IL SOLE DEL DIVIN VOLERE
De
Parvulis.

INDICE
|
PRESENTAZIONE - I - Introduzione. 1 - Il tempo del Divin Volere. 2 - L’ordine primordiale. 3 - L'equivalente terrestre del
paradiso. 4 - Il contrario del Peccato originale. 5 - Tre nascite: fisica,
spirituale, divina. 6 - La strada che conduce alla
divinizzazione. 7 - Dio vuole raccogliere il suo
frumento. - II - 1 - L’ “Uomo
Nuovo” sceglie il Divin Volere. |
- III - 1 - Luisa Piccarreta.
L’essenziale della sua vita. 2 - Luisa Piccarreta.
“Primogenita dei Figli di Luce della Seconda Generazione”. 3 - Gesù ci istruisce sul Volere divino. 4 - Gesù rivela a Luisa
l’età dell’uomo. 5 - Importanza degli scritti di
Luisa per l’avvenire dell’Umanità. Annesso n. 1 - Domande e risposte. Annesso n. 2 - Tre immagini sulla
Divina Volontà. Annesso n. 3 - La centrale elettrica. Annesso n. 4 - Citazione di JNSR. Bibliografia. |
Presentazione dEL LIBRO DA PARTE Di don pablo-martín SANGUIAO
L’autore di queste pagine riassume il Messaggio
che tramite Luisa Piccarreta Dio ci dà sul Volere divino. Per convincere gli amanti della verità che si tratta di un
Messaggio importante e attuale, l’autore lo inserisce fin
dall’inizio nel suo contesto globale: il Piano divino di Salvezza. Secondo questo Piano, Dio ha prima di tutto creato
l’umanità, poi l’ha redenta, e adesso intende santificarla.
Per realizzare questa terza ed ultima parte, chiamata Santificazione, Dio ha
previsto il Regno messianico, quel Regno che noi cristiani invochiamo da due mila anni con le
parole del Padre Nostro: “Venga il tuo Regno, sia fatta la tua Volontà come in
cielo così in terra”.
Spiegazione: Prima del peccato originale,
tra Dio e i suoi figli c’era un idillio d’amore, ma col peccato
l’idillio è cessato, ed è iniziata la tragedia.
L’autore afferma che nel Piano di Dio il paradiso terrestre è
stato solo rimandato, e che esso sta per tornare, accompagnato dalla
felicità della vita divina. Ora l’Umanità è
come il “figliuol prodigo” che non riesce più a vivere lontano
dal Padre, e sta per tornare alla casa paterna: il Volere divino. Un banchetto lo
aspetta nella casa paterna, quello delle “Nozze dell’Agnello”. [Ap 19, 7]
I testi di Luisa che qui sono citati, malgrado non siano ufficiali
(siamo in attesa di una “editio typica” che sarà approvata dall’autorità
della Chiesa) mi sembrano sufficientemente fedeli.
Civitavecchia, 6 dicembre 2004
Don Pablo-Martín Sanguiao

Introduzione.
Questo libro
fa la sintesi di quello che Dio ci rivela a proposito di un’operazione
prodigiosa – specie di “innesto mistico” – che
permetterebbe agli esseri umani che noi siamo di mettere la Volontà divina, perfetta, al
posto della nostra volontà umana, imperfetta o malata. Quello che Dio ci rivela su questa
operazione, ce lo rivela tramite Luisa Piccarreta, la mistica pugliese che
negli 82 anni che durò la sua vita terrena fu sempre in contatto col
soprannaturale.
Secondo Luisa Piccarreta, la vita nel Divin Volere
[1] permetterà all’uomo di
ritrovare su questa terra la felicità del primo Paradiso terrestre. In
altre parole, gli esseri umani che accetteranno di rimettere il Volere
divino al suo vero posto – quel posto prioritario che esso occupava
nell’anima umana prima del Peccato originale – risorgeranno
a vita gloriosa. Ciò significa che è giunto il momento, per chi si sente chiamato, di rifare alla
rovescia il cammino che ha condotto Adamo ed Eva a commettere il Peccato
originale.
Luisa Piccarreta non ha avuto una vita
facile, perchè le persone della sua cerchia non erano in grado di capire
la natura dei fenomeni mistici che essa viveva. Fra le eccezioni si trova
tuttavia un santo sacerdote, il Padre Annibale Di Francia, che fu suo direttore
spirituale dal 1910 al 1927.
Annibale Di Francia è oggi un
santo canonizzato. Da vivo fu spesso ricevuto in udienza da Pio X. Alcuni
testimoni riferiscono [2] che un giorno egli ritornò da
Luisa più contento che mai. Le raccontò che durante
l’udienza che aveva avuto con Pio X, il Papa gli aveva chiesto di
leggergli una parte degli scritti che don Annibale intendeva pubblicare. Erano
le pagine del futuro libro: “L’Orologio della Passione di Nostro Signore
Gesù Cristo”, che Gesù aveva inspirato a
Luisa qualche anno prima. Il Padre stava leggendo al Pontefice la pagina della
Crocifissione quando questi lo interruppe dicendo: “Non così, Padre,
ma in ginocchio bisogna leggere. È Gesù che parla”.
Luisa non è stata capita da
tutti in questa maniera. Alcuni sacerdoti l’hanno trascurata, altri
l’anno osteggiata, altri ancora l’hanno perseguitata. È stata
come Cristo – e come Lui continua ad essere – una pietra
d’inciampo per molti.

- I -
Il VolErE divinO e noI
1. - Il tempo del Divin Volere.
Nel giro del ventesimo secolo il Cielo
ha scelto Luisa Piccarreta, [3] una donna della regione delle Puglie, per proporre
all’umanità un nuovo ideale di vita destinato alle persone
disposte a rimpiazzare la loro volontà umana con la Volontà
divina. La proposta assomiglia ad un nuovo “contratto”
spirituale [4] che il Cielo offre
all’umanità per permetterle di realizzare la felicità per
la quale è stata creata, ma che il Peccato originale le ha fatto
perdere.
Di tutti i messaggi che il Cielo ha
inviato alla terra nei secoli posteriori alla Redenzione, questo si presenta
come il più importante. Basti sapere che l’ideale che Luisa
propone all’umanità trasformerebbe il mondo in un paradiso
terrestre. Il nostro mondo diventerebbe l’equivalente del Regno di Dio in
terra, quel Regno che da due mila anni i cristiani invocano con le parole del
“Padre Nostro”: “Venga il tuo regno e sia fatta la tua
volontà, come in cielo così in terra”.
Di fronte a una notizia così
grande e inattesa molte persone si domandano se questo Regno è o non
è quello che Gesù ci ha promesso per questa terra. Nel riflettere
a ciò mi sono chiesto: Perchè Gesù ha accettato di morire
crocifisso? Lui stesso ha detto, a
quel che sembra, che lo scopo finale del suo sacrificio era di vedere un giorno
realizzato il suo Regno. Ora questo Regno, che gli esegeti della Bibbia hanno
più tardi battezzato “Regno messianico”,
è forse già esistito su questa terra? Molti mi rispondono, e con
ragione: “Se fosse già esistito, la cosa si saprebbe”.
Assumendo
dunque come cosa certa che questo Regno deve ancora venire, è evidente
che un bel giorno esso finirà per arrivare. E se quel giorno fosse
domani? Nulla lo esclude. Molte profezie recenti lo affermano chiaramente,
aggiungendo che questo Regno è il Regno
messianico, quel Regno che Dio ha promesso all’umanità come
anticipo del Regno celeste. [5]
Non è solo nel Vangelo che il Regno messianico è presentato come lo
scopo ultimo del sacrificio di Cristo. Maria Valtorta, [6]
alla quale Gesù ha rivelato molti segreti, anch’essa ne
parla. Per esempio, nel 1943 Gesù le detta il testo seguente:
Gesù
a Maria Valtorta: “Come
uno a cui prema di fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che
più importa, e che qui è il mio Regno. [Regno temporale, ma di riflesso
anche quello eterno]. Perchè
nel mio Regno è la giustificazione del mio essermi incarnato e
morto. Perchè nel Regno
è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza. Perchè nel Regno è la
prova della vita eterna, della risurrezione della carne, del mio potere di
Giudice. Perciò quando ho
parlato per spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo
quasi sempre a corona il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la
sconfitta di Satana in se stesso [7], nella sua creatura [8], nei suoi precursori. [9] »
Questi dati suggeriscono che è
possibile, anzi probabile, che il Regno messianico [10] e il Regno del Divin Volere siano
la stessa cosa. Gesù lo conferma ulteriormente il 15 settembre 1922
parlando a Luisa in questi termini:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Anelo
ardentemente a che siano conosciuti gli effetti del mio
Divin Volere. Da esso mi verrà la completa gloria della Creazione ed il
compimento finale e definitivo della Redenzione. Oh, quanti effetti sono ancora
sospesi, tanto della Creazione quanto della Redenzione, perchè il mio
Volere non è conosciuto, e non tiene il suo vero Regno nella creatura, e
non regnando, la volontà umana resta sempre schiava di se stessa!” [11]
Se queste parole sono autentiche – e a mio avviso lo sono –
esse ci permettono di affermare che l’Era nuova che si annuncia garantirà il compimento
definitivo della Redenzione, e che questo compimento si realizzerà col
trionfo del Volere divino. Questa
notizia è grandiosa, anche perchè che questo Regno messianico presenta dei punti in comune con l’Era nuova
annunciata da tutti i profeti cristiani contemporanei, e che a loro volta i due
assomigliano al“Millennio felice” che S. Giovanni
evangelista descrive all’inizio del ventesimo capitolo
dell’Apocalisse. Ecco il testo di S. Giovanni:
“Il
Millennio felice”. “Vidi
poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran
catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico –
cioè il diavolo, Satana – e lo incatenò per mille anni;
lo gettò nell’abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la
porta, Perchè non seducesse più le nazioni, fino al compimento
dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’
di tempo.
Poi vidi
alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare.
Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e
della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e
non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero
vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti
invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni.
Questa
è la prima risurrezione. Beati
e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha
potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno
con lui per mille anni".
[12]
Di fronte a tutti questi annunci
profetici, una domanda appare con sempre maggior frequenza:
Quand’è che questo Regno comincerà, o potrebbe
cominciare ?
Le profezie, quelle vere, non offrono
date precise, ma un’interpretazione accorta del loro senso nascosto
può condurre a delle rivelazioni interessanti. Nel caso attuale, per
esempio, un attento esame del loro contenuto permette di concludere che
l’inizio del Regno messianico
coincide con l’inizio del settimo millennio della storia umana, il
quale a sua volta corrisponde al terzo millennio della storia cristiana.
Tutto questo fa parte del piano globale concepito da Dio. [13]
Continuando il ragionamento, visto che
il terzo millennio cristiano è quello che l’umanità ha
appena iniziato, vuol forse dire che il Regno
messianico sta per cominciare?
Sì, certamente. E le profezie
aggiungono che prima di entrare in questo millennio
felice l’umanità dovrà subire una grande purificazione,
senza la quale non le sarebbe possibile arrivare alla felicità, che di
tale millennio è proprio la caratteristica principale.
Luisa Piccarreta dice che il tempo
presente è propizio alle grandi conversioni, e ci informa che le persone
che desiderano vivere nel Volere divino
possono già da subito incamminarsi su questa via. Le porte del Regno del
Divin Volere sono aperte a partire da
questo tempo attuale.
Grazie al ritorno sulla terra del Volere divino, i dolori e le sofferenze
che il Peccato originale ci ha lasciato in eredità non esisteranno
più. Spariti completamente!
L’umanità potrà vivere la felicità per la
quale Dio l’ha creata. Questa felicità si stabilirà ovunque
come conseguenza diretta di una comunione spirituale generale, resa possibile
dalla presenza santificatrice del Volere
divino nelle persone sopravissute alla Purificazione.
Quante sono le persone invitate a
questo appuntamento? L’invito è per tutti, ma già si sa che
alcuni l’accetteranno e altri no. A coloro che tuttavia lo accetteranno
Dio darà la possibilità di recuperare i privilegi persi col Peccato originale, e questo
permetterà loro di realizzare il sogno dei sogni, quello di diventare
Figli di Dio in pienezza.
2. - L’Ordine primordiale.
Dalla Bibbia sappiamo che Adamo ed Eva
al momento della loro creazione erano perfetti. Oltre alla loro
vita fisica, intellettuale, e spirituale, Adamo ed Eva avevano ricevuto da Dio
un dono eccezionale, la Vita divina, frutto della presenza in essi del Volere
divino. Sì, prima
del Peccato
originale, il Volere divino era innestato nella natura umana, integrato in essa,
e questo aveva come effetto di divinizzare l’essere umano appena creato,
e di avvicinarlo al suo Creatore in maniera molto intima, la maniera filiale.
Ciò significa, in un certo senso, che il Volere divino era per noi umani
più prezioso del sangue che scorre nelle nostre vene. Infatti, se il sangue fisico è in grado di
garantire in noi la vita fisica, il Volere divino garantiva in noi la Vita divina, [14] sorgente delle gioie più
ineffabili. [15]
Il Volere divino che abitava
l’uomo prima del Peccato originale era per lui fonte di felicità
perfetta, ma il peccato che ha cacciato via il Volere divino, ha cacciato via anche la Vita divina, giacchè i due vanno insieme. Privato della Vita
divina l’uomo ha scoperto il dolore, la sofferenza, la morte, e tutti i
figli di Adamo hanno ereditato questa condizione di decadimento. Da quel tempo
gli esseri umani camminano in ginocchio in una terra cosparsa di spine. [16] Bisogna capire che le nostre
volontà umane, molteplici ed imperfette, hanno lo sventurato potere di
dividere il Corpo sociale che
formiamo tutti insieme, mentre il Volere divino, unico e perfetto,
avrebbe avuto il potere di unificarlo nella pace.
Allora Dio,
che vuole aiutarci a ritrovare la felicità che il Peccato originale ci
ha fatto perdere, ci accorda oggi la possibilità di ritornare all’Ordine
primordiale, quello che era in noi all’inizio della creazione.
È come se a partire da oggi Dio ci accordasse la possibilità di
rifare in senso inverso il cammino del Peccato originale. [17]
Detto questo, le persone che si
sentono attirate da questo progetto non devono far altro che rispondere
“sì” all’invito che Dio ci manda oggi tramite Luisa
Piccarreta. Per ottenere questa grazia basta che esse chiedano allo Spirito
Santo di fare il necessario, in modo che il Volere
divino riprenda in esse quel posto d’onore che già possedeva
all’inizio della creazione. Per vivere nella felicità del Regno
messianico l’uomo futuro rinuncerà al suo volere umano per far
posto al Volere divino. [18] Ciò avrà per effetto di
ristabilire in lui l’Ordine
primordiale.
Una volta
compiuto quest’atto di offerta, lo Spirito di Dio prenderà
possesso di coloro che l’avranno compiuto per amore. [19] Il loro volere umano sarà
sostituito dal Volere divino, che in tal modo ritornerà dove all’inizio
Dio l’aveva posto. Questo restauro provocherà la divinizzazione
del loro essere, ed il loro corpo sarà glorioso, simile a quello di
Cristo risuscitato.
Questo momento
è vicino, ma sarà decretato dall’eterno Padre dopo
l’inevitabile purificazione che ormai sembra del tutto imminente.
Luisa
Piccarreta, conosciuta anche come: “La piccola Figlia della divina
Volontà”, ci informa che il fatto di vivere nel Volere
divino ha per effetto di santificarci. Infatti, coloro che per amore accettano
di conformarsi a questo ideale di vita, vivono la loro santità in modo
spontaneo, naturale.
Conclusione:
le persone che dopo la Purificazione saranno ammesse al Regno messianico
(la Sala delle Nozze della parabola delle dieci vergini [20]) lo saranno grazie all’amore che
avranno espresso a Dio attraverso questo atto di offerta liberamente compiuto. [21] È ovvio che la forza che si
trova all’origine di questo atto deve essere l’amore. Gli altri
sentimenti, come la paura, il timore, la sensazione di obbligo, o quello di
dovere, non convengono perfettamente a questo atto di offerta.
3. - L’équivalente
terrestre del Paradiso.
Vi
è forse una parte di ignoto in questo ideale di vita che Dio propone
all’Umanità?
Sì.
Questo ideale può essere considerato
nuovo secondo vari punti di vista. Lo prova il fatto che coloro che cominciano
ad interessarsene si fanno molte domande, alcune delle quali possono apparire
persino bizzarre, come ad esempio: L’essere umano ha forse diritto di
rinunciare alla sua volontà? È razionale un simile atto? In che
modo la Terra potrebbe accogliere una Comunione di esseri che, da quel che si
sa, non s’è mai vista applicata altrove che in Cielo? Eccetera...
Dopo avere
riflettuto e pregato sui testi di Luisa, un’idea ha attraversato il mio
spirito. Sappiamo che il Volere divino è l’elemento che
unifica le tre Persone divine al punto di farne un unico Dio. [22] In Cielo
questo unico volere si applica in maniera assoluta alle Persone della
Trinità santissima, ma anche, nei limiti consentiti da questa stessa
Trinità, agli esseri che vivono in comunione con Essa, e in comunione
tra di loro. Se questo stesso Volere si installasse in Terra come già lo
è in Cielo, sarebbe forse in grado di unificare gli esseri della terra
come già unifica gli esseri del Cielo?
La risposta
non può essere che affermativa. Le anime che vivono in Cielo adottano il
Volere divino come se fosse il loro proprio. Se gli esseri che
attualmente vivono sulla terra facessero la stessa cosa (adottare
anch’essi il Volere divino come se fosse il loro proprio),
è lecito pensare che le condizioni di vita presenti in Paradiso
finirebbero per essere presenti anche sulla Terra. La comunione degli esseri
che attualmente forma l’anima del Paradiso formerebbe pure l’anima
della Terra. Felicità celeste e felicità terrestre si
rifletterebbero l’una nell’altra.
Il risultato
è che la terra ridiventerebbe ciò che era all’origine, un
giardino, un Paradiso. Gli esseri infelici verrebbero trasformati in esseri
felici. Il Regno di Dio, quello che invochiamo con la recita del “Padre
Nostro” diventerebbe una realtà. Dopo averlo atteso ed invocato
con tanta speranza e trepidazione per due mila anni, noi ne saremmo i primi
cittadini. [23]
4. – Il contrario del Peccato
originale.
Le persone che
si sentono attirate dall’ideale proposto da Luisa Piccarreta si fanno
generalmente la seguente domanda: “Se è vero che per noi è
arrivato il tempo di mettere il Volere divino al posto del nostro volere
umano, esiste un percorso suscettibile di aiutarci a raggiungere presto e
bene questo obiettivo? Se sì, qual’è questo percorso?”
Il percorso esiste. Si tratta di
adottare un comportamento che sia all’opposto di quello che ha
spinto Adamo ed Eva a commettere il Peccato originale. Se l’uomo
d’oggi vuole onorare il Volere divino che Adamo ed Eva hanno
rigettato e offeso, esso deve accettare che questo Volere riprenda in
lui il posto che Dio gli aveva dato all’origine. In altre parole: visto che
i nostri Progenitori hanno preferito il loro volere umano al Volere divino, Dio
ci invita oggi a preferire il Volere divino al nostro volere umano. Tutto
ciò comincia con un atto di sottomissione amorosa a Dio: l’opposto
della ribellione iniziale.
Diciamolo
con poche parole: per onorare il Volere divino in modo conveniente
occorre umiltà, sottomissione; per arrivare all’umiltà e
alla sottomissione occorre l’amore; e che questo amore sia orientato
verso Dio, e che Dio lo accetti, e che a seguito di questa accettazione Dio
venga a rifare in noi l’Ordine
primordiale.
Una
persona ha tutti i diritti di rinunciare al suo a volere umano a vantaggio del
Volere divino. Se a seguito di questo desiderio concepito interiormente, la
stessa persona si inginocchia davanti a Dio e gli chiede la grazia di potere
vivere nel Volere divino, questo atto di fiducia amorevole finisce per
provocare la divinizzazione della persona che lo compie. Dio infatti non
rifiuta mai questa grazia a chi gliela chiede con fiducia e sottomissione
amorosa. I sentimenti di umiltà, di sottomissione e d’amore che
normalmente accompagnano questa preghiera hanno per effetto di spingere Dio a
ripristinare l’Ordine primordiale nella persona interessata.
L’Ordine
primordiale, che Dio aveva concepito per il nostro bene,
rimette il Volere divino al primo posto, l’unico che gli
conviene. Questo produce la divinizzazione della persona interessata. [24] Ma per ottenere
bisogna sapere umiliarsi, al punto di voler chiedere.
La
natura di questo atto di sottomissione amorosa è talmente gradevole a
Dio, che in cambio Dio si impegna a cancellare le tracce del Peccato originale
in coloro che lo compiono. L’anima e il corpo di coloro che aderiscono a
questo ideale saranno interamente rinnovati. La loro persona assomiglierà
a quella di Cristo risuscitato. Il loro corpo sarà l’equivalente
di un corpo glorioso, e l’insieme di tutti questi corpi gloriosi
formerà il Nuovo Corpo mistico
di Cristo, la Nuova Chiesa.
Conclusione: le persone che, spinte
dall’amore, si sentono chiamate a vivere nel Divin Volere, possono
giungervi grazie ad una semplice preghiera di offerta compiuta con amore.
Questa preghiera, da ripetere a piacimento, con la frequenza desiderata,
potrebbe essere la seguente: «Padre nostro, Dio d’amore, io
rinuncio alla mia volontà umana. Te l’offro in sacrificio di
olocausto. Ti chiedo umilmente di sostituirla con la tua, che è divina.
Grazie. [25]
5. – Tre nascite: fisica,
spirituale, divina.
La pienezza della nostra vita si realizza con tre nascite: fisica, spirituale,
divina.
La lettura dei libri di Luisa
Piccarreta ci permette di concludere che il progetto concepito da Dio per
ricostruire la perfezione umana originale comporta tre tappe. Queste
corrispondono a tre forme di vita: 1) fisica, 2) spirituale, 3) divina.
Ciascuna di queste forme di vita comincia con una nascita, il che spiega le
famose parole di Gesù a Nicodemo: “In verità ti dico, se
un uomo non rinasce nuovamente, egli non può vedere il Regno di
Dio”. [26]
La nostra prima nascita, quella della Vita
fisica, avviene nel momento in cui l’essere che noi siamo inizia a
vivere tramite sua madre. È una creazione individuale, che comincia alla
fecondazione e continua al momento del parto. La potremmo considerare come un
prolungamento della Creazione dell’Universo che fu realizzata da Dio Padre.
La nostra
seconda nascita, quella della Vita spirituale, avviene nel momento in
cui la parte spirituale del nostro essere inizia a vivere in seno alla Chiesa.
Questa seconda nascita è come una redenzione individuale, personale.
Essa inizia col battesimo e arriva a compimento il giorno della nostra adesione
volontaria al battesimo stesso. La potremmo considerare come un prolungamento
della Grande Redenzione, che fu realizzata da Dio Figlio.
La nostra terza nascita, quella che ci immette nella Vita
divina, riguarda la santificazione totale e definitiva della nostra persona
individuale. La sua realizzazione dipende da Dio Spirito Santo. Essa è in divenire. È iniziata alla
morte di Gesù, e conoscerà la sua piena espansione – o
maturità – il giorno in cui la Volontà
divina riprenderà in noi il posto che Dio le aveva assegnato prima
che avvenisse il Peccato originale. Leggendo fra le righe i messaggi dei
profeti cristiani contemporanei, una persona intuisce che questa terza nascita,
del tutto imminente, è un qualcosa di nuovo, di inedito nella storia
umana. [27]
Possiamo dire in sintesi che dopo il
dono della Vita fisica e quello della Vita spirituale Dio ci
concede oggi la più alta espressione del suo amore, la sua Vita
divina. Se questo dono non è da noi rifiutato, Dio terminerà
di ricostruire in noi la perfezione iniziale grazie ad esso (per suo tramite). [28]
Questa Vita
divina che Dio vuole
trasmetterci implica la presenza in noi del suo Volere divino. Questo
Volere, che è supremo e perfetto, negli esseri che
l’accolgono ha il privilegio di garantire l’unità, sia
quella interiore che quella, e la vita che ne consegue. Al momento della Colpa
originale questo Volere supremo e perfetto è stato detronizzato dal
volere umano, fonte inevitabile di individualismi e divisioni. [29]
Domanda n. 1: Perchè il dono
della Vita divina (che si manifesta con il dono di Volere divino) non è
stato accordato all’umanità prima d’oggi?
Molti pensano, con ragione, che questo
grande dono non ci poteva essere concesso prima d’oggi perchè
l’albero della Redenzione doveva giungere all’età adulta per
potere dare i suoi frutti più saporiti. Ogni cosa ha bisogno di tempo
per maturare. Se Dio ha voluto far conoscere solo oggi il messaggio sulla
Divina Volontà, è perchè il momento più adatto per
conoscerlo è quello presente. [30]
Domanda n. 2: A chi spetta il compito
di realizzare questa trasformazione mistica nelle persone che la desiderano?
Sono convinto che questo compito
spetta allo Spirito Santo. La sola cosa che l’uomo deve fare è
quella di dare allo Spirito Santo il permesso di agire. L’uomo che
sinceramente desidera che il Volere divino trionfi sul suo proprio,
rinuncia al suo proprio volere a vantaggio del Volere divino,
domanda allo Spirito Santo la grazia del mutamento, e attende con fiducia che
al momento giusto Dio operi in lui la trasformazione promessa. Siccome questo
piano è fondato sull’amore, Dio si impegna a riporre in noi il suo
Volere divino se vede che è per amore che accettiamo la sua proposta.
La presenza in noi del Volere divino trasformerà la nostra vita in modo radicale. La
nostra persona – la cosa si può intuire –
assomiglierà a quella di Gesù risorto. Il nostro corpo
sarà un corpo glorioso, simile a quello di Gesù dopo la sua
risurrezione.
Siccome Dio è trinitario, il
suo Piano di Salvezza comporta tre momenti. Per conoscere questi momenti basta
riflettere sulle tre nascite di cui abbiamo appena parlato: [31]
→ Prima nascita:
Nascita alla Vita fisica. Attraverso i nostri genitori Dio Padre ci fa
dono della vita fisica. È il “respiro” fisico. [32]
→ Seconda nascita:
Nascita alla Vita spirituale. Attraverso suo Figlio, Dio Padre ci fa
dono della Vita spirituale. L’uomo che accetta il “Credo”
cristiano diventa possessore della vita presente in questo Credo.
Quest’uomo potrebbe essere paragonato a una lampada elettrica che diventa
luminosa nel momento in cui accetta l’energia elettrica che la investe. [33]
→ Terza nascita:
Nascita alla Vita divina. Il tempo è arrivato per gli esseri
umani di ritornare a questa forma di vita di cui hanno perso anche il
ricordo. [34] La Vita divina si
aggiungerà alle due precedenti grazie alla presenza del Volere divino che l’uomo
avrà saputo riconquistare. [35]
Secondo le voci profetiche cristiane
contemporanee, di cui quella di Luisa Piccarreta è tra le più
importanti, la conclusione finale della Risurrezione di Cristo è la
Risurrezione del suo Corpo mistico,
la Chiesa. [36] L’idea che interiormente mi
viene proposta, è che questa Risurrezione, sperata ed attesa da tutte le
anime di buona volontà, sia quella che S. Giovanni qualifica di Prima
Risurrezione. [37] Se questa mia “luce”
interiore dice il vero, questa Risurrezione, che S. Giovanni qualifica di Prima Risurrezione, significherà
al mondo il trionfo dell’amore sull’odio, annuncerà la
vittoria definitiva della grazia sul peccato, della vita sulla morte, e
coinciderà con l’apoteosi della potenza di Dio sui suoi nemici.
Sarà essa a dare inizio al Regno messianico. [38]
Questo Piano
è degno in tutto della sapienza divina, e corrisponde a una
realtà bellissima; ma quanti sono coloro che accettano di
approfittarne?
6. - La strada che conduce alla
divinizzazione.
La strada che conduce alla
divinizzazione è quella dell’amore. Non ce ne sono altre. Per
meritare Dio, amore perfetto, è necessario amare del suo stesso amore.
Come fare per raggiungere questo
amore? Desiderarlo e chiederlo. Non chiederlo alle creature, ma a Dio
stesso.
Spiegazione:
Il Volere divino e il Potere divino sono inseparabili. Lo dice
la logica e lo dice l’evidenza. È dunque normale pensare che se un
essere umano accetta che il Volere divino
sia innestato in lui (come frutto dell’adozione divina), con il Volere divino egli riceve anche il Potere divino. Ma che cosa diventerebbe
il Cielo se i suoi abitanti, o una parte di essi, decidessero di ribellarsi
contro Dio dopo aver ereditato il suo stesso Volere e quindi il suo stesso Potere?
Dato che i ribelli sarebbero potenti della Potenza divina, che non ha limiti,
il confronto sarebbe tra due potenze infinite. La cosa è inammissibile.
(Cosa mai non diventerebbe il Cielo se ciò si dovesse produrre magari
una volta sola? Cosa mai non è successo quando Lucifero si è
ribellato, lui che pure non era unito a Dio in maniera intima come soltanto noi
lo saremo, in quanto figli adottivi dell’Altissimo?) Tutto questo spiega
la necessità che Dio ha di condividere il suo Volere – ed
il Potere che ne consegue – con
delle persone desiderose di vivere con Lui in una comunione di intenzioni
assolutamente perfetta, come quella che già esiste tra le Persone della Triade santissima.
