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LUISA PICCARRETA: sintesi del suo insegnamento. |
IL SOLE DEL DIVIN
VOLERE Di: Johannes De Parvulis. Questo libro
è fatto per le persone che desiderano conoscere in sintesi il pensiero
della mistica Luisa Piccarreta *
sul Divin Volere. Il posto più
indicato per leggere queste pagine è davanti al Santissimo
Sacramento, in spirito di adorazione. * * * * Luisa Piccarreta
(1865-1947) ha scritto 36 quaderni sul Divin Volere. |
Dedica:
Ai “Figli di Luce della Seconda
Generazione”.
Presentazione
di don pablo-martín
SANGUIAO
L’autore di queste pagine riassume il
Messaggio che tramite Luisa Piccarreta Dio ci dà sul Volere divino.
Per convincere gli amanti della verità che si tratta di un Messaggio
importante e attuale, l’autore lo inserisce fin dall’inizio nel suo
contesto globale: il Piano divino di Salvezza. Secondo questo
Piano, Dio ha prima di tutto creato l’umanità, poi l’ha
redenta, e adesso intende santificarla. Per realizzare questa terza ed ultima
parte, chiamata Santificazione, Dio ha previsto il Regno messianico,
quel Regno che noi cristiani invochiamo da due mila anni con le parole del Padre Nostro:
“Venga il tuo Regno, sia fatta la tua Volontà come in cielo
così in terra”.
Spiegazione:
Prima del peccato originale, tra Dio e
i suoi figli c’era un idillio d’amore, ma col peccato
l’idillio è cessato, ed è iniziata la tragedia.
L’autore afferma che nel Piano di Dio il paradiso terrestre è
stato solo rimandato, e che esso sta per tornare, accompagnato dalla
felicità della vita divina. Ora l’Umanità è
come il “figliuol prodigo” che non riesce più a vivere
lontano dal Padre, e sta per tornare alla casa paterna: il Volere divino. Un banchetto lo aspetta nella casa
paterna, quello delle “Nozze
dell’Agnello”. [Ap 19, 7]
I
testi di Luisa che qui sono citati, malgrado non siano ufficiali (siamo in
attesa di una “editio typica” che sarà approvata
dall’autorità della Chiesa) mi sembrano sufficientemente fedeli.
Civitavecchia,
6 dicembre 2004
Don Pablo-Martín Sanguiao
Introduzione.
Questo libro fa la sintesi di quello che Dio ci rivela a proposito di
un’operazione prodigiosa – specie di “innesto mistico”
– che permetterebbe agli esseri umani che noi siamo di mettere la Volontà divina, perfetta, al
posto della nostra volontà umana, imperfetta o malata. Quello che Dio ci rivela su questa
operazione, ce lo rivela tramite Luisa Piccarreta, la mistica pugliese che
negli 82 anni che durò la sua vita terrena fu sempre in contatto col
soprannaturale.
Secondo Luisa
Piccarreta, la vita nel Divin Volere [1] permetterà all’uomo di ritrovare
su questa terra la felicità del primo Paradiso terrestre. In altre
parole, gli esseri umani che accetteranno di rimettere il Volere divino
al suo vero posto – quel posto prioritario che esso occupava
nell’anima umana prima del Peccato originale – risorgeranno
a vita gloriosa. Ciò significa che è giunto il momento, per chi si sente chiamato, di rifare alla
rovescia il cammino che ha condotto Adamo ed Eva a commettere il Peccato
originale.
Luisa Piccarreta non ha
avuto una vita facile, perchè le persone della sua cerchia non erano in
grado di capire la natura dei fenomeni mistici che essa viveva. Fra le
eccezioni si trova tuttavia un santo sacerdote, il Padre Annibale Di Francia,
che fu suo direttore spirituale dal 1910 al 1927.
