esempio, la traduzione trans-letteraria del passo di Dn
9, 26-27 realizzata da Alain Fournier con il metodo di Crombette produce il
testo seguente:
Dn 9, 26: “In quei giorni la scienza si imporrà e vincerà lo
spirituale cominciando con gli aborti. Toccando alla vita, gli scienziati raggiungeranno
l’anima creata da Dio. Il diavolo condurrà il mondo verso la
corruzione e la morte.”
Dn
9, 27: “ In quei giorni il diavolo,
tramite la sua intelligenza malefica e il suo spirito infedele, radunerà
degli individui. Gli scienziati creeranno dei feti con dei semi e con delle
particelle (cellule, ndr) inanimate
che essi riusciranno ad animare; ma come potranno essi creare un’anima?
Il loro sapere teorico non potrà rivaleggiare con l’Amore e la
Scienza di Dio. Prima della fine dei tempi, il maligno, l’usurpatore di
Dio, lavorerà per far nascere carnalmente l’abominazione peggiore:
la negazione del principio della concezione-procreazione desiderata da Dio, una
fabbricazione di copie umane ottenute usando semi e particelle fabbricate in
sostituzione della femminilità (l’ovulo madre?, ndr) e dell’innocenza (ovulo fecondato?
ndr) e seguite da mutazioni scientifiche”.
Il
lavoro di traduzione di Alain Fournier si è progressivamente affinato.
Alain Fournier si è reso conto, recentemente, che la radice copta che
nella traduzione dà la parola “particella” (cioè
“cellula”, ndr), è associata a una parola copta che
significa molto freddo. Il passo precedente
potrebbe dunque essere tradotto nel modo seguente:
Dn
9, 27: “In quei giorni il diavolo,
tramite la sua intelligenza malefica e il suo spirito infedele, radunerà
degli individui. Gli scienziati creeranno dei feti con dei semi e con delle cellule congelate inanimate che essi
riusciranno ad animare; ma come potranno essi creare un’anima? Il loro
sapere teorico non potrà rivaleggiare con l’Amore e la Scienza di
Dio. Prima della fine dei tempi, il maligno, l’usurpatore di Dio,
lavorerà per far nascere carnalmente l’abominazione peggiore: la
negazione del principio della concezione-procreazione desiderata da Dio, una
fabbricazione di copie umane ottenute usando semi e cellule congelate fabbricate in sostituzione della
femminilità (l’ovulo madre?, ndr) e dell’innocenza (ovulo fecondato? ndr) e seguite da mutazioni scientifiche”.
2 - Fernand Crombette e calendario
copto.
È
vero che il calendario copto potrebbe
rispondere alle domande che i lettori dei Profeti cristiani contemporanei continuano
a farsi su certe corrispondenze cronologiche che apparentemente non coincidono
le une con le altre?
L’uomo
ha utilizzato successivamente tre calendari:
1) Il calendario copto. [147] (È il
più antico e venerabile calendario cristiano. L’abbandonarlo è
forse stato un errore).
2) Il calendario giuliano. (Nel tentativo di adattare il calendario copto
all’era cristiana, il monaco Denys le Petit avrebbe commesso un errore di
calcolo di alcuni anni. Ciò è accaduto nell’anno 532).
3)
Il calendario gregoriano. (Nel 1582
il Papa Gregorio XIII ha modificato il calendario giuliano di 11 giorni, e il
nuovo calendario ha preso il nome di calendario gregoriano).
–►
Se noi paragoniamo le date del calendario
copto con quelle del nostro calendario di oggi (gregoriano) scopriamo che
il 1 gennaio 2001 del calendario copto corrisponde all’
11 settembre 2008 del calendario nostro di oggi. Sette anni esatti
separano l’ 11 settembre 2001 dall’ 11 settembre 2008.
–► La data dell’ 8
marzo 2005 è quella che ha visto apparire all’ONU la formula che
fa finta di proibire le clonazioni umane. (Non ci sono penalità per i
trasgressori, come nella legge francese dell’ 8 agosto 2004). Tra questa
data e quella dell’ 11 settembre 2008 ci sono 1.290 giorni (42
mesi).
Ecco un passo del Profeta Daniele (Dn
12, 11) tradotto da Alain Fournier col metodo di Fernand Crombette:
«In
questi tempi in cui il peccato invaderà il linguaggio svuotandolo del
suo significato, e invaderà il mondo degli ignoranti, il Sacrificio del
Figlio di Dio e del Verbo incarnato non sarà più celebrato.
L’iniquità si sarà sparsa nelle comunità, e i riti
non saranno più celebrati. Questo tempo di caduta morale e
d’inquietudine durerà più di 1.000 giorni, e accadrà
alla fine dei primi 6.000 anni di
vita. »
[148]
Se le
informazioni ottenute con l’aiuto del metodo di traduzione di Crombette
sono vere quanto sembrano, faccia il lettore i suoi propri calcoli, e tiri le
sue proprie conclusioni.
FINE
Se qualcosa non
funziona, mandare un messaggio e-mail al seguente indirizzo: parvulis@parvulis.com
«Dio non
fa nulla
senza prima rivelare il suo progetto
ai suoi servitori, i Profeti.»
Amos: 3, 7.
[1] Abusare di una cosa buona è come renderla cattiva. Quando
l’uomo abusa dei doni ricevuti da Dio, tale abuso è chiamato prevaricazione,
trasgressione, peccato. S. Paolo dice che “Il salario del peccato
è la morte”. In che modo va inteso l’abuso suddetto? Va
inteso e spiegato riflettendo sul dono dei doni, che per noi umani è
quello della libertà. Esso è chiamato “libero arbitrio” quando la scelta avviene tra il bene e il
male (es.: truffare o non truffare). Anche se di per sè il libero arbitrio è un bene (come
lo sono tutti i doni di Dio all’uomo: intelligenza, ricchezza, salute,
bellezza fisica, ingegno, libertà di movimento, talento scientifico, letterario,
artistico, ecc...), se l’uomo decide di servirsene a scopo di male, i
frutti da esso prodotti diventano cattivi come effetto della prevaricazione. In
altre parole, l’uomo riceve dei doni per vivere, ma se li usa per fare il
male, anziché seminare la vita, egli semina la morte; anziché
moltiplicare il bene, egli moltiplica il male, il dolore e la morte. All’opposto,
se gli stessi doni sono usati dall’uomo per fare il bene, il frutto
è benefico. La vita è moltiplicata. Questo è vero per
tutti gli uomini, cattolici e non cattolici. Il motivo è spiegato da S.
Paolo nella Lettera ai Romani (Rm 2, 14-16). Le parole di S. Paolo sono state
riprese da Maria Valtorta, che per volere dello Spirito Santo vi ha aggiunto le
parole seguenti: «Coloro tra i
Gentili di oggi [i non cattolici di oggi] che si danno legge di giustizia e difendono la giustizia e la virtù
con le loro opere, saranno premiati da Dio per la virtù esercitata in
vita. ... La loro virtù, la loro spontanea ubbidienza alla legge di
virtù li avrà battezzati senza altro battesimo, consacrati senza
altro crisma che i meriti infiniti del Salvatore. » (Cf.: «Lezioni sull’Epistola di S.
Paolo ai Romani», lezione n. 9, p. 62).
Quanto detto ci permette di affermare che la famosa espressione
“Al di fuori della Chiesa non
c’è salvezza” è applicabile non tanto ai pagani,
quanto agli apostati. Per meritare il qualificativo di “in-fedele”
un individuo deve respingere un credo conosciuto, rinnegare una fede
conosciuta. È il caso dell’apostata più che del pagano.
Questi è una persona non istruita sulla Verità, mentre
l’apostata è stato istruito sulla Verità, la conosce, e malgrado
ciò la rigetta. È soprattutto a lui che si applica
l’affermazione che dice: “Al
di fuori della Chiesa non c’è salvezza”.
[2] Parole provenienti dalla sacra Bibbia.
(Amos 3, 7).
[3] “Il diavolo sa fare le pentole ma
non i coperchi”. (Proverbio che ho imparato da mia madre).
[4]
Gv 10, 3-6.