Quante possibilità ci sono di
raggiungere questa comunione perfetta in Cielo senza un addestramento
preventivo in Terra? Nessuna. La divinizzazione prevista per il Cielo esige una
preparazione in Terra, e questa preparazione si realizza in questo mondo
attraverso l’amore. Praticare l'amore su questa terra è come un
esercizio. L'amore dovrà raggiungere il massimo delle nostre
capacità per renderci
abili a vivere in paradiso.
Conclusione:
visto che la comunione che esiste tra gli abitanti del Paradiso è frutto
di un amore perfetto, gli umani che vorranno vivere sulla terra divinizzata
dell’Era nuova dovranno accettare di amare Dio ed il loro prossimo di un
amore vissuto al massimo delle loro capacità. Così la Comunione dei cristiani divinizzati, sia
con Dio che tra di loro, sarà all’immagine della Comunione
Trinitaria. L’uomo si accorgerà che grazie a questa nuova forma di
vita le distanze psicologiche che da sei millenni dividevano gli
esseri umani saranno tutte sparite.
[39]
Domanda – Se
è vero, come dicono i profeti, che Dio ha previsto che la Terra ritorni
com’era prima del Peccato originale, quand’è che questo
accadrà?
Risposta – Quando gli uomini
vivranno d’amore.
Domanda – Ma la
Terra di oggi è piena di odio!
Risposta – È vero.
L’odio ci domina ancora, ma non per molto.
Domanda – È
Dio che vuole quest’odio?
Risposta – No, Dio non vuole mai
l’odio, ma lo permette. Lo fa per rispetto della libertà di scelta di cui Lui stesso ha gratificato ogni
essere umano. Per un po’ di tempo Dio permette che il male trionfi sul
bene. Lo fa per verificare chi di noi merita premio, e chi castigo. Ma il male
non prevarrà sul bene. Non è possibile che la divinizzazione sia
destinata a degli esseri che rifiutano di amarsi. [40]
7. – Dio vuole raccogliere il suo frumento.
Siamo realmente all’alba di
un’era nuova? Tutto lo conferma. Tutto dice che è tempo di
raccolta, la raccolta del frumento, [41] In questa occasione un grande lavoro
di battitura avrà luogo nell’aia dell’azienda agricola, come
vuole la tradizione, per separare il buon grano della paglia, dalla pula, e dal
loglio. (Le moderne trebbiatrici non fanno altro che rimpiazzare i flagelli
tradizionalmente usati per la battitura del frumento) Al termine di questo
lavoro di separazione, il buon grano sarà messo nel granaio del Signore,
corrispondente al suo Regno messianico,
e la paglia, la pula e il loglio andranno nel fuoco, o dove si meritano.
Queste
verità non sono proclamate soltanto da Luisa Piccarreta. I profeti
cristiani contemporanei affermano tutti, chi in un modo e chi nell’altro,
che il Regno messianico è alle
porte, che sarà fondato sul Volere divino, e che detto Volere sarà riattivato in noi dallo Spirito
Santo. Lo Spirito Santo interverrà in noi grazie alle invocazioni che
noi stessi lanceremo verso di Lui in risposta alla sua chiamata.
Gli abitanti della Terra che
accetteranno di mettere il Volere divino al posto del loro proprio, formeranno
il Nuovo Corpo mistico di Cristo, che
allora sarà realmente unificato.
Gli esseri umani sono tutti invitati
ad accettare la proposta dello Spirito Santo a partire da oggi stesso. [42]

- II -
Luisa Piccarreta, ApOSTOLa DEL divin
VOLERE
1. – L’ “Uomo
Nuovo” sceglie il Divin Volere.
Sul Regno messianico c’è stata una preparazione indiretta
a lunga scadenza, ma la preparazione attuale è diretta e a breve scadenza.
Dio l’ha affidata a Luisa Piccarreta.
Luisa ha vissuto in Italia di 1865 al
1947. Il fatto di avere svolto la sua missione in maniera degna, sia con la
parola che con l’esempio, ha fatto di lei l’apostola per eccellenza
del Divin Volere. [43]
L’ideale che Luisa ci propone in
nome di Gesù è semplice: non si tratta soltanto di FARE la
Volontà di Dio, ma di VIVERE nella Volontà di Dio. [44]
I maestri di spiritualità
cristiana dicono che una persona non può far parte del Regno di Dio se non è in perfetta
sintonia con la Volontà divina. È necessario che sul piano
spirituale ci sia un nesso perfetto tra Dio e la persona. In altre parole, la
vita che ci attende nel Regno di Dio esige
che in noi sia presente la Divina Volontà, ma presente con onore, al
primo posto, non al secondo, al terzo, oppure all’ultimo. Prima del
Peccato originale la Volontà divina era già presente nella
persona dei nostri progenitori, presente al posto d’onore, ma il Peccato
originale l’ha retrocessa, obbligandola a cedere il posto alla
volontà umana. In un certo senso la volontà umana ha rubato il
posto alla Volontà divina, usurpandone i diritti. [45]
Stando così le cose, le persone
che oggi desiderano far parte del Regno
messianico cosa devono fare? Devono semplicemente preoccuparsi di ridare
alla Divina Volontà il posto che Dio le aveva assegnato fin
dall’inizio: il primo posto.
Si presenta
un’altra domanda: “È possibile per un essere umano adottare
una volontà – divina o no – che non sia la sua
propria?” Possibile
sì, ma ovvio per tutti no. Parecchie persone non trovano l’idea di
loro gradimento.
Bisogna sapere che il fatto di
rinunciare ad una parte di sè a vantaggio di qualcun altro, sia pure Dio
stesso, esige amore, generosità, abbandono, e queste qualità non
sono di tutti. Il sacrificio richiesto assomiglia sia a quello di Abramo, il
caro patriarca che tutti ammirano ma pochi imitano, sia a quello di
Gesù, a cui molti rifiutano anche l’ammirazione. [46]
Durante il presente millennio, quindi,
il sacrificio che l’uomo dovrà imparare a fare per poter entrare
nel Regno messianico (in quella che
ormai tutti chiamano l’Era nuova) è un sacrificio di
rinuncia. Una persona che riesce a rinunciare a se stessa, alla sua
volontà propria, autorizza Dio Padre a compiere in lei l’
“innesto mistico”, che è una grandissima trasformazione. La
persona umana viene divinizzata sia sul piano individuale che sul piano
collettivo. [47]
Di conseguenza, se una persona
desidera che Dio realizzi in lei l’ “innesto mistico”, essa
deve rinunciare alla sua volontà, offrirla a Dio in sacrificio di
olocausto, e invitare Gesù a sostituirla con la sua, che è
divina. [48]
Come un buon vignaiolo affezionato alle sue piante, lo Spirito divino
effettuerà in lei l’ “innesto mistico”. A partire da
tale innesto, una Linfa nuova circolerà nelle
persone, conseguenza del Volere divino rimpatriato. I frutti che darà
saranno infinitamente superiori a quelli della volontà umana attuale,
così impoverita - se non resa sterile addirittura - dal suo individualismo
egocentrico! [49]
In altre parole,
se Adamo ha scelto di far retrocedere la Volontà divina, noi oggi
possiamo scegliere di far retrocedere la volontà
umana, la nostra. L’opposto del Peccato originale! In questo modo verrà compiuto un atto
contrario a quello compiuto da Adamo. La Divina
Volontà sarà in noi onorata anzichè disprezzata. Dio
avrà la prova che da noi si aspetta. Constaterà che sulla Terra
c’è qualcuno capace di mettere la Divina Volontà al primo posto, come anche Abramo e
Gesù seppero fare. [50] Questo gesto
spingerà lo Spirito Santo a ristabilire l’Ordine primordiale nelle persone aspiranti a questo
cambiamento, e da Lui giudicate degne di ottenerlo. Generosità e
coraggio meritano ricompensa, e Dio non chiede nulla di meglio che di
ricompensare chi lo merita veramente.
Così,
anche se col Peccato originale Adamo ed Eva hanno disattivato il meraviglioso
Piano di felicità che Dio aveva preparato per tutti, detto Piano
può essere oggi riattivato in coloro che lo desiderano. Basta che gli
interessati al ripristino chiedano a Dio, con amore, di operare in tal senso.
L’uomo che con umiltà e amore chiede a Dio di essere restaurato,
si accorge che oggi il restauro è possibile, essendo voluto e proposto
da Dio stesso. La fiducia e l’amore presenti in una persona che rinuncia
a se stessa per offrirsi a Dio, spingeranno Dio a restaurare detta persona. Un
bel giorno la persona si scoprirà mutata grazie appunto all’
”innesto mistico”.
– L’Uomo nuovo di
cui tanto si parla, è forse questo?
– E quale altro, se non questo?
Nel testo che segue, Gesù
spiega a Luisa i motivi che lo spingono a desiderare che i suoi insegnamenti
sul Volere divino siano diffusi al più presto, senza inutili
ritardi, e in modo ordinato.
Gesù
a Luisa Piccarreta: « Figlia mia, coraggio, non ti abbattere
troppo. […] Innanzi al mio Volere il tuo deve scomparire. E poi, è
la santità del mio Volere che vuol essere conosciuta; eccone la causa.
La santità del vivere nel mio Volere non tiene via, nè porte,
nè chiavi, nè stanze. Invade tutto. È come l’aria
che si respira, che tutti devono e possono respirarla. Solo che lo vogliano, e
che mettano da banda (in disparte) il volere umano , il Volere divino si
farà respirare dall’anima, e le darà la vita, gli effetti,
il valore della Vita del mio Volere. Ma se non viene conosciuto, come potranno
amare e volere un vivere così santo? È la gloria più
grande che può darmi la creatura.
La santità delle altre virtù è
bastantemente conosciuta in tutta la Chiesa, [...] ma la santità del
vivere nel mio Volere, gli effetti, il valore che contiene, l’ultima
pennellata che darà la mia mano creatrice alla creatura per renderla
simile a Me, non è conosciuta ancora. Ecco perciò tutta la mia
premura che si metta fuori ciò che ti ho detto. [...]
Solo voglio che le cose escano fuori ordinate,
perchè una parola che manchi, un nesso ed un connesso, un periodo
spezzato, invece di gettare luce mi getteranno tenebre, invece di farmi dare
gloria e amore, le creature resteranno indifferenti. Perciò sii attenta.
Ciò che ho detto Io, voglio che esca intero. » [51]
Molti
si chiedono che vantaggio ci sia ad accettare in noi l’ “innesto
mistico”.
A
questa domanda io rispondo così: il fatto di vivere nel Divin Volere
trasforma in paradiso il terreno dove questo Volere si stabilisce: l’anima
di un individuo, o di una comunità. Gli esseri umani che accettano di
vivere col Volere divino innestato al posto del loro volere umano
finiscono per abbandonare i capricci che li rendono egoisti, ribelli, superbi.
Nel
corso del terzo millennio cristiano questo ideale sarà verosimilmente
adottato da tutti gli esseri umani, e genererà una società di
grandi santi. Gesù si riferisce a questi santi definendoli: “Figli
di Luce della Seconda Generazione”. [52]
Chi
sono?
Si
tratta di persone che nel corso del terzo millennio cristiano vivranno nella Divina Volontà. Lo scopo della Creazione è che tutte
le creature compiano la Divina Volontà.
Gesù spiega
a Luisa che la via da Lui percorsa per compiere l’opera della Redenzione è
stata di fare sempre la volontà del Padre. Gesù si esprime nel
modo seguente:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia
mia, Io sulla terra non facevo altro che darmi in balìa della
Volontà del Padre, sicchè se pensavo, pensavo nella mente del
Padre, se parlavo, parlavo nella Volontà del Padre, se operavo, operavo
nelle mani del Padre. Anche il respiro respirava in Lui. Tutto ciò che
facevo andava ordinato come Lui voleva, sicchè potevo dire che la mia
vita la svolgevo nel Padre.
Io
ero il portatore del Padre, perchè tutto chiuso nel suo Volere. Niente
facevo da Me. L’unico mio pensiero era la Volontà del Padre,
perciò non badavo a me stesso. Nè per le offese che mi recavano
Io interrompevo il mio corso, ma sempre ad Essa volavo come al mio centro. E la
mia vita naturale finì quando in tutto compii la Volontà del
Padre.
Così tu,
figlia mia, se ti darai in balìa della mia Volontà non avrai
più pensiero di nulla. » (14 agosto 1917). [53]

Luisa
Piccarreta con il suo Crocifisso.
Luisa Piccarreta ha vissuto nel
nascondimento. Inizialmente i suoi scritti sono stati approvati dal suo
direttore spirituale (Padre Annibale di Francia) ma nel 1938 un anonimo
ecclesiastico si è presentato in casa sua e li ha tutti confiscati,
dichiarandoli “fuori legge”. Questo gesto è stato per Luisa
l’equivalente di una pugnalata al cuore, ma nonostante il dolore Luisa ha
conservato la pace e la calma. Ci è riuscita grazie alla fiducia che
aveva riposto in Gesù.
Questa strana messa al bando degli
scritti di Luisa Piccarreta (le modalità di questa
“condanna” sembrano del tutto irregolari) è durata 58 anni,
fino al 1996.
Nel 1996, in seguito ai ripetuti
interventi di Mgr Giuseppe Carata, vescovo della diocesi di Trani, gli scritti
di Luisa sono stati fotocopiati e fatti uscire dagli archivi. Questo ha
permesso a Mgr Cassati, successore di Mgr Carata, di iniziare il processo per
la causa di beatificazione di Luisa Piccarreta. Oggi Luisa è
riabilitata, com’è successo a suor Faustina Kowalska, ed esistono
fonti diverse di messaggi profetici che confermano l’origine
soprannaturale dei suoi insegnamenti sulla Divina Volontà. A titolo
d’esempio, eccone due:
1. - La Madonna a don Stefano Gobbi: «La Nuova
Era che vi annuncio coincide con il pieno compimento della Volontà
divina. Così si realizzerà ciò che Gesù vi ha
insegnato a domandare al Padre. “Venga il tuo Regno, e sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra”.
È il tempo in cui le creature umane
compiranno il Volere divino del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. A
partire dal perfetto compimento del Volere divino, la Terra sarà
tutta rinnovata. Dio vi ci troverà l’equivalente del suo nuovo
Eden, e vi abiterà in compagnia delle sue amate creature. » (Cf.: il “Libro azzurro” di don Stefano Gobbi, in data 15 agosto
1991).
2. - Gesù a Vassula Ryden: «Finchè
rimarrete attaccati a questo mondo transitorio non riuscirete a capire che
è solo abbandonandovi corpo e anima al mio Santo Spirito che i vostri
pensieri si trasformeranno in nobili pensieri. È soltanto allora che
si realizzerà la mia Volontà, dopo che avrete assorbito in voi la
potenza della divinità. Solo allora si compirà in voi la mia
opera, e questo grazie alla divina nobiltà di pensiero e allo stato di
grazia divina che in voi si saranno radicati. » [54]
Le pagine scritte da Luisa Piccarreta
ci fanno prendere coscienza che esiste un rapporto diretto tra il Volere
divino e il Regno messianico. [55] Il Volere divino è come una sorgente d’acqua, e il
Regno messianico come il ruscello che si forma a partire da essa. Coloro che
berranno l’acqua di questo ruscello avranno la gioia di vivere come Adamo
ed Eva vivevano prima il Peccato originale. Codesti uomini sono forse
un’immagine dell’Uomo nuovo che deve rinascere in noi come
Gesù l’ha spiegato a Nicodemo? Una cosa è certa:
l’uomo che oggi accetta l’ “innesto mistico” che Dio
gli offre, sa che il Volere divino farà di lui un Figlio di Dio
autentico, già esercitato alla vita del paradiso.
2. - Divin Volere in azione: “Fiat”+“Fiat”+“Fiat”.
Luisa
Piccarreta ci permette di
intuire una cosa importante: che nel Piano di divino che riguarda
l’Umanità, ognuna delle tre Persone divine ha un ruolo che le
risulta specifico. Per esempio, il ruolo di Creatore è del Padre,
il ruolo di Redentore è del Figlio, il ruolo di Santificatore
è dello Spirito Santo. Luisa dice che ognuno di questi ruoli può
essere espresso verbalmente con la parola latina: “Fiat”. [56] Dice pure che i tre “Fiat” del
Piano trinitario sono successivi: il primo è quello del Padre, il
secondo è quello del Figlio, e il terzo è quello dello Spirito
Santo. Attualmente, aggiunge Luisa, l’Umanità è alla
vigilia del terzo “Fiat”, quello dello Spirito Santo.
La tabella che segue (n. 1) è
offerta per facilitare la percezione visiva di questo concetto:
Tabella n. 1:
|
Primo “Fiat”: “Fiat
Lux” = che la Luce
sia. |
|
Secondo “Fiat”: “Fiat
Redemptio” = che la Redenzione
sia. |
|
Terzo “Fiat”: “Fiat
Sanctificatio” = che la Santificazione
sia. |
In virtù della coesione
perfetta [57] che esiste fra le tre Persone divine,
ogni volta che una Persona della Trinità interviene per realizzare la
sua parte, cioè il “Fiat” che le appartiene, la
perfezione d’unità che abita le Persone trinitarie fa sì
che vi aderiscano tutte tre, e in modo perfetto. Il brano seguente parla di
questo grande mistero di unione perfetta. Si tratta di un dialogo tra
Gesù e Luisa, datato 24-01-1923 (vol. 15).
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, la mia Volontà nel
Cielo conteneva il Padre, il Figlio, e lo Spirito Santo. Una era la
Volontà delle tre divine Persone. Mentre erano distinte tra loro, la
Volontà era una. Questa, essendo la sola che agiva in Noi, formava tutta
la nostra felicità, l’eguaglianza d’amore, di potenza, di
bellezza, ecc... Se invece di una Volontà ce ne fossero tre, non
potremmo essere felici, e ancora meno rendere felici gli altri. Saremmo stati
ineguali nella Potenza, nella Sapienza, nella Santità, ecc...
Sicchè la nostra Volontà una, agente in Noi, è tutto il nostro
bene, da cui scaturiscono tanti mari di felicità, che nessuno può
penetrare fino al fondo.
Ora, la nostra
Volontà, vedendo il gran bene dell’agire sola in tre Persone
distinte, vuole agire sola in tre persone distinte in terra, e queste sono la
Madre, il Figlio, la Sposa. Da queste vuol fare scaturire altri mari di
felicità, che porteranno beni immensi a tutti i viatori.»
Luisa
Piccarreta a Gesù: «Ed io tutta meravigliata ho detto:
“Amor mio, chi sarà questa Madre fortunata, questo Figlio e questa
Sposa, che adombreranno la Trinità sulla terra, e che la tua
Volontà sarà una di loro?” E Gesù: »
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Come, non l’hai capito ?
Due sono già al posto d’onore: la mia Mamma divina ed Io, Verbo eterno,
Figlio del Padre celeste, e Figlio della Madre celeste; con l’incarnarmi
nel seno di Lei fui suo proprio figlio. La Sposa è la piccola figlia del
mio Volere. Io ci sono nel mezzo, la mia Mamma a destra, e la Sposa a sinistra.
Come la mia Volontà agisce in Me, fa l’eco a destra e a sinistra,
e ne forma una solo Volontà. Perciò ho versato tante grazie in
te, ti ho aperto le porte del mio Volere, ti ho svelato i segreti, i prodigi
che Esso contiene, per aprire tante vie per farti giungere l’eco del mio
Volere, affinchè, disperdendo il tuo, tu possa vivere con la sola mia
Volontà. Non ne sei contenta? »
La tabella seguente ha per scopo di
favorire una concezione visuale e sintetica dei tre “Fiat”
della Santissima Trinità.
Tabella n. 2:
LA PIANIFICAZIONE DIVINA È
TRINITARIA
|
Prima tappa |
Seconda tappa |
Terza tappa (Santificazione)
|
|
ANTICO TESTAMENTO |
NUOVO TESTAMENTO |
TESTAMENTO FUTURO |
|
Era di Giustizia |
Era di Misericordia |
Era di Santità |
Spiegazioni:
1) - Era di
Giustizia. È l’Era di Dio Padre. Comincia nel momento in cui Adamo commette il Peccato
originale, e termina nel momento in cui Cristo, “Secondo Adamo”, muore
sulla croce. La caratteristica principale di questa Era è la
seguente: anche se Dio giudica che una persona fa parte della categoria dei
“giusti” – è il caso di Abramo, di Mosè, dei
profeti e dei patriarchi dell’Antico Testamento – al momento della morte
l’anima di questa persona non può accedere direttamente alla
felicità del Cielo. Ciò spiega perchè i giusti
dell’Antico Testamento, S. Giuseppe compreso, prima di salire al Cielo
hanno dovuto aspettare il compimento della Redenzione in un posto chiamato Limbo.
2) - Era di Misericordia. È l’Era di
Dio Figlio. Questo periodo è iniziato alla morte di Cristo e
terminerà con la Fine dei Tempi.
La Redenzione è compiuta. Caratteristica principale di questo periodo
è che le anime che muoiono in grazia di Dio possono andare in Paradiso
senza essere costrette a sostare nel Limbo. Se però una persona
muore in grazia di Dio senza essere completamente purificata, essa va in Purgatorio.
[58] La fine di questo periodo
coinciderà con la Seconda Parusia,
chiamata pure Parusia intermedia. Parusia significa: “Dio si rivela
all’uomo scendendo dal Cielo per venire ad incontrarlo sulla
Terra”. La Parusia intermedia
è quella del ritorno di Gesù nella gloria. Dio Padre ha stabilito che alla Fine dei Tempi Gesù ritorni sulla
Terra per instaurare il suo Regno
messianico. In vista di questo evento la terra sarà purificata,
rinnovata e dotata di una nuova configurazione astrale. [59]
3) - Era di Santità. È l’Era di
Dio Spirito Santo. Questo periodo è presentato dai profeti
come un periodo di felicità che inizierà alla Fine dei Tempi,
e terminerà alla Fine del Mondo. La Fine dei Tempi sembra
ora arrivata, perchè nel 1948 gli Ebrei hanno ricostituito il loro
antico Stato d’Israele. [60] Questa Era è un periodo che sembra
coincidere con quel “Regno di
Dio” che noi cristiani invochiamo da 2.000 anni recitando il
“Padre Nostro”, ma anche col “Millennio
felice” che S. Giovanni descrive nell’Apocalisse (Ap 20, 1-6).
A Maria Valtorta Gesù ha spiegato che lo scopo ultimo della Redenzione
è di arrivare al Regno messianico.
Questo, a parer mio, corrisponde al Millennio
felice, che in fin dei conti è un “Regno di felicità in
Dio”.
Innovazione sorprendente: le tre tappe
appena citate sembrano avere una durata ben precisa: la prima una durata di
4.000 anni, la seconda una durata di 2.000 anni, e la terza una durata di 1.000
anni. [61]
Ecco una terza tabella concepita per
riassumere in modo visivo quanto detto finora:
Tabella n. 3:

Visto che la coesione divina è
perfetta, ogni volta che una Persona trinitaria interviene per realizzare il
suo “Fiat”, che è
quella parte del Piano che Essa stessa si è riservata, è come se
le tre Persone fossero tutte presenti (con la loro rispettiva volontà)
nell’azione in corso.
Per comprendere come avviene tutto
ciò, il lettore è invitato a leggere il brano che segue.
Gesù lo ha affidato a Maria Valtorta, [62] che lo ha scritto mentre il mondo
viveva la tragedia della seconda guerra mondiale.
Gesù
a Maria Valtorta: «Come
uno a cui preme di fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che
più importa, e che qui è il mio Regno. [Regno temporale, ma di riflesso
anche quello eterno. ndr]. Perchè
nel mio Regno è la giustificazione del mio essermi incarnato e
morto. Perchè nel Regno
è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza.
Perchè nel Regno è la prova della vita eterna, della risurrezione
della carne, del mio potere di Giudice.
Perciò quando ho parlato per spiegare l’Apocalisse ho, ai
singoli punti spiegati, messo quasi sempre a corona il mio Giudizio, il mio
Trionfo, il mio Regno, la sconfitta di Satana in se stesso [dopo il
“Millennio di Pace”. ndr [63]], nella sua creatura [l’anti-Cristo,
prima del “Millennio di Pace”. ndr [64]], nei suoi precursori [Napoleone,
Hitler, Stalin, eccetera... ndr [65]]. »
Abbiamo visto che al momento della morte i Giusti dell’Antico
Testamento non entrarono subito in Paradiso, ma furono costretti ad attendere
il compimento della Redenzione in un posto chiamato Limbo. Poi abbiamo
notato che i Santi del Nuovo
Testamento possono entrare in Paradiso fin dalla loro morte, senza sostare nel
Limbo. Se questa progressione dovesse continuare, è lecito sperare che i
futuri santi, quelli dell’Era nuova, possano conoscere la felicità
del Paradiso fin da questa terra.
Questo concetto è confermato da
S. Giovanni che nell’Apocalisse ci parla di Prima risurrezione.
Per capire in che cosa consiste la Prima risurrezione bisognerebbe
accettare l’idea appena menzionata, la quale propone che i Santi
dell’Era nuova possano vivere la felicità del Paradiso fin da
questa terra.
Quando Luisa Piccarreta dice che l’umanità
è fatta per vivere nel Divin
Volere, e che questo Volere ci
divinizzerà, essa vuol dire probabilmente che il Regno messianico assomiglierà al Paradiso terrestre di Adamo
ed Eva prima del Peccato originale. In questo caso la Prima risurrezione ci
permetterebbe di vivere su questa terra come se già fossimo in Paradiso.
Che significa questo? Significa, io penso, che il Regno messianico corrisponde al Millennio
felice di cui parla S. Giovanni all’inizio del XX capitolo
dell’Apocalisse. [66] Se una persona si sente oggi spinta a
vivere nel Divin Volere, già lo può fare. Basta che rinunci
alla sua volontà umana – erede di quella chi ci ha traditi nella
persona dei nostri Progenitori – e chieda a Dio di sostituirla con
la sua, che è divina. La risposta di Dio, sotto la forma di una
Pentecoste personale e poi collettiva, non si farà aspettare a lungo.
3. - Azione perenne
dell’Amore trinitario.
Per far contento Gesù che le
dice di non tralasciare nulla di quello che può scrivere, Luisa
Piccarreta ci ha lasciato anche queste parole:
Luisa
racconta: «Trovandomi nel solito mio stato, il mio
sempre amabile Gesù mi faceva vedere il rev.do Padre che deve occuparsi
della stampa degli scritti sull’adorabile Volontà di Dio, e
Gesù, mettendosi a lui vicino gli diceva: »
Gesù: «Figlio
mio, il titolo che darai al libro che stamperai sulla mia Volontà
sarà questo: “Il Regno del Fiat in mezzo alle creature. Libro di
Cielo. Il richiamo della creatura nell’ordine, al suo posto, e nello
scopo per cui fu creata da Dio.”»
Poi voltandosi verso Luisa,
Gesù ha continuato:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Vedi,
anche il titolo voglio che corrisponda alla grande opera della mia
Volontà. Voglio che la creatura comprenda che il suo posto, assegnato da
Dio, è nella mia Volontà. E fino a tanto che non entrerà
in Essa, sarà senza posto, senza ordine, senza scopo; sarà un intruso
nella Creazione, senza diritto di sorta, e perciò andrà ramingo,
senza pace, senza eredità,; ed Io, mosso a compassione di lui, gli
griderò continuamente: Entra nel tuo posto, vieni nell’ordine,
vieni a prendere la tua eredità, a vivere in casa tua... Perchè
vuoi vivere in casa estranea? Perchè vuoi occupare un terreno che non
è tuo? E non essendo tuo vivi infelice, e sei il servo e lo zimbello di
tutte le cose create.
Tutte le cose create da Me, perchè stanno al loro
posto, stanno nell’ordine ed in perfetta armonia, con tutta la pienezza
dei loro beni, assegnati loro da Dio... Tu solo vuoi essere infelice? Ma
infelicità volontaria. Perciò, vieni al posto tuo; là ti
chiamo e ti aspetto. [...]
Figlia mia, come sono belle le opere nostre! Sono il nostro
onore e la nostra gloria perenne. Tutte le cose stanno al loro posto, e
ciascuna cosa creata compie perfettamente il proprio ufficio.
Solo
l’uomo è il nostro disonore nella nostra opera creatrice,
perchè col sottrarsi dalla nostra Volontà cammina con la testa in
giù in terra, e coi piedi per aria... Che disordine, che disordine! Fa
ribrezzo a vederlo. [...]
L’ufficio
della testa è di dominare, non di camminare. Camminare è
l’ufficio dei piedi. Sicchè il fare la propria volontà
è il vero e perfetto capitombolo dell’uomo e il disordine
dell’umana famiglia.
Perciò mi interessa tanto che la mia
Volontà sia conosciuta, affinchè l’uomo ritorni al suo
posto, non più strisci con la testa giù, ma cammini coi piedi;
non più formi il mio ed il suo disordine, ma il mio ed il suo onore.
Guarda tu stessa: non compariscono brutte le creature a vederle camminare con
la testa per terra? Non dispiace anche a te vederle così disordinate?
