Johannes De Parvulis

 

  AGONE MISTICO I

La lotta di oggi

 

 

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Ai vincitori di questa lotta Gesù riserva un posto nel mondo dell’Era nuova che sta per nascere.

Vincere questo combattimento è guadagnare il titolo d’entrata nel Regno messianico, l’Era nuova che Dio vuol accordare all’Umanità da Lui rinnovata. La bellezza di questa nuova Era sarà superiore a quella del primo Paradiso terrestre. * 

 

* Il “miglioramento” deriva dal fatto che davanti a Dio la figliolanza dell’uomo risulterà arricchita dal Sacrificio di Cristo, un tesoro di ricchezze spirituali che Adamo ed Eva non possedevano nel giardino dell’Eden. (S. Paolo dice che il nuovo titolo dei Figli di Dio sarà quello di: “Figli nel Figlio...”. È un titolo che supera quello che l’uomo possedeva prima del Peccato originale).

 

INDICE DEI CAPITOLI

 

1. LOTTA TRA VERO E FALSO

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2. LOTTA TRA CARISMI SACRI E FORZE MEDIANICHE

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3. LOTTA TRA SACRO E PROFANO

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APPENDICE FINALE :

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-      I –

LOTTA TRA VERO E FALSO

 


1. - Giovanni-Paolo II, il Cielo ne parla.

Nel 1978, dopo la morte improvvisa di Giovanni-Paolo I, un nuovo Papa è stato eletto alla guida della Chiesa, Giovanni-Paolo II. In questa occasione don Stefano Gobbi  [1]  ha ricevuto dalla Madonna le parole seguenti:

“Oggi hai pregato per il nuovo Papa che il mio Cuore Immacolato ha ottenuto da Gesù per il bene della sua Chiesa. È figlio da me prediletto, perché si è consacrato al mio Cuore fin dal principio del suo sacerdozio. (...)  Voi lo dovete difendere nei momenti in cui il mio Avversario si scatenerà contro di lui, ingannando quei miei poveri figli che gli si opporranno.”  (17 ottobre 1978).

Il nome di Giovanni-Paolo II è ricorrente nei messaggi del “Libro Azzurro” di don Stefano Gobbi. Le parole che la Madonna utilizza a suo riguardo sono piene di tenerezza materna, di rispetto, e di venerazione. I due brani che seguono ne offrono un esempio.

1. – “É il mio Papa. È stato formato da me. In ogni momento è condotto da me sul cammino della sua personale consacrazione alla vostra Mamma Celeste, da lui percorso con docilità, con abbandono filiale, e con grande fiducia. Egli è parte importante del mio disegno. È il Papa della mia luce che in questi anni è riuscito a diffondere nella Chiesa e in tutte le parti di questa umanità tanto minacciata. Io stessa lo conduco su tutte le strade del mondo. Egli mi segue con la docilità di un bimbo, con il coraggio di un apostolo, con il sacrificio di un martire, con l’abbandono di un figlio. Questo Papa è il capolavoro della mia predilezione ed ha il grande compito di donare a tutti il carisma della mia tenerezza materna. (...)  Quanti pericoli lo circondano! Come sono forti le insidie che il mio Avversario gli tende sul suo cammino! Coloro che attentano alla sua vita stanno per attuare il loro tenebroso disegno. Ormai per lui è vicina l’ora del suo calvario e della sua personale immolazione.”  (13 agosto 1987).

2. “La contestazione al Papa si farà più forte: teologi, vescovi, preti, e fedeli si opporranno apertamente al suo Magistero. Il mio Papa si sentirà sempre più solo mentre da molti verrà abbandonato, criticato e deriso.”  (1 gennaio 1992).