[5] Uomini e animali riconoscono
d’istinto la voce del loro genitore, ma l’uomo, a differenza
dell’animale, può accettare o rifiutare l’istinto filiale
che fin dalla nascita Dio gli provvede. Alcuni esseri umani rifiutano i loro
genitori, ma ben più numerosi sembrano essere coloro che rifiutano Dio,
il genitore della loro anima.
[6] L’ipotesi di
un’umanità vecchia di milioni d’anni, frutto di una lenta e
spontanea evoluzione della materia (vedi Darwinismo), non è mai stata
dimostrata scientificamente, anche se molti pretendono il contrario, e alcuni
l’insegnano come vera. Lo scienziato Fernand
Crombette e gli esperti della Bibbia hanno dimostrato sul piano storico e
su quello scientifico che l’uomo abita la terra da sei mila anni. Dio ce
lo conferma tramite i suoi Profeti.
[7] Gli uccellini per
nascere hanno bisogno di un nido preparato in anticipo. Come gli uccellini,
così gli esseri umani. Prima di creare gli esseri umani Dio ha creato le
condizioni di vita destinate ad accoglierli. Questo per dire che il mondo
minerale e animale precedono l’essere umano, sono più antichi di
lui. Di quanto tempo? Gli scienziati della scienza ufficiale inventano teorie e
numeri che variano da un’epoca all’altra. Essi rifiutano di
ammettere che l’uomo è incapace di rispondere a questa domanda.
Non si rendono conto che il tempo siderale
e il nostro tempo attuale non si
misurano allo stesso modo. Esempio: Il tempo si misura tramite la
regolarità ciclica dei movimenti astrali, ma all’inizio gli astri
del cielo non esistevano per permettere a una mente di misurare il
“tempo”. In più l’uomo era assente. Attualmente non
esiste nulla che permetta all’uomo di sapere se gli astri
dell’universo sono stati creati molto tempo prima di lui oppure un solo
un istante prima di lui. La sola cosa
che l’uomo può conoscere, e conosce, è che la sua razza
è posteriore agli astri (essendo stata creata il sesto giorno, quando
gli astri già esistevano).
[8] Il brano riportato si trova alla pagina
72 di un libretto “Pro manuscripto” intitolato:
“Opere”, vol. VI, pubblicato nel 1977 dall’Associazione del
Divin Volere, via XX settembre, n. 157, 20099, Sesto S. Giovanni. Il libretto
si distingue dagli altri della stessa serie grazie al colore verde della sua
copertina. Per sapere chi è Luisa Piccarreta, autrice di tutta la serie
dei libretti, vedere le sezioni # 6 e # 7 del terzo capitolo.
[9] J. E. Gehrer,
OFM, “Cœurs Unis de Jésus et de
Marie”. Edizioni “Parvis”, CH 1648, Hauteville, Svizzera.
[10] La Bibbia si serve della parola
“giorno” per identificare i sette periodi della Creazione.
Per identificare i sette periodi della Settimana universale (il Piano
di Dio) è possibile utilizzare la stessa parola, senza
però dimenticare che i “giorni”
della Settimana universale
corrispondono a dei millenni. (Cf. 2 P, 3, 8). (Vedi anche la
nota n. 14).
[11] Padre Penasa: «Il numero 7 sta alla base del buon
esito della prova alla quale Dio sottomette l’uomo, affinché
dimostri coi fatti che egli aspira all’eternità beata. Il
tempo dato da Dio per la prova è tutto scandito da scadenze basate sul
“7”: 7 giorni, 7 settimane, 7 anni, 7 settenni.
I 6 giorni
iniziali sono destinati al lavoro per lo sviluppo delle cose temporali, necessarie
al fisico (l’animalità corporea). Il 7° elemento invece
è riservato allo sviluppo delle cose eterne, necessarie per la crescita
della nostra vita spirituale (l’anima). Chi concentra tutta la sua
attività nel programma dei 6 giorni e trascura il programma del 7°
giorno, pian piano uccide in sè l’angelo, e diventa lui stesso una
bestia.
L’evoluzione
del male comincia con il 6 (il corpo), poi passa per il 60 (valori della psiche
razionale, che conosce e vuole) e infine può raggiungere il 600 (culto
religioso dedicato agli spiriti maligni anziché a Dio, pratica
dell’occultismo e della superstizione). Così facendo si acquista
l’aiuto di Satana per lo sviluppo dei beni materiali … Chi fa
questa scelta non vuole essere molestato dai rimproveri degli onesti, e finge
di praticare i doveri religiosi del 7° giorno, ma limitandosi solo alle
esteriorità: la sua è tutta ipocrisia.
L’organizzazione
attuale più sviluppata di questa ipocrisia è la Massoneria. Chi
agisce così arriva pian piano all’empietà totale, che
è quella dell’anti-Cristo, caratterizzata dal 6+60+600,
cioè dal numero 666. Chi invece rispetta il 7° giorno
integralmente, arriva pian piano alla perfezione della Pietà,
sacrificando a Dio l’animalità come l’agnello, la ragione
psicologica come il credente nel Verbo di Dio, e praticando la religiosità autentica come il Figlio di
Dio: 7+70+700 = 777.»
[12]
Il significato dei simboli utilizzati in questa proporzione è il
seguente:
D = La Domenica della nostra settimana.
S = La Settimana del nostro tempo umano.
R = “Riposo” di Dio, (il settimo
“giorno” menzionato nella Genesi).
C = Creazione. (I sette “giorni” della
Creazione, secondo la Genesi).
M = Millennio felice.
U =
Settimana universale. (alias: Piano
divino di Salvezza).
[13] Dio è trinitario, ma la perfezione che
esiste nell’unità delle tre “Persone” fa della Trinità
l’equivalente di un Unico Dio. (L’amore unifica, e l’Amore
perfetto unifica perfettamente).
[14]
Non è detto che il calendario
gregoriano (in vigore ora nel mondo occidentale) sia il più esatto.
Il calendario copto, probabilmente,
è più esatto di quello gregoriano. (Vedi alla fine del libro
l’annesso n. 2: “Fernand Crombette e il calendario copto”).
[15]
Sappiamo che la manifestazione dell’anti-Cristo precederà di poco
la Parusia intermedia, e
servirà da elemento purificatore. Così Gesù non
troverà molte persone quando ritornerà sulla terra, ma quelle che
troverà saranno state purificate nel crogiuolo della grande
Tribolazione. La persecuzione dell’anti-Cristo avrà servito a
separare i buoni dai cattivi. Questo permetterà a Gesù di
instaurare il suo Regno messianico
con persone del tutto selezionate.
Negli scritti di Maria
Valtorta si può leggere che dopo aver instaurato il suo Regno sulla
terra, Gesù ritornerà di nuovo al Padre. (Cf. Maria Valtorta: I
Quaderni, vol. 1, p. 139).
JNSR conferma questo dato dicendo che Gesù, dopo aver instaurato il suo Regno messianico, ascenderà al
Cielo una seconda volta. Ci sarà dunque una seconda Ascensione di
Gesù?
[16] L’insegnamento cattolico stabilisce
che la colpa esiste solo se Dio è volontariamente rigettato dopo esser
stato conosciuto. Ciò significa che i pagani (erroneamente chiamati
“infedeli”) si possono salvare se riescono a raggiungere Dio
rispettando e amando i suoi attributi. Nel caso attuale, il fatto di amare
l’ordine non è forse un amare Dio d’amore indiretto? E chi
ama l’ordine, non è forse rispettoso di ogni attributo essenziale
di Dio: giustizia, armonia, bellezza, dolcezza, pace, carità?
[17] Tutti gli esseri sono unici nella
Creazione divina, e questo elimina ogni rischio di monotonia. La monotonia
è un prodotto umano. Essa è frutto di un ordine imperfetto, perché
basato sull’uniformità, le ripetizioni meccaniche, le catene di
montaggio, le clonazioni, tutti fenomeni legati alla produttività
anziché alla creatività.
Quando la produttività diventa produttività ad oltranza,
cessa anche il benessere, perché la sete di profitto lo spegne. (La
produttività ad oltranza è una trappola; essa non favorisce il
benessere).
[18] Due mila anni fa S. Giovanni Battista preparava
gli uomini alla venuta del Messia, e per udirlo era necessario andare nel deserto.
Oggi è la Madonna che prepara i suoi fedeli alla venuta dello Spirito
Santo, e per udirla è ancora necessario andare nel deserto. Ciò
significa che per udirla è necessario fuggire la cacofonia che oggi
proviene dall’uso indiscriminato di mille strumenti elettronici. (Per esempio,
chiudere la TV).