» (27 agosto 1926). [67]
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Ah, figlia mia, la creatura
imperversa sempre più nel male. Quante macchine di rovina stanno
preparando! Giungeranno a tanto da esaurire lo stesso male. Ma mentre loro si
occuperanno nel fare la loro via, Io mi occuperò che il mio “Fiat
Voluntas tua” abbia compimento ed esaudimento, che la mia Volontà
regni sulla terra, ma in modo tutto nuovo. Mi occuperò a preparare
l’era del terzo “Fiat”, in cui il mio Amore
sfoggerà in un modo meraviglioso e inaudito... Ah, sì! Voglio
confondere l’uomo tutto in Amore. Perciò sii attenta. Ti voglio con
Me a preparare quest’Era d’Amore celeste e divina, e opereremo
insieme...» (8 febbraio 1921). [68]
Nel meditare queste parole di Luisa, uno si convince che
“Dio è amore eterno”. Ora, se è vero che
l’amore è attivo per definizione − questo veniva ancora
insegnato qualche anno fa dai maestri delle scuole − ciò significa
prima di tutto che in Dio c’è un’azione continua, e
secondariamente che questa azione continua è prodotta dall’amore.
Ecco allora la conclusione: “Fiat”
è una parola latina che significa:
“Che ciò avvenga”. (Si tratta di una forma di vita
chiamata all’esistenza da una volontà capace di concepirla e di
realizzarla). Se il concetto espresso da questa parola “FIAT” viene
addizionato e fuso al concetto espresso dalla parola AMORE, ne deriva un
terzo concetto che in pratica potrebbe definire “Dio”. Infatti la
fusione di questi due concetti ne genera un terzo, che io chiamerei:
“POTENZA D’AMORE sempre
attiva”. Non è questa una possibile definizione della
quintessenza divina? [69]
- III -
Luisa Piccarreta: vita e opere
1. - Luisa Piccarreta:
l’essenziale della sua vita. [70]
Luisa Piccarreta nasce il 23 aprile 1865 a Corato,
nelle Puglie. Suo padre e sua madre, Vito-Nicola Piccarreta e Rosa Tarantini,
la fanno battezzare il giorno stesso della sua nascita. Durante
l’infanzia Luisa appare timorosa. Ha spesso dei sogni che le fanno paura
e la rendono apprensiva. Per esempio, le capita spesso di vedere la Madonna
cacciare il diavolo lontano da essa. Ricordando tutto ciò, un giorno
Gesù le dice:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Figlia mia, anche la vergogna con cui
ti circondai nella tua tenera età fu una delle più grandi gelosie
d’amore per te. Non volevo che in te entrasse nessuno, nè il
mondo, nè le persone. Volevo renderti estranea a tutti. A nessuna cosa
volevo che tu prendessi parte e che ti facesse piacere, perchè avendo
stabilito fin da allora che dovevo formare in te il Regno del Fiat supremo,
e dovendo tu prendere parte alle sue feste e alle gioie che in esso ci sono,
era giusto che nessun’altra festa tu godessi, e che dei piaceri e
divertimenti che ci sono sulla terra ne dovessi restare digiuna. Non ne sei
contenta?”
Luisa
scrive: “Ma ad onta che ero vergognosa e
paurosa, ero di temperamento vivace e allegro. Saltavo, correvo. Facevo anche
delle impertinenze”. [71]
All’età di 9 anni Luisa
fa la Prima Comunione e riceve il sacramento della Cresima. Un anno più
tardi una voce inizia a parlarle interiormente. Dopo un po’ Luisa si
rende conto che questa voce è quella di Gesù, che le chiede il
distacco da se stessa e da tutto. Gradualmente Gesù diventa la sua guida sulle cose
spirituali.
Luisa ha quattro sorelle, ma nessun
fratello. Vive a Corato con la sua famiglia, ma nei mesi estivi la famiglia si
sposta di una trentina di chilometri per il lavoro che c’è da fare
in una masseria chiamata “La Torre disperata”.
A 13 anni
Luisa vede Gesù che porta la croce, e che la guarda come per chiederle
aiuto. Verso i 16 anni
Luisa accetta quello che Gesù le propone di fare: dedicare la sua vita
alla Divina Volontà.
All’età di 17 anni Luisa
non vuole mangiare, non ci riesce. Un sacerdote chiamato dalla famiglia le
impone di mangiare per obbedienza. Allora Luisa mangia regolarmente quello che
le viene presentato, ma poi lo vomita. La cosa è stranissima, ma ancor
più strana se si pensa che i cibi vomitati sono sempre intatti e
profumati, come se non fossero mai stati masticati, nè inghiottiti. La
famiglia di Luisa non capisce, e chiama in aiuto, uno dopo l’altro, quasi
tutti i sacerdoti della città di Corato. I fenomeni sono così
strani che i sacerdoti sono completamente disorientati. Non sanno cosa fare.
Coloro che non si ribellano, capitolano. Questo provoca in Luisa sofferenze
morali considerevoli, anche perchè a lungo andare i familiari di Luisa
finiscono per imitare il comportamento dei sacerdoti. [72]

Luisa nella sua
posizione più abituale
L’incomprensione è
talmente grande che Luisa non può vivere una vita normale.
All’età di 22 anni è costretta a letto in modo permanente,
e ciò favorisce la sua vita spirituale. Il 16 ottobre 1888 Gesù
l’invita ad accettare il “Matrimonio mistico”. Luisa accetta,
e undici mesi più tardi, l’8 settembre 1889, quest’unione
mistica è ratificata dalla SS. Trinità alla presenza di tutta la
Corte celeste. Per la circostanza Luisa riceve il più grande dono che
Dio possa fare ad una creatura umana: il dono della Divina Volontà,
un dono che supera anche quello del Matrimonio mistico. [73]
Se le cose si sono svolte così
– e nulla ci permette di pensare il contrario – in questo 8
settembre 1889 Dio avrebbe depositato il seme del suo terzo “Fiat” nel cuore di Luisa
Piccarreta, un cuore umano scelto fra i più piccoli e nascosti della
terra. Tutto ciò si sarebbe prodotto nel silenzio e nella modestia
più totali. [74]
Nel febbraio dell’anno 1899 Luisa
comincia a scrivere quello che Gesù le chiede di scrivere. Lo fa per
accontentare Gesù e per obbedire al suo confessore. Grazie a questa sua
obbedienza, che si prolungherà per una quarantina d’anni, Luisa
riuscirà à mettere su carta tutto quello che Gesù voleva
rivelare al mondo circa il mistero della Divina Volontà.
Il 4 marzo 1947 Luisa muore di
polmonite, cinquanta giorni prima del suo 82mo compleanno. In tanti anni di
degenza il suo corpo ha preso la forma di una “L”. Le persone
incaricate di preparare la sua salma tentano di raddrizzarla, ma non ci
riescono. Per seppellirla viene dunque fabbricata una bara speciale, fatta
anch’essa a forma di “L”.
Oltre alla sua
corrispondenza Luisa ha lasciato 36 quaderni manoscritti, tutti consacrati al
tema della Divina Volontà. La storia di questi manoscritti è
piuttosto interessante. Nel 1938, per ragioni mal definite, sono stati tutti
confiscati dalle autorità ecclesiastiche, nascosti negli archivi
vaticani, e dimenticati colà per 58 anni. Recentemente sono stati
fotocopiati e recuperati grazie all’intervento di Mgr Carata, vescovo di
Trani, e di Mgr Cassati, suo successore. Nel 1994 il Vaticano ha chiesto a Mgr
Cassati di iniziare il processo per la causa di beatificazione di Luisa
Piccarreta. Questo processo è stato subito iniziato, ed il 31 ottobre
2005 è passato dalle autorità diocesane a quelle vaticane.

Luisa dopo il suo decesso
Il caso di
Luisa assomiglia un po’a quello di suor Faustina Kowalska, che dopo aver
subito il rifiuto dei suoi è stata completamente riabilitata. Padre
Annibale Di Francia, ex-direttore spirituale di Luisa, ed oggi santo
canonizzato, parla di Luisa in questi termini:
Santo
Annibale Di Francia scrive su Luisa: «Questa anima solitaria è una vergine
purissima, tutta di Dio, che apparisce come oggetto di singolare predilezione
del Divin Redentore Gesù. Nostro Signore, che di secolo in secolo
accresce sempre di più le meraviglie del suo Amore, pare che di questa
vergine, che Egli chiama la più piccola che abbia trovato sulla terra,
destituita da ogni istruzione, abbia voluto formare uno strumento adatto per
una missione così sublime che nessun’altra le si possa paragonare,
cioè il trionfo della Divina Volontà sull’universo orbe, in
conformità con quanto è detto nel “Pater Noster”:
Fiat voluntas tua, sicut in Cœlo et in terra. [...]
Questa Sposa di Gesù
Crocifisso, che la notte la passa nelle estasi dolorose e nei patimenti di ogni
genere, nel vederla poi nella giornata mezzo seduta in letto, lavorando di ago
e di spillo, nulla, nulla trasparisce, il menomo nulla di una che la notte
abbia tanto sofferto. Nulla, nulla di aria di straordinarietà, di
sovrannaturale. Invece la si vede in tutto aspetto di una persona sana, lieta e
gioviale. Parla, discorre, occorrendo ride, accoglie però poche amiche.
Talvolta qualche cuore tribolato le si
confida, le domanda preghiere. Lei ascolta benignamente, conforta, ma giammai
si avanza a fare da profetessa, giammai una parola che accenni a rivelazioni.
Il gran conforto che essa presenta è sempre uno, sempre lo stesso
argomento: la Divina Volontà.
Sebbene non possegga alcuna umana
scienza, pure è dotata in abbondanza di una Sapienza tutta celeste,
della Scienza dei Santi. Il suo parlare illumina e consola. Di sua natura non
è scarsa d’ingegno. Di studi quando era piccola, fino alla prima
classe. Il suo scrivere è zeppo di errori, quantunque non le manchino
termini appropriati in conformità alle rivelazioni, che pare gliele
infonda Nostro Signore.
Una nota del gran distacco di
quest’anima da ogni cosa terrena, si è l’aborrimento e la
costanza di non accettare qualunque dono o in denaro o in altro. Più di
una volta, persone che hanno letto “L’Orologio della Passione”
e si è svegliato in loro un senso di sacro affetto per quest’anima
solitaria e sconosciuta, mi hanno scritto di volerle inviare del denaro. Ma
essa si è opposta così recisamente come se le avessero fatta
un’offesa. » [75]
Gesù
parlava spesso a Luisa, e Luisa gli rispondeva. Che cosa si dicevano? Un primo
esempio di dialogo tra Gesù e Luisa è riportato nelle righe
seguenti:
Luisa
racconta: “Mentre
scrivevo sentivo il peso del grande sacrificio di scrivere, e l’offrivo
al mio caro Gesù per ottenere che la Divina Volontà sia
conosciuta, voluta ed amata da tutti. [...] E siccome mi sentivo sofferente,
con stento continuavo a scrivere. Ed il mio dolce Gesù per fortificarmi
mi ha detto:”
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Figlia
mia benedetta, coraggio. Sono Io con te, ed è tanto il mio compiacimento
mentre scrivi, che in ogni parola che scrivi ti do un bacio, un abbraccio, una
mia Vita divina per dono. E sai perchè? Vedo copiata in questi scritti
la nostra Vita d’eterno Amore, la copia della nostra Divina
Volontà operante.
E poi, è il nostro Amore
represso per ben sei mila anni, che si sfoga, che ha i suoi refrigeri
alle nostre fiamme, che fa conoscere quanto ama la creatura, e l’ama
tanto che vuol darle la sua Volontà come vita, e questo per poter dare
da’ambo le parti: ciò che è mio è tuo. Il vero amore
allora è contento quando può dire: Ci amiamo di uguale amore.
Ciò che voglio Io vuole essa... Se ci fosse disparità
d’amore, questo renderebbe infelice l’amore dell’Uno e
dell’altra. E se l’Uno volesse una cosa, e l’altra un’altra,
l’unione e l’amore cesserebbero. E siccome il mio Amore è
vero amore, sapendo che la creatura possiede amore finito e volontà
finita, le do il mio Amore infinito e la mia Volontà infinita.
Così possiamo dire: ci amiamo di un solo Amore, teniamo una sola
Volontà. Se l’uno non diventa volontà dell’altro, il
vero amore non esiste, nè possiede la sorgente.
Quindi dovresti essere contenta del
sacrificio che fai di scrivere, sapendo che serve allo sfogo del mio Amore, per
tanti secoli represso, e al refrigerio delle mie fiamme che sono tante che mi
fanno dare in delirio. Perciò amiamoci d’un solo amore, e diciamo
insieme: ciò che vuoi tu, lo voglio io... Di’: Gesù, la mia
volontà sperdila nella tua, e dammi la tua per vivere.” [76]
I sei mila anni di cui parla
Gesù, sono gli anni che l’umanità ha trascorso lontano dal
Divin Volere, e questo a causa del Peccato originale. Gesù afferma che
l’uomo è sulla terra da sei mila anni, e che l’Amore
divino si sente represso nei riguardi dell’uomo, questo perchè da quando
Adamo ha respinto il Divin Volere, l’Amore divino non può
esprimersi come vorrebbe. [77] Invitando poi Luisa a vivere nel
Divin Volere, Gesù le dice che la strada da percorrere è quella
dell’amore. La conformità al Divin Volere, il cui scopo è
l’unione degli esseri nella felicità del Cielo, è un frutto
dell’amore, si realizza tramite l’amore. Gesù si serve di
Luisa per insegnarci che soltanto l’amore è in grado di
trasformare più voleri in uno solo, e così prepararci
all’unione che si vive in Cielo. In
un’altra occasione Gesù dice ancora a Luisa:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Voglio
da te la perfetta conformità alla mia Volontà, in modo che la tua
volontà venga a disfarsi totalmente nella mia. ” [78]
Nelle parole che seguono, Gesù spiega
a Luisa che la Volontà di Dio opera meglio nei cuori piccoli. Più
l’uomo è umile, meglio si presta alle divine realizzazioni.
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Io
girai e rigirai la terra. Guardai una per una tutte le creature per trovare la
più piccola fra tutte, e fra tante trovai te, la più piccola fra
tutte. La tua piccolezza mi piacque, e ti scelsi. Ti affidai ai miei angeli
acciocchè ti custodissero, non per farti grande, ma perchè
custodissero la tua piccolezza. Ed ora voglio incominciare la grande opera del
compimento della mia Volontà. Nè con ciò ti sentirai
più grande, anzi la mia Volontà ti farà più
piccola, e tu continuerai ad essere la piccola figlia del tuo Gesù, la
piccola figlia della mia Volontà. [79]
Abbiamo visto che Luisa ama il nascondimento, e che soffre moltissimo
dell’obbligo che ha di mettere per iscritto i segreti della sua vita
spirituale. Lo fa solo perchè è tenuta a farlo in nome della
santa obbedienza. Ma quando questa sofferenza diventa troppo forte, Luisa ne
parla con Gesù. Gli confida che non ce la fa più ad andare
avanti. Il 5 dicembre 1921 Gesù interviene per rassicurarla. Ne deriva un
altro dialogo, quello espresso nelle righe seguenti.
Gesù
a Luisa Piccarreta: “È
giusto, è necessario che Io parli di te. Sarebbe bello che uno sposo,
che deve contrarre sposalizio con la sua sposa, debba trattare con gli altri e
non con lei, mentre è necessario che si confidino i loro segreti, che
uno sappia ciò che tiene l’altro, che i genitori dotino questi
sposi, e che anticipatamente ognuno si abitui ai modi dell’altro?
Luisa
Piccarreta a Gesù: Io ho
soggiunto: Dimmi, Vita mia, la mia famiglia chi è? Qual’è
la mia dote, e qual’è la tua? E sorridendo ha ripreso:
Gesù
a Luisa Piccarreta: La tua
famiglia è la Trinità. Non ti ricordi, nei primi anni di letto,
che ti condussi in Cielo, e dinanzi alla Trinità sacrosanta facemmo la
nostra unione? E la Trinità ti dotò di tali doni che tu stessa
non li hai conosciuti ancora. E come ti parlo del mio Volere, dei (suoi)
effetti e valore, sono scoperti dei doni con cui fin d’allora fosti
dotata. Della mia dote non ti parlo, perchè ciò che è tuo
è mio.
E poi, dopo pochi giorni, scendemmo
dal Cielo tutte tre le Divine Persone, prendemmo possesso del tuo cuore, e
formammo la nostra perpetua dimora. Prendemmo le redini della tua
intelligenza, del tuo cuore, e di tutta te stessa, ed ogni cosa che tu facevi
era uno sbocco della nostra volontà creatrice in te. Erano conferme
che il tuo volere fosse animato da un volere eterno. Il lavoro è
già fatto. Non resta altro che farlo conoscere, per fare che non solo tu
ma anche gli altri possano prendere parte a questi grandi beni. E questo lo sto
facendo, chiamando ora un mio ministro ed ora un altro, e anche ministri di
lontane parti...” [80]
Gesù ammette
Luisa nei misteri del suo amore. Luisa rimane tuttavia una creatura fragile,
capace di preoccuparsi di questo e di quello. In certi casi i suoi timori sono
per le parole che sta scrivendo. Soffre il martirio all’idea che queste
belle pagine possano un giorno servire la curiosità morbosa di persone
indegne, divenire come delle perle date ai porci. Le dispiacerebbe che
ciò si producesse. Gesù le viene ancora in aiuto, e per aiutarla
a superare le preoccupazioni eccessive le dice:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Figlia
mia, non ti turbare. Questi scritti sono miei, non tuoi, ed in mano a chi
potranno andare nessuno potrà toccarli per sciuparli. Io li saprò
custodire e difendere perchè è roba che mi appartiene. Chiunque
li prenderà con buona e retta volontà troverà una catena
di Luce e d’Amore con cui amo le creature.
Questi scritti li posso chiamare sfogo
del mio amore, follie, deliri, eccessi del mio amore con cui voglio vincere la
creatura affinchè ritorni nelle mie braccia, per farle sentire quanto
l’amo. E per maggiormente farle conoscere quanto l’amo voglio
giungere all’eccesso di darle il gran dono della mia Volontà come
vita. Solo con essa l’uomo potrà mettersi al sicuro, e sentire le
fiamme del mio Amore, le mie ansie, di quanto lo amo.
Sicchè chi leggerà questi
scritti con l’intenzione di trovare la verità, sentirà le
mie fiamme, e si sentirà trasformato in amore, e mi amerà di
più. Chi poi leggerà per trovare cavilli e dubbi, nella sua
intelligenza resterà accecato e confuso dalla mia Luce e dal mio Amore.
Figlia mia, il bene, le mie
verità producono due effetti, uno contrario all’altro: ai
disposti è luce per formare l’occhio nella loro intelligenza,
e vita per dare la vita di santità che le mie verità racchiudono,
agli indisposti li acceca e li priva del bene che le mie verità
racchiudono. [...]
Perciò, degli scritti
avrò più interesse Io che tu, perchè sono i miei. Una sola
verità sul mio “Fiat” mi costa tanto che supera il valore di
tutta la creazione. La Creazione è opera mia, invece la mia
verità è Vita mia, è Vita che voglio dare alle creature. E
lo puoi comprendere da ciò che hai sofferto, e dalle grazie che ti ho
fatto per giungere a manifestarti le mie verità sul mio Santo
Volere.” [81]
Luisa comincia
quasi tutti i capitoli dei suoi libri con l’espressione:
“Proseguendo nel mio stato abituale”. Queste parole significano che
Luisa è immersa nel soprannaturale. Il fatto di vivere in questo stato
gli permette di partecipare a tutto ciò che Dio fa. Il suo
“stato abituale” è dunque il fatto di vivere nel soprannaturale,
immersa nel Divin Volere. Gesù l’incoraggia con espressioni di
questo tipo:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Continua
il tuo volo nel mio Volere, perchè la volontà umana contiene
debolezze, passioni, miserie, che sono veli che impediscono di entrare nel
Volere eterno.” [82]
Un giorno
Gesù confida a Luisa che la sua agonia al Getsemani è stata
più penosa di quella della croce. Quest’ultima, le dice, era il
trionfo su tutto, ed il completamento da tutto, ma il Getsemani ne era
l’inizio. Gesù descrive la sua esperienza in questo modo:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “La
colpa mi compariva così orrida, e più orribile della stessa
morte. Nel capire soltanto che significa peccato, mi sentivo morire, e morivo
davvero. Gridai al Padre, e fu inesorabile. Non c’era nessuno che mi
desse un aiuto per non farmi morire. Gridai a tutte le creature che avessero
pietà di me, ma invano. Sicchè la mia Umanità languiva, e
stavo per ricevere l’ultimo colpo della morte.
Sai tu chi ne impedì
l’esecuzione e sostenne la mia Umanità a non morire? Prima fu la
mia inseparabile Mamma. Ella, nel sentirmi chiedere aiuto, volò al mio
fianco e mi sostenne, ed Io poggiai il mio braccio destro su di lei. La guardai
quasi morente, e trovai in lei l’immensità della mia volontà
integra, senza esserci stata rottura tra la Volontà mia e la sua.
La mia Volontà è vita, e
siccome la Volontà del Padre era irremovibile, e la morte mi veniva
dalle creature, un’altra creatura che racchiudeva la vita della mia
Volontà mi dava la vita. Ecco la mamma mia, che nel portento della mia
Volontà mi concepì e mi fece nascere nel tempo, ora mi dà
una seconda volta la vita per farmi compiere l’opera della
Redenzione.
Poi guardai a sinistra, e trovai la
piccola figlia del mio Volere. Trovai te come prima, col seguito delle altre
figlie della mia Volontà. E siccome la mia Mamma la volli con me come
primo anello della Misericordia, per cui dovevamo aprire le porte a tutte le
creature, volli perciò poggiare la destra. A te ti volli come primo
anello di giustizia, per impedire che si sgravasse su tutte le creature come si
meritano. Perciò volli poggiare la sinistra, affinchè la
sostenessi insieme con Me.
Con questi due appoggi Io mi sentii
ridare la vita, e come se nulla avessi sofferto, con passo fermo andai incontro
ai nemici. Ed in tutte le pene che soffrii nella mia Passione, molte di esse
capaci di darmi la morte, questi due appoggi non mi lasciavano mai, e quando mi
vedevano pressocchè a morire, con la mia Volontà che contenevano,
mi sostenevano e mi davano come tanti sorsi di vita. Oh, prodigi del mio
Volere! Chi mai può numerarli e calcolarne il valore? Perciò amo
tanto chi vive nel mio Volere. Riconosco in lei il mio ritratto, i nobili miei
lineamenti. Sento il mio stesso alito, la mia stessa voce. E se non
l’amassi, defrauderei Me stesso. Sarei come un padre senza generazione,
senza il nobile corteggio della sua corte, e senza la corona dei suoi figli. E
se non avessi la generazione, la corte, la corona, come potrei chiamarmi re? Il
mio Regno è formato da quelli che vivono nella mia Volontà.
Da questo Regno scelgo la Madre, la Regina, i figli, i ministri,
l’esercito, il popolo. Io sono tutto per loro, e loro sono tutti per
Me.” [83]
2. - Luisa Piccarreta: “Primogenita
dei Figli di Luce della Seconda Generazione”.
Chi sono i “Figli
della Luce”? Sono i Santi.
Ce ne sono stati in passato e ne ce ne saranno in futuro.
Ma che differenza c’è tra
prima e seconda generazione di Santi?
Che significa: “Figli della Luce della Prima Generazione”,
e “Figli della Luce della Seconda Generazione”? “Santi
della Prima Generazione”, e “Santi della Seconda
Generazione”?
L’espressione
utilizzata da Gesù è nuova, e come tale può apparire
strana, ma poi arrivano le spiegazioni. Per esempio, Luisa dice che i Santi del
passato sono come i cespugli di una foresta, mentre i santi del futuro saranno
come gli alberi della stessa foresta. Aggiunge che la santità del futuro
supererà la santità del passato perché sarà una
santità divina anziché umana.
Piazzate nel loro
contesto, le parole di Luisa ci permettono di tirare tre conclusioni:
1) La parola generazione
(come pure la parola secolo), nel
linguaggio di Gesù non ha il significato nostro abituale. Nella mente
divina esistono solo due “generazioni”, quella anteriore alla Fine dei Tempi, e quella posteriore alla Fine dei Tempi. La linea di demarcazione è
data proprio dalla Fine dei Tempi. Questo ci aiuta a capire meglio alcune frasi
evangeliche, come quella di Mt 24, 34, che dice: “In verità vi
dico, non passerà questa generazione
prima che tutto questo accada” . [84]
2) Siccome l’Umanità attuale è arrivata
alla Fine dei Tempi, e praticamente
tocca la linea di demarcazione, i Santi della prima generazione sono quelli del passato (anteriori alla Fine dei
Tempi), mentre i Santi della seconda
generazione sono quelli del futuro (posteriori alla Fine dei Tempi).
3)
L’Umanità che vivrà dopo la Fine dei Tempi sarà
essenzialmente diversa da quella che avrà vissuto prima della Fine dei
Tempi.
Per chiarire il tutto è utile
ascoltare una parte del dialogo che Gesù e Luisa hanno avuto il 6
ottobre 1922. Questo dialogo ci permette di vedere come saranno i Santi del
futuro, quelli dell’Era nuova. Anche Luisa sembra un po’
disorientata di fronte a ciò che Gesù le rivela. Il dialogo
è il seguente:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, questo piano,
questo fiumicello nel mio Volere, lo voglio da te. […] Se tutto
ciò che è umano, sia anche un pensiero, non viene fatto nel mio
Volere, il piano umano non prende possesso, il fiumicello non viene formato, ed
il mio Volere non può scendere sulla terra per farsi conoscere e
regnare.
Ond’io, nel sentir ciò,
Gli ho detto: »
Luisa
Piccarreta a Gesù: «Amor
mio, Gesù, possibile che dopo tanti secoli di vita della Chiesa, che ha
messo fuori tanti Santi, molti dei quali hanno fatto stupire Cielo e terra
delle loro virtù è delle meraviglie che hanno operato, non
dovevano questi operare tutto nel Divin Volere, in modo da formare questo piano
che Tu dici? Stavi aspettando proprio me, la più inabile, la più
cattivella ed ignorante, per fare ciò? Pare proprio incredibile!»
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Senti, figlia mia, la mia
Sapienza tiene mezzi e vie che l’uomo ignora, che è obbligato a
piegare la fronte ed adorarlo in mutuo silenzio. E non sta a lui dettarmi
leggi, chi devo scegliere, ed il tempo opportuno che la mia bontà
dispone. E poi dovevo prima formare i Santi che dovevano rassomigliarmi e
copiare nel modo più perfetto, per quanto a loro possibile, la mia
Umanità. E questo l’ho già fatto. Ora la mia bontà
vuol passare oltre, e vuole dare in eccessi più grandi d’amore; e
perciò voglio che [i nuovi Santi, ndr] entrino nell’umanità
mia e copino ciò che faceva l’anima della mia Umanità nella
Divina Volontà.
Se i primi hanno cooperato alla mia
Redenzione di salvare le anime, di insegnare la Legge, di sbandire la colpa,
limitandosi nei secoli in cui sono vissuti, i secondi passeranno oltre,
copiando ciò che faceva l’Anima della mia Umanità nella
Divina Volontà. Abbracceranno tutti i secoli, tutte le creature, ed
elevandosi su tutti metteranno in vigore i diritti della Creazione che spettano
a Me, e che riguardano le creature, portando tutte le cose alla prima origine
della Creazione e allo scopo per cui la Creazione uscì. Tutto è
ordinato in Me. Se la Creazione la misi fuori, deve ritornarmi ordinata come
uscì dalle mie mani.
Già
il primo piano degli atti umani cambiati in divini nel mio Volere fu fatto da
Me. Lo lasciai come sospeso, e la creatura nulla seppe, meno che la mia cara ed
indivisibile Mamma, ed era necessario: se l’uomo non sapeva la via, la
porta, le stanze della mia Umanità, come avrebbe potuto entrarvi dentro
e copiare ciò che Io facevo? Ora il tempo è giunto che la
creatura entri in questo piano e vi faccia anche del suo nel mio. Che
meraviglia che ho chiamato te per prima?
E
poi, è tanto vero che ho chiamato te per prima, che a nessun’altra
anima, per quanto a Me cara, ho manifestato il modo di vivere nel mio Volere,
gli effetti di esso, le meraviglie e i beni che riceve la creatura operante nel
Volere supremo. Riscontra quante vite di Santi vuoi, o libri di dottrine, in
nessuno troverai i prodigi del mio Volere operante nella creatura, e la
creatura operante nel mio. Al più troverai la rassegnazione,
l’unione dei voleri, ma il Volere divino operante in essa, ed essa nel
mio, in nessuno lo troverai.
Ciò
significa che non era giunto il tempo in cui la mia bontà doveva
chiamare la creatura a vivere in questo stato sublime. Anche lo stesso modo
come ti faccio pregare non si riscontra in nessun altro. Perciò sii
attenta. La mia Giustizia lo esige, il mio Amore delira; perciò la mia
Sapienza dispone tutto per ottenere l’intento. Sono i diritti, la gloria
della Creazione che vogliamo da te. » [85]

L’attività di Luisa:
lavorare al tombolo.
Visto che Luisa
è la “Primogenita delle
anime che formeranno la Seconda Generazione dei Figli della Luce ”,
in che cosa consiste la sua missione? La risposta è reperibile nelle
parole del seguente dialogo avvenuto tra Luisa e Gesù il 26 novembre
1921.
Luisa
racconta: «Stavo pensando a ciò che sta
scritto il giorno 19 del corrente [mese, ndr] [86] e dicevo tra me: “Com’è possibile che
dopo la mia Mamma possa essere io il secondo poggio?”
Il mio dolce
Gesù, attirandomi a Sè dentro una luce immensa mi ha detto:
“Figlia
mia, perchè ne dubiti? Qual’è la ragione?”