Anche i libri di JNSR  [2] contengono messaggi celesti, e alcuni di essi riguardano Papa Giovanni-Paolo II. Nel quarto volume di: “Témoins de la Croix”, in data 31 maggio 1997 l’Eterno Padre parla a JNSR nel modo seguente: “Ricordatevi che solo la voce di Dio può fermare gli elementi scatenati. Entrate nella Barca di Pietro. Rifugiatevi presso di lui. Lui solo ha l’autorità che oggi gli conferisco per calmare i venti della discordia, ... e spegnere il fuoco acceso sulla terra dagli uomini della guerra.”

Il 7 giugno dello stesso anno Gesù le avrebbe dettato il seguente messaggio: “Soprattutto domando alla mia Chiesa di rimanere fedele a Gesù Cristo, suo maestro divino, e di seguire oggi colui che per grazia di Dio è divenuto il suo Vicario di Cristo in terra, il vostro santo Papa, il mio Pietro. Obbeditegli come se Io stesso mi trovassi al posto suo. Tutte le membra devono rimanere unite, perché lui è in Me come Io sono in lui”. (7 giugno 1997).

Qualche giorno dopo, il giorno 11 di giugno, Gesù le avrebbe ancora dichiarato quanto segue: “É Dio che ha scelto il vostro Papa, ma è nel Cuore di Maria che ha letto il suo nome. Il Cuore di mia Madre è così trasparente! Essa lo aveva già preparato secondo la sua propria immagine. Il Cuore di Maria ha penetrato nel cuore stesso della Santa Trinità per domandare a Dio di riconoscere questo suo figlio prediletto, il suo Papa, il Papa che l’avrebbe accompagnata sul cammino di tutti i popoli per intraprendere la grande evangelizzazione degli ultimi tempi. ... Farà passare sull’altra riva il Popolo che Dio gli ha affidato, tutti i consacrati a Maria. Sarà la luce in queste che coprono gli spiriti degli uomini che vogliono camminare senza Dio. La barca sarà scossa; ma la Barca di Pietro è come l’Arca di Noè: niente la può demolire perché il suo carico è prezioso agli occhi di Dio. Essa entrerà nel Porto della Salvezza con tutte le Pecorelle e con tutti gli Agnelli che gli sono stati affidati. Pietro ormai non sarà più là. Avrà compiuto la sua missione. Come Mosè, egli non entrerà con il suo Popolo nella nuova Gerusalemme che Dio prepara per accogliere il Popolo eletto.”  (11 giugno 1997).

Purtroppo esistono “cattolici” che considerano Papa Giovanni-Paolo II come una specie di anti-Cristo. Sono quei tradizionalisti “ante litteram” che sotto mille pretesti rifiutano di sottomettersi a Papa Giovanni-Paolo II, da essi considerato come “troppo progressista”. Altri invece, più numerosi, considerano Giovanni-Paolo II come “troppo conservatore”, cioè retrograde, e lo boicottano in tutto. Questi due estremi non sembrano conciliabili. Allora offro, ai primi come ai secondi, la seguente metafora: «Tutte le città moderne hanno dei semafori. Senza semafori ci sarebbero troppi incidenti, e ce ne sarebbero ancora di più se di punto in bianco qualcuno decidesse di toglierli tutti, o di lasciarli sempre tutti sul verde. Papa Giovanni-Paolo II è colui che si sforza di mantenere in funzione i semafori là dove Dio li ha messi. La cosa non piace alla maggioranza degli automobilisti di oggi, perché essi hanno premura, tanta, e maledicono i semafori che a loro appaiono di impedimento: rossi, sempre rossi, inutilmente rossi. Stando le cose come stanno, io mi aspetto che il giorno in cui Satana riuscirà a far salire sul Trono pontificio il suo accolito nella persona del Falso Papa, tutti i “semafori rossi” verranno aboliti. Il peggio è che le masse popolari applaudiranno. Lo faranno gridando: “Hurrà! Finalmente un papa che ci capisce!” Ma che seguito avrà una simile avventura? Che diventerà la città umana quando i “semafori” saranno tutti verdi, sempre verdi, soltanto verdi?»