Annibale Di Francia
è oggi un santo canonizzato. Da vivo fu spesso ricevuto in udienza da
Pio X. Alcuni testimoni riferiscono [2] che un giorno egli ritornò da Luisa
più contento che mai. Le raccontò che durante l’udienza che
aveva avuto con Pio X, il Papa gli aveva chiesto di leggergli una parte degli
scritti che don Annibale intendeva pubblicare. Erano le pagine del futuro
libro: “L’Orologio della Passione di Nostro Signore
Gesù Cristo”, che Gesù aveva inspirato a
Luisa qualche anno prima. Il Padre stava leggendo al Pontefice la pagina della
Crocifissione quando questi lo interruppe dicendo: “Non così, Padre,
ma in ginocchio bisogna leggere. È Gesù che parla”.
Luisa non è stata capita da tutti in
questa maniera. Alcuni sacerdoti l’hanno trascurata, altri l’anno
osteggiata, altri ancora l’hanno perseguitata. È stata come Cristo
– e come Lui continua ad essere – una pietra d’inciampo per
molti.
- I -
Il VolErE divinO e noI
1. - Il tempo del Divin Volere.
Nel giro del ventesimo
secolo il Cielo ha scelto Luisa Piccarreta, [3] una donna della regione delle Puglie, per proporre
all’umanità un nuovo ideale di vita destinato alle persone
disposte a rimpiazzare la loro volontà umana con la Volontà
divina. La proposta assomiglia ad un nuovo “contratto”
spirituale [4] che il Cielo offre all’umanità
per permetterle di realizzare la felicità per la quale è stata
creata, ma che il Peccato originale le ha fatto perdere.
Di tutti i messaggi che
il Cielo ha inviato alla terra nei secoli posteriori alla Redenzione, questo si
presenta come il più importante. Basti sapere che l’ideale che
Luisa propone all’umanità trasformerebbe il mondo in un paradiso
terrestre. Il nostro mondo diventerebbe l’equivalente del Regno di Dio in
terra, quel Regno che da due mila anni i cristiani invocano con le parole del
“Padre Nostro”: “Venga il tuo regno e sia fatta la tua
volontà, come in cielo così in terra”.
Di fronte a una notizia
così grande e inattesa molte persone si domandano se questo Regno
è o non è quello che Gesù ci ha promesso per questa terra.
Nel riflettere a ciò mi sono chiesto: Perchè Gesù ha
accettato di morire crocifisso? Lui
stesso ha detto, a quel che sembra, che lo scopo finale del suo sacrificio era
di vedere un giorno realizzato il suo Regno. Ora questo Regno, che gli esegeti
della Bibbia hanno più tardi battezzato “Regno messianico”, è forse
già esistito su questa terra? Molti mi rispondono, e con ragione:
“Se fosse già esistito, la cosa si saprebbe”.
Assumendo dunque come cosa certa che questo Regno deve ancora
venire, è evidente che un bel giorno esso finirà per arrivare. E
se quel giorno fosse domani? Nulla lo esclude. Molte profezie recenti lo
affermano chiaramente, aggiungendo che questo Regno è il Regno messianico, quel Regno che Dio ha
promesso all’umanità come anticipo del Regno celeste. [5]
Non è solo nel Vangelo che il Regno messianico è presentato come lo
scopo ultimo del sacrificio di Cristo. Maria Valtorta, [6]
alla quale Gesù ha rivelato molti segreti, anch’essa ne
parla. Per esempio, nel 1943 Gesù le detta il testo seguente:
Gesù
a Maria Valtorta: “Come uno a
cui prema di fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che
più importa, e che qui è il mio Regno. [Regno temporale, ma di riflesso
anche quello eterno]. Perchè
nel mio Regno è la giustificazione del mio essermi incarnato e
morto. Perchè nel Regno
è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza. Perchè nel Regno è la
prova della vita eterna, della risurrezione della carne, del mio potere di
Giudice. Perciò quando ho
parlato per spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo
quasi sempre a corona il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la
sconfitta di Satana in se stesso [7], nella sua creatura [8], nei suoi precursori. [9] »
Questi dati suggeriscono che è possibile,
anzi probabile, che il Regno messianico [10] e il Regno
del Divin Volere siano la
stessa cosa. Gesù lo conferma ulteriormente il 15 settembre 1922
parlando a Luisa in questi termini:
Gesù
a Luisa Piccarreta: “Anelo
ardentemente a che siano conosciuti gli effetti del mio Divin
