PARUSIA INTERMEDIA
Sul vuoto dogmatico
della Parusia intermedia, e sul dovere di riempirlo.

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ARGOMENTO Quante sono le Parusie
previste dal Piano divino di Salvezza? Esso prevede che Gesù vinca la morte
a tre riprese, con tre interventi
personali (detti Parusie ). Prima Parusia: È la prima vittoria
di Gesù sulla morte. Cristo-Redentore
muore crocifisso e risorge glorioso dopo tre giorni. È il “concepimento”
del Regno messianico. [1] Seconda Parusia: È
la seconda vittoria di Gesù sulla morte. Cristo-Re instaura
sulla Terra il suo Regno messianico.
È la “nascita” di detto Regno. Terza Parusia: È
la terza vittoria di Gesù sulla morte. Cristo-Giudice decide la fine del suo Regno messianico, e presiede al Giudizio
universale. [2] Ne deriva che
i momenti fondamentali del “Piano divino di Salvezza” sono tre: 1) – Concepimento del Regno messianico (Questo concepimento è avvenuto due
mila anni fa). 2) – Nascita del Regno messianico. (Questa nascita avverrà nei tempi
attuali). 3) – Termine del Regno messianico.
(Questa fine avverrà dopo il Millennio attuale). [3] |
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Questo libro
è disponibile presso la ditta:
Edizioni Gamba
24049, Verdello
(Bergamo) – Via Camozzi, 10-12
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INDICE
GENERALE
Introduzione.
Messa a punto sul linguaggio (18 domande + 18 risposte). 1 -
Messianismo: quello retto e quello distorto. 2 -
Messianismo e Nuovo Testamento. 3 -
Il Messianismo agli albori del Cristianesimo. 1 -
Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa. 2 -
S. Agostino: il grande equivoco sul Millenarismo biblico. 3 - Le diverse forme di millenarismo corrotto.
Parusia
intermedia e Mondo nuovo. 1 - Parusia
intermedia: vuoto dogmatico. 2 - Il Millenarismo condannato dalla Chiesa.
(J. De Parvulis). 3 -
Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo. |
1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. (J. De Parvulis). 2 - Il diritto di
governare il Mondo. (J. De Parvulis). 3 - Il Regno messianico annunciato dall’ODS. Fenomeni connessi alla Parusia intermedia. 1 - Introduzione. 2 - Sulla Fine dei
tempi. (Garabandal). 3 - Sul Giudizio
interiore. 4 - Sulla
Pentecoste universale. 5 - Sui Tre Giorni
di oscurità. 6 -
Sulla Prima Risurrezione. 7 - Sul Rapimento
degli eletti. appendicI 1 - Dell’Anticristo nel
suo tempo. Conclusione Bibliografia
|
Introduzione
Stiamo per entrare in
un'Era nuova, che sarà di pace.
Gesù ritorna
sulla Terra per instaurare il suo Regno messianico.
Il suo ritorno
sarà preceduto dall'apostasia
di molti e da una serie di disordini
apocalittici.
Apostasia e disordini
cesseranno, consumati dalla generale Purificazione che precederà di poco
l'apoteosi del ritorno di
Gesù.
(Apostasia + Apocalisse
+ Apoteosi).
Esistono oggi parecchie profezie ricche di informazioni sui prossimi
avvenimenti mondiali e sulla Venuta
intermedia
di Gesù. Con questo libro desidero far conoscere tali profezie,
rivelando la loro base teologica e il loro grado di conformità con le
Scritture sacre (la Bibbia).
Fino a pochi anni fa mancavano sul tema della Venuta intermedia di Gesù sia gli studi di approfondimento
sia la terminologia teologica per poter discuterne. Verso il 1990, Padre
Martino Penasa ha coniato l’espressione “Venuta intermedia di
Gesù”, o “Parusia intermedia”. [5] Dopo qualche anno Mgr Aldo Gregori [6] ha ripreso l’argomento facendone una sintesi. Nell’ultimo
decennio sono apparsi altri libri sul tema della Parusia intermedia e la conseguente instaurazione del Regno di Dio sulla Terra, ma nulla di
tutto questo sarebbe stato fatto senza l’ausilio dei Profeti cristiani
contemporanei. Questi profeti hanno aperto la strada. Sono loro che ci
permettono di capire i testi biblici che riguardano la Parusia intermedia e le verità ad essa collegate.
In questo libro, il metodo usato per l’approfondimento dei vari temi
è quello suggerito dal CCC, [7] dove si dice che l’approfondimento del “deposito della
fede” avviene con l’assistenza dello Spirito Santo, in tre maniere:
1) Tramite lo studio della Bibbia e
della Tradizione della Chiesa. 2) Tramite il Magistero della Chiesa. 3) Tramite le esperienze spirituali dei credenti (soprattutto quelli che per
il bene della Chiesa hanno ricevuto carismi straordinari, come apparizioni,
messaggi, locuzioni interiori, ecc…).
Un esempio di esperienze spirituali straordinarie è quello di
Medjugorje, dove i veggenti dicono che la Madonna promette al mondo un tempo di
pace. [8] Un altro esempio importante è quello della mistica Luisa
Piccarreta. Tramite Luisa Piccarreta [9] il Cielo ci avverte che è imminente il Regno del Divin Volere (alias Regno
messianico). Gesù l’ha promesso al mondo in occasione della
sua prima Venuta, e la sua Chiesa lo invoca da due mila anni con la preghiera
del Padre Nostro. Ora è giunto
il momento della sua nascita. Essa avverrà fra poco, in concomitanza con
la Parusia intermedia. [10]
“Fedes ex auditu”: La Fede ci
arriva tramite le parole che ascoltiamo. Nell’annunciare la Parusia intermedia di Gesù questo
libro intende offrire ad ognuno la possibilità di prepararsi ad
accogliere il Padrone della Vigna che ci fu affidata. Egli ritorna per
riprendere possesso della Vigna e di quanto gli appartiene, come dice il
Vangelo nella relativa parabola. [11]
Johannes De Parvulis
Messa a punto del linguaggio
(usato e da usare).
Sappiamo che per discutere di un problema allo scopo di risolverlo è
necessario usare una terminologia chiara, precisa il più possibile. Se
la terminologia è approssimativa c'è pericolo di confusione.
Abbiamo quindi pensato di iniziare questo lavoro con alcune domande-risposte
capaci di mettere ordine e chiarezza nel linguaggio che dobbiamo utilizzare. Questo
dovrebbe semplificare i dialoghi, sia il nostro con i lettori, sia quelli dei
lettori tra di loro, ed eliminare i malintesi che nascono quando i termini
della dogmatica e della teologia sono usati in maniera superficiale o ambigua.
1 - La Venuta intermedia di Gesù
è forse un’eresia?
Chi crede nella “Venuta intermedia di
Gesù” (detta pure “Parusia intermedia”) non è
eretico. I Padri della Chiesa credevano in essa, e quelli dei primi tre secoli
la predicavano. Anche la Bibbia parla di essa, benché in modo velato.
Se il linguaggio biblico in certi casi
è velato (o sembra tale), la cosa è voluta o permessa da Dio. La
Bibbia si lascia leggere dall’inizio alla fine, ma certi suoi passi non
si lasciano penetrare a fondo prima
del tempo stabilito. Quando però questo tempo arriva è necessario
farsi trovare pronti ad accoglierlo, altrimenti c’è il rischio di
arrivar tardi alla sala delle nozze, e di trovare la porta chiusa.
Alla fine del suo
libro “La Venuta intermedia di Gesù” Mgr Gregori
scrive: [12] “Nessuno
ci deve tacciare di visionari o di illusi senza prima essere riuscito a confutare
i nostri argomenti”. Per contestare una posizione teologica occorrono
motivi validi, non pregiudizi. Se mancassero i fondamenti biblici alla tesi
della Venuta intermedia di
Gesù, questa sarebbe già stata condannata dal Magistero, o da
qualche autorità, ma visto che nessuno l’ha mai condannata, l’ottusità
di certi oppositori diventa sinonomo d'ignoranza.
Uno degli scopi di questo libro è di aiutare coloro che cercano la
verità, e fanno questo per amore, ad evitare ogni tipo di confusione sulla
Venuta intermedia di Gesù, e
sul conseguente “Regno
messianico” (alias: “Millennio
felice”, alias: Regno di Dio in
Terra).
2 - La Venuta intermedia di Gesù ha fondamenti biblici?
Sì, molti, e questo libro ha per scopo di rivelarli. Uno di questi
è presente nel testo di Ap 20, 1-6, quello che parla del
“Millennio felice”. Visto che nello studio dei passi biblici la
Chiesa ci raccomanda di usare prima di tutto l’interpretazione letterale
e poi quella simbolica, il Millennio descritto
in questo passo è da intendersi come un Regno della terra, non come una
cosa campata in aria. Tale Regno sarà inaugurato da Gesù su
questa terra in occasione della Parusia
intermedia, [13] che i Profeti odierni dicono imminente.
3 - È giusto trattare da “millenarista” chi crede nel
Regno di Dio in Terra?
Non è giusto. Lo spiega il fatto che la parola “Millenarismo” possiede una connotazione
negativa, mentre l’espressione Regno
di Dio in Terra possiede una connotazione positiva.
La connotazione negativa del termine
“Millenarismo” dipende da un’interpretazione errata del testo
di Ap. 20, 1-6. [14] Invece la connotazione positiva si rifà alla promessa che Dio ha
fatto all’umanità quando nella Genesi ha detto al serpente
infernale che proprio una donna − una donna simile a quella da lui sedotta
− gli avrebbe schiacciato definitivamente la testa. Il valore positivo
dell’espressione “Regno di
Dio in Terra” – alias Millennio
felice, alias Regno messianico
– è legato al fatto che oggi con questa espressione i Profeti di
Dio annunciano implicitamente un ritorno dell’umanità alla
felicità dell’Eden. [15] Il Regno di Dio in Terra
è frutto della Redenzione operata da Cristo, frutto che adesso giunge a
perfetta maturazione.
4 - Fine dei tempi e Fine del mondo, sono forse la stessa cosa?
No! “Fine dei
tempi” e “Fine del
mondo” sono due realtà diverse, e nel Piano di Dio ognuna di
esse occupa un posto a sè stante: la “Fine
dei tempi” viene subito prima del Millennio felice, la “Fine del mondo” viene subito
dopo. Il Millennio felice si trova nel mezzo, tra la Fine dei tempi e la
Fine del mondo. Esso corrisponde alla “Nuova Creazione” tanto
sospirata e annunciata dai profeti di ogni tempo, soprattutto da Isaia.
Succede che quando la rivista PROFETI DI DIO
annuncia come imminente la Venuta intermedia di Gesù, la maggior parte
dei Sacerdoti e dei fedeli pensano che questa rivista annunzi la Fine del mondo. Invece non è
così.
5 - Nel condannare il millenarismo la Chiesa ha sicuramente voluto condannare
un’eresia. In che cosa consiste tale eresia?
La Chiesa condanna il Millenarismo, ma la definizione di Millenarismo non
è chiara per tutti. La confusione che ne deriva è tale che il
99,9% dei cristiani sono convinti che Millenarismo
e Millennio felice siano la
stessa cosa. Ciò non dovrebbe accadere. Il Millennio felice che S. Giovanni descrive in Ap 20, 1-6 non
può essere condannato, essendo un passo della Bibbia, che è
sacra. Ciò che la Chiesa può e vuole condannare non è il
passo biblico del Millennio felice,
ma le sue cattive interpretazioni. Lapalissiano, direte voi. Eppure... la
confusione nasce da questa distinzione mal fatta o mal capita.
Le interpretazioni errate del passo biblico
relativo al Millennio felice sono
varie. Per esempio, il millenarismo cerintiano (o “crasso”), il
millenarismo mitigato, il millenarismo origeniano, e il millenarismo
agostiniano sono tutte forme condannabili del testo biblico – e quindi
sacrosanto – di Millennio felice
(alias Regno messianico, o Regno di Dio in terra). [16]
6 - Perché la Parusia intermedia non si studia più da secoli?
La Parusia intermedia, pur essendo studiata e
predicata dai Padri della Chiesa
dei primi secoli, non si studia più in teologia dal tempo del grande
equivoco di S. Agostino. Oggi
quasi tutti i teologi seguono la posizione di S. Agostino, che in buona fede ha
interpretato il testo di Ap. 20, 1-6 facendo iniziare il Millennio felice
dalla Risurrezione di Gesù: un errore involontario, ma pur sempre un
errore.
Sotto la spinta dei Profeti cristiani contemporanei, che da una cinquantina
d’anni parlano del prossimo ritorno di Gesù nella gloria, alcuni
teologi – pochi – hanno ripreso a studiare l’argomento delle
Parusie. Nel fare questo si sono accorti che i Profeti cristiani contemporanei
hanno ragione di dire che le Parusie sono tre (anziché due), e di
annunciare come imminente la seconda Parusia, quella intermedia. I messaggi dei
carismatici odierni ci avvertono che la Parusia
intermedia ha per scopo di instaurare sulla Terra il Millennio felice, alias Regno
messianico. Gesù ritorna nel mondo per cacciare il demonio che da
sei mila anni lo governa da tiranno. [17] In questa sua Venuta intermedia (o Parusia intermedia) Gesù
porterà nel mondo la vera pace, quella promessa da Dio tramite i suoi
profeti. [18]
7 - Che significa: “Essere un
carismatico”?
La parola carismatico
significa “persona dotata di uno o più carismi”. I carismi
sono doni soprannaturali che Dio concede a delle persone da Lui scelte.
Esistono carismi ordinari e i carismi straordinari. Per esempio, i sette doni
dello Spirito Santo sono dei carismi ordinari, ma il carisma di profezia oppure
quello di guarigione sono dei carismi straordinari.
Se una persona ha il carisma di guarigione, significa
che essa può guarire pregando per la guarigione di qualcuno. (Il defunto
Padre Pio e il defunto Padre Emilien Tardif avevano ambedue questo carisma). I
veggenti di Medjugorje sono dei carismatici perché sono dotati di un
carisma, quello della visione. Don
Gobbi [19] è un carismatico perché ha il carisma delle locuzioni interiori.
Quando noi in questo libro parliamo di
“Profeti cristiani contemporanei” facciamo riferimento a persone
dotate del carisma di profezia.
Esistono pure dei gruppi di preghiera che nel linguaggio comune sono
chiamati gruppi carismatici. Questi
gruppi sono frequentati da persone che non sempre meritano la qualifica di
carismatiche. (Ma in certi casi la meritano).
8 - Che cosa insegna il Magistero sul ruolo dei mistici e dei carismatici
nella Chiesa?
Parlando della Chiesa di Gesù, S. Paolo
scrive: “Edificata sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come
pietra angolare lo stesso Cristo Gesù”. (Ef 2, 20).
Giovanni-Paolo II interpreta questo testo nel
modo seguente: “Nella Chiesa fondata
da Gesù Cristo non c’è contrasto tra la dimensione istituzionale
e la dimensione carismatica. […] Ambedue queste dimensioni sono
essenziali alla sua costituzione divina”. [20]
La dimensione carismatica è oggi rappresentata soprattutto da
persone che possiedono dei carismi straordinari. [21] Queste persone ci trasmettono i messaggi divini, e in questo modo ci
aiutano a rimanere in contatto con Dio.
9 - Che differenza c’è tra la
Rivelazione e le rivelazioni dette “private”?
La Rivelazione
è costituita dall’insieme delle rivelazioni divine presenti
nella Bibbia e nella Tradizione della Chiesa. [22] Invece le rivelazioni dette “private” sono quelle dei Profeti
cristiani contemporanei. Quando queste sono autentiche esse non contraddicono
la Rivelazione già presente
nella Bibbia e nella Tradizione. Di solito non aggiungono nuove verità
ma spiegano quelle che nella Bibbia meritano di essere spiegate o attualizzate.
In questo modo aiutano i fedeli a fare i dovuti legami tra il passato e il
presente. Questo accade perché nel Piano di Dio è arrivato il
tempo di svelare anche quei passi biblici che fino ad oggi erano velati.
L’unico che possa farlo con autorità e sapienza è Dio. Ma
per comunicare con noi Dio utilizza i suoi portavoce, quelli che noi chiamiamo
Profeti: i Profeti cristiani contemporanei.
Sappiamo che “la Rivelazione (detta
pubblica) è da considerarsi chiusa con la morte dell’apostolo S.
Giovanni”, ma alcuni citano questa frase in modo scorretto, come se Dio non
avesse più diritto di parlare con noi di cose “nuove”. Essi
le definiscono “nuove”, invece non si tratta di cose nuove ma di
spiegazioni destinate ad attualizzare i concetti “vecchi”, quelli
tradizionali.
Conclusione: le rivelazioni dette “private” spiegano i testi
biblici rimasti nell’ombra, oppure annunciano cose future legate a
promesse già fatte da Dio nel passato. (Cf. Gv 16, 13-14). Non si
dovrebbero dire “private”, ma “private
con finalità pubblica” perché Dio le manda a tutti gli
uomini, non solo al ricevente.
10 - Come mai esistono oggi tanti messaggi sul
ritorno imminente di Gesù?
Un carismatico ha
detto [23] che oggi i messaggi profetici sono abbondanti
perché Dio vuol dare a tutti la possibilità di prepararsi in modo
adeguato all’incontro che ci sarà tra Gesù e il Genere
umano al momento della Parusia intermedia.
In Amos 3, 7 si
legge: “Il Signore non fa cosa alcuna senza aver prima rivelato la sua
idea ai servitori suoi, che sono i profeti”. Ora si tratta del
ritorno di Gesù, il Figlio di Dio che ci ha redenti due mila anni fa, e
che ora ritorna tra noi come Re per instaurare il suo Regno terrestre (il tanto declamato e mai abbastanza compreso Regno messianico).
11 - È vero che le “locuzioni interiori” sono
soltanto delle meditazioni personali?
Recentemente una personalità ecclesiastica ha creato un certo
scompiglio affermando che le locuzioni interiori sono meditazioni personali dei
carismatici. Ciò non è conforme all’insegnamento della
Chiesa. La Bibbia (Cf. 1 Ts 5, 19-21), la Tradizione, e Papa Giovanni-Paolo II,
dicono che le “locuzioni interiori” sono manifestazioni del
Pensiero divino (qualora risultino autentiche).
12 - A che servono i messaggi dei profeti attuali?
Lo Spirito Santo ci può parlare in due modi: modo ordinario e modo
straordinario. Il modo ordinario è tramite la Chiesa, il modo straordinario
è tramite i carismatici. Questi, quando sono autentici, [24] parlano in nome di Dio, e meritano ascolto. I loro messaggi servono a capire
il “sensus plenior” della Rivelazione. [25] Il CCC dice al n. 66: ”Anche
se la Rivelazione è compiuta,
non è però completamente esplicitata”.
13 - Che cos’è
il “grande mosaico” di cui si parla in tante rivelazioni attuali?
Grazie ai carismi
straordinari concessi da Dio ai suoi Profeti si sta formando oggi un
“grande mosaico”. È come un grande disegno che descrive il
Piano che Dio ha concepito per l’Umanità, e lo spiega. Dio ci
rivela il suo Piano servendosi di tante persone, non di una soltanto, e ogni
persona scelta riceve una parte del progetto globale, non tutto il progetto.
Per conoscere il progetto globale, l’uomo deve ricomporre
nell’ordine voluto i pezzetti che costituiscono il mosaico. Per fare
questo ci vuole pazienza e buona volontà, ma alla fine c’è
la soddisfazione di conoscere il progetto di Dio, che è bello e
incoraggiante per chi ama Dio.
Esempi di missioni
particolari: i messaggi di Medjugorje hanno per scopo di fare camminare sulla
via della santità la parrocchia di Medjugorje e tutte le parrocchie del
mondo; quelli della carismatica che riceve i “Messaggi della Divina Sapienza” parlano al cuore delle
persone che hanno bisogno di essere incoraggiate a perseverare nel bene; quelli
di don Stefano Gobbi rivelano cose che riguardano il passato, il presente, e il
futuro; quelli di Maria Valtorta ripetono e sviluppano gli insegnamenti di
Cristo; quelli di Luisa Piccarreta annunciano e spiegano il Regno del Divin
Volere; quelli di Vassula Ryden preparano il terreno alla riunificazione delle
Chiese cristiane; quelli di Mgr Ottavio Michelini guariscono le anime di buona
volontà vittime del male che ha invaso la Chiesa; quelli di
Françoise evidenziano e spiegano la missione che la Francia ha in seno
alla Chiesa come sua figlia primogenita. E così via.
14 - Il
“Regno di Dio” verrà sulla terra prima del Giudizio
universale, o dopo?
Il testo di Mt 25,
31-46 dice che il Giudizio universale chiuderà tutta la storia umana.
Dopo tale Giudizio rimarranno solo Paradiso e Inferno. Dunque, il Regno di Dio che deve venire sulla terra
è da collocarsi prima del Giudizio universale, non dopo. I Padri della
Chiesa dei primissimi tempi insegnavano che la Venuta intermedia di Gesù ha uno scopo ben preciso: quello
di inaugurare il Regno di Dio sulla
terra. Chi negasse la Venuta intermedia
di Gesù ed il conseguente Regno di
Dio in terra andrebbe contro i Padri della Chiesa dei primi secoli, e
contro la Bibbia. In conclusione: se qualcuno dicesse che il Giudizio
universale verrà prima del Millennio
felice (che è il Regno di Dio
in terra) andrebbe contro la Bibbia.
E se qualcuno dicesse che il Millennio
felice non verrà, direbbe una falsità ancora più
grossa. [26]
15 - Che significa
“Settimana universale”?
Il Piano che Dio ha
concepito per redimere e santificare il Genere umano può essere chiamato
“Settimana universale”,
perché ha una struttura settimanale, cioè identica a quella della
nostra settimana, che a sua volta ripete la struttura della Settimana creativa descritta nella
Genesi. [27]
Studiando la patristica dei primi secoli della Chiesa ci siamo accorti che
i sette “giorni” della Settimana universale sono sette
millenni. Riflettendo sulla struttura della suddetta Settimana
universale abbiamo scoperto che il millennio attuale (terzo
dell’era cristiana e settimo della Settimana universale) è
l’ultimo della serie. In virtù di questa sua posizione esso va
considerato come se fosse una domenica: la “Domenica” [28] della Settimana universale. La
domenica è un giorno festivo. Esiste come “Giorno di
santificazione e di riposo”.
16 - La Settimana universale coincide forse col Piano di Dio descritto dalla
Bibbia?
Si! Il Piano divino che ci viene oggi rivelato
dai Profeti cristiani contemporanei coincide con quello biblico, e in
più corrisponde alla Settimana
universale della Tradizione sacra dei primissimi tempi. Quindi, se qualcuno
parla di Parusia intermedia e di Regno messianico non è eretico.
Egli afferma una verità biblica connessa al concetto di “Millennio
felice” descritto in Ap 20, 1-6.
Non bisogna confondere quello che noi diciamo con quello
che dicono i Testimoni di Geova, o i fautori del New Age. Quello che noi diciamo
è nelle parole del “Padre Nostro”: “Venga il tuo Regno … come in Cielo, così in
terra”.
17 - Il Regno di Dio in terra è forse un ritorno al Paradiso
terrestre?
Stando alla Bibbia, il Regno di Dio
in terra sarà un autentico paradiso terrestre. Si tratta del Millennio felice di Ap. 20, 4-6.
È un periodo storico che deve ancora venire. Esso assomiglierà al
paradiso celeste ma non sarà ancora il paradiso celeste, che è lo
stadio finale e definitivo del Regno di Dio. Assomiglierà piuttosto al
giardino dell’Eden. Durante questo periodo gli uomini vivranno nel Divin
Volere, come vivevano Adamo ed Eva prima del Peccato originale.
18 - È vero che JNSR parla di una seconda Ascensione di Gesù
al Cielo?
Sì, è vero. La cosa non
contraddice nessuna delle verità presenti nei libri sacri. Ritornando
sulla terra in occasione della sua Venuta intermedia, Gesù
instaurerà il suo Regno, e quando tale instaurazione sarà
terminata, avverrà una sua seconda Ascensione. Il compito di
continuare a dirigere l’umanità fino alla Fine del mondo
spetterà alla nuova Chiesa rigenerata.
Secondo la Bibbia, alla fine del Millennio
felice alcuni esseri umani si lasceranno ancora ingannare da Satana. [29] Il trionfo definitivo di Dio sulle potenze infernali avverrà alla
Fine del mondo col Giudizio universale.
– I
–
Messianismo.
|
1 -
Messianismo: quello retto e quello distorto. 2 -
Messianismo e Nuovo Testamento. 3 - Il Messianismo
agli albori del Cristianesimo. |
1 - Messianismo:
quello retto, e quello distorto.
Il Messianismo è l’attesa del
Messia. Si tratta di un concetto intimamente legato alla vita del Popolo ebreo,
al suo spirito, alla sua mentalità. Per capirlo meglio conviene
concentrarsi sul significato della parola Messia, che per gli Ebrei può
significare sia liberatore che duce: più un liberatore se l’interpretazione
è spirituale, più un duce
se l’interpretazione è materiale (politica). [30]
Esempio di interpretazione spirituale: Il
Messia sarà un Giusto che sulla terra avrà la funzione di
amministrare l'ordine e la giustizia voluti da Dio.
“Un virgulto spunterà dal tronco
di Yesse,
un virgulto spunterà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del
Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito
dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli
oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga che
percuoterà il violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà
l'empio.
Fascia dei suoi lombi sarà la
giustizia,
cintura dei suoi fianchi la fedeltà”. [31]
Esempio di interpretazione materiale: Il
Messia sarà un Potente che sulla terra avrà la funzione di duce,
o di re.
“Tu, Signore, scegliesti Davide come re
su Israele.
Giurasti a lui per sempre
di non far cessare il suo potere regale per
la sua stirpe...
Ci hanno cacciati via, loro ai quali non
l’avevi promesso...
Hanno devastato il trono di Davide...
Tu, o Dio, abbattili ed elimina la loro stirpe
dalla terra...
Che il tuo servo regni su Israele.” [32]
Di queste due interpretazioni, la più
frequente è purtroppo quella materiale. Da che cosa dipende? Dal fatto
che il Popolo ebreo è un popolo di “dura cervice”? [33] Sarà, ma a prescindere dal fatto che davanti a Dio il Popolo ebreo
rappresenta tutta l’Umanità, di perfettamente chiaro per noi
c’è soltanto una cosa, ed è questa: da quando Dio ha
promesso al Popolo ebreo un liberatore, ogni Ebreo finisce per costruirsi una mentalità
al centro della quale troneggia la grande figura di questo “Liberatore”
promesso da Dio. Succede però che le vesti umane del Messia mutino secondo
il cuore dell’Israelita che lo pensa. C’è chi lo pensa in
modo spirituale e con vocazione universale, e chi invece lo concepisce
materialmente (politicamente) e con vocazione nazionalistica.
Al tempo di Gesù, che nacque a
Betlemme, in una grotta, [34] quasi tutti gli Ebrei si erano abituati a concepirlo come un liberatore in
senso politico, cioè materiale, e siccome Gesù non fu come loro
se l’aspettavano, fu rigettato. Il primo a rigettarlo fu Erode, che per
gelosia tentò di sopprimerlo facendo ammazzare centinaia di neonati. Fu
la famosa “Strage degli Innocenti”, tutti della regione di
Betlemme. I secondi a rigettarlo furono quei dottori della Legge che nel Tempio
discussero con lui, adolescente, e lo rigettarono perché non capirono le
parole da Lui proferite in senso spirituale anziché materiale. [35] I terzi a rigettarlo furono coloro che riuscirono a farlo morire
crocifisso per opera dell’autorità romana.
Come si svolsero gli avvenimenti?
Nell’anno 63 a. C. la Palestina subisce
il giogo dell’Impero romano, e per gli Ebrei diventa sempre più
importante la figura del Liberatore promesso da Dio. Purtroppo tale Liberatore
viene concepito in chiave politica. Per esempio, l’opposizione degli
Zeloti contro la forza di occupazione romana ha una componente messianica. Anziché
concepire il Messia come un liberatore spirituale e universale, gli Zeloti lo
concepiscono in maniera nazionalistica, come un duce politico (una specie di Mussolini
a lieto fine). La predicazione di Gesù dovrebbe rimettere le cose a
posto, e invece produce una divisione nel Popolo eletto: gli israeliti
sensibili ai valori spirituali e universali accettano Gesù come Messia,
mentre coloro che si interessano unicamente ai valori materiali e politici lo
respingono. I capi del sinedrio lo respingono con grande ferocia. La
maggioranza di essi non cerca i valori spirituali ma quelli materiali, non
aspira alla giustizia e alla verità ma alla forza e al comando.
Gesù muore all’età di trentatrè anni, crocifisso dai
Romani, ma per volere dei sinedristi ebraici.
Nessun altro Messia in vista? Eccome!
Tantissimi, e tutti falsi. Se applichiamo alla parola anticristo il significato
di negatore del Verbo divino, possiamo dire che gli anticristi più noti
nell’ebraismo sono: Menachem ben Jehudah, che a suo tempo ha capeggiato
gli zeloti; Simon ben Kosiba (Kokba), che a suo tempo ha suscitato una grande
ribellione contro i Romani (132-135 d. C.); il cabalista Abraham ben Shemuel
Abufalia, che nel XII secolo ha addirittura tentato di convertire il Papa di Roma;
ed infine il famoso Shabbetaj Zevi (2ª metà del XVII secolo) che
con la sua abiura ha fatto traballare il giudaismo del mondo intero.
Visto il ruolo importante assunto negli ultimi secoli da Shabbetaj Zevi, a
questo punto ci sembra opportuno accordare un po’ di spazio alla sua
persona. Egli, suo malgrado, ha fondato il sabbatianismo. [36] La storia di questo anticristo ebraico ci offre un esempio di come la
Parola di Dio si possa manipolare, e di quanto nocivi siano gli effetti
prodotti da certe manipolazioni abusive di detta Parola.
Shabbetaj Zevi nasce a Smirne nel 1626. È Ebreo, un ebreo a tendenza ereticale.
Cacciato da Smirne, da Salonicco e da Costantinopoli, finisce per rifugiarsi in
quel di Gerusalemme, e nel 1655 incontra a Gaza il cabalista Nathan ben Elisha,
che allora è ritenuto una specie di santo. Nathan gli dice che Dio
l’ha scelto come Messia. Shabbetaj
si lascia convincere ed inizia a predicare. Nathan diventa il suo
profeta annunciatore, e lo presenta a tutti come Messia. [37] Per sedurre i cittadini di Smirne Shabbetaj pronuncia sulla piazza, a capo
scoperto e ad alta voce, il sacro nome di Dio, senza che il fulmine divino lo
stramazzi a terra. [38] In fin dei conti Shabbetaj viene arrestato dall’autorità turca
e posto davanti all’alternativa di essere ucciso o di abiurare la
religione ebraica a favore dell’islamismo. Shabbetaj sceglie
l’abiura e passa all’islamismo. Nè questa sua abiura
nè la sua morte avvenuta nel 1676 mettono fine al movimento da lui
avviato, questo perché [39] Nathan ben Elisha (il suo ex annunciatore) trasforma l’apostasia di
Zevi in una posizione teologica, spiegandola come necessaria al processo di redenzione:
il Messia deve sprofondare nel mondo del male perché soltanto
così potrà liberare se stesso e Israele.
Caratteristica principale del sabbatianismo
è l’opposizione alla Legge antica allo scopo di instaurare una
legge nuova, sovversiva e peccatrice. Ne deriva la totale impunità da
ogni crimine, dal momento che diventa lecita ogni apostasia, e che le azioni
non sono più sottoposte ad alcuna legge religiosa, nè vecchia
nè nuova. La dottrina e l’esempio di Shabbetaj Zevi feriscono seriamente il giudaismo vero. Le conseguenze
di questa crisi sono ancora visibili là dove gli Ebrei rifiutano
qualsiasi forma di attesa messianica perché, dicono essi,
l’ateismo è meno complicato della religiosità.
I falsi messia, gli anticristi
dell’ebraismo, con le loro azioni male ispirate hanno messo a dura prova
il Messianismo, quello ebraico prima, e poi anche quello universale,
perché hanno fatto cadere la fede che permette agli uomini, a tutti, sia
Ebrei che Cristiani, di sperare in un futuro migliore, quello di un Regno messianico vissuto sotto
l’egida del grande liberatore promesso da Dio: liberatore, salvatore,
redentore, a seconda dei diversi punti di vista.
Ancora oggi, alla base dell’occultismo
giudeo-massonico è possibile reperire elementi sabbatianici. Lo spirito
dell’Anticristo sfrutta questi elementi pseudo-teologici per far credere
all’Ebreo che per collaborare alla redenzione di Israele e del mondo
è necessario perseguitare Cristo e la sua Chiesa.
