Il Sole del DV

 

LUISA PICCARRETA:

sintesi del suo insegnamento.

IL SOLE

DEL DIVIN VOLERE

Di: Johannes De Parvulis.

 

 

Questo libro è fatto per le persone che desiderano conoscere in sintesi il pensiero della mistica Luisa Piccarreta * sul Divin Volere.

Il posto più indicato per leggere queste pagine è davanti al Santissimo Sacramento, in spirito di adorazione.

* * *

* Luisa Piccarreta (1865-1947) ha scritto 36 quaderni sul Divin Volere.

 

 

 

Dedica:

 

Ai “Figli di Luce della Seconda Generazione”.

 

 


INDICE

Presentazione di don Pablo-Martìn Sanguiao.

 

- I -
 il Volere divino e noI

Introduzione.

1 - Il tempo del Divin Volere.

3 - L’equivalente terrestre del paradiso.

4 - Il contrario del Peccato originale.

5 - Tre nascite: fisica, spirituale, divina.

6 - La strada che conduce alla divinizzazione.

7 - Dio vuole raccogliere il suo frumento.

- II -
Luisa Piccarreta, ApOSTOLA dEL divin VOLERE

1 - L’ “Uomo Nuovo” sceglie il Divin Volere.

2 - Volontà divina in azione: “Fiat”+“Fiat”+“Fiat”.

3 - Azione ordinata e perenne dell’Amore trinitario.

- III -
Luisa Piccarreta: viTA e oPERE

1 - Luisa Piccarreta. L’essenziale della sua vita.

2 - Luisa Piccarreta. “Primogenita dei Figli di Luce della  Seconda Generazione”.

3 - Gesù ci istruisce sul Volere divino.

4 - Gesù rivela a Luisa l’età dell’uomo.

5 - Importanza degli scritti di Luisa per l’avvenire dell’Umanità.

- QUATRO ANNESSI -

Annesso n. 1 - Domande e risposte.

Annesso n. 2 - Tre immagini sulla Divina Volontà.

a - Autista privato.

b - Il gioco degli scacchi.

c - L’amore al suo apice.

Annesso n. 3 - La centrale elettrica.

Annesso n. 4 - Citazione di JNSR.

 

Comunicato.

 

Bibliografia.


 

Presentazione di don pablo-martín SANGUIAO

 

L’autore di queste pagine riassume il Messaggio che tramite Luisa Piccarreta Dio ci dà sul Volere divino. Per convincere gli amanti della verità che si tratta di un Messaggio importante e attuale, l’autore lo inserisce fin dall’inizio nel suo contesto globale: il Piano divino di Salvezza. Secondo questo Piano, Dio ha prima di tutto creato l’umanità, poi l’ha redenta, e adesso intende santificarla. Per realizzare questa terza ed ultima parte, chiamata Santificazione, Dio ha previsto il Regno messianico, quel Regno che noi cristiani invochiamo da due mila anni con le parole del Padre Nostro: “Venga il tuo Regno, sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra”.

Spiegazione: Prima del peccato originale, tra Dio e i suoi figli c’era un idillio d’amore, ma col peccato l’idillio è cessato, ed è iniziata la tragedia. L’autore afferma che nel Piano di Dio il paradiso terrestre è stato solo rimandato, e che esso sta per tornare, accompagnato dalla felicità della vita divina. Ora l’Umanità è come il “figliuol prodigo” che non riesce più a vivere lontano dal Padre, e sta per tornare alla casa paterna: il Volere divino. Un banchetto lo aspetta nella casa paterna, quello delle “Nozze dell’Agnello”. [Ap 19, 7]

La notizia riassunta in questo libro riguarda ognuno di noi, ed esige una risposta personale a Dio: “Ecco il dono meraviglioso che Dio ti offre: la sua Volontà!  In cambio ti chiede di dargli la tua; e tu cosa gli rispondi?”

I testi di Luisa che qui sono citati, malgrado non siano ufficiali (siamo in attesa di una “editio typica” che sarà approvata dall’autorità della Chiesa) mi sembrano sufficientemente fedeli.

Civitavecchia, 6 dicembre 2004

Don Pablo-Martín Sanguiao

 

 

Introduzione.