[19] Questa profezia è stata pubblicata
nel giugno del 1869 dal periodico “Mémorial Catholique”.
È stata poi ripresa nel 1932 dal reverendo Julio Echevarria nel suo
libro: “Predizioni private riguardanti
certi avvenimenti mondiali”. Imprenta “Carnet
Social”, Morandé 636, Santiago de Chile. Recentemente se ne
è parlato nella rivista: “Il Segno del Soprannaturale”,
luglio 1995, pp. 23-24.
[20] Vedi il libro di: Sr Marie-Nathalie: “Marie, Reine victorieuse
du monde”, éditions du Parvis, 1990, p. 119.
[21] Ap 20, 1-6: “Il Regno dei mille
anni di Pace”. «Vidi poi un
angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una grande catena
in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo,
satana e lo incatenò per mille anni. Lo gettò nell’Abisso,
ve lo rinchiuse, e ne sigillò la porta sopra di lui perché non
seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo,
questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni
troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi
anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e
della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua, e
non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero
vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono
in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione.
Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non
ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e
regneranno con lui per mille anni. »
[22] Appare evidente che se l’amore di un essere umano accetta
di incontrare l’Amore divino, e di unirsi a Lui, è inevitabile un
miracolo: quello della nascita di un “figlio”. Di che figlio si
tratta? Il “figlio” siamo noi, ciascuno di noi, che da semplici
uomini diventiamo “Figli di Dio”, essendo rinati in Dio.
(Gesù a Nicodemo: l’uomo è fatto per la felicità
eterna, ma per accedervi deve rinascere). Oggi questa possibilità di
rinascita è offerta a tutti sotto la forma di un "innesto
mistico" nel Divin Volere. (V. le pagine su Luisa Piccarreta. Terzo
capitolo, sezioni # 3 e 4).
[23] Maria Valtorta
dice che per l’uomo Dio ha previsto tre
filtri. Questi tre filtri, secondo
me, sono le tre apocalissi seguenti: 1) Il Diluvio d’acqua
(Noè); 2) Il Diluvio di fuoco
(riservato al nostro tempo attuale);
3) La Fine del mondo (fra una decina di secoli). Le prime due sono
apocalissi relative, ma la terza sarà assoluta.
[24] Siccome sul piano cronologico
l’apocalisse attuale si trova tra la prima (quella del Diluvio), e
l’ultima (quella della Fine del Mondo), noi la dovremmo chiamare
“intermedia", e considerarla come relativa. Quando si parla di
"Ultimi Tempi", che sono i nostri attuali, la cosa non deve farci
pensare alla fine DEL mondo, ma alla fine di UN mondo: quello del Male.
[25] Dal libro di
Maria Valtorta: “Lezioni
sull’Epistola di S. Paolo ai Romani” si capisce che la
santità dell’Era nuova sarà come una santità di
penitenza, non d’innocenza, perché l’Umanità, per
raggiungerla, avrà vissuto sei mila anni di deserto purificatore
(l’equivalente del tempo trascorso dalla creazione di Adamo a oggi). Dato
che dopo il Peccato originale, la santità d’innocenza non è
più possibile, Dio permette che l’uomo acceda a una santità
di uguale valore, la santità di penitenza. La Madonna è
l’unica Creatura umana che alla santità d’innocenza abbia
associato una santità di penitenza. Gesù Cristo è santo
tre volte: per innocenza, per penitenza, per natura.
[26] La missione che
Gesù ha affidato a Vassula Ryden riguarda la riunificazione delle chiese
cristiane. Benché di fede ortodossa, Vassula non esita a trascrivere i
messaggi di fedeltà al Magistero di Papa Giovanni-Paolo II, come
Gesù le chiede di fare. Ma questo le attira quantità di nemici
sia da parte ortodossa che da parte cattolica. Da parte ortodossa perché
la tradizione degli ortodossi è di rinnegare il Papa di Roma, e lei non
lo rinnega, ma lo rispetta, e da parte cattolica perché alcuni prelati
cattolici non digeriscono l’inesorabile severità di certe sue
parole scritte, le quali parlano di tradimento, denunciando
l’infedeltà di alcuni di essi al Magistero di Giovanni-Paolo II.
La situazione di Vassula fa pensare a Gesù che ha detto: “Se hanno
perseguitato Me, perseguiteranno anche voi”.
[27]
Quest’articolo di Padre Martino Penasa è apparso sulla rivista:
“Il Segno del Soprannaturale”, Aprile 1996, p. 32, Edizioni Segno.
[28] Vedi l’articolo n. 676 del
Catechismo.
[29] L’ultimo
libro della Scrittura Sacra è quello dell’Apocalisse.
[30] Don Stefano Gobbi
ha fondato il Movimento Sacerdotale Mariano nel 1973. Questo Movimento permette
ai sacerdoti e ai laici che lo desiderano, di riunirsi periodicamente per
pregare. In occasione di questi incontri, o “cenacoli”, dopo la
preghiera del rosario i partecipanti ascoltano la lettura di un messaggio
tratto dal “Libro
azzurro”, il quale contiene gli insegnamenti e le raccomandazioni che don
Gobbi ha ricevuto dalla Madonna per i membri del Movimento. L’insieme
mondiale di questi cenacoli forma una specie di comunità spirituale, che
la Madonna considera come il suo “piccolo gregge”.
[31] I momenti esatti li conosce soltanto Dio
Padre.
[32] Questi "tre
filtri" confermano l’idea delle tre apocalissi di cui si è
già parlato.
[33] Maria Valtorta: “I
Quaderni”,1O volume (1943), p. 505. Maria Valtorta è
una mistica italiana di Viareggio. Morì nel 1962 all’età di
61 anni. Da giovane si offrì a Dio come anima vittima, si ammalò,
e rimase a letto per tutto il resto della sua vita. Gesù le diede dei
messaggi profetici, le dettò la sua vita, gliela fece vedere. Maria
soffrì molto dell’incomprensione della madre e di quella dei
sacerdoti che si rifiutavano di credere alle sue rivelazioni. I suoi libri sono
oggi pubblicati dal Centro Editoriale Valtortiano, Isola-del-Liri, Frosinone,
03036, Italia. Tel. 0776 807 032. Fax (+39) 0776 809 789.
[34] Come la battitura del frumento è
soltanto un mezzo, così la Purificazione. Scopo della battitura è
di ottenere il buon grano, che è una ricchezza, scopo della
Purificazione (leggi volendo: “Apocalisse intermedia”) è di
ottenere il Regno di Dio in terra, che per l’Umanità è la
ricchezza delle ricchezze. Il Regno di Dio in terra significa gaudio e
felicità garantiti dalla presenza di Dio.
[35] Mt 25, 21
[36] Oltre alle sue opere dette minori, Maria Valtorta ha scritto:
“Il Poema dell’Uomo-Dio”, e tre grossi volumi intitolati:
“I Quaderni del
Secondo uno scritto reperibile su Internet nel mese di agosto del
1999, la mistica Margherita Sampair, avrebbe ricevuto importanti messaggi dagli
arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele, tra il 1968 e il 1970. Tali messaggi
confermerebbero quanto è riportato in queste pagine.
[37] Il brano riportato si trova in: I
Quaderni del 1943 di Maria Valtorta, vol. 1 (pp. 288-289).
[38] Il Segno di Cristo è la sua Croce
luminosa. Per caduta di Babilonia si intende lo sfacelo materiale delle nazioni
della Terra, simboleggiato in anticipo dallo sfacelo delle due torri del World
Trade Center di New York, l’11 di settembre 2001.
[39] Il messaggio è del 1943 (il
periodo di “selezione” è quello della seconda guerra mondiale).
[40] Il Profeta di
Satana è l’anti-Cristo, seguace di Satana, che qui è
identificato come: l’eterno antagonista.