Coloro che denigrano il Magistero di Papa Giovanni-Paolo II sanno certamente che la sua elezione è stata regolare, e che non c’é contraddizione tra il suo Magistero e quello dei suoi predecessori. Così stando le cose, che interesse c’é a disobbedirgli? Perché voler imitare il folle gesto di quell’Angelo supremo che l’orgoglio ha spinto a mettersi contro Dio dicendo “Non serviam”? Non è così che la creatura crea il suo proprio inferno?

Queste parole sono umane, lo so bene, ma ce ne sono altre la cui origine è tutt’altro che umana: si tratta di un messaggio che il 29 giugno 1988 la Madonna ha affidato a don Stefano Gobbi in occasione di un cenacolo organizzato per i sacerdoti ed i Vescovi d’Irlanda riuniti al Santuario di Knock. La Madonna ha detto loro:

«Figli prediletti, portate gli uomini a Cristo con la fede di Pietro. Solo su Pietro Cristo ha fondato la sua Chiesa. Solo per Pietro Gesù ha pregato perché la sua fede restasse sempre integra. Solo a Pietro il Signore ha affidato il compito di confermare i fratelli. ... Come mamma addolorata e preoccupata vi invito tutti a guardare oggi al successore di Pietro, al Papa Giovanni-Paolo II. È il mio Papa. È il Papa da me formato nel profondo del mio Cuore Immacolato. È il Papa della mia grande luce, in questi tempi della più grande oscurità. Con la fede di Pietro egli illumina la terra e conferma tutta la Chiesa nella verità. Il Papa oggi riafferma la fede totale in Cristo figlio di Dio come un nuovo Pietro, e come un nuovo Paolo va in tutte le parti del mondo a proclamare con coraggio il suo Vangelo di salvezza. Sostenete il Papa con la vostra filiale unità. Pregate per lui, soffrite con lui, amatelo, circondatelo di una forza potente di ubbidienza umile e coraggiosa. »

 

 

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GIOVANNI-PAOLO II

 

Per bocca dei suoi profeti Dio ci dice di rimanere spiritualmente uniti al Papa Giovanni-Paolo II.

 

Benché contestato da molti, il Magistero di Papa Giovanni-Paolo II ci offre la certezza di essere sulla buona strada.

 

 

 

Ma non è che l’inizio. Infatti molti vescovi ormai non sono più uniti con il Papa, e percorrono un cammino opposto a quello da lui indicato. È questa una divisione più grande e più pericolosa, anche se non è ancora visibile, che addolora e fa sanguinare il mio Cuore di Mamma, e fa quasi cadere il mio Papa sotto il peso di una croce troppo pesante. Io vi ho preparati perché possiate aiutarlo a portare la sua grande Croce. Per questo è giunta l’ora in cui deve apparire in tutta la sua forza ed il suo splendore il grande esercito che in questi anni, nel silenzio e nel nascondimento, mi sono formato in ogni parte del mondo con il mio Movimento Sacerdotale Mariano, per la difesa e per il forte sostegno del Papa. Così comincia a delinearsi chiaro il disegno del piccolo gregge che rimarrà fedele a Cristo ed alla sua Chiesa, tutto custodito nel giardino del mio Cuore Immacolato. »  (29 giugno 1988).

Il tranello più pericoloso del Mistero di Iniquità è quello dell’apostasia, sinonimo di infedeltà. Fra i numerosi messaggi che Gesù ci manda per aiutarci a riconoscere tale tranello, alcuni tra i più importanti si trovano nei libri di Vassula Ryden: [3] Per esempio, alla pagina 3 del terzo volume di “La vera vita in Dio”, si può leggere quanto segue:

“Non ascoltate quelli che si oppongono a Pietro, questo Pietro-dei-miei-agnelli che al presente è Giovanni-Paolo II. Sono Io che l’ho scelto, ed è il prediletto dell’anima mia. Non ascoltate quelli che lo condannano. Si sono smarriti.” (3 dicembre 1988).