 

Questo libro fa la sintesi di quello che Dio ci rivela a proposito di un’operazione prodigiosa – specie di “innesto mistico” – che permetterebbe agli esseri umani che noi siamo di mettere la Volontà divina, perfetta, al posto della nostra volontà umana, imperfetta o malata. Quello che Dio ci rivela su questa operazione, ce lo rivela tramite Luisa Piccarreta, la mistica pugliese che negli 82 anni che durò la sua vita terrena fu sempre in contatto col soprannaturale.

Secondo Luisa Piccarreta, la vita nel Divin Volere [1] permetterà all’uomo di ritrovare su questa terra la felicità del primo Paradiso terrestre. In altre parole, gli esseri umani che accetteranno di rimettere il Volere divino al suo vero posto – quel posto prioritario che esso occupava nell’anima umana prima del Peccato originale – risorgeranno a vita gloriosa. Ciò significa che è giunto il momento, per chi si sente chiamato, di rifare alla rovescia il cammino che ha condotto Adamo ed Eva a commettere il Peccato originale.

Luisa Piccarreta non ha avuto una vita facile, perchè le persone della sua cerchia non erano in grado di capire la natura dei fenomeni mistici che essa viveva. Fra le eccezioni si trova tuttavia un santo sacerdote, il Padre Annibale Di Francia, che fu suo direttore spirituale dal 1910 al 1927.

Annibale Di Francia è oggi un santo canonizzato. Da vivo fu spesso ricevuto in udienza da Pio X. Alcuni testimoni riferiscono [2] che un giorno egli ritornò da Luisa più contento che mai. Le raccontò che durante l’udienza che aveva avuto con Pio X, il Papa gli aveva chiesto di leggergli una parte degli scritti che don Annibale intendeva pubblicare. Erano le pagine del futuro libro: “L’Orologio della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”, che Gesù aveva inspirato a Luisa qualche anno prima. Il Padre stava leggendo al Pontefice la pagina della Crocifissione quando questi lo interruppe dicendo: Non così, Padre, ma in ginocchio bisogna leggere. È Gesù che parla.

Luisa non è stata capita da tutti in questa maniera. Alcuni sacerdoti l’hanno trascurata, altri l’anno osteggiata, altri ancora l’hanno perseguitata. È stata come Cristo – e come Lui continua ad essere – una pietra d’inciampo per molti.

 


- I -
Il VolErE divinO e noI

 

1. - Il tempo del Divin Volere.

Nel giro del ventesimo secolo il Cielo ha scelto Luisa Piccarreta, [3] una donna della regione delle Puglie, per proporre all’umanità un nuovo ideale di vita destinato alle persone disposte a rimpiazzare la loro volontà umana con la Volontà divina. La proposta assomiglia ad un nuovo “contratto” spirituale [4] che il Cielo offre all’umanità per permetterle di realizzare la felicità per la quale è stata creata, ma che il Peccato originale le ha fatto perdere. 

Di tutti i messaggi che il Cielo ha inviato alla terra nei secoli posteriori alla Redenzione, questo si presenta come il più importante. Basti sapere che l’ideale che Luisa propone all’umanità trasformerebbe il mondo in un paradiso terrestre. Il nostro mondo diventerebbe l’equivalente del Regno di Dio in terra, quel Regno che da due mila anni i cristiani invocano con le parole del “Padre Nostro”: “Venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”.

Di fronte a una notizia così grande e inattesa molte persone si domandano se questo Regno è o non è quello che Gesù ci ha promesso per questa terra. Nel riflettere a ciò mi sono chiesto: Perchè Gesù ha accettato di morire crocifisso?  Lui stesso ha detto, a quel che sembra, che lo scopo finale del suo sacrificio era di vedere un giorno realizzato il suo Regno. Ora questo Regno, che gli esegeti della Bibbia hanno più tardi battezzato “Regno  messianico”, è forse già esistito su questa terra? Molti mi rispondono, e con ragione: “Se fosse già esistito, la cosa si saprebbe”.