[41] Questo brano
è tratto da: “I Quaderni del
[42] “I Quaderni del
Per capire a chi si
riferisce l’espressione “demoniaca vendemmia”, è
necessario sapere che nel testo della Valtorta essa è preceduta dalle
parole seguenti: «Ricorda
l’Apocalisse di Giovanni. Ricorda il dragone: il Male generatore
dell’anti-Cristo futuro, il quale ne prepara il regno non solo sconvolgendo
le coscienze ma travolgendo nelle sue spire la terza parte delle stelle, e
facendone degli astri di fango. » Gli astri che diventano fango sono
quei dignitari ecclesiastici che decadono a causa della loro ribellione al
Magistero della Chiesa. Il Magistero di Giovanni-Paolo II è infallibile,
come quello dei suoi predecessori che furono eletti regolarmente (Gli anti-papi
sono da escludere).
La Bibbia dice (in Ap 13, 12-17) che “la Bestia simile ad
un agnello sarà al servizio della prima Bestia, e ne consoliderà
il potere” [lo consoliderà grazie al suo ascendente psichico, ma
anche tramite quei prodigi che Satana permetterà loro di fare, come in
Es 7, 11]. Secondo i messaggi ricevuti da don Gobbi nel 1989, la prima Bestia
dell’Apocalisse è la Massoneria, e la seconda è la
Massoneria ecclesiastica. Colui che Gesù identifica come il
Pastore-idolo, e che nell’Apocalisse riceve il titolo di falso Profeta,
sarà probabilmente un usurpatore del Trono pontificio, un usurpatore che
si vestirà da Papa. Durante il suo regno, la presenza del suo corpo sul
Trono pontificio offrirà l’illusione di una presenza papale, ma la
Cattedra di S. Pietro sarà vacante a causa dell’illegalità
di tale presenza. Per capire questo concetto è necessario distinguere
ciò che è Trono pontificio [seggio materiale], e ciò che
è Cattedra di S. Pietro [seggio spirituale].
[43] Il popolo cristiano sarà
riunificato.
[44] Daniele 12, 11-12.
[45] Brano tratto dal
volume: I Quaderni del 1944, di Maria Valtorta, pp. 97-98.
[46] Brano ripreso da: I Quaderni del 1943, di
Maria Valtorta, p. 330.
[47] Il brano proviene dal libro di Lucie: “L’Œuvre accomplie de
Dieu”, pp. 108-110. Edizioni Téqui, 53150
Saint-Céneré, (Francia). Finito di stampare il 14 settembre 1998.
La traduzione del brano è di J. De Parvulis.
[48] Il “questa” si riferisce alla
seconda guerra mondiale (perché il messaggio è del 1943).
[49] “I Quaderni del
[50] Stando al parallelismo storico delle
profezie spiegato da Gesù nel passo riportato all’inizio della presente
sezione, questo mini-giudizio universale sarebbe all’immagine del grande
Giudizio Universale che avverrà alla Fine del mondo.
[51] Cf.: “I Quaderni del
A) – Quando regnerà l’Anti-Cristo, il Figlio
dell’uomo apparirà venendo su una nube, e con Lui tutte le schiere
degli angeli, per combattere contro gli spiriti maligni. Satana sarà
precipitato nell’inferno. La vecchia terra sarà trasfigurata. Ci
saranno mille anni di pace.
B) – Gli eventi del calendario si susseguirebbero in
quest’ordine: 1) – Avvertimento; 2) – Grande Miracolo; 3)
– Grande Castigo; 4) – Sorgere dell’Anti-Cristo; 5) –
Conquista delle nazioni da parte di Satana; 6) – Segno della Bestia; 7)
– Sollevamento del popolo di Dio dalla terra; 8) – Piaghe degli Ultimi
Giorni; 9) – Battaglia di Armagheddon; 10) – Nuova Terra; 11)
– Millennio di pace; 12) – Regno di Dio per
l’eternità.
[52] Mgr Ottavio
Michelini: “Confidences de Jésus à ses Prêtres et
à ses fidèles”, Éditions du Parvis, p. 119. (I sei piccoli volumi originali in
italiano essendo fuori commercio, il testo riportato è stato tradotto
dal francese).
[53] Per ogni essere
creato immortale la morte fisica è solo una tappa di transizione, fatta
per sfociare nella gloria della risurrezione o nella morte vera e propria
(morte spirituale). Sappiamo che la Chiesa di Cristo è immortale come il
suo Fondatore. Se Cristo immortale ha potuto subire la morte di Croce, a
maggior ragione la sua Chiesa.
[54] Siccome Gesù è risuscitato,
e in gloria, nessuno si è mai sognato di dire che la morte abbia
prevalso contro di Lui. (“Portæ Inferi” = le porte degli
inferi = le porte della morte = la morte eterna). Allo stesso modo nessuno
potrà dire che la morte avrà prevalso contro la sua Chiesa se
questa subisce l’annientamento fisico, e dopo averlo subìto risuscita
gloriosa. Quindi l’espressione latina: “Et portæ inferi
non prævalebunt adversus eam” significa che le porte degli inferi non prevarranno
contro di essa (Chiesa). Queste “portæ inferi” sono le porte
della morte eterna. La traduzione approssimativa “porte
dell’inferno” anziché "porte della morte eterna",
è forse all’origine del “qui pro quo” interpretativo,
ma alla radice di tale errore ci sta pure un’altra ragione, più
profonda, di natura psicologica: visto che per molti cristiani la parola
“morte” ha ancora una connotazione negativa anziché
positiva, per essi è difficile ammettere che questa loro Chiesa possa un
giorno “morire” umanamente. (I Dodici reagirono allo stesso modo
quando Gesù tentò di informarli su come sarebbe “morto”
umanamente).
[55] Il cristiano che sa queste cose ha un
grande vantaggio su colui che non le sa. La ragione è semplice. Se un
giorno gli succede di vedere la sua Chiesa morta (nelle sue strutture
visibili), e la Terra invasa dalla decadenza totale, egli sarà meno
portato a scandalizzarsi inutilmente, o a scoraggiarsi, o a lasciarsi
rovesciare dall’eccessiva sorpresa. Il vantaggio del cristiano informato
è di poter più facilmente mantenere intatte la propria fede, la
propria speranza, e la propria carità, anche in mezzo alla peggior tempesta.
L’imminenza di questa tempesta spiega e giustifica il grande numero di
messaggi e visioni che il Cielo ci manda in questa fine di secolo.
[56] Queste parole fanno parte dei dialoghi
intimi che un’ anonima religiosa di clausura ha avuti con Gesù
verso la fine degli anni ‘60. La religiosa, di natura schiva e timida, ha
accettato di scriverle e anche di farle pubblicare, ma a condizione di
mantenere l’anonimato. Grazie al suo direttore spirituale il libretto
è stato pubblicato dalla libreria “Propaganda Mariana”, (Via
Acciaioli n. 10, Roma), col titolo: “Il grande messaggio
d’amore” . La citazione di cui sopra si trova alla pagina 78 del
libretto, che tra l’altro si presenta con diversi "Imprimatur"
ufficiali. Vedi le note n. 68 e n. 101.
[57] Mgr Ottavio Michelini: “Confidenze
di Gesù a un sacerdote”. Si tratta di sei libretti fuori
commercio. Questo testo si trova alla pagina 19 del quinto libretto, ma nella
traduzione francese si trova alla pagina 329 del volume unico che riunisce
tutti i sei libretti col titolo: “Confidences
de Jésus à ses prêtres et à ses fidèles”.
(Edizioni Parvis, Svizzera).
[58] I primi messaggi di Françoise sono
stati pubblicati in Svizzera dalle Edizioni Parvis, col titolo “Messages de conversion des cœurs”.
Verso la fine dell’anno 1997 Françoise ha ricevuto altri
messaggi che al presente (settembre 1998) non sono ancora stati pubblicati, ma
di cui la rivista Stella Maris ha
pubblicato qualche brano nel suo numero 340, p. 30-31. Con questi messaggi, che
hanno per titolo: “Jésus
révèle aux siens ce qu’est la
Franc-maçonnerie”, nostro Signore ci mette in guardia contro
la sete di potere della Massoneria, soprattutto quella che opera
all’interno della Chiesa, la Massoneria ecclesiastica.
[59] Dio ci invita ad essere prevedenti. Se
necessario, rileggere la Parabola delle dieci vergini, dove l’olio delle
lampade simboleggia l’informazione necessaria a vederci chiaro la notte.