Volere. Da esso mi verrà la completa gloria della Creazione ed il
compimento finale e definitivo della Redenzione. Oh, quanti effetti sono ancora
sospesi, tanto della Creazione quanto della Redenzione, perchè il mio
Volere non è conosciuto, e non tiene il suo vero Regno nella creatura, e
non regnando, la volontà umana resta sempre schiava di se stessa!” [11]
Se queste parole sono autentiche – e a mio avviso lo sono –
esse ci permettono di affermare che l’Era nuova che si annuncia garantirà il
compimento definitivo della Redenzione, e che questo compimento si
realizzerà col trionfo del Volere
divino. Questa notizia è grandiosa, anche perchè che questo Regno messianico presenta dei punti in
comune con l’Era nuova annunciata da tutti i profeti cristiani
contemporanei, e che a loro volta i due assomigliano al“Millennio
felice” che S. Giovanni evangelista descrive all’inizio del
ventesimo capitolo dell’Apocalisse. Ecco il testo di S. Giovanni:
“Il Millennio felice”. “Vidi poi un angelo che
scendeva dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano.
Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo,
Satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò
nell’abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta, Perchè
non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni.
Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo.
Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il
potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della
testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano
adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla
fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille
anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al
compimento dei mille anni.
Questa è
la prima risurrezione. Beati
e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha
potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno
con lui per mille anni".
[12]
Di fronte a tutti
questi annunci profetici, una domanda appare con sempre maggior frequenza:
Quand’è che questo Regno comincerà, o potrebbe
cominciare ?
Le profezie, quelle
vere, non offrono date precise, ma un’interpretazione accorta del loro
senso nascosto può condurre a delle rivelazioni interessanti. Nel caso
attuale, per esempio, un attento esame del loro contenuto permette di
concludere che l’inizio del Regno
messianico coincide con l’inizio del settimo millennio della storia
umana, il quale a sua volta corrisponde al terzo millennio della storia
cristiana. Tutto questo fa parte del piano globale concepito da Dio. [13]
Continuando il
ragionamento, visto che il terzo millennio cristiano è quello che
l’umanità ha appena iniziato, vuol forse dire che il Regno messianico sta per cominciare?
Sì, certamente.
E le profezie aggiungono che prima di entrare in questo millennio felice l’umanità dovrà subire una
grande purificazione, senza la quale non le sarebbe possibile arrivare alla
felicità, che di tale millennio è proprio la caratteristica
principale.
Luisa Piccarreta dice
che il tempo presente è propizio alle grandi conversioni, e ci informa
che le persone che desiderano vivere nel Volere
divino possono già da subito incamminarsi su questa via. Le porte
del Regno del Divin Volere sono
aperte a partire da questo tempo attuale.
Grazie al ritorno sulla
terra del Volere divino, i dolori e
le sofferenze che il Peccato originale ci ha lasciato in eredità non
esisteranno più. Spariti completamente! L’umanità potrà
vivere la felicità per la quale Dio l’ha creata. Questa
felicità si stabilirà ovunque come conseguenza diretta di una
comunione spirituale generale, resa possibile dalla presenza santificatrice del
Volere divino nelle persone
sopravissute alla Purificazione.
Quante sono le persone invitate a questo
appuntamento? L’invito è per tutti, ma già si sa che alcuni
l’accetteranno e altri no. A coloro che tuttavia lo accetteranno Dio
darà la possibilità di recuperare i privilegi persi col Peccato originale, e questo
permetterà loro di realizzare il sogno dei sogni, quello di diventare
Figli di Dio in pienezza.
2. - L’Ordine
primordiale.