Assumendo dunque come cosa certa che questo Regno deve ancora venire, è evidente che un bel giorno esso finirà per arrivare. E se quel giorno fosse domani? Nulla lo esclude. Molte profezie recenti lo affermano chiaramente, aggiungendo che questo Regno è il Regno messianico, quel Regno che Dio ha promesso all’umanità come anticipo del Regno celeste. [5]

Non è solo nel Vangelo che il Regno messianico è presentato come lo scopo ultimo del sacrificio di Cristo. Maria Valtorta, [6]  alla quale Gesù ha rivelato molti segreti, anch’essa ne parla. Per esempio, nel 1943 Gesù le detta il testo seguente:

Gesù a Maria Valtorta: “Come uno a cui prema di fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che più importa, e che qui è il mio Regno.  [Regno temporale, ma di riflesso anche quello eterno].  Perchè nel mio Regno è la giustificazione del mio essermi incarnato e morto.  Perchè nel Regno è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza.  Perchè nel Regno è la prova della vita eterna, della risurrezione della carne, del mio potere di Giudice.  Perciò quando ho parlato per spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo quasi sempre a corona il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la sconfitta di Satana in se stesso [7], nella sua creatura [8], nei suoi precursori. [9] »

Questi dati suggeriscono che è possibile, anzi probabile, che il Regno messianico [10] e il Regno del Divin Volere siano la stessa cosa. Gesù lo conferma ulteriormente il 15 settembre 1922 parlando a Luisa in questi termini:

Gesù a Luisa Piccarreta: “Anelo ardentemente a che siano conosciuti gli effetti del mio Divin Volere. Da esso mi verrà la completa gloria della Creazione ed il compimento finale e definitivo della Redenzione. Oh, quanti effetti sono ancora sospesi, tanto della Creazione quanto della Redenzione, perchè il mio Volere non è conosciuto, e non tiene il suo vero Regno nella creatura, e non regnando, la volontà umana resta sempre schiava di se stessa![11]

  Se queste parole sono autentiche – e a mio avviso lo sono – esse ci permettono di affermare che l’Era nuova  che si annuncia garantirà il compimento definitivo della Redenzione, e che questo compimento si realizzerà col trionfo del Volere divino. Questa notizia è grandiosa, anche perchè che questo Regno messianico presenta dei punti in comune con l’Era nuova annunciata da tutti i profeti cristiani contemporanei, e che a loro volta i due assomigliano al“Millennio felice” che S. Giovanni evangelista descrive all’inizio del ventesimo capitolo dell’Apocalisse. Ecco il testo di S. Giovanni:

“Il Millennio felice”.  Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, Satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta, Perchè non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. 

Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni.

Questa è la prima risurrezione.  Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni".  [12]

Di fronte a tutti questi annunci profetici, una domanda appare con sempre maggior frequenza: Quand’è che questo Regno comincerà, o potrebbe cominciare ? 

Le profezie, quelle vere, non offrono date precise, ma un’interpretazione accorta del loro senso nascosto può condurre a delle rivelazioni interessanti. Nel caso attuale, per esempio, un attento esame del loro contenuto permette di concludere che l’inizio del Regno messianico coincide con l’inizio del settimo millennio della storia umana, il quale a sua volta corrisponde al terzo millennio della storia cristiana. Tutto questo fa parte del piano globale concepito da Dio. [13]

Continuando il ragionamento, visto che il terzo millennio cristiano è quello che l’umanità ha appena iniziato, vuol forse dire che il Regno messianico sta per cominciare?

Sì, certamente. E le profezie aggiungono che prima di entrare in questo millennio felice l’umanità dovrà subire una grande purificazione, senza la quale non le sarebbe possibile arrivare alla felicità, che di tale millennio è proprio la caratteristica principale.

Luisa Piccarreta dice che il tempo presente è propizio alle grandi conversioni, e ci informa che le persone che desiderano vivere nel Volere divino possono già da subito incamminarsi su questa via. Le porte del Regno del Divin Volere sono aperte a partire da questo tempo attuale. 

Grazie al ritorno sulla terra del Volere divino, i dolori e le sofferenze che il Peccato originale ci ha lasciato in eredità non esisteranno più. Spariti completamente!  L’umanità potrà vivere la felicità per la quale Dio l’ha creata. Questa felicità si stabilirà ovunque come conseguenza diretta di una comunione spirituale generale, resa possibile dalla presenza santificatrice del Volere divino nelle persone sopravissute alla Purificazione.