Nel caso presente la notte è quella della Chiesa. «Il Regno
è simile a dieci vergini che con le loro lampade andarono incontro allo
sposo. Cinque di esse erano stolte, e cinque sagge. Le stolte presero le
lampade, ma non presero con sè olio. Le sagge invece, insieme alle
lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi ... » Mt 25, 1-13.
[60] La selezione, ognuno se l’applica
da sè, in proporzione al grado d’amore che lo abita.
[61] Chi oggi guarda al Nuovo Calvario scopre
che tutto è come due mila anni fa, eccetto che al posto di Cristo viene
crocifisso il suo Corpo mistico (la Chiesa). Ai piedi della Croce, assieme a
Maria madre della Chiesa, si trovano tutt’oggi persone i cui volti e
sguardi fanno pensare a S. Giovanni e alle Pie Donne. Esse, quasi tutte,
frequentano i cenacoli di preghiera del Movimento Sacerdotale Mariano, e non
temono la persecuzione perché fiancheggiano Maria, presente ovunque nel
mondo tramite le sue apparizioni e locuzioni interiori.
[62] Anche se le pagine dell’Apocalisse
si riferiscono ai tempi che viviamo, esse vi si riferiscono nel senso di
apocalisse relativa, non assoluta. L’assoluta avrà luogo soltanto
alla Fine del Mondo. Nei “Quaderni” Gesù dice a Maria
Valtorta che l’Apocalisse della Fine del Mondo sarà più
severa dell’apocalisse attuale.
[63] Mt 24, 15; Dn 9, 27.
[64] Za 13, 7-9.
[65] Per maggiori
informazioni su questo opuscolo inedito, vedere la bibliografia generale sotto
la voce: Anonimo, “American farmer”.
[66] Questa profezia,
recentissima, conferma quanto Maria Valtorta aveva scritto diversi anni fa.
[67] Questo testo si
trova nel sesto volume della serie intitolata “Confidenze di Gesù
a un Sacerdote”, pp. 188-189 (ma i sei piccoli libri sono fuori
commercio, rimpiazzati da un volume unico in lingua francese, e pubblicato in
Svizzera dalle edizioni Parvis).
[68] Vedi le note n.
56 e n. 101.
[69] Rivedere le sezioni n. 2 e n. 3 del primo
capitolo.
[70] Queste date sono
approssimative. I momenti esatti li conosce solo Dio Padre.
[71] Se
l’Avversario utilizza l’ordine, il suo “ordine” ha per
scopo di promuovere il disordine. Se utilizza il vero, il suo “vero”
ha per scopo di promuovere il
falso.
[72] RAVITZKY AVIEZER: “La fine svelata e lo Stato degli ebrei. Messianismo, Sionismo e
radicalismo religioso in Israele”. L’autore di questo libro fa
parlare i principali rabbini degli ultimi due secoli. Le loro opinioni si
contrappongono in maniera radicale. Alcuni dicono che la fondazione dello Stato
di Israele è un ostacolo alla Redenzione, altri dicono che essa ne
rappresenta l'inizio. Per alcuni il Sionismo è la peggiore delle eresie,
per altri esso apre la strada al Messia. Per alcuni siamo di fronte a
“uno Stato divino”, per altri siamo di fronte a “un atto
satanico”. (Edizioni Marietti. Anno di pubblicazione: 2007. Prezzo: € 36.00).
[73] Vedi Ap 2, 28; e Ap 22, 16. Il brano
riportato sopra proviene da: Lezioni sull’epistola di S. Paolo ai
Romani., p. 44. (Libro scritto da Maria Valtorta, e pubblicato dalle edizioni
CEV, Isola-del-Liri, FR, 03036, Italia).
[74]
Al presente tutti sono in grado di distinguere tra “Fine dei Tempi”
e “Fine del Mondo”. Ciò implica l’esistenza di
più di una apocalisse (tre in tutto). Come già visto,
l’apocalisse dei tempi attuali non è assoluta. Essa è
paragonabile a quella del Diluvio universale, ad eccezione del fuoco
rimpiazzante l’acqua. L’Apocalisse finale, quella della Fine del
Mondo, sarà assoluta.
[75]
Due secoli fa, Anna-Maria Taïgi, una mistica di Roma, ha predetto che
negli Ultimi Tempi un avvertimento universale porterà la salvezza a
molte anime, tra le quali parecchi giovani. Queste anime si dovrebbero pentire
e convertire grazie al Grande Avvertimento.
[76]
La cittadina di Dozulé si trova nel nord della Francia (diocesi di
Lisieux), e Madeleine Aumont è una madre di famiglia che il Signore ha
scelta come suo strumento per comunicare dei messaggi importanti alla Chiesa e
al mondo.
[77] Queste
espressioni meritano una spiegazione. Nell’anno 70 dopo Cristo, a seguito
della guerra di ribellione degli Ebrei contro i Romani, questi presero la
città di Gerusalemme, distrussero il Tempio di Salomone, e annientarono
i ribelli. I rarissimi Ebrei che ebbero la vita salva si videro costretti a
vivere da esuli in seno alle varie nazioni che li accolsero come ospiti
malgrado la loro diversità culturale e soprattutto religiosa. (È
importante notare che gli Ebrei considerano i popoli non ebrei come dei
Gentili, cioè dei pagani). Dire: “Il
Tempo dei Pagani, ovvero delle Nazioni (pagane)”, è
come dire: “il Tempo che gli Ebrei superstiti hanno dovuto vivere in
esilio a partire dall’anno 70 dopo Cristo”. Sulla base di antiche
profezie, si sa che quando questo esilio finirà, sarà la “Fine dei Tempi”
(leggi: Fine dei
Tempi trascorsi in esilio, in seno a nazioni e popoli considerati
“pagani”). Secondo le stesse profezie, il periodo della “Fine dei Tempi”
dovrebbe coincidere con la nascita di un’era di pace e di felicità
universali.
[78] Jean Stiegler: “Nouvelles
Révélations avant l’an
[79] Lc 21, 24.
“Tempo dei Pagani” equivale a “Tempo delle Nazioni”
(pagane).
[80]
Ognuno sa che gli Ebrei considerano i non Ebrei come dei pagani, e che il
fatto, per esempio, di sposare un
gentile (un non ebreo, un pagano) diventa per un ebreo una specie di
sacrilegio. Malgrado i venti secoli d’esilio, questo principio ha
impedito che avvengano incroci razziali tra Ebrei e popoli ospitanti (salvo
rare eccezioni). La diversità razziale e religiosa degli Ebrei ha quindi
impedito loro di venire assimilati dai popoli ospitanti.
[81]
Sul tema degli Ebrei e della loro storia esistono tre film di valore. Il film “Massada”
mostra l’annientamento della Nazione ebrea per opera dei Romani negli
anni 70-73 d. C., come conseguenza della ribellione fomentata dagli zeloti ebrei.
Il film “La
lista di Shindler”, mostra in che modo gli Ebrei sono stati
trattati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Il film "Exodus"
mostra come lo Stato di Israele sia rinato nel 1948.
[82] Nella sezione
precedente, abbiamo visto che i tre avvenimenti annunciati dalla Madonna a
Garabandal sono: 1) Avvertimento; 2) Grande Miracolo; 3) Grande Castigo. La
logica suggerisce che il 3o di questi avvenimenti, il Grande Castigo, faccia
ancora parte del periodo delle Tribolazioni (che è il 1o periodo
predetto da Gesù a Dozulé).
[83] Sulla persona di
Vassula Ryden, vedi la nota n. 26. Il brano di JNSR, che segue immediatamente
quello di Vassula, proviene dalla rivista “Stella Maris”, n. 335
(marzo 1998), pp. 23-25. Le traduzioni italiane che appaiono in questo libro
sono state realizzate da J. De Parvulis.
[84] Il paesetto di
Garabandal è situato al centro di un immenso anfiteatro naturale, fatto
di montagne, e ciò lo renderebbe propizio ad accogliere parecchi milioni
di persone nel medesimo tempo. Se l’incontro al quale Gesù vuole
radunare i suoi dovesse coincidere con il Grande Miracolo che si prevede accada
a Garabandal non più di un anno dopo il Grande Avvertimento (è
detto che lascerà un segno perenne al di sopra dei Pini), è lecito
supporre che il luogo dove Gesù intende avere l’incontro di cui si
parla nel messaggio sopra riportato è forse l’anfiteatro naturale
di Garabandal. (Questa è solo un’ipotesi. Una seconda ipotesi
prevede che questo raduno si possa tenere davanti alle “Croci di
Dozulé”, sparse nel mondo. Queste “croci di
Dozulé” sono sorte di recente, e sono luminose. Gesù le ha
chieste tramite JNSR, la sua messaggera francese).