Nel “Libro azzurro” di don Stefano Gobbi si trova un testo intitolato: “Il disegno dell’amore misericordioso”. In esso la Madre celeste ci avverte che il mondo sarà salvato dall’autodistruzione tramite una prova che lei stessa ci ha annunciata, e non una volta sola. Nel leggere tale testo penso al Segreto di La Salette, poi a quello di Fatima; penso ai messaggi profetici dati a Medjugorje, a San Damiano, a Kibého, a Naju, ad Akita, all’Escorial, a Garabandal... Penso al Mistero d’Iniquità che si installerà in seno al Corpo Mistico di Cristo (la Chiesa) per farlo morire. Riprendo la mia lettura, ed ecco il seguito del brano:

«Nella persona e nell’opera del Santo Padre Giovanni-Paolo II, Io rifletto la mia grande Luce che diventerà tanto più forte quanto più la tenebra avvolgerà ogni cosa. Sacerdoti e fedeli consacrati al mio Cuore Immacolato, figli che da ogni parte del mondo ho raccolto nella mia schiera per la grande battaglia che ci attende, unitevi tutti attorno al Papa e sarete rivestiti della mia stessa forza e della mia luce meravigliosa. Amatelo, pregate per lui, ascoltatelo. Ubbiditelo in tutto, anche nel portare l’abito ecclesiastico. ... Anche alla Chiesa, che ha nel Papa la sua guida sicura, sarà abbreviato il tempo della purificazione secondo il mio disegno d’amore. »  (1 gennaio 1979).

A conclusione di questa sezione, mi sia permesso di riportare un richiamo profetico proveniente dal manoscritto : “Messaggi del Cielo, dedicati ai due Cuori”. [4]

“I membri del Corpo Mistico, tutti, a chi devono la loro totale obbedienza? A Me, tramite il mio legittimo rappresentante, colui che eredita l’autorità di S. Pietro, e che oggi porta il nome di Giovanni-Paolo II. Quando comparirete davanti a Me, voi che appartenete alla Chiesa cattolica, dovrete rispondere di tutte le volte che gli avrete disobbedito!”

 

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2. – La Verità è unica, le opinioni molteplici.

Nel 1993 i giornali hanno riportato la notizia che alcuni vescovi cattolici canadesi si sono recati a Roma per incontrare il Sommo Pontefice. In questa occasione essi hanno mostrato al Papa i risultati di alcuni sondaggi effettuati nelle loro rispettive diocesi. Secondo questi sondaggi, il 67% degli interpellati si era espresso in favore del sacerdozio femminile.

Temi come il celibato ecclesiastico, il divorzio, l’aborto, l’omosessualità, l’uso di antifecondativi artificiali, ecc... furono presentati al Santo Padre come fossero dei diritti umani, visto che i sondaggi d’opinione li davano per scontati. Il Santo Padre, pur sapendo che questo suo atteggiamento non sarebbe piaciuto a tutti, non ha accettato un criterio simile. Come avrebbe potuto? Tutti sanno che le opinioni umane sono instabili, mutevoli, ben troppo mutevoli per poter rappresentare la Verità. Esse possono rigettare oggi quello che hanno accettato ieri, o dichiarare buono oggi quello che ieri avevano già classificato come cattivo. La Verità invece è cosa stabile, sicura. Ciò che è vero oggi, lo era ieri, e lo sarà domani.

Un principio così chiaro non dovrebbe avere bisogno di discussioni, ma siccome non tutti annuiscono d’istinto, mi permetto di fare la seguente domanda:

“Se la maggioranza di un popolo si esprime in favore di una legge umana che risulta contraria alla Legge divina, è giusto abolire la Legge divina e sostituirla con quella umana?”

Propongo una risposta alla sezione seguente.

 

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3. - Democrazia e Teocrazia.