Quante sono le persone invitate a questo appuntamento? L’invito è per tutti, ma già si sa che alcuni l’accetteranno e altri no. A coloro che tuttavia lo accetteranno Dio darà la possibilità di recuperare i privilegi persi col Peccato originale, e questo permetterà loro di realizzare il sogno dei sogni, quello di diventare Figli di Dio in pienezza.

 

2. - L’Ordine primordiale.

Dalla Bibbia sappiamo che Adamo ed Eva al momento della loro creazione erano perfetti. Oltre alla loro vita fisica, intellettuale, e spirituale, Adamo ed Eva avevano ricevuto da Dio un dono eccezionale, la Vita divina, frutto della presenza in essi del Volere divino.  Sì, prima del Peccato originale, il Volere divino era innestato nella natura umana, integrato in essa, e questo aveva come effetto di divinizzare l’essere umano appena creato, e di avvicinarlo al suo Creatore in maniera molto intima, la maniera filiale. Ciò significa, in un certo senso, che il Volere divino era per noi umani più prezioso del sangue che scorre nelle nostre vene. Infatti, se il sangue fisico è in grado di garantire in noi la vita fisica, il Volere divino garantiva in noi la Vita divina, [14] sorgente delle gioie più ineffabili. [15]

Il Volere divino che abitava l’uomo prima del Peccato originale era per lui fonte di felicità perfetta, ma il peccato che ha cacciato via il Volere divino, ha cacciato via anche la Vita divina, giacchè i due vanno insieme. Privato della Vita divina l’uomo ha scoperto il dolore, la sofferenza, la morte, e tutti i figli di Adamo hanno ereditato questa condizione di decadimento. Da quel tempo gli esseri umani camminano in ginocchio in una terra cosparsa di spine. [16] Bisogna capire che le nostre volontà umane, molteplici ed imperfette, hanno lo sventurato potere di dividere il Corpo sociale che  formiamo tutti insieme, mentre il Volere divino, unico e perfetto, avrebbe avuto il potere di unificarlo nella pace.

Allora Dio, che vuole aiutarci a ritrovare la felicità che il Peccato originale ci ha fatto perdere, ci accorda oggi la possibilità di ritornare all’Ordine primordiale, quello che era in noi all’inizio della creazione. È come se a partire da oggi Dio ci accordasse la possibilità di rifare in senso inverso il cammino del Peccato originale. [17] 

Detto questo, le persone che si sentono attirate da questo progetto non devono far altro che rispondere “sì” all’invito che Dio ci manda oggi tramite Luisa Piccarreta. Per ottenere questa grazia basta che esse chiedano allo Spirito Santo di fare il necessario, in modo che il Volere divino riprenda in esse quel posto d’onore che già possedeva all’inizio della creazione. Per vivere nella felicità del Regno messianico l’uomo futuro rinuncerà al suo volere umano per far posto al Volere divino. [18] Ciò avrà per effetto di ristabilire in lui l’Ordine primordiale.

Una volta compiuto quest’atto di offerta, lo Spirito di Dio prenderà possesso di coloro che l’avranno compiuto per amore. [19] Il loro volere umano sarà sostituito dal Volere divino, che in tal modo ritornerà dove all’inizio Dio l’aveva posto. Questo restauro provocherà la divinizzazione del loro essere, ed il loro corpo sarà glorioso, simile a quello di Cristo risuscitato.

Questo momento è vicino, ma sarà decretato dall’eterno Padre dopo l’inevitabile purificazione che ormai sembra del tutto imminente.

Luisa Piccarreta, conosciuta anche come: “La piccola Figlia della divina Volontà”, ci informa che il fatto di vivere nel Volere divino ha per effetto di santificarci. Infatti, coloro che per amore accettano di conformarsi a questo ideale di vita, vivono la loro santità in modo spontaneo, naturale.

Conclusione: le persone che dopo la Purificazione saranno ammesse al Regno messianico (la Sala delle Nozze della parabola delle dieci vergini [20]) lo saranno grazie all’amore che avranno espresso a Dio attraverso questo atto di offerta liberamente compiuto. [21] È ovvio che la forza che si trova all’origine di questo atto deve essere l’amore. Gli altri sentimenti, come la paura, il timore, la sensazione di obbligo, o quello di dovere, non convengono perfettamente a questo atto di offerta.