[85]
Volendo, rileggere la sezione # 5 del presente capitolo.
[86] Il primo brano
proviene dal primo volume de: “I Quaderni”, pp. 650-651. Il secondo
si trova nel medesimo volume, p. 566. (Edizioni CEV, Isola del Liri, FR, 06036,
Italia).
[87]
Può darsi che il primo segreto sia quello del Grande Avvertimento, ma
nulla lo garantisce in forma assoluta.
[88]
Consultare il libro: “Notre Dame de l’Escorial”, di Amparo
Quevas.
[89]
Alla pagina 194-195 del libro francese: “Marie, Reine Victorieuse du
Monde”, suor Marie-Nathalie dice di aver avuto la visione di un
grande “segno”. Siccome aggiunge che detto “segno”
dovrà precedere il Gran Miracolo, è possibile che si tratti della
visione anticipata di quello che noi chiamiamo: il
“l’Avvertimento”, ma nulla lo garantisce al 100%.
[90] La tradizione
cristiana dice che l’umanità è sulla terra da sei mila
anni. Per esempio, Mgr James Ussher, antico vescovo di Armagh e grande
specialista della Bibbia, dice che la creazione d’Adamo ed Eva è
da situarsi nell’anno 4,004 prima di Cristo. Le conclusioni di Mgr Ussher
sono all’origine delle date che dopo di lui sono state inserite ai
margini della Bibbia. Si consulti, volendo: “Annales veteris e novi
testamenti” , di Mgr J. Ussher (1581-1656). Volendo, si consulti pure
al primo capitolo, la sezione # 2 (le note 5 e 6).
[91] Suor
Marie-Nathalie è una religiosa ungherese.
[92] Suor Marie-Nathalie: “Marie, Reine Victorieuse
du monde”, pagina 194. Edizioni Parvis. 1648 Hauteville, Svizzera.
[93] Don Stefano Gobbi
ha fondato il Movimento Sacerdotale Mariano (o MSM) a partire dal 1973. Questo
Movimento permette ai sacerdoti e ai laici che lo desiderano, di riunirsi periodicamente
per pregare. In occasione di questi incontri, o “cenacoli”, dopo la
preghiera, i partecipanti ascoltano i messaggi del “Libro azzurro”
per mezzo dei quali la Madonna parla loro. L’insieme mondiale di questi
piccoli cenacoli di preghiera finisce per costituire un grande “piccolo
gregge” che la Madonna considera come suo.
[94] Isaia 11, 6-9 e
65, ed anche 17-25 (La Nuova Creazione).
[95] Religiosa di
clausura: «Il gran messaggio d’amore. Messaggi del Cielo. » p. 79. Libreria “Propaganda
Mariana”, Via Acciaioli, 10, Roma. Questo libretto ha ricevuto l’Imprimatur
di parecchi vescovi. Vedi le note n. 56 e n. 68 (con il loro contesto).
[96] Su Vassula Ryden,
rileggi la nota n. 26.
[97] Questo brano, del
16 settembre 1943, si trova alla pagina 353 del primo volume de: I
“Quaderni”, di Maria Valtorta. Su Maria Valtorta, vedi la nota
33.
[98]
Marie Sevray, “Divins Appels”: Il brano n. 1 si trova alle
pp. 32 e 33; il brano n. 2 alla p. 62; il brano n. 3 alla p. 70; il brano n. 4
alla p. 133; il brano n. 5 alla p. 154; e il brano n. 6 alla p. 178.
[99] Sul tema della
“Fine dei Tempi” vedi la sezione # 6 del primo capitolo: «Le tre venute di Cristo (o “Parusie”). »
[100]
Dopo questo brano n. 6, Gesù confida a Marie Sevray che la distruzione
della terra non sarà un annientamento assoluto, perché la Fine
del mondo “non è distruzione vera e propria”,
cioè totale. (Anche Maria Valtorta, nell’opera “I
Quaderni”, parla di una sfera planetaria che in una visione le
è apparsa eccessivamente silenziosa e deserta; tale sfera, lei disse,
mostrava la nostra Terra dopo la Fine del mondo).
[101]
Esiste un libro intitolato: “Potenza Divina d’Amore”
che riferisce le parole che Gesù ha affidato alla Povera Anima
circa la Seconda Pentecoste (la Grande Pentecoste Universale), e l’Era
dello Spirito Santo che con essa prenderà inizio. (Povera Anima
è l’espressione che Gesù utilizzava spesso nel rivolgersi
ad una sua interlocutrice, la religiosa italiana: Madre Carolina Venturella,
deceduta nel 1984). I messaggi ricevuti da Madre Venturella sono stati raccolti
dal suo direttore spirituale, Padre Davide De Angelis, un frate cappuccino
morto nel 1996. A seguito delle rivelazioni di cui stiamo parlando,
un’opera è sorta a Palestrina, in provincia di Roma, la cui
missione è la glorificazione dello Spirito Santo (e la costruzione di un
tempio a lui consacrato). Quest’opera è stata approvata da Mgr
Tomassetti, vescovo di Palestrina, e dal suo predecessore, Mgr Spallanzani. Il
libro di Madre Venturella si può ottenere a Palestrina tramite
un’offerta libera, oppure gratis.
[102]
Ap 21, 8; 22, 15
[103]
Marthe Robin è una mistica francese del ventesimo secolo. Ha vissuto a
Châteauneuf de Galaure. Il suo direttore spirituale, Padre Georges Finet,
l’ha aiutata a fondare i Foyers de Charité che oggi sono
presenti un po’ ovunque nel mondo.
[104] Su Vassula, vedi
la nota n. 26.
[105]
Sulla persona di Vassula Ryden, vedi la nota n. 26.
[106]
Queste parole descrivono il Paradiso Terrestre che sta per venire, parte
conclusiva del Piano divino di Salvezza. Il Piano di Dio appare formato da tre
parti distinte, ma connesse tra di loro e solidari l’una
dell’altra: Creazione, Redenzione, Santificazione. Questo Piano triplice
ci fa pensare inevitabilmente al Padre, al Figlio, e allo Spirito Santo. Di
queste tre parti, la terza è quella che ci riguarda più da
vicino, visto che è imminente. Essa sorpassa in bellezza tutto
ciò che noi potremmo immaginare. (Su Luisa Piccarreta, leggere le
sezioni # 6 e # 7 del presente capitolo. Sul tema del Piano generale di Dio Uno
e Trino rileggere la seconda sezione del primo capitolo, sezione intitolata: “L’Equazione (triplice) del
Creatore (trinitario)”).
[107]
Su questi due tipi di santità, vedi la nota 25.
[108]
Il New Age è una
contraffazione dell’Era Nuova.
[109]
Su Vassula vedi la nota n. 26.
[110]
Messaggio ricevuto il 20 luglio 1997 dalla messaggera francese JNSR.
(JNSR = Je Ne Suis Rien = Sono un Niente.)
[111] Ap 20, 1-6: Il Regno del millennio felice.
«Vidi poi un angelo che scendeva
dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano.
Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo, satana e
lo incatenò per mille anni. Lo gettò nell’Abisso, ve lo
rinchiuse, e ne sigillò la porta sopra di lui perché non
seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo,
questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni
troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi
anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e
della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua, e
non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. COSTORO ripresero
vita, e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono
in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima
risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione.
Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del
Cristo, e regneranno con lui per mille anni. »
[112] Sembra che
qualche caso di risurrezione si sia già prodotto.
[113] “Ritornare
sulla terra”? Il concetto di risurrezione è all’opposto di
quello di reincarnazione.
[114]
Questa espressione sacra è quella di Ap 20, 4, ma nessuno la poteva
comprendere prima del 1989. In quell’anno la Madonna la spiegò a
don Stefano Gobbi. Il vocabolo “Vergine della Rivelazione” è
quello che la Madonna ha preso quand’è apparsa a Bruno Cornacchiola,
che l’ha vista con il libro dell’Apocalisse in mano. (Apocalisse =
Rivelazione). Ciò avvenne verso la fine degli anni quaranta. Anni dopo,
nel 1989 appunto, la “Vergine della Rivelazione” e “Regina
dei Profeti” ha spiegato il “Libro sigillato”
(l’Apocalisse) nei suoi significati nascosti tramite don Stefano Gobbi.