La domanda era: “Se la maggioranza di un popolo si esprime in favore di una legge umana che risulta contraria alla Legge divina, è giusto abolire la Legge divina per sostituirla con quella umana?”

So che a questa domanda, posta alla fine della sezione precedente, qualcuno vorrebbe rispondere che agire così è un bene. Forse è convinto che la democrazia può essere applicata alla religione allo stesso modo che si applica alla politica. Ma la cosa non ha senso. Quanto segue ha per scopo di aiutare le anime di buona fede a fare un po’ di luce su tale questione.

Chi vive nel mondo occidentale in questo XX secolo, è spinto suo malgrado a considerare la democrazia come un valore assoluto (anziché relativo), e a considerare la teocrazia come un valore relativo (anziché assoluto). Da qui l’importanza di iniziare il ragionamento spiegando l’origine e il valore dei due concetti. Il concetto di democrazia esprime un potere che appartiene al popolo (demos = popolo; kratos = potere), e che il popolo trasferisce a delle persone da lui elette periodicamente al governo della nazione. Il concetto di teocrazia invece esprime l’idea di un potere che appartiene a Dio (theos = dio; kratos = potere). Questo potere, che è spirituale anziché politico, è nelle mani dei rappresentanti di Dio che sono i vescovi, quelli che spiritualmente sono uniti al Papa. I nostri recenti governi sono stati fondati sulla democrazia. La Chiesa, al contrario, è stata fondata da Gesù Cristo come una teocrazia

Anche Israele all’inizio, pur essendo nazione, era stato fondato da Dio come una teocrazia. In una teocrazia le leggi di governo non mutano, a meno che Dio stesso non intervenga a mutarle. Quello che è divino ha un valore assoluto (sempre). Quello che è umano invece ha un valore relativo (sempre). Questo chiarisce almeno un punto: che democrazia e teocrazia sono due realtà distinte, differenti. Essendo differenti, la logica non permette di dire che l’una vale l’altra, considerarle tali, agire come se lo fossero.

Malgrado ciò, è facile constatare che esiste oggi un movimento che vorrebbe negare questa logica elementare. Basti pensare che da qualche anno un numero sempre più importante di vescovi, di teologi, di preti cattolici, rifiutano l’autorità del Papa col pretesto che il Papa non è qualificato per prendere posizione contro i sondaggi, che come si sa esprimono le opinioni delle maggioranze. È evidente che questi alti o bassi prelati, pur sapendo che la Chiesa di Dio è teocratica per definizione, agiscono come se tale Chiesa potesse funzionare con le regole della democrazia. Sembra che essi vogliano insinuare che i sondaggi d’opinione, che sono il fondamento del processo democratico, potrebbero servire la religione come servono la politica. Detti prelati agiscono come se la Legge di Dio si potesse legittimamente rimpiazzare con una legge umana là dove una maggioranza di popolo lo richiedesse.

Non credo esista atteggiamento più pernicioso. Per verificare la natura del tranello basta ripensare a Mosé nel film “I Dieci Comandamenti”. Mosé scende dal Monte Sinai con le Tavole della Legge appena ricevute da Dio. Giunto a valle si accorge che durante la sua assenza il Popolo eletto, quasi tutto, si è messo contro Dio. Il nuovo dio scelto da detto Popolo è un idolo, un vitello d’oro. La mia domanda è: se nello scoprire l’infedeltà del suo popolo Mosé avesse sottomesso democraticamente la Legge di Dio al voto di questo benedetto popolo, chi avrebbe ottenuto la maggioranza dei suffragi? Dio oppure l’idolo?