In fin dei conti, la follia di alcuni movimenti occulti e satanici è
di credere che per dare a Israele il dominio mondiale è necessario che
l’Anticristo prevalga su Cristo e la sua Chiesa. [40]
Riassunto schematico
|
Messianismo di stampo
ebraico: Un grande Liberatore è promesso da Dio alla Casa d’Israele. [41] |
|
|
Interpretazione
“A” Alcuni − non
molti − interpretano la parola liberatore,
alias “Messia”, in chiave spirituale e universale. (Apostoli e
primi discepoli di Gesù). |
Interpretazione “B” Alcuni altri −
parecchi − interpretano la
parola liberatore, alias
“Messia”, in chiave materiale e nazionalistica. (Farisei,
Sadducei, Scribi, Zeloti, ecc...). |
2 - Messianismo e
Nuovo Testamento.
La parola Cristo
deriva dal greco Christòs, che vuol dire Messia. Messia a sua
volta significa: “Il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle
genti”. Una persona desiderosa di annunciare che “Gesù
è il Messia”, anziché dire “Gesù”, dice “Gesù Cristo”. Dalla parola Messia deriva poi la parola
messianismo, che significa: “Concetti e argomenti riguardanti il Messia,
il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle genti”.
Quando Gesù nasce a Betlemme, l’idea messianica (quella che implica la
Venuta del Cristo, del Messia, l’atteso delle genti), esiste da secoli presso
gli Ebrei, e potrebbe essere descritta in questo modo:
“Quando i tempi saranno maturi, verrà instaurato sulla terra
il Regno di Dio. Colui che lo instaurerà sarà un Re di origine
celeste. Il potere di questo Re si estenderà su tutti i popoli. Il suo
Regno sarà un regno di giustizia e di pace. Questo Re assicurerà
la prosperità, distruggerà la Morte, e ai giusti concederà
la Risurrezione affinché godano anche sulla terra di quella vita alla
quale erano destinati, ma della quale non hanno mai potuto usufruire pienamente
a causa della presenza del Maligno sulla terra. I nemici di Israele saranno uno
sgabello ai suoi piedi”.
Come risulta da questa descrizione, una
persona che volesse interpretare la promessa di Dio in senso nazionalistico lo
può fare (Esempio: “I nemici di Israele saranno uno sgabello ai
suoi piedi”), ma una persona più sensibile ai valori spirituali e
universali potrebbe interpretare la promessa per quello che veramente è,
una promessa di Dio all’intera Umanità: “Io che sono il
Creatore di tutto, attraverso il mio popolo − il Popolo d’Israele −
manderò nel mondo un grande liberatore. Questi farà regnare la
giustizia, distruggerà la Morte, ecc…”.
Gli Apostoli − che sono Ebrei − conoscono
questa promessa divina, e ci credono. Essi vedono in Gesù il Messia
promesso, ma non sono in grado di capire bene com’è fatta la sua
Persona. Divina? Umana? Metà e metà? In essi c’è una
lotta: “Gesù è umano, o divino? Il suo regno sarà umano
oppure divino?” Prima di ricevere la luce e la forza del divin Paraclito
essi talora lo concepiscono come un duce nazionale, e talora come un redentore
universale. In essi c’è un po’ di vecchio e un po’ di
nuovo. Vivono l’esperienza di una lotta interiore tra la parte materiale del
loro essere e quella spirituale. La prima è sedotta dal mondo sensibile,
un mondo circoscritto alla nazione ebraica, mentre la seconda, incoraggiata dai
discorsi di Gesù, si lascia guidare sempre di più dai valori
spirituali, che sono universali. Alla fine, dopo aver vissuto con Gesù
per tre anni, constatando che Gesù è risorto si preoccupano di
sapere da Lui se è giunto il momento di realizzare il “Regno d’Israele”. Chiedono
a Gesù: “Signore, è
questo il tempo in cui ricostituirai il regno d’Israele?” Ma
Gesù risponde: “Non spetta
a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta,
ma avrete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e mi
sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e fino agli
estremi confini della terra”. (At 1, 6-8).
In questa risposta Gesù promette ai
suoi Apostoli che la forza dello Spirito di Dio li renderà capaci di
testimoniare in favore della sua opera “fino agli estremi confini della
terra”. (Questa promessa si realizzerà alla Pentecoste).
− “Ma allora, Maestro, è proprio vero che il Regno di
Israele si estenderà fino agli estremi confini della terra”?
− Sì, è vero.
− Ci
sembra impossibile! A meno che… A meno che… … … Maestro, che senso ha
l’espressione “Regno d’Israele”? Politico o spirituale?
A questo punto interveniamo noi. Interveniamo
per dire che Gesù, con le parole e con l’esempio, ha sempre
risposto “spirituale”, ma
che nel corso della storia metà del mondo ebraico risponderà
“spirituale”, e l’altra metà risponderà
“politico”. Come il ladrone Disma, definito buono, la prima
metà morirà solo di morte fisica – una morte che in
realtà è una liberazione, una nascita alla vita eterna –
mentre la seconda metà, composta di impenitenti, morirà sia fisicamente
che spiritualmente. La vera morte, quella eterna, è la morte spirituale.
Quanto agli Apostoli, dopo la Pentecoste essi intuiscono spiritualmente, in
profondità, che il Nuovo Israele non è una terra, una nazione,
uno stato, ma è la Chiesa fondata dal loro Maestro: la Chiesa
universale. [42]
Gesù rivela agli Apostoli che grazie
allo Spirito Santo essi capiranno tutto, anche quello che per ora non sono in
grado di capire. Cosa rimane da capire? Per essi e per noi rimane da capire che
Cristo con la sua morte e la sua risurrezione ha realizzato l’atteso
“Regno messianico” non come si raccoglie un campo, ma come
lo si semina. Nel dire alle folle: “Il
Regno di Dio è già in mezzo a voi” Gesù diceva
che il suo seme era seminato… Quanto al
raccolto, c’è da dire che il seme ha bisogno di tempo per produrre
il suo frutto, il tempo di spuntare, di crescere, e di maturare. Il raccolto ci
sarà, ma a suo tempo, alla fine del processo di maturazione.
La tentazione per ognuno di noi è di voler
sapere subito quando ci sarà il raccolto. Come dei bambini golosi o
affamati noi ci chiediamo con ansia: Oh,
quando dunque verrà il tempo di raccogliere? La verità, per
chi la vuol sapere, è questa: prendendo come base il quadro della Settimana universale (che come ormai
sappiamo è composto di sette millenni) i primissimi Padri della Chiesa
sostenevano che il raccolto sarebbe avvenuto tra la fine del sesto millennio e
l’inizio del settimo. I mistici odierni pur ignorando quasi tutto dei
suddetti Padri e sul tempo fissato da Dio per realizzare questo suo
“raccolto”, [43] dichiarano che Gesù sta per tornare sulla terra, e che il tempo
presente è un tempo conclusivo, un tempo che si addice alla realizzazione
del raccolto. Siamo all’inizio del terzo
millennio della storia cristiana. Detto millennio, come abbiamo visto,
corrisponde al settimo della storia
umana. Siamo quindi arrivati al tempo della seconda Venuta di Cristo, la Parusia intermedia. [44]
Troviamo scritto negli Atti:
– “Detto
questo, Gesù fu elevato in alto sotto i loro occhi, e una nube lo
sottrasse al loro sguardo. E poiché essi continuavano a fissare il cielo
mentre lui se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a
loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il
cielo? Questo Gesù che dalla terra è stato assunto in cielo, un
giorno ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto
andare”. (1, 9-11).
Il “messianismo” degli Apostoli
sembra qui confermato dagli angeli, che affermano: “Gesù… ritornerà allo stesso modo in
cui l’avete visto andare”.
Gesù è risorto e poi è
ritornato in Cielo; ma per evitare che i suoi rimangano orfani ha promesso loro
la presenza dello Spirito Santo. Siccome la presenza dello Spirito Santo in noi
e fra noi è la stessa presenza di Cristo, non ci sarà nessun vuoto cristologico nel primo periodo di tempo, quello che va dall’Ascensione alla
Parusia intermedia che sta per venire, e ancora meno nel secondo periodo, quello dei mille anni
che vanno dalla Parusia intermedia alla Parusia finale. Noi infatti crediamo alla
presenza reale di Gesù nei sacramenti, nel sacerdozio, e in seno ad una
comunità orante. Siamo convinti
che i due suddetti periodi, soprattutto il primo, hanno per scopo di dare al
grano di Gesù il tempo di maturare nel suo campo.
Nel libro dell’Apocalisse, per spiegare
il posto occupato dalla Parusia
intermedia – e dal conseguente Millennio
felice – nel contesto globale della Settimana universale, S. Giovanni si serve di un settenario di
sigilli. [45] Così tutte le profezie messianiche dell’Antico Testamento si
trovano confermate nel Nuovo, mentre invece nella riflessione rabbinica
posteriore a Gesù nulla appare di tutto questo.
3 - Il Messianismo
agli albori del Cristianesimo.
Il Messianismo dei primi cristiani rimane
integro fino all’epoca di Origene (un notabile del mondo culturale di
Alessandria d’Egitto, 185-254 d. C.), poi le cose si guastano
perché Origene riesce a convincere molti cristiani della
necessità di interpretare l’Apocalisse in maniera simbolica. [46] Lo studioso Eusebio di Cesarea (265-340)
riprende e sfrutta le tesi di Origene senza correggerle. Dopo di lui altri
studiosi impostano le tesi bibliche allo stesso modo. Fra questi figurano S.
Girolamo (347-420) e S. Agostino
(354-430).
Parlando di S. Girolamo, lo studioso Gabriel
Peters dice: “Girolamo fu prima di
tutto un discepolo di Origene, che in seguito ripudiò; di conseguenza
nella sua opera di esegesi si nota uno slittamento progressivo dal senso
allegorico (cioè simbolico, ndr)
al senso letterale, quello che Steinmann chiama “disintossicazione”.
[47]
E a proposito di S. Agostino il professor
Vincenzo Mercante scrive: “L’interpretazione
simbolica e spirituale del Millennio risale a Origene e ad Agostino, ed
è oggi quella generalmente sostenuta”. [48]
C’è
forse un legame tra Messianismo e Parusia intermedia? Il legame
c’è. Visto che il Messianismo è l’atteggiamento di
chi attende il Messia, colui che non attendesse più il Messia, oppure lo
attendesse soltanto per la Fine del mondo – escludendo in tal modo la sua
Venuta intermedia – inventerebbe un messianismo che nella realtà
del progetto divino non esiste. In poche parole, se il progetto di Dio comporta
tre Parusie, il Messianismo retto è di saper attendere il Messia a
ciascuna di esse. Continuando sulla stessa idea, se per molti Ebrei fu uno
sbaglio quello di rigettare il Cristo della prima Parusia, noi pure
sbaglieremmo, e altrettanto gravemente, se rigettassimo il Cristo della seconda
Parusia, quella intermedia. Se la prima Parusia ha permesso a Cristo di venire
tra noi come Redentore, la seconda,
quella che oggi appare imminente, permetterà allo stesso Cristo di
ritornare fra noi come Re di gloria,
e di instaurare tra noi il suo Regno
messianico.
Eusebio di Cesarea e seguaci non
parlano mai di questione “parusiaca” nei loro scritti. La Parusia
intermedia non c’è. Evacuata. Chi dunque si fida ciecamente di
questi autori finisce per credere che la questione “millenaristica”
sia l’unica che meriti considerazione. Il resto non esiste, o non conta.
Risultato: il quadro della Settimana
universale è cambiato. Essendo sparita dal quadro la Parusia
intermedia, che rappresenta un dato essenziale del disegno divino, umanamente
parlando non è più possibile comprendere il Piano di Dio nella
sua compiutezza e nella sua bellezza. [49]
Solitamente Dio concede all’uomo di
buona volontà l’aiuto necessario per correggere i dati di un
problema che l’ignoranza umana o l’astuzia demoniaca hanno reso
insolubile. Oggi per esempio, Dio interviene per correggere i dati relativi al
problema della Parusia intermedia. Ma
quanti amano Dio al punto di fare attenzione ai suoi messaggi? Per esempio, un
teologo di rispetto potrebbe dire di credere ai profeti antichi. Non
rischierebbe grosso. Ma come potrebbe lo stesso teologo mettersi a dire:
“Credo ai Profeti cristiani contemporanei”? Se facesse questo
perderebbe la sua reputazione, perché i profeti contemporanei parlano di
Parusia intermedia, una cosa dimenticata,
fuori moda, una cosa balorda, un soggetto tabù! Per affrontare onestamente
un problema del genere ci vorrebbe eroismo, e dove trovarlo?
In precedenza
abbiamo visto che il responsabile numero uno dell’interpretazione erronea
che subisce il testo di Ap 20, 1-6 a partire dal quarto secolo è Origene, ma abbiamo notato
che anche S. Girolamo e S. Agostino
sono un po’ responsabili di questo errore poiché in qualche modo
si sono lasciati da lui influenzare. Come mai Girolamo e Agostino non
hanno visto il tranello nel quale sono poi caduti? La spiegazione è la
seguente. Nei suoi primi anni di vita, il Cristianesimo dipende molto dalle
traduzioni ben fatte o mal fatte dei passi biblici. Le continue contestazioni
dei fedeli sulle varie traduzioni inducono Origene a tradurre in greco una
volta per tutte la totalità del testo biblico, che all’origine
è in ebraico. Il suo lavoro incide sulla Chiesa d’Oriente, e un
secolo dopo è imitato in Occidente da S. Girolamo, che non conoscendo abbastanza l’ebraico, traduce
in latino quello che Origene ha tradotto in greco. S. Agostino, lui, conosce
poco il greco, e ancor meno l’ebraico. Dunque si fida delle conoscenze
linguistiche greche di Girolamo, il quale a sua volta si è fidato delle
conoscenze linguistiche ebraiche di Origene. [50]
Nel tradurre da una lingua all’altra
è facile per un traduttore cedere all’idea di aggiungere dei
commenti personali ai passi tradotti. Quando ciò avviene, i commenti
corrispondono al modo di pensare del traduttore. Come pensa il traduttore Origene?
Egli appare oggi come un uomo capace di costruire attraenti castelli teologici
con parole complesse e seducenti, ma nel suo tempo non fu percepito subito come
tale. Il suo stile eloquente e la reputazione di uomo colto che si era creato
lo rendevano quasi invulnerabile alle critiche sfavorevoli. Pochi si accorsero
che propagava errori di interpretazione. La sua principale eresia è
l’apo-catastasi, che
sarà condannata dalla Chiesa, ma più tardi. [51] (Non si tratta di una verità rivelata da Dio e tramandata dai
Padri, ma di un insieme di teorie che
tendono a ridurre il Cristianesimo a filosofia). La distorsione è evidente, ma c’è chi non la
percepisce ancora come tale, e tenta di presentare il fenomeno come un normale
“processo di ellenizzazione del
Cristianesimo”. Per quanto ci
riguarda, una distorsione rimane una distorsione. [52]
Si dice che Demetrio, che allora era vescovo di Alessandria, abbia convocato un sinodo diocesano che
dichiarò Origene eretico. Visto il dissenso di alcuni − e siccome
Origene non si dava per vinto − nel 231 lo stesso vescovo dichiarò
invalida anche la consacrazione sacerdotale di Origene. [53] Ma ormai il seme dell’eresia origeniana si era già sparso
all’intorno, contaminando seriamente molti scritti teologici. Nel
presentarsi fantasioso e ricco di “buonismo”, il Cristianesimo di
Origene otteneva grande successo. Grazie a questo “buonismo” la
salvezza veniva estesa anche ai dannati dell’inferno. [54]
|
|
Origene (Nato
ad Alessandria d’Egitto nel 185. Morto a Tiro nel 254.) Fu direttore del didascaleo cristiano di Alessandria
d’Egitto. Nel 231 si stabilì a Cesarea, in Palestina. Scrisse
numerosi trattati di ascesi, di dogmatica, di esegesi. Molti punti della sua
dottrina furono condannati al Concilio di Costantinopoli, quello del 553. |
Per mettere in guardia gli studiosi sulla
“pericolosità” di Origene in campo teologico avrebbero
dovuto bastare i legittimi interventi del vescovo Demetrio, invece Origene ebbe
tanti ammiratori fra i cristiani. Tra questi ci fu il sopra citato Eusebio di Cesarea, e poi S. Girolamo. [55]
Il De Lubac dice che per fare dell’esegesi biblica S. Girolamo si fidò
ciecamente delle traduzioni che Origene aveva fatto dall’ebraico al
greco, [56] e che questa eccessiva dipendenza di Girolamo su Origene fa di lui un
mediocre studioso di questioni escatologiche. Visto che per quanto riguarda
l’escatologia S. Agostino dipende da S. Girolamo, anche
l’autorità di S. Agostino diminuisce. Possiamo dire che su certe posizioni
essa diminuisce fino a svanire completamente.
– II –
millenarismo
|
1
- Il Millenarismo presso i primi
Padri della Chiesa. 2
- S. Agostino: il grande equivoco
sul Millenarismo biblico. 3 - Le varie forme di millenarismo corrotto. |
1 - Il
Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa.
Se un oggetto sacro può essere profanato,
un concetto sacro lo può essere altrettanto, ed è quanto è
successo al concetto di Millenarismo. Da sacro è diventato profano, da
vero è diventato falso, da ortodosso che era all’origine, ora
tutti lo considerano un’eresia. Come mai?
Spiegazione:
Il Millenarismo
è un concetto biblico che si presenta in Ap 20, 1-6. Il testo che lo descrive ha per titolo “Il Millennio
felice”. Il testo
è questo:
“Vidi poi un angelo che scendeva dal
cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Afferrò
il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, Satana – e
lo incatenò per mille anni;
lo gettò nell’abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la
porta, Perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento
dei mille anni. Dopo questi
dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni
troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche
le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della
parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne
avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e
regnarono con Cristo per mille anni;
gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima
risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima
risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti
di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni”.
Per identificare il concetto espresso in
questo passo, lo studioso J. De Parvulis si serve dell’espressione
“Millenarismo biblico”. [57] I Padri della Chiesa dei primissimi tempi non hanno nessuna
difficoltà a credere al Millenarismo
biblico, ma coloro che un po’ più tardi ruotano attorno alla
figura e al pensiero di Origene stentano a crederci. Origene fa sparire dal
contesto biblico sia il Millennio descritto
da S. Giovanni, che la Parusia intermedia
che lo deve inaugurare. Di conseguenza la parola “millenarismo”
utilizzata da Origene non significa più che il “Millenarismo
biblico” è vero, ma bensì che il “Millenarismo
biblico” è falso. Se Origene avesse espresso questo concetto
direttamente e con parole chiare non sarebbe stato creduto da nessuno –
perché la Bibbia non è soggetta a condanne, e non può
essere dichiarata falsa da nessuno – ma il fatto di averlo espresso in
maniera indiretta, simbolica, e con parole altisonanti, gli ha permesso di
essere creduto da un certo numero di persone.
Malgrado queste
difficoltà, la Verità non cessa di esistere. Si fa strada un
po’ a modo suo. Conoscere le tracce del suo percorso non nuoce
a nessuno, anzi, in certi casi la cosa si rivela di grande utilità. Ecco
dunque le suddette tracce, esposte brevemente.
Didaché.
Il più antico degli scritti patristici
è un fascicolo redatto in lingua greca, e s'intitola “Didaché”. Esso risale al primo secolo dopo Cristo. S. Atanasio lo ammira talmente che lo
vorrebbe ritenere un libro sacro. Detto fascicolo è usato sia come manuale
per istruire i primi cristiani, sia come libro di lettura nelle assemblee eucaristiche.
A proposito del il Millenarismo biblico,
esso contiene un passo interessante, redatto in questi termini:
“Negli ultimi giorni aumenteranno i falsi profeti e i corruttori. Le
pecore si muteranno in lupi e la carità si muterà in odio.
Crescendo l’iniquità, gli uni odieranno gli altri, si
perseguiteranno e tradiranno a vicenda. Allora comparirà il seduttore
del mondo [l’Anticristo, ndr] il quale si presenterà come il Figlio
di Dio, operando miracoli e prodigi. La terra sarà nelle sue mani, e
farà cose scellerate mai viste dal principio del tempo. Allora
arriverà per il genere umano il fuoco della prova. Molti si scandalizzeranno,
e periranno. Quelli invece che rimarranno fedeli nella fede saranno salvati
dalla maledizione. Allora appariranno i segni della verità: prima il segno
dello squarcio nel cielo, poi il segno del suono di tromba, in terzo luogo la
risurrezione dei morti. Non di tutti, ma secondo quanto fu detto: “Verrà il Signore [nella
Parusia intermedia, ndr] e tutti i santi
con Lui”. Allora il mondo vedrà il Signore che viene sopra le nubi
del cielo”. [58]
Questo passo della Didaché riflette l’interpretazione letterale di Ap 20,
1-6, sul quale si appoggia. La patristica dei primissimi secoli di
Cristianesimo utilizza l’interpretazione letterale, ma con Origene,
Girolamo e Agostino, l’interpretazione letterale cede sventuratamente il
passo a quella simbolica.
Lettera di Barnaba.
Questo scritto
è contemporaneo alla Didaché. Nel confermare l’esistenza della Settimana universale esso conferma anche
il senso letterale attribuito ad Ap 20, 1-6. Il testo dice:
«Nei dieci comandamenti, quando Dio in persona parlò a
Mosè sul monte Sinai, del sabato è scritto: “Santificate il
sabato del Signore con le mani pure e con il cuore puro”. E in
un’altra parte dice: “Se i miei figli osserveranno il sabato,
allora stenderò la mia misericordia su di loro.” Si parla del
sabato al principio della creazione: “E fece Dio in sei giorni le opere
delle sue mani, e nel settimo giorno si riposò, e lo santificò.”
Osservate, o figli, che cosa significa “terminò in sei
giorni.” Questo significa che in seimila anni il Signore compirà
ogni cosa. Un giorno per lui indica mille anni. Dunque, o figli, in sei giorni,
che sono seimila anni, saranno compiute tutte le cose. L’espressione
“e nel settimo giorno si riposò” significa: “Il Figlio
suo, quando tornerà sulla terra (Venuta intermedia, ndr) distruggerà il tempo
dell’iniquo (l’Anticristo, ndr), giudicherà gli empi (nel Giudizio interiore, ndr) e muterà il sole, la luna e le
stelle. Allora il riposo sarà buono nel settimo giorno”. »
[59]
Risulta che l’Apocalisse di S. Giovanni è strutturata su dei settenari. Ce
ne sono tre: 1) quello delle Chiese, 2) quello dei Sigilli, 3) quello delle
Coppe.
Nella Bibbia il settenario rappresenta non
solo la struttura della Settimana della
creazione, ma anche quella della Settimana
universale. In codesta Settimana, il Millennio
felice è previsto in settima posizione, la posizione del giorno
domenicale. È molto probabile che lo stesso S. Giovanni abbia trasmesso
queste spiegazioni interpretative ai primi Padri. Noi presumiamo che fu lui a
dire loro che il 7° sigillo era quello del Millennio felice, aggiungendo che detto Millennio sarebbe stato inaugurato da Cristo al momento della Parusia intermedia, anticipatrice di
quella finale. [60] L’ottavo giorno, a nostro avviso, già si trova
nell’eternità. È il “giorno” eterno.
S. Giustino.
S. Giustino è un apologista greco del 2° secolo. La sua vita scorre tra l’anno
100 e l’anno 165. Da pagano fu filosofo: prima stoico, poi peripatetico,
e infine pitagorico. Nessuna filosofia riuscì a convincerlo, ma
l’onesta ricerca della verità finì per condurlo al
Cristianesimo. Nel suo: Dialogo con
Trifone è possibile vedere che cosa lui pensa della questione
escatologica. Alla domanda dell’ebreo Trifone che gli chiede se è
vero che Gerusalemme sarà riedificata e da loro abitata assieme a Cristo
glorioso e assieme agli antichi patriarchi Ebrei risuscitati, Giustino risponde:
«Uno dei nostri, chiamato Giovanni, in una rivelazione a lui fatta,
ha predetto che coloro che avranno creduto in Cristo trascorreranno mille anni
in Gerusalemme. Trascorsi quei mille anni ci sarà la risurrezione
generale, eterna, di tutti assieme contemporaneamente, e infine il Giudizio.
» [61]
In questo testo S. Giustino, che è
cristiano, dimostra di accettare la Tradizione apostolica della Settimana universale, ma Trifone, che
è ebreo, ha difficoltà a concepire il Messianismo in chiave
cristiana. Il Messianismo non esiste più tra gli Ebrei, [62] e anche certi cristiani sono disorientati. Il clima teologico è
incerto. Sorgono sette che mettono in crisi tutta la dottrina cristiana. Per
esempio, i Montanisti vorrebbero sbarazzarsi dell’Antico Testamento al
completo.
S. Ireneo.
Il più grande dialettico cristiano del
2° secolo è S. Ireneo da Lione, definito il “Padre della dogmatica”. Egli si domanda: «In quanti
"giorni" Dio ha creato il mondo? » Noi conosciamo la risposta
che ci è data dalla Bibbia. Secondo la Genesi Dio ha creato il mondo in
sette "giorni". S. Ireneo continua il suo discorso dicendo:
«In quanti giorni fu fatto il mondo, in altrettanti millenni
avrà la sua durata. È per questo che la Genesi dice: “E
furono compiuti il cielo e la terra con tutti i loro ornamenti. Dio
compì tutte le sue opere in sei giorni, e nel settimo si
riposò”. Queste parole sono storia e profezia nello stesso tempo,
poiché riguardano le cose passate e le cose future. Un giorno presso Dio
è mille anni. Se Dio fece tutte le opere della creazione in sei giorni,
ciò significa che la durate di queste cose sarà di seimila anni”.
» [63]
S. Ireneo contribuisce molto alla formulazione
teologica di quanto riguarda l’Anticristo. Dice per esempio che
l’Anticristo verrà per riassumere in sè
l’iniquità umana di seimila anni, i sei mila anni trascorsi a
partire dalla creazione di Adamo. Circa l’Anticristo egli aggiunge quanto
segue:
«È detto che il suo numero 666 − cioè 6
centinaia, più 6 decine, più 6 unità − è come
una ricapitolazione di tutta l’apostasia perpetrata durante i 6.000 anni
precedenti. Infatti questo mondo sarà portato a termine in tanti
millenni quanti furono i giorni impiegati a farlo. Come dice la Genesi:
“Così furono portati a termine il cielo, la terra, e tutte le
cose. Dio terminò il suo lavoro in sei giorni, e nel 7° giorno si
riposò.” Questo ci rivela in che modo furono fatte le cose, ma
è anche una profezia del futuro! Infatti se il giorno del Signore
è come 1000 anni, e il Signore ha portato a termine le sue opere in sei
giorni, è evidente che alla fine del 6° millennio tutto sarà
effettuato...” [64]
Lattanzio.
Lattanzio è un apologista del 3° secolo (260-325). Egli commenta: “Come in sei giorni Dio creò il
mondo e al settimo si riposò, così la verità e la
religione faticheranno e saranno tribolate per seimila anni dall’errore e
dall’iniquità, ma nel settimo millennio godranno riposo e
pace.” [65]
Eusebio Gallicano.
Eusebio Gallicano si interessa al profeta Daniele. Dice che il numero di "settimane"
che rappresenta la durata dell’esilio del Popolo ebreo a Babilonia,
rappresenta anche la durata del mondo calcolato in millenni: “Che significa questo numero sette?
Significa i “giorni” del mondo.” [66]
Andrea di Cesarea.
Andrea di Cesarea ha vissuto nel 5° secolo, e ha scritto un commento al libro
dell’Apocalisse. In esso si legge: “Dopo
la sesta tromba l’Angelo che proclama che non vi sarà più
tempo, dimostra che dopo i seimila anni poco o nulla resterà al mondo. [67] Ma nei giorni della voce del settimo Angelo,
quando si incomincerà ad ascoltare la tromba, si consumerà il
mistero di Dio svelato dai suoi profeti.” [68]
S. Pietro e S. Paolo.
Essendo Ebrei, ma Ebrei cristiani, S. Pietro e
S. Paolo, come anche S. Giovanni, hanno ripreso il sabatismo ebraico in chiave
cristiana. Per fare questo si sono basati sulle profezie di Isaia, di Daniele,
di Ezechiele, sul salmo 89, e soprattutto sulla Settimana della Creazione. Dalla sintesi di queste fonti sacre
è uscito il modulo della Settimana
universale. Sulla base di tale modulo S. Pietro e S. Paolo affermano che
nel settimo millennio Dio si “riposerà” dalla lotta
sostenuta contro Satana.
Sappiamo che i Padri della Chiesa dei primissimi tempi − alcuni dei
quali hanno ricevuto l’insegnamento dagli Apostoli − continuano la
Tradizione ebraica, quella vera. La loro posizione dottrinale, di conseguenza,
è sana, lineare, ortodossa. [69] Ciò malgrado quasi tutti i teologi di oggi preferiscono ignorare
questi Padri. Motivo? Li accusano di essere “millenaristi”.
Accusare questi Padri di “millenarismo” non è corretto. Non
lo è nè sul piano morale nè su quello teologico. Sul piano
morale i suddetti Padri sono tutti di fede provata, su quello teologico
è bene ripetere che esiste un millenarismo non condannabile. Non
è quello inventato da Origene, nè quello crasso di Cerinto, ma
quello che nella Bibbia ha per contesto la Settimana
universale, e che i santi Apostoli e i suddetti Padri hanno predicato prima
ancora che Origene non fosse. [70]
Il creduto “ritardo” del Regno
messianico non è estraneo alla defezione di alcuni cristiani della
Chiesa primitiva, [71] ma a causare il crollo della Chiesa africana, e scismi a non finire, non
è questo preteso “ritardo” del Messia, ma l’errore
madornale di Origene che ha fatto credere al mondo intero che il Millennio felice iniziava con la
Risurrezione di Cristo. Un errore di due mila anni!
Chi è sveglio corregga questo errore.
Chi è sveglio si prepari a ricevere Gesù che in questi tempi sta
bussando alla porta!
Conclusione: Riassumendo il tutto, ci è possibile affermare che al di là
del millenarismo condannato dalla Chiesa esiste un millenarismo ortodosso, che
è quello biblico. È presente nel testo di Ap 20, 1-6. Detto passo
si capisce soltanto nel suo contesto, che è quello della Settimana universale. I santi Padri lo
hanno insegnato nei primissimi tempi della Chiesa, prima che Origene
intervenisse a creare lo scompiglio.
2 - S. Agostino: il grande equivoco sul
millenarismo.
I Profeti cristiani contemporanei dicono che
è imminente la Venuta intermedia
di Gesù, e che in base alle Scritture l’Anticristo dovrebbe precedere di poco questo importantissimo
evento. Per essere accettati, questi concetti avrebbero bisogno di essere
capiti, e per essere capiti avrebbero bisogno di essere inquadrati nel loro contesto,
quello della Settimana universale.
Siccome le conoscenze relative a questa Settimana
universale si sono perse lungo i secoli – le ragioni che hanno
causato questa perdita sono varie, ma si possono tutte spiegare – oggi
Dio si serve dei suoi strumenti, che sono i mistici, i carismatici, i profeti
cristiani contemporanei, per spiegare di nuovo all’Umanità il suo
grande e meraviglioso disegno. [72]
Ma che succede a quei cuori che si chiudono al
cielo (alla grazia proveniente dall’alto) per aprirsi unicamente alla
terra (agli interessi provenienti dal basso)? Succede quel che succede sempre
in simili casi. La loro chiusura al soprannaturale li rende sordi ai messaggi
divini provenienti dall’alto, e fa di loro degli esseri spiritualmente
addormenti, completamente impreparati ad accogliere lo Sposo divino che si
è annunziato e che ora sta per arrivare.
Che posizione occupano i teologi contemporanei
all’interno di questo quadro? In generale i teologi odierni non vogliono
credere alla Venuta intermedia del Signore, e la stessa figura
dell’Anticristo li imbarazza. Da che dipende? Dipende dal fatto che essi
cercano la verità – quando la cercano – ma solo con la
mente, non con il cuore. Respingono quindi tutto quello che sembra provenire
direttamente dal Cielo. Se un messaggio viene loro presentato come proveniente
dal Cielo, si mettono sulla difensiva. Di conseguenza non sanno nulla dei
progetti divini che riguardano il futuro dell’Umanità. Quello che
Dio comunica all’essere umano di oggi è un tema che non li
commuove, non li interessa. Il loro cuore è altrove.
È forse normale una situazione del
genere? No, non lo è affatto. Per esempio, è forse normale che un
teologo contemporaneo non sappia che cosa sia la Settimana universale? Eppure… Provate a chiedere ad un
teologo laureato che cosa sia la Settimana
universale, e ci saprete dire. Vi guarderà di traverso, a causa del suo imbarazzo.
L’escatologia è un campo che i teologi attuali credono di
conoscere, e che qualche volta pure conoscono, ma alla rovescia.
Viste dal lato spirituale, queste lacune si
spiegano con le suddette ragioni, ma sul piano didattico le cose si sono
guastate a partire dal “grande equivoco” di S. Agostino.
Spiegazione.