 

3. - L’équivalente terrestre del Paradiso.

Vi è forse una parte di ignoto in questo ideale di vita che Dio propone all’Umanità?

Sì. Questo ideale può essere  considerato nuovo secondo vari punti di vista. Lo prova il fatto che coloro che cominciano ad interessarsene si fanno molte domande, alcune delle quali possono apparire persino bizzarre, come ad esempio: L’essere umano ha forse diritto di rinunciare alla sua volontà? È razionale un simile atto? In che modo la Terra potrebbe accogliere una Comunione di esseri che, da quel che si sa, non s’è mai vista applicata altrove che in Cielo? Eccetera... 

Dopo avere riflettuto e pregato sui testi di Luisa, un’idea ha attraversato il mio spirito. Sappiamo che il Volere divino è l’elemento che unifica le tre Persone divine al punto di farne un unico Dio. [22] In Cielo questo unico volere si applica in maniera assoluta alle Persone della Trinità santissima, ma anche, nei limiti consentiti da questa stessa Trinità, agli esseri che vivono in comunione con Essa, e in comunione tra di loro. Se questo stesso Volere si installasse in Terra come già lo è in Cielo, sarebbe forse in grado di unificare gli esseri della terra come già unifica gli esseri del Cielo?

La risposta non può essere che affermativa. Le anime che vivono in Cielo adottano il Volere divino come se fosse il loro proprio. Se gli esseri che attualmente vivono sulla terra facessero la stessa cosa (adottare anch’essi il Volere divino come se fosse il loro proprio), è lecito pensare che le condizioni di vita presenti in Paradiso finirebbero per essere presenti anche sulla Terra. La comunione degli esseri che attualmente forma l’anima del Paradiso formerebbe pure l’anima della Terra. Felicità celeste e felicità terrestre si rifletterebbero l’una nell’altra.

Il risultato è che la terra ridiventerebbe ciò che era all’origine, un giardino, un Paradiso. Gli esseri infelici verrebbero trasformati in esseri felici. Il Regno di Dio, quello che invochiamo con la recita del “Padre Nostro” diventerebbe una realtà. Dopo averlo atteso ed invocato con tanta speranza e trepidazione per due mila anni, noi ne saremmo i primi cittadini. [23]

 

4. – Il contrario del Peccato originale.

Le persone che si sentono attirate dall’ideale proposto da Luisa Piccarreta si fanno generalmente la seguente domanda: “Se è vero che per noi è arrivato il tempo di mettere il Volere divino al posto del nostro volere umano, esiste un percorso suscettibile di aiutarci a raggiungere presto e bene questo obiettivo? Se sì, qual’è questo percorso?

Il percorso esiste. Si tratta di adottare un comportamento che sia all’opposto di quello che ha spinto Adamo ed Eva a commettere il Peccato originale. Se l’uomo d’oggi vuole onorare il Volere divino che Adamo ed Eva hanno rigettato e offeso, esso deve accettare che questo Volere riprenda in lui il posto che Dio gli aveva dato all’origine. In altre parole: visto che i nostri Progenitori hanno preferito il loro volere umano al Volere divino, Dio ci invita oggi a preferire il Volere divino al nostro volere umano. Tutto ciò comincia con un atto di sottomissione amorosa a Dio: l’opposto della ribellione iniziale.

Diciamolo con poche parole: per onorare il Volere divino in modo conveniente occorre umiltà, sottomissione; per arrivare all’umiltà e alla sottomissione occorre l’amore; e che questo amore sia orientato verso Dio, e che Dio lo accetti, e che a seguito di questa accettazione Dio venga a rifare in noi l’Ordine primordiale.

Una persona ha tutti i diritti di rinunciare al suo a volere umano a vantaggio del Volere divino. Se a seguito di questo desiderio concepito interiormente, la stessa persona si inginocchia davanti a Dio e gli chiede la grazia di potere vivere nel Volere divino, questo atto di fiducia amorevole finisce per provocare la divinizzazione della persona che lo compie. Dio infatti non rifiuta mai questa grazia a chi gliela chiede con fiducia e sottomissione amorosa. I sentimenti di umiltà, di sottomissione e d’amore che normalmente accompagnano questa preghiera hanno per effetto di spingere Dio a ripris