Dalla Bibbia sappiamo che
Adamo ed Eva al momento della loro creazione erano perfetti. Oltre alla loro vita
fisica, intellettuale, e spirituale, Adamo ed Eva avevano ricevuto da Dio un
dono eccezionale, la Vita divina, frutto della presenza in essi del Volere
divino. Sì, prima
del Peccato originale, il
Volere divino era innestato nella natura umana, integrato in essa, e questo
aveva come effetto di divinizzare l’essere umano appena creato, e di
avvicinarlo al suo Creatore in maniera molto intima, la maniera filiale. Ciò
significa, in un certo senso, che il Volere divino era per noi umani più
prezioso del sangue che scorre nelle nostre vene. Infatti, se il sangue fisico è in grado di
garantire in noi la vita fisica, il Volere divino garantiva in noi la Vita divina, [14] sorgente delle gioie più ineffabili.
[15]
Il Volere divino che
abitava l’uomo prima del Peccato originale era per lui fonte di
felicità perfetta, ma il peccato che ha cacciato via il Volere divino, ha cacciato via anche la Vita divina, giacchè i due vanno
insieme. Privato della Vita divina l’uomo ha scoperto il dolore, la
sofferenza, la morte, e tutti i figli di Adamo hanno ereditato questa
condizione di decadimento. Da quel tempo gli esseri umani camminano in
ginocchio in una terra cosparsa di spine. [16] Bisogna capire che le nostre
volontà umane, molteplici ed imperfette, hanno lo sventurato potere di
dividere il Corpo sociale che
formiamo tutti insieme, mentre il Volere divino, unico e perfetto,
avrebbe avuto il potere di unificarlo nella pace.
Allora Dio, che vuole aiutarci a ritrovare la felicità che il
Peccato originale ci ha fatto perdere, ci accorda oggi la possibilità di
ritornare all’Ordine primordiale, quello che era in noi
all’inizio della creazione. È come se a partire da oggi Dio ci
accordasse la possibilità di rifare in senso inverso il cammino del
Peccato originale. [17]
Detto questo, le
persone che si sentono attirate da questo progetto non devono far altro che
rispondere “sì” all’invito che Dio ci manda oggi
tramite Luisa Piccarreta. Per ottenere questa grazia basta che esse chiedano
allo Spirito Santo di fare il necessario, in modo che il Volere divino riprenda in esse quel posto d’onore che
già possedeva all’inizio della creazione. Per vivere nella
felicità del Regno messianico l’uomo futuro
rinuncerà al suo volere umano per far posto al Volere divino. [18] Ciò avrà per effetto di
ristabilire in lui l’Ordine
primordiale.
Una volta compiuto quest’atto di offerta, lo Spirito di Dio
prenderà possesso di coloro che l’avranno compiuto per amore. [19] Il loro volere umano sarà sostituito dal
Volere divino, che in tal modo ritornerà dove all’inizio Dio
l’aveva posto. Questo restauro provocherà la divinizzazione del
loro essere, ed il loro corpo sarà glorioso, simile a quello di Cristo
risuscitato.
Questo momento è vicino, ma sarà decretato dall’eterno
Padre dopo l’inevitabile purificazione che ormai sembra del tutto
imminente.
Luisa Piccarreta, conosciuta anche come: “La piccola Figlia della
divina Volontà”, ci informa che il fatto di vivere nel Volere
divino ha per effetto di santificarci. Infatti, coloro che per amore accettano
di conformarsi a questo ideale di vita, vivono la loro santità in modo
spontaneo, naturale.
Conclusione: le
persone che dopo la Purificazione saranno ammesse al Regno messianico (la
Sala delle Nozze della parabola delle dieci vergini [20]) lo saranno grazie all’amore che
avranno espresso a Dio attraverso questo atto di offerta liberamente compiuto. [21] È ovvio che la forza che si trova
all’origine di questo atto deve essere l’amore. Gli altri
sentimenti, come la paura, il timore, la sensazione di obbligo, o quello di
dovere, non convengono perfettamente a questo atto di offerta.
3. -
L’équivalente terrestre del Paradiso.
Vi è forse una parte di ignoto in questo ideale di vita che
Dio propone all’Umanità?