Nel quarto secolo non esistevano le
università cattoliche, e la Congregazione per la dottrina della fede non
era ancora istituita. Esistevano dei Patriarcati, i quali esercitavano una
certa vigilanza sull’ortodossia degli studi riguardanti le Scritture e la
Dottrina. Risulta che il Patriarcato di
Antiochia, noto per praticare il metodo di interpretazione letterale
delle Scritture, condannò a più riprese il metodo simbolico
(detto pure allegorico) che sotto l’influsso di Origene veniva utilizzato
in modo abusivo nel Patriarcato di
Alessandria, ma da Origene in poi i catechisti di Alessandria fanno
orecchi da mercante. Risultato: l’errore di Origene cresce, si sviluppa,
diventando pure l’errore di Gerolamo e di Agostino. Nessuno osa criticare
le proposizioni di Agostino la cui autorità morale presso le folle
è grandissima. [73]
Come mai S. Agostino
cade in un tranello del genere senza rendersene conto? Il primo sbaglio lo fa il giorno in cui decide
di commentare il testo dell’Apocalisse,
non partendo dalla versione greca ma da una esegesi ricevuta in prestito da S.
Girolamo. In fatto di esegesi biblica S. Girolamo non è affatto una
cima. Lo studioso A. Hamman dice
di lui: «I suoi commenti sono
poveri di dottrina e trascurati nella forma. Girolamo è un erudito, un
umanista, non un teologo nè
un mistico. Egli romperà definitivamente con Origene quando sarà
diventato pienamente e lucidamente se stesso. » [74]
In seguito Agostino compie altri passi falsi,
sette in tutto, identificabili nei sette punti qui sotto elencati.
1° Interpreta l’Apocalisse senza tener conto
delle fonti greche, perché non conosce la lingua greca in modo adeguato.
2° Non cita i santi Padri della
Tradizione (in ciò verrà imitato disgraziatamente da
Martin Lutero, e da tanti altri).
3° Non si serve dell’Apocalisse ma del testo di
Vittorino, un testo che Girolamo aveva già alterato in senso origeniano.
4° Fa l’esegesi di Ap 19 e 20 utilizzando il metodo simbolico di
Origene e di Ticonio, due eretici. [75]
5° Si lascia condizionare dalla
propria concezione filosofica del tempo, la quale dà maggior valore al
passato che al futuro.
6° Si basa sul sabatismo ebraico
anziché basarsi su quello cristiano. [76]
7° Si lascia condizionare dalla riflessione rabbinica, ormai decadente, e da quella che serpeggia
fra i cristiani caduti vittime della crisi causata dal preteso
“ritardo” di Cristo. (Questo preteso “ritardo” genera
disagio presso alcuni cristiani, e provoca qui e là delle reazioni fuorvianti).
Tutto considerato, Agostino non merita nessun
credito in materia escatologica. Sbaglierebbe chi si appellasse a lui in questa
materia. L’esegeta Martino Penasa dimostra come il capitolo 20 del libro
agostiniano La Città di Dio −
scritto nel 417 − rappresenti una vera e propria forzatura del testo
sacro dell’Apocalisse. [77] Agostino ha un chiaro concetto della Settimana
universale [78] ma ne distorce l’applicazione. [79] Anche se in precedenza aveva
creduto alla Venuta intermedia del Signore, a partire dal momento in cui si
lascia circuire dall’origenismo, il millenarista eterodosso è
proprio lui, checché ne pensino i teologi moderni.
Un lettore che a
questo punto si sentisse disarcionato da queste verità, vorrà sapere,
a titolo di garanzia, come mai nessuno sia intervenuto per aiutare S. Agostino
a ravvedersi. Le cose si sono svolte nel modo seguente. Al tempo in cui S. Agostino era vescovo di Ippona, esisteva un gruppo ereticale
di millenaristi il cui capo si chiamava Cerinto.
Cerinto predicava un millennio di felicità materiale, con abbuffate
di cibi prelibati e di orge sessuali. Questo tipo di millenarismo viene oggi
chiamato “millenarismo crasso”. Agostino decide di condannare, e a
giusto titolo, il millenarismo crasso di Cerinto, [80] ma nel condannare Cerinto egli cancella in blocco tutto il messianismo
escatologico della sacra Tradizione. Nel gettare l’acqua sporca, S. Agostino
getta via anche il bambino. Così facendo toglie al cristiano la speranza
di un Regno terrestre di giustizia e di pace, un Regno che nel Piano di Dio
è comunque presente. Per giustificare poi la sparizione della Venuta intermedia e aggiustare tutta la
faccenda, Agostino usa il modulo della Settimana universale. Lo usa, ma in maniera
impropria. Per capire come avviene l’abbaglio, e a che momento si
produce, è opportuno esaminare la differenza che separa S. Agostino da
S. Ireneo sul modo di usare questo modulo della Settimana universale.
Siccome la posizione di S. Ireneo
l’abbiamo appena esposta (vedi le pagine precedenti), esponiamo ora
quella di S. Agostino. Detta posizione è ben visibile in: La Città di Dio, soprattutto in
quel passo che mostra un Agostino convinto che l’Umanità sia
già arrivata alla fine del sesto millennio, che secondo lui sarebbe
l’ultimo. Agostino scrive:
«Riguardo ai mille anni, mi vengono in mente due interpretazioni
possibili. Si possono spiegare in quanto il fatto (che Satana venga legato
nell’abisso) avviene negli ultimi mille anni, ossia nell’ultimo
millennio, quasi fosse il sesto giorno, di cui stanno passando ora le ultime
frazioni, e a cui seguirà il Sabato senza sera, ossia il riposo
eterno dei santi; per cui lo scrittore (S. Giovanni) con i mille anni definisce
l’ultima parte di questo giorno, per così dire millenario, che
ancora rimane prima della Fine del tempo. È qui applicata quella figura
del discorso per cui una parte è indicata col tutto. [81]
|
|
S. Agostino (354-430) Egli si
convertì al Cristianesimo da adulto. Inizialmente fu un uomo di lettere,
poi divenne sacerdote, e nel
395 fu consacrato vescovo.
L’anno seguente divenne vescovo di Ippona (Nord Africa). Fu sincero nel
cercare la Verità, e finì per trovarla nel Cristianesimo,
grazie anche alle preghiere incessanti di S. Monica, sua madre. Fondò due monasteri, uno a Tagaste e l’altro a
Ippona. Morì in quel di Ippona, fra il suo clero, integrato alla vita
del suo monastero, come uno dei tanti cenobiti laboriosi. |
In
questo passo Agostino propone un calcolo escatologico da lui inventato. [82] Si immagina che la Parusia di Ap 20, 1-6 sia già avvenuta con la
Risurrezione. Pensa di trovarsi già nel sesto millennio, e che detto
millennio sia l’ultimo (mentre invece i primi Padri parlano di sette
millenni, l’ultimo dei quali è riservato alla Gerusalemme
messianica, preludio a quella celeste). Le parole di questo passo mostrano un
S. Agostino disorientato, un S. Agostino che si cerca. I cristiani sanno che
prima del Giudizio finale deve venire l’Anticristo, ma Agostino cambia la
cronologia profetica delle Scritture e della Tradizione. Accorcia di mille anni
la Settimana universale (il Piano di
Dio) e anticipa di mille anni il Regno messianico. Come se ciò non bastasse,
egli introduce pure un nuovo concetto, quello della circolarità del
tempo. [83] Afferma, sulle tracce di Origene, che l’inizio del Millennio felice
è l’adventus della Risurrezione,
e la fine del medesimo è l’adventus
della Parusia finale, [84] mentre per la Tradizione le cose si svolgono in altro modo.
Chi volesse convincersi di quanto strana sia
l’interpretazione agostiniana esamini attentamente il passo di Agostino
che qui riproduciamo:
«Pertanto, durante l’intero periodo abbracciato
dall’Apocalisse, ossia dalla prima venuta (adventus) di Cristo, sino alla
sua seconda venuta (adventus), che è quella della Fine del mondo, il
diavolo rimane legato, ma non nel senso che durante questo intervallo
(designato col numero di mille anni) non sedurrà la Chiesa:
poiché non la sedurrà nemmeno dopo sciolto. » [85]
Questa affermazione è smentita dai
fatti. L’evidenza mostra che dopo la Risurrezione di Cristo il demonio
non è incatenato, ma libero e operante. Incatenato lo sarà
più tardi, al settimo millennio. Qui Agostino ha probabilmente tentato
di spiegare – un po’ a modo suo – il “ritardo”
della Parusia. Voleva dire, probabilmente, che non vi era stato nessun ritardo,
ma solo una falsa attesa. L’intenzione era buona. Peccato che anziché attenersi alla sacra
Tradizione, egli invece si sia lasciato abbindolare dalle
circonvoluzioni verbali di Origene
e di Ticonio, due eretici.
A causa della suddetta posizione agostiniana
la gerarchia cattolica non cerca più di comprendere la figura
dell’Anticristo e la Parusia intermedia. La tendenza generale,
in fin dei conti, è di confondere la fine del sesto millennio con la
fine del settimo, la Fine di un mondo con la Fine del mondo, la Fine dei tempi
con la Fine del tempo. Che sbaglio! La maggior parte del clero cattolico crede
che i messaggi di La Salette, Fatima, Luisa Piccarreta, Maria Valtorta, Mgr
Michelini, Vassula, Medjugorje, JNSR, parlino della temuta Fine del mondo,
mentre invece trattano della Parusia
intermedia. Gesù sta bussando alla porta di casa nostra. È la seconda volta che si
presenta da noi, ma questa volta viene come Re di gloria, non più come
Redentore. Viene per instaurare sulla terra il suo Regno messianico!
L’apatia e l’indifferenza che
regnano ovunque ci convincono che prima di arrivare a questo grande
avvenimento, l’umanità e la Chiesa di oggi avranno bisogno di una
grande purificazione.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai
nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. » [86] Un bel mistero da meditare!
3 - Le
diverse forme di millenarismo corrotto.
Abbiamo già detto e provato che i Padri
della Chiesa, quelli del primissimo tempo, insegnavano che il Piano divino di salvezza è
formato da sette millenni, secondo una struttura del tutto simile a quella
della Settimana della Creazione, che a sua volta è del tutto simile a
quella della nostra settimana terrestre. [87] Su questa base c’è chi ha scelto in passato di dare un
secondo nome al “Piano divino di Salvezza”, chiamandolo
“Settimana universale”. Abbiamo poi scoperto che secondo gli stessi
Padri la fine del sesto millennio corrisponde alla Fine dei tempi, e che la fine del settimo millennio corrisponde
alla Fine del mondo. Sappiamo dalla
Bibbia che tra la fine del sesto millennio e la fine del settimo −
cioè tra la Fine dei tempi e
la Fine del mondo − ci sta un periodo di dieci secoli, un mille anni che
nell’Apocalisse di S. Giovanni viene descritto come un Millennio di
felicità e di pace (Ap 20, 1-6). Per finire ci siamo accorti che questo
Millennio di felicità e di pace corrisponde al Regno messianico, quel “Regno di Dio” che Gesù
ha promesso all’umanità, e che i cristiani invocano da due mila
anni con la preghiera del “Padre nostro”.
Nel fare queste messe a punto abbiamo
realizzato che da molti secoli esiste una parola che forse non significa quello
che dovrebbe significare. Si tratta della parola “millenarismo”.
Circa questa parola esiste una confusione linguistica impressionante che
sicuramente non favorisce gli interessi di Dio ma quelli del suo Avversario.
Per qual mistero tutti usano questa parola e quasi nessuno la capisce per
quello che veramente essa contiene? Un latinista risponderebbe: “Usus tyrannus verborum”.
Sappiamo che la Chiesa ha condannato il
millenarismo, ma nessuno sembra in grado di dire con chiarezza che cosa
la Chiesa abbia condannato con tale parola. Molti dicono: “Io lo so, e mi
puoi credere perché sono laureato in teologia”. Ma quando poi
arriva la resa dei conti nessuno riesce a dire con precisione come
stiano le cose. Le cose stanno confuse, ecco tutto. Vista la situazione, uno si
domanda se il millenarismo condannato non dovesse portare un nome diverso,
magari più specifico.
La spiegazione che noi proponiamo è la
seguente: siccome il Millenarismo vero è un atto di fede nella parola
biblica, che è sacra, il millenarismo falso, quello condannabile,
dovrebbe essere associato all’abuso
del concetto “mille”, non al suo uso, che è legittimo. Credere nel Millennio felice è una cosa lodevole, poiché
significa credere in quello che Dio ha voluto rivelarci tramite S. Giovanni
nell’Apocalisse. Credere invece nei bagordi
del Millennio felice è biasimevole perché il Millennio felice non
può essere fatto di bagordi e di orge sessuali. Esiste quindi un
millenarismo eretico che è quello di Cerinto, e un Millenarismo
ortodosso che è quello di S. Giovanni... biasimevole il primo, lodevole
il secondo. Vogliamo condannare Cerinto o S. Giovanni? Se l’intenzione
è quella di condannare Cerinto, l’espressione “millenarismo
cerintiano” sarebbe più consona che non la parola
“Millenarismo” usata da sola. Una cosa è certa: se qualcuno
condanna il Millenarismo senza dire di che millenarismo si tratta, il rischio
è quello di aumentare la confusione anziché diminuirla,
perché un lettore normale è portato a credere che la parola
“Millenarismo” usata da sola significhi “Millenarismo
biblico”.
Il guazzabuglio linguistico sul millenarismo
si è formato nel mondo a causa di Origene, ed oggi esistono almeno tre
forme di millenarismo corrotto: origeniano, cerintiano, agostiniano. La prima
è una forma corrotta di millenarismo perché Origene esclude il
Millennio felice, lo cancella arbitrariamente, benché lo faccia in maniera
subdola, indiretta. [88] La seconda è una forma corrotta di millenarismo perché Cerinto
concepisce la felicità del Millennio felice (le “nozze
dell’Agnello”) come una lunga festa mondana piena di bagordi. La
terza forma di millenarismo alterato è il millenarismo agostiniano.
Anch’esso risulta erroneo perché il senso letterale del testo biblico
non viene interpretato da Agostino così com’è, ma
estrapolato. [89]
Agostino presenta il suo millennio –
quello nel quale gli è dato di vivere – non per quello che
è, cioè il quinto di una serie di sette, ma come il sesto di una
serie di sei, e quindi l’ultimo della serie (quello preparatorio alla
Fine del mondo, tanto per parlarci chiaro). Il clero e le folle seguono
Agostino con fiducia, anche perché Agostino possiede sulle folle un
notevole ascendente morale. Ma le conseguenze del suo sbaglio sono altrettanto
notevoli. Il suo errore finisce per provocare la grande crisi
dell’anno mille, una crisi fondata sulla paura. Finché dura
tale paura, l’idea della Fine del mondo fa tremare tutti, li mantiene in
sospeso, e assicura con questo una certa pace al mondo occidentale. Quando
però la paura si spegne perché alla fine dell’anno mille
nulla è successo di quello che si prevedeva, un sentimento amaro invade
i cuori e le menti. Il mondo cristiano ha l’impressione di essere stato
ingannato. E da chi? Da coloro che predicano dall’alto dei pulpiti. La
faccenda finisce per gettare molto discredito sulla religione cattolica e sulla
teologia in generale, incapace da allora in poi di ritrovare il bandolo della
matassa. [90]
Lungo i secoli queste forme corrotte di
millenarismo hanno fornito munizioni a molti falsi profeti, causando
inconvenienti di ogni genere. È normale che ad un certo punto la Chiesa
abbia deciso di condannare la falsa religiosità legata agli abusi del
concetto millenaristico. Tuttavia, anziché condannare la falsa
religiosità e gli abusi, la Chiesa ha condannato il
“millenarismo” senza precisare di che millenarismo si trattasse.
Lodevolissima l’intenzione, ma per arginare la confusione i termini
utilizzati avrebbero potuto essere più precisi.
Che dire della felicità umana predicata
oggi dalla dottrina comunista? Qualcuno ha già tentato – pare
– di considerare questa dottrina come una forma ulteriore di millenarismo
corrotto. Benché il concetto di falso millenarismo non sia del tutto estraneo
a questa dottrina, noi preferiamo parlare qui di falso messianismo, non di
falso millenarismo. La felicità predicata dal comunismo ateo non
è per noi una forma corrotta di millenarismo, ma una forma corrotta di messianismo. Si tratta di messianismo secolarizzato. Tale
messianismo è falso per definizione.
Esistono diverse condanne ufficiali
dell’ideologia comunista da parte della Chiesa, ma nelle condanne del
comunismo ateo la parola millenarismo non viene mai utilizzata. [91] Detta parola è invece utilizzata nell’articolo n. 676 del CCC
(il Catechismo della Chiesa cattolica) per condannare un qualcosa di abbastanza
vago e confuso, un qualcosa che forse non ha nulla a che vedere col significato
etimologico della parola mille.
Il suddetto articolo è redatto
così:
«Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo
ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che
non può essere portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio
escatologico. [92] Anche sotto la sua forma mitigata, [93] la Chiesa ha rigettato questa falsificazione
del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”,
soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato
“intrinsecamente perverso».
Risulta dalla suddetta dichiarazione che Speranza messianica e Regno futuro siano la stessa cosa.
Ottimo. Dalla dichiarazione risulta pure che la Speranza messianica (quindi il “Regno futuro”) sia da
vedere come possibile solo al di là della
storia”, non al di qua della
storia. Se dunque un cristiano volesse riporre la Speranza messianica nel tempo
presente (che è l’al di qua della
storia), tale cristiano sbaglierebbe. Conclusione: un cristiano non ha diritto
di pensare che la Speranza messianica
si possa realizzare su questa terra, cioè nel tempo presente, ma solo
nell’aldilà della storia… l’aldilà eterno.
Pur condividendo col CCC la condanna del messianismo secolarizzato, non riusciamo
a capire come mai la Speranza messianica non si possa realizzare (non possa
“essere portata a compimento”) nel tempo presente, su questa terra.
Il Regno messianico è o non
è un Regno destinato ad esistere su questa terra? Se la risposta
è affermativa bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, e dirlo bene. Se
la risposta invece è negativa (come sembra trasparire da questo confuso
articolo 676), come mai non c’è modo di dire le cose in maniera
più chiara? Per esempio, il “Millenarismo biblico” non
è menzionato dall’articolo suddetto, nè per essere difeso
nè per essere condannato, ma allora quando mai lo si menzionerà?
Il millenarismo origeniano e quello cerintiano non sono menzionati
nell’articolo suddetto, nè per essere difesi nè per essere
condannati, ma allora quando mai li si condannerà, e in modo semplice,
chiaro, accessibile al popolo di Dio? [94]
Prima di concludere desideriamo segnalare che
alcuni studiosi laici vorrebbero che oggi la Chiesa proclamasse due nuovi
dogmi: quello della Parusia intermedia
e quello del Giudizio interiore. Che
dire? Secondo Teofilo il Siculo queste
due verità sono già espresse nel Simbolo, che sarebbe il Credo
niceno-costantinopolitano. All’articolo 7 di questo Credo, noi
diciamo di credere nella Venuta di Cristo che verrà a giudicare i vivi e
i morti, [95] nel senso di vivi e morti alla grazia divina. Di che giudizio si tratta?
Di quello più piccolo e più individualizzato della Parusia intermedia, o di quello
più grande e veramente universalizzato della Parusia finale? Secondo Teofilo il Siculo il giudizio della Parusia finale non è quello
dell’articolo 7 ma quello dell’articolo 12, che ci invita a credere
alla risurrezione della carne e alla vita eterna che verranno dopo il Giudizio
universale. In maniera implicita il Simbolo ci inviterebbe dunque a credere a
due Giudizi, prima a quello individualizzato, o interiore (quello della Parusia
intermedia), e poi anche a quello universalizzato, o esteriore (quello della
Parusia finale) previsto per la Fine del mondo. Se l’interpretazione di
Teofilo il Siculo è esatta, le nuove formulazioni dogmatiche destinate a
proclamare queste due verità non sarebbero del tutto necessarie.
Basterebbe che il cristiano si togliesse dagli occhi le bende che S. Agostino
vi ha applicate, magari senza volere. [96]
Conclusione: Benché esistano ancora grandi
incertezze sui termini da usare quando il soggetto riguarda il millenarismo,
risulta chiaro che la Chiesa cattolica non ha mai condannato il
“Millenarismo biblico”. Se lo avesse fatto avrebbe condannato un
passo della Sacra Scrittura, una cosa impossibile. Nel contempo appare chiaro
che in passato la Chiesa cattolica si sia già servita della parola
“millenarismo” per condannare un qualcosa che in fin dei conti non
ha nulla a che vedere con la parola mille. Che cosa si è voluto
condannare esattamente con questa parola “millenarismo”? Un lavoro
di ricerca si impone per una eventuale messa a punto.
Si dice che il Papa attuale, Benedetto XVI, quand’era cardinale
prefetto della Sacra Congregazione per la dottrina della Fede, alla domanda di
un giornalista che a Città del Messico gli chiedeva di far luce sulla
Parusia intermedia, abbia dato questa risposta: “Su questo tema la Santa Sede non si è ancora
pronunciata in modo definitivo”. Voleva forse invitare qualche
studioso di buona volontà a mettere un po’ di ordine nella
questione? È quanto abbiamo cercato di fare fin qui, sperando di esserci
riusciti almeno in parte.
|
|
Padre Martino
Penasa, francescano, esegeta biblico,
ed autore. |
– III –
parusia intermedia e
mondo nuovo
|
1 - Parusia intermedia: vuoto dogmatico. 2
- Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. 3 - Voci mistiche annunzianti un Mondo
nuovo. |
1 - Parusia intermedia: vuoto dogmatico.
Nel dibattito teologico si è imposta di
recente la questione della Parusia intermedia,
una questione che sembrava risolta – o forse dimenticata – ma che
ora riemerge. Quante sono le Parusie del Signore? Chi ha ragione fra chi crede
e chi non crede alla Parusia intermedia?
Innanzitutto è necessario essere sicuri
di ben comprendere il concetto di “Parusia”.
Il termine Parusia è un
termine greco che significa ‘presenza’
o ‘venuta’. Il termine ha
anche un senso più specifico, che nella letteratura greca esprime il provvidenziale
arrivo di una persona influente, sovrana – forse anche divina – che
si presenta per soccorrere coloro che in lei hanno riposto tutta la loro
fiducia. [97] Il termine Parusia non appare nella Bibbia, ma “anche se il vocabolo non vi appare, l’Apocalisse è
piena di una vibrante speranza parusiaca” [98]
Anche se la Bibbia non contiene la parola Parusia,
il concetto vi è presente. Per esempio, in Ap 20, 1-6 si fa riferimento
alla presenza di Cristo sulla terra, un Cristo glorioso e imperante, da
intendersi come risultato di una “Parusia” appena avvenuta. [99] Esistono due possibilità di interpretazione di questo passo
biblico. La prima suggerisce l’impiego del senso letterale, la seconda,
apparsa verso il quarto secolo d. C., suggerisce quello simbolico. [100] Chi leggesse questo passo biblico interpretandolo in senso letterale
– che è quanto la Chiesa da sempre raccomanda – scoprirebbe
nel testo l’esistenza larvata (sottintesa) di una Parusia, che trovandosi tra la prima e la terza andrebbe chiamata
“intermedia”. C’è da dire però che per poter
applicare a questo testo il suo senso letterale, il lettore ha bisogno di
appoggiarsi sul contesto globale della Parusia stessa. Fuori contesto, il senso
letterale non si fa vedere. Ebbene, tale contesto è quello della Settimana universale.
Contrariamente ai teologi odierni, i
primissimi Padri della Chiesa conoscevano la “Settimana universale”, ne rispettavano il significato
concettuale, [101] e vivevano la loro fede orientandosi su questo credo. Nel far questo
collocavano la Parusia intermedia tra la fine del sesto millennio e
l’inizio del settimo. Per esempio, S.
Ireneo afferma che alla fine del sesto millennio il Male sarà
sconfitto (sconfitto nella persona dell’Anticristo), e che nel settimo
millennio regnerà il Bene. [102] Anche S. Giovanni si rifà alla “Settimana universale”
nello scandire il settenario dei sigilli apocalittici. Lo fa in maniera
implicita. Ne deduciamo che se l’umanità è veramente
destinata a vivere tanti millenni quanti sono i giorni della settimana, o
quelli impiegati da Dio per creare il mondo, allora i mille anni del Regno messianico coincidono col settimo
millennio, quello che corrisponde al “giorno” in cui Dio si
è “riposato”, [103] e che a sua volta coincide col nostro giorno domenicale, tradizionalmente
considerato giorno di riposo e di santificazione. [104]
Secondo l’autore Prigent, uno studio
esegetico eseguito su Ap 20 dovrebbe prendere in esame il concetto di Millennio felice per vedere se esso
può corrispondere o no al settimo millennio della Settimana universale. [105] Nell’affermativa, risulterebbero vere le recenti profezie che annunciano
l’imminenza della Parusia intermedia.
In base a tali profezie, questa Parusia dovrebbe avverarsi subito dopo la
sconfitta dell’Anticristo, ed essere immediatamente seguita dal Regno messianico (il Millennio felice).
Detto Regno sarebbe instaurato da Cristo che in tale occasione verrebbe
riconosciuto Re dell’Universo da tutti gli astanti.
Sul tema delle Parusie di Cristo esistono due
tesi opposte, la prima è anteriore a S. Agostino, la seconda gli
è posteriore. Di recente il dibattito ha preso forma sia attraverso le
nostre pubblicazioni scritte, che attraverso gli interventi mediatici di Radio
Maria. È nota a tutti la posizione di Padre Livio Fanzaga, direttore di
Radio Maria. Padre Fanzaga dice che le Parusie di Cristo sono due, mentre noi
diciamo che sono tre. La nostra posizione è quella che esisteva prima di
S. Agostino, mentre la sua è quella suggerita da S. Agostino. Padre
Fanzaga dice che la Parusia intermedia non
c’è, non esiste. Pretende che essa non è necessaria al
Piano di Dio. Insiste nel dire che la prima delle due Parusie è quella
di Gesù-Redentore, e che la
seconda ed ultima è quella di Gesù-Giudice,
prevista per la Fine del mondo.
Questa interpretazione è un po’
quella tradizionale, benché la tradizione non sia mai riuscita a
fissarsi bene su questi punti. La nostra posizione − che è
conforme alla Bibbia, e sorge in noi come risposta ai messaggi che
quotidianamente Dio ci manda tramite i Profeti cristiani contemporanei −
dice che le Parusie di Gesù Cristo sono tre, non due soltanto. La prima
si è avverata a Betlemme, la seconda sta per avverarsi adesso, la terza
si realizzerà alla Fine del mondo. La prima sarebbe quella di Gesù-Redentore, la seconda
quella di Gesù-Re, la terza quella di Gesù-Giudice.
Chi ama la Verità con cuore sincero considera
con grande interesse la questione delle Parusie. Trovare la buona risposta
è per lui di capitale importanza, e per assicurarsi di trovarla, legge e
rilegge con grande attenzione il passo seguente dell’Apocalisse di
Giovanni:
«Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il
potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della
testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano
adorato la bestia (Satana) e la sua statua (l’Anticristo) e non avevano
ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono
con Cristo per mille anni. (Gli altri morti invece non tornarono in vita fino
al compimento dei mille anni). Questa è la prima risurrezione. Beati e
santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! Su di loro non ha
potere la seconda morte, ma saranno
sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. Quando i
mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e
uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra. » (Ap 20, 4-7).
Questa profezia non è l’unica, ma
è la più rappresentativa fra tutte quelle che nella Bibbia
annunziano il “Regno di Dio in Terra” come conseguenza della
Parusia intermedia. Vi si assume che il potere
mondiale di Satana – tutti sanno che Satana è l’attuale
“Principe di questo mondo” – sarà rimpiazzato dal potere mondiale di Cristo. A partire da
quel momento Gesù Cristo sarà considerato Re
dell’umanità, e questa sua regalità effettiva durerà
un millennio. Se alle parole bibliche appena riportate viene dato un senso
letterale, che è quanto la Chiesa raccomanda ogniqualvolta la cosa
è possibile, un millennio sono mille anni, ovvero dieci secoli. Se
invece viene dato loro un senso simbolico, i mille anni sono un periodo
indeterminato.
Il ragionamento che segue ha una certa sua
importanza. Che significano le parole “riprendere vita e regnare con
Cristo per mille anni”, presenti nel testo appena citato? S. Giovanni
specifica che in questo “riprendere vita” consiste la prima risurrezione. Se Giovanni
sente il bisogno di parlare di prima
risurrezione, segno è che di risurrezioni ce ne possono essere
più di una. Noi diciamo che ce ne possono essere due. E se questa
è la prima, qual’è la seconda? Quella della Fine del mondo?
Certo! Se tutto ciò è vero, ne deriva che le Parusie sono tre,
non due, e che la Parusia intermedia di cui noi parliamo continuamente nella
rivista profeti di Dio è
quella di cui Gesù si servirà per instaurare il suo Regno
temporale, il Regno messianico. S.
Giovanni prosegue esclamando:
«Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! La
seconda morte non avrà potere su di loro! Saranno sacerdoti di Dio e del
Cristo! Regneranno con lui per mille anni! »
In questa piccola serie di frasi esclamative
S. Giovanni usa l’espressione seconda
morte. Questo ci fa pensare che anche le morti da prendere in
considerazione siano due, e se questa è qualificata di
“seconda”, dov’è la prima? Che morte è la prima morte nel pensiero di S. Giovanni? A nostro avviso non
è possibile che S. Giovanni pensi a due morti fisiche (la cosa non
avrebbe senso), ma è possibile che egli pensi a due morti, una fisica e
una spirituale. Già si sa che la prima morte, quella fisica, è obbligatoria
per tutti. E la seconda? Chi sono coloro che saranno esonerati dalla seconda morte, quella spirituale,
eterna? Di chi sarà questo insigne privilegio?
Prevenendo questo nostro interrogativo S.
Giovanni afferma in anticipo che coloro che non morranno della seconda morte
(quella eterna) sono i risuscitati della prima
risurrezione, cioè coloro che si saranno lasciati decapitare
(tagliare la testa) pur di non abiurare la loro fede in Cristo. Se Gesù
intende affidare a queste persone il governo della Terra rigenerata, ciò
significa che per esse non sarà possibile perdere i vantaggi spirituali
già acquisiti con il martirio appena subìto. Esse avranno
già guadagnato il premio eterno, e sarà per questo che
Gesù le sceglierà per “regnare con lui” nel
sacerdozio millenario. La ricompensa che questi esseri umani riceverebbero da
Dio “regnando con Cristo per mille anni” significherebbe che Cristo
li avrà giudicati degni di vita beata iniziando già dalla terra,
perché questa terra sarà divenuta come un nuovo Paradiso
terrestre.
Che cos’è la terra resa degna di
diventare un nuovo Paradiso terrestre? È il Millennio felice descritto da S. Giovanni nel testo sopra citato,
il Regno di Dio in Terra. È il Regno
messianico, quello che il mondo cristiano invoca da due mila anni con la
preghiera del Padre Nostro. [106]
Alla luce di queste considerazioni, noi
diciamo che coloro che negano la Parusia intermedia tramite la quale Dio
intende instaurare il suo Regno
messianico (alias Millennio felice)
rischiano grosso. Rischiano di negare la possibilità dell’azione salvifica
di Dio nel mondo presente, che è l’al-di-qua
della storia umana. [107] Se l’argomento non fosse così importante per la teologia e la
fede dei credenti, si potrebbero usare dei toni più moderati, ma la
realtà delle cose è talmente grave, che se noi non denunciassimo
questo gravissimo errore ci sentiremmo colpevoli di codardia nei confronti del
Creatore, che al presente ci chiede di annunciare l’avvento prossimo del
suo Regno terrestre.
Molti mistici e veggenti cattolici
profetizzano oggi l’avvento imminente di una Parusia intermedia, il cui
scopo è proprio quello di inaugurare il Regno di Cristo sulla Terra. Sono voci numerose, e che provengano
dai quattro angoli della terra. Malgrado ciò, l’effetto che fanno
è quello di una sola ed unica voce. Sono voci che incessantemente, con
perseveranza, ci dicono di “rileggere” i testi biblici allo scopo
di capirli correttamente. E per aiutarci a capirli, soprattutto
l’Apocalisse, ci rivelano verità sublimi, verità che col
tempo erano state dimenticate, o involontariamente alterate
nell’interpretazione. Queste voci si completano a vicenda, come i pezzi
di un meraviglioso mosaico, al centro del quale si trova la Parusia
intermedia.
La Parusia
intermedia non è mai stata un’eresia millenaristica, come
qualcuno ha detto recentemente, e non ha nulla a che vedere con la
mentalità dei protestanti. Il fatto di proporre un’interpretazione
più chiara e più coerente delle Scritture circa la Parusia intermedia − posizione
rimasta in sospeso per tanti secoli a causa del grande equivoco di S. Agostino −
non potrà mai trasformare in eretici coloro che la credono vera, e come
tale la propongono. Dio stesso ci chiede, e con urgenza, di avvertire tutti che
essa è vera. Sta facendo con noi quello che ha fatto con Noè poco
prima del Diluvio universale. Sta cercando di avvertire tutti di quello che sta
per accadere. Saremmo forse eretici a causa della nostra obbedienza a Dio? [108] Chi volesse qualificare di “eretico” questo nostro credo
dimostrerebbe di non sapere come stanno le cose, o di non voler essere messo al
corrente di come stanno le cose. Chi crede alla tre Parusie riconosce tutti i
dogmi della Chiesa, compreso quello della Parusia
finale. Dov’è
l’eresia?