Ed io: “La
mia grande miseria”.
E Lui:“Questo mettilo da banda. E poi, se non eleggevo
te, dovevo certo eleggere un’altra della famiglia umana, perchè
questa si ribellò alla mia Volontà, e col ribellarsi mi tolse lo
scopo della gloria, dell’onore che la Creazione doveva darmi. Quindi
un’altra della stessa umana famiglia, con l’avere un continuo connesso
col mio Volere, col vivere più con la mia Volontà che con la sua,
abbracciando tutto nel mio Volere, doveva elevarsi su tutto per deporre ai
piedi del mio trono la gloria, l’onore, l’amore che tutti gli altri
non mi hanno dato.
Unico scopo della Creazione fu che tutti compissero il mio Volere,
non fu che l’uomo operasse cose grandi, anzi le guardo come un nonnulla e
le disprezzo se non sono il frutto della mia Volontà. Perciò
molte opere nel più bello vanno a sfascio, perchè la vita della
mia Volontà non c’era dentro. Onde l’uomo, avendo rotto la
sua volontà con ma mia, mi distrusse il più bello, lo scopo per
cui lo avevo creato. Lui si rovinò completamente e mi negò tutti
i diritti che mi doveva come [suo, ndr] Creatore. Ma le mie opere portano
l’impronta dell’eterno, e non potevano la mia infinita Sapienza e
il mio eterno Amore lasciare l’opera della Creazione senza i suoi effetti
e i diritti che mi spettavano.
Ecco perciò la Redenzione. Volli espiare con tante
pene le colpe dell’uomo, e col non fare mai la mia volontà, ma
sempre quella della Divinità, anche nelle cose più piccole, come
il respirare, il guardare, il parlare, eccetera. La mia Umanità non si
moveva nè aveva vita se non era animata dalla Volontà del Padre
mio. Mi sarei contentato di morire mille volte anzichè dare un respiro
senza il suo Volere. Con ciò riannodai di nuovo la volontà umana
con la divina, [87] e nella mia Persona, essendo anch’Io vero uomo e vero
Dio, ridavo al Padre mio tutta la gloria e i diritti che gli convenivano.
Ma il mio Volere e il mio Amore non vogliono essere soli
nelle opere mie; vogliono fare altre immagini simili a Me. E la mia
Umanità, avendo rifatto lo scopo della Creazione, per
l’ingratitudine dell’uomo vidi lo scopo della Redenzione
pericolante, e per molti andare quasi a sfascio. Perciò, per rifare che
la Redenzione mi portasse gloria completa e mi desse tutti i diritti che mi si
dovevano, presi un’altra creatura della famiglia umana, quale fu la mia
Mamma, copia fedele della mia vita, in cui la mia Volontà si conservava
integra, ed accentrai in Lei tutti i frutti della Redenzione, onde misi in
salvo lo scopo della Creazione e Redenzione. E la mia Mamma, se nessuno avesse
approfittato della Redenzione, mi avrebbe dato Lei tutto quello che le creature
non mi avrebbero dato.
Ora vengo a te. Io ero vero uomo e vero Dio, la mia cara
Mamma era innocente e santa, ed il nostro amore ci spinse più oltre.
Volevamo un’altra creatura che, concepita come tutti gli altri figli
degli uomini, prendesse il terzo posto al mio fianco. Non ero contento che Io
solo e la mia Mamma fossimo integri con la Volontà divina, volevamo gli
altri figli, che a nome di tutti, vivendo in pieno accordo con la nostra
Volontà, ci dessero gloria e amore divino per tutti. Quindi chiamai te
“ab eterno”, quando nulla esisteva ancora quaggiù. E come
vagheggiavo la mia cara mamma, deliziandomi, carezzandola e piovendo su di Lei
a torrenti tutti i beni della Divinità, così vagheggiavo te, ti
carezzavo, e i torrenti che piovevano sulla mia Mamma inondavano te, per quanto
ne eri capace di contenere, e ti preparavano, ti prevenivano e, abbellendoti,
ti davano la grazia che la mia Volontà fosse integra in te, e che non la
tua ma la mia animasse anche i tuoi più piccoli atti. In ogni tuo atto
scorreva la mia Vita, il mio Volere, e tutto il mio amore. Che contento! Quante
gioie non provavo! Ecco perchè ti chiamo secondo poggio dopo la mia
Mamma. Non su di te mi poggiavo, perchè tu eri nulla e non potevo
poggiarmi, ma sulla mia Volontà che tu dovevi contenere.
La mia Volontà è Vita, e chi la possiede,
possiede la Vita e può sostenere l’Autore della stessa Vita.
Onde, come in Me
accentrai lo scopo della Creazione, e nella mia Mamma accentrai i frutti della
Redenzione, così in te accentrai lo scopo della Gloria, come se in tutti
fosse integro il mio Volere, e da cui verrà il drappello delle altre
creature. Non passeranno le generazioni se non ottengo l’intento. »
Luisa
continua a raccontare: «Ond’io, stupita, ho detto:
“Amor mio, possibile che la tua Volontà sia
integra in me e che in tutta la mia vita non ci sia stata nessuna rottura tra
la tua Volontà e la mia? Mi sembra che mi burli.”
E Gesù,
con accento più dolce ancora: »
Gesù
a Luisa Piccarreta: «No, non ti burlo. È proprio
vero che non c’è stata rottura. Al più, lesa qualche volta,
ed il mio Amore, come forte cemento, ha riparato queste lesioni e ha reso
più forte l’integrità. Io sono stato a guardia di ogni tuo
atto, e subito facevo scorrere il mio Volere come al posto d’onore. Lo
sapevo Io che molte grazie ci volevano, dovendo operare il più grande
miracolo che esiste nel mondo, qual’è il vivere continuato nel mio
Volere. L’anima deve assorbire tutto un Dio nel suo atto, per ridarlo di
nuovo integro come lo ha assorbito, e poi assorbirlo di nuovo.
Perciò oltrepassa lo stesso miracolo
dell’Eucaristia. Gli accidenti non hanno ragione, nè
volontà, nè desideri che possano opporsi alla mia Vita
sacramentale, sicchè niente ci mette l’ostia. Tutto
l’operato è mio. Se lo voglio lo faccio. Invece, per far succedere
il miracolo di vivere nel mio Volere dovevo piegare una ragione, una
volontà umana, un desiderio, un amore puramente libero. Quanto non ci
vuole?
Perciò ci
sono anime abbondanti che si comunicano, e prendono parte al miracolo
dell’Eucaristia perchè meno si sacrificano, ma dovendosi
più sacrificare nel far succedere il miracolo che la mia Volontà
abbia vita in loro, pochissime sono quelle che si dispongono. » [88]
I due brani
seguenti continuano a descrivere la missione di Luisa, sempre vista come
“Primogenita delle anime che formeranno la Seconda Generazione dei Figli
della Luce”.
1. Gesù a Luisa Piccarreta: «Ecco
pure perchè ti parlo spesso del vivere nel mio Volere, che finora non ho
manifestato a nessuno. Al più hanno conosciuto l’ombra della mia
Volontà, la grazia la dolcezza che contiene il farla, ma penetrarvi
dentro, abbracciarne l’immensità, moltiplicarsi con Me e penetrare
ovunque – anche stando in terra – e in Cielo e nei cuori, deporre i
modi umani e agire coi modi divini, questo non è conosciuto ancora,
tanto che a non pochi sembrerà strano. E chi non tiene aperta la mente
alla luce della Verità non ne comprenderà nulla. Ma Io a poco a
poco mi farò strada, manifestando ora una verità, ora
un’altra di questo vivere nel mio Volere, che finiranno col comprenderlo.
» [89]
2. Gesù a Luisa Piccarreta: «Era
stato questo lo scopo della creazione dell’uomo: farlo vivere come nostro
figlio, e mettere in comune con lui i nostri beni affinchè lui fosse in
tutto felice, e Noi restassimo divertiti della sua felicità. Ora, il
vivere nel mio Volere è proprio questo: è il farci restituire lo
scopo, le gioie, le feste della Creazione. [...] A te forse sembra nulla,
oppure che ci siano cose simili nella mia Chiesa. No, no. Per Me invece
è il tutto delle mie opere, e come tale devi apprezzarlo ed essere
più attenta a compiere la missione che voglio da te. » [90]
Nel realizzare il secondo Fiat trinitario,
quello della Redenzione, Gesù si è fatto aiutare da sua Madre,
che ha saputo conservare la Volontà
divina sempre intatta. Per realizzare il terzo Fiat trinitario,
quello della Santificazione, lo Spirito di Dio ha scelto Luisa Piccarreta, una
persona d’aspetto del tutto ordinario. A questo proposito, ecco quel che
Gesù e Luisa si sono detti:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Ora,
la tua missione di far conoscere l’eterna Volontà
s’intreccia con la mia e con quella della mia cara Madre. E dovendo
servire al bene di tutti, era
necessario accentrare in una creatura questo Sole eterno del mio Volere, onde,
come missione unica, questo Sole potesse far sfolgorare da una i suoi raggi,
affinchè tutti potessero prendere il bene della sua luce. Ciò
comporta che, per decoro ed onore della mia Volontà Io dovevo versare in
te tali grazie, luce, amore e conoscenza di essa, come forieri e preparativi
che si convenivano all’abitazione del Sole del mio Volere.
Anzi, tu devi sapere che, come la mia
Umanità, per l’ufficio di Redentore, concepì tutte le
anime, così in te, per la missione e per l’ufficio che hai di far
conoscere e regnare la mia Volontà, doveva avvenire che, come vai
facendo i tuoi atti nella mia Volontà per tutti, tutte le creature
restano concepite nella tua Volontà. Come vai ripetendo i tuoi atti
nella mia Volontà, così formi tanti sorsi di vita di
Volontà divina per poter alimentare tutte le creature, che in
virtù della mia Volontà restano come concepite nella tua ...
Non senti come nella mia
Volontà tu abbracci tutti, dalla prima all’ultima creatura che
dovrà esistere sulla terra, e per tutti vorresti soddisfare, amare,
compiacere questa suprema Volontà, legarla a tutti, togliere tutti gli
ostacoli che impediscono il suo dominio nelle creature, farla conoscere da
tutti, e ti esibisci tu a soddisfare per tutti, anche con pene, questa
Volontà suprema che tanto ama farsi conoscere, e regnare in mezzo alle
creature?
A te è dato, figlia primogenita
del mio Divin Volere, di far conoscere i pregi, il valore, il bene che contiene
ed il suo eterno dolore di vivere sconosciuta, nascosta, in mezzo alle umane
generazioni, anzi, dai cattivi disprezzata e offesa, e dai buoni messa alla
pari delle altre virtù, come se fosse una piccola luce accesa dagli
uomini, quali sono le virtù a paragone di Essa, e non un Sole eterno,
qual’è la mia Volontà.
La missione della
mia Volontà è la più grande che può esistere. Non
c’è bene che da Essa non discenda, non c’è gloria che
da Essa non mi venga. Tutto Essa accentra in Sè: le nostre operazioni
interne e quelle che abbiamo messo fuori, la creazione degli Angeli, del mondo,
degli uomini, tutte le virtù, tutti i meriti, tutte le predestinazioni,
tutti i beni, tutta la gloria degli eletti, tutti i misteri dell’Amore
infinito ancora sconosciuti dagli uomini, e presente, e passato, e futuro,
tutto in un Atto ed in atto, e in un punto solo. [91]
Succede che
alle volte Luisa faccia a Gesù delle domande originali. Come un maestro
paziente, Gesù si serve delle domande di Luisa per sviluppare tutti gli
argomenti. Un giorno Luisa fa entrare nella conversazione il Papa di Roma e la
gerarchia della Chiesa! Secondo lei il Papa sarebbe molto più adatto a
svolgere la missione che Gesù vuole affidare a lei… lei,
così piccola, sconosciuta, debole, poco istruita. Nella sua risposta
Gesù le spiega che è tipico del suo Volere supremo operare i
più grandi prodigi in cuori vergini, sconosciuti, umili al punto da apparire
insignificanti, piuttosto che in cuori molto in vista. Ecco un estratto del
dialogo:
Luisa
racconta: «Ora
pensavo tra me:
“Se Gesù ama tanto che
questo modo di vivere nel Divin Volere sia conosciuto, dovendo essere una nuova
epoca che tanto bene deve portare da sorpassare gli stessi beni della
Redenzione, poteva parlare al Papa che, come capo della Chiesa, avendone
l’autorità, potrebbe influire subito sulle membra di tutta la
Chiesa, col far conoscere questa celeste dottrina , e portare questo gran bene
alle umane generazioni; oppure a qualche persona autorevole. A questa sarebbe
più facile, ma a me, povera ignorante, sconosciuta... Come potrò
far conoscere questo gran bene?”
E Gesù, sospirando e
stringendomi più forte a Sè, mi ha detto: »
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia carissima, il mio supremo
Volere è solito di fare le opere più grandi in anime vergini e
sconosciute, e non solo vergini di natura, ma vergini anche di affetto, di cuore, di pensiero, perchè la vera
Verginità è l’ombra divina, ed Io, solo nella mia ombra
posso fecondare le mie opere più grandi.
Anche ai tempi in cui venni a redimere
vi erano i Pontefici, le autorità, ma non andai da loro, perchè
l’ombra mia non c’era. Perciò elessi una vergine sconosciuta
a tutti, ma ben nota a Me. E se la vera verginità è l’ombra
mia, con l’eleggerla sconosciuta, era la gelosia divina, che volendola
tutta per Me, la rendevo sconosciuta a tutti gli altri. Ma con tutto ciò
che questa vergine celestiale fosse sconosciuta, Io mi feci conoscere,
facendomi strada per far conoscere a tutti la Redenzione.
Quanto più grande è
l’opera che voglio fare, tanto più vado coprendo l’anima con
la superficie delle cose più ordinarie.
Ora, nelle persone che tu dici,
essendo persone conosciute, la gelosia divina non potrebbe mantenere la sua
sentinella, e l’ombra divina, oh, quant’è difficile
trovarla!
E poi, Io eleggo chi mi piace.
È stabilito che due vergini debbano venire in aiuto
dell’umanità, una per far salvare l’uomo, e l’altra
per far regnare la mia Volontà sulla terra, per dare all’uomo la
sua felicità terrestre, per unire le due volontà, la Divina e la
umana e farne una sola, affinchè lo scopo per cui fu creato l’uomo
abbia il suo pieno compimento. Ci penserò Io a farmi via per far
conoscere ciò che voglio. Quello che mi sta a cuore è avere la
prima creatura dove accentrare questo mio Volere, e che in lei abbia vita, come
in Cielo così in terra. Il resto verrà da sè.
Perciò ti dico sempre: continua
il tuo volo nel mio Volere, perchè la volontà umana contiene
debolezze, passioni, miserie, che sono veli che impediscono di entrare nel
Volere eterno. » [92]
3. - Gesù ci istruisce sul Volere divino.
Brano # 1. [93] Il brano che segue, datato del 13
maggio 1924, dice che la vera adorazione consiste nell’accordo della
volontà umana con la divina.
Luisa
racconta: Stavo facendo le mie solite preghiere, e
mentre tutta mi abbandonavo nelle braccia della Volontà Suprema per fare
in Essa le mie adorazioni alla Maestà divina, il mio Gesù mi ha
detto:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, la vera e perfetta
adorazione sta nell’accordo completo dell’unione della
Volontà di Dio con l’anima. Quanto più l’anima fa una
la sua volontà con quella del Creatore, tanto più è
completa e perfetta la sua adorazione. E se la volontà umana non
è una colla Divina, e non è disposta a ricevere il bacio
dell’unione della Volontà suprema, invece di adorazione può
offrirmi indifferenza e freddezza.
Il primo atto di adorazione è quello di riconoscere la
Volontà del suo Creatore per compierla. Se questo non c’è, succede
allora che con le parole si adora, ma coi fatti si fa il contrario. Dunque
l’accordo della volontà umana con la Divina Volontà
è il primo anello di congiunzione tra il Creatore e la creatura, e da
questo anello scendono in lei, come da dentro un canale, le virtù
divine, e producono in essa la vera adorazione, il perfetto amore verso il suo
Creatore; ed ogni qualvolta l’anima si eleva per tuffarsi in questa
Volontà Eterna, altrettante varietà di bellezza divina acquista.
Perciò l’anima che fa la mia Volontà diviene la mia gioia,
il mio contento, ed Io, col pennello del mio Volere tra le mani, come si tuffa
nel mio Volere, così la ritocco, e le imprimo una sfumatura di più
della mia bellezza, del mio amore, della mia santità, e di tutte le mie
qualità divine.
Sicchè per me è lo stesso stare in Cielo che stare in
essa, perchè trovo la medesima adorazione, la mia Volontà, il mio
amore.
E siccome alla creatura c’è sempre da poter
dare, Io mi atteggio ora da valente pittore, e dipingo in lei la mia immagine,
or da maestro, e le insegno le dottrine più alte e sublimi, or da amante
appassionato che do e voglio amore!
Insomma faccio uso di tutte le arti per arricchirla sempre
più. E quando il mio Amore,
offeso dalle creature, non trova dove rifugiarsi, dove mettersi al sicuro, e
sta per prendere la via della volta dei Cieli, allora mi rifugio
nell’anima che contiene la mia Volontà, e trovo in lei la mia
potenza che mi difende, il mio Amore che mi ama, la mia pace che mi dà
riposo. Insomma trovo ciò
che voglio.
Quindi la mia Volontà congiunge insieme Cielo e terra,
e da questa unità di volere scaturiscono tutti i beni possibili ed
immaginabili. Sicchè
l’anima che fa la mia Volontà, posso dire che è tutto per
me, ed Io sono tutto per lei.»
Brano # 2. [94] Il brano seguente, datato del 31
maggio 1926, spiega la differenza che c’è tra l’anima che vive nel Divin Volere e quella che vive
rassegnata. La prima è come
il sole, l’altra invece è come la terra. La terra vive degli
effetti del sole. In questo senso la terra dipende dal sole, mentre invece il
sole non dipende dalla terra.
Luisa
racconta: «Ero tutta immersa nella luce del
Divin Volere, quando Gesù tutto tenerezza e tutto amore mi ha detto:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Figlia mia, voglio farti conoscere
ancora meglio la gran differenza che passa tra chi vive nel mio Volere
nell’unità della sua Luce, e tra chi si rassegna e si sottopone
alla mia Volontà.
Osserva: il sole sta nella volta dei cieli e spande i suoi
raggi sulla superficie della terra.
Sembra che tra terra e sole ci sia una specie d’accordo, il sole
col toccare la terra e la terra col ricevere la luce ed il tocco del sole.
Ora la terra, col ricevere il tocco della luce,
sotto-ponendosi al sole, riceve gli effetti che contiene la luce, e questi
effetti trasmutano la sua faccia, la fanno rinverdire, fiorire, le sviluppano
le piante, le maturano i suoi frutti, ed operano tante altre meraviglie che
abbelliscono il creato.
Ora il sole, col dare i suoi effetti, non dà la sua
luce, anzi, quasi geloso, ne conserva la sua unità. Gli effetti poi non sono duraturi, e
perciò si vede la povera terra ora tutta fiorita, ora tutta spoglia. Ad ogni stagione si cambia, subisce
mutazioni.
Se il sole desse alla terra effetti e luce, la terra si
cambierebbe in sole e non avrebbe più bisogno di mendicare gli effetti
perchè, contenendo in sè la luce, diverrebbe padrona della
sorgente degli effetti che il sole contiene.
Ora tale è l’anima che si rassegna e si sottopone
alla mia Volontà: vive degli effetti che ci sono in essa, e non
possedendo la luce non possiede la sorgente degli effetti che nel sole
dell’Eterno Volere ci sono, e perciò si vede quasi come terra, ora
ricca di virtù, ora povera, e si muta ad ogni circostanza.
Se poi non è rassegnata e sottoposta alla mia
Volontà, allora si rassomiglia alla terra che non si volesse far toccare
dalla luce del sole, e quindi squallida e senza un filo d’erba.
Tale restò Adamo dopo il peccato: perdette
l’unità della luce e quindi la sorgente dei beni ed effetti che il
sole della mia Volontà contiene; non sentì più in se
stesso la pienezza del Sole divino, non vide più in lui
quell’unità della luce che il suo Creatore aveva fissato nel fondo
dell’anima sua per cui comunicandogli la sua somiglianza faceva di lui
una sua copia fedele.
Prima di peccare, possedendo la sorgente
dell’unità della luce della Volontà del suo Creatore, ogni
suo piccolo atto era un raggio di luce, che invadendo la Creazione tutta andava
a fissarsi nel centro del suo Creatore portandogli l’amore ed il
contraccambio di tutto ciò che era stato fatto per lui in tutta la
Creazione.
Era lui che armonizzava tutto ciò che era stato fatto
per lui in tutta la Creazione. Era
lui che armonizzava tutto e formava la nota d’accordo tra il cielo e la
terra.
Ma come si sottrasse dalla mia Volontà, non più
i suoi atti come raggi invadevano cielo e terra, ma si restrinsero quasi come
piante e fiori nel piccolo circuito della sua natura umana. Sicchè perdendo l’armonia
con tutta la Creazione, diventò la nota scordante di tutto il
Creato. Oh, come scese nel basso e
pianse amaramente l’unità della luce perduta, che elevandolo sopra
tutte le cose create faceva di lui il piccolo Dio della terra!
Ora, figlia mia, da quello che ti ho detto puoi ben
comprendere che il vivere nella mia Volontà è possedere la
sorgente dell’unità della luce del mio Volere con tutta la
pienezza degli effetti che in esso ci sono. Sicchè in ogni atto della
creatura sorge la luce, l’amore, l’adorazione, ecc., che
costituendosi atto per ogni atto, amore per ogni amore, come luce solare
invadono tutto, armonizzano tutto, accentrano tutto in lei, che come fulgido
raggio porta al suo Creatore il contraccambio di tutto ciò che ha fatto
per tutte le creature è la vera nota d’accordo tra cielo e
terra.
Vedi dunque che gran differenza passa tra chi possiede la
sorgente dei beni che contiene il sole della mia Volontà, e tra chi vive
degli effetti di Essa! È la
medesima differenza che passa tra il sole e la terra: il sole possiede sempre
la pienezza della luce e degli effetti, è sempre sfolgorante e maestoso
nella volta dei cieli, nè ha bisogno della terra; e mentre tocca tutto,
esso è intangibile, non si fa toccare da nessuno, e se qualcuno ardisse
anche di fissarlo, colla sua luce esso lo eclissa, lo acceca e lo atterra.
La terra invece ha bisogno di tutto. Si fa toccare, spogliare, e se non fosse
per la luce del sole e dei suoi effetti sarebbe come una tetra prigione, piena
di squallida miseria. Perciò non c’è paragone che regga tra
chi vive nella mia Volontà e chi si sottopone ad Essa.
L’unità della luce la possedette Adamo prima di
peccare, ma poi non potè più recuperarla stando in vita. Di lui successe come alla terra, che
girando intorno al sole, non essendo fissa, mentre gira la parte che si oppone
al sole si trova nelle tenebre della notte. Ora per renderlo fermo di nuovo e
così poter godere l’unità di questa luce, ci voleva un
riparatore superiore a lui, ci voleva una forza divina per raddrizzarlo: ecco
la necessità della Redenzione.
Solo la mia celeste Mamma possedette l’unità
della luce del mio Divin Volere, e perciò più che sole può
dare luce a tutti. Tra lei e la
Maestà suprema non ci fu mai notte, nè ombra alcuna, ma sempre
pieno giorno, e perciò in ogni istante quest’unità della
luce del mio Volere faceva scorrere in lei tutta la vita divina, che le portava
mari di luce, di gioie, di felicità, di cognizioni divine; mari di
bellezza, di gloria, d’amore.
E lei, come in trionfo, portava al suo Creatore tutti questi mari come
suoi, per attestargli il suo amore, la sua adorazione. Possedeva tanto amore che, come
connaturale, poteva amare per tutti, adorare e supplicare per tutti. I suoi più piccoli atti, fatti
nell’unità di questa luce, erano superiori ai più grandi
atti, ed a tutti gli atti insieme di tutte le creature. I sacrifici, le opere, l’amore di
tutte le altre creature sono come quasi piccole fiammelle di fronte al sole,
goccioline d’acqua di fronte al mare degli atti della Sovrana Regina.
Fu in virtù dell’unità di questa luce del
Supremo Volere che in lei trionfò tutto, vinse il suo stesso Creatore e
lo fece prigioniero nel suo materno seno.
Ah, solo l’unità di questa luce del mio Volere poteva
operare un tanto prodigio! Adamo
col perdere questa unità della luce si capovolse e formò la notte
del suo spirito, le debolezze, le passioni per sè, per le generazioni
venture. La Vergine eccelsa invece,
col non fare mai la sua volontà, formò in lei il giorno eterno, e
fece spuntare il Sole di Giustizia per tutte le generazioni.
Se la Vergine Regina non avesse fatto altro che conservare
nel fondo dell’anima sua immacolata l’unità della luce
dell’eterno Volere, ciò sarebbe bastato per ridarci la gloria di
tutti, gli atti di tutti, ed il contraccambio dell’amore di tutta la
Creazione. La Divinità, per
mezzo suo, in virtù della mia Volontà, si sentì ritornare
le gioie e la felicità che aveva stabilito di ricevere per mezzo della
Creazione. Perciò lei si
può chiamare la Regina, la Madre, la Fondatrice, la base e lo specchio
della mia Volontà, in cui tutti possono rimirarsi per ricevere da lei la
vita di essa.
Infine, figlia mia, Adamo nello stato d’innocenza e la
mia Mamma Celeste possedettero l’unità della luce della mia
Volontà non per virtù propria, ma per virtù comunicata da
Dio. Invece la mia umanità
la possedette per virtù propria, perchè in essa non solo
c’era l’unità della luce del Supremo Volere, ma anche il
Verbo eterno; perciò superò in modo infinitamente perfetto tanto Adamo
innocente, quanto la stessa Madre mia, perchè in loro era grazia, in Me
era natura. Loro dovevano attingere
da Dio la luce, la grazia, la potenza, la bellezza, in Me c’era la fonte
che faceva sorgere la luce, la bellezza, la grazia, ecc.
Perciò, figlia mia, sii attenta. Il tuo Gesù tiene la fonte di
tutti i beni, fonte che sempre sorge per sempre comunicarteli: perciò ho
tanta premura di farti conoscere la lunga storia della mia suprema Volontà,
e numerarti i grandi prodigi che essa contiene”.»
Brano # 3. [95] Nel brano che segue, datato del 9
aprile 1926, Gesù spiega la differenza che c’è tra la
Volontà di Dio, divina in tutto, e le nostre virtù.
Luisa racconta: «Stavo pensando
e ragionavo tra me: il mio dolce Gesù mi ha manifestato tante
verità grandi, mirabili, altissime, meravigliose circa la Volontà di Dio; eppure a me
sembra che le creature non hanno un concetto esatto di essa, nè provano
impressione alcuna delle meraviglie che in Essa ci sono, anzi, sembra che la
mettano a pari delle virtù, e forse ci tengono più a queste che
alla santissima Volontà di Dio.
Mentre così ragionavo, il mio amabile Gesù,
tutto tenerezza, ha detto: »
Gesù a Luisa Piccarreta:
«Figlia mia, vuoi sapere il perchè? Le virtù che si praticano
sulla terra di rado escludono fini umani, stima propria, propria gloria, amore
di comparire e di piacere a persone, e in ciò la volontà umana
guadagna sempre qualche cosa.
Invece quando si fa la mia Volontà, questa, la prima cosa che
atterra è l’umano volere e non tollera nessun fine umano.
Essa è di Cielo e vuol mettere nell’anima
ciò che è divino ed al Cielo appartiene, sicchè il proprio
io resta digiuno e si sente morire.
In una parola, la mia Volontà vuole il suo Cielo nel fondo
dell’anima, altrimenti resterebbe inceppata e non potrebbe svolgere la
sua vita divina.
Quindi, grande è la differenza che passa tra le
virtù e la mia Volontà, tra la santità dell’una e
dell’altra.
Le virtù possono essere delle creature, e possono
formare al più una santità umana, la mia Volontà è
di Dio e perciò forma una santità tutta divina. Vedi dunque che gran differenza.
Siccome le creature sono abituate a guardare nel basso, loro
fanno più impressione le piccole lucerne delle virtù, che il gran
sole della mia Volontà.
Osserva per poco l’azione che il sole esercita sulla
terra quando esso sorge; tutte le cose cambiano aspetto: le piante sembrano
inargentate ed imperlate, i fiori ricevono la vita del proprio profumo e del
diverso colore a seconda della diversità di essi; sembra che tutte le
piante ricevano a sorsi a sorsi la vita della luce del sole per svilupparsi e
formarsi.
Eppure una è la luce, uno il calore, null’altro
si vede. Ma donde scaturiscono
tanti diversi effetti e tante varie tinte che riceve la natura?
Tutti dal sole, perchè il sole tiene il germe della
fecondità, il germe della sostanza di tutti i colori nella sua luce e
nel suo calore.
Non si può dare una cosa se non si possiede.
Così il sole non avrebbe potuto dare nè la
fecondità, nè la dolcezza ai frutti, nè il colorito ai
fiori, nè operare tante meraviglie sulla terra se non contenesse in
sè tutti gli effetti che produce.
Simbolo della mia Volontà è il sole.
Come sorge sull’anima, così la vivifica, la
imperla di grazie, le dà le tinte più belle della santità
divina, la trasforma in Dio.