Sì. Questo ideale può essere considerato nuovo secondo vari punti di
vista. Lo prova il fatto che coloro che cominciano ad interessarsene si fanno
molte domande, alcune delle quali possono apparire persino bizzarre, come ad
esempio: L’essere umano ha forse diritto di rinunciare alla sua
volontà? È razionale un simile atto? In che modo la Terra
potrebbe accogliere una Comunione di esseri che, da quel che si sa, non
s’è mai vista applicata altrove che in Cielo? Eccetera...
Dopo avere riflettuto e pregato sui testi di Luisa, un’idea ha
attraversato il mio spirito. Sappiamo che il Volere divino è
l’elemento che unifica le tre Persone divine al punto di farne un unico
Dio. [22] In Cielo questo
unico volere si applica in maniera assoluta alle Persone della Trinità
santissima, ma anche, nei limiti consentiti da questa stessa Trinità,
agli esseri che vivono in comunione con Essa, e in comunione tra di loro. Se
questo stesso Volere si installasse in Terra come già lo è in
Cielo, sarebbe forse in grado di unificare gli esseri della terra come
già unifica gli esseri del Cielo?
La risposta non può essere che affermativa. Le anime che vivono in
Cielo adottano il Volere divino come se fosse il loro proprio. Se gli
esseri che attualmente vivono sulla terra facessero la stessa cosa (adottare
anch’essi il Volere divino come se fosse il loro proprio),
è lecito pensare che le condizioni di vita presenti in Paradiso
finirebbero per essere presenti anche sulla Terra. La comunione degli esseri
che attualmente forma l’anima del Paradiso formerebbe pure l’anima
della Terra. Felicità celeste e felicità terrestre si
rifletterebbero l’una nell’altra.
Il risultato
è che la terra ridiventerebbe ciò che era all’origine, un
giardino, un Paradiso. Gli esseri infelici verrebbero trasformati in esseri
felici. Il Regno di Dio, quello che invochiamo con la recita del “Padre
Nostro” diventerebbe una realtà. Dopo averlo atteso ed invocato
con tanta speranza e trepidazione per due mila anni, noi ne saremmo i primi cittadini.
[23]
4. – Il contrario del Peccato
originale.
Le persone che si sentono attirate dall’ideale proposto da Luisa
Piccarreta si fanno generalmente la seguente domanda: “Se è vero
che per noi è arrivato il tempo di mettere il Volere divino al
posto del nostro volere umano, esiste un percorso suscettibile di
aiutarci a raggiungere presto e bene questo obiettivo? Se sì,
qual’è questo percorso?”
Il percorso esiste. Si
tratta di adottare un comportamento che sia all’opposto di quello che
ha spinto Adamo ed Eva a commettere il Peccato originale. Se l’uomo
d’oggi vuole onorare il Volere divino che Adamo ed Eva hanno
rigettato e offeso, esso deve accettare che questo Volere riprenda in
lui il posto che Dio gli aveva dato all’origine. In altre parole: visto
che i nostri Progenitori hanno preferito il loro volere umano al Volere divino,
Dio ci invita oggi a preferire il Volere divino al nostro volere umano. Tutto
ciò comincia con un atto di sottomissione amorosa a Dio: l’opposto
della ribellione iniziale.
Diciamolo
con poche parole: per onorare il Volere divino in modo conveniente
occorre umiltà, sottomissione; per arrivare all’umiltà e
alla sottomissione occorre l’amore; e che questo amore sia orientato
verso Dio, e che Dio lo accetti, e che a seguito di questa accettazione Dio
venga a rifare in noi l’Ordine
primordiale.
Una persona ha tutti i diritti di rinunciare al suo a volere umano a vantaggio del Volere divino. Se a seguito di questo desiderio concepito interiormente, la stessa persona si inginocchia davanti a Dio e gli chiede la grazia di potere vivere nel Volere divino, questo atto di fiducia amorevole finisce per provocare la divinizzazione della persona che lo compie. Dio infatti non rifiuta mai questa grazia a chi gliela chiede con fiducia e sottomissione amorosa. I sentimenti di umiltà, di sottomissione e d’amore che normalmente accompagnano questa preghiera hanno per effetto di spingere Dio a ripris