Torniamo a S. Agostino. L’equivoco nel
quale è caduto è composto di due concetti deformati: il primo
pretende che il Regno messianico sia
già iniziato con la Risurrezione di Cristo, il secondo avanza
l’idea che l’unico re visibile di questo Regno messianico sia il Papa (come se il Regno di Dio fosse
possibile solo all’interno della Chiesa). Le conseguenze storiche e
teologiche di questo equivoco non sono state ancora studiate, ma già
è possibile arguire che questo concetto di “Papa-re” ha
favorito nella Chiesa lo sviluppo del Cesaropapismo, per cui il Papa, al pari
di qualsiasi altro monarca fornito di esercito e di burocrazia, dovrebbe curare
sia gli interessi temporali del suo Stato pontificio che quelli spirituali
della Chiesa universale.
Oltre a questo, affermare che il Millennio felice [109] sia già cominciato con la risurrezione di Cristo è un grave
stravolgimento interpretativo delle profezie bibliche. La cosa sfugge al
normale intendimento. Come si fa a dichiarare Millennio felice i due millenni che il mondo ha vissuto da quando
Cristo è risorto? La storia di questi due millenni è piena di
persecuzioni e di guerre. Oltre a ciò, credere soltanto alla Parusia finale significherebbe credere
che il bene possa trionfare solo dopo la Fine del mondo, e non prima,
cioè nel tempo. Questa sì che come tesi puzza di eretico! Non
regge nè di fronte all’esame del buon senso nè di fronte
alla dialettica dei fatti passati, presenti e futuri, dove tutto è
legato in maniera concordante. [110]
Alle affermazioni di P. Livio Fanzaga,
direttore e animatore di Radio Maria, noi contrapponiamo gli studi di Padre
Martino Penasa, francescano, che
come esegeta riscontra tre Parusie, e così facendo risolve ogni problema
riguardante la Parusia intermedia. Lo
fa con grande semplicità, sia grazie alle sue conoscenze esegetiche, sia
grazie alla luce ricevuta tramite le rivelazioni dei mistici cristiani
contemporanei, gli stessi che P. Livio Fanzaga ignora completamente. [111] Ma allora, di questi reverendi Padri (P. Martino Penasa e P. Livio
Fanzaga) chi dei due ha ragione? Entrambi citano le Scritture e la Tradizione.
Entrambi sembrano convinti di dire la verità. Per noi la risposta
migliore è la seguente. Anche se per adesso il Magistero della Chiesa −
col suo “vuoto dogmatico” − sembra favorire le posizioni di
Padre Fanzaga, noi non possiamo dire che quanto Dio ci rivela tramite i Profeti
cristiani contemporanei è falso, o non esiste. Come si fa a non credere
a quello che Dio ci spiega e rispiega tramite i veggenti di oggi? Noi troviamo
che gli argomenti di Dio e quelli della Madonna sono convincenti, ben
più convincenti di quelli di Padre Fanzaga. Concordano tra loro e si
completano a vicenda!
Al sacerdote che fosse tentato di chiedersi se
per lui è un dovere quello di annunciare la Venuta intermedia di
Gesù, noi risponderemmo con le parole di Gesù a JNSR: “Se voi nascondete l’annuncio
del mio ritorno, la Luce vi accecherà prima ancora che Io giunga sulla
vostra Terra”. [112] Questo monito non è umano ma celeste. Ci rivela quanto seria sia la
questione della Parusia intermedia, e come il suo annuncio dovrebbe essere
gioioso: sta per giungere lo “Sposo” divino che aspettiamo da tanto
tempo! Prepariamoci degnamente a questo incontro!
Detto questo, ripetiamo che qui non è
in discussione il dogma della Parusia finale,
ma la mancata presa di posizione del Magistero sul tema della Parusia intermedia. [113] Questa verità è stata largamente predicata dai Padri della
Chiesa dei primi tre secoli, e ampiamente riconosciuta dai primi cristiani. Se
oggi non la si vede, perché con l’equivoco di S. Agostino è
finita in soffitta, nel cosiddetto “dimenticatoio”, non è
detto per questo che essa non esista, o che sia proibito andarsela a prendere
per rimetterla in uso, se il cuore ce lo dice. Dio stesso interviene
perché questo avvenga, e con solerzia, senza troppo ritardo!
Altro esempio: per arrivare al dogma
dell’Immacolata Concezione sono stati necessari diciannove secoli. Anche
qui è in campo S. Agostino, il quale non credeva che la Madonna fosse
stata concepita senza macchia (immacolata). Se la Madonna non avesse spiegato a
S. Bernardetta il significato delle parole “Io sono l’Immacolata Concezione”
quanti, per fare come S. Agostino, non si sarebbero ostinati a dire che il
dogma dell’Immacolata Concezione è un sogno, un’utopia? Ora
succede la stessa cosa con la Parusia
intermedia. Che fare? Rimanere a braccia conserte? È nostro dovere
cercare di capire le cause che hanno portato alla sparizione di una Parusia,
quella intermedia!
Secondo l’articolo n. 94 del CCC,
l’approfondimento del “deposito della fede” avviene con
l’assistenza dello Spirito Santo, in tre maniere. La terza di queste
maniere dice: “Tramite le esperienze
spirituali dei credenti (soprattutto quelli che per il bene della
Chiesa hanno ricevuto rivelazioni private come apparizioni, messaggi, locuzioni
interiori, ecc…). Se il Magistero della Chiesa dice che in certi casi le
esperienze spirituali dei credenti possono contribuire ad approfondire il
“deposito della fede”, le rivelazioni private (che sono esperienze
spirituali dei credenti) meritano considerazione e rispetto. In molti casi esse
possono aiutare i fedeli e la gerarchia stessa a comprendere le Scritture
sacre, non sempre chiare a prima lettura. [114] Per esempio, la dottrina della Venuta
intermedia di Cristo è presente nella Bibbia, ma per penetrare a fondo
i passi che la riguardano è necessario oggi l’aiuto di Dio, oltre
che la buona volontà dell’umile discente.
La costituzione dogmatica Dei Verbum, n. 10, dice: “Il
Magistero non è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve,
insegnando soltanto ciò che gli è stato affidato per mandato
divino. Con l’assistenza dello Spirito Santo esso l’ascolta
con pietà, la conserva con esattezza, e la espone con fedeltà. Da
questo unico deposito della fede esso estrae ciò che propone come
verità rivelata da Dio, verità che si deve credere”.
Partendo da queste parole noi diciamo che la
Chiesa non crea la Rivelazione, non la inventa, ma la riconosce e la serve. [115] Secondo l’articolo n. 88 del CCC, un concetto religioso diventa
dogma quando il Magistero della Chiesa lo dichiara verità di fede. Ma da
dove proviene il summenzionato concetto? Esso proviene da Dio. (Dio è
presente in ogni Parola da Lui rivelata, cioè da Lui pronunciata tramite
i suoi strumenti). Dunque un dogma è la risposta della Chiesa ad un annuncio
che Dio ci fa tramite i suoi strumenti. Questo annuncio può essere
studiato anche con l’aiuto delle Rivelazioni “private”. In
questo senso, ogni dogma è un atto di obbedienza a Dio, alle sue parole,
quelle che Lui pronuncia tramite i suoi strumenti, dai più antichi ai
più recenti.
In virtù di queste affermazioni,
può essere definita dogmaticamente solo quella verità che Dio
stesso ci rivela (tramite i suoi strumenti). E di chi sono le parole che oggi
ci permettono di riscoprire i dati riguardanti la Parusia intermedia e la Settimana
universale che la contiene? Di chi sono se non di Dio?
C’è anche da dire che la Parusia intermedia, ben compresa,
permette di fronteggiare l’aggressione di tante sette apocalittiche che
oggi abbondano, e sottraggono migliaia di fedeli al gregge di Cristo. Sotto
questo punto di vista, quello che noi ci sforziamo di fare ha per scopo di
rifornire di munizioni i cristiani che vogliono difendersi da queste sette
apocalittiche. A questo punto è bene si sappia che iniziative come la
nostra non possono avere come origine il nostro “io”. Noi siamo
solo degli esseri umani poveri, vecchi, stanchi, ammalati. L’origine
è Dio. È Lui che ci guida in tutto, e nel contempo ci dà
la forza di dire e di fare tutto quello che facciamo.
Conclusione: S. Agostino è Dottore della Chiesa, ma lo è anche S.
Ireneo. A chi credere? Noi suggeriamo di credere a colui che maggiormente
rispetta le Scritture sacre e la Tradizione apostolica, e qualora un lettore
non riuscisse a raccapezzarsi, la reazione più logica ed efficace
potrebbe essere quella di mettersi ad ascoltare con più cuore le voci
profetiche attuali. [116]
Riassunto schematico
|
Prima di S. Agostino: |
Dopo S. Agostino: |
|
1ª Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore.
(Nascita, Morte e
Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa). |
1ª Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore.
(Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa). |
|
2ª Parusia: Venuta intermedia di Cristo come Re. |
Vuoto
dogmatico .
|
|
3ª Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice. |
2ª Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice. |
2 - Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. [117]
Per poter credere al Millennio felice
bisogna anzitutto credere che le Parusie del Signore sono tre, e non due
soltanto. Ma come credere al Millennio
felice se la Chiesa lo condanna? Andiamo piano! È proprio vero che
la Chiesa condanna il Millennio felice,
come spesso si finisce per dire e per credere?
Non è vero affatto. La Chiesa non condanna il Millennio felice, poiché si
tratta di un passo biblico, e quindi sacro, ma condanna il millenarismo. Che cos’è il millenarismo? Il
millenarismo dovrebbe essere definito come un’interpretazione errata di
detto passo biblico, ma in parecchi casi, purtroppo, succede
l’inverosimile: il millenarismo è tutto eccetto quello che
è. Alla fine uno si domanda se il concetto di millenarismo non sia fra i più travisati dell’universo
biblico.
Millenarismo e Millennio felice sono due
realtà ben distinte: condannabile e condannata la prima, non
condannabile e non condannata la seconda; eppure molti teologi le confondono.
Nessuno può condannare il Millennio
felice poiché si tratta di un passo biblico (Ap 20, 1-6). Esso
descrive la visione che S. Giovanni ha avuto a proposito di ciò che il
mondo vivrà negli Ultimi Tempi,
che sono quelli nei quali viviamo. Il motivo per cui oggi Dio interviene a
dirci di credere a questa verità sacrosanta, è che essa sta per
realizzarsi. [118]
Questa verità escatologica – che per comodità
linguistica noi potremmo denominare Millenarismo
biblico – conduce ad altre verità escatologiche, tutte
riguardanti il Regno messianico. [119] Detto Regno sarà instaurato da Gesù in occasione della sua Parusia intermedia. L’insieme di
tutte queste verità – Millenarismo biblico, Parusia intermedia,
Regno messianico, Regno temporale, Millennio felice, Settimana universale
– risulta concatenato.
Prendiamo un altro esempio. Per credere alla Parusia intermedia noi dobbiamo
ammettere anzitutto che nel Piano di Dio esistono tre Parusie anziché
due. Siccome per accogliere questa verità abbiamo bisogno di appoggiarci
sul millenarismo biblico, ne deriva che quello che la Chiesa ha voluto
condannare con la parola “millenarismo” non è il
millenarismo biblico, ma una (o più) delle sue molteplici forme corrotte,
che sono quelle che noi chiamiamo “millenarismo cerintiano” (o
“crasso”), “millenarismo agostiniano”,
“millenarismo mitigato”, ecc...
Un esempio di come Gesù ci invita a credere al Millenarismo biblico ce lo offre il testo che qui segue. Il testo,
ufficialmente, è stato scritto da Vassula Ryden, [120] ma tramite questa profetessa contemporanea è Gesù che parla.
In uno dei volumi intitolati: “La vera vita in Dio”, in data
19 dicembre 1990 possiamo leggere le parole seguenti:
«Si, miei cari, vi darò la sapienza. Ve la darò
affinché vi accompagni lungo la strada, e vi conduca alla
santità; una santità che paralizzerà Satana per mille anni, impedendogli di mettersi
tra voi e il mio Amore. Quando dunque vedrete il cielo dissolversi in fiamme, e
gli elementi fondere nel calore, sappiate che questo è il segno
dell’inizio della promessa che vi ho fatta di darvi nuovi Cieli e nuova
Terra. Ve li darò con il rinnovamento della mia Chiesa, la rinascita
della mia Chiesa, la rinascita dei nostri due Cuori.»
Tra i cattolici esistono anche quelli che rigettano la suddetta profezia.
La rigettano dichiarandola falsa. Il motivo invocato è – come
sempre – che “il millenarismo è stato condannato dalla
Chiesa”. In tutta questa faccenda millenaristica, la miglior spiegazione
è quella di Padre Martino Penasa, autore di libri importanti sul millenarismo.
Per chi lo desidera, ecco ciò che Padre Penasa ha scritto sul soggetto:
«Il Millenarismo condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino
riguarda non i mille anni,
bensì la presenza localizzata e visibile di Cristo sulla terra, come re
supremo di tutto l’orbe terracqueo, per mille anni, intento a festini di
nozze, con banchetti e balletti mondani, come avveniva presso i pagani di quel
tempo, comprese le sbornie degli ubriaconi e le orge sessuali. Tali
“millenaristi” basavano la loro proposta del preteso
“millennio” su quella frase del testo sacro che dice: “Sono
giunte le nozze dell’Agnello; la sua Sposa è pronta!”
“Scrivi: beati gli invitati al banchetto delle nozze
dell’Agnello!”» [121]
Con queste parole Padre Martino Penasa spiega che il
“millenarismo” condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino non
è una condanna del passo biblico che parla del Millennio felice
(Ap 20, 1-6), ma della sua interpretazione materialistica (o
politico-materialistica). Padre Penasa aggiunge, poco dopo, che nel 1944 la
Chiesa ha pure rigettato una versione “mitigata” del millenarismo,
quella che, pur conservando l’idea di un Cristo politico, proponeva di
eliminare gli abusi culinari e sessuali durante il millennio. [122]
Torna in campo la domanda iniziale: “Quante sono allora le Parusie? [123] È bene
credere alla Parusia intermedia, o è meglio non crederci? “ Noi
ci crediamo, e invitiamo tutti a fare altrettanto. Gli argomenti per accettare
questa verità ci vengono dal Cielo. Quindi il credo è legittimo.
Dopo averci rivelato il suo grandioso Piano tramite i profeti antichi, Dio ce
lo rispiega oggi tramite i suoi profeti moderni. E posto che le profezie del presente e quelle del passato sono in relazione le une con le
altre, noi sappiamo che esse devono combaciare. Questo è proprio quanto
succede.
I messaggi che seguono presentano un legame con il libro
dell’Apocalisse. La Madonna li ha affidati a don Stefano Gobbi [124] nel 1992, nel 1994 e nel
1995.
1. Messaggio MSM del 31 dicembre, 1992
– «Io sono sempre con voi per
dirvi che la realizzazione di questi segni vi indica con sicurezza che è
vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella Gloria. »
2. Messaggio MSM del 13 maggio, 1994.
– «Vi trovate proprio nel cuore di ciò che vi
è stato annunciato nell’ultimo libro della Sacra Scrittura.
» [125]
3. Messaggio MSM del 31 dicembre,1995.
– «Sono la
Regina della Pace, l’alba che annuncia i tempi nuovi che vi aspettano e
che si avvicinano a grandi passi. ... Vi offro il rifugio sicuro che la Santissima
Trinità vi ha preparato per questo tempo di bufera, il tempo della Grande
Tribolazione. »
Posto che “Fine dei tempi” e “Fine del mondo” sono
due cose distinte, la seconda Venuta di Gesù – come Re –
è un’anticipazione della sua terza ed ultima venuta come Giudice.
Dio Padre, nel suo Piano di Salvezza, avrebbe stabilito che Dio Figlio
incontri l’Umanità a tre riprese: la prima come Redentore,
la seconda come Re, e la terza come Giudice. Il triplice quadro
seguente ha come scopo di facilitare la visualizzazione del concetto delle tre
venute di Cristo.
|
Prima venuta. Come Redentore 2.000 anni fa. (Inizio dei tempi). |
Seconda venuta. Come Re Nel tempo attuale. (Fine dei tempi). |
Terza venuta. Come Giudice Fra mille anni. (Fine del mondo). |
Sappiamo che ogni volta che Gesù si manifesta al mondo visitandolo di
persona allo scopo di salvarlo, la sua visita è identificata col nome di
“Parusia”. Le tre venute di Gesù sono quindi tre Parusie, e
la seconda di esse viene pure chiamata “Parusia intermedia” a causa
della sua posizione intermedia.
Constatiamo che la prima Parusia ha segnato la fine dell’Era
del Padre e l’inizio dell’Era del Figlio (4.000 anni ha durato la
prima era, 2.000 la seconda); che la seconda Parusia segnerà la
fine dell’Era del Figlio e l’inizio dell’Era dello Spirito Santo;
e che la terza Parusia (quella che dovrà sopravvenire alla fine
del Millennio felice) segnerà
la Fine del mondo e l’Entrata
nell’eternità.
Se le profezie che ci guidano sono autentiche, la terza ed ultima Parusia dovrebbe
sopravvenire dopo il Millennio felice. [126] Questa ipotesi delle tre Parusie è confermata da numerosi messaggi
profetici, fra i quali figura anche il passo che qui riportiamo.
Messaggio MSM del 24 dicembre 1978.
– La Madonna dice a don Gobbi: «La
seconda venuta di Gesù, il suo ritorno nella gloria, sarà prima
della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è invece
ancora nascosta nei segreti del Padre. Essa assomiglierà alla sua prima
venuta, la notte di Natale, [nel
senso che, ndr] il mondo si troverà tutto avvolto nella tenebra della
negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, dalla ribellione alla sua legge
d’amore. Il gelo dell’odio avrà ancora reso deserte le
strade del mondo. Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo.
Di Lui i grandi neppure si ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte,
mentre i Suoi saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi. ...
“Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà egli
ancora la fede sulla terra?”. Verrà all’improvviso, e il
mondo non sarà pronto alla sua venuta. Verrà per un giudizio che
troverà l’uomo impreparato. Verrà per instaurare nel mondo
il suo Regno, dopo aver sconfitto ed annientato i suoi nemici. Anche in questa
seconda sua venuta, il Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. »
C’è un proverbio che dice: “Uomo
avvisato, mezzo salvato”. Conoscere in anticipo i diversi aspetti
della Parusia intermedia offre un grande vantaggio a coloro che accettano le
informazioni profetiche riguardanti tale avvenimento. Il vantaggio delle
persone informate è che avranno il privilegio di trovarsi “in
abito di servizio” quando Gesù sarà di ritorno come Re di
gloria. Ma chi non ama Gesù più di se stesso, non ha
volontà sufficiente per ascoltare i messaggi che il Cielo invia alla
Terra tramite i suoi strumenti, le voci profetiche. Le rivelazioni dette
“private” non fanno presa su chi è troppo preso dal mondo, o
da se stesso. Questo avrà come effetto di aumentare la sua
vulnerabilità di fronte alla tempesta che per forza di cose
precederà la Parusia intermedia, a scopo di purificazione, per separare
il grano dalla pula. Succederà allora quello che succede alla battitura
del frumento: il grano va da una parte, la pula se ne va dall’altra. Ma
lo scopo della Purificazione non è il fracasso apocalittico, perché
lo scopo della battitura non è la battitura in se stessa. Lo scopo
dell’apparente sconquasso è la ricchezza che il buon grano
rappresenta una volta pulito, cioè separato dalla pula e dalle varie
immondezze. [127]
In conclusione, i suddetti messaggi ci confermano che Gesù sta per
tornare sulla terra come Re di gloria. Ciò significa che il Regno
messianico è imminente. La Tribolazione che dovrà precedere tale
Regno altro non è che un mezzo. Lo scopo è la rinascita
dell’umanità, una rinascita fatta di splendore e di gloria.
Che cosa dovrebbe fare ognuno di noi per avere il privilegio di essere tra
gli eletti ai quali Dio dirà: “Bene, servo buono e fedele; sei
stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto”? [128] Le anime di buona volontà sanno già la risposta.
3 - Voci mistiche
annunzianti un Mondo nuovo.
Abbiamo già visto che nella Settimana universale esiste un ordine
che non è umano ma divino. Secondo
questo ordine divino, e quindi perfetto, Dio
Creatore ha creato l’uomo sei mila anni fa, Dio Redentore lo ha redento due mila anni fa, e lo Spirito Santo,
che è Dio Santificatore, si
appresta a divinizzarlo nel corso del presente millennio, terzo della cristianità e settimo della storia nostra
universale. L’azione dello
Spirito santificatore è già iniziata, ma esploderà in
tutta la sua potenza e grandezza non appena la terra sarà purificata.
In sintesi: come l’Era del Padre è stata un’era con
l’accento sulla Giustizia, e
l’Era del Figlio un’era con l’accento sulla Misericordia, così l’Era dello Spirito Santo sarà un’era con
l’accento sulla Santificazione.
Accettare questo credo dovrebbe essere una cosa semplice, normale,
perché è un credo comprovato sia dalla Rivelazione pubblica (la
Bibbia), che dalle Rivelazioni “private” (i Profeti cristiani
contemporanei).
Benché poco conosciuta, la profezia che segue è un vero
gioiello di semplicità e di chiarezza. Ce l’ha trasmessa Magdalena
Porsat, un’umile donna che nel secolo scorso visse al servizio di una
famiglia della piccola borghesia francese. [129]
«Ascoltate ciò che Maria, nostra Madre, mi ha incaricata di
dirvi. Vedo la Fine dei tempi. Vedo la fine del male e l’inizio
del bene. Non si tratta di un avvenimento qualunque, ma di una grande epoca che
deve cominciare: la terza.
All’inizio il Padre ci ha creati, e questo per permetterci di
conoscerlo, amarlo, e servirlo. In
un secondo tempo il Figlio ci ha redenti. Adesso, per nostra consolazione, il
Padre e il Figlio ci mandano lo Spirito Santo trionfatore, con Maria sua sposa.
Questo è un grande miracolo.»
Un’altra mistica, Suor Marie-Natalie, ha ricevuto da
Gesù le parole seguenti: “Non
si tratta della Fine del mondo, ma della fine dei peccati. Si tratta di metter fine a questo grande
flusso d’anime verso la dannazione“. [130]
Magdalena Porsat e Suor Marie-Natalie sono due esempi di persone carismatiche. A che servono i carismatici? La signora Franca Cornado [131] soleva rispondere: “Le anime carismatiche servono a correggere gli errori dei teologi...”
I teologi, è vero, non dovrebbero
sbagliare mai, eppure qualche volta sbagliano, e anche di grosso. Come mai? La
sapienza divina e la “sapienza” umana non dovrebbero forse
coincidere? Sì, lo dovrebbero, ma i fatti dimostrano che alle volte
succede il contrario. E quando ciò avviene non è Dio che sbaglia,
ma l’uomo. Dagli errori umani nasce poi la confusione.
Parlando di confusione, quella di oggi
è talmente grande che per evitare il peggio Dio è costretto ad
intervenire. Lo fa perché è Padre, e come tale cerca di aiutare
quei figli che con buona volontà si sforzano di non cadere nei tranelli
di Satana. [132] Oggi l’intervento di Dio mira a correggere un errore involontario
commesso secoli fa da S. Agostino. L’errore di Agostino riguarda la
Parusia intermedia. Detta Parusia non andrebbe esclusa dalla Settimana universale ma integrata ad
essa.
Abbiamo già visto che la Settimana
universale è quel grandioso
Piano che Dio ha concepito per creare, redimere e santificare il Genere umano.
Detto Piano contiene un “giorno” importante, il settimo,
l’equivalente della domenica. A chi farebbe comodo che questo settimo
“giorno” venisse obliterato? Al nemico di Dio. Lui solo ha interesse
a ingannarci su questa importante verità. Ma Dio vuole che le anime di buona
volontà giungano preparate a questo grandioso evento, e visto che il tempo stringe,
interviene Lui stesso per aiutare coloro che hanno bisogno di aiuto e da Lui lo
sperano.
I due esempi appena citati non sono gli unici. Ce ne sono tanti altri,
provenienti da voci che parlano tutte in nome di Dio.
La voce di una monaca di clausura.
Messaggio del 31 agosto 1968. Nel libretto
italiano: “Il Gran Messaggio d’Amore”, l’autrice
del libro, monaca di clausura, testimonia del dialogo seguente avvenuto tra lei
e la Voce divina:
Dialogo tra la Voce divina e una monaca di clausura.
Voce divina: «“Mia Madre, in altri tempi, aveva predetto il
castigo, ma adesso l’ora è molto più vicina. I popoli più forti demoliranno
quelli più deboli. Ogni umano
diritto sarà sopraffatto.
Sangue e fuoco sopra tutta la terra. Cose mai viste fin dalla fondazione del
mondo! Il cielo non avrà che i riflessi del fuoco, non sarà
più azzurro, ma carico del fumo dei mezzi di distruzione. ... Farà buio su tutta la terra,
... e la terra sarà avvolta
in un nero mantello”.
La monaca: “O Signore! Si direbbe l’Apocalisse!”
Voce divina: “Il tempo della vera Apocalisse è molto
lontano, e sarà voluto da Dio, mentre questo sarà voluto e
preparato dall’uomo! Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto
radunare i tuoi figli come la gallina raduna i pulcini sotto le sue ali, e tu
non hai voluto! Questo è il messaggio di cui ti parlavo l’altra
notte. Messaggio d’amore e di
dolore. Te lo affido!”
La monaca: “Ma, Signore! Se il mondo potesse almeno sapere quel
che mi dici!”
Voce divina: “Questo mondo incredulo e infedele non crede
facilmente a certe cose, perché è più facile vestirsi di
scetticismo che di verità. Fa più comodo! Ancora una volta ti
dico che nessuno è profeta in casa sua. Il mondo ha bisogno di un segno
per credere, e lo avrà”. »
Le parole suddette confermano che la vera
Apocalisse (quella della Fine del mondo), è ancora lontana nel
tempo. Essa arriverà fra una
decina di secoli, non ora che siamo alla Fine dei tempi (o “Fine
del tempo delle Nazioni”), un periodo che corrisponde all’inizio
del settimo millennio della nostra storia umana, che in tutto ne conta
sette.
La voce di J. E. Gehrer.
L’età di questa nostra umanità non ci è rivelata
soltanto da Luisa Piccarreta. Anche
il libretto di J. E. Gehrer: “Cœurs
Unis de Jésus et de Marie”, contiene rivelazioni
analoghe. Una di queste ci permette di dedurre che la Settimana universale è formata da sette periodi, o
“giorni”, e che attualmente l’umanità si trova
all’inizio del suo settimo “giorno”.
Quanto segue è la traduzione italiana del testo che si trova alle
pagine 15 e 16 di detto libretto.
«La voce interiore precisò: “Sì, voi vi alzate
all’alba di un nuovo giorno.
Presso Dio mille anni sono come un giorno, e codesto sarà una domenica:
l’era dello Spirito Santo”.
Mi sembrava che 4000 anni erano attribuiti al Padre, 2000 anni al
Figlio, e 1000 allo Spirito Santo». [133]
La voce di Ottavio Michelini.
Nel volume: “Confidenze di
Gesù ai suoi sacerdoti e ai suoi fedeli”, Gesù affida a
Mgr Ottavio Michelini parecchi messaggi di interesse attuale. Verso la fine del
messaggio del 21 giugno del 1978, e intitolato: Nelle condizioni precedenti
al Diluvio, Gesù dice a Mgr Ottavio Michelini:
– «Non
è la prima volta che nella storia dell’umanità si verifica
questo triste fenomeno per cui, per Volontà Permissiva di Dio,
l’umanità viene distrutta nella sua quasi totalità. Al tempo del Diluvio tutti gli abitanti
della terra sono stati distrutti, salvo Noè con i figli e i figli dei
suoi figli. Siccome oggi le
condizioni sono come quelle precedenti al Diluvio, l’umanità
sarà distrutta ad eccezione di quelli che il Signore ha decretato di
salvare. È necessario dire
che la grande maggioranza degli esseri umani sono rimasti sordi alle numerose
chiamate di conversione che Dio ha indirizzato loro. ».
La voce di Maria Valtorta.
Il brano che segue descrive il Millennio
felice e fa capire che la Parusia
intermedia che lo deve inaugurare sarà simile alla Parusia finale, ma non identica. Malgrado
le somiglianze dovute al famoso “parallelismo storico”, [134] la Parusia intermedia e quella finale sono due cose distinte.
– Gesù dice a Maria Valtorta: «Quando
avrò mondato il Gregge da ciò che è falso e impuro [con la Purificazione che avrà preceduto la sua Venuta intermedia,
ndr], nel mio periodo di Re della Pace [il “Millennio
felice”, ndr] istruirò i rimasti per l’ultima istruzione.
Conosceranno Me come ora solo gli eletti mi conoscono. Saranno non dodici, ma
dodicimila volte dodicimila creature chiamate alla conoscenza del Re. Cadranno
le eresie e le guerre. Luce e Pace saranno il sole della Terra. Si nutriranno
del germe vivo della mia Parola e non saranno più languenti della fame
spirituale. Mi adoreranno in spirito e verità.
Quando avverrà l’ultima rivolta di Satana a Dio [alla fine del “Millennio felice”, ndr] non mancheranno gli
ultimi Giuda fra i chiamati alla conoscenza del Re. L’oro della
Città eterna deve essere depurato per tre filtri per poter divenire turibolo davanti al
trono dell’Agnello glorioso. E questo sarà l’ultimo filtro. [135] Ma i “fedeli” resteranno fedeli, conosceranno che Io sono
con essi, e che essi sono il mio popolo eterno. Ma fin da ora, o miei diletti,
o anima che mi ami e che amo, sappiate che anche prima che Io venga a radunare
il mio gregge per portarlo agli eterni pascoli del cielo, voi siete i miei
amati agnelli. Prima degli altri entrerete nel mio Regno, perché voi
siete il mio gregge ed Io sono il Signore Iddio vostro, il vostro Pastore che
fra voi prende le sue delizie, e che vi chiama alla sua dimora per vivere con
voi nella Pace serbata ai fedeli di Cristo.» [136]
La voce di JNSR [137]
Nel 1998, la rivista il Segno del Soprannaturale ha pubblicato una serie di articoli che
fanno la sintesi dei messaggi ricevuti da JNSR sulla Parusia intermedia. [138] Questi messaggi spiegano alcuni passi oscuri delle Scritture – come
ad esempio i versetti di Ap 20, 1-6 – ma anche dei passi ritenuti chiari
ma contenenti delle sorprese esegetiche. Per esempio, il famoso “Venga il
tuo Regno”, presente nella preghiera del Padre Nostro, andrebbe interpretato non in senso simbolico, ma
letterale: discesa della Gerusalemme celeste a Dozulé, [139] e instaurazione del Regno di Dio su tutta la Terra ad opera di Cristo.
Alcuni messaggi di JNSR presentano la Venuta
intermedia di Gesù come necessaria all’Umanità, che secondo
il piano divino è destinata a recuperare i privilegi del primo Paradiso
terrestre. In che modo? I momenti sono tre: 1) Seminare. 2) Coltivare. 3)
Raccogliere. Per poter raccogliere qualcosa dalla terra bisogna prima seminare,
e poi coltivare. Con la sua morte Gesù ha gettato il seme del suo Regno,
e nei duemila anni successivi ha coltivato il suo campo. La prima e la seconda
tappa sono quindi realizzate. Rimane la terza, quella del raccolto. Gesù
ci avverte che lo vuole fare adesso, tra poco, perché la messe è
pronta, i tempi sono maturi, come testimoniano i due messaggi che qui seguono.
– Gesù dice a JNSR:“Prima della parola “fine”
Io fermerò il meccanismo, e vi farò saltare nel tempo vero, quello
della “mia verità” come da un treno in movimento. Ai miei
figli del mondo intero voglio dire che è arrivato il tempo della
verità (...) Io sono l’unica verità, quella scritta da tutti
i santi profeti nella Bibbia. Parole di Gesù. Amen”;
– Gesù a JNSR: “Sì, mia piccola, i tempi
stanno per precipitare, e tutto si svolge come ve lo ha indicato il mio Libro
santo (...) Io vi darò ancora altri segni della mia prossima venuta.