La trappola di oggi è la stessa, ma non tutti riescono a vederla. Colui che ci riesce è perché non è più malato d’orgoglio, una malattia che distrugge la vista dell’anima, le pupille dell’anima. Il punto da osservare è il seguente: “La democrazia non è fatta per i rapporti che uniscono Dio all’uomo, ma per i rapporti che uniscono l’uomo all’uomo.”  La democrazia è una relazione degli esseri umani tra di loro, la teocrazia invece è una relazione tra Dio e l’uomo. Lo conferma anche l’etimologia delle parole. Esempio: la democrazia è come una linea orizzontale che unisce gli uomini andando da un punto all’altro della terra, la seconda è come una linea verticale che unisce il Cielo alla Terra e la Terra al Cielo (dall’alto al basso). Per visualizzare l’esempio citato, mi permetto di proporre lo schema seguente:

 

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TEOCRAZIA E DEMOCRAZIA

 

L’etimologia (greca) di queste due parole si spiega nel modo seguente:

 

TEOCRAZIA

Theos + Kratos: l’autorità è di Dio. (La legge è divina). Il rapporto è alla verticale.
−−−

DEMOCRAZIA

Demos + Kratos: l’autorità è dell’uomo.

(La legge è umana). Il rapporto è all’orizzontale.

 

É facile capire che la teocrazia e la democrazia non sono la stessa cosa. In più, ognuna di esse occupa un posto che le è proprio ed esclusivo. Stando le cose come stanno, non è possibile immaginare che la legge umana possa rimpiazzare la Legge divina senza che nulla cambi.

Conclusione: può un cristiano permettersi di rimpiazzare la Legge di Dio con una legge umana, e poi comportarsi come se la sua propria legge venisse da Dio? No. La Scrittura ammonisce: voler innalzare la legge umana a livello d i quella divina, voler mettere la legge umana al posto di quella divina (come si è tentato di fare durante la Rivoluzione Francese con il coronamento della dea Ragione sull’altare di Dio), equivale a mettere un idolo al posto di Dio. A nulla serve lo splendore dell’oro umano. Se questo peccato è commesso da una persona alla quale Dio ha già fatto il dono di rivelare Se stesso, detta persona pecca contro lo Spirito Santo. (“Impugnare la Verità conosciuta” è un peccato contro le Spirito Santo). [5]

 

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4. - Quando la Democrazia entra in Chiesa.

Quando la democrazia entra in chiesa, lo fa per pregare? Chi ci crede è ingenuo. Prendiamo l’esempio dei vescovi. Visto che oggi sono divisi, e che metà di essi la pensano al rovescio dell’altra metà, quale delle due metà è la buona? Il vescovo degno del Buon Pastore, è forse quello che fa sondaggi per trovare da che parte spira il vento democratico? Oppure quello che sull’esempio di Mosé mette tutti i suoi talenti al servizio della Legge di Dio, onde proteggerla contro i capricci degli uomini? Sembra che certi Pastori non sappiano più imitare Mosè, oggi, o non vogliano. Eppure sono i successori diretti di coloro che per venti secoli ci hanno insegnato che il bene è bene anche se nessuno lo fa, e che il male è male anche se tutti lo fanno. Siamo arrivati al punto che alcuni di essi preferiscono la reputazione di professionisti del culto religioso anziché quella di Pastori d’anime, dimentichi del fatto che la loro attività non è una professione ma una missione basata su una vocazione. [6] 

“Grande è il mio dolore” è il titolo del messaggio che don Stefano Gobbi ha ricevuto il 15 settembre 1989 a Fatima. Attraverso detto messaggio si capisce quanto grave sia la situazione attuale all’interno della Chiesa come all’esterno. Il messaggio dice questo:

«Partecipate, figli prediletti, al mio dolore. Sono la vostra Madre addolorata. Il mio Cuore Immacolato viene trapassato da spine numerose e dolorose. Il dominio del mio Avversario si è fatto ogni giorno più grande, ed il suo potere si espande nei cuori e nelle anime. Una densa tenebra è ormai scesa sul mondo. È la tenebra del rifiuto ostinato di Dio. È la tenebra del peccato commesso, giustificato, e non più confessato. È la tenebra della lussuria e dell’impurità. È la tenebra dell’egoismo sfrenato e dell’odio, della divisione e della guerra. È la tenebra della perdita della fede e dell’apostasia. Nel calice del mio Cuore Immacolato Io raccolgo, ancora oggi, tutto il dolore di mio figlio Gesù, che misticamente rivive le ore sanguinose della sua agonia.