Essa col dare nulla perde, come niente perde il sole col fare
tanto bene alla terra, anzi resta glorificato nell’opera della
creatura.
Il nostro Essere è sempre in perfetto equilibrio,
nè cresce, nè può decrescere.
È come se al mare un vento investa la superficie e
formi delle onde. Se queste
straripano, il mare nulla perde, perchè come le acque straripano,
così subito il mare torna allo stesso livello di prima.
Così
succede tra Dio e l’anima.
Questa è come un piccolo vento che forma le onde sul mare
divino. Può prendere
quant’acqua vuole, ma il nostro mare rimarrà sempre al suo
livello, perchè la nostra natura non è soggetta a subire
mutazioni. Perciò più
prenderà, tanto più mi darà gusto, ed Io resterò
glorificato in lei”.
Luisa racconta: «Dopo
ciò stavo pensando che differenza passa dal farsi dominare dalla
Volontà di Dio e farsi dominare dalla volontà umana. Mentre
ciò consideravo, mi sembrava di vedere un uomo curvo la cui fronte toccava
le ginocchia, coperto di un velo nero involto in una nebbia fitta che gli
impediva di vedere la luce.
Poveretto, sembrava ubriaco, e barcollando cadeva ora a destra, ora a
sinistra. Veramente faceva
pietà.
Ora mentre ciò vedevo, il mio dolce Gesù mi ha
detto: »
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, quest’uomo
è l’immagina di chi si fa dominare dalla propria volontà.
Il volere umano incurva tanto l’anima, che questa
è costretta a guardare sempre la terra, per cui questa sola conosce ed
ama.
Questa conoscenza e quest’amore poi formano una nebbia
fitta e nera, che tutta la involge, le toglie la vista del cielo e la luce
delle verità eterne.
In tal modo la ragione umana resta ubriaca delle cose della
terra e quindi non ha il passo fermo, e barcolla a destra e a sinistra,
involgendosi nelle tenebre fitte che la circondano.
Vedi dunque che non c’è sventura più
grande per un’anima che farsi
dominare dalla propria volontà!
Invece tutto il contrario avviene a chi si fa dominare dalla
mia Volontà.
Il mio Volere fa crescere l’anima talmente dritta, che
questa è impossibilitata a piegarsi verso terra. Essa guarda sempre al cielo, per cui non
vede che luce, che eclissando e facendo scomparire tutte le cose della terra,
le mostra soltanto ciò che è celeste, perciò altro non
conosce ed ama che il Cielo e tutto ciò che al Cielo appartiene.
La mia Volontà le rende il passo fermo, quindi non
c’è pericolo che possa barcollare menomamente. Con la (sua) luce con cui
l’avvolge, le illumina la mente, che passa da una verità
all’altra, scoprendole arcani divini, misteri ineffabili, gioie celesti.
È la più grande fortuna per un’anima il
farsi dominare dalla mia Volontà.
Allora essa tiene la supremazia di tutto, occupa il primo posto
d’onore in tutta la creazione, e continuamente si porta al Padre celeste
per ricantargli la sua gloria, il suo amore, i prodigi della sua eterna
Volontà.
E il Padre, a sua volta, le comunica il suo Amore che in lei
si riversa abbondantemente, i suoi mari di grazie, che continuamente straripano
dal Seno divino, i primi baci, le carezze più amorose.
Solo a lei ci è dato di affidare i Nostri segreti,
perchè essendo la più vicina a Noi, è sempre con Noi, la
facciamo parte di tutte le cose Nostre.
Noi formiamo la sua vita, la sua felicità,
perchè essendo la volontà sua una con la Nostra, e possedendo il
nostro Volere, la nostra stessa felicità, non è meraviglia che
possa dare anche a Noi gioie e felicità, e quindi ci felicitiamo a
vicenda.
Figlia mia, la nostra Volontà contiene potenza
creatrice, quindi crea nell’anima la forza, la grazia, la luce, onde
l’anima sente in sè una forza divina, come se fosse sua, una
grazia sufficiente per il bene che deve fare o per una pena che le tocca
soffrire, una luce che le fa vedere il bene che connaturalmente fa. E così, allettata dalla bellezza
dell’Opera divina che compie, gioisce e fa festa. Sì, le opere che compie la mia
Volontà nell’anima hanno l’impronta della gioia e
d’una festa perenne. Questa
festa fu iniziata dal mio “Fiat” nella creazione, ma interrotta
dalla rottura della volontà umana con quella di Dio; e come
l’anima fa operare e dominare in sè il Supremo Volere, così
la festa riprende il suo corso, e tra la creatura e Noi si ripristinano le
gioie, gli amori, le delizie.
In Noi non esiste l’infelicità, nè il
dolore. Come potevamo darlo alle
creature? E se esse sentono
l’infelicità è perchè lasciano (abbandonano) la
Volontà divina e si chiudono nel piccolo campo della volontà
umana. E solo quando ritornano nel
Supremo Volere trovano le gioie, la felicità, la potenza, la forza, la
luce, la bellezza del loro Creatore.
Tutti questi beni poi, facendoli come cose proprie, sentono in loro una
sostanza divina come connaturale, che giunge a dar loro gioie e felicità
nello stesso dolore.
Nella volontà umana invece non c’è una
potenza creatrice, per cui se essa volesse esercitare le virtù, non
potrebbe creare la pazienza, l’umiltà, l’ubbidienza,
ecc. Ecco perchè sente lo
stento, la fatica per poter praticare le virtù; ed il motivo è
perchè le manca la Forza divina per sostenerla, la Potenza creatrice per
alimentarla e darle vita.
Di qui la sua incostanza, per cui passa con facilità
dalle virtù ai vizi, dalla preghiera alla dissipazione, dalla Chiesa ai
divertimenti, dalla pazienza all’impazienza. E tutto questo miscuglio di bene e di
male produce l’infelicità nella creatura.
Invece chi fa regnare in sè la mia Volontà,
sente la fermezza nel bene, sente che tutte le cose gli portano la
felicità, la gioia, tanto più che tutte le cose da Noi create
portano l’impronta, il germe della gioia e della felicità di Colui
che le creò; perchè furono create da Noi per portare tutta la
felicità all’uomo, avendo avuto ciascuna cosa creata il mandato da
Noi di partecipare alla creatura la felicità, la gioia che posseggono.
Difatti qual gioia e felicità non porta la luce del
sole? Qual piacere non porta alla
vista il cielo azzurro, un prato fiorito, un mare che mormora? Qual gusto non porta al palato un frutto
dolce e saporito, un’acqua freschissima, e tante altre cose?
Tutte le cose create, nel loro muto linguaggio dicono
all’uomo: ti portiamo la felicità, la gioia del nostro
Creatore.
Ma in chi trovano l’eco della gioia loro e della
felicità loro? Solo in chi
trovano regnante e dominante la mia Volontà, perchè essendo unica
la volontà che regna integra in loro, che possiede lo stesso Dio e che
regna nell’anima, comuni diventano i mari di gioie, di felicità e
di contenti. Sicchè è
una vera festa.
Perciò, figlia mia, ogni qualvolta ti fondi nella mia
Volontà e fai il giro per (di) tutte le cose create per suggellarmi il
tuo amore, la tua gloria, la tua adorazione su ciascuna cosa creata, mi sento
rinnovare la gioia, la felicità, la gloria, come nell’atto quando
mettemmo all’esistenza tutta la Creazione.
Tu non puoi capire la festa che ci fai quando vediamo che tu,
con la tua piccolezza, volendo abbracciare tutto nella nostra Volontà,
ci ricambi in amore, in gloria, per tutte le cose create. Allora è tanta la nostra gioia,
che siamo tutti intenti a goderci la gioia, la festa che ci dai.
Il vivere nel supremo Volere è la cosa più
grande per Noi e per l’anima, è lo sbocco del Creatore sulla
creatura, perchè riversandosi su di essa le dà la sua forma, e le
partecipa tutte le qualità divine, in modo che ci vediamo ripetere da
lei le opere nostre, la gioia nostra, la nostra felicità. »
4. – Gesù rivela a Luisa
l’età dell’uomo.
Da quanto
tempo la specie umana è presente sulla terra? La scienza tenta di rispondere,
ma le sue risposte variano da uno scienziato all’altro, e da
un’epoca all’altra. Nel testo che segue, scritto da Luisa
Piccarreta il 29 gennaio 1919, Gesù ci dice che la storia
dell’umanità è cominciata sei mila anni fa. Gesù si
esprime in questi termini:
Gesù a Luisa Piccarreta: «Figlia mia diletta, voglio
farti sapere l’ordine della mia provvidenza : in ogni corso di due
mila anni ho rinnovato il mondo. Dopo i primi due mila anni lo rinnovai col
diluvio. Dopo i secondi due mila anni i buoni e gli stessi santi sono vissuti
dei frutti della mia Umanità, e a sprazzi hanno goduto della mia
Divinità. Ora siamo circa al termine dei terzi due mila anni, e ci
sarà una terza rinnovazione. Ecco perciò lo scompiglio generale.
Esso non è altro che un preparativo, appunto, a questa terza
rinnovazione.
E se nella
seconda manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità,
pochissimo ciò che operava la Divinità, ora in questa terza
rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata, ed in gran parte distrutta
la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature, e
compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia
Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Volere divino col
mio volere umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e
rifacevo, ed anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e
suggellato col mio Volere divino.
Il mio Amore vuole sfogo, e vuole fare
conoscere gli eccessi che operava la mia Divinità nella mia
Umanità a prò delle creature, che superano di gran lunga gli
eccessi che operava esternamente la mia Umanità. » [96]
Il testo che segue, scritto da Luisa
nel 1925, conferma il precedente. Ha come titolo: Appello del Re divino che
promulga il Regno della sua Volontà. [97]
Dio parla all’Umanità:
«Miei cari ed amati figli, vengo in mezzo a voi con il Cuore affogato
nelle fiamme d’Amore. Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai,
ed è tanto il mio Amore, che vengo a rimanere con voi per fare vita
insieme, e vivere con una solo volontà, con un solo Amore [...]
Sappiate che è tanto il mio Amore, che metterò
da parte la vostra vita passata, le vostre stesse colpe, tutti i vostri mali, e
li seppellirò nel mare del mio Amore affinchè siano tutti
bruciati, ed incominceremo insieme una nuova vita, tutta di Volontà mia.
[...]
Oh, quanto lo sospiro, quanto gemo e deliro, e giungo fino a
piangere perchè voglio che i miei cari figli stiano insieme con Me, e
vivano della mia stessa Volontà!
Sono circa sei mila anni di lunghi sospiri e di lacrime
amare della mia santa Umanità, perchè reclamo e voglio i miei
figli intorno a Me, per renderli santi e felici. [...] Se mi darete la vostra
volontà, tutto è fatto. Mi renderete felice e sarete felici. Non
sospiro altro, se non che la mia Volontà regni in mezzo a voi. Il cielo
e la terra vi sorrideranno.
Perciò ascoltatemi. Vi prego, figli miei, di leggere
con attenzione queste pagine che vi metto davanti, e sentirete il bisogno di
vivere della mia Volontà. Io mi metterò vicino a voi quando
leggerete, e vi toccherò la mente, il cuore, perchè comprendiate
e risolviate di volere il Dono nel mio “Fiat” divino. »
Corato, 1925.
Dei tre
estratti che seguono, due sono dialoghi tra Luisa e Gesù, il terzo
è una lettera che Luisa ha scritto per rispondere ad un corrispondente.
Il primo e il terzo confermano che l’uomo esiste sulla terra da sei mille
anni, il secondo informa che il Divin Volere farà la salvezza o
la perdita di molti.
Brano # 1. [98]
Luisa a Gesù: «Mio amato Gesù, quando verrà questo
Regno?»
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figli
mia, per venire la Redenzione ci vollero quattro mila anni,
perchè il popolo che pregava e sospirava il futuro Redentore era il
più piccolo, di numero molto ristretto. Invece le anime che appartengono
alla mia Chiesa formano più popoli e sono di numero, oh, quanto
superiore a quello. Perciò il numero abbrevierà il tempo [...]
»
Brano # 2. [99]
Gesù a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, questo cerchio
è la mia Volontà eterna, che abbraccia la gran ruota
dell’eternità. Tutto ciò che è dentro il cerchio non
è altro che tutto ciò che fece la mia Umanità nella Divina
Volontà, per impetrare che il mio Volere si compisse come in Cielo
così in terra. Tutto è preparato e fatto. Non resta altro che aprire
le porte e farlo conoscere, per fare all’uomo prendere il possesso.
Di Me fu detto,
quando venni sulla terra a redimere l’uomo, che sarei stato la salvezza e
la rovina di molti. Così si dirà ora, che questa mia
Volontà sarà o di grande santità, perchè la mia
Volontà è di assoluta santità, o di rovina per molti.
[...]
Perciò sii attenta. Guarda
sempre fissa nel mio Volere, e ti troverai con la pienezza della grazia di
vivere nella mia Volontà. » (21 settembre,
1923).
Brano # 3. [100]
Lettera di Luisa a un corrispondente: «Carissimo figlio nel Voler
Divino, rispondo alla vostra carissima lettera e prego Gesù che vi dia
sempre nuove grazie, nuova luce, per far comprendere a tutti il vivere nel
Volere divino. Oh, come Gesù Io sospira e giunge fino a piangere, che
vuole che conosciamo la santa Divina Volontà, perché regni e
domini in tutto il mondo, e perché è decreto della Trinità
sacrosanta che la Divina Volontà si faccia in terra come si fa in Cielo.
Come fu decretata
la Creazione e la Redenzione, così è decretato il Regno della
Divina Volontà sulla terra; e perciò userà tutte le arti,
prenderà la creatura da tutti i lati, con castighi terribili, con
miracoli strepitosi, per fare che ciò avvenga. Giungerà a tanto,
che il primo al sacrificio sarà Gesù: si metterà a capo di
tutti gli atti nostri, per fare che tutti corrano nel mare della Divina
Volontà. E se Gesù ci sta castigando è proprio per questo:
che le creature, specie la parte religiosa, invece di farsi prendere da
Gesù per via d’amore, come Lui voleva, si è fatta prendere
per via di castighi.
Povero
Gesù, quanto soffre, e come sospira e piange, che le creature non lo
pregano, non lo pressano a concedere loro il dono di vivere nella
Volontà di Dio. E se trova qualcuna, se la prende in braccio, fa festa,
si sente come un Re vittorioso, che sebbene per sei mila anni ha dovuto
combattere, ricevendo ferite e sconfitte, ora finalmente ha fatto la prima
conquista, e vittorioso se la gode, e chiama tutto il Cielo a festeggiare la
sua prima vittoria. E mentre fa festa, mette a disposizione della creatura la
sua santità, il suo Amore, la sua Luce, le sue Grazie, e le dà il
diritto nella sua Patria Celeste. Sicché anche stando in terra, lei
è posseditrice della Patria Celeste e può dire: Ciò che si
fa in Cielo faccio io in terra; anzi loro godendo e felicitandosi, ed io
facendo le nuove conquiste che servono a portare nuove gioie al Cielo.
Perciò
dite a tutti che non vi è cosa più grande, prodigio più
strepitoso del vivere nel Volere Divino. Noi ci mettiamo a disposizione di Dio
e Lui si mette a disposizione nostra, fino a farci formare tanti Gesù
per quanti atti facciamo nella sua santa Volontà.
1 mari del Volere
Divino non sono conosciuti ancora. Se li conoscessero, si getterebbero nel mare
del Divin Volere per farvi vita perenne. Perciò preghiamo ed aspettiamo;
Gesù tiene i secoli in suo potere; ciò che non fa oggi
farà domani, perché oggi le menti sono cieche. Domani
troverà occhi che potranno sostenere la luce della Divina Volontà
e farà ciò che non ha fatto oggi.
Salutandovi, vi
lascio tutti nel mare immenso del Volere divino. La piccola figlia del Volere
Divino.
5. - Importanza
degli scritti di Luisa per l’avvenire dell’umanità.
Che ruolo
avranno i messaggi di Luisa nel futuro? Gesù dice che le verità
sulla Volontà divina rinnoveranno la Chiesa e cambieranno la
faccia della terra. Ecco le sue parole:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia
mia, nella mia onniveggenza vedo che questi scritti saranno per la mia Chiesa
come un nuovo Sole che sorgerà in mezzo ad essa, e gli uomini, attratti
dalla sua luce sfolgorante, si applicheranno per trasformarsi in questa luce,
ed uscire spiritualizzati e divinizzati, per cui, rinnovandosi la Chiesa,
trasformeranno la faccia della terra.
La dottrina sulla mia Volontà
è la più pura, la più bella, non soggetta ad ombra di
materia o di interesse, tanto nell’ordine soprannaturale come
nell’ordine naturale; perciò sarà a guisa di sole, la
più penetrante, la più feconda, e la più benvenuta ed
accolta.
Siccome è luce, per se stessa
si farà capire e si farà via. Non sarà soggetta a dubbi o
a sospetti di errore, e se qualche parola non si capirà, sarà la
troppa luce, che eclissando l’intelletto umano, non potranno comprendere
tutta la pienezza della Verità, ma non troveranno una parola che non sia
verità; al più, non potranno del tutto comprenderla.
Perciò, in vista del bene che
vedo, ti spingo a nulla tralasciare di scrivere. Un detto, un effetto, una
similitudine sulla mia Volontà può essere come una rugiada
benefica sulle anime, com’è benefica la rugiada sulle piante dopo
una giornata di sole ardente, o come una pioggia dirotta dopo lunghi mesi di
siccità. Tu non puoi capire tutto il bene, la luce, la forza che
c’è dentro di una parola; ma il tuo Gesù lo sa, e sa a chi
deve servire, ed il bene che deve fare. [...]
Tu lo vedrai dal Cielo il gran bene,
quando la Chiesa riceverà questo alimento celeste che, fortificandola,
la farà risorgere nel suo pieno trionfo. » [101]
Questo grandioso rinnovamento
spirituale, Gesù lo descrive in questo modo:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Queste
verità sulla mia Volontà divina formeranno il giorno del mio Fiat
in mezzo alle creature. A seconda che le conosceranno, così si
andrà formando il giorno. Sicchè, come incominceranno a conoscere
le prime verità che ti ho manifestate – purchè abbiano
buona volontà e disposizione di farne vita propria – così
si formerà una splendidissima aurora. Però queste verità
avranno anche virtù di disporle, e di dar la luce a tanti ciechi che non
la conoscono e amano.
Onde, sorta l’aurora, si
sentiranno investiti da una pace celeste, più raffermati al bene, e
quindi loro stessi sospireranno di conoscere altre verità, le quali
formeranno il principio del giorno del mio Volere divino. Questo principio del
giorno aumenterà la Luce, l’Amore. Tutte le cose si convertiranno
in bene per loro. Le passioni perderanno la forza di farli cadere nel peccato.
[...] Si può dire che è il primo ordine del bene divino
ciò che si sentiranno. Quest’ordine gli faciliterà le loro
azioni. Sentiranno una forza con cui tutto possono fare, perchè è
proprio questa la sua virtù primitiva, che getta nell’anima il
trasmutare la natura in bene.
Quindi, sentendo il gran bene del
principio del giorno del mio Volere, sospireranno che il giorno
s’inoltri. Verranno a conoscere altre verità, le quali formeranno
il pieno giorno.
In questo pieno giorno sentiranno al
vivo la Vita della mia Volontà in essi, la sua gioia e felicità,
la sua virtù operante e creatrice in loro. Si sentiranno in possesso
della mia stessa Vita, che sono i portatori della mia Volontà divina. Il
pieno giorno darà loro tali ansie di conoscere le altre verità, e
conosciute, esse formeranno il pieno meriggio. In questo la creatura non si
sentirà più sola. Tra essa e il mio Volere non ci sarà
più separazione. Ciò che farà Esso, farà lei,
sarà operante insieme. Tutto, di diritto, sarà suo: il Cielo, la
terra, e anche lo stesso Dio.
Vedi dunque a che scopo nobile, divino
e prezioso, serviranno queste verità che ti ho fatto scrivere sulla mia
Divina Volontà per formare il suo giorno? A chi formeranno
l’aurora, a chi il principio del giorno, a chi il pieno giorno, ed in
ultimi il pieno meriggio. [...]
Queste verità, a seconda che si
conoscono, formeranno le diverse categorie delle anime che vivranno nel mio
Volere. Una conoscenza in più o in meno le farà salire o restare
nelle diverse categorie. La conoscenza sarà la mano per farle salire
nelle categorie superiori. Sarà la stessa vita della pienezza della mia
Volontà in loro.
Perciò posso dire che con
queste verità ho formato il giorno a chi vuol vivere nel mio Volere
divino. Giorno di Cielo, più della stessa Creazione […]
perchè ogni verità tiene virtù di creare la nostra Vita
nella creatura, ed oh, come sorpassa tutta la Creazione!
Perciò il nostro Amore ha superato
tutto nel manifestare tante verità sulle mia Divina Volontà. La
nostra gloria sarà piena da parte delle creature, perchè avranno
la nostra Vita in loro potere, per glorificarci ed amarci.
In riguardo all’uscire queste verità, come ho tenuto potenza
e amore per assistere a chi doveva manifestarle, così terrò
potenza e amore per investire le creature, e trasmutarle nella stessa
verità. Per cui, sentendosi la vita, sentiranno un tale bisogno di
mettere alla luce ciò che sentono in loro. Quindi non ti dar pensiero.
Io, che tutto posso, farò e ci penserò a tutto.» [102]

Posizione normale di Luisa.
Nel 1906 tra
Gesù e Luisa si svolge un dialogo a proposito degli scritti che Luisa
sta componendo progressivamente. Gesù le risponde qualificando questi
scritti di Specchio divino.
Luisa
Piccarreta a Gesù: «Mio sommo Bene, il mio desiderio
è che non vorrei scrivere più. Quanto mi pesa! Se non fosse per
timore di uscire dal tuo Volere e dispiacerti, non lo farei.
E Lui, troncando
il mio dire ha aggiunto: »
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Tu
non lo vuoi, ed Io lo voglio. Quello che ti dico, e che tu, per ubbidire,
scrivi, per ora serve da specchio a te e a quelli che prendono parte alla tua
direzione. Verrà tempo che servirà da specchio agli altri.
Sicchè ciò che tu scrivi, detto da Me, si può chiamare Specchio
divino.
E tu vorresti togliere questo Specchio
divino alle mie creature? Badaci seriamente, figlia mia, e non voler
restringere col non scrivere, tutto questo Specchio di Grazia. » [103]
Il 14 febbraio
1922 Gesù appare a Luisa particolarmente gioioso, e rispondendo a Luisa
che le chiede il motivo di tanta gioia, Egli dice che quelli che scrivono nel
suo nome sono la continuazione della sua vita evangelica:
Luisa racconta: «Trovandomi
nel mio solito stato, il mio dolce Gesù si faceva vedere tutto compiaciuto
e con un contento indescrivibile, ed io gli ho detto: “Che avete
Gesù? Buone nuove mi portate che siete così contento?”
E Gesù mi disse: »
Gesù a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, sai perchè sono
così contento? Tutta la mia gioia, la mia festa, è quando ti vedo
scrivere. Vedo vergare nelle parole scritte la mia Gloria, la mia Vita e la
conoscenza di Me, che si moltiplica sempre più, la luce della
Divinità, la potenza della mia Volontà, lo sbocco del mio Amore.
Tutto vedo vergato sulla carta, ed Io in ogni parola sento la fragranza di
tutti i miei profumi. Poi vedo quelle parole scritte correre, correre in mezzo
ai popoli, per portare nuove conoscenze, il mio Amore sboccante, i segreti del
mio Volere... Oh, come ne gioisco, che non so che ti farei quando scrivi! [...]
Io ho amato sempre di più e ho riservato grazie più grandi a
chi ha scritto di Me, perchè essi sono la continuazione della mia Vita
evangelica, i portavoce della mia Parola. E ciò che non dissi nel mio
Vangelo mi riservai di dirlo a chi avrebbe scritto di Me. Io non finii allora
di predicare. Debbo predicare sempre, fino a che esisteranno le generazioni.
»
Luisa prosegue: «Io
dissi: “Amor mio, scrivere le verità che Tu mi dici è
sacrificio, ma il sacrificio allora si sente più duro e quasi non mi
sento la forza quando sono obbligata e costretta a scrivere le mie
intimità tra Te e me, e ciò che riguarda me, che non so che farei
per non mettere penna su carta”.»
Gesù a Luisa Piccarreta: «Tu resti sempre da parte. È
sempre di Me che parli, ciò che ti faccio, l’amore che ti voglio,
e dove giunge il mio amore verso le creature. Questo spingerà gli altri
ad amarmi, affinchè anche loro possano ricevere il bene che faccio a te.
E poi, questo mischiare te e Me nello scrivere è anche necessario,
altrimenti si potrebbe dire: A chi ha detto questo? Con chi è stato
così largo nel favorirla? Forse al vento, all’aria? Non si dice
nella mia vita che parlai agli Apostoli, alle turbe, e che sanai il tale o il
tale altro infermo? E che fui così largo con la mia Mamma? Quindi tutto
è necessario, e sii sicura che in ciò che scrivi è sempre
Me che fai più conoscere. »[104]
Luisa scrive
tutto in nome della santa
ubbidienza, ma la sofferenza è tale che in certi casi essa teme
di non farcela. Chiede aiuto al Signore. Il 9 settembre 1926 Gesù le
risponde spiegandole l’importanza che ha per Lui ogni parola scritta sul
Regno del “Fiat” supremo,
sul grande bene che esso rappresenta. Questo il dialogo:
Luisa racconta: «Dopo
ciò, mi sentivo impensierita, perchè mi era stato imposto dalla
santa ubbidienza che non dovevo tralasciare di scrivere neppure una parola che
il mio dolce Gesù mi potesse dire, mentre io sono facile a lasciarle,
perchè sono convinta che certe cose intime, certi sfoghi che Gesù
fa alla piccola anima mia non è necessario scriverli e affidarli alla
carta, ma restino nel segreto del cuore. Onde pregavo che mi desse la grazia di
non farmi mancare all’ubbidienza. E Gesù, movendosi nel mio
interno, mi ha detto: »
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, se chi ti guida e dirige
ti dà questa ubbidienza, significa che ha capito che sono Io che ti
parlo, e il valore che contiene anche una sola mia parola. La mia parola
è luce e vita. Quindi, chi possiede la vita la può dare, molto
più che la mia parola contiene la forza creatrice. Perciò, una
sola mia parola può creare innumerevoli vite di Grazia, di Amore, di
Luce, di Vita della mia Volontà nelle anime. Tu stessa non potrai
comprendere la via lunga che può fare una sola mia parola. Chi ha
orecchio l’ascolterà, chi ha cuore ne resterà ferito.
Perciò chi ti guida ha ragione di darti questa
ubbidienza. Ah, tu non sai come lo assisto e gli sto d’intorno, mentre
legge i miei e i tuoi scritti sulla mia Volontà, per fargli comprendere tutta
la forza delle verità e dei grandi beni che ci sono in essi. E lui gira
intorno alla mia Volontà e, in virtù della luce che sente, ti
mette questa ubbidienza. Perciò sii attenta, ed Io ti aiuterò e
ti faciliterò ciò che a te pare difficile.
Tu devi sapere
che il mio Cuore è gonfio, spasima e sospira, perchè voglio far
conoscere il Regno del “Fiat” supremo, i grandi beni che ci sono in
Esso, e il gran bene che riceveranno coloro che lo possederanno. È
proprio nel mio Cuore che lo tengo, e me lo sento scoppiare perchè
voglio farlo uscire fuori. Non vuoi tu dunque darmi questo sollievo
affinchè mettendolo fuori si sgonfi, e così non più gli
tocchi spasimare nè sospirare con sospiri dolenti? E questo farai col
far conoscere ciò che ti manifesto sulla mia Volontà. Quando fai
questo mi dai campo ad aprirmi le vie, e a preparare il luogo dove devo deporre
il Regno della mia Volontà. Ma se tu non manifesti ciò che ti
dico, mi chiudi queste vie, e il mio Cuore si gonfia di più. Perciò
lasciami fare, e seguimi. Non darti pensiero.»
In certi
momenti Luisa si sente preoccupata di quello che potrà succedere in
futuro alle pagine che sta scrivendo. Gesù interviene il 20 giugno 1938
per dirle di non preoccuparsi oltre misura di ciò che potrebbe succedere
agli scritti. In quest’occasione Gesù le confida che per ogni
parola che essa accetta di scrivere sulla Volontà divina, viene
raddoppiato l’amore che Egli nutre nei suoi confronti e nei confronti di
quanti più tardi leggeranno le pagine da lei scritte. Ecco come Luisa riporta
il suo dialogo con Gesù:
Luisa
racconta: «Mi
sentivo impensierita per questi benedetti scritti, e per l’insistenza del
mio amato Gesù nel volere che continui a scrivere. E poi, dopo tanti
sacrifici, dove andranno a finire?
Ed il mio caro Gesù, interrompendo
il mio pensiero, mi ha detto:
Gesù
a Luisa Piccarreta: «Figlia mia, non ti dar pensiero.
Sarò Io vigile custode, perchè troppo mi costano. Mi costa la mia
Volontà che entra in questi scritti come vita primaria. Potrei
chiamarli: “Testamento d’amore che fa la mia Volontà alle
creature”. Si fa donatrice di Se stessa, e le chiama a vivere nella sua
eredità, ma con modi così supplicanti, attraenti, amorosi, che
solo i cuori di pietra non si muoveranno a compassione, e non sentiranno il
bisogno di ricevere un sì gran bene.