Niente deve turbarvi o spaventarvi, poiché tutto ciò deve
accadere. Il mondo è andato troppo in là nella disobbedienza a
Dio, e più nulla lo può fermare nella sua follia satanica. Non
posso lasciare l’uomo distruggersi completamente”. [140]
Negli scritti di JNSR la Parusia intermedia è come una luce che
illumina di nuova speranza tutte le Scritture sacre. Non dobbiamo quindi
meravigliarci se i suoi messaggi si rivolgono a tutti, non solo ai cattolici ma
anche agli Ebrei, ai Protestanti, agli Ortodossi, a tutte le persone di buona
volontà, qualunque sia la religione alla quale appartengono. Gesù
dice tramite JNSR: ”Avverto i capi
delle Chiese di tutte le confessioni che Io ritorno presto!” [141] Per quanto riguarda gli Ebrei, essi sono i nostri “fratelli
maggiori”. Dio vuole essere riconosciuto come il Dio di Abramo, di Isacco
e di Giacobbe, e portare a tutti gli uomini il perdono e la pace, cominciando
dai figli d’Israele.
La voce della Divina Sapienza.
I due messaggi seguenti esprimono chiaramente
il concetto di Parusia intermedia.
Messaggio ODS, del 7 maggio 2000. [142]
– Gesù dice: «Sposa amata, quando mai ho detto che fino alla Fine del mondo le
cose resteranno stazionarie? Perché gli uomini non prestano attenzione
alle mie Parole? Ho parlato spesso attraverso i miei profeti antichi e nuovi di
una mia Venuta intermedia, e non in
modo velato. Quanti mi attendono per farmi festa e gioire con me? Pochi, sposa
amata, pochi anche di coloro che leggono e rileggono le mie parole; essi dicono:
Ma… Forse… Non è ben chiaro… Chissà…
Vedremo… Nessuno di questi ha il coraggio di dire: Gesù parla chiaramente
di una Venuta grandiosa e intermedia. Prepariamoci tutti ad accoglierlo col
cuore ardente di chi attende Colui che tanto ama, e che sta per ritornare
trionfalmente e visibilmente. …
Io, Io Gesù, sto per fare tutto questo. Il mistero nascosto da
secoli e millenni ora viene palesato, e tutti ne conosceranno l’essenza.
La mia prima Venuta sulla Terra
è stata l’inizio, la mia seconda
sarà la continuazione, la terza
sarà la conclusione. »
Messaggio ODS, del 28 maggio 2000.
– Gesù dice: «Oggi, amata sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per
capire il senso del tempo presente. Molti di costoro non capiscono ciò
che più volte dico palesemente, che cioè tornerò,
tornerò non solo nell’ultima Venuta (finale e conclusiva), ma che
ci sarà una Venuta intermedia
precedente. I miei amati piccoli, che hanno il cuore nel mio Cuore e palpitano
del mio stesso amore, mi attendono perché hanno compreso, alla mia luce,
e si preparano di giorno in giorno con un’adorazione continua, con una
dedizione completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo con la loro
propria, non mi attendono, non si preparano, e ripetono: “Non si parla
mai nelle Scritture di una Venuta intermedia”.
Essi non saranno pronti al mio ritorno, e non potrò dare loro i doni
sublimi che ho preparato per chi si è lasciato avvolgere dalla mia luce
ed ha cercato tutto da me. Amata, il mio giorno è vicino. Questo
sarà anche il giorno meraviglioso e unico delle anime belle che
troverò vestite a festa come piccole spose. Ecco, verranno con me al Banchetto
di nozze, e nessuna di esse resterà fuori. Resteranno fuori invece
coloro che in me non hanno creduto ma hanno confidato troppo in loro stessi,
senza capire che le cose devono essere viste e interpretate solo alla mia luce.
»
La voce di don Gobbi. [143]
Don
Gobbi va in tutto il mondo per diffondere il Movimento Sacerdotale Mariano.
Nel Libro dei messaggi da lui ricevuti si annuncia che Gesù sta per
tornare sulla terra come re, e si parla del ripristino del Paradiso terreste.
Questo Paradiso, come sappiamo, corrisponde al Regno messianico. La Madonna lo annuncia con questi messaggi:
Messaggio MSM del 24 dicembre 1978. La seconda Parusia.
– La Madonna a don Gobbi: «Simile
alla prima sarà la sua seconda venuta, figli prediletti. Come la sua
nascita in questa notte sarà il ritorno di Gesù nella gloria,
prima della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è
invece ancora nascosta nei segreti del Padre. Il mondo si troverà tutto
avvolto nella tenebra della negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, della
ribellione alla sua legge d’amore. Il gelo dell’odio avrà
ancora reso deserte le strade del mondo.
Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i
grandi neppure si ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i
Suoi saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi.
“Quando il Figlio dell’uomo
verrà, troverà egli ancora la fede sulla terra?”.
Verrà all’improvviso, e il mondo non sarà pronto alla sua
venuta. Verrà per un giudizio a cui l’uomo si troverà
impreparato. Verrà per instaurare nel mondo il suo Regno, dopo aver
sconfitto ed annientato i suoi nemici.
Anche in questa seconda venuta, il Figlio verrà a voi attraverso
sua Madre. Come del mio seno verginale il Verbo del Padre si è servito
per giungere fino a voi, così del mio Cuore Immacolato Gesù si
servirà per giungere a regnare fra voi.»
Messaggio MSM del 1 gennaio 1990. Madre del
secondo Avvento.
– La Madonna
a don Gobbi: «Sono la Madre del secondo Avvento. Lasciatevi dunque formare e
preparare da me, in questi anni, così che possiate essere pronti a ricevere
Gesù, che verrà nella gloria ad instaurare fra voi il suo Regno
di amore, di santità, e di pace.»
Messaggio MSM del 13 marzo 1990. Quando il
Figlio dell’Uomo ritornerà.
– La Madonna a don Gobbi: «Voi leggete nel Vangelo: Quando il
Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla
terra? … Vi potete domandare perché Gesù ha pronunziato
queste parole. Lo ha fatto per prepararvi alla sua seconda Venuta, e per
descrivervi una circostanza che sarà indicativa della vicinanza del suo
glorioso ritorno. Questa circostanza è la perdita della fede. … La
diffusione dell’Apostasia è dunque il segno che indica ormai
vicina la seconda Venuta di Cristo. A Fatima io vi ho predetto che sarebbe
venuto un tempo in cui si sarebbe persa la vera fede. Questi sono i tempi. »
Messaggio MSM del 14 aprile 1990, Sabato
santo. Vegliate con me nell’attesa.
– La Madonna a don
Gobbi: «Vegliate con me nell’attesa in questi ultimi tempi del vostro
così lungo sabato santo, perché è vicino il momento in cui
mio Figlio Gesù ritornerà sulle nubi del cielo, nello splendore
della sua gloria divina.»
Messaggio MSM del 3 giugno 1990. Il tempo dello Spirito Santo.
– La Madonna a don
Gobbi: «Vi avvicinate al momento
in cui si compirà il grande prodigio della seconda Pentecoste. …
Così lo Spirito Santo adempie la sua divina missione di dare piena
testimonianza al Figlio, e vi condurrà alla comprensione della
Verità tutta intera.»
Messaggio MSM del 28 giugno 1990. La seconda
Pentecoste.
– La Madonna a don
Gobbi: «Siete ormai vicini alla seconda Pentecoste. … La seconda
Pentecoste verrà come rugiada sul mondo, e trasformerà il deserto
in un giardino, in cui tutta l’umanità correrà incontro al
suo Signore, come sposa, in un rinnovato patto di amore con Lui. Così la
Santissima Trinità riceverà la sua grande gloria, e Gesù
instaurerà il suo glorioso Regno di amore fra voi.»
Messaggio MSM del13 ottobre 1990. Il Paradiso
terrestre sarà ripristinato.
– La Madonna a don Gobbi: «È vicino il Regno
glorioso di Cristo, che si stabilirà fra voi con la seconda venuta di
Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria. È il suo
glorioso ritorno per instaurare fra voi il suo Regno, e riportare
l’intera umanità, redenta con il suo preziosissimo sangue, allo
stato del suo nuovo Paradiso terrestre.
Quanto si prepara è cosa tanto grande che mai è stata dalla creazione del mondo. Preparatevi con umiltà, con fede, e con intensa preghiera. Preparatevi raccogliendovi tutti nel Cenacolo spirituale del mio Cuore Immacolato. Preparatevi nel silenzio e nell’attesa. ... Con un piccolo numero di questi piccoli bambini, il Signore instaurerà presto sulla terra il suo glorioso Regno d’amore, di santità e di pace.»
Messaggio MSM del 24 dicembre 1990. Accogliete
i profetici annunci.
– La Madonna a don
Gobbi: «Siete entrati nei tempi che vi sono stati predetti. Siete entrati
negli ultimi tempi. Allora accogliete i profetici annunci che in tanti modi vi
hanno indicato vicino questo secondo Natale. … Per questo, in ogni parte
del mondo mi sto formando la schiera dei piccoli, dei poveri, degli umili, dei
puri di cuore per preparare così una culla preziosa a Gesù che
torna a voi nella gloria.»
Messaggio MSM del 15 agosto 1991. La Nuova
Era.
– La Madonna a don Gobbi:
«La nuova era verso cui siete
incamminati porta tutto il creato alla perfetta glorificazione della Santissima
Trinità. Il Padre riceve la sua più grande gloria da ogni
creatura, che riflette la sua luce, il suo amore, il suo divino splendore. Il
Figlio instaura il suo Regno di grazia e di santità, liberando tutto il
creato dalla schiavitù del male e del peccato. Lo Spirito Santo si
effonde in pienezza con i suoi santi Doni, porta alla comprensione di tutta la
Verità, e rinnova la faccia della terra. La nuova era che io vi annuncio
coincide con il pieno adempimento della Divina Volontà, così che
finalmente si realizzi quanto Gesù vi ha insegnato a domandare al Padre
celeste: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in
terra”. È il tempo in cui
dalle creature si compie il divino volere del Padre, del Figlio, e dello
Spirito Santo.»
Messaggio MSM dell’8 dicembre 1991. La
porta che si apre.
– La Madonna a don
Gobbi: «Sono la porta che si apre sulla nuova era che vi attende e che sta
ormai per giungere sul mondo. Per questo nei vostri tempi sono chiamata ad
essere la Madre del secondo Avvento. Come, per mezzo di me, Gesù
è giunto a voi nella fragilità e nella umiltà della sua
natura umana, così ancora, per mezzo di me, Gesù ritornerà
a voi nello splendore della sua gloria, per instaurare il suo Regno nel
mondo.»
Messaggio MSM del 31 dicembre 1991. La Fine
dei tempi.
– La Madonna a don
Gobbi: «Vi ho più volte annunciato che si approssima la Fine dei
tempi e la venuta di Gesù nella gloria. Ora voglio aiutarvi a
comprendere i segni descritti nella Divina Scrittura, che indicano ormai vicino
il suo glorioso ritorno. Questi segni sono chiaramente indicati dai Vangeli,
dalle Lettere di S. Pietro e di S. Paolo, e si stanno realizzando in questi
anni. Il primo segno è la diffusione degli errori che portano
alla perdita della fede e all’apostasia. Il secondo segno è
lo scoppio di guerre e di lotte fratricide … mentre si fanno sempre
più frequenti le catastrofi naturali come epidemie, carestie,
inondazioni, e terremoti. … Il terzo segno è la sanguinosa
persecuzione di coloro che si mantengono fedeli a Gesù e al suo Vangelo.
… Il quarto segno è l’orribile sacrilegio compiuto da
colui che si oppone a Cristo, cioè l’anticristo. Entrerà
nel tempio santo di Dio e siederà sul suo trono facendosi adorare lui
stesso come Dio. … Il quinto segno è costituito da fenomeni
straordinari che avvengono nel firmamento del cielo. … Io sono sempre con
voi, per dirvi che la realizzazione di questi segni vi indica con sicurezza che
è vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella
gloria.»
Messaggio MSM del 24 dicembre 1997. Parusia intermedia e trionfo del Cuore
immacolato di Maria.
– La Madonna a don Gobbi: «Il mio Divino Bambino … un giorno
ritornerà nella potenza della sua gloria divina, e porterà alla
sua pienezza il tempo e la storia. … Voi vivete ora il mistero di questo
secondo Avvento, che vi prepara ad accogliere Gesù quando tornerà
a voi sulle nubi del cielo. Solo allora si compirà il secondo Avvento
che voi state vivendo. Allora il tempo giungerà alla sua pienezza.
Allora il Cuore immacolato della vostra Mamma celeste avrà il suo trionfo, nel definitivo e glorioso
trionfo di suo Figlio Gesù.»
La voce di Luisa Piccarreta.
Da quanto tempo l’uomo è sulla terra? La scienza umana tenta
di indovinare, ma le sue risposte variano da uno scienziato all’altro, da
un’epoca all’altra. Nel brano che segue Gesù ci dice che
l’uomo è sulla terra da 6.000 anni.
Messaggio del 29 gennaio 1919, sul Divin Volere.
– Gesù
a Luisa Piccarreta: “Figlia mia diletta, voglio farti sapere
l’ordine della mia Provvidenza: in ogni corso di due mila anni ho
rinnovato il mondo. Dopo i primi
due mila anni lo rinnovai col diluvio.
Dopo i secondi due mila anni i buoni e gli stessi santi sono vissuti dei
frutti della mia Umanità, e a sprazzi hanno goduto della mia
Divinità. Ora siamo al
termine dei terzi due mila anni, e ci sarà una terza rinnovazione. Ecco
perciò lo scompiglio generale.
Esso non è altro che un preparativo, appunto, a questa terza
rinnovazione; e se nella seconda manifestai ciò che faceva e soffriva la
mia Umanità, pochissimo ciò che operava la Divinità.
Ora in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata ed
in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più
largo con le creature, e compirò la rinnovazione col manifestare
ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come
agiva il mio Volere divino col mio Volere umano, come tutto restava concatenato
in Me, come tutto facevo e rifacevo; ed anche un pensiero di ciascuna creatura
era rifatto da Me e suggellato col mio Volere divino.” [144]
|
|
Luisa Piccarreta (1865 - 1947) “La Piccola figlia della Divina Volontà”. |
– IV –
certezza del mondo
nuovo
|
1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. (J. De Parvulis). 2 - Il diritto di
governare il Mondo. (J. De Parvulis). 3 - Il Regno messianico annunciato dall’ODS. |
1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. [145] (J. De Parvulis).
Nel giro del ventesimo secolo il Cielo ha scelto un’umile donna
pugliese per proporre all’umanità un nuovo ideale di vita
concepito per le persone disposte a rimpiazzare
la loro volontà umana con la Volontà divina. Tale donna
è Luisa Piccarreta. [146] La proposta divina assomiglia ad un nuovo “contratto”
spirituale [147] che il Cielo offre all’umanità per permetterle di realizzare
la felicità per la quale è stata creata, ma che il Peccato
originale le ha fatto perdere.
Di tutti i messaggi che il Cielo ha inviato alla terra nei secoli
posteriori alla Redenzione, questo di Luisa si presenta come il più importante.
Basti sapere che l’ideale che Luisa propone all’umanità
trasformerebbe il mondo in un Paradiso terrestre.
Di fronte a una notizia così grande e inattesa molte persone si
domandano se questo Regno è o non è, quello che Gesù ci ha
promesso per questa terra. Nel riflettere a ciò mi sono chiesto:
Perché Gesù ha accettato di morire crocifisso? Lui stesso ha
detto che lo scopo finale del suo sacrificio era di vedere un giorno realizzato
il suo Regno. Ora questo Regno,
qualificato più tardi di “messianico”, è forse
già esistito su questa terra? Molti mi rispondono, e con ragione:
“Se fosse esistito, la cosa si saprebbe”. Assumendo dunque che questo Regno deve ancora
venire, è evidente che esso finirà un bel giorno per arrivare. E
se quel giorno fosse domani? Nulla lo esclude. Molte profezie recenti affermano
proprio questo, aggiungendo che detto Regno è un anticipo del Regno
celeste.
Non è solo nel Vangelo che il Regno
messianico [148] è presentato come scopo principale del sacrificio di Cristo. Maria
Valtorta, [149] alla quale Gesù ha rivelato molti
segreti, anch’essa ne parla. Per esempio, nel 1943 Gesù le confida
le parole seguenti:
Messaggio del 27 agosto 1943, riportato da “I Quaderni”, di Maria Valtorta, vol. I, p. 228.
– Gesù a Maria Valtorta: «Come uno a cui prema di
fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che più
importa; e qui è il mio Regno. [Regno temporale, e di riflesso anche
quello eterno, ndr]. Perché nel mio Regno è la giustificazione
del mio essermi incarnato e morto. Perché nel Regno è la prova
della mia infinita potenza, bontà, sapienza. Perché nel Regno
è la prova della vita eterna, della risurrezione della carne, del mio
potere di Giudice. Perciò quando ho parlato per spiegare
l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo quasi sempre a corona
il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la sconfitta di Satana in se
stesso, nella sua creatura, nei suoi precursori. [150] »
Questi dati suggeriscono che è possibile, anzi probabile, che
codesto Regno messianico [151] e il Regno
del Divin Volere siano la
stessa cosa. Il Cielo ce lo conferma tramite Luisa Piccarreta, e più
recentemente anche tramite don Gobbi.
Il 15 settembre 1922 Gesù si è rivolto a Luisa Piccarreta in
questi termini:
– Gesù a Luisa Piccarreta: «Anelo ardentemente a che siano conosciuti gli effetti del mio Divin Volere. Da esso mi verrà
la completa gloria della Creazione ed il compimento finale e definitivo della
Redenzione. Oh, quanti effetti sono ancora sospesi, tanto della Creazione
quanto della Redenzione, perché il mio Volere non è conosciuto, e
non tiene il suo vero Regno nella creatura, e non regnando, la volontà
umana resta sempre schiava di se stessa! » [152]
Il 22 novembre 1992 la Madonna ha parlato a don Stefano Gobbi in questo modo:
– La Madonna a don Gobbi: «In
questa creazione, rinnovata da una perfetta comunione di vita col Padre,
Gesù Cristo instaurerà il suo Regno di gloria, perché
l’opera della sua divina Redenzione possa avere il suo perfetto
compimento. Lo Spirito Santo
aprirà i cuori e le menti in modo che tutti possano adempiere il volere
del Padre e del Figlio, così che sulla terra sia perfettamente
realizzata la Divina Volontà,
come in cielo. » [153]
Se questi messaggi sono di origine celeste – e come si fa a dire che
non lo sono? – essi ci permettono di affermare che l’Era nuova che
qui è annunciata garantirà il compimento definitivo della
Redenzione. Stando ai messaggi, inoltre, questo compimento si realizzerà
col trionfo del Divin Volere. La notizia è grandiosa,
anche perché la descrizione di questa Nuova Era ci fa pensare al“Millennio
felice”, il millennio di cui S. Giovanni ci parla all’inizio
del ventesimo capitolo dell’Apocalisse. [154] Di fronte a questi annunci profetici, una domanda appare con sempre
maggior frequenza: Quando inizierà questo Regno?
Le profezie, quelle autentiche, non offrono mai date precise, ma
l’interpretazione accorta del loro senso nascosto può condurre a
delle rivelazioni interessanti. Nel caso attuale un attento esame del loro contenuto
permette di dedurre che l’inizio del Regno
messianico coincide con l’inizio del settimo millennio della storia umana, il quale a sua volta
corrisponde al terzo millennio della
storia cristiana. Tutto questo fa parte del Piano di Dio. [155]
Continuando il ragionamento, visto che il terzo millennio cristiano
è quello che l’umanità ha appena iniziato, vuol forse dire
che il Regno messianico sta per cominciare?
Certamente. Questo è quanto viene annunciato dalle profezie, le quali aggiungono
che prima di entrare nel Millennio felice
l’umanità dovrà subire una grande purificazione, senza la
quale non le sarebbe possibile realizzare la felicità che di tale millennio è la
caratteristica fondamentale.
Luisa Piccarreta ci informa che le persone che desiderano vivere nel Divin Volere già si possono mettere su questa via. Le porte del
Regno del Divin Volere sono aperte a
partire dal momento attuale. Grazie al ritorno sulla terra del Divin Volere, i dolori e le sofferenze
che il Peccato originale ci ha lasciato in eredità non esisteranno
più. Spariti! L’umanità potrà vivere la
felicità per la quale Dio l’ha creata. La felicità si installerà
ovunque come conseguenza della comunione degli esseri, una comunione resa
possibile dal Divin Volere presente in tutti coloro che
saranno sopravissuti alla Purificazione.
Quante sono le persone invitate a questo
appuntamento? L’invito è per tutti, ma già si sa che alcuni
l’accetteranno e altri no. Tuttavia, a coloro che accetteranno di essere
presenti a tale appuntamento Dio darà la possibilità di
recuperare i privilegi persi al momento della Colpa originale. Questo permetterà loro di realizzare il
sogno dei sogni, quello di diventare Figli di Dio in pienezza.
2 - Il diritto di
governare il Mondo. (J. De Parvulis).
Il diritto di governare il Mondo, a chi appartiene? A Dio o a Satana? Ai servi del Primo, o a quelli del secondo?
È evidente per noi che questo diritto non appartiene a Satana, ma a
Dio. Dio Padre, creatore di tutto ciò che esiste nel visibile e nell'invisibile,
ha il diritto legittimo di governare il Mondo. Ma Dio Padre affida questo
potere a Dio Figlio, che per riscattarci dalla morte si è incarnato e ha
offerto la sua vita sulla croce.
In passato, certo, il Mondo è sempre stato dominato dalle forze del
Male. Due mila anni fa Gesù ha confermato che il “principe di
questo mondo” è Satana, e ancor oggi le forze del Male trionfano
tramite la complicità degli uomini che si mettono al loro servizio.
Questa situazione è forse da considerarsi normale e irreversibile?
La risposta più verosimile è “no”. Non è
possibile che Satana rimanga indefinitamente alla direzione del Mondo. Cristo
ci ha strappati al potere delle tenebre sacrificando la sua vita. Dunque il
Mondo futuro non apparterrà più a Satana, ma a Cristo. Il diritto
legittimo di governare il Mondo è di Cristo.
Dove si trova la linea che divide questi due poteri, quello di Cristo e
quello di Satana? La linea di divisione è determinata dalla Fine
dei tempi. L’Umanità sta raggiungendo questa linea
proprio oggi. La salvezza dell’uomo è ormai vicinissima.
La salvezza è Dio. Ed essendo Dio una Trinità, pare che la
nostra salvezza assuma la forma trinitaria essa pure. In che modo? Vediamolo.
Già ho parlato del Nuovo Ordine Mondiale come di un progetto concepito da uomini senza
Dio. [156] Il primo risultato prevedibile di tale
sistema sarebbe una terza guerra mondiale, che come regalo ci lascerebbe in
eredità un bel "Cavallo di Troia": la
dittatura mondiale degli "Illuminati", seguita a più o meno breve scadenza
dall’auto-distruzione totale.
A questo punto mi chiedo: “Potrebbe Dio
permettere che l’umanità si auto-distrugga prima che il suo Piano sia completato?” È
difficile pensarlo. Se noi consideriamo il Piano di Dio nel suo insieme, ci accorgiamo che all’epoca di Noè
l’umanità è stata salvata fisicamente per opera di Dio Padre, e all’epoca della Redenzione
è stata salvata spiritualmente per opera di Dio Figlio. È difficile credere che le tre divine Persone
vogliano abbandonare l’umanità proprio adesso. I Profeti cristiani
contemporanei dicono che la salvezza ci verrà ancora concessa, e
aggiungono che questa volta, la terza, ci verrà concessa in maniera
definitiva per opera dello Spirito Santo.
In tal modo l’Umanità sarà stata salvata tre volte: la
prima nei giorni del Diluvio (salvataggio fisico), la seconda nei giorni della
Redenzione (salvataggio spirituale), la terza nei giorni
dell’inaugurazione del Regno
messianico (salvataggio totale).
Il vero “Nuovo
Ordine Mondiale”, quindi, non è quello che l’uomo si prepara ma quello che Dio ci prepara. L’uomo troverà
la salvezza in
Dio, non in se stesso. E Dio, questa volta, vuole salvare
l’Umanità in maniera definitiva. Si servirà di questo suo
terzo intervento straordinario per instaurare nel mondo il Regno messianico, quello che S. Pietro descrive con le parole: “Regno d’amore e di
verità, di giustizia e di pace”, e che la Chiesa ci suggerisce
di invocare con la preghiera del Padre Nostro. I Profeti cristiani
contemporanei affermano che Dio ha concepito questo Regno per permettere
all’uomo di vivere nella felicità che esisteva nel Paradiso
terrestre prima del Peccato originale.
La Tribolazione che dovrà precedere la sua venuta non ha altro scopo se
non quello di purificare la Terra in vista delle meraviglie che l’aspettano.
Conseguentemente, anche se le dodici famiglie
dell’anti-Chiesa, i sedicenti Illuminati, riusciranno per un
po’ a dirigere il mondo, la loro supremazia non durerà più
di quel tanto. È possibile che duri il tempo di una sequenza triplice,
fatta un po’ all’immagine di quei “tre giorni” durante
i quali Gesù è rimasto nella tomba. Alla fine, come Cristo
è risuscitato glorioso, così dovrebbe accadere al suo Corpo mistico, la Chiesa. E con la
Chiesa dovrebbe risuscitare l’intera Umanità. Il Regno di Dio
dovrebbe iniziare sulla Terra con questa generale risurrezione.
Chi volesse
saperne di più su questo argomento, e magari subito, lo può fare
leggendo le profezie di Isaia nei passi intitolati La nuova Creazione.
Lo stesso argomento è pure trattato da S. Giovanni in quella sezione
dell’Apocalisse che nella Bibbia ha per titolo: Il Millennio felice.
[157] Altre descrizioni provengono dai
mistici contemporanei, soprattutto quelli più recenti, presentati e
discussi in questo libro. Tra questi figurano: Maria Valtorta, Vassula Ryden,
Mgr Ottavio Michelini, JNSR, don Stefano Gobbi, Françoise, Marie Sevray,
Luisa Piccarreta. Il profeta Amos dice: “Il
Signore non fa nulla senza prima svelare la sua idea ai suoi servitori, i
profeti” [158]
Maria Valtorta. [159]
Messaggio del 16 agosto 1943, preso
nell’opera “I Quaderni del
1943”, di Maria Valtorta, p. 135.
– Gesù dice a Maria Valtorta: «Il mio regno non è di questa terra, secondo quanto vuol
dire regnare sulla terra. Ma è Regno della terra. Poiché Io sulla
terra avrò regno. Regno palese e vero, non solo spirituale quale
è ora, e di pochi. L’ora verrà in cui sarò Re solo e
vero di questa terra che ho comperata col mio Sangue, della quale sono stato
creato Re dal Padre, con ogni potere su di essa. »
Messaggio del 18 novembre 1943, preso
nell’opera “I Quaderni del
1943”, di Maria Valtorta, pp. 565-6.
–
Gesù a Maria Valtorta:
«Continuo a parlare ai miei precursori, a coloro che col loro olocausto
preparano le vie del Signore e evangelizzano senza altra forma che non sia
quella della loro vita santa. Gioite, o miei servi fedeli, che non vi accontentate
di salvare la vostra anima ma vi offrite perché la Luce vinca sulle
Tenebre e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono ansiosi. Quando
sarà la mia ora non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin
da questa terra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve l’ho forse promesso che
voi sarete dove Io sarò, e che avrete un posto nel mio Regno? Come dignitari
di una reggia, i vostri spiriti mi saranno corona sulla terra, servendomi come
luminosi ministri, e erediteranno quel possesso della terra che Io ho promesso
ai mansueti, e che diverrà possesso dei Cieli quando la Terra più
non sarà.
|
|
Maria Valtorta Mistica italiana,
autrice dei volumi: L’Evangelo come mi è stato rivelato, |
Molto prima di
quell’ora, o voi, giusti, possederete il Cielo. Esso sta già
aperto a ricevervi nell’ora del vostro transito fuori dal carcere
attuale. Ma allora [dopo il Giudizio
ultimo, ndr] sarà possesso
fulgido, completo, cognito a tutte le creature, assunzione della gloria anche
della vostra carne con la quale avete conquistato il Cielo facendo di essa il
principale strumento di sacrificio per fedeltà al vostro Dio.
Vincitori di
Satana che la carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi si agita per
eredità di peccato e per aizzamento di Satana, possederete
l’Universo insieme al vostro Dio e sarete specchi di Dio che
apparirà in tutto il suo splendore nelle vostre carni glorificate.
Simili al Padre sarete, o figli santi. Simili a Gesù, Figlio mio santissimo.
Simili a Maria, Regina nostra. Del Padre avrete la somiglianza intellettiva, e
dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana. E poiché
avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e dove
è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza
del Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a
Lui, e lo elesse per figlio.
Prima di
quell’ora sarete i dignitari del mio Figlio. Vedrete il miracolo
d’amore di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio. Conoscerete
quale sarebbe stato il vivere dell’uomo se non avesse avvilito se stesso
col connubio di Satana. Non sarete defraudati di quest’ora [il Regno messianico, ndr], o amorosi seguaci dell’Amore fatto
carne”.
Messaggio del 27 agosto 1943, preso
nell’opera “I Quaderni del
1943”, di Maria Valtorta, p. 288.
– Gesù a Maria Valtorta: «Anche nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano, ma non
è così. Sarebbe
meglio dire: si riflettono nei tempi
futuri con aspetti sempre più grandiosi. [160] Ora siamo al periodo che Io chiamo: dei
precursori dell’Anticristo. Poi
verrà il periodo dell’Anticristo che è il precursore
di Satana. Questo sarà aiutato da manifestazioni di Satana: le
due bestie nominate nell’Apocalisse. Sarà un periodo peggiore
dell’attuale [1943 = seconda guerra mondiale, ndr]. Il Male cresce
sempre più. … L’epoca anticristiana assurgerà alla massima
potenza nella sua terza manifestazione, quando vi sarà l’ultima
venuta di Satana. »
Françoise. [161]
Messaggio del 13 ottobre 1997.
Gesù dice a Françoise: “I miei
angeli sono al lavoro per unire e santificare i miei, quelli che devono
appartenermi per l’eternità. Satana, lui, sta facendo cadere il
più grande numero possibile di anime per segnarle col suo sigillo diabolico.
Si tratta di un combattimento vero e proprio tra la luce e le tenebre. Maria
apparirà presto, e col suo sguardo spazzerà via il male che
rimane sulla terra. Satana sarà obbligato a ubbidirgli, e sarà
cacciato. Resteranno sulla terra i
piccoli, quelli che hanno sempre voluto il bene, la giustizia,
l’equità, e che hanno messo Dio al primo posto.”
Don Stefano Gobbi.
Messaggio MSM del 13 ottobre 1990.
– La Madonna dice a don Gobbi: «È
vicino il Regno glorioso di Cristo che si stabilirà tra voi con la
seconda Venuta di Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria.
È il suo glorioso ritorno per instaurare tra voi il suo Regno, e
riportare tutta l’umanità, redenta dal suo sangue preziosissimo,
allo stato del suo nuovo Paradiso terrestre. »
Messaggio MSM del 1 gennaio 1995.
– La Madonna a don Gobbi: «Si avvicina il momento di un
rinnovamento universale. Satana sarà sconfitto. Il potere del male
sarà distrutto. Gesù instaurerà il suo glorioso Regno fra
voi, e saranno così formati i cieli nuovi e la terra nuova. »
Marie Sevray.
–
Gesù a Marie Sevray: «Alla
Fine dei tempi [162] (...)
Io mi riporto al Principio, e prima di chiudere il Tempo voglio come esaurire
tutti i miei poteri di Creatore! Ci sarà un rinnovamento magnifico, come uno splendido concerto universale,
ogni anima che dice la sua nota, quella che gli avrà insegnato lo
spirito di Luce e d’Amore, lo spirito delle divine trasformazioni.
Magnifico periodo di pace! Tutto sulla terra mi darà gloria! Ogni
creatura mi dirà sulla terra ciò che i miei eletti mi dicono in
Cielo!» [163]
Mgr Ottavio Michelini.
Messaggio del 21 giugno 1978.
–
Gesù dice a Mgr Michelini: «Figlio
mio, ti confermo ancora una volta l’ora della purificazione, dopo la
quale ci saranno dei cieli nuovi, una terra nuova, ed una Chiesa nuova.
Evidente apparirà l’intervento decisivo di mia madre, Regina delle
vittorie, come pure la mia gloria ed il mio potere, potere e gloria di vero Dio
e di vero Uomo. Un’era nuova avrà corso nella storia
dell’umanità. » [164]
Vassula Ryden. [165]
Messaggio del 1998.
– Gesù dice a Vassula: «Come un tempo l’ho detto
davanti a tutti, lo ridico ora: giorno verrà – e detto giorno
è vicino – in cui
il vostro spirito sarà in cielo a glorificare la nostra Santità
trinitaria, anche se voi sarete tra gli uomini. Mentre il vostro corpo si
muoverà tra gli uomini, la vostra anima ed il vostro spirito, catturati
nella mia Volontà e pieni della nobiltà della mia Luce, saranno
paragonabili a quelli angelici. Vi troverete a camminare nell’Eden, in
Paradiso, tra i miei angeli e i miei santi, perché la vostra unione con
Me sarà completa.