Nuovo Getsemani per Gesù è vedere la sua Chiesa così violata e deserta, dove la maggior parte dei Pastori dorme nell’indifferenza e nella tiepidezza, mentre altri ripetono il gesto di Giuda, e tradiscono per sete di potere e di denaro. Esulta il Drago di fronte alla vastità della sua conquista, realizzata con l’aiuto della bestia nera e della bestia simile a un agnello. [7]  ...

Per questo sono giunti anche i giorni del mio grande dolore.

Grande è il mio dolore nel vedere mio figlio Gesù ancora vilipeso e flagellato nella sua Parola, rifiutata per orgoglio, e dilaniata da umane e razionalistiche interpretazioni.

Grande è il mio dolore nel contemplare Gesù, realmente presente nell’Eucaristia, sempre più dimenticato, abbandonato, offeso e calpestato.

Grande è il mio dolore nel vedere la mia Chiesa divisa, tradita, spogliata e crocifissa.

Grande è il mio dolore nel vedere il mio Papa che soccombe sotto il peso di una pesantissima Croce, mentre viene circondato dalla completa indifferenza da parte di vescovi, sacerdoti, e fedeli.

Grande è il mio dolore per un numero sempre più vasto di miei poveri figli che percorrono la strada del male e del peccato, del vizio e dell’impurità, dell’egoismo e dell’odio, con il grande pericolo di perdersi eternamente nell’inferno. ...

Diffondete senza paura i messaggi che Io vi dono come Celeste Profetessa di questi vostri ultimi tempi. Se sapeste il castigo che vi attende se chiudete ancora la porta dei vostri cuori alla voce angosciata della vostra Mamma Celeste! Perché il Cuore divino di mio figlio Gesù ha affidato al mio Cuore Immacolato l’ultimo ed estremo tentativo per condurvi tutti alla salvezza. »

Fino a qualche anno fa le sacre voci proclamavano dall’alto dei pulpiti che la palma del martirio è un segno di predilezione del Signore, una grande grazia. Se dunque la legge umana è contraria alla Legge divina, non c’é Pastore che ignori quel che gli rimane da fare, magari a prezzo della propria vita. Rifiutare l’autorità del Papa in nome di una democrazia alla quale si sono fatte indossare le vesti della teocrazia, non ha senso. Il posto della democrazia non può essere in Chiesa, dove il padrone è Dio.

 

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5. - Peccato e Peccatore.

Alcuni vescovi e sacerdoti “cattolici” si impegnano oggi a benedire non solo il peccatore ma anche il peccato. Come mai? Peccato e peccatore sono forse la stessa cosa? L’affermarlo sarebbe grande stoltezza.

Gesù ama il peccatore e odia il peccato. L’avversario suo e nostro, al contrario, ama il peccato e odia il peccatore. Gesù assolve il peccatore, non il peccato. L’avversario suo e nostro, al contrario, assolve il peccato e accusa il peccatore. [8]  Benedire il peccatore è certamente un atto di misericordia. Gesù non rifiuta mai di benedire coloro che a Lui si accostano riconoscendosi peccatori. Ma benedire il peccato è forse un atto di misericordia? No. Benedire il peccato è una cosa diabolica. Assolvere il peccatore è un atto degno di Gesù, ma assolvere il peccato è forse un atto degno di Gesù? No. Assolvere il peccato è una cosa diabolica.