Perciò questi scritti sono pieni di vite divine, le
quali non si possono distruggere, e se qualcuno ci volesse provare, gli
succederebbe come a colui che volesse provare a distruggere il cielo, il quale,
offeso, gli piomberebbe sopra da tutte le parti, e lo annienterebbe sotto la
sua volta azzurra. Sicchè il cielo rimarrebbe al suo posto e tutto il
male cadrebbe sopra colui che volesse distruggere il cielo... Oppure come chi
volesse distruggere il sole. Il sole si riderebbe di costui e lo brucerebbe. O
come un altro che volesse distruggere le acque del mare. Il mare lo
affogherebbe...
Troppo ci vuole a toccare ciò che ti ho fatto scrivere
sulla mia Volontà, perchè posso chiamarlo “Nuova creazione
vivente e parlante”. Sarà l’ultimo sfoggio del mio Amore
verso le umane generazioni.
Anzi, tu devi sapere che in ogni parola che ti ho fatto
scrivere sul mio “Fiat” raddoppio il mio Amore verso di te e verso
coloro che le leggeranno, per farli restare imbalsamati nel mio Amore.
Perciò, come scrivi, mi dai il campo ad amarti di più. Vedo il
gran bene che questi scritti faranno. Sento in ogni mia parola le vite
palpitanti delle creature, che conosceranno il bene della mia parola e
formeranno la Vita della mia Volontà in loro... Perciò
l’interesse sarà tutto mio, e tu abbandona tutto in Me.
Tu devi sapere che questi scritti sono usciti dal centro del
gran sole della mia Volontà, i cui raggi sono pieni delle verità
uscite da questo centro, i quali abbracciano tutti i tempi, tutti i secoli,
tutte le generazioni. Questa gran raggiera di luce riempie cielo e terra, e a
via di luce bussa a tutti i cuori, e prega, e supplica che ricevano la Vita
palpitante del mio “Fiat”, che la nostra paterna bontà si
è benignata e si è degnata di dettare da dentro il suo centro coi
modi più insinuanti, attraenti, affabili, pieni di dolcezza, e con amore
sì grande che dà dell’incredibile, da far stupire gli
stessi Angeli.
Ogni parola può chiamarsi un portento d’amore,
uno più grande dell’altro. Perciò, voler toccare questi scritti,
è voler toccare Me stesso, il centro del mio Amore, le mie finezze
amorose con cui amo le creature. Ed Io saprò difendere Me stesso, e
confondere chi volesse menomamente disapprovare anche una sola parola di
ciò che è scritto sulla mia Divina Volontà.
Perciò
seguimi ad ascoltare, figlia mia, nè voler inceppare il mio Amore,
nè volermi legare le braccia col respingere nel mio seno ciò che
voglio che seguiti a scrivere. Troppo mi costano questi scritti. Mi costano
quanto mi costo Io stesso. Quindi avrò tale cura che neppure una parola
farò andare perduta.» [105]
Nel 1944, tre
anni prima della sua morte, Luisa scrive queste parole ad uno dei suoi
corrispondenti:
Luisa
ad un suo corrispondente: «Nostro
Signore farà i più grandi miracoli per far regnare la sua
Volontà sulla terra. Preghiamo dunque affinchè i tempi siano
accorciati, e che tutto si cambi in Volontà di Dio. »
Conclusione:
Tutti profeti cristiani contemporanei affermano che all’orizzonte si
profila l’alba di una Nuova Era. Coloro che leggono con amorosa diligenza
le pagine di Luisa Piccarreta, si accorgono che questa Nuova Era sarà
una conseguenza del rimpatrio in noi del Divin
Volere. Gli uomini che rinunceranno al loro volere accettando di
rimpiazzarlo con quello divino, ritroveranno
la felicità che Adamo ed Eva possedevano prima del Peccato originale.
È così che la Creazione realizzerà il suo fine
primordiale, che la Redenzione raggiungerà la sua piena maturità,
e che le tre Persone trinitarie riceveranno infine la gloria che spetta loro di
diritto da parte delle umane creature.
Coloro che scoprono che gli scritti di
Luisa Piccarreta sono un grande tesoro sono sempre più numerosi. Il
tesoro sarà di coloro che accetteranno di vivere nel Divin Volere. Grazie a questo Volere divino ritrovato e riconquistato,
l’uomo ridiverrà partecipe della Vita divina, proprio come Dio lo voleva fin dall’inizio. [106]
“Fiat Voluntas Dei”. Amen.

“Fiat” = “Che ciò avvenga (che
ciò si realizzi)”
Questa
immagine riassume Dio. Ne fa una sintesi visiva. La lettura interpretativa che
mi sento di poter proporre è la seguente:
1) Dio
è un tutto unico. Questo disegno è un tutto unico.
2) Dio
è trino. Il triangolo che forma la parte centrale di
questo disegno è composto da tre parti distinte, che rappresentano il Padre,
il Figlio, lo Spirito Santo. Queste tre Persone rappresentano a loro volta la
Creazione, la Redenzione, la Santificazione.
3) Dio
è amore. L’amore, per definizione, è azione
creatrice. Questo concetto è significato dalla parola “Fiat”
che si trova al centro del triangolo, e si concretizza nelle tre direzioni
chiamate: Creazione, Redenzione, Santificazione.
L’insieme formato da queste tre direzioni riempie la totalità
dello spazio (360 gradi = 100%).
4) Dio
è infinito. Ciò è rappresentato dal cerchio
chi si trova al centro del disegno, attorno alla parola “Fiat”.
5) Dio irradia
la vita all’infinito. Questo concetto è rappresentato dai raggi
luminosi che partono dal cerchio centrale e vanno in tutte le direzioni.
Johannes De
Parvulis

– QUATTRO ANNESSI –
ANNESSO N. 1 - Domande e risposte sul tema della Divina
Volontà. (Adattate a
partire dal libro di Thomas M. Fahy: “Book of Glory”).
Domanda n.
71
Perchè Dio
ha scelto di farci conoscere l’ideale della Divina Volontà
attraverso una rivelazione privata, tramite Luisa Piccarreta, anzichè
includere questa importante informazione nella Rivelazione biblica?
Risposta: Tom Fahy risponde che
parecchio di ciò che Dio ci ha rivelato tramite le Sacre Scritture e le
Sacre Tradizioni può essere considerato come seme di verità, non
come verità maturata. La maturazione della verità avviene nel
tempo. Durante questo tempo, che evidentemente è successivo alla semina, Dio aiuta i figli suoi a capire lo
svolgersi degli avvenimenti tramite le cosiddette “Rivelazioni
private”. Tom Fahy aggiunge che molte anime sante, dopo avere fissato le basi della
loro vita spirituale sulla Rivelazione biblica, hanno continuato la loro
formazione spirituale con letture basate su “Rivelazioni private”.
Per esempio, S. Caterina da Siena, dottore della Chiesa, è riconosciuta
per aver contributo ad arricchire il tesoro delle verità appartenenti
alla Chiesa. Ora questa santa ha scritto molto a partire da quello che il
Signore le ha rivelato in forma privata, e alcune di queste rivelazioni sono
contenute nei suoi famosi “dialoghi”. Tom Fahy ci invita a pensare
a tutta la gloria che Dio ha ricevuto, e a tutte le anime che si sono salvate attraverso
le “Rivelazioni private” del Sacro Cuore di Gesù (a S.
Margherita-Maria Alacoque), a quelle sulla Misericordia divina (S. Faustina
Kowalska), e a quelle legate alle apparizioni della Vergine di Guadalupe, di
Lourdes, di Fatima, eccetera.
Sono convinto che
Dio abbia diritto di manifestarsi all’uomo quando gli piace, cioè
in qualsiasi tempo. Se ha scelto di farci conoscere soltanto adesso
l’ideale della Divina Volontà, il motivo è, come Lui stesso
dice, che prima d’oggi l’Umanità non era in grado di capirlo,
e quindi di riceverlo con profitto. Invece ora i tempi sono maturi. [107] Attraverso la
beatificazione recente di Padre Annibale di Francia e di Dina Bélanger,
la Chiesa di oggi ci incoraggia a fare conoscere il Regno della Divina
Volontà a partire da oggi.
Domanda n.
93
Che differenza
c’è tra Divin Volere e Spirito Santo?
Risposta: Tom Fahy dice che per lui questa questione è un po’
difficile, e che per capirla meglio invoca il Signore. So, dice, che lo Spirito Santo è una Persona trinitaria,
ma non sono sicuro che il Divin Volere
lo sia altrettanto.
A mio avviso Tom Fahy merita di essere aiutato, e provo a farlo col
commento seguente. Parlando dello
Spirito Santo, nel Credo niceno-costantinopolitano è detto che Esso
“procede dal Padre e dal Figlio”. Se veramente lo Spirito Santo
è come l’elettricità, [108] la quale è generata dal Padre
(la Centrale elettrica) e distribuita dal Figlio (la Rete di distribuzione), in
questo caso sarebbe possibile dire del Divin Volere quello che si dice dello
Spirito Santo, e cioè che “procede dal Padre e dal
Figlio”. Ora, se il Divin Volere e lo Spirito Santo procedono ambedue dal
Padre e dal Figlio, sia l’uno che l’altro dovrebbero avere la
stessa natura. Ho l’impressione che il fatto di chiamare la terza Persona
della SS. Trinità Divin Volere
anzichè Spirito Santo, non
cambi nulla.
Domanda n.
94
Che differenza c’è tra Volontà
divina e Volizione divina?
Risposta: Thomas Fahy dice: per me non
è facile rispondere a questa domanda perchè non conosco abbastanza
la lingua italiana. Pare che in lingua italiana sia più facile
distinguere i due termini.
A questa risposta aggiungo il mio granellino di sale (o di
pepe). È una storia di traduzioni mal fatte. Inizia col famoso gruppo
indipendente di St Cloud (Florida), primo responsabile di questa
confusione. Mi spiego: Luisa utilizza due espressioni: “Volontà divina” e “Volere divino”. Per Luisa l’espressione Volere divino significa Volontà divina in azione, e cioè
l’azione concreta della Volontà
divina. Il traduttore
improvvisato di S. Cloud ha utilizzato il termine Volition”per
tradurre sia il primo che il secondo concetto, come se il termine “Volition”fosse un termine universale e miracoloso,
una specie di panacea. Facendo così ha mescolato tutte le carte,
creando confusione e incertezze in molte persone, soprattutto di lingua
inglese. La verità è che l’espressione inglese “Divine
Volition” (Volizione divina) da lui usata e abusata, non
traduce bene nè l’espressione Volere divino, né
l’espressione Volontà divina.
Gesù
aveva detto a Luisa: “Solo voglio che le cose escano fuori ordinate,
perchè una parola che manchi, un nesso ed un connesso, un periodo
spezzato, invece di gettare luce mi getteranno tenebre, invece di farmi dare gloria
e amore, le creature resteranno indifferenti. Perciò sii attenta”. [109]
Domanda n.
101
Visto che
l’Era del terzo Fiat sta prendendo forma, significa forse che
l’Era della Redenzione sia sul punto di concludersi?
Risposta: No,
affatto. Il terzo Fiat trinitario è il coronamento del primo e
del secondo. Per questa ragione Gesù lo chiama “Fiat supremo”. In altre parole, la Santificazione
umana sarà il coronamento della Creazione e della Redenzione. Grazie a
questo terzo “Fiat” i due primi
raggiungeranno la loro totale pienezza, la loro maturazione.
Domanda n.
104
Sembra che
l’ideale di Dio sia che la Volontà divina regni in tutti i
cuori. Vuol forse dire che la volontà umana sarà distrutta?
Risposta: No.
Tale idea sarebbe un errore teologico. La volontà umana deve
assolutamente esistere, altrimenti noi non saremmo più degli esseri
umani, ma qualcos’altro. Gesù aveva una volontà umana, e
Maria pure. L’ideale proposto da Dio è che la volontà umana
rinunci a se stessa, ma liberamente, per amore, in modo che l’Eterno
Padre abbia Lui stesso la possibilità di agire nell’anima umana.
Questo è quanto è successo in Gesù e anche in Maria.
Prima del
peccato originale Adamo ed Eva erano guidati dalla Volontà divina,
ma col peccato hanno scelto di governarsi da soli, con la loro volontà
umana. Essendo individualistica, la volontà umana non unifica gli esseri
tra di loro, ma li divide. Fa crescere la discordia anzichè far crescere
la concordia.
Se una persona
è divinizzata dalla presenza della Volontà divina, vuol
forse dire che potrebbe fare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento? Per esempio,
potrebbe forse compiere miracoli o creare qualcosa a partire da nulla?
Risposta: La persona umana non potrebbe mai, da sola, compiere cose divine,
ma se Dio e la persona condividono la stessa volontà, quella divina, tutto è possibile alla persona
umana. Non è più lei che vive, ma è Dio che vive in lei.
Tuttavia la persona non perde mai la propria volontà, ma la sottomette a
quella di Dio.
ANNESSO N. 2 - Tre immagini sulla
Divina Volontà (Dal libro di J. De
Parvulis: “La Guerra Mistica” )
Parlando di Luisa
Piccarreta abbiamo visto che lo scopo dei suoi scritti è di incoraggiare
tutti a vivere nel Divin Volere, un
tema strettamente legato al terzo la “Fiat”
di Dio, il “Fiat” dello
Spirito Santo.
Spinti dal desiderio fare le cose per
bene, molte persone si chiedono che differenza c’è tra fare la Volontà di Dio e vivere nella Volontà di Dio.
Siccome avevo anch’io questo problema, ho chiesto al Signore di aiutarmi
a risolverlo. Come risposta ho ricevuto delle immagini mentali, tre in tutto.
Ecco la prima:
Autista privato.
Inizialmente mi
sono trovato alla guida della mia automobile, come faccio quando prendo il
volante per andare in qualche posto. Notando che accanto a me c’era un
passeggero, mi sono girato verso destra per vedere chi era. Con mia grande
sorpresa ho scoperto che il mio passeggero era Gesù. Gesù stesso!
Stava lì, seduto
tranquillamente, e ogni tanto mi dava un consiglio su quale strada prendere,
dove girare, quando rallentare, eccetera. Io seguivo i suoi consigli, e lo
ringraziavo pure, perchè vedevo che i consigli che mi dava erano
utilissimi. Allora ho sentito una voce silenziosa suggerirmi
dall’interno: “Questo è fare
la mia Volontà”.
Dopo un po’
mi sono trovato seduto dalla parte del passeggero, a destra dell’autista.
Guardando verso sinistra per sapere chi guidava la mia macchina, ho scoperto, con grande stupore, che l’illustre
Passeggero che prima era lì per accompagnarmi come passeggero, ora era
diventato il mio autista. Autista privato! Gesù in persona aveva preso
il volante della mia macchina, e a dire il vero la conduceva bene, anzi, molto bene. Ci eravamo scambiati di
posto...
Confesso che con
Gesù come autista avevo l’impressione che il mondo non era
più lo stesso di prima. Mi sentivo in sicurezza. Per esempio, sentivo
che a noi due non sarebbe mai potuto capitato un incidente grave. Sentivo che
mentre Gesù conduceva potevo persino chiudere gli occhi e riposarmi i
nervi. Allora qui la voce silenziosa mi ha suggerito: “Questo è vivere nella mia
Volontà”.
Mi ricordo di avere pensato, forse
anche a voce alta, come quelli che si parlano da soli: “Ma è normale tutto questo? È possibile che Dio, il
Creatore, si trasformi adesso in autista, il mio autista privato?”
A queste parole, dette o pensate,
Gesù ha risposto: “Cos’è
più facile, secondo te, morire sulla croce o servirti da autista?”
Siccome Gesù continuava a
guidare, ed in modo spontaneo e disinvolto, gli ho ancora detto: “Se voi guidate al mio posto, posso
anche chiudere gli occhi e riposarmi i nervi? E se mi addormento del
tutto?”
Il divino Autista ha sorriso, poi mi
ha risposto: “Se ti addormenti, farò
tutto Io per te”. [110]
Qui ho capito
che se una persona umana rinuncia alla sua volontà per vivere nella
Volontà divina, è come se cedesse al Signore il volante della sua
macchina (cioè: la direzione della sua vita). I vantaggi che ne derivano
sono innumerevoli.
Il
gioco degli scacchi.
Mi sono permesso
dire ancora al mio Signore: “Signore,
non vi sembra che manchi qualcosa alla visione precedente? A me sembra che bisognerebbe aggiungere qualcosa
per fare comprendere a tutti quello che per intuizione e per grazia Voi fate
comprendere a me. Non avreste un’altra immagine, un qualcosa di
supplementare per quelli che, spinti dalla buona volontà, hanno sete di
comprendere meglio, e di più? Ho l’impressione che questa lezione
è troppo importante per... ... ”
Come
al solito, ma per me è sempre una sorpresa, un giorno mi si presenta
un’altra immagine. Vedo due esseri che giocano a scacchi. Da una parte il
diavolo, e dall’altra l’eterno Padre. Da solo non sarei mai
riuscito ad immaginare che l’eterno Padre potesse giocare a scacchi col
diavolo, suo grande nemico, eppure erano lì, uno di fronte
all’altro, che giocavano a scacchi, davanti a me... Ma io dovevo capire
che questa era solo un’immagine. Mi applico dunque a capire
l’immagine.
Innanzitutto
capisco che i pezzi che sono sulla scacchiera rappresentano gli esseri umani.
Mi riconosco in una piccola pedina... E mi rendo conto che al gioco degli
scacchi anche una semplice pedina può essere preziosa, se per esempio si
trova al posto buono, al momento buono. [111] Osservo il gioco
che va, e improvvisamente mi rendo conto che l’Eterno Padre, che è
mio Papà, è in posizione di svantaggio. Penso: “È impossibile, Dio è
più bravo del diavolo. Il diavolo è una creatura. Il Creatore di
una creatura è inevitabilmente più bravo della sua creatura,
qualunque sia l’intelligenza di quest’ultima. Allora il diavolo
perderà la partita... Non la può guadagnare contro il Creatore.”
Eppure...
lo svantaggio del Papà mio è visibilissimo. Allora mi metto ad
osservare questo mio Genitore con occhi ansiosi, supplici e..., sì, sono
come un bambino che osserva suo Papà, lo sa potentissimo, e malgrado
tutto vede che sta perdendo terreno di fronte a un avversario misterioso,
brutto, e vestito di nero. Il peggio è che ogni volta che il gioco lo
obbliga a cedere uno dei suoi pezzi, vedo che soffre, perchè gli vengono
le lacrime agli occhi. Il bambino che io sono in questa visione si ribella
all’idea che suo Papà perda terreno di fronte a un avversario, che
poi è anche così brutto! Scopro che cosa sia la morte, e soffro
tremendamente di questa sua bruttezza, di questa sua crudeltà. Secondo
la mia logica la morte non ha diritto di prevalere sulla vita, ma davanti a me
si sta producendo l’opposto. Lo vedo. Lo sto vedendo. La cosa accade
sotto i miei occhi. [112]
Piccolo come sono
ho bisogno di aiuto, di luce, di spiegazioni, in modo da poter respingere un
dubbio così atroce, così schiacciante... Ribelle alla morte,
incapace di resistere davanti all’ingiustizia, mi metto quasi a gridare,
ma con voce supplice:
“Dai, Papà! Non lasciarti battere! Fai qualcosa. Non sei
l’eterno? Il tutto? Non sei il creatore? Non sei tu il mio Papà
onnipotente, il migliore di tutti? Allora vinci! Devi vincere! Non voglio che
tu perda. Non lo voglio! Devi vincere!”
Silenzio, e
ancora silenzio, e poi ancora silenzio. Senza troppo capire, i miei occhi si
posano sulla scacchiera, e mentre così la fisso, improvvisamente... Tieh!
Eccola la spiegazione! Vedo che i pezzi coi quali mio Papà conduce il
suo gioco sono tutti dotati di libertà, e che alcuni di loro, credendosi
in posizione di svantaggio, si muovono da soli da un quadratino
all’altro, e vanno anche lontano senza il permesso di mio Papà,
che è anche Papà di ognuno di loro. Ahi! Questa loro mancanza di
fiducia e di abbandono filiale provoca la loro perdita. [113]
E
qui capisco tante altre cose... Mio Papà, onnipotente sì... Ma la
libertà che per amore ha deciso di lasciare a tutti i sui figli (i
“pezzi”) rende il suo gioco estremamente vulnerabile di fronte al
gioco dell’Avversario, i cui “pezzi” rimangono fermi,
sì, ma solo perchè paralizzati dalla paura. Allora mi chiedo: e
che “vita” potrà mai essere quella dei pieni di paura, dei
senza libertà, dei senza amore...? Mhmm... Non vorrei essere nei panni
di uno di quei “pezzi”, proprio no.
Ritornato da questa parte della realtà, la voce silenziosa mi
chiede: “Cara pedina, ti ricordi di
avere già letto un testo che diceva che qualsiasi cosa dovesse succedere
alla mia Chiesa, Io la ricostruirò?”
Rispondo: “Sì, me lo
ricordo, ma non con le parole esatte”.
La voce: «Cerca le
parole».
Mi metto a cercare il messaggio, e alla fine lo trovo a pagina 118 del
libretto: “Le Grand Message d’Amour”. Lo rileggo
attentamente, e il messaggio, tradotto in italiano, dice:
“Il mondo moderno rinnova la mia passione. Tuttavia, anche se i
miei sacerdoti mi dovessero tutti abbandonare (com’è successo coi
miei discepoli nell’ora della mia morte sul Golgota), e uno solo tra essi
mi rimanesse fedele (com’è successo con Giovanni) ebbene,
attraverso quel Giovanni Io rinnoverò il mondo!” (19 marzo 1969).
Questo testo mi ha fatto capire che la vittoria finale appartiene a Dio,
ma che durante la partita ci possono essere degli alti e bassi dovuti alle
condizioni che ormai ogni cristiano è in grado di capire.
Rifletto su
ciò che ho appena vissuto. So che i messaggi profetici che tratto sono
come le parti di un puzzle che intendo ricostruire. So bene che nella mia
scatola, piena di questi messaggi, ne ce ne sono di veri e ce ne sono di falsi.
Quelli falsi hanno sempre un difettuccio, magari piccolo piccolo, che fa
sì che non stiano bene in nessun posto... Ma il messaggio che ho in mano
è sicuramente vero, perchè trovo subito il suo posto, e noto che
si adatta perfettamente ai pezzi che gli stanno intorno.
Mi aspetto un commento da parte della voce silenziosa, ma non mi è
dato. Forse perchè le immagini che ho appena avuto sono già
chiare ed eloquenti. Per me lo sono, ma per gli altri? Sento che nonostante la
loro potenza e la loro chiarezza, queste immagini non convinceranno tutti.
Allora guardo nel vuoto, mi interrogo su ciò che impedisce certe persone
di dichiararsi soddisfatte delle spiegazioni fornite dalla provvidenza. Ed ecco
la risposta che la voce immateriale me suggerisce:
“C’è una differenza enorme tra le persone che si
accontentano di poco, quasi di nulla, e quelle al contrario che non si
accontentano mai di niente, perchè proprio nulla le soddisfa. Le prime
hanno un’anima di buona volontà, e credono alla provvidenza.
Assomigliano a delle bambine docili che inventano la loro felicità a
partire da ciò che ricevono dalle mani adulte. Le seconde invece hanno
un’anima che somiglia a quella dei contestatori professionali. Nulla
riesce a convincerle di scegliere la Verità quando questa viene loro
proposta. Per queste persone tutto è pretesto per negare la
verità, come se la verità non avesse diritto di esistere.
Per esempio, se un testimone della verità non dà il suo
nome, la sua prova non è ammissibile; se invece lo dà, è
il suo nome che non è ammissibile. Se un libro che testimonia della
verità si presenta con “Imprimatur”, si tratta sicuramente
di “vecchio paternalismo”, ma se si presenta senza
“Imprimatur”, sventura per colui che osa diffonderlo in quello
stato! ”
A queste condizioni, mi dico subito,
sarà meglio che prosegua per la mia strada senza indugiare oltre, che
segua il consiglio che Virgilio dava al suo amico Dante Alighieri, durante il
viaggio che assieme hanno effettuato nei meandri dell’inferno: “Non
ti curar di lor, ma guarda e passa” [114]
L’amore al
suo apice.
Avendo appreso
da Luisa Piccarreta che nel tempo dell’Era nuova noi saremo capaci di
amare nella giusta maniera, speravo sempre di incontrare qualcuno in grado di
descrivermi quest’amore nuovo, mostrandomi come sarebbe fatto, di che
cosa sarebbe composto. Il Signore lo sapeva, e un bel giorno ha permesso che
mentalmente mi appaiano tre coppie di novelli sposi.
Le tre coppie
mi appaiono raffigurate durante il periodo detto luna di miele. I
coniugi di ogni coppia si prodigano dei gesti di affetto, di attaccamento, di
passione, che sono apparentemente identici. All’improvviso mi è
concesso di “vedere” all’interno della loro anima, e mi
accorgo che le tre coppie non si amano allo stesso modo, e questo malgrado
l’identità dei loro gesti esteriori. Risulta che i loro sentimenti
non sono gli stessi, perchè appartengono a dei mondi diversi.
I coniugi della prima coppia si amano
in modo tenero e appassionato, ma come risultato di una necessità
istintiva di RICEVERE amore.
I coniugi della seconda coppia si
amano in modo tenero e appassionato, ma come risultato di una necessità
istintiva che li spinge ambedue a DARE amore (oltre che a riceverlo).
I coniugi della
terza coppia si amano anch’essi in modo tenero e appassionato, ma come
risultato di una necessità che li spinge ad amarsi reciprocamente allo
scopo di poter amare Dio INSIEME. [115]
Riconosco che
l’immagine della terza coppia è veramente quella che mi seduce di
più. La qualità d’amore di questi due coniugi mi permette
di capire che l’amore umano è un amore creato, e che i più
solidi e veri degli amori creati sono quelli che accettano lo stampo
dell’Amore increato.
Mi dico:
l’Amore increato è Dio, che si trova al centro della Comunione dei
Santi. Più gli esseri che si trovano attorno a Lui sono in grado di
riflettere qualitativamente e quantitativamente la sua immagine, come avviene
con i nostri “specchi”, e più questi “specchi”
umano-divini sono in grado di rilanciare la luce ricevuta, quella che deriva
loro dalla fonte prima dell’Amore, l’Amore increato.
Concludendo mi dico: ecco
l’apice dell’amore, l’amore che converrà perfettamente
al periodo che Luisa Piccarreta ci descrive come quello in cui trionferà
in noi il Divin Volere. [116]
ANNESSO N. 3
- La Centrale elettrica.
Il momento è venuto, credo, di raccontarvi
l’esperienza che ho vissuto qualche anno fa a proposito della Santa
Trinità, e più precisamente a proposito dello Spirito Santo nella
Santa Trinità. Ho l’impressione che Dio, in quel giorno, ha voluto
concedermi una grazia del tutto particolare.
Mi ero messo alla presenza di Dio con l’intenzione di
pregare, e invece di pregare come si fa normalmente, stavo dicendo a Dio che il
mistero della Santissima Trinità mi dava dei grattacapi a causa dello
Spirito Santo, la terza Persona trinitaria. Non riuscivo a piazzarlo nè
a destra nè a sinistra, nè in alto nè in basso, nè
sotto una forma nè sotto quell’altra. Mi dichiaravo soddisfatto
dell’immagine di Dio Figlio, perché Gesù era per me un
essere che potevo visualizzare. Lo avevo guardato nella sacra Sindone, e
conoscevo la sua vita abbastanza bene. Mi dichiaravo soddisfatto
dell’immagine di Dio Padre, perché mio padre io l’avevo
conosciuto, e avevo in lui un punto di riferimento. Ma non potevo dichiararmi
soddisfatto dell’immagine dello Spirito Santo. Erano anni
che mi sforzavo di trovare un simbolo, un qualcosa che mi aiutasse a
visualizzarlo in modo un po’ conveniente, ma niente, nessun risultato. La figura della colomba? Quella del
vento? Non mi sentivo attratto nè dalla prima nè dalla seconda, e
il motivo c’era. [117] Così non riuscivo a spegnere
la sete che avevo di comprendere almeno un po’ com’era fatta la
Terza Persona divina, e questo mi metteva a disagio, mi creava frustrazione.
Dunque, mentre
prego o tento di pregare nel modo sopra descritto, pensandomi solo, mi accorgo
che non sono affatto solo, ma circondato da una Presenza grandissima, quella di
Dio Padre. Passata la sorpresa mi rendo conto che la situazione presenta per me
un certo vantaggio, quello di favorire uno scambio di idee con Colui che da
tanti anni considero il responsabile principale del mio problema, quello della
rappresentatività dello Spirito Santo. Allora metto carte in tavola.
Denuncio quella che considero una specie di lacuna nei riguardi dello Spirito
Santo, dico quel che penso della colomba e del vento, eccetera… Il mio
discorso non è del tutto finito, che di punto in bianco “vedo”
una grandissima centrale idroelettrica. Non la vedo con gli occhi, ma con la
mente. E una Voce immateriale mi dice:
Per te e per molti altri, questa
immagine può rappresentare Dio Padre.
Per qualche
istante mi lascio invadere dalla grandiosità e dalla bellezza della
centrale, poi il mio sguardo si posa sui fili di alta tensione, quelli che
formano la rete di distribuzione della forza elettrica prodotta dalla centrale.
L’insieme di questi fili forma un vasto complesso. Vedo anche i fili di
bassa tensione, quelli che penetrano nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche,
nelle chiese, nei vari posti dove l’energia elettrica è utile o
necessaria.