Ah! Noi gioiremo nel riconoscerci in voi. Avrete in voi
l’immagine del Dio mai visto, e Noi contempleremo in voi il Cielo. Il
fatto di possederci vi renderà capaci di vivere quella vita che Noi ci
aspettavamo da voi, una vita che raggiungerà la conoscenza più
completa della nostra Divina Volontà, e questo grazie ad una saggezza e
ad una comprensione spirituale perfette.
La vita che vivrete, carissimi figli – voi che
siete stati creati per le nostre Corti imperiali – sarà secondo il
mio Pensiero sotto tutti gli aspetti. Vi
santificherò, e sarete capaci di essere assolutamente devoti.
Anche se tutte
queste cose sono già state annunciate nel Messaggio di Verità,
pochissimi tra di voi hanno compreso la mia Parola. Oggi il mondo sente, ma non
comprende. Vede, ma contempla delle immagini che non gli dicono niente. » [166]
Queste
parole descrivono la parte conclusiva della Settimana
universale, che è il Piano divino di Salvezza. Detto Piano ci
appare composto di tre parti distinte: Creazione,
Redenzione, Santificazione. Dette parti sono allacciate, solidari tra loro,
e fanno pensare inevitabilmente al Padre, al Figlio, ed allo Spirito Santo. La
parte finale, la terza, è quella che ora ci riguarda maggiormente,
perché Dio la sta annunciando come imminente, e perché oltrepassa
in bellezza tutto ciò che poteva essere immaginato fino ad oggi. Si
tratta, nel Piano di Salvezza, del Paradiso
terrestre finale, la parte conclusiva del Piano stesso. (Vedere anche, in
appendice, le ultime cinque pagine del testo intitolato:
"L’Anticristo nel suo tempo").
JNSR. [167]
Messaggio del 20 luglio 1997.
– Gesù dice a JNSR: «Dopo l’evangelizzazione del
mondo, allora scenderò dai
Cieli, ed il mio Nome sarà cantato anche dagli uccellini nel loro nido.
La natura intera canterà il mio Ritorno glorioso. Il Vento d’Amore
è già alle porte. Ecco che vengo. Amen. »
Messaggio del 28 novembre 2001.
–
Gesù dice a JNSR: «Il giorno
in cui verrò non aspettatevi di vedermi qui o là. Sì, vi
verrà detto: l’ho visto, è nel tal posto. No. Vi ripeto che
verrò dalle altezze del mio
Cielo di gloria. Tutti mi vedranno. Nulla è impossibile a Dio.
La Purificazione è iniziata. Accettate la mia
Croce che, unita alla vostra, vi salverà, e salverà tutti quelli
che vi sono cari, perché lo sono ancora più a mio Sacro Cuore.
Allora verrò a dire ad ognuno: “Vengo nella mia santa gloria. La
tua vita mi appartiene. Se mi segui, cammineremo insieme affinché il
mondo comprenda il valore che do ad ognuno, perché voglio salvare questo
mondo con ciascuno di voi”.
Il salvataggio della vostra Terra è un affare
familiare. Il Padre ve l’ha data in eredità. È adesso che
gliela dovete rimettere, nella sua santa mano, bella, pulita, innocente
soprattutto, perché il Male l’aveva trasformata in una massa
informe e sporca. Allora i figli del Padre si metteranno al lavoro, guidati da
Gesù, il Figlio unico del Padre che scende ad aiutare tutti i suoi
fratelli in Dio per rimettere questa Terra bella quanto Dio ve l’aveva
data all’origine.
Metterò nei vostri cuori tanto amore, tanta forza, e lo Spirito Santo vi darà tanto
ardore nella fede, nella speranza, nella carità che i vostri cuori si
gonfieranno come le vele di un veliero di competizione, e che voi trasformerete
la vostra Terra in un giardino più bello dell’Eden. Terra
nuova di Dio e degli uomini. Di che annientare l’orgoglio di Satana a cui
non sarà più concesso di venire a prendervi a tradimento.
L’avrò respinto in fondo all’inferno, dove si batterà
coi suoi accoliti; non vi ho detto con le ‘mie anime’.
Gli uomini avranno acquistato una tale bontà, una
tale intelligenza, che la pace di Dio risiederà su tutta la Terra. Non
ti ho detto che non mi vedrete in mezzo a voi. Dio è ovunque. Come
potrà il mio Amore scegliere un’anima? Siete tutti in Me come sono
tutto in voi. Sì, mi vedrete, mi toccherete. Quando? Fra poco.
Verrò nei prossimi giorni,
dopo l’Evangelizzazione totale della Terra. Siete giunti ai tre quarti.
Non voglio venire senza che mi si speri e mi si chiami: ‘Vieni, Signore
Gesù’! La sera scende su tutta la Terra. La ricopre e la
ricoprirà ancora con molte sofferenze, pene, lacrime.
Fatemi conoscere! Vi chiedo di unire le vostre forze, e
di continuare a costruire la mia strada di Croci gloriose, di Croci
d’amore a migliaia, e su tutta la Terra. Il canto delle Croci
d’amore si alzerà verso Dio che vede la luce di queste Croci che
lo chiamano, le braccia tese da est a ovest: “Vieni, Signore
Gesù”! Allora, quando vedrò i cuori dei miei figli, i figli
del mio Divin Cuore e della mia Croce luminosa, chiamarmi come fecero i miei
beneamati Apostoli in mezzo alle onde scatenate: “Aiuto! Senza di Te,
Signore, ci anneghiamo!”. Allora verrò. Perché non ci
sarà più orgoglio umano nei loro cuori. I miei figli si
riconosceranno piccoli e deboli senza il loro Dio: “Aiuto, Signore! Senza
di Te la Terra muore!” Allora verrò. Sarà tempo di tornare,
ritornare per ristabilire l’ordine e la pace nel mio Amore infinito.
Verrò come un ladro che agisce in premura perché sta per spuntare
il Nuovo Giorno. Già
l’orizzonte cerca la luce. Il giorno che Dio si è scelto sta
arrivando. Giorno di gloria, di pace, di gioia sulla Terra come in Cielo. Amen.
»
Luisa Piccarreta. [168]
Messaggio del 21 settembre 1923.
– Gesù dice a Luisa: «Per questo Regno... tutto è
pronto. Tutto è preparato. Non rimane altro da fare che aprire le sue
porte, e farlo conoscere affinché l’uomo ne prenda possesso.
»
3 - Il Regno messianico annunciato
dall’ODS. [169]
Gesù verrà sulla Terra una
seconda volta, non più per soffrire, ma per “regnare”. Il
suo Regno terrestre sarà un anticipo di quello celeste. [170]
Quando Gesù
è venuto la prima volta non è stato accolto dai suoi. I dottori
della Legge ebraica e i capi del Popolo ebraico comprendevano il significato
letterale delle Scritture sacre, ma non lo spirito. Di conseguenza essi
aspettavano un Messia politico, nazionalistico, non un Messia spirituale e
universale. Come hanno trattato Gesù? Hanno costretto i Romani a
crocifiggerlo.
Noi, cristiani,
popolo eletto della Nuova Alleanza, siamo forse migliori degli Ebrei, popolo
eletto dell’Antica Alleanza? Siamo forse più istruiti in senso
spirituale? Pare di no. Stiamo ripetendo lo stesso errore commesso due mila
anni fa dai sinedristi ebraici. I nostri “grandi” della teologia
non sanno leggere lo spirito dei testi biblici che parlano della Venuta intermedia di Gesù, e
rifiutano tutto quello che riguarda la Parusia intermedia. Si direbbe che
l’idea di vedere riapparire Gesù li mette in imbarazzo. Dovrebbero
preparare il popolo all’incontro col Signore, e non lo fanno. Non entrano
nel Regno messianico, e fanno di
tutto per impedire anche agli altri di entrare. [Mt 23, 13]
Fortunatamente i
carismatici, quelli veri, obbediscono agli ordini del Cielo. Essi annunciano
senza paura il Ritorno glorioso di Cristo. Questo fa sì che coloro che ostruiscono
l’ingresso del Regno messianico sono ora costretti a tirarsi in disparte
per lasciar via libera a chi vuol passare.
Messaggio ODS del 17 giugno 1997. Imminenza della Parusia
intermedia…
– La Madonna
dice: «Dovete avvertire il mondo che il ritorno di mio Figlio è imminente…»
Messaggio ODS del 24 agosto 1999. Questo
messaggio parla di “Anno zero”. Ci fa pensare al messaggio del 25
maggio 2000, sempre dell’ODS, dove Gesù afferma che la clessidra della storia sarà capovolta perché
l’Umanità è matura per un nuovo inizio. Gesù parla
così dell’ “Anno zero”:
– Gesù dice: “Sposa cara, questo è un tempo
assai significativo. Si appressa l’Anno
zero dell’umanità. È un momento di svolta, un momento
di grande cambiamento”.
Messaggio ODS del 22 novembre 1999. I Profeti cristiani contemporanei
dicono che in occasione della Venuta intermedia di Gesù tutti gli esseri
umani presenti sulla terra vedranno Gesù risorto, Gesù glorioso,
Gesù Cristo nei suoi magnifici abiti regali. C’è chi ama
Gesù e non vede l’ora di incontrarlo, e c’è chi
preferirebbe non incontrarlo mai. Coloro che non ci tengono proprio ad
incontrare Gesù, dicono: “Il
Signore ha detto che nessuno può sapere il giorno e l’ora del
ritorno di Gesù”. Alle persone che dicono questo, Gesù
risponde questo.
– Gesù dice: «Così
è, ma quando i miei discepoli mi interpellarono il tempo era ancora
lontano. Ora tutto è mutato. I tempi grandi ed unici sono giunti. Sono
questi nei quali vivete. Il momento esatto resta nascosto, ma Io continuo a
ripetere con parole, con segni e con opere che esso è giunto. … Perché
gli uomini chiudono gli occhi davanti all’evidenza, e gli orecchi al mio
annuncio? »
Messaggio ODS del 9 febbraio 2000. Vi trovate
alla vigilia del mio grande ritorno.
– Gesù dice: «Eletti, amici cari, vengo in gloria e potenza per liberarvi da
ogni schiavitù… Sposa amata, vengo in un mondo che di me si
è dimenticato, non mi cerca, non mi desidera, non mi chiama. Ricorda le
parole che dissi un tempo: quando tornerò, troverò la fede?
C’è ora la fede sulla terra? Essa è andata sempre
più scemando dai cuori, lasciandoli vuoti, aridi, senza calore. Questo
la madre mia intese dire a Fatima. Preannunciò questi tempi di grande
aridità, di gelo profondo, di smarrimento totale allorché disse
che solo in pochi luoghi sarebbe rimasta la fede. Amata sposa, il mondo non mi
cerca, non mi chiama più, non mi vuole. Tutto questo accade alla vigilia
del mio grande ritorno, non più come fragile bambino, non più
come piccolo tremante in fasce, ma come Re di gloria e di potenza. Quando salii
al Cielo tra gli occhi attoniti dei miei amici, i miei messaggeri dissero:
“Tornerà un giorno colui che è salito al Cielo. Così
com’è andato tornerà, e tutti lo vedranno”. Il mondo
non vuole capire che ora il giorno è vicino, non sa la grandezza di quel
giorno unico e meraviglioso. Questo fatto grandioso, meraviglioso, unico, lo
sto annunciando da molto. Desidero trovare tutti pronti ad accogliermi, pronti
col cuore pieno di gioia e d’emozione. »
Messaggio ODS del 15 febbraio, 2000. Il Regno
di Dio si avvicina a grandi passi.
– Gesù dice: «Sposa amata, l’universo intero annuncia la mia venuta.
… Amata, i miei messaggi d’amore preannunciano questo avvenimento
unico meraviglioso, unico irripetibile, unico definitivo. È come se
dicessi con parole semplici: uomini della terra venite tutti nella mia
città di luce e d’amore, venite tutti perché ho preparato
un posto sublime per ognuno di voi. Venite nella mia città. In essa non
c’è più il dolore ma solo gioia, non c’è
più guerra ma grande armonia e pace, non c’è più
alcun problema, e nessuna schiavitù. ».
Messaggio ODS del 24 marzo,
2000. Quanta gioia per gli amici di Gesù, ma quanto turbamento per i
suoi nemici!
– Gesù dice: «Io verrò, verrò
improvvisamente sulla terra. Non aspettato. Non desiderato. Verrò, e la
mia luce sarà abbagliante. Gli amici cari gioiranno. Il loro cuore
esulterà, ma resteranno turbati profondamente gli operatori di
iniquità che già gridavano: “Pace e sicurezza senza
Dio”, facendo dell’uomo un dio… Quando si dirà:
“Pace e sicurezza”, ed il mondo crederà di avermi tolto di
mezzo, allora apparirò splendente di luce, sfolgorante di splendore, e
verrò a prendere gli eletti dai quattro angoli della terra. Essi saranno
il mio amato popolo ed Io il loro Dio per sempre. » [171]
Messaggio ODS del 7 maggio, 2000. Gesù parla
ancora della sua Venuta intermedia, e ci chiede di annunciarla.
– Gesù dice: «Tutti mi vedranno apparire nel Cielo.
Come gli angeli hanno preannunciato, Io ritorno con potenza e gloria per fare
nuove tutte le cose, e regnare come il più grande Re. Non continuate a
pensare che Io venga solo nei cuori. Vengo visibilmente, e presto tutti mi
vedrete! Preparatevi, amici cari, preparatevi e gioite. Il tempo è
questo nel quale state vivendo. Annunciate con coraggio il mio ritorno affinché
nessuno si faccia sorprendere impreparato e nel sonno. Voglio trovare cuori ardenti
e palpitanti d’amore per me. »
Messaggio ODS del 16 maggio, 2000. La stupenda festa preparata da Dio
Padre è pronta.
– Gesù dice: «Un
padre amoroso un giorno preparò una grande festa nel suo palazzo, e
molti doni da distribuire ai suoi figli. Chiamò questi uno ad uno, con
invito personale, dicendo ciò che aveva preparato. Essi dovevano fare
solo la fatica di recarsi alla festa ed avrebbero avuto tutto. Alcuni corsero e
videro le cose meravigliose che il padre aveva preparato. Si gettarono ai suoi
piedi, lo benedirono, lo ringraziarono. Altri invece indugiarono titubanti,
preferendo i godimenti vani, e così persero un tempo prezioso. Il padre
attese, attese, attese. Alla fine disse ai servi: “Chiudete le porte. Chi
non si è deciso a venire fino a questo momento non lo farà
più”. I servi chiusero le porte del palazzo, ed alcuni figli rimasero
fuori senza più speranza.
Amata sposa, questo Padre amoroso sono Io,
Gesù. La festa è pronta per tutti, ma molti figli sono ancora
fuori. Ho dato l’ordine di chiudere tutte le porte perché il tempo
è giunto: ognuno si affretti perché l’ordine è
già stato impartito ai servi. C’è solo il tempo stretto che
serve per chiudere le varie porte del grande palazzo. Lo sappia bene il mondo,
e si prepari. »
Messaggio ODS del 25 maggio, 2000. La grande clessidra della storia
sarà capovolta.
– Gesù dice: «Sposa amata, ancora una volta, l’ultima, chiamo a me con
voce possente l’intero genere umano. Tutto il mondo sentirà e capirà.
Voglio che anche gli estremi confini della terra sentano il mio richiamo
d’amore. Questa sarà l’ultima fase, la più grande e
decisiva. Anche i sopiti, i superficiali, i distratti sentiranno la potenza del
mio richiamo. Nessuno potrà dire: “Nulla ho capito perché
nulla ho sentito”.
Sentirai, amata
sposa, che tremendo rimbombo! Pensa ad un forte tuono che all’improvviso
scuote cielo e terra e fa destare le popolazioni intere. Ognuno si affaccia
alla finestra. Tutti accorrono sui balconi. Il cuore trema. Ecco, voglio che il
risveglio sia generale, e che tutti capiscano che ciò che avviene non
è opera d’uomo ma di Dio offeso e dimenticato, Dio creatore di
tutto, Dio salvatore di ogni uomo, Dio Spirito d’Amore che non vuole
perduta una sola anima…
Amata, ripeti alle anime che seguono il cammino di luce che possono
donare ancora molto ai fratelli nel buio, fino al momento del mio “Basta”.
Ecco, allora tutto si fermerà, e la grande clessidra della storia
sarà capovolta. Farà scendere il primo nuovo granello. Del
passato nulla resterà, nulla si ricorderà, perché Io
avrò fatto nuove tutte le cose. »
|
La clessidra sarà capovolta |
Messaggio ODS del 27 maggio, 2000. Prima, seconda, e terza Parusia.
– Gesù parla a sua Madre, e le
dice: «Rallegrati, Madre
santissima: … Il mistero nascosto da secoli e millenni ora viene
palesato, e tutti ne conosceranno l’essenza. La mia prima Venuta
sulla Terra è stata l’inizio, la mia seconda sarà la
continuazione, la terza la conclusione. »
Messaggio ODS del 28 maggio, 2000. I razionalisti dicono: “Nelle
Scritture non si parla mai di una Venuta intermedia di Gesù”.
– Gesù risponde: «Oggi,
amata sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per capire il senso del
tempo presente. Molti di costoro non capiscono ciò che più volte
dico palesemente, che cioè tornerò. Tornerò non solo
nell’ultima Venuta finale e conclusiva, ma ci sarà una Venuta intermedia
precedente. I miei amati piccoli che hanno il cuore nel mio Cuore e palpitano
del mio stesso amore, mi attendono perché tutto hanno compreso alla mia
luce. Si preparano di giorno in giorno con un’adorazione continua, con
una dedizione completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo con la loro
propria, non mi attendono, non si preparano. Ripetono: “Non si parla mai
nelle Scritture di una Venuta intermedia”. Essi non saranno pronti al mio
ritorno, e non potrò dare loro i doni sublimi che ho preparato per chi
si è lasciato avvolgere dalla mia luce, ed ha cercato tutto da me.
»
Messaggio ODS del 29 maggio 2000. Ultimo
appello…
– Gesù dice ancora: «Ecco, ora chiamo a me con voce
possente tutti i miei figli. Come un padre che desidera rimettere ordine nella
sua casa e richiamare tutti al loro dovere. Questo è il mio ultimo
appello. Ciascuno vi può rispondere oppure no, perché è
libero. Chi risponderà subito avrà il perdono e la gioia per
sempre. La sua vita diverrà un meraviglioso sogno che mai immaginava di
vivere. Ma guai, sposa amata, guai a chi non vuole darmi risposta, e dopo
essersi ribellato continua a farlo, continua a girarmi le spalle! Porto al
mondo il mio perdono, sposa amata, ma porto al mondo anche la mia giustizia, la
perfetta giustizia alla quale nessun ribelle può sfuggire. »
Messaggio ODS di del 21 aprile 2000. Si tratta
di un incontro d’amore tra Dio e l’uomo.
– Gesù dice: «Ogni uomo della terra tra non molto vedrà il mio volto, e
tutto cambierà. Beato colui che non ne sarà sconvolto
perché si è preparato con cura al meraviglioso incontro
d’amore. »
Messaggio ODS del 30 maggio,
2000. L’occasione è unica…
–
La Madonna dice: «Oggi mio Figlio
mi ha detto: “Madre santissima, si affrettino i figli a percorrere la via
luminosa che indico. Si affrettino senza perdere un solo istante. Tutto
avverrà con massima rapidità. Il cambiamento sarà
repentino come durante una splendida giornata di sole, quando in un baleno si
addensano nubi da ogni parte del Cielo e si scatena una forte pioggia che non
lascia scampo. Oggi è tempo di grazia e di misericordia. Nel Cielo
brilla un magnifico sole. Domani potrebbero già addensarsi da ogni parte
le nubi della mia perfetta giustizia. Oggi offro il perdono. Colgano tutti
questa meravigliosa occasione, perché al tempo di grazia segue quello di
giustizia perfetta”.
Queste le parole sublimi di mio figlio Gesù. Vedete
quant’è grande il suo amore! Non vuole condannare nessuno ma
salvare tutte le anime. Siate decisi nel bene. Io sono con voi e vi amo
immensamente. Maria santissima. »
Negli ultimi decenni molte
sette diaboliche si sono messe a predicare che sta per venire la “Fine
del mondo”. È una bugia enorme, nata da un errore di interpretazione
del Piano di Dio. Detto Piano è semplice da capire per chi conosce lo
schema della Settimana universale, e
vi aderisce, ma oggi esistono molti presunti conoscitori della Bibbia che non
conoscono questo schema, oppure lo rifiutano. Detto schema ci permette di
affermare che la Fine dei tempi
arriverà immediatamente prima del Millennio felice, mentre invece
la Fine del Mondo arriverà subito
dopo. Possiamo dunque affermare con sicurezza che questi due eventi (Fine dei tempi e Fine del
mondo) sono due cose distinte. Esse non sono da confondere, anche se si
assomigliano, avendo ciascuna uno scopo diverso. La Fine dei tempi ha per scopo di rinnovare la Terra e
l’Umanità in vista del Regno messianico che Gesù
verrà ad instaurare, mentre la Fine
del mondo avrà per scopo di mettere un termine definitivo
all’esistenza umana. Di conseguenza, la Fine dei tempi non comporta la distruzione del mondo ma soltanto la
distruzione del male che da sei
millenni lo tormenta.
Oggi ancora Dio ci parla
attraverso i suoi strumenti. Ci avverte che per noi è necessaria una
purificazione. Sotto certi aspetti questa purificazione apocalittica assomiglierà
a quella del Diluvio universale. Anche a noi, come a Noè, Dio manda un
previo avvertimento, contenente le istruzioni su cosa fare per trovarci
preparati.
Come la disinfezione di un
ascesso presente sul nostro corpo fisico
comporta delle sofferenze, così sarà per la disinfezione dei
numerosi ascessi presenti sul nostro corpo
sociale. La purificazione sarà dolorosa, ma solo per coloro che non
vorranno accettarla a causa del male al quale si sono radicalmente votati.
Messaggio ODS del 20 giugno 2000.
– Gesù spiega: «Non
sarà la Fine del mondo, ma sarà la fine di un mondo vecchio. Non
sarà la conclusione della storia ma di una fase lunga e dolorosa della
storia, che ha visto l’uomo ribellarsi a Dio come mai in precedenza.
… Eletti, amici cari, siete i miei strumenti d’Amore. Andate per il
mondo a portare la mia parola. Testimoniatemi davanti agli increduli. Siate
gioiosi perché servite me. Ecco, è entrato il nuovo tempo, quello
del grande rinnovamento. Come quando vedete sull’albero crescere le nuove
gemme e dite “Ecco, è giunto il tempo nuovo”, così vedendo
i germi della nuova terra siate pieni di viva speranza. Anche se ogni
rinnovamento porta prima un po’ di disordine, poi vedrete compiute le
meraviglie del mio Amore. » [172]
Messaggio ODS del 27 giugno 2000. Oggi quasi nessuno
attende Gesù. Questo capita proprio quando “l’atteso dalle
genti”dovrebbe essere atteso da tutti.
– Gesù dice: «Il
mondo non mi attende. Il mondo grida “Pace e sicurezza” senza di
Me. Ma Io verrò all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, un
fulmine che colpisce e scompare. Verrò come luce sfolgorante che
abbraccia tutti i suoi figli amati. » [173]
Messaggio ODS del 12 luglio 2000.
Non turatevi le orecchie quando vi parlo. Sono Gesù, colui che vi ha
redenti.
Gesù dice: «Nessuno
parla apertamente del mio ritorno. Voi, amati fedeli, tutti miei, gridatelo sulle
piazze. Non abbiate paura di parlare. Ognuno sappia che il meraviglioso evento
è vicino, imminente, e si prepari. Ho avvertito in tempo ogni invitato.
Ho mandato i miei messaggeri ovunque, ma non sono stati creduti. Ho sentito ripetere:
“La Rivelazione è conclusa con Gesù, e nulla di nuovo si
può aggiungere”. … Non è proprio così: Io, Io
Gesù, voglio parlare ancora agli uomini per annunciare i nuovi eventi
prima che essi si compiano. Ho parlato per bocca di Paolo, mio figlio diletto.
Ho detto: “Non spegnete lo Spirito! Ascoltate sempre la sua voce!”
Così dicendo ho voluto far capire che Io, Io Gesù, non ho parlato
una volta per tutte, ma che sono sempre in dialogo intimo con le mie creature
predilette. »
Messaggio ODS del 16 luglio, 2000. Anche la Madonna
ci parla dell’ “Anno zero”.
– La Madonna dice: “L’Anno zero
è ormai giunto, e dovrà accadere ciò che gli uomini hanno
voluto”.
Messaggio ODS del 29
luglio 2000. Splendido cambiamento per chi lo merita…
– Gesù
si esprime: «Ho detto a me stesso: grandi cose mi sto
preparando ad offrire alle mie creature predilette, ma molte di queste non sono
affatto pronte ad accoglierle. Mando quindi nel mondo la creatura più
bella, quella più santa, più amabile, affinché agisca sui
cuori umani. Ho mandato la mia Madre santissima. Ella parla ai suoi figli,
prega con loro, li aiuta a percorrere il tratto così decisivo del proprio
cammino. Sposa amata, quale figlio non ascolta le parole di una Madre
così amorosa? Solo un figlio stolto e ribelle che non pensa al suo bene
ma prepara la sua rovina. La dolcissima Madre opera con la mia potenza. Ella
vuole stringere al suo cuore meraviglioso ogni figlio, e vuole che nessuno si
perda. Ogni giorno appare visibilmente, ogni giorno si fa sentire in modo
percettibile. Già la terra tutta dovrebbe bruciare d’amore e di
desiderio del mio ritorno, ma vedo ancora tanti cuori gelidi ed impreparati. E
l’ora del mio ritorno è
vicina. Essa non può essere spostata più in là. Tornerò,
tornerò presto, sposa mia, come più volte ti ho detto.
Tornerò presto, e la mia luce abbaglierà il mondo. Ma non
accoglierò tutti. Accoglierò soltanto i preparati, quelli dal
cuore ardente per me. »
– Gesù prosegue: «Il mondo deve prepararsi al cambiamento. Che lo voglia o che non lo
voglia, il grande cambiamento ci sarà; vuole o non vuole, Io
ritornerò con potenza per regnare sulla terra come il più grande
Re. Che lo voglia o che non lo voglia, i fatti si succederanno in rapidissima
sequenza. Chi si è preparato godrà e capirà che ciò
che accade non è opera umana ma divina. È opera mia. Porta il mio
messaggio d’amore al mondo. Guai a chi indugia e non si prepara. Guai a
chi vive come se nulla fosse, perché in un solo attimo tutto
accadrà! »
– Gesù continua: «In questo grande momento storico i
santi messaggeri sono dovunque. Essi annunciano le mie meraviglie che
già si stanno dispiegando. Da anni sto preparando gli uomini della terra
ad un cambiamento unico e repentino come mai c’è stato nella
storia umana. Amata sposa, in parte ho rivelato ciò che accadrà
di splendido, e in parte l’ho taciuto, perché voglio fare ai miei
prediletti una grande sorpresa. »
Messaggio ODS del 1 agosto 2000. Si appressa l’
“Alba del terzo millennio”.
– Gesù dice: “Ecco, amati, si avvicina l’alba del terzo millennio, alba
nuova, magnifica, luminosa come mai ce n’è stata in precedenza.
Figli amati, i dubbiosi si chiedono perché proprio in questo tempo deve
accadere ciò che mai è avvenuto in passato. Figli cari e tanto
amati, il Padre santissimo ha deciso che tutto deve avvenire proprio ora. Non
è quindi la decisione di un uomo, ma quella di Dio”.
– Gesù dice: “Ancora poco manca. Ripetilo al mondo, e con decisione. Poco manca
ad un grande cambiamento, non
operato da uomo ma da Volontà divina. Lo sappia bene il mondo,
perché la mia luce non lo sorprenda improvvisa, e nessuno abbia
più scampo. Amata sposa, ognuno capisca che misericordia si accompagna
sempre in me a giustizia, ma se la prima non viene accolta resta implacabile la
seconda”.
Messaggio ODS del 12 agosto 2000. Il
progetto d’amore concepito per noi dal Creatore è in tre fasi.
– Gesù dice: «Il mio progetto d’amore per l’umanità si
svolge in tre fasi: la mia prima Venuta sulla terra è stata per redimere le
anime, la mia seconda Venuta è per la restaurazione delle cose, la mia
terza Venuta è per la conclusione di tutta la storia
umana che avverrà con il Giudizio universale. »
Messaggio ODS del 4 settembre 2000. Come nella parabola
delle dieci vergini…
– Gesù dice: «Pensa, amata, alle vergini sagge e a quelle stolte. Queste
ultime trovarono le porte chiuse, e rimasero fuori perché insipienti.
Così le anime stolte di questo tempo resteranno fuori, e busseranno
dicendo: “Fateci entrare! Fateci entrare!”. Ma Io, Io Gesù,
dirò: non vi conosco! Dico alle anime di tutto il mondo: indossate la
veste candida che il mio amore vi porge. Nessuno può entrare nel mio
Regno di pace e d’amore se non la indossa. [174] Occorre affrettarsi perché le porte si stanno
chiudendo. »
Messaggio ODS del 5 giugno 2005. Tutto
avverrà in modo inaspettato…
– Gesù dice: «Eletti, amici cari, vivete bene in me
questo tempo conclusivo. Siate aperti al mio amore, e permettete che Io regni
nella vostra vita come Signore assoluto. Voi, amici cari, non siete più
del mondo. Esso vi respinge perché non gli appartenete. Con la mia forza
sarete sempre vittoriosi, e vedrete con gioia sorgere il nuovo giorno di
felicità. Servitemi ogni giorno con tanto zelo, come se fosse
l’ultimo della vostra vita. Non ponetevi domande, tipo: “Quando,
come, dove avverrà?” Siate sempre pronti e ben desti, perché tutto avverrà in un giorno
qualunque, in un momento qualunque, in un’ora che non vi aspettate.
»
Fenomeni connessi
alla Parusia
intermedia.
Testo di Johannes De Parvulis
|
1 - Introduzione. 2 - Sulla Fine dei
tempi. (Garabandal) 3 - Sul Giudizio
interiore. 4 - Sulla
Pentecoste universale. 5 - Sui tre giorni
di oscurità. 6 -
Sulla Prima Risurrezione. 7 - Sul Rapimento degli eletti. |
1 - Introduzione.
Tramite i Profeti cristiani contemporanei Dio
ci chiede di credere alla Parusia intermedia e ai fenomeni ad essa concatenati.
(Grande Avvertimento, Grande Miracolo,
Grande Castigo, Giudizio interiore, Pentecoste universale, Tre giorni di oscurità,
Prima risurrezione, Sollevamento degli eletti, Trasfigurazione degli eletti,
ecc… )
Sul
piano teologico questi avvenimenti non presentano ostacoli. Anche se ufficialmente
non sono ancora considerati verità di fede, ciò non significa che
essi siano contrari alla fede cristiana. Allora, chi crede alla Parusia
intermedia è tenuto a credere anche a questi fenomeni, che sono
concatenati tra loro ed uniti ad essa. Per esempio, il Giudizio interiore e la
Parusia intermedia sono legati perché il Giudizio interiore ha per scopo
di prepararci alla Parusia intermedia. Tale Giudizio, secondo JNSR, avrà
per effetto di purificare gli esseri umani nelle loro tre componenti essenziali:
corpo, anima, e spirito. [175] Coloro che saranno così purificati passeranno ad uno stadio
superiore. Saranno trasfigurati… Poi sulla terra inizierà
l’Era messianica, quella del Regno di Dio.
Siccome non mi è possibile fissare in anticipo la cronologia esatta
degli avvenimenti che qui sto per descrivere (è una cosa che per il
momento non riuscirei a fare con sufficiente sicurezza) mi limito a presentare
gli avvenimenti profetizzati lasciando al lettore la libertà di
costruire lui stesso la loro cronologia, là dove gli sembra di poterlo
fare con sicurezza sufficiente. Sarà quindi il lettore ad avere
l’ultima parola per quanto riguarda la cronologia esatta degli eventi qui
sotto riportati.
2 - Sulla Fine dei tempi. (Garabandal).
Dal 1961 al 1965 la Madonna è apparsa
numerose volte a quattro fanciulle del paese spagnolo di Garabandal. Sulla base
delle rivelazioni ricevute, le veggenti di Garabandal hanno detto che alla
“Fine dei Tempi” ci saranno tre avvenimenti successivi, e
cioè: a) Il Grande Avvertimento. b) Il Grande Miracolo. c) Il Grande
Castigo
a). Il Grande Avvertimento, che
è il primo di questi tre avvenimenti, è stato descritto dalle
veggenti di Garabandal nel modo seguente:
– Concita: “L’Avvertimento
sarà una cosa che incuterà timore. Attirerà i buoni
più vicino a Dio, e avvertirà i cattivi che la Fine dei Tempi si
avvicina. L’Avvertimento sarà dato al mondo intero perché
si converta”.