L’argomento è questo: all’inizio del mese di febbraio del 1996 un gruppo di vescovi francesi si è dichiarato ufficialmente in favore dell’utilizzazione dei preservativi plastici nei rapporti di natura sessuale, e questo in opposizione al Magistero della Chiesa, ossia in opposizione agli insegnamenti e alle direttive del Papa. (Pretesto ufficiale: prevenire l’AIDS). Per approvare la decisione presa da questi vescovi, alcuni confratelli “cristiani” mi hanno fatto notare che Gesù non ha condannato la donna adultera. è vero – ho risposto - ma nel dirle: “Va in pace”, Gesù le ha anche detto: “e non peccare più”. Il “Va in pace” di Gesù mi appare come l’assoluzione costante del peccatore, e il “e non peccare più” come la condanna costante del peccato. Assolvere e benedire il peccatore (per esempio l’omosessuale), è un atto di misericordia, un gesto degno di Gesù; ma assolvere o benedire il peccato (per esempio l’omosessualità) non è un atto di misericordia, e non è degno di Gesù. È una cosa voluta dal demonio, suo avversario e nostro. È un abominio.

Giovanni-Paolo II ha detto: “In certe circostanze l’osservanza della Legge di Dio è difficile, molto difficile. Ma non è mai cosa impossibile”. E per completare il suo pensiero il Santo Padre ha citato le parole di S. Agostino: “Dio non comanda mai cose impossibili, ma nel comandare ti invita a fare quello che puoi. Quello che non puoi ti invita a domandarlo a Lui, e ti aiuta a potere.”

É evidente che il fatto di rendere ufficialmente legittimo l’uso dei preservativi plastici, qualunque sia il pretesto invocato, equivale ad assolvere il peccato, non il peccatore. È una trappola, un tranello degno della malizia del demonio. Di questo passo diventerà necessario benedire “matrimoni” fra persone omosessuali, e si finirà per trovare delle ragioni “legittime” per farlo.

É mai successo che un medico smetta di lottare contro la malattia? Un medico non smette di lottare contro la malattia, altrimenti a che serve? E a che serve un vescovo che smette di lottare contro il peccato? Nessuno può concepire che un gruppo di medici dichiari che il cancro non è più una malattia. Ma se un gruppo di vescovi dichiara che il peccato non è più peccato, non è lo stesso? La cosa pare impossibile, perché assurda, eppure il fatto si è prodotto nel mese di febbraio 1996, in Francia, la nazione che i cristiani hanno sempre considerata come la “figlia maggiore della Chiesa”.

Come mai dunque dei vescovi sono potuti arrivare a tanto? Perché volere opporsi al Magistero della Chiesa...? E a tutti i costi! Perché voler imitare Lucifero, l’angelo eccelso che da portatore di luce è diventato portatore di tenebre? Mistero. Questo mistero è dei più grandi, ed è probabilmente legato al Mistero di Iniquità secondo il quale Dio permette che le forze del Male abbiano il sopravvento sulle forze del Bene per un certo tempo, finito il quale il Bene schiaccia il Male e trionfa gloriosamente per l’intervento diretto della Volontà divina. Questo fenomeno si è prodotto anche due mila anni fa, quando Gesù è stato apparentemente vinto dai suoi avversari, la “Sinagoga di Satana”. Il deicidio è stato come una sconfitta del Bene, ma tale “sconfitta” si è quasi subito trasformata in vittoria, e vittoria grande, grazie alla Risurrezione di Gesù, che con i meriti acquistati morendo sulla croce è diventato nostro Salvatore.

Non è possibile dimenticare le parole che Gesù ha pronunciate a proposito del seme di grano: se prima non muore, non può germinare e produrre trenta, sessanta, cento per uno. Questa legge è presente ovunque nella natura. Ma può la Chiesa morire? Ne ha il diritto? La domanda mi spinge ancora verso i messaggi che don Stefano Gobbi ha ricevuto dalla Madonna. In data 1o gennaio 1992 trovo le parole seguenti:

«Anche nella Chiesa la tenebra scenderà ancora più densa e riuscirà ad avvolgere ogni cosa. Gli errori si diffonderanno maggiormente, e molti si allontaneranno dalla vera fede. L’apostasia dilagherà come un’e