– Ti sto
mostrando la rete di distribuzione dell’energia elettrica. La vedi? Essa
può rappresentare Me, che sono Dio Figlio. Porto l’Energia divina
nei posti dove essa è utile... A proposito dello Spirito Santo, poco fa
dicevi che lo volevi “vedere”. Hai ancora quel desiderio?
Il significato
globale dell’immagine è già tutto in me, per cui non ho
più bisogno di altre spiegazioni. Allora balbetto:
– N…
No, no. Adesso va tutto bene. Quello che volevo sapere, lo so già.
L’ho già capito. Non ho più bisogno di “vedere”
lo Spirito Santo. So già com’è “fatto”, e so
anche da dove viene, per dove passa, e dove va. Lo Spirito Santo è nei
fili elettrici. È come l’elettricità che passa nei fili.
È “fatto” di energia. L’energia elettrica non si vede,
ma tutti sanno per dove passa. Passa per i fili elettrici. Ce ne sono tanti,
qui..., e vanno dappertutto. Partono dalla centrale e vanno in tutte le
direzioni. Formano una rete vastissima. La rete serve per distribuire
l’elettricità.
Grazie a questa esperienza capisco tutto quello che da anni
cercavo di capire ma senza risultato. Guardo ancora i fili che partono dalla
Centrale e si allontanano a perdita d’occhio nelle quattro direzioni.
Sono sostenuti da piloni che si susseguono a distanza regolare. Là dove
arriva questa forza, con essa arriva la vita. Capisco che la rete di
distribuzione può rappresentare Gesù. Sì, Gesù
è la rete di distribuzione. Ovunque c’è bisogno di luce, di
vita, di calore in senso spirituale, Gesù vi trasporta lo Spirito Santo,
che è l’Energia necessaria alla produzione di questa luce, di
questo calore, e del movimento vitale.
Mi dico: se Dio Padre è la centrale, e Gesù la
rete di distribuzione, è più che normale che lo Spirito Santo sia
l’elettricità. Mi sembra che questo esempio calzi a meraviglia. In
questo esempio è possibile dire che l’elettricità procede
dal Padre e dal Figlio, proprio com’è detto nel Credo
Niceno-Costantinopolitano a proposito dello Spirito Santo. [118]
Il paragone mi soddisfa. Adesso non mi è più
possibile pensare alla SS. Trinità senza pensare alla centrale, alla
rete distributiva, e all’energia elettrica, le tre componenti
dell’esempio citato. C’è da dire, in più, che le tre
Persone trinitarie formano un unico Dio proprio come queste tre componenti
formano un unico sistema.
Molte cose che
prima di questa esperienza mi sembravano vaghe o fuori portata, ora mi sembrano
chiare e semplici. Ho il cuore pieno di riconoscenza verso Dio che si abbassa
su di me per spiegarmi tutto con parole ed immagini adatte alla mia natura e
alla mia statura. Con l’anima piena di riconoscenza e di fervente
ammirazione oso proseguire:
Io a Gesù: «Signore, se una persona volesse osservare lo
Spirito Santo in azione, mi sembra che ci riuscirebbe guardando quel che
succede in fondo al filo elettrico. L’elettricità produce dei
risultati visibili là dove arriva. Una lampadina che si accende per
illuminare un angolo buio è un risultato visibile, i caloriferi
elettrici che d’inverno riscaldano la casa (o all’inverso, i
condizionatori d’aria che d’estate ne riducono il calore eccessivo)
sono un risultato visibile, i motori elettrici che fanno funzionare le lavatrici,
le macchine da cucire, i ventilatori, e tante altre macchine e macchinette,
sono dei risultati visibili ».
Mentre dico questo mi rendo conto che
l’elettricità, che ormai per me simboleggia lo Spirito Santo, è in grado di
generare tre forme di vita, quella che si trova nella luce, quella che si trova
nel CALORE, e quella che si trova nel MOVIMENTO. Sono tre forme di vita che
talora si presentano separate, e talora combinate assieme. Schematicamente il
concetto è il seguente:
|
L’energia elettrica si trasforma in: |
||
|
1 Luce |
2 Calore |
3 Movimento |
|
Lampade elettriche. |
Radiatori
elettrici per riscaldare, o all’inverso, condizionatori d’aria
per raffreddare. |
Motori elettrici. |
Grazie a queste immagini
mentali capisco tutto quello che desideravo capire. Ma qui mi giunge
l’eco di alcune parole latine che sono parte di una preghiera allo
Spirito Santo: Lux beatissima … Dulce refrigerium…[119] Poi sento una voce che parla alla radio, e vedo anche un televisore
che offre immagini e messaggi di tutti i generi. Ascolto, guardo, penso. Alla
fine dico al Signore:
Io a Gesù: «Gesù, nel passato tutto funzionava a mano,
o coi pedali, ma l’elettricità ha rivoluzionato il mondo. Il fatto
è che la rivoluzione non è avvenuta solo nel bene ma anche nel
male. Per esempio, quella televisione lì… Secondo me il male che
fa supera il bene, e quella radio lì fa lo stesso…».
Gesù a me: «Lo so bene, Johannes, ma
anche se le forme di energia appartengono a Noi che le abbiamo create,
l’Avversario le usa ogni volta che voi gli chiedete di usarle.
Quando è
lui che le usa, esse finiscono per darvi la morte anzichè la vita. Non
tutti voi, ma parecchi di voi si servono del loro libero arbitrio [120]
per chiamare l’Avversario, e dargli autorità su tante cose.
Allora lui viene e si impossessa delle energie presenti nella nostra creazione.
Salvo che lui usa queste energie per realizzare gli scopi suoi. Il libero
arbitrio è un dono che vi ho fatto, e non intendo per nulla ritirarvelo.
Se però lo usate per mettere le energie vitali nelle mani
dell’Avversario, anziché la vita troverete la morte. In altre
parole, se scendete a compromessi con l’Avversario, lui vi
preparerà dei tranelli, che sono come i “cortocircuiti”
elettrici che ogni tanto si verificano nelle vostre abitazioni. Quando questi
suoi “cortocircuiti” entrano in azione, anche se inizialmente vi
fanno pensare a dei meravigliosi fuochi d’artificio, alla fine vi mettono
fuori uso spiritualmente, e in certi casi anche fisicamente». [121]
Una lezione come
questa mi sembra preziosa. Mi viene l’idea di consultare
un’enciclopedia sull’Occultismo. Ricevo conferma che
“occultare” significa nascondere, e che il titolo di “Maestro
dell’occulto”, per tradizione viene attribuito al demonio.
Passano anni.
Un giorno mi
trovo davanti a dei giornali che parlano di riunioni carismatiche piene di
stranezze. Mi permetto di chiedere al Signore:
Io a Gesù: «Signore, negli avvenimenti di cui si parla in
questi giornali, in quelle riunioni “carismatiche” che questa
stampa chiama col nome del “Santo ridere”, o del “Toronto
blessing”, eccetera… a me sembra che la gente faccia sciocchezze di
tutti generi. Quello che mi disturba è che le facciano in nome dello
Spirito Santo. Che ve ne pare? È forse un esempio di energia rubata dal
quel “ladro” di cui discutevamo assieme qualche anno fa?».
Gesù a me: «Purtroppo Johannes… Ma vedo che per certe cose
hai una memoria veramente eccezionale. Dimmi, se l’elettricità
fosse già stata conosciuta e utilizzata al tempo della mia venuta in
mezzo a voi, pensi che nel Vangelo ci sarebbe oggi una parabola in più?
».
Io a Gesù: «Ne sono quasi certo, Signore. Una
“parabola” più eloquente di quella della centrale elettrica
non l’ho mai trovata. Essa mi ha aiutato moltissimo a capire il mistero
della SS. Trinità, sempre nei limiti a noi concessi».
Gesù a me: «Allora ascoltami. A voi
che vi sforzate di essere fedeli leggendo quello che il Cielo vi comunica in
questi anni, posso dire che la rivoluzione che si è prodotta sulla terra
con la venuta dell’elettricità è un’immagine di
quello che presto si produrrà su tutta la Terra con la venuta dello
Spirito Santo. Si tratta della Pentecoste universale. Ora in vista di questo
grandioso avvenimento, la vostra Terra ha bisogno di essere riassettata,
purificata. Solo così potrà ricevere con profitto i doni dello
Spirito Santo.
Comprendi che se i doni dello Spirito Santo fossero concessi
all’umanità in questo istante, senza quella Purificazione generale
che ormai vi è indispensabile, non solo non vi gioverebbero a nulla, ma
il loro continuo abuso moltiplicherebbe per mille il male che già
è presente sulla vostra terra in forme eccessive.
I doni dello Spirito Santo sono come nuove ricchezze, nuovi poteri,
nuove capacità, capacità rinnovate, capacità moltiplicate,
ma le ricchezze e le capacità moltiplicate non eliminano quel libero
arbitrio che vi è stato concesso da Dio fin dall’inizio. Allora i
frutti della vostra cattiveria aumenterebbero anziché diminuire.
Aumenterebbero con l’aumentare dei nuovi doni, delle nuove ricchezze,
delle nuove possibilità, dei nuovi poteri.
Come tu sai, la maggioranza delle persone che oggi vivono
sulla terra cercano i loro interessi anziché i nostri, vogliono la loro
gloria anziché la nostra, fanno la promozione del loro ordine
anziché del nostro. Cosa pensi che queste persone farebbero dei nuovi
doni dello Spirito Santo? Te lo dico Io cosa ne farebbero: li investirebbero
nel male anziché nel bene, e questo moltiplicherebbe il male
anziché il bene.
La Purificazione
che sta per venire è un bene. Ha per scopo di prepararvi al Grande
Rinnovamento che ormai deve venire, [122] e che la seguirà da vicino.
Cesseranno allora le distruzioni. Non ci saranno più i disastri che oggi
avvengono nel mondo e nelle vostre anime come conseguenza di quei famosi
“cortocircuiti” di cui parlavamo assieme tempo fa ».
Qui capisco che i disastri che i cortocircuiti causano nelle
nostre case sono un’immagine di quelli che si producono nelle anime delle
persone che permettono a Satana di entrare nella loro vita, la loro casa, la
loro anima. Sperando ricchezze e onori terreni, queste persone si vendono a
Satana, gli aprono la porta, lo fanno entrare, gli fanno onore. Fanno questo
tramite “occultismi” di ogni genere, incluse le messe nere. Per un
po’ sembra che in casa vada tutto bene, ma poi…
Intravedo i
numerosi sabotaggi che Satana e i suoi accoliti stanno oggi preparando sulla
terra, la nostra comune dimora. Malgrado la visione di questi sabotaggi e conseguenti
catastrofi rimango fiducioso che il Signore si servirà di tutto questo
grande male per far trionfare il suo grande bene. Dopo la Purificazione generale ed il Grande
Rinnovamento annunciati, il piccolo gregge che sarà rimasto
potrà vivere una vita armoniosa e felice, degna di quella che i nostri
Progenitori vivevano prima del Peccato originale.
ANNESSO N. 4 - Citazione ripresa dal libro di JNSR: “Témoins de la Croix”.
«Il
mondo è una come barca che sta facendo acqua da tutte le parti. Dio non
può lasciare la sua terra affondare. La ritirerà dalle mani dei
tiranni. La sua creazione subirà la trasformazione desiderata,
perchè la terra non ce la fa più a subire le contrazioni del suo
parto. Il suo parto è prossimo.
I suoi dolori, provenienti da tante sofferenze umane, da tanto disordine
presente ora nell’armonia della natura, i suoi dolori, i suoi pianti, i
suoi timori, cesseranno. La nuova terra uscirà più bella che mai
dalle mani del Creatore, che le darà la perfezione del suo Redentore.
Avvolta nello Spirito purificatore, grazie al soffio vivificante di questo
Spirito essa diventerà la terra dei viventi. Porterà la vita. Dio
avrà bandito la morte per sempre.
La terra di Dio, unita al cielo, diventerà un paradiso. Tutto sarà rinnovato, diventerà come nuovo. I Cieli
saranno nuovi, la terra sarà nuova, immersa nella conoscenza di Dio. E
Dio sarà presente in tutto, in tutti, in ognuno. Regnerà
l’armonia, trionferà l’amore. »
La causa di beatificazione di Luisa Piccarreta è stata introdotta
a Roma nel 1994 da Mgr Carmelo Cassati, arcivescovo della Diocesi di Trani.
Nella sua
lettera pubblicata il 19 novembre 1994, Mgr Cassati invita i testimoni di
miracoli ottenuti per intercessione di Luisa Piccarreta, a farli conoscere
scrivendo al postulatore di questa causa di beatificazione:
Mgr Felice Posa,
Casa divina Provvidenza,
70052 Bisceglie (Bari)
Italia.

ANONIMO : “Le Grand message
d’Amour”; messaggi del
Cielo a una suora di clausura. Librairie Téqui, 82 rue Bonaparte, 75006,
Paris, France. Questo libro si presenta con l’Imprimatur.
Associazione del Divin Volere, Via XX Settembre n. 157, 20099,
Sesto S. Giovanni, Milano. Questa Associazione ha pubblicato una parte degli
scritti di Luisa Piccarreta in
piccoli volumi, una dozzina circa, col titolo di: Opere, e pure
in un libretto intitolato Passi Scelti sulla divina Volontà.
Quest’ultimo contiene una pagina introduttiva dove si può leggere
la dichiarazione seguente: Rimini, 6 febbraio 1971. Sac. Amedeo Polverelli,
Cens. Eccl., Imprimatur.
In Curia Vesc. Arimini, die 6-2-1971. Can. Emilio Pasolini, Vicario Generale.
Si tratta di edizioni fuori commercio.
Bibbia: Vedere Gn 3, 24; Ap 20,
1-6; Is 11: 6-9; e Is 65:17-25.
CESHE, “Cercle Historique et
Scientifique” è una associazione internazionale che vuole far
conoscere l’opera di Fernand Crombette
(1880-1970) il quale, con lo pseudonimo di “un catholique
français”, ha fatto luce su diversi aspetti della scienza,
soprattutto in Geografia, Storia dell’Egitto antico, la Cronologia
antica, l’Astronomia e l’Esegesi. Il CESHE pubblica dei Cahiers
che presentano le molteplici tesi di Fernand Crombette,
e una rivista trimestrale il cui titolo è Science et Foi. Andare
su Internet all’indirizzo: http://www.chez.com/ceshe/
http://www.ref.as/ceshe/crombette/travaux.htm
http://www.parvulis.com/Documents/1-FRA-1.html
IsaIA : La Nuova
Creazione. Vedi BibBIA: Is 11: 6-9; e Is 65:17-25.
San Giovanni
evangelista: Il Millennio felice.
(Vedi: Ap 20, 5-6).

[1] Quando Gesù
parla con Luisa Piccarreta, usa l’espressione Divin Volere per
significare: “L’azione concreta della Volontà divina”,
o “La Volontà divina in azione”. C’è dunque una
piccola differenza tra Volontà divina e Volere divino:
l’espressione “Volontà divina” è
l’equivalente di un concetto astratto, mentre “Volere divino”
è la versione concreta di questo stesso concetto. Vedi anche la domanda
e risposta n. 94 che si trova a fine libro (Vedi annesso n. 1).
[2] Uno di questi testimoni è il Padre cappuccino
Bernardino Giuseppe Bucci, che ogni tanto si recava da Luisa per renderle
visita. Infatti sua zia, Rosaria Bucci, era amica di Luisa, con la quale
condivideva il lavoro di merletto. Dopo la morte di Luisa, Rosaria Bucci ha
raccontato a suo nipote che Pio X aveva esortato Padre Annibale a pubblicare
tutto ciò che poteva degli scritti di Luisa, soprattutto
L’Orologio della Passione. (La fonte di queste informazioni è il
libretto che Padre Bucci ha pubblicato nel 1980 col titolo: “Luisa
Piccarreta : raccolta di memorie”).
[3] Luisa è vissuta dal 1865 al 1947. La parte che
riguarda la vita e le opere di Luisa Piccarreta si trova all’inizio del
cap. 3 (sezioni 1 e 2).
[4] Nuovo
“contratto” nel senso di: nuovo patto, nuova intesa.
[5] Sembra che Dio abbia concepito il “Regno
messianico” per darci un assaggio del suo Regno celeste.
[6] Maria Valtorta (1898 - 1961) è una mistica
italiana. Ha scritto i dieci volumi di: “L’Evangelo come mi
è stato rivelato”. Essa ha pure scritto altri libri, tra i quali
si trovano i tre grossi volumi intitolati“I Quaderni”. Questo brano
proviene dal primo volume. (Vedere vol. 1, in data 27-08-1943).
[7] Secondo Maria Valtorta l’anti-Cristo che
verrà dopo il “Millennio felice” sarà Satana stesso,
ovvero Satana in persona
(“Satana in se stesso”).
[8] Sempre secondo Maria Valtorta l’anti-Cristo che
verrà prima del “Millennio felice ”, sarà una persona
posseduta da Satana (“Satana nella sua creatura”).
[9] Chi sono i
precursori di Satana? Hitler, Stalin, etc. ...
[10] Secondo la tradizione cattolica, il Regno messianico
è il Regno temporale di Cristo. Questo Regno messianico, a mio avviso,
corrisponde in pieno a quello che Luisa Piccarreta chiama: Regno della Divina
Volontà. Dopo il Regno di
Giustizia di Dio Padre, e quello di Misericordia di Dio Figlio, questo Regno,
attribuibile allo Spirito Santo, sembra destinato ad essere chiamato: Regno di
Santificazione.
Nella simbologia proposta da Stefano Cagnola a
proposito della Tenda di Mosè, questo Regno coincide con quella parte
della tenda che gli Ebrei chiamavano: Il Santo dei Santi.
[11] Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta “La piccola
figlia della Divina Volontà”», p. 57.
[12]
Cf.: Ap 20, 1-6. Informazioni supplementari sul significato escatologico di
questo brano sono accessibili nel volume: “Mondo
Nuovo Profetizzato”. Disponibile anche su Internet,
all’indirizzo: http//www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html
[13]
Tramite i suoi profeti Dio ci rivela che l’uomo è sulla terra da
sei mila anni. Molti scienziati profani non sembrano d’accordo con questa
cifra, ma le teorie che inventano per rimpiazzarla sono tirate per i capelli, e
manca l’unanimità. Per maggiori informazioni leggere la sezione
intitolata: L’Equazione triplice del Creatore trinitario, che si trova
nel libro: “Mondo Nuovo
Profetizzato”; cap. 1, sez. # 2. Disponibile anche su Internet. (Vedi
la nota precedente).
[14]
Si sa che il sangue porta la vita nel corpo fisico dove circola. Ora la
Volontà divina comunicava all’uomo la Vita divina, come se avesse
avuto il potere di un “sangue” divino.
[15]
La nostra vita attuale è fisica, intellettuale, spirituale, ma non
divina. Con il Peccato originale dei nostri Progenitori noi abbiamo perso la
Vita divina. I nostri Progenitori hanno preferito la loro propria
volontà alla Volontà divina, il loro proprio “sangue”
al “sangue” divino. Questo ci ha fatto perdere la Vita divina. (Il
“sangue” di Adamo ed Eva, corrotto dal Peccato originale, si
è comunicato all’intera umanità).
[16]
La cronologia delle tappe principali chi fanno la storia
dell’umanità è presentata da Gesù a Luisa Piccarreta
in un riassunto molto interessante, riprodotto alla sezione # 4 del capitolo n.
3. In detto riassunto Gesù conferma la tesi di Fernand Crombette, la
quale coincide con quella di Mgr James Ussher, ex-vescovo di Armagh e distinto
esegeta. Secondo questa tesi la creazione di Adamo ed Eva risale all’anno
4004 prima di Cristo.
[17]
Le nostre divisioni, lotte, malattie, sofferenze, sono una conseguenza della
Colpa originale, ma sono aggravate dalle nostre prevaricazioni individuali
ripetute.
[18]
Vuol forse dire questo che la volontà umana sarà distrutta? No di
certo! Condivido la risposta che appare nel libro di Thomas M. Fahy: Book of
Glory. La risposta di M. Fahy è così formulata: “Tale idea
sarebbe un errore teologico grave. La volontà umana deve assolutamente
esistere, altrimenti l’essere umano non sarebbe più un essere
umano”. (Vedi pure in appendice la risposta alla domanda n. 104).
[19]
Madre Carolina Venturella era una religiosa canossiana alla quale Gesù
si rivolgeva chiamandola alle volte “Povera anima”. Madre
Venturella, deceduta nel 1984 in età piuttosto avanzata, avrebbe
ricevuto da Gesù dei messaggi profetici secondo i quali l’era dello
Spirito Santo comincerà con una “Pentecoste universale”.
Questa Pentecoste segnerà l’inizio di una risurrezione
spettacolare della Chiesa cattolica e, attraverso la Chiesa, di tutta
l’Umanità. (Dopo queste rivelazioni, un movimento di pietà
popolare si è organizzato in Italia. Tale movimento è
all’origine di un grandioso progetto, la costruzione di un Tempio
dedicato allo Spirito Santo. Il tutto avviene a Palestrina, una cittadina
situata nei pressi di Roma).
[20]
Le anime che desiderano entrare nella Sala delle Nozze (il Regno messianico) si
arrangiano per mantenere accesa la lampada della loro fede. Come spiegare che
alcune vergini, le cinque prudenti, pensano di prendere con sè un
po’ d’olio di riserva, mentre le altre non ci fanno caso? Tutto si
spiega, secondo me, con la presenza o l’assenza di un ingrediente
miracoloso chiamato... amore.
[21]
Offrire a Dio la nostra volontà umana in sacrificio di olocausto,
è un po’ come rifare il gesto di Abramo, che si è
dimostrato capace di offrire a Dio ciò che possedeva di più caro
e prezioso: suo figlio Isacco. (Il termine olocausto ci richiama alla mente i
sacrifici di animali che gli Ebrei dell’antica alleanza offrivano a Dio
nel Tempio di Gerusalemme).
[22]
Per tentare di spiegare umanamente il mistero della Santissima Trinità,
il catechismo della Chiesa cattolica non si serve dell’espressione
“una sola e medesima Volontà”, ma dell’espressione
“una sola e medesima natura, la natura divina”. (n. 253 e
258). L’unicità del Volere divino dipenderebbe quindi
dall’unione perfetta generata dalla natura divina presente nelle tre
Persone trinitarie.
[23]
Il fatto di essere un cittadino del Paradiso terrestre, che cosa implica, o
implicherebbe? Già sappiamo che le anime del Paradiso celeste
vivono unite a Dio e unite tra di loro, e che la loro felicità deriva
proprio da questa unione meravigliosa, risultato di una volontà che in
tutti è la stessa. Secondo tale principio, se gli abitanti della terra fossero
tutti animati da un’unica volontà, chi agirebbe contro il suo
vicino? Nessuno! (Sarebbe come voler agire contro se stessi!) Il risultato
sarebbe la pace generale.
L’unione delle
volontà individuali spiega il segreto del Paradiso, ma tale unione non
può essere forzata. Allora Dio la propone, ma non l’impone.
(Tipico dell’amore è il proporsi. Tipico dell’odio
l’imporsi).
[24]
San Pietro, nella sua seconda epistola, dice che l’uomo è
destinato a condividere la natura divina. San Agostino dice anche lui:
“Se Dio si è umiliato al punto di diventare uomo, lo ha fatto per
esaltare gli uomini al punto di farne degli Dei”. Nel vangelo di S.
Giovanni, al versetto 34 del cap. 10, si legge: «Gesù rispose loro: «“Non è scritto
nella vostra legge: “Ho detto: Voi siete degli dei”» ?
[25]
Questa formula di preghiera è adatta, ma un’altra formula lo
può essere altrettanto purchè traduca un sentimento spontaneo di
donazione.
[26]
Gv: 3: 3.
[27]
Non soltanto Luisa Piccarreta ma tutti i profeti cristiani contemporanei, tra
cui Carolina Venturella e Vassula Ryden, dicono che questo evento è
imminente. Qualche tempo fa Gesù avrebbe dato a Vassula Ryden il
messaggio seguente: “Io che sono autore di inestimabili meraviglie, sto
per aprire i cieli, per farvi conoscere il mistero del mio Disegno: l’effusione
del mio Spirito. È la promessa che si trova nelle scritture. Il mio
Spirito agirà sulla mia creazione come mai lo ha fatto prima d’ora.
L’alzerà verso il cielo in tutti i modi. Porterà il
più vicino possibile del cielo tutto ciò che è sulla terra.»
(Cf: “La vera Vita in Dio”...). ». Rivedere anche la
nota 19 sulla Pentecoste universale.
[28]
La perfezione umana iniziale, o primordiale, è quella che l’uomo
aveva in se stesso prima del Peccato originale.
[29]
Le volontà umane, purtroppo, favoriscono la divisione. La favoriscono
perché sono molteplici, e perché ognuna di esse cerca il proprio
tornaconto in modo individualistico. Questo spiega il motivo per cui le persone
incapaci di rinunciare al loro volere umano non potranno entrare nel Regno
messianico. Se invece un uomo sa che la vera vita è frutto di
unità, non di divisioni, egli aspira all’Ordine primordiale, e fa
di tutto per meritarlo. (Quest’ordine ha il privilegio di ridare al
Volere divino il posto d’onore che esso aveva nell’anima umana
all’origine della Creazione).
[30]
Come dal quaderno n. 12 di Luisa, il 29 gennaio 1919 Gesù ha detto a
Luisa: “Figlia mia [...] la creatura è incapace di comprendere
tutto insieme il mio operato, perciò vado manifestandomi poco a
poco”. Per avere una risposta più dettagliata sul Piano di Dio,
vedere il libro di J. Da Parvulis, «Mondo
Nuovo Profetizzato», cap. 1, sezione # 2: “L’Equazione tripla del Creatore trinitario”.
(Disponibile anche su Internet, all’indirizzo:
http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html ).
[31] Dopo la sua Risurrezione, Gesù Cristo aveva un
corpo glorioso. Sarà lo stesso per ogni nuovo risuscitato.
[32] L’uomo che accetta questa forma di vita per
quello che è − un dono di Dio − rifiuta d’istinto
l’idea del suicidio (o dell’eutanasia, intesa come suicidio
assistito).
[33] L’essere che crede alla Redenzione operata da
Cristo, e l’accetta, diventa vivo spiritualmente. La sua anima riceve la
vita spirituale come una lampadina riceve l’energia elettrica che la
accende e la fa risplendere. (La fede è l’energia elettrica; la
vita che da lei si sprigiona è la luce).
[34] Gli umani hanno perso anche la memoria di questa forma
di Vita. L’hanno persa quando Adamo ed Eva sono stati cacciati dal
Paradiso terrestre. In quel momento Dio ha chiuso l’ingresso
dell’Eden, e per impedire i contatti inopportuni tra il mondo del
soprannaturale (l’al-di-là) e il mondo naturale
(l’al-di-qua) ha messo due Cherubini a guardia di questo
“cancello” chiuso. Vedi: Gn 3, 24.
[35] Se la Vita fisica è preziosa, e la Vita
spirituale ancora di più, che dire della Vita divina! Grazie ad
essa Dio ci offre oggi uno statuto ancora più prezioso di quello che
Adamo ed Eva possedevano inizialmente. C’è infatti di mezzo la Redenzione,
che è di una “ricchezza” incalcolabile, se uno l’accetta.
[36] Nella risurrezione del Corpo mistico di Cristo
è compresa la risurrezione dell’intera umanità.
[37] Leggere l’inizio del XX capitolo
dell’Apocalisse: “È la prima risurrezione. Felici e santi
coloro che saranno ammessi alla prima risurrezione! La seconda morte non
avrà alcun potere su di loro, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo,
con cui regneranno per mille anni”. (Ap: 20, 5-6).
[38] Ogni risurrezione implica una morte preliminare. Siccome
Cristo è morto, c’è da aspettarsi che muoia anche il suo
Corpo mistico, cioè la Chiesa, ma solo di morte materiale, non di morte
spirituale. Come Cristo è risorto, così anche la sua Chiesa
risorgerà: «Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa».
In fin dei conti sarà proprio questa Risurrezione che darà inizio al
Regno messianico.
[39] Dato che
l’amore respira nella libertà è importante che gli
aspiranti alla Vita divina, che
è vita d’amore, fondata sull’amore, vi aderiscano
liberamente, non in modo forzato. (L’amore è una cosa tipica del
Regno di Dio, sia del Regno messianico che di quello celeste).
[40] Per prepararsi alla divinizzazione è bene
conoscere i messaggi che Dio ci manda tramite Luisa Piccarreta, a cui
Gesù ha riservato il titolo di: “Prima dei Figli di Luce della
Seconda Generazione”. (Vedi capitolo 3, sezione # 2).
[41] Questo “raccolto” non è quello
della Fine del mondo ma quello della Fine dei tempi. I due raccolti si
assomigliano molto, ma non sono affatto la stessa cosa. È previsto che
la Fine dei Tempi accada subito prima del Regno messianico, e che la Fine del Mondo accada subito
dopo il Regno messianico.
[42] A proposito della Santissima Trinità, Dio uno e
trino, a me le cose appaiono così: L’unicità divina deriva dal
fatto che le tre Persone divine, pur essendo distinte, hanno la stessa
volontà, vogliono le stesse cose, condividono gli stessi desideri. (Li
condividono alla perfezione perchè il fatto di avere la stessa natura
divina rende perfetto l’amore che le abita, lo rende perfetto in tutto,
inclusa la reciprocità). È lecito quindi affermare che a merito
di questa Volontà divina, che è unica e condivisa alla
perfezione, le tre Persone divine costituiscono l’equivalente di un solo
Dio. Per esempio: Ciò che il Padre vuole è voluto anche dal
Figlio e dallo Spirito Santo; ciò che il Figlio vuole è voluto
anche dal Padre e dallo Spirito Santo; ciò che lo Spirito Santo vuole
è voluto anche dal Padre e dal Figlio.