[115]
Promessa fatta da Gesù in Mt 5, 4 (le Beatitudini).
[116]
Cf.: "I Quaderni", primo volume (1943), pp. 565-566.
[117] Vedere capitolo I,
sezione # 4, nota 5.
[118] Luisa Piccarreta ha
vissuto a Corato dal 1865 al 1947. I suoi concittadini solevano chiamarla
“Luisa la Santa”. A partire dall’età di 10 anni ha
vissuto fenomeni mistici che l’hanno spinta, poco a poco, ad offrire la
sua vita a Dio, per amore, per imitare Gesù nella sua Passione. Si
è quindi ammalata, e la malattia l’ha obbligata a rimanere a letto
per il resto della sua vita. Alla sua morte, sopravvenuta all’età
di 82 anni, non è stato possibile raddrizzare il suo corpo, che durante
i numerosi anni di degenza aveva finito per prendere la forma di una
“L”. Per la sepoltura le è stata fabbricata una bara
speciale, essa pure in forma di “L”. Oltre alla sua corrispondenza,
Luisa ha lasciato 36 quaderni manoscritti che parlano del Divin Volere
in noi e tra di noi. (In noi = corpo individuale. Tra di noi = corpo sociale).
Questi manoscritti, dopo essere stati confiscati dalle autorità ecclesiastiche
per ragioni ancora mal definite, sono stati dimenticati per 58 anni negli
archivi vaticani. Recentemente sono stati recuperati grazie
all’intervento provvidenziale di due vescovi, Mgr Carata e Mgr Cassati,
ex-titolari della diocesi di Trani, dov’è situata la cittadina di
Corato. Ispirati senza dubbio dall’alto, questi due vescovi si sono
dedicati alla riabilitazione di Luisa, ed hanno introdotto la sua causa di
beatificazione presso le autorità vaticane. La persecuzione che per
tanti anni è stata quella di Luisa Piccarreta, fa pensare alla
persecuzione che per tanti anni è stata quella di Suor Faustina Kowalska,
l’apostolo dell’Amore Misericordioso.
[119] “Potenza
Divina d’Amore” è la definizione che lo Spirito Santo ha
dato di se stesso a Madre Carolina Venturella. (Questa espressione ci aiuta a
capire che il Dio unico e trinitario che ci ha creati “a sua immagine.,
ha agito per amore. Dunque, essendo stati concepiti per Amore e “all’immagine”
di questo Amore, noi non possiamo realizzare la nostra felicità lontano
da Esso. S. Agostino dice: “Ci hai creati per Te, Signore, ed il nostro
spirito non trova pace finché non si riposa in Te” ).
[120] Sulla persona di
Vassula Ryden, vedi la nota n. 26. Il brano qui riportato proviene dalle pagine
61-64 del supplemento francese n. 11 di “La vraie Vie en Dieu”,
che riporta i messaggi ricevuti da Vassula tra il 21 maggio 1997 e il 22 giugno
1998.
[121]
Un esempio della differenza che c’è tra fare la Divina
Volontà e vivere
nella Divina Volontà si può avere leggendo l’annesso intitolato:
«Come interpretare il “Vivere nel Divin Volere”», che
si trova a seguito del presente capitolo, prima delle sette sezioni
dell’appendice finale.
[122]
Questa volontà è la stessa di quella che ci ha traditi nella
persona dei nostri Progenitori (Adamo ed Eva). Essa può essere paragonata
ad un ramo selvatico che conviene recidere e rimpiazzare con un nuovo innesto.
[123]
Vedi la nota n. 117.
[124] Su Luisa Piccarreta, rivedere la nota n. 124.
[125]
Un conoscente, scettico di natura, mi ha fatto notare che questa
immagine, secondo lui, invitava alla pigrizia spirituale, quella pigrizia che i
teologi hanno l’abitudine di chiamare “quietismo”.
Preoccupato dall’osservazione abbastanza pertinente, io ho chiesto aiuto
al Signore. Il giorno seguente mi è accaduto un fatto singolare. Uno dei
miei libri stava per cadere dalla mensola dov’era piazzato, e nel
respingerlo per fargli riprendere il suo posto mi è venuto il desiderio
di aprirlo. Caso o provvidenza, il mio sguardo si è posato su di una
frase che sembrava scelta appositamente per rispondere alla domanda che dal
giorno prima occupava la mia mente. La frase era di Gesù, e diceva: “A questa vita interiore si giunge non
tanto scegliendo tale metodo di orazione anziché tal altro, ma
accettando con piena volontà di lasciarsi modellare, e rimanendo
interamente disponibile per questo. Nessuna paura: questa passività non
ha nulla di riprovevole perché nel compimento del loro dovere queste
anime saranno attive, e ciò nella misura stessa con la quale si
lasceranno modellare dallo Spirito Santo”. (Divins Appels, p. 178. Questa traduzione è dell’autore
J. De Parvulis).
[126]
Coloro che in questa vita vendono la loro anima in cambio dei vantaggi
materiali che il diavolo promette loro, e che effettivamente è in grado
di fornire (soldi, poteri, onori, facili carriere), perdono la loro libertà
anche su questa terra (chi in un modo, chi nell’altro). Per esempio,
l’iniziazione massonica prevede che il candidato si impegni ad obbedire
ciecamente agli ordini che gli arriveranno “dall’alto”. Ma
chi c’è “in alto”? Visi mascherati, e chi non
ubbidisce ai visi mascherati perde il lavoro, l’impiego, e poi la vita.
[127]
“Il gran messaggio d’amore”, p. 78. (In data 19 marzo
1969).
[128]
Dante Alighieri: “La Divina
Commedia”, vol. 1: Inferno, 3, 51.
[129] Questa verità è stata
confermata da Vassula Ryden, che un giorno è venuta in Canada e ha
parlato di Dio dicendo: “Quello che glorifica Dio più di tutto, e
che più gli piace, è quando noi lo amiamo tutti insieme”.
[130] L’uomo non finirà mai di
scoprire quello che Dio ha messo nel creato, che comincia sulla Terra ma
continua nell’Universo.
[131] Un giorno un amico mi
raccontò che prima della Creazione del mondo Dio aveva permesso a Lucifero
di guardare nel futuro. Lucifero guardò e vide tre verità.
1) La prima diceva che
nella futura Creazione ci sarebbero stati degli esseri ai quali Dio avrebbe
dato la possibilità di unirsi alla natura divina in maniera così
intima che sarebbero diventati “Figli di Dio” (figli adottivi, non
di natura). Si trattava dei futuri esseri umani. Lucifero si rese conto che
lui, che era l’angelo più luminoso del Paradiso, questo privilegio
non l’avrebbe mai avuto, e fece la prima smorfia.
2) La seconda
verità mostrò a Lucifero in che modo Dio intendeva permettere ai
futuri esseri umani di issarsi al rango di Figli suoi. Si trattava del Mistero
dell’Incarnazione, in base al quale la seconda Persona trinitaria avrebbe
accettato di diventare uomo per mostrare agli esseri umani il cammino da
percorrere. Nemmeno questo piacque a Lucifero, che fece una seconda smorfia.
3) La terza verità
rivelò a Lucifero che gli spiriti angelici avrebbero servito i futuri
esseri umani in qualità di angeli custodi. A questo punto
Lucifero divenne rabbioso e gridò:
“Non serviam!” L’orgoglio e la gelosia che covava dentro di
sè divennero odio contro Dio e contro gli esseri umani. In
quell’istante cominciò ad esistere l’inferno, che prima non esisteva.
Vi fu precipitato Lucifero con tutti i suoi seguaci.
[132] Certe persone accettano l’amore
vero, altre lo rifiutano. Ma a coloro che lo accettano, Dio dà il potere
di diventare Figli di Dio. (Nel prologo del vangelo di S. Giovanni si legge: “Quotquot autem recipiunt eum, dat eis
potestatem Filios Dei fieri”. Nella liturgia tradizionale, questo vangelo veniva letto in
latino alla fine di ogni santa Messa).