– Giacinta: “L’Avvertimento sarà qualcosa che si vedrà prima di tutto nell’aria, ovunque nel mondo, e che sarà immediatamente trasmesso all’interno delle nostre anime. Il fenomeno durerà pochissimo tempo, ma ci sembrerà lunghissimo a causa dell’effetto che produrrà in ognuno di noi. L’Avvertimento sarà dato per il bene delle nostre anime, per permetterci di vedere lo stato della nostra coscienza come se fossimo già davanti a Dio... così da permetterci di vedere il bene che per negligenza non abbiamo fatto, e il male che abbiamo fatto”.[176]
– Una delle veggenti ha detto di aver visto in visione che: “Nel momento
dell’Avvertimento il Papa fuggiva da Roma”. [177]
– Il fratello di Concita, ben piazzato per ricevere le confidenze della sorella, ha detto nel 1965: “L’Avvertimento non è imminente, esso si produrrà più tardi, quando nella Chiesa inizierà uno scisma”.
b). Il Grande Miracolo è
il secondo di questi tre avvenimenti, e in base alle testimonianze delle
veggenti si dovrebbe produrre al di sopra dei Pini, meno di un anno dopo
l’Avvertimento. Si sa che
lascerà un segno visibile permanente. Si sa pure che tutte le persone
presenti saranno guarite dalle loro malattie.
c). Il Grande Castigo è
l’ultimo degli avvenimenti profetizzati a Garabandal dalla Madonna. Ma
che sarà? Qualche anno prima di morire, dopo i numerosi discorsi
ascoltati in Concilio Paolo VI ha gridato al mondo: “Il fumo di Satana è entrato nel
Tempio santo di Dio”. Sono parole dense di significato.
È possibile che un giorno il Papa sia costretto a fuggire dal Vaticano?
Che un falso papa sia nominato irregolarmente? Che l’abominio si installi
nel Santuario? E che la desolazione invada la terra? Se è vero che il
Papa fuggirà da Roma, e che l’Avvertimento si produrrà in
quel frangente – come sembrano dire le veggenti di Garabandal –
questo fatto potrebbe servire da conferma e da preavviso per gli avvenimenti
successivi, Grande Miracolo e Grande Castigo inclusi.
A mio avviso, ciò che qui importa
maggiormente di sapere è la natura dei tre avvenimenti annunciati, e la
loro ragion d’essere. Tutti e tre appaiono in relazione con la Parusia
intermedia nel senso che potrebbero servirle da preparazione, come le doglie di
un parto servono da preparazione al parto stesso. In questo modo essi riassumerebbero
in sè la famosa Tribolazione,
quella che secondo i Profeti cristiani contemporanei dovrebbe precedere la
Parusia intermedia. L’Avvertimento potrebbe allora essere
l’equivalente del Giudizio interiore, il Grande Miracolo
l’equivalente della Pentecoste universale, e il grande Castigo
l’equivalente dei tre giorni di oscurità.
Schematicamente:
|
Giudizio interiore =
il
Grande Avvertimento? Pentecoste universale = il Grande
Miracolo? Tre
giorni di oscurità = il Grande
Castigo? |
3 - Sul Giudizio interiore.
Sappiamo che
sarà la Parusia intermedia a dare inizio al Regno messianico, [178] e che prima della Parusia intermedia ci sarà la seconda Pentecoste
– una Pentecoste universale – e che durante questa Pentecoste tutti
gli abitanti della Terra subiranno un giudizio, denominato Giudizio interiore. Come sarà questo fenomeno? Dai passi che
qui riportiamo – quasi tutti ripresi dai Profeti cristiani contemporanei
– il lettore si accorgerà che esso è una specie di esame di
coscienza destinato ad illuminare lo spirito di tutte le persone che in quell’istante saranno presenti sulla Terra. [179]
JNSR (sul Giudizio interiore).
– Gesù dice: «Questo Giudizio, con i miei santi Arcangeli e i miei santi
Angeli, sarà benedetto da ognuno di loro, e il canto del trionfo
salirà fino al cielo... Questo giudizio sarà la gioia di tutte le
mie anime sante, delle vostre anime sorelle che vi accompagnano nel vostro
pellegrinaggio terreno. Figlia mia, questo
giudizio non è il Giudizio finale, perché il mondo non muore,
non si distrugge. Anzi, al contrario, questo mondo sarà nella dimensione
divina, perfetto, come le mie anime divenute divine con la Grazia di Dio,
lavate, purificate, santificate da questa purificazione, la più grande
delle confessioni, il pentimento totale di aver offeso Dio, e
l’assoluzione completa accordata da Dio stesso, la remissione dei peccati
concessa dal Sacerdote per eccellenza, Gesù Cristo. » [180]
Opera Divina Sapienza (sul Giudizio interiore). [181]
– La Madonna
dice: “Obbedite alle mie parole,
quelle che vi ho detto in questi anni. Rileggete i messaggi, e ripetetevi bene
ogni cosa perché questo è il momento di metterli in pratica
tutti. Gesù vi ha parlato di esame. Tale sarà per ciascuno di
voi, figli cari che vi siete preparati in questi anni: un esame che prepara
alla grande gioia della promozione, del cambiamento di vita. » ODS:
messaggio del 3 maggio 2000.
Don Gobbi (sul Giudizio interiore).
– La Madonna dice: «Lo Spirito Santo verrà per
instaurare il Regno glorioso di Cristo, e sarà un Regno di grazia, di
santità, di amore, di giustizia e di pace. Col suo divino Amore aprirà le
porte dei cuori e illuminerà tutte le coscienze. Ogni uomo vedrà
se stesso nel fuoco bruciante della divina Verità. Sarà come un giudizio in piccolo. Poi Gesù Cristo porterà il suo
glorioso Regno nel mondo. » [182]
S. Pietro e S. Paolo (sul Giudizio interiore).
S. Pietro e S. Paolo pongono il Giudizio interiore in relazione alla Parusia intermedia,
ma senza usare la parola intermedia. “Nel
giorno della Parusia di Cristo la nostra fede sarà purificata col fuoco
dello Spirito” (1Pt 1, 7). “Nel
giorno della venuta gloriosa del Signore verranno svelati i segreti dei nostri
cuori”. (1Cor 4, 4-5).
Maria Valtorta (sul Giudizio interiore).
– Gesù dice: «Quest’ira delle
nazioni [1943: seconda guerra mondiale] è il prodromo
dell’ira mia, poiché così deve avvenire. Ora penosa, poveri
figli miei che la subite, ma è inevitabile che ci sia perché
tutto deve essere compiuto, di Bene e di Male, sulla Terra, prima che venga la
mia ora. Allora dirò: “Basta” e verrò come Giudice e
Re ad assumere anche il Regno della
terra [Parusia intermedia, ndr] , e a giudicare i peccati e i meriti dell’uomo.[Giudizio interiore, ndr] » [183]
– Gesù dice: «Il mio sorriso ai miei benedetti nell’ora della mia
venuta di Re e Giudice [Giudizio interiore + Parusia intermedia, ndr] accenderà un sole di sette volte
tanto il comune sole, e splenderanno i miei cieli di esso, mentre i cori
angelici canteranno le lodi mie e dei miei servi che avranno in quell’ora
proclamate da Me, contro il mondo stolto e cieco, le loro virtù che li
fanno miei figli. » [184]
– Gesù dice: «Verrò,
con la mia carne glorificata, a radunare le creature per l’ultima
battaglia contro il Nemico. Giudicherò, con la mia veste splendente di
Carne glorificata, i corpi dei riviventi per l’estremo giudizio. Tornerò per sempre al Cielo
dopo aver condannato alla morte eterna le carni che non vollero divenire spiriti,
e vi tornerò Re fulgido. … » [185]
4 - Sulla
Pentecoste universale.
Madre C. Venturella (sulla Pentecoste universale).
Qualche anno fa
Gesù ha predetto a Madre Carolina Venturella, [186] che in preparazione della sua Venuta intermedia ci sarà sulla terra
una Pentecoste universale. Se il Regno di Dio dovrà venire su questa
terra (e tutto sembra confermare tale ipotesi) è normale che esso sia
preceduto da questa grande Pentecoste.
I due testi seguenti parlano dell’urgente necessità di una
Purificazione generale destinata a preparare l’umanità per il
ritorno di Cristo.
– La Voce divina: «Ora
il mondo corre alla sua perdita. ...
Ciò rende necessaria una Nuova
Pentecoste, una nuova ondata di fuoco dello Spirito Santo, che con il suo
calore penetri e riscaldi il cuore degli uomini.» [187]
|
|
CAROLINA VENTURELLA ++ 1984 Si tratta della
reverenda Madre che a Palestrina (provincia di Roma) ha profetizzato la Pentecoste
universale. In relazione con questa profezia, Mgr Spallanzani,
vscovo della diocesi di Palestrina, si è espresso in favore della
costruzione di un Tempio da consacrarsi allo Spirito Santo. In questo
progetto Mgr Spallanzani è stato imitato dal suo successore, Mgr
Tomassetti. |
– La Voce
divina: «È per la carità del Padre e del Figlio che gli
uomini sono ritornati a delle relazioni filiali con Dio. Tutto ciò si
è prodotto negli ardori ineffabili dello Spirito Santo. ...
È ancora per lo stesso Spirito, che sostiene e governa tutto, che
le cose visibili e invisibili continuano ad esistere. Ecco dunque l’obbligo
di un omaggio giustamente dovuto all’eterno Divino Spirito: omaggio
d’una più grande adorazione, benedizione e amore. ... Ci si
accorgerà d’avere aperto all’umanità una via nuova,
nella quale le anime saranno più portate a riconoscere e ad amare Dio,
loro Creatore e Redentore. E una Nuova
Era si aprirà per tutta l’umanità. » [188]
Don Gobbi (sulla Pentecoste universale).
– La Madonna
dice: «Una effusione dello Spirito Santo, nuova e universale, è
necessaria per giungere ai tempi nuovi tanto attesi. Bisogna che la seconda
Pentecoste venga presto. Essa non può arrivare che nel Cenacolo
spirituale del mio Cuore Immacolato. È per questo che oggi tutta la
Chiesa è invitata ad entrare nel Cenacolo che la vostra Mamma celeste ha
preparato per gli ultimi tempi. Vi potete entrare attraverso l’atto di
consacrazione al mio Cuore Immacolato. Chiedo che questa consacrazione, che vi
ho proposta con tanta insistenza e ansietà, sia fatta da vescovi, preti,
religiosi, e fedeli. E che tutti la facciano per accorciare i tempi della grande
prova che ormai è arrivata.
Lo Spirito Santo vi condurrà allora
alla comprensione della Verità intiera. Lo Spirito Santo vi farà
comprendere i tempi che vivete. Lo Spirito Santo sarà la luce sul vostro
cammino, e farà di voi dei testimoni coraggiosi del Vangelo
nell’ora tremenda della grande apostasia. Lo Spirito Santo vi farà
capire quanto vi rivelerò di ciò che è contenuto nel libro
ancora sigillato. Lo Spirito Santo darà la sua testimonianza perfetta al
Figlio preparando i cuori e le anime a ricevere Gesù che
ritornerà a voi nella gloria. … “Vieni, Spirito Santo. Vieni
per la potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua diletta
Sposa”. E aprite i vostri cuori alla speranza perché sta per
arrivare su di voi il più grande prodigio, quello della Seconda Pentecoste..» [189]
– La Madonna
dice: «Sarà lo Spirito d’Amore, con la sua potente azione
di fuoco e di grazia, a rinnovare dalle fondamenta tutto il mondo. Sarà
Lui, lo Spirito d’Amore, con la sua grande forza di santità e di
luce a portare a nuovo splendore la mia Chiesa, a renderla perciò umile
e povera, evangelica e casta, misericordiosa e santa. Sarà lo Spirito
d’Amore, attraverso il fuoco di innumerevoli sofferenze, a rinnovare
tutto il creato, perché torni ad essere quel giardino di Dio, nuovo
Paradiso terrestre, in cui Gesù sarà sempre con voi, come un sole
di luce che ovunque rifletterà i suoi raggi. » [190]
– La Madonna dice: «Allora
lo Spirito Santo opererà il nuovo miracolo della trasformazione
universale nel cuore e nella vita di tutti. I peccatori si convertiranno, i deboli
saranno sostenuti, gli ammalati otterranno la guarigione, i fuorviati ritorneranno
alla casa del Padre. Le vittime della separazione e della divisione ritroveranno
la piena unità. Sarà così che si compirà il
prodigio della Seconda Pentecoste. Essa verrà col trionfo de mio
Cuore Immacolato nel mondo. » [191]
Marthe Robin (sulla Pentecoste universale).
Nel primo incontro
che Marthe Robin [192] ebbe con Padre Finet, suo futuro direttore spirituale, la mistica gli
disse: «Dopo la sconfitta materiale dei popoli, assisteremo
all’unità dei cristiani.
(...) Gli errori diabolici saranno distrutti. Ne seguirà una risurrezione, una grazia immensa: la Nuova Pentecoste d’amore. (...) I laici assumeranno un ruolo molto
importante, e bisognerà formarli.»
Vassula Ryden [193] (sulla Pentecoste universale).
–
Gesù dice: «Io che sono l’autore di inestimabili
meraviglie, sto per aprire i cieli, e farvi conoscere il mistero del mio
disegno: l’effusione del mio Spirito Santo. Questa promessa è
nelle Scritture. Il mio Spirito agirà sulla creazione come mai
l’avrà fatto prima. La solleverà verso il Cielo in tutte le
maniere. Porterà vicino al
Cielo tutto ciò che è sulla terra, lo porterà il
più vicino possibile. Vassula, Io che dirigo ogni cosa, e decido secondo
la mia Volontà, non ho mai tradito una promessa. (...) Come ti ho
detto, sto per mandare a pezzi le barriere delle vostre divisioni, e questo
tramite la potenza e la grazia del mio Spirito Santo. Sto per unirvi in un solo
Corpo, e questo per il mio onore. »
5 - Sui Tre Giorni
di oscurità.
Durante la grande Tribolazione vi saranno tre
giorni di oscurità totale. Questi tre giorni, profetizzati e descritti
da numerosi carismatici, compreso Padre Pio da Pietralcina, fanno parte di un
tema profetico che si rifà alle tre ore di buio calato sulla terra poco
prima della morte di Cristo.
È probabile che i tre giorni di oscurità sopraggiungano al momento della peggior
desolazione, quando la Chiesa di Cristo non potrà più celebrare
con legittimità il sacrificio eucaristico a causa delle persecuzioni dei
suoi nemici. Per la Chiesa sarà come una crocifissione e una morte.
Prima di morire essa rivivrà misticamente l’abbandono del Padre,
come Cristo lo visse sul Golgota. Le tenebre saranno, quindi, sia esteriori che
interiori.
In quel periodo gli uomini dovranno rimanere
chiusi in casa ed evitare di guardare fuori. Chi lo facesse morirebbe, come
morì la moglie di Lot quando si fermò a guardare il fuoco
distruttivo cadere sulle città di Sodomia e Gomorra. I tre giorni di
buio dovrebbero concludere la grande Purificazione. Alla fine dei tre giorni di
buio ci sarà una nuova Terra e un Cielo nuovo.
In vista dei tre giorni di buio, i
provvedimenti da prendere per fronteggiare la situazione senza farsi prendere
dal panico sono di due tipi, spirituale e pratico.
JNSR (sui tre giorni di oscurità, consigli
spirituali).
Tramite JNSR Gesù ci dà dei
suggerimenti spirituali, che qui riportiamo:
Gesù dice: «Vi chiedo di
prepararvi con fede per resistere a questo terribile confronto con il male, che
si scatenerà da ogni parte. Ci sono le vostre preghiere, e il vostro
Amore per Dio Padre e per i vostri fratelli:
– Invocate i nomi benedetti di
Gesù, Maria, e Giuseppe.
– Invocate i santi nomi del Padre, del
Figlio e dello Spirito, facendo ogni volta su di voi il segno della croce.
– Invocate il nome di Maria, Regina e
Vergine, terrore dei demoni: “Salvaci! Allontana da noi il Male!”
– Invocate il nome di S. Michele
Arcangelo: “Difendici da tutti gli attacchi del maligno!”.
– Portate lo scapolare della Madonna del
monte Carmelo e la croce di S. Benedetto;
– Recitate delle Ave Maria. Le vostre
armi siano il santo Rosario e la santa Croce.
– Portate su di voi la medaglia
miracolosa. Baciatela spesso.
– Recitate ogni giorno la preghiera di
Dozulé. È tempo di dire: “ O Croce che salvi,
salvaci!”.
– Raccogliete le sante Ostie abbandonate
e rimaste in pericolo. Raccoglietele prima che subiscano la profanazione.
Nascondetele devotamente. Dio vi ricompenserà. Dio sarà accolto
come il Bambino del presepe, santo innocente, protetto da Giuseppe e da Maria.
Dio permetterà che questi tormenti
durino un po’ di tempo, poi farà scendere dal Cielo un Fuoco che
brucerà tutte le cose impure. Colui che in cuore avrà il nome del
salvatore Gesù Cristo sarà salvato. » [194]
Padre Albert J. Hebert (sui tre giorni di oscurità, consigli
pratici).
Padre Albert J. Hebert, S. M., americano,
suggerisce dei provvedimenti pratici, che sarebbero i seguenti: «L’umanità sarà
certamente spoglia di tutto, anche delle cose basilari, e saprà quanto
dipenda da Dio: cosa che molti hanno dimenticato. Molte profezie dicono che non
ci potremo servire di nessuna luce artificiale, per cui sarà necessario,
sia per l’illuminazione che per la protezione, che ci siano a portata di
mano delle candele benedette, con dei fiammiferi! Sarà bene fare
rifornimento di acqua, in contenitori o bottiglie, e magari riempire anche la
vasca da bagno. Ci dovrebbe essere un secchio d’acqua per pulire ogni
tanto la toilette. Le medicine che ci occorrono dovrebbero essere a portata di
mano, specialmente quelle importanti. Siccome è previsto un freddo
intenso, saranno utili alcune coperte e un isolamento di emergenza alle porte e
alle finestre. Per quanto riguarda cibo e bevande, sarà bene fare
rifornimento di succhi di frutta, di latte in polvere, di succhi in bottiglia o
in scatola, di frutta, e persino di vino. Abbiate liquidi in abbondanza per
rifornirvi di acqua... Per il resto, tenete a mente le parole di Cristo:
“Guardate gli uccelli dell’aria: non seminano, non raccolgono e non
mettono il raccolto nei granai; eppure il Padre vostro che è nel cielo
li nutre! Ebbene, voi non valete più di loro?” » [195]
6 - Sulla Prima
Risurrezione.
S. Giovanni.
L’evangelista S. Giovanni scrive: «Beati e santi coloro che
saranno ammessi alla prima risurrezione! La seconda morte non avrà
nessun potere su di loro, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, con chi
regneranno per mille anni».
Questo testo di S. Giovanni solleva nuvole di domande nello spirito dei
lettori dell’Apocalisse. Fra
queste ce n’è una che sembra più frequente: Che
significa “prima” risurrezione ?
Mi sembra che la risposta sia presente nel testo stesso di S. Giovanni,
là dove dice: «Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della
parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua, e non ne
avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. COSTORO ripresero vita, e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri
morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa
è la prima risurrezione.
» [196]
Stando a queste parole di S. Giovanni, saranno
ammesse alla Prima Risurrezione le anime che saranno decapitate a causa della
testimonianza di Gesù, e le anime di coloro che rifiuteranno di adorare
la bestia e la sua statua, o che rifiuteranno il suo marchio. Se veramente
questo – cioè la decapitazione di molti – è quanto
dovrà accadere durante la Tribolazione, l’umanità attuale
sta per rivivere le peggiori scene della rivoluzione francese, ma…
nessuno lo sospetta. [197]
S. Paolo (sulla Parusia
intermedia, la Prima risurrezione, e il Sollevamento degli eletti).
Il rapimento celeste degli eletti in cielo
è un tema della dottrina di S. Paolo. Si tratta dei morti in Cristo che
poi vengono risuscitati. S. Paolo dice che quando il Signore discenderà
dal cielo [Parusia intermedia, ndr] essi saranno sollevati sulle nubi assieme
ai superstiti rimasti vivi:
«Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato.
Così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di
Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi
che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun
vantaggio su quelli che sono morti, perché il Signore stesso, a un
ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. Prima, risorgeranno i morti in Cristo; quindi
noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti
insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria,
e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con
queste parole. » [198]
Lucie (sulla Nuova Pentecoste, la Prima
risurrezione, la Trasfigurazione degli eletti, la nuova Gerusalemme).
«Ti ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di
gloria: dal Golgota al monte Tabor. La Nuova
Pentecoste sarà un nuovo monte Tabor. Questo cammino lo facciamo
insieme, perché il mio amore, la mia presenza, e la mia grazia vi
accompagnano. Quando il momento sarà venuto, vi lascerò ai piedi
del monte Tabor, il che significa che non vi parlerò più, ma vi
chiederò di alzare gli occhi al cielo, scrutandolo, finché
vedrete apparire il Figlio dell’uomo nella gloria del Padre. ... Appena
lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno rendervene conto, e verrete
davanti a Me, assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso finale fino alla cima
[del Tabor, ndr], lo farete trasportati
dalla mia gloria, che si sarà impadronita di voi!
Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato la
vostra immaginazione. I miei messaggi conservano un certo mistero,
perché non è bene che Dio riveli tutto agli uomini. Vi alzo il
velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l’opera di Dio mentre
si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per fortificare la vostra fede,
la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così vi
rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti sulla
mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udrete allora il canto degli angeli, e le
vostre voci si uniranno alle loro per cantare: “Santo, santo, santo, Dio
dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria”. In
quel momento vi accorgerete di essere entrati nella nuova Gerusalemme. Tu portami molte anime ai piedi della
mia montagna gloriosa, e da là le attirerò a Me. » [199]
Qualcuno potrebbe chiedersi: Allora la “Prima risurrezione”
è come un biglietto d’entrata che permette di essere ammessi al
Paradiso terrestre dell’Era nuova?
Maria Valtorta. Senza parlare di biglietto d’entrata, Maria Valtorta conferma quanto
fin qui è stato detto.
Gesù dice a Maria Valtorta: «Continuo a parlare ai miei
precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie del Signore, e
evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro vita santa. Gioite, o miei servi fedeli, che non vi
accontentate di salvare la vostra anima, ma vi offrite perché la Luce
vinca sulle Tenebre, e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono
ansiosi. Quando sarà la mia
ora, non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa terra
sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve l’ho forse promesso che voi
sarete dove Io sarò, e che avrete un posto nel mio Regno?
Come dignitari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno corona
sulla terra servendomi come luminosi ministri. Essi erediteranno quel possesso della Terra
che Io ho promesso ai mansueti, [200] e che diventerà possesso dei cieli quando la Terra più
non sarà. Molto prima di quell’ora, voi, o giusti, possederete il
Cielo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del vostro
transito fuori dal carcere attuale. Ma allora [dopo il Giudizio Universale,
ndr] sarà possesso fulgido e completo, cognito a tutte le creature,
assunzione alla gloria anche della carne con la quale avete conquistato il
Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà
al vostro Dio.
Vincitori di Satana che la
carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi si agita per eredità
di peccato e per aizzamento di Satana, possederete l’Universo assieme al
vostro Dio, e sarete specchi di Dio che apparirà nelle vostre carni glorificate
in tutto il suo splendore. Simili
al Padre sarete, o figli santi. »
[Una nota di Maria Valtorta ci avverte che qui interviene Dio Padre,
e che è lui che continua il discorso, ndr]
“Simili a Gesù, Figlio mio santissimo. Simili a Maria, Regina
nostra. Del Padre avete la somiglianza intellettiva e dei due gloriosissimi
Viventi in Cielo la somiglianza umana. E poiché avere l’Intelletto
è come avere la Parola e l’Amore, e dove è Uno sono i Due
altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza del Padre sarete
possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a Lui e lo elesse
per figlio. Prima di quell’ora sarete i dignitari di mio Figlio, vedrete
il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio.
Conoscerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo se non avesse
avvilito se stesso col connubio di Satana. Non sarete defraudati di
quest’ora, [il Regno messianico, ndr] o amorosi
seguaci dell’Amore fatto carne”. » [201]
Tutto questo mi dice che il campo che Gesù ha seminato due
mila anni fa è veramente giunto a maturazione! Il frutto germinato dalla
Redenzione è pronto, e sta per essere raccolto! Sta arrivando il giorno
della mietitura!
7 - Sul Rapimento degli eletti.
Abbiamo già visto che la Parusia intermedia, la Prima risurrezione,
e il Sollevamento degli eletti in cielo sono temi presenti nella
dottrina di S. Paolo. S. Paolo ha detto:
«Noi crediamo infatti che Gesù
è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li
radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo
sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta
del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti, perché
il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della
tromba di Dio, discenderà dal
cielo. Prima, risorgeranno i morti
in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al
Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. » [202]
In base a queste parole, i morti in Cristo
risusciteranno, e i superstiti ancora vivi si uniranno ad essi per essere
“trasportati” in cielo. Chi sono i morti che risusciteranno per “andare incontro al Signore
nell’aria” assieme ai superstiti? E chi sono i superstiti,
coloro che S. Paolo identifica come: “noi,
i vivi, i superstiti” ? S. Giovanni dice che coloro che si uniranno
ai superstiti vivi per andare incontro al Signore nell’aria sono i
risorti della “Prima Risurrezione”. [203] I superstiti ancora vivi, all’evidenza, sono coloro ai quali la
sorte ha permesso di sfuggire alla terribile persecuzione
dell’Anticristo.
Secondo l’Apocalisse di Giovanni, la
“Nuova Gerusalemme” discenderà dal cielo e si poserà
sulla terra, in un punto prescelto da Dio. [204] Io qui mi chiedo: questa “Nuova Gerusalemme”… ce la
potremmo noi immaginare come composta da quelle persone che in precedenza sono
state rapite “nell’aria”,
e che ora stanno per ridiscendere in terra assieme a Cristo? L’idea mi
sembra plausibile, ma preferisco lasciare al lettore la risposta finale.
Sappiamo che gli angeli raduneranno numerosi cristiani, e che li trasporteranno
fuori dal mondo, in una sezione dell’atmosfera. Sappiamo che le persone
“trasportate” vivranno questa esperienza singolare non solo in
senso spirituale (con la loro anima) ma anche in senso materiale (con il loro
corpo). In tal modo essi saranno preservati dalla Tribolazione in atto sulla
terra. Alla fine, cioè dopo la purificazione dell’umanità,
essi dovranno tornare sulla Terra, che non sarà più la Terra di
prima, ma un pianeta Terra completamente rinnovato.
I due messaggi che qui seguono sembrano offrire un po’ di aiuto
supplementare a quanti cercano di rispondere alle numerose domande che
inevitabilmente si presentano alla mente quando si pensa al Rapimento degli
eletti. Il primo di essi proviene dagli scritti della veggente dell’Opera della divina Sapienza per gli eletti
degli ultimi tempi, il secondo proviene da Lucie. Nel primo si parla di
trasformazione istantanea degli esseri umani, che da umani diverrebbero simili
a Cristo: umani nella forma e divini nella sostanza. Il secondo va persino
oltre...
Opera Divina Sapienza.
Messaggio ODS del 10 ottobre 1999.
– Gesù dice alla mistica dell’ODS: «Amati, mi verrete incontro tra le nubi del Cielo, felici,
esultanti: Io vi trasformerò in
un attimo, e sarete simili a me. Siate tutti pronti, non fatevi
cogliere impreparati. Cogliete l’istante. Vivete come se ogni giorno
fosse l’ultimo.
Amata sposa, leggete bene e meditate le mie
parole attraverso quelle che dice Paolo, il mio fedele strumento d’Amore
che ora è qui nella più grande felicità accanto a me. Per
ogni anima fedele ci sarà una grande,
immediata, profonda trasformazione. Avverrà
in un istante. Il processo, cominciato per scelta libera, continuerà per
mio dono, per mio sublime dono, e l’anima diverrà libera,
completamente libera da ogni genere di schiavitù.
Amata sposa, leggo nel tuo cuore
l’immensa gioia di sentire queste mie parole. L’attimo che Paolo
preannunciò non era per i suoi tempi ma per i vostri tempi. Il sogno accarezzato da questo mio
figlio prediletto lo vivranno alcuni di questo tempo, e le mie promesse per
loro avranno pieno compimento. »
Lucie. Il messaggio che qui segue è quello già apparso nella sezione intitolata “Sulla prima risurrezione”.
Vista le sue qualità, penso sia bene riprodurlo qui per la seconda
volta.
– Gesù dice a Lucie: «
Ti ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di gloria:
dal Golgota al monte Tabor. La Nuova
Pentecoste sarà un nuovo monte Tabor. Questo cammino lo facciamo
insieme, perché il mio amore, la mia presenza, e la mia grazia vi accompagnano.
Quando il momento sarà venuto, vi lascerò ai piedi del monte
Tabor, il che significa che non vi parlerò più, ma vi chiederò
di alzare gli occhi al cielo, scrutandolo, finché vedrete apparire il
Figlio dell’uomo nella gloria del Padre. ... Appena lo vedrete vi
alzerete da terra senza nemmeno rendervene conto, e verrete davanti a Me,
assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso finale fino alla cima [del
Tabor, ndr], lo farete trasportati dalla mia gloria, che si sarà
impadronita di voi!
Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato la
vostra immaginazione. I miei messaggi conservano un certo mistero,
perché non è bene che Dio riveli tutto agli uomini. Vi alzo il
velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l’opera di Dio mentre
si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per fortificare la vostra fede,
la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così vi
rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti sulla
mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udrete allora il canto degli angeli, e le
vostre voci si uniranno alle loro per cantare: “Santo, santo, santo, Dio
dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria”. In
quel momento vi accorgerete di essere entrati nella nuova Gerusalemme. Tu portami molte anime ai piedi della
mia montagna gloriosa, e da là le attirerò a Me. »
I due messaggi che qui precedono si completano a vicenda. Il primo
parla di trasformazione, e il
secondo di trasfigurazione, che
è una trasformazione più importante perché d’ordine
soprannaturale. I due messaggi riuniti sembrano dire che le persone rapite in
cielo subiranno una trasfigurazione definitiva, non provvisoria. Non saranno
trasfigurati temporaneamente (come avvenne a Pietro, Giacomo, e Giovanni sul
monte Tabor), ma definitivamente.
Allora mi chiedo: «È forse questa la famosa “restaurazione di tutte le
cose” di cui S. Pietro parla negli Atti degli Apostoli? » [205] La Scrittura dice che dopo aver
guarito lo storpio, S. Pietro spiegò al popolo la Parusia intermedia con
queste parole: «Pentitevi
dunque, convertitevi, affinché vi siano perdonati i peccati, e venga il
tempo della consolazione da parte del Signore, il tempo in cui dovrà
tornare [sulla terra, ndr] colui
che vi è stato destinato come Messia: Gesù Cristo! Per ora
è necessario che egli rimanga in Cielo fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, come Dio
l’ha detto fin dall’antichità per bocca dei suoi santi
profeti. »
Origene pretendeva che questa restaurazione
di tutte le cose fosse da situare
alla Fine del mondo, e a modo suo pensava di poterla applicare ai dannati dell’inferno.
Su questo è stato condannato dalla Chiesa. Oggi la babele delle
interpretazioni non è finita, anzi continua in maniera ancora più
stravagante: ci sono “esegeti” che interpretano la restaurazione di tutte le cose come
applicabile al cosmo materiale. (!) Essi dicono che detto cosmo sarà restaurato, per poi durare in eterno.
Aberrazioni...! Altri dicono che il
ritorno di Gesù si dovrebbe intendere come una venuta invisibile, tutta
spirituale, o come una specie di apparizione, diciamo… mistica. Nessuno
di costoro si accorge che così facendo si mette in stridente contrasto
col testo evangelico, quello degli Atti,
[206] dove gli angeli – sono in due –
dichiarano agli Apostoli: “Uomini
di Galilea … questo Gesù che dalla terra è stato assunto in
cielo, un giorno ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto
andare”. Gli angeli dicono che Gesù ritornerà sulla
terra “allo stesso modo” in cui gli Apostoli l'hanno visto partire.
Significa che prima del Giudizio finale Gesù ha in progetto di ritornare
sulla terra. Per che fare? Per instaurare quaggiù il suo Regno, restaurando tutto secondo
l’ordine che le tre divine Persone avevano già concepito fin dai
primordi. [207]
dell’Anticristo
nel suo tempo
Il 25 gennaio 1982,
a Nazzano, in provincia di Roma, la mistica
mamma Gemma riceve un messaggio da Gesù, che le parla
dell’Anticristo nel modo seguente.
– Gesù a mamma Gemma: «Si
perderà il senso del Dio vero nella confusione di quei tempi e ciò preparerà la sua venuta. Verrà con grande potenza,
e tanti lo crederanno perché si farà vedere pieno di
grazia... Si presenterà come l’incarnazione
dello Spirito Santo... La forma
del fuoco e la fiamma sarà il suo simbolo. Il suo volto è
un volto radioso, ma i suoi occhi sono di ghiaccio, e
fermi nel tempo. Si farà vedere quasi come disceso dal cielo, e
porterà in sè tanta luce, ma non è luce vera. Toglierà il Pane del Padre e
si farà pane egli stesso, ma pieno di serpi sarà quel pane!