Il ragionamento si può estendere anche agli
esseri umani. Gli uomini che adottassero il Divin Volere adotterebbero anche il
Divin Potere poichè, come già detto, la Volontà divina e
la Potenza divina sono inseparabili.
Conclusione:
Dio non può permettersi di condividere il suo Paradiso con dei figli
suscettibili di abusare del suo Divin Volere, che sarà anche Divin
Potere (potere quindi, on-ni-po-ten-te!). Allora, se una persona umana vuole
andare in Paradiso, dove con Dio si condivide il Divin Volere e il Divin
Potere, è necessario che sia piena d’amore, come lo è Dio
stesso. L’amore collega gli esseri. L’egoismo e l’odio li
dividono.
[43] Vedi la domanda e risposta n. 94, che si trova a fine
libro. (Annesso n. 1).
[44] Se è il caso, leggere in appendice il racconto,
abbastanza pittoresco, sulla differenza che c’è tra fare la
Volontà di Dio e vivere in essa.
[45] Il Regno messianico sarà come il paradiso
terrestre. Ma per vivere in paradiso l’uomo deve essere abitato dalla
Divina Volontà, essere com’erano i nostri Progenitori prima del
Peccato originale.
[46] Come Abramo ha accettato di offrire la vita di Isacco,
suo unico figlio, così Gesù ha accettato di offrire la sua
propria vita. Tutto questo per onorare la Volontà di Dio Padre.
[47] Più è grande il numero di persone
divinizzate, più il corpo sociale assomiglia a quello di Cristo
risuscitato. Il corpo umano è sano quando tutte le cellule che lo
compongono sono sane, così il Corpo mistico di Cristo è
divinizzato quando tutte le persone che lo compongono sono divinizzate.
[48] La volontà umana inselvatichita dal Peccato
originale, può essere paragonata a un ramo selvatico capace di dare solo
frutti selvatici. Per “tagliare” questo ramo – lo si taglia per far
posto all’ “innesto” divino che Dio promette di praticare in
noi misticamente – basta rivolgere a Dio una preghiera spontanea di
donazione. (Vedi il contesto della nota 25).
[49] Sappiamo
che l’uomo è stato creato all’immagine di Dio, e
nell’uomo ci sono effettivamente tre dimensioni, unificate al punto da
formare un’entità unica: l’uomo, la persona. Queste tre
dimensioni corrispondono a tre capacità umane: 1) quella di distinguere,
2) quella di decidere, 3) quella di agire. (Intelligenza, volontà,
azione). La scelta di vivere nel Divin Volere avviene con il contributo di
tutte queste facoltà. La cosa si produce, a mio avviso, nel modo
seguente:
# 1. - L’intelligenza che noi abbiamo interviene
innanzitutto per distinguere, per valutare. Per esempio: Nello scoprire il
messaggio sulla Divina Volontà la persona utilizza il suo discernimento
per sapere se per lei è importante. Se nella persona c’è
umiltà, è facile che detto messaggio venga riconosciuto come
importante. La persona si rende conto che le volontà umane in generale,
e la sua in particolare, sono come rami selvatici che meritano di essere
sostituiti con dei “rami divini”. L’umiltà è
essenziale in questa fase. (Senza di essa, l’intelligenza della persona
non è in grado di percepire i vantaggi offerti dall’
“innesto mistico”. L’orgoglio − tutti lo sanno −
rende lo spirito cieco).
# 2. - La volontà che è in noi decide il
da farsi in funzione dei risultati che l’intelligenza le ha fatto
pervenire. Per esempio: Se l’intelligenza ha percepito il messaggio come
valido, la volontà è pronta a metterlo in pratica. Per
assomigliare a Gesù la volontà umana è capace di rinunciare
a essa stessa, il che è una pazzia agli occhi del mondo. In questa fase
il ruolo più importante è quello dell’amore. Invece di
spingere l’uomo verso se stesso, l’amore spinge l’uomo verso
Dio e verso il prossimo).
#
3. – L’azione della persona è il risultato reale, concreto
delle due operazioni precedenti. Per esempio: il messaggio ritenuto importante
dall’intelligenza e dalla volontà spinge la persona ad agire.
Questa si rivolge a Dio, lo supplica di accettare la sua offerta. In questa
fase, la perseveranza è la facoltà più importante.
All’anima perseverante Dio dà sempre una risposta. (Al momento
giusto, quello scelto da Dio, arriva la Pentecoste universale – vedi nota
n. 19 – e la persona è trasformata come furono trasformati i
dodici Apostoli il giorno della loro Pentecoste).
[50] È una mia convinzione profonda che la portata
di questo atto generoso equivale a quella del Peccato originale, ma in senso
opposto a quello del Peccato originale. Ciò significa che gli effetti
del Peccato originale potranno essere neutralizzati dalla forza benefica di
questo atto. (Occorre che questo atto sia frutto di un sentimento
d’amore, non di timore, o di calcoli mentali tinti di egoismo).
[51] Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta: “La Piccola Figlia della Divina Volontà”»,
pp. 59-60. Questo brano, datato del 16 luglio 1922, proviene dal manoscritto n.
14 di Luisa.
[52] Vedere la nota n. 84.
[53] Cf.: “Passi Scelti sulla Divina
Volontà”, pp. 22-24. Edizione Pro manuscripto pubblicata a
cura della Associazione del Divin Volere. Milano. (Imprimatur in Curia Vesc.
Arimini, die 6-2-1971. Can. Emilio Pasolini Vicario Generale; Sac. Amedeo
Polverelli Cens. Eccl.)
[54] Questo messaggio fa parte dei dettati ricevuti da
Vassula Ryden tra il 21 maggio 1997 e il 22 giugno 1998. (V. “La Vera Vita in Dio”,
supplemento n. 11). Vassula vive a Roma dal 1997. La missione che Dio le ha
affidato riguarda la riunificazione delle Chiese cristiane. Benchè sia
di fede ortodossa, Vassula non esita a pubblicare i messaggi che Gesù le
dà, e che invitano i cristiani di ogni denominazione a rimanere fedeli
al magistero di Giovanni-Paolo II. Ciò le attira molti nemici. La sua
situazione fa pensare alle parole di Gesù: “Se hanno perseguitato
me, perseguiteranno anche voi”.
[55] Il Volere divino ha per effetto di trasformare in
paradiso il terreno dove si stabilisce, il cuore di un individuo o
l’anima di una collettività. Di conseguenza è necessario
che il Volere divino sia presente e attivo nelle persone che abitano il Regno
messianico. Se questa condizione dovesse cessare di esistere, il Regno
messianico si spegnerebbe (pare che ciò accadrà alla fine del
Millennio felice, pochi anni prima della Fine del mondo, quando – secondo
Maria Valtorta – il ruolo di Anticristo verrà assunto da
“Satana in persona”, ed una parte degli esseri umani presenti
allora sulla terra, malgrado le luci ricevute durante il Terzo Millennio
– l’Era dello Spirito Santo – sceglieranno il male
anziché il bene).
[56] “Fiat” è una parola latina che
significa: “Che ciò sia”. Esempio: “Fiat lux” =
“che la luce sia”. (Luisa Piccarreta non sapeva il latino –
aveva fatto soltanto due anni di scuola elementare – ma Gesù
l’istruiva di volta in volta, secondo le necessità).
[57] Abbiamo visto in precedenza che nella Santissima
Trinità, le tre volontà appartenenti alle tre Persone divine
formano l’equivalente di una sola ed unica volontà. Questo avviene
in virtù dell’amore perfetto che unisce le tre Persone stesse.
È grazie a questa perfezione d’unità che le tre Persone
formano un solo Dio. (Rivedi la nota 42).
[58] La terminologia del Nuovo Testamento non è
identica a quella dell’Antico Testamento. Per esempio, nel Nuovo
Testamento si parla di Santi, nell’Antico Testamento si parla di Giusti.
Sarebbe sbagliato tuttavia considerare il Purgatorio come una versione del
Limbo, perchè tale non è. Il Purgatorio è una
realtà a sè stante.
[59] Isaia presenta il Millennio felice come il risultato
di una “Nuova Creazione”. (Cf.: Is 11: 6-9; e Is 65:17-25:
“La Nuova Creazione”).
[60] Fine dei Tempi: quali tempi? Quelli che gli Ebrei
hanno dovuto vivere in esilio a partire dall’anno 70 dopo Cristo.
(PICCOLA DIGRESSIONE: L’espressione Fine dei Tempi è legata alla
storia del Popolo ebreo. Nell’anno 70 dopo Cristo le legioni romane hanno
preso Gerusalemme distruggendone il Tempio, e costretto i superstiti ebrei a
prendere la via dell’esilio. La somma dei secoli che gli Ebrei hanno
dovuto vivere in esilio dopo questi eventi formano il “Tempo dei
Pagani” ovvero “Tempo delle nazioni pagane” (Lc 21, 24).
Visto che questo tempo è finito – poiché nel 1948 gli Ebrei
sono rientrati a Gerusalemme e hanno riorganizzato il loro antico Stato –
ciò significa che gli Ebrei sono ora arrivati alla Fine dei Tempi che
hanno dovuto vivere in esilio, tra le nazioni considerate da loro nazioni
pagane. Questa Fine dei Tempi è una tappa molto importante per il Popolo
ebreo, e quindi per l’intera umanità. FINE DELLA DIGRESSIONE).
[61] Vedere le sezioni # 1 e # 4 del terzo capitolo,
soprattutto la sezione # 4, intitolata: “Luisa
Piccarreta: Gesù le rivela l’età vera
dell’umanità”.
[62] Questo brano di Maria Valtorta è del 27 agosto
1943. Esso proviene da: I Quaderni del 1943, vol. 1, p. 288.
Nonostante
l’incomprensione di molti, Maria Valtorta (1897-1961) può essere
considerata come un autentico strumento di Dio. Grazie ai suoi dieci volumi
intitolati: “Il Poema
dell’Uomo-Dio” (ora il titolo è divenuto: “L’Évangelo come mi
è stato rivelato” ) essa ci permette di apprezzare
maggiormente i quattro Vangeli. In più, attraverso le istruzioni
soprannaturali presenti nei tre grossi volumi intitolati: “I Quaderni”, essa ci aiuta a capire meglio il Credo
cattolico e il libro dell’Apocalisse.
[63] “Satana in se stesso” = Ne “I Quaderni”, Maria Valtorta
dice che l’anti-Cristo che verrà dopo il “Millennio
felice” sarà “Satana in persona”.
[64] “Satana nella sua creatura” = Ne “I Quaderni”, Maria Valtorta
dice che l’anti-Cristo che verrà prima del “Millennio
felice” sarà una persona “posseduta da Satana”.
[65] Leggendo “I
Quaderni”, si capisce che i precursori dell’anti-Cristo (la
creatura di Satana) sono abbastanza numerosi, e che Hitler era uno di loro.
Riguardo al tempo presente Gesù aggiunge questo:
Gesù
a Maria Valtorta: «È
il caso di ripetere: “Satana ha chiesto di vagliarvi”. E dal vaglio risulta che la corruzione
è come ai tempi del diluvio , aggravata dal fatto che voi avete avuto il
Cristo e la sua Chiesa, mentre ai tempi di Noè ciò non era.
[...]. Questa è una delle prime selezioni dell’Umanità
[riferito alla seconda guerra mondiale] , che si avvicina alla sua ultima ora
per separare la messe degli eletti dalla messe dei reprobi. Ma purtroppo la messe degli eletti
è piccola rispetto all’altra.
Quando Cristo verrà per vincere l’eterno antagonista nel
suo Profeta troverà pochi segnati nello spirito dalla Croce.» (Maria Valtorta: “I
Quaderni”, vol. I, p. 183).
[66] Il passo biblico del “Millennio felice”
è ripetuto all’inizio del primo capitolo, sez. # 1.
[67] Pablo-Martin Sanguiao: “Vi Annuncio una Grande
Gioia”, pp. 21-23. L’autore ha preso questo brano nel quaderno n.
19 di Luisa.
[68] Ibidem, p. 28. Questo brano proviene dal quaderno n.
12 di Luisa.
[69] Quest’espressione ci aiuta a capire che nel
crearci “a sua immagine”, Dio ha agito per amore. Dunque, visto che
noi siamo concepiti dall’amore ed anche “all’immagine”
di questo amore, non ci è possibile realizzare la nostra felicità
lontano da esso. (S. Agostino ha scritto: “Ci hai creati per Te, ô
Signore, ed il nostro spirito non ha pace finché non si riposa in
Te”).
[70] Parti di questo capitolo sono presenti anche nel libro
di J. De Parvulis: “Mondo Nuovo
Profetizzato”.
[71] Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta, “La Piccola Figlia della Divina
Volontà”», p. 16.
[72] Questi fenomeni sorprendenti erano di natura mistica,
e accadevano perchè Luisa si era volontariamente offerta a Dio come
anima vittima. Il fenomeno dei prodotti alimentari, come quello della sua
rigidità notturna periodica, erano legati alla missione che Dio le aveva
affidata, anche se nessuno riusciva ad ammetterlo. Questo era all’origine
delle incomprensioni.
[73] È la grazia delle grazie. È la terza
nascita, concepita per coronare le due che l’hanno preceduta, e che sono:
1) nascita fisica; 2) nascita spirituale. Se il dono della vita fisica è
prezioso, e quello della vita spirituale ancora di più, che dire del
dono della Vita divina! Questo dono ci fa rinascere alla Vita divina, quella
che l’uomo ha perso a causa del Peccato originale. (Rileggi, volendo, la
sezione # 5 del primo capitolo: “Tre
nascite: fisica, spirituale, divina”).
[74] Dio ha lanciato il suo secondo “Fiat”,
quello della Redenzione, a partire da Betlemme, e il suo terzo
“Fiat”, quello della Santificazione, a partire da Corato, una
località di poca importanza, simile alla Betlemme di due mila anni fa.
Si direbbe che quando i progetti di Dio sono grandiosi, più essi sono
grandiosi, e più gli attori scelti per condurli a termine sono piccoli,
umili, discreti, nascosti.
[75] Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta, “La Piccola Figlia della Divina
Volontà”», pp. 40-41.
[76] Ibidem, p. 49. Questo brano, datato del 11 luglio
1938, proviene dal quaderno n. 36 di Luisa.
[77] Dalla lettura dei profeti cristiani contemporanei
risulta che il Piano divino di salvezza comporta 7 millenni. Ora
l’umanità sta iniziando il settimo millennio, che è
l’equivalente del giorno domenicale, un giorno di santificazione e di
riposo. Questa verità è spiegata meglio alla sezione n. 4 del
presente capitolo, e nel libro di J. De Parvulis, “Mondo Nuovo Profetizzato”, cap. 1, sez. n. 2, presente
anche su Internet all’indirizzo:
http://www.parvulis.com/Documents/mf-it-01-02.html
[78] Ibidem, p. 29.
[79] Ibidem, p. 16. Questo brano, datato del 23 marzo 1921,
proviene dal quaderno n. 12 di Luisa.
[80] Ibidem, p. 31. Questo brano, datato del 5 dicembre
1921, proviene dal quaderno n. 13 di Luisa.
[81] Ibidem, p. 47-48. Questo brano, datato del 19 maggio
1938, proviene dal quaderno n. 36 di Luisa.
[82] Ibidem, p. 110. Questo brano, datato del 20 aprile
1923, proviene dal quaderno n. 15 di Luisa.
[83] Ibidem, pp. 100-101. Questo brano, datato del 19
novembre 1921, proviene dal manoscritto n. 13 di Luisa.
[84] Gesù chiama Luisa: "Primogenita dei Figli
di luce della Seconda Generazione”. A me sembra evidente che i
“Figli di Luce” della “Prima Generazione siano i Giusti e i
Santi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Ma chi sono allora i
“Figli di Luce” della “Seconda Generazione”? Il mistico
Stefano Cagnola mi ha rivelato che nel linguaggio di Dio esistono solo due generazioni, la presente e la futura, e
solo due secoli, il secolo presente e
il secolo futuro. La linea di demarcazione sarebbe quella della Fine dei Tempi. I “Figli di
Luce” della “Seconda Generazione” saranno quindi le persone
che accetteranno di vivere nella Divina Volontà, cosa che si
realizzerà soprattutto dalla Fine
dei Tempi in poi. (Da bambino pensavo che Gesù avesse detto una
“bugia” nel dire ai suoi apostoli: “Questa generazione non passerà prima che
tutto ciò non arrivi” – Mt 24, 30, e Mc 13, 30 – ma
alla luce di questa rivelazione tutto mi diventa più chiaro).
[85] Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta, “La Piccola Figlia della Divina
Volontà”», pp. 105-106. Questo brano, datato del 6
ottobre 1922, proviene dal manoscritto n. 14 di Luisa.
[86] Il 19 novembre 1921.
[87] Prima di Gesù la volontà umana viveva separata
dalla volontà divina. Con Gesù la volontà umana è
ritornata nella Volontà divina. È un miracolo mistico. Col suo
Sacrificio Gesù ha rimesso nella Volontà divina non soltanto la
sua propria volontà (volontà umana) ma anche la volontà
delle persone che più tardi lo riconosceranno come Redentore e Messia.
[88] Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta, “La Piccola Figlia della Divina
Volontà”», pp. 102-104. Questo dialogo, datato del 26
novembre 1921, proviene dal quaderno n. 13 di Luisa.
[89] Ibidem, p. 93. Questo dialogo, datato del 29 gennaio
1919, proviene dal quaderno n. 12 di Luisa.
[90] Ibidem, pp. 112-113. Questo dialogo, datato del 20
febbraio 1924, proviene dal quaderno n. 16 di Luisa.
[91] Ibidem, pp. 115-116. Questo dialogo, datato del 1
maggio 1925, proviene dal quaderno n. 17 di Luisa.
[92] Ibidem, pp. 109-110. Questo brano, datato del 20
aprile 1923, proviene dal
manoscritto n. 15 di Luisa.
[93] Passi Scelti sulla Divina Volontà; p. 60-62. In
prima pagina si può leggere: “Pro manuscripto. A cura dell’Associazione
del Divin Volere, Milano. Arimini, 6 febbraio 1971. Sac. Amedeo Polverelli
Cens. Eccl. Imprimatur. In Curia Vesc. Arimini, die 6-2-1971. Can. Emilio
Pasolini Vicario Generale”.
[94] Ibidem; p. 69-75.
[95] Ibidem: pp. 62-69.
[96] Luisa Piccarreta: Opere, vol. VI; pp. 72-73. Questo
libretto è un esemplare “Pro manuscripto” messo in
circolazione nel 1977 dall’ “Associazione del Divin Volere”,
situata a Sesto-San-Giovanni, Milano.
[97] Pablo-Martin Sanguiao: “Vi annunzio una grande gioia”. Questo opuscolo contiene
38 estratti scelti dall’autore nei libri di Luisa Piccarreta. Il brano:
Appello del Re divino che promulga il Regno della sua Volontà, va da p.
31 a p. 34.
[98] Ibidem, brano n. 30. Questo brano è datato: 26
maggio 1928.
[99] Ibidem, brano n. 31. Questo brano è datato: 21
settembre 1923.
[100] Ibidem, brano n. 38. Questo brano è datato: 15
gennaio 1945.
[101]
Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa
Piccarreta, “La Piccola Figlia della Divina Volontà”»,
pp. 51-52. Questo dialogo, del 10 febbraio 1924, proviene dal quaderno n. 16 di
Luisa.
[102] Ibidem, pp. 65-66. Questo dialogo, del 7 novembre
1937, proviene dal quaderno n. 35 di Luisa.
[103] Ibidem, p. 55. Questo dialogo, del 13 ottobre 1906,
proviene dal quaderno n. 7 di Luisa.
[104] Ibidem, p. 54-55. Questo dialogo, del 14 febbraio
1922, proviene dal quaderno n. 14 di Luisa.
[105] Ibidem, p. 50-51. Questo dialogo, del 20 giugno 1938,
proviene dal quaderno n. 36 di Luisa.
[106] Come già spiegato (vedi capitolo 1, sezione #
5: “Tre nascite: fisica,
spirituale, divina” ), dopo esser nato alla vita fisica, e poi a
quella spirituale, oggi il cristiano è chiamato a nascere alla Vita
divina.
[107] Rivedi la nota n. 30 (e tutto il paragrafo che le
serve da contesto).
[108] Dio Padre sarebbe come una Centrale elettrica, e Dio
Figlio come quel complesso di fili che ha per compito di distribuire
l’elettricità prodotta dalla Centrale. Per capire meglio il
significato delle immagini proposte, leggere in appendice il racconto intitolato:
“La Centrale elettrica”.
[109] Cfr Pablo-Martin Sanguiao: «Luisa Piccarreta: “La Piccola Figlia della Divina
Volontà”,» p. 60. È bene che il lettore sappia
che all’inizio degli anni ’90 il vescovo Mgr Cassati aveva
denunciato con una lettera scritta la qualità scadente delle traduzioni
realizzate in inglese-americano dal gruppo indipendente di St. Cloud (Florida,
USA). Malgrado tale intervento, il male si è comunicato
dall’inglese al francese, e questo perchè tra il 1995 e il 2002 un
gruppo canadese di Montréal ha tradotto in francese gli scritti di Luisa
a partire dalla versione americana già condannata, e non a partire dalla
versione originale italiana esistente presso l’Associazione del Divin
Volere, con sede in Via XX settembre n. 157, a Sesto S. Giovanni (Milano).
[110] Una persona scettica mi diceva che questo mio
atteggiamento passivo di fronte a Gesù, mio autista privato, non le
piaceva. Secondo lei era una forma di “quietismo”.
L’osservazione mi sembrò pertinente. Preoccupato chiesi al Signore
di aiutarmi. Il giorno dopo, volendo spingere un libro che sembrava volesse
cadere dalla biblioteca, mi è venuta l’idea di aprirlo, e il mio
sguardo è caduto su di una frase di Gesù, che sembrava desideroso
di rispondermi attraverso di essa. La frase diceva: «Questa vita interiore
non consisterà tanto nel seguire questo o quel metodo di orazione, ma
nell’accettare volontariamente e liberamente di lasciarsi plasmare senza
opporre resistenza. Cacciate ogni timore inutile: questa
“passività” non ha nulla di riprovevole. Nel compimento del
loro dovere queste anime rimarranno attente, proprio nella misura in cui si
lasceranno plasmare dallo Spirito Santo.» (“Divins Appels”, p. 178).
[111] Agli scacchi, le pedine sono i pezzi meno importanti,
ma il gioco permette che in certi casi una semplice pedina tenga la chiave
della vittoria o della sconfitta. Tutto dipende da come il gioco è
impostato.
[112] Nel corso della mia infanzia ho scoperto
l’esistenza della morte, e poco dopo, sul piano spirituale, l’esistenza
del male. Mi sono reso conto che talora la morte sembrava prevalere sulla vita,
e il male sul bene. Anche se intuivo che le vittorie del male sul bene erano
provvisorie, sentivo in me un profondo dolore.
[113] I buoni sacerdoti ci parlano spesso della
necessità di abbandonarci a Dio con fiducia. Le due immagini descritte,
quella dell’ “autista privato” e quella del “gioco
degli scacchi”, illustrano questo concetto di abbandono fiducioso in Dio.
[114] Dante
Alighieri: “La Divina Commedia”, Inferno, 3, 51.
[115] C’è una differenza sostanziale entra
amare Dio ognuno per sè, e amare Dio insieme. Gesù avrebbe detto
a Vassula Ryden che nulla lo glorifica più di quanto lo glorifica
l’amore che gli dedichiamo collettivamente, come comunità umana
(unificata dal suo amore).
[116] Il periodo suddetto è quello del Regno
messianico, e sembra corrispondere al Millennio felice descritto da S. Giovanni
nell’Apocalisse (Ap 20, 1-6). L’amore vissuto nel corso di questo
millennio dovrà essere santificante, visto che è quello del
settimo millennio, l’equivalente della domenica, giorno di
santificazione! La domenica è chiamata: “Giorno del
Signore”, oppure “Giorno di Santificazione”.
Nel
libro di J. De Parvulis, “Mondo
Nuovo Profetizzato”, cap. 1, sez. # 2, il millennio attuale appare
come il terzo della cristianità, ma anche come il settimo della storia
umana in generale. Il fatto di essere il settimo, cioè l’ultimo,
di una serie di sette, potrebbe meritare a questo nostro millennio
l’appellativo di: “Millennio domenicale”. Il libro di J. De
Parvulis è disponibile anche su Internet all’indirizzo:
http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html .
[117] Da bambino non riuscivo ad accettare l’immagine
della colomba come possibile rappresentazione dello Spirito Santo,
perché nel paese dove sono nato, aperto sulla campagna, ogni bambino
possedeva una fionda. Io pure ne possedevo una, fatta da me, magnifica. Con
detta fionda sempre in tasca, pronta per l’uso, ogni uccello che per
distrazione mi capitava a tiro correva il rischio di farsi abbattere
dall’inevitabile sasso che gli spedivo per direttissima. Simile
trattamento lo applicavo anche alle colombelle, tanto più che la loro
carne, cucinata a dovere da mia madre, risultava buona e saporita. In siffatto
contesto non riuscivo a mettere l’idea dello Spirito Santo
nell’immagine di un uccello. Mi sembrava che la cosa mancasse di decenza.
L’immagine
del vento è venuta più tardi, ma anch’essa con scarso
successo, perchè il bambino che io ero non riusciva ad immaginare il
vento in modo sufficientemente concreto. Infatti, con che disegno me lo sarei
rappresentato? Ma siccome nessuno sembrava minimamente interessato a questo
tipo di problemi, mi ero rassegnato a stare zitto, a non parlare mai di cose
del genere, proprio mai, con nessuno. Mi ero accorto che c’era un rischio
a parlare di queste cose con la gente. Persino il parroco del paese reagiva
male. Lui soprattutto! Lo percepivo come molto anziano, questo primo parroco
della mia vita, e se in sua presenza mi permettevo di discutere di cose così
strampalate (come lui diceva), aggrottava le ciglia per poi squadrarmi con
sospetto.
[118] Questa immagine contiene una verità teologica
che oggi appare evidente, ma che in passato ha avuto momenti di crisi. Nel
secolo IX la Chiesa ha subìto danni spirituali a seguito di una
controversia tra Oriente e Occidente che alla storia è passata col nome
di «Controversia del “Filioque”». Bisogna sapere che
quando il “Credo Niceno-Costantinopolitano” si recita in latino, il
paragrafo che riguarda lo Spirito Santo dice: “…qui ex Patre,
Filioque procedit”, che significa: “…che procede dal Padre e
dal Figlio”. Oggi è così, ma inizialmente questo Credo a
proposito dello Spirito Santo diceva: “…che procede dal
Padre”. Il “e dal Figlio” era dato per sottinteso. Visto che
alcuni teologi si servivano di questo per attaccare il dogma della Santissima
Trinità, la Chiesa di Roma ha aggiunto alla formula del Credo la
particella mancante: “e del Figlio”, che in latino si dice:
“Filioque”.
Malgrado ciò la Chiesa d’oriente è
rimasta nell’idea che lo Spirito Santo proceda dal Padre, soltanto dal
Padre (come se l’energia elettrica potesse raggiungere le case e i vari
luoghi senza passare per i fili, che nell’esempio proposto rappresentano
il Figlio incarnato, che è Gesù).
STORIA
DEL DOGMA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ. Riassunto. Col Concilio di Nicea si
condanna l’arianesimo, poiché viene proclamata la
consustanzialità del Figlio di Dio con il Padre. Col Concilio di
Costantinopoli si definisce per tutti i secoli futuri la fede cattolica nella
Santissima Trinità, affermando la divinità dello Spirito Santo, e
rigettando quindi il macedonianesimo. Col Simbolo Niceno-Costantinopolitano,
cantato solennemente in tutte le chiese cristiane, si ha l’espressione
più perfetta della fede che la Chiesa ha in questo dogma essenziale.
[119] Si tratta della preghiera in latino: Veni Sancte
Spiritus. Lux beatissima = LUCE BEATISSIMA; Dulce refrigerium = DOLCE
REFRIGERIO. Sono espressioni che descrivono gli effetti dell’opera dello
Spirito Santo in noi. Gli effetti assomigliano a quelli prodotti
dall’elettricità utilizzata nelle nostre case per aumentarne il
conforto.
[120] Il libero arbitrio permette all’uomo di
scegliere tra il bene e il male.
[121] Lc 11, 24-26: “Quando uno spirito cattivo esce
dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo. Non trovandone,
dice: ritornerò nella mia casa da dove sono uscito. Venuto, la trova
spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori
di lui, e assieme entrano nella casa, e vi alloggiano. La condizione finale di
quell’uomo è peggiore di quella iniziale”. Vedere anche: Mt
12, 45.
[122] Il “Grande Rinnovamento che ormai deve
venire” è la Pentecoste universale. Sul tema della Pentecoste
universale sarebbe bene consultare i messaggi soprannaturali che Madre Carolina
Venturella ha ricevuto a Palestrina, in provincia di Roma. Essi sono
all’origine dell’Opera per la glorificazione dello Spirito Santo, e
del nuovo tempio che sarà
costruito a Palestrina in onore dello Spirito Santo.