[133] Tutti sanno che sopra la grotta di
Betlemme, quando nacque Gesù, gli angeli cantavano: “Gloria a Dio
nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Da un po’ di tempo, e per
ragioni mal definite, in quasi tutte le chiese cattoliche queste parole non
sono più cantate nel Gloria. Qualcuno le ha sostituite con altre parole
che malgrado la loro bellezza risultano fuori posto.
[134] Penso che tutti i genitori della terra
capiscano questo linguaggio. Più si ama un figlio, più si ha
“sete” di vederlo correttamente approfittare delle ricchezze che
offre la famiglia. Non solo le ricchezze materiali, ma anche quelle spirituali,
soprattutto quelle. Quanto dispiacere prova un padre se si accorge che un
figlio trascura la sua acqua, o magari la rifiuta! Il suo tormento assomiglia
all’ardore interno di una sete intensa non appagata.
[135] Un patrimonio
è dato dall’insieme delle ricchezze paterne, ma di ricchezze non
ci sono solo quelle materiali. Per esempio, il patrimonio culturale, quello
affettivo, quello bio-genetico, ecc., sono patrimoni importantissimi, anche
più di quello materiale. E che dire del patrimonio della Fede? Anche se
oggi è disprezzato, esso è sempre stato e continua a rimanere il
più importante di tutti. (Parlando di Fede cristiana, il numero di
coloro che ancora si dichiarano credenti sembra ridotto al minimo. Riguardo al
patrimonio bio-genetico, cresce in modo allucinante il numero degli sventati
che lo guastano con comportamenti disordinati, droghe, malattie veneree,
eccetera. A causa di questi abusi, le dinastie del tutto esenti da “tabe
marcenti” – questa, di “tabe marcenti”, è
un’espressione del Carducci – diventano sempre più rare).
[136] L’espressione:
il “Buon Dio” era frequente nel linguaggio del santo Curato
d’Ars.
[137] (Piccola
digressione). Ero bambino quando la figura della colomba aveva cessato di
essermi d’aiuto come possibile rappresentazione dello Spirito Santo, e la
cosa si può anche spiegare: Il paese dove sono nato è aperto
sulla campagna, e a quel tempo ogni bambino possedeva una fionda. Anch’io ne possedevo una, che per me era come il fucile di
un cacciatore. Ogni uccello che per sua distrazione mi capitava a tiro correva
il rischio di farsi abbattere dall’inevitabile sasso che quasi subito
lanciavo in sua direzione. Piccioni e colombelle non erano escluse dal trattamento, anche perché la loro carne,
cucinata a dovere, era buona da mangiare, e nel dopoguerra avevamo
tutti fame, sempre). La mia domanda è questa: la situazione essendo
quella che era, vi pare che un bambino come me potesse mettere l’idea
dello Spirito Santo nell’immagine di un uccello? Più tardi mi
è stata proposta anche l’immagine del vento, ma nemmeno il vento
mi convinceva, perché bambino non riuscivo ad immaginarlo concretamente.
Con che disegno me lo sarei rappresentato? In fin dei conti, visto che quando
parlavo di queste cose tutti sembravano imbarazzati, disorientati, indisposti,
mi sono abituato a non toccare più argomenti del genere. C’era
sempre un po’ di rischio a dialogare di queste cose con la gente, persino
col parroco del paese. Anziano e burbero com’era, il parroco suddetto non
poteva far altro che aggrottare le ciglia e guardarmi con sospetto se in sua presenza mi permettevo temi di discussione
così “strampalati”, come lui diceva. (Fine della
digressione).
[138] Ora mi è difficile immaginare lo Spirito Santo (l’elettricità) senza il
Padre (la centrale) e senza il Figlio (la rete distributiva) dai quali lo
Spirito Santo procede. È importante anche
sapere che nel secolo IX la Chiesa ha subìto gravi danni spirituali a
seguito di una crisi teologica che poi è passata alla storia col nome di
«CONTROVERSIA DEL “FILIOQUE”. » Gli Ortodossi non
volevano ammettere che lo Spirito Santo procedeva pure dal Figlio. La formula
originale del Credo Niceno-Costantinopolitano, a proposito dello Spirito Santo
diceva: “... che procede dal Padre”. Il “e dal Figlio”
lo dava per sottinteso. Visto che questa omissione forniva a certi teologi il
pretesto di attaccare il dogma della Santissima Trinità, alla formula
del Credo Niceno-Costantinopolitano la Chiesa ha aggiunto la particella mancante:
“e del Figlio”, che in latino si dice: “Filioque”. In latino, l’intero articolo si legge dunque
così: “... et in Spiritum Sanctum, Dominum
et Vivificantem, qui ex Patre Filioque procedit”. Il che significa:
“Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita, e
procede dal Padre e dal Figlio”.
La storia del dogma della Santissima Trinità può essere riassunta
in poche parole. Il Concilio di Nicea condanna l’arianesimo proclamando
la consustanzialità del Figlio di Dio col Padre. Il Concilio di
Costantinopoli definisce la fede cattolica nella SS. Trinità affermando
la divinità dello Spirito Santo e rigettando quindi il macedonianesimo.
(Il “Simbolo Niceno-Costantinopolitano”, che la domenica è
cantato in tutte le chiese cristiane, è l’espressione più
perfetta del dogma trinitario).
[139] Si tratta della
preghiera in latino: Veni, Sancte Spiritus.
[140] Il libero arbitrio
è la libertà che Dio concede ad ogni uomo di poter scegliere tra
il bene e il male.
[141] Lc 11, 24-26: «Quando uno spirito cattivo esce
dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo. Non trovandone,
dice: ritornerò nella mia casa da dove sono uscito. Venuto, la trova
spazzata e adorna. Allora va, prende con sè altri sette spiriti peggiori
di lui, e assieme entrano nella casa, e vi alloggiano. La condizione finale di
quell’uomo è peggiore di quella iniziale. » Se
necessario, vedere anche: Mt 12, 45.
[142] Ci sono anime che un
semplice estraneo non lo lascerebbero mai entrare in casa, ma il demonio
sì. Per lui, vero nemico mortale, la porta è sempre aperta.
[143] Sul tema della
Pentecoste universale, rivedere i messaggi ricevuti da Madre Carolina
Venturella (+1984), in quel di Palestrina (Roma).
[144] Gv 6, 54-56.
[145] La legge francese
dell’ 8 agosto 2004 sulla clonazione, come pure la formula emessa
dall’ ONU l’ 8 marzo 2005, fanno finta di interdire le clonazioni
umane ma in realtà non le vietano affatto. Nessuna penalità
minaccia i trasgressori.
[146] Il metodo di
traduzione inventato da Crombette
richiede alcune conoscenze speciali. ( http://www.ceshe.fr/oeuvre/exegese/methode.htm#note%2001 ). È un
lavoro di esegesi che si fa iniziando da un ebraico mono-sillabico. Per ben
realizzare questo lavoro bisogna trovare per ogni mono-sillabo della versione
ufficiale ebraica (ebraico classico) la sua traduzione scientifica in
linguaggio semitico, quello che veniva usato dagli Ebrei quando essi vivevano
in Egitto. Questo metodo di traduzione è reso possibile grazie alle
ricerche più recenti della linguistica, partendo dall’egittologia
e dalla sinossi di diverse versioni epigrafiche e scritturali in lingue
anteriori a Mosè. (N.B. Certe versioni copte utilizzate ancora oggi
nelle parrocchie copte confermano la solidità dei risultati ottenuti).
[147] Il calendario copto è ancora
utilizzato in Etiopia e dalla Chiesa copta. Il calendario copto è molto più esatto di quello
giuliano e di quello gregoriano per calcolare gli eventi biblici in modo
preciso. Per esempio, in questo due ultimi calendari la nascita di Cristo non
coincide più con l’anno 0. (Sembra che per il calendario giuliano la differenza sia di 7 anni, 8 mesi, e 11
giorni. Per il calendario gregoriano
la differenza sarebbe di 7 anni e 8 mesi).
[148]
Il Piano divino di Salvezza, chiamato
anche Settimana universale, abbraccia sette millenni. Su questo tema i miei
calcoli coincidono perfettamente con la Bibbia e con le informazioni di
Crombette. Cf. Internet: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.htm#c1_sez2