Ecco perché lo Spirito Santo si sta
manifestando in tante anime: per rafforzare la devozione a Maria e
all’Eucaristia: i due alberi – gli unici – che daranno
frutto, e sazieranno chi ne mangerà.
Verrà
facendo tanto scalpore, e sarà
tanto amato nella confusione che regnerà. Sarà di un’intelligenza unica, controllerà
ogni potenza, e si avventerà
contro la Chiesa accusandola di essere rimasta ferma nel tempo.
Vorrà portare nuove riforme,
vorrà cancellare tutto il clero dicendo che il popolo ormai deve
camminare da solo verso Dio, senza l’aiuto di nessuno. Ben poche volte
farà il Nome di Dio, nominerà soltanto il “Grande Spirito”. » [208]
S. Giovanni, nell’Apocalisse ci parla di una statua, quella della
Bestia: statua che parla e fa mettere a morte chi non l’adora. [209] In base ai recenti messaggi della Madonna a don Stefano Gobbi, [210] codesta statua “viva” è l’Anticristo nella sua
fase finale di evoluzione storica. La Madonna si esprime con questi termini:
– La Madonna dice a don Gobbi. «La
bestia simile a un agnello (Massoneria ecclesiastica, ndr) esercita tutto il potere della prima
bestia, in sua presenza, e costringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la
prima bestia. (Massoneria laica, ndr). La Massoneria ecclesiastica
giungerà al punto di costruire una statua in onore della bestia per
costringere tutti ad adorare questa statua. … Questo grande idolo... è un falso Cristo… La statua, o idolo, costruito in onore della
bestia per essere adorato da tutti gli uomini, è l’Anticristo”. » (17 giugno 1989).
Nello stesso messaggio la Madonna rivela a don Gobbi che la cifra 666 ha un
significato specifico. La spiegazione fornita è la seguente. Intorno
all’anno 666 d. C. l’Anticristo si manifesta attraverso il fenomeno
dell’Islam, che nega sia mistero della SS. Trinità che quello
della divinità di Cristo. Attorno all’anno 1332 (= 666 x 2) la Chiesa
si smembra. L’Anticristo si manifesta con un radicale attacco alla fede
nella parola di Dio, e da questa crisi nascono numerose confessioni cristiane,
orientate tutte verso la libera interpretazione della Sacra Scrittura. Nella
nostra epoca, che è quella dell’anno 1998 (= 666 x 3),
l’Anticristo avrà la sua statua.
– La Madonna spiega a don Gobbi: «Il
666 indicato tre volte, cioè per tre, esprime l’anno 1998. In
questo periodo storico la Massoneria, aiutata da quella ecclesiastica,
riuscirà nel suo grande intento: costruire un idolo da mettere al posto
di Cristo e della sua Chiesa. ... Allora sarà aperta la porta per la
comparsa dell’uomo, cioè della persona stessa dell’Anticristo! »
La parte finale del messaggio contiene un incoraggiamento:
– La Madonna a don Gobbi. «Siate
forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il compito, in questi difficili anni,
di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, sopportando ostilità,
lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo gregge che ha il
compito di combattere, e di vincere alla fine, la forza potente dell’Anticristo. »
Per aiutare il suo “piccolo gregge” a riconoscere i seguaci
dell’Anticristo, il giorno 8 settembre 1989 la Madonna detta a don Gobbi [211] il messaggio seguente.
– La Madonna a don Gobbi. «Il
marchio sulla fronte e sulla mano è espressione di una totale
dipendenza. … La fronte indica l’intelligenza, perché la
mente è sede della ragione umana. La mano esprime
l’attività umana, perché è con le sue mani che
l’uomo opera e lavora. … La persona segnata con il marchio
dell’Anticristo è segnata
nella sua intelligenza e nella sua volontà. »
Il 19 maggio 1991 la Madonna ci rivela che i tempi nei quali viviamo sono
proprio quelli dell’Anticristo, e detto Anticristo, secondo le Scritture,
precederà di poco la Parusia intermedia.
– La Madonna a don Gobbi. [212] «Questi tempi sono quelli
della grande apostasia e della venuta dell’Anticristo,
come già predetto dalla divina Scrittura. »
Nel messaggio del 1 gennaio 1995 la Madonna ci parla ancora
dell’Anticristo. Lo fa con le parole seguenti:
– La Madonna a don Gobbi. «Sono
la Madre della Misericordia. È stato affidato a me il compito materno di
assistere la Chiesa nell’ora del suo più grande patire,
poiché essa deve salire il Calvario della sua immolazione e del suo
martirio. Questa mia azione misericordiosa si eserciterà
nell’aiutarla a portare la Croce del tradimento e dell’abbandono,
quando l’apostasia si farà generale ed in essa entrerà l’uomo iniquo, predetto dalla
divina Scrittura, il quale porterà nel suo interno l’abominio
della desolazione. La mia azione misericordiosa si farà ancora
più forte, quando i miei figli verranno perseguitati ed imprigionati,
tormentati e condotti al martirio. »
Il giorno 11 marzo 1995 don Gobbi si trova a Fatima. La Madonna coglie
l’occasione per parlargli del Segreto di Fatima e dell’Anticristo.
Lo fa con le seguenti parole.
– La Madonna a don Gobbi. «Nello
stesso luogo dove sono apparsa [cioè a Fatima, ndr], oggi voglio manifestare a voi il mio
segreto.
Il mio segreto
riguarda la Chiesa. Nella Chiesa sarà portata a termine la grande
apostasia, che si diffonderà in tutto il mondo; lo scisma verrà
compiuto nel generale allontanamento dal Vangelo e dalla vera fede. In essa
entrerà l’uomo iniquo,
che si oppone a Cristo, e che porterà al suo interno l’abominio
della desolazione, dando così compimento all’orribile sacrilegio [si tratta dell’abolizione della santa messa, ndr] di cui ha parlato il profeta Daniele. [213]
Il mio segreto riguarda l’umanità.
L’umanità giungerà al culmine della corruzione e
dell’empietà, della ribellione a Dio e dell’opposizione aperta
alla sua Legge d’amore. Essa conoscerà l’ora del suo
più grande castigo, che vi è già stato predetto dal
profeta Zaccaria. [214] »
In precedenza ci siamo già resi conto
di quanto numerose e importanti siano le rivelazioni che il Cielo ci offre
tramite la mistica Maria Valtorta.
Parlando con lei, il 20 agosto 1943 Gesù le descrive l’Anticristo nel modo seguente. [215]
–
Gesù dice a Maria Valtorta: «Sarà
persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in
un cielo umano, ma un astro di un sfera soprannaturale. Cedendo alla lusinga
del Nemico, egli conoscerà la
superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria
dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica
povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.
Meno pauroso il vedere piombare una
stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana
questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero,
per superbia, divenne il maledetto e l’oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà
il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
A premio della sua abiura, che
scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare
le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo
precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale
darà ad esso le chiavi del
pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto
perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha
fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro
stesi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte
d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il
Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono che
fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re
sono Io. »
Il 25 gennaio 1944,
Gesù parla ancora a Maria Valtorta dell’Anticristo. Lo fa per
affermare quanto segue: [216]
– Gesù dice a Maria Valtorta: «Esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo, nato dal
connubio della stessa con la Bestia...
Esso Anticristo, perfezione
dell’orrore come Io fui perfezione della perfezione, con le sue infinite
armi (simboleggiate nelle dieci corna,
nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci, e infine nel
piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana doterà
il suo figlio per intossicare
l’umanità mentre con la
bocca di menzogna la sedurrà facendosi adorare per dio), tormenterà
a dismisura coloro che, piccolo
gregge fedele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo corno
crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza satanica per
far dire alla bocca le più turbatrici menzogne, crescerà in
potenza come Io crescevo in sapienza e grazia, armato di occhi per leggere il
pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso pensiero... Dopo i precursori dell’Anticristo verrà
l’Anticristo stesso. Il periodo anticristiano simboleggiato
dalla Bestia armata di dieci corna ...
culminerà nella nascita e crescita, fino alla sua potenza massima,
dell’undicesimo corno, ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà
Dio come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi
di Dio e torturerà la Chiesa di Cristo. Crederà, poiché
è figlio del connubio della
superbia demoniaca con la lussuria umana,“di poter fare grandi cose,
di mutare i tempi e le leggi”, e per
tre anni e mezzo sarà l’Orrore regnante sul
mondo. »
In un testo di Padre Martino Penasa troviamo
scritto che il mistero del vero Cristo è quello della pietà,
mentre il mistero dell’Anticristo è quello
dell’empietà. La pietà porta alla pratica devota e
fervorosa di ciò che si riferisce al culto di Dio (fede, preghiera,
devozione, sacramenti), mentre l’empietà cerca il contrario.
Siccome il Sacerdozio – e soprattutto il sommo Sacerdozio, che è
il papato – è il sacramento che assicura l’esercizio del
culto sacro, esso verrà considerato dall’Anticristo come un intralcio
alla sua manifestazione pubblica. Di conseguenza l’Anticristo farà
di tutto per sopprimerlo. Che cos’è dunque l’ostacolo di cui
parla S. Paolo quando dice: «Il
mistero dell’iniquità è già in atto (per
l’attività nascosta di Satana, ndr), ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene.
Solo allora sarà rivelato l’empio… ». Tale
ostacolo è il sacerdozio. E siccome il sacerdote per eccellenza è
il Papa, l’Anticristo farà di tutto per eliminarlo, onde poi
usurparne il trono. Usurpato che avrà il trono papale, egli
cercherà di dimostrare che quel trono gli spetta di diritto. A tale
scopo farà dei miracoli diabolici, strepitosi al massimo. Farà di
tutto per convincere l’umanità di essere il vero Cristo. Alla fine
salirà sull’altare per essere adorato come Dio, e colui che si
rifiuterà di adorarlo sarà condannato a morte, come succedeva a
Babilonia col re Nabucodonosor (ai tempi di Daniele), e come più tardi
avveniva anche a Roma con certi imperatori romani.
J. De Parvulis [217] dice che il nostro tempo umano è scandito dalle settimane. Alla
fine di ogni settimana esiste un giorno chiamato “domenica”, e alla
fine della settimana creativa – quella descritta nel libro della Genesi
– esiste un giorno equivalente. Questo settimo giorno, che secondo la
Genesi è quello in cui “Dio si riposò”, risulta
l’ultimo della serie, composta in tutto di sette periodi, o
“giorni”. Dopo averci fatto notare che la nostra domenica ha un
corrispondente nella “Domenica” del Creatore, e viceversa, il De
Parvulis dice che i due suddetti piani settimanali si assomigliano nella
struttura, la quale potrebbe essere rappresentata con la formula matematica [6
+ 1 = 7]. [218] Fin qui, dice il De Parvulis, nulla di nuovo. Quello che si presenta come
nuovo è l’esistenza del terzo tipo di settimana, la Settimana
universale. Essa pure è formata da sette tempi. Si tratta di sette
millenni. Riflettendo sulla struttura della Settimana universale, il De Parvulis dice che il
millennio attuale, settimo della storia umana, è l’ultimo
della serie. In virtù di questa sua posizione, detto millennio si
presenta come la “Domenica”
della Settimana universale. Siccome la struttura della Settimana universale è identica a
quella delle prime due strutture settimanali, il De Parvulis si accorge che
riunendo assieme queste tre strutture si ottiene una formula che
“parla” con grande eloquenza. Esempio:
6 + 1 = 7
6 + 1 = 7
6 + 1 = 7
Il discorso che il De Parvulis capta in questa
formula triplice è il seguente:
Verticalmente, la prima fila di numeri risulta composta da tre “6”. Questi
tre 6 rappresentano indubbiamente la pienezza del male [666]. [219]
Verticalmente, la seconda fila di numeri risulta composta da tre “1”. Questi
tre 1 rappresentano indubbiamente la pienezza del bene [111].
Verticalmente, la terza fila di numeri risulta composta da tre “7”. Questi
tre sette dovrebbero rappresentare qualcosa. Ma cosa? Il De Parvulis lo ha
capito grazie a Padre Martino Penasa, che gli ha detto che il numero 7 ripetuto
tre volte [777] rappresenta la perfezione della Pietà alla quale
l’uomo deve tendere per meritare la vita eterna. [220]
A questo punto il
De Parvulis si chiede: Questo settimo “Giorno” della Settimana
universale (l’equivalente della sua “Domenica”)
è forse il Millennio felice di cui S. Giovanni parla
nell’Apocalisse? Se la risposta è affermativa il suddetto
Millennio potrebbe essere da noi considerato come un Millennio domenicale, festivo,
un Millennio di santificazione spirituale e di riposo fisico: tempo propizio
per un “Incontro” tra l’uomo e Dio. Il De Parvulis fa notare
che durante questo Millennio felice Dio
e l’uomo si incontrerebbero per diventare misticamente quello che
l’uomo e la donna diventano umanamente nel loro amplesso nuziale. In
verità – prosegue l’autore suddetto – che
cos’è un connubio nuziale se non un pallido riflesso di questo
più grande e splendido Connubio
mistico? Il Piano di Dio sarebbe quindi triplice, e ogni sua terza parte
avrebbe la stessa struttura settimanale. Schematicamente egli riassume il tutto
in questo modo:
Settimana
della
genesi
Sette periodi
nel Piano
creativo. |
Settimana
umana
Sette giorni
nel tempo umano. |
Settimana universale Sette millenni nel Piano divino. |
Siccome i tre Piani suddetti hanno la stessa
struttura, presente nell’espressione [6+1=7],
se per comodità noi volessimo riassumere questo concetto facendolo entrare
in una specie di “capsula matematica”, il De Parvulis dice che una
equazione proporzionale triplice lo potrebbe contenere, e che la sua formula
sarebbe:
R : C = D : S = M : U
da leggersi nel modo seguente:
Il giorno di Riposo di Dio sta alla Settimana Creativa,
come la Domenica sta alla nostra Settimana umana
e
come il Millennio felice sta alla Settimana Universale.
Sorpresa! Questa proporzione triplice
– esclama l’autore – sembra concepita all’immagine del Creatore trinitario. Volendo, un
matematico potrebbe riscrivere la suddetta proporzione
triplice nella forma seguente: [221]
R : C = 1 : 7
D : S = 1 : 7
M : U
= 1 : 7
Chi può dire, sostiene De Parvulis, che
l’ordine presente in questa triplice
equazione proporzionale non sia un
riflesso della Triade santissima? [222] Detto ordine ci rivela che il millennio attuale, settimo della storia umana, essendo il settimo (ed ultimo) del
Piano divino universale, che è settimanale, andrebbe considerato come la
Domenica di detto Piano. E che scopo ha la
domenica nella settimana di cui fa parte? La Chiesa insegna che il giorno
domenicale esiste per la nostra santificazione (individuale e collettiva) e per
consentire anche al corpo un po’ di riposo fisico. Santificazione
spirituale e riposo fisico sono dunque la ragion d’essere del giorno domenicale.
Il De Parvulis conclude che il “giorno” che sta bussando alla porta
del nostro mondo sarà formato da dieci secoli, tutti consacrati alla
santificazione della collettività umana, un ideale che porta con
sè la pace, la felicità, il benessere. L’umanità si
accorgerà che questo Millennio è quello che S. Giovanni descrive
all’inizio del ventesimo capitolo del libro dell’Apocalisse, un “Millennio di
felicità e di pace”. Attraversando con successo la
Purificazione attuale (il cui scopo è di farci guadagnare
l’ammissione al Millennio felice), cioè nel vincere l’Anticristo,
il mondo sopravvissuto si accorgerà di essersi guadagnato il biglietto
d’entrata nel Regno messianico,
l’Era dello Spirito Santo, e di aver così superato anche
l’ultima tappa della Redenzione. [223]
Parusia intermedia e
Millennio felice
Rassegna dei passi biblici che parlano di
queste due realtà.
Padre Martino Penasa, esegeta di
spicco, e Mgr Aldo Gregori si sono preoccupati di raccogliere i passi
biblici che parlano della Parusia intermedia [224] e del Millennio felice. Ambedue hanno poi pubblicato il loro lavoro. [225]
Lo scopo delle pagine seguenti, dodici in
tutto, è di offrire al lettore di questo libro la quintessenza di questi
due lavori, e qualche piccola testimonianza personale, come quella relativa al
passo biblico n. 1, che qui segue.
Passo biblico n. 1
Mt 6, 9-10. Nella preghiera del “Padre
Nostro” noi diciamo: “Sia santificato il tuo Nome,
venga il tuo Regno; sia fatta la tua Volontà come in cielo così
in terra”.
Un giorno la Provvidenza mi ha permesso di
udire un vescovo cattolico dire ad un suo confratello: « Non è
possibile che le parole del Padre Nostro si riferiscano alla Venuta finale di
Gesù, quella del Giudizio universale, perché in quel momento la
storia della terra sarà già conclusa. » Ne ho dedotto che
le espressioni della preghiera del Padre Nostro ci rivelano che prima di
attuarsi nell’eternità il Regno
di Dio si attuerà sulla terra. (Johannes De Parvulis).
Passo biblico n. 2
– Mt 24, 21-22: “Vi sarà allora
una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino ad
ora, nè mai più ci
sarà; e se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente
si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati”.
Commentando questo passo Mgr Gregori scrive:
«È impossibile che questo testo si riferisca alla distruzione di
Gerusalemme, quella del 70 dopo Cristo ad opera dei Romani, della quale si
parla nei versetti precedenti (Mt 24, 15-20). La tribolazione grande di cui parla il testo si riferisce sicuramente
a qualcosa che riguarda il mondo intero. … Inoltre, nei versetti seguenti
(Mt 24, 23-41) si parla di un periodo di tribolazioni che “per amore
degli eletti sarà abbreviato”. Ne si deduce che la storia
dell’umanità dovrà continuare anche dopo tale periodo. Si dice
infatti: “nè mai
più ci sarà”. Da questo “nè mai più ci sarà”
si capisce che la suddetta tribolazione riguarda tutta
l’umanità, e che non va collocata alla Fine del mondo, ma molto
prima. (Gregori op. cit. p. 15):
Passo biblico n. 3
– Mt 24, 37-39. « Come fu ai giorni
di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.
Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano
moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non
si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti,
così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. »
Commentando questo passo, Mgr Gregori scrive:
«Non avrebbe senso riferire queste righe alla rovina del Tempio e a
quella di Gerusalemme; tanto meno è possibile riferirle alla Fine del
mondo. … L’esempio del Diluvio lo fa escludere, perché dopo
il Diluvio la vita sulla terra ha continuato con Noè. Quindi la venuta
del Figlio dell’uomo alla quale si fa riferimento è un’altra
da quella finale. » (Gregori, op. cit., p. 13).
Passo biblico n. 4
– Lc 19, 11-14: «Essi [i discepoli di Gesù,
ndr] credevano che il regno di Dio dovesse
manifestarsi da un momento all’altro. Allora Gesù disse: "Un
uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano allo scopo di ricevere
il titolo di re, e poi ritornare. … Quando fu di ritorno, dopo
aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi... »
Padre Penasa
scrive: «Con l’Ascensione Gesù parte. E il ritorno come
avverrà? Avverrà “allo stesso modo…”, e questo
suppone una Parusia che sia intermedia
(gli angeli la predicono in At 1, 11). La partenza di Gesù è per
prendere il titolo di “Re”, e il suo ritorno avverrà quando
sarà l’ora di prendere possesso effettivo del “Regno”.
» (Penasa, op. cit., p. 31).
Passo biblico n. 5
– Lc 21, 28 : “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate
il capo, perché la vostra liberazione è vicina".
Mgr Gregori commenta: «È evidente
che si tratta di una liberazione che deve avvenire su questa terra, durante la
nostra vita terrena. La nostra terra sarà liberata dalla
malvagità di Satana, che sarà neutralizzato per mille anni.
» (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 6
– Lc 22,
17-18: «Preso un calice, rese
grazie dicendo: “Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi
dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite,
finché non venga il Regno di Dio”. »
Mgr Gregori
scrive: «È evidente che questo passo fa riferimento ad un Regno di Dio che esisterà in
questo mondo, come anticipo di quello che poi dovrà esistere
nell’eternità. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 7
– At
3, 19-21 ss. «Pentitevi dunque e convertitevi,
affinché vi siano rimessi i peccati, e così possano giungere i
tempi della consolazione da parte del Signore, ed egli mandi quello che vi aveva destinato come
Messia, cioè Gesù. Per ora è necessario che egli rimanga
in Cielo fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, come ha
detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti.
Mosè..., e tutti i profeti, da Samuele in poi. »
Padre Penasa
commenta questo passo nel modo seguente: «L’apostolo Pietro
constata la risurrezione di Gesù, e assiste poi all’Ascensione. Le
parole di Gesù prima dell’Ascensione, e quelle dell'angelo dopo
l'Ascensione, gli fanno capire che la nuova Gerusalemme non si
realizzerà nell’immediato futuro, ma in un futuro remoto. Capisce
pure che questa grandiosa “restaurazione” inizierà con una
“Ascensione” identica a quella alla quale ha già assistito,
ma in senso inverso: in “discesa” anziché in
“salita”. Spiega alle folle che le promesse fatte da Dio al suo
Popolo parlano di una restaurazione attuabile in questo mondo. La nuova Gerusalemme, secondo
lui, prima ancora di realizzarsi nel mondo futuro (quello eterno) dovrà
realizzarsi nel mondo presente. » (Penasa: op. cit., p. 45).
È
normale che la nuova Gerusalemme abbia inizio con una Parusia, alla quale si
dovrà dare un nome. Padre Penasa la chiama: “Parusia
intermedia”.
Passo biblico n. 8
– At 1, 11. «Uomini
di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che
è stato di tra voi assunto al cielo, tornerà un giorno allo
stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo. »
Commentando questo passo biblico Mgr Gregori
scrive: «Il Regno di Dio
verrà instaurato il giorno in cui Gesù ritornerà sulla
terra “allo stesso modo in cui è partito”. Chi dice che il
ritorno prossimo di Gesù si deve intendere come una venuta invisibile e
tutta spirituale (o magari come una specie di apparizione carismatica, o di esperienza
mistica) non si accorge di mettersi in stridente contrasto col Vangelo. Gli
angeli dicono ai discepoli: “Quel
Gesù che avete visto salire… ritornerà allo stesso modo…”.
Le parole degli angeli appaiono come una prova della Venuta intermedia di Gesù. » (Gregori: op. cit., p.
25).
Passo biblico n. 9
– Ebr 9, 28 «Cristo, essendo stato offerto una volta per togliere i peccati
di molti, apparirà una seconda volta senza rapporto al peccato, a
salvezza di coloro che l'aspettano. »
Mgr Gregori
commenta: «Gesù dovrà apparire una seconda volta. Quando?
Alla Fine del mondo? In questo brano non troviamo alcun accenno alla Fine del
mondo, nè alla risurrezione dei morti, nè alla glorificazione
degli eletti. Quando Cristo tornerà da noi per la seconda volta,
non sarà più per redimerci dal peccato (per la sua opera
redentrice il peccato è già stato debellato) ma per salvare
“coloro che l'aspettano”. Chi sono “coloro che lo aspettano”?
Non certo i beati del Cielo che già lo posseggono, ma coloro che debbono
essere salvati, cioè coloro che
si trovano ancora nel combattimento di questa vita. » (Gregori,
op. cit., p. 86-98).
Conclusione: Il
secondo ritorno di Gesù è un ritorno che non chiuderà la storia, ma libererà definitivamente
coloro che combattono le insidie del Maligno, al quale Gesù si
è già riferito una volta definendolo: “Il principe di
questo mondo”.
Passi biblici n. 10 e n. 11
– 1 Ts 5, 2-4: «II giorno del Signore viene come un ladro nella notte. E quando diranno “Pace e
sicurezza”, allora improvvisamente la rovina si abbatterà su
di essi come i dolori del parto sulla
donna incinta, e non
sfuggiranno. Ma voi, o fratelli, non siete nelle tenebre, perché questo giorno vi
sorprenda come un ladro. »
– 2 Ts 2, 1-10: «Per
quanto riguarda la venuta di nostro Signore Gesù Cristo e il nostro adunarci con Lui, vi preghiamo, o fratelli, di non lasciarvi turbare così presto ... come se il giorno del Signore fosse imminente. Che nessuno vi illuda in alcun modo. È necessario che prima si verifichi l'apostasia,
si manifesti l'iniquo, … colui che si esalta al di sopra di tutto
ciò che porta il nome di Dio o è oggetto di culto, fino a insidiarsi nel tempio di Dio e a proclamarsi Dio. ...
Voi
già conoscete l'impedimento attuale, per cui l'avversario non può manifestarsi che nel momento assegnatogli. Il mistero d'iniquità infatti già
esercita la sua azione nefasta; solo c'è chi per ora lo trattiene, fino a che non venga tolto di mezzo. Allora l'iniquo
si manifesterà, ma
Gesù lo distruggerà col
soffio della sua bocca, l'annienterà
con lo splendore della sua venuta. La manifestazione dell'empio, per l'azione di Satana, sarà accompagnata da ogni sorte di portenti
… »
Mgr Gregori dice che qui S. Paolo descrive i prodromi del grandioso
ritorno di Gesù. Aggiunge che il pensiero di S. Paolo non è fisso
all'ultima Parusia, ma ad una Parusia destinata ad avverarsi in un futuro
più vicino nel tempo, una Parusia che teoricamente potrebbe cogliere di
sorpresa anche i suoi
contemporanei.
Noi diciamo che si tratta della Parusia
intermedia. Il motivo che ci spinge ad affermare questo è che
l'annientamento dell'Anticristo di cui S. Paolo ci parla non è collocabile
alla Fine del mondo. Alla Fine del mondo si parlerà di Satana, non
dell'Anticristo.
I segni precursori del ritorno di Gesù, quelli di cui S. Paolo fa
menzione, oggi sono già presenti in mezzo a noi: incredulità,
abbandono delle pratiche religiose, apostasia, disorientamento teologico e
morale. È riconoscibile anche l’ “impedimento” che
trattiene l’Anticristo. Benché esso sia volutamente ignorato dagli
esegeti, noi diciamo che tale “impedimento” è il Papato. Il
Papato è l'unica fonte di verità e di giustizia che riesca ancora
a trattenere la generale catastrofe. Questo baluardo di verità e di
giustizia verrà purtroppo abbattuto. Allora apparirà l'Anticristo,
e non solo come movimento, ma come persona fisica. Malgrado questa durissima
prova, Dio concederà alla sua Chiesa il privilegio di rinascere dalle
sue ceneri in vista del Millennio felice.
Se è vero che le porte dell’Inferno non prevalsero contro
Cristo, perché risuscitò glorioso, esse non prevarranno nemmeno
contro il suo Corpo mistico, la Chiesa. Il destino di questa è di
camminare sulle tracce del suo Fondatore: da Betlemme al Calvario, e dal
Calvario alla Risurrezione pasquale.
Passo biblico n. 12
– 1 Ts 1, 9-10: «Tutti raccontano ... come vi siete convertiti a Dio
allontanandovi dagli idoli ... per attendere dai cieli Gesù, suo Figlio,
che egli ha risuscitato dai morti affinché ci liberi dall'ira ventura.
»
«Gli esegeti non vanno d'accordo sul significato da dare a queste
parole. L'ira che si approssima è per loro imbarazzante, e qualcuno
tra essi pensa alla distruzione di Gerusalemme. [226] Ma S. Paolo non pensa alla
distruzione di Gerusalemme. Pensa invece a Gesù che deve ritornare
sulla terra scendendo dal cielo. Ciò appare dal v. 13 del cap. 3 della
stessa lettera. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 13
–
Rom 13, 11-12: «È
ora che vi
scuotiate dal sonno, essendo la nostra salvezza ormai più vicina di
quando abbracciammo la fede. La notte è avanzata e si avvicina il
giorno. »
«L'accenno di S. Paolo alla salvezza che
ormai è più vicina di quanto non lo fosse al momento della
loro conversione [quella dei fedeli ai quali S. Paolo sta parlando, ndr] non
può essere una salvezza personale, quella già ottenuta col
battesimo. Si tratta invece della salvezza completa, suprema, che dovrà
venire il giorno della Parusia intermedia.
» (Gregori, op. cit., p. 86-98).
«Quando spunterà questo giorno,
esso porterà con sè la “luce universale”, quella che
Dio ha concepito per scacciare la “notte universale”. » (J.
De Parvulis).
Passo biblico n. 14
– II Tim 3, 1-5: «Sappi che negli ultimi giorni
sopraggiungeranno tempi difficili. Infatti gli uomini saranno pieni d'amor
proprio, amanti del danaro, millantatori, orgogliosi, diffamatori, ribelli
ai genitori, ingrati, empi, senza cuore e senza pietà, calunniatori,
incontinenti, spietati, senz'amore per il bene, delatori, temerari, gonfi,
amanti del piacere più che amanti di Dio, simulanti una pietà la
cui forza disprezzano. Anche da costoro allontanati. »
A proposito dell’espressione "negli ultimi giorni" che
qui è usata, Mgr Gregori dice che non è possibile che si tratti
dei giorni della Fine del mondo, altrimenti non avrebbe senso la
raccomandazione dell'Apostolo al suo discepolo: "anche da costoro allontanati".
Dato che l’espressione "negli ultimi giorni" viene
spesso usata dai profeti antichi per indicare l'Era messianica, noi diciamo che qui si tratta
di un futuro indeterminato (un futuro che teoricamente potrebbe riguardare
anche lo stesso Timoteo). Questi “ultimi giorni” noi ora li stiamo
vivendo. Sembra che S. Paolo li descriva per noi, uomini d’oggi. La
descrizione è applicabile al mondo attuale. (Gregori,
op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 15
Ap 19, 11-20: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che
lo cavalcava si chiamava "Fedele e Verace": egli giudica e combatte
con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo
molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di
lui. E’ avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è
Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di
lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con
essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà
nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome porta
scritto sul mantello e sul femore: Re dei re, e Signore dei signori.
… Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati
per muover guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo
esercito. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua
presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevano
ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono
gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo.
Padre Penasa dice che in questo passo è
descritta la Parusia intermedia al completo. (Penasa: op. cit., p. 25).
Passo biblico n. 16
– Ap 20, 1-8: «Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave
dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il
serpente antico cioè il
diavolo, satana e lo
incatenò per mille anni;
lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò
la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino
al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto
per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si
sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a
causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non
avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio
sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille
anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille
anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che
prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda
morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille
anni”. Quando i mille anni saranno compiuti, satana
verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai
quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra…
»
Padre Penasa afferma che questo passo descrive
il Millennio felice, e precisa:
«Il particolare dei mille anni posteriori a detta Parusia è ripetuto
sei volte, questo affinché a nessuno venga in mente di dubitarne.
» (Penasa, op. cit., p. 25).
Mgr Gregori, dal canto suo, dice che il dramma umano è destinato a
svolgersi intieramente su questa terra. Siccome il Millennio felice fa parte integrante di questo dramma, è
evidente che esso corrisponde a quel Regno
che Dio vuole avere anche sulla terra, e con diritto. Detto Regno va dunque
inserito nella storia dell’uomo presente sulla terra. Non è
possibile pensarlo altrimenti.
Per Mgr Gregori le conclusioni sono tre: 1) Il Regno di Dio non
può essere collocato nel Vecchio Testamento perché esso avviene
dopo l'immolazione dell'Agnello. 2) Il Regno
di Dio non può essere
collocato subito dopo la Redenzione perché il libro dei sette sigilli
verrà aperto molto tempo dopo, e parla di guerre, di calamità,
e di castighi che presuppongono l’esistenza di precedenti
infedeltà umane. 3) Il Regno di Dio non può essere
collocato nell’eternità celeste perché sta scritto che i
giusti regneranno sulla terra. Si tratta dunque di un Regno di Dio, ma di un
regno terrestre, di un regno che dovrà avvenire dopo gli sconvolgimenti
conseguenti all'apertura dei sette sigilli, e dopo l'imprigionamento di
Satana. (Gregori, op. cit., p.
86-98).
Passo biblico n. 17
– Ap 20 4-6 : «Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si
sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a
causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non
avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio
sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille
anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille
anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che
prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda
morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille
anni. »
Secondo Mgr Gregori, le anime di “quanti
ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni”, sono anime
sopra le quali la seconda morte (la dannazione) non ha potere. Ciò
significa che a loro è già stata resa giustizia. Sono anime che
già godono della ricompensa eterna.
Che senso hanno le parole: “Essi
ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni” ? Mgr Gregori
dice che si tratta di una risurrezione corporale, come corporale è la
risurrezione dei morti alla fine del mondo. Tale risurrezione è
riservata a pochi. Sono i martiri e i santi della Grande Tribolazione. Se la
seconda morte – la dannazione – non ha potere su di loro, è
perché davanti al nemico di Dio, l’Anticristo, essi hanno
preferito lasciarsi decapitare piuttosto che tradire la loro fede in Cristo.
Passo biblico n. 18
– I Tim 6, 14: “Custodisci il tuo mandato immacolato,
irreprensibile, fino alla manifestazione del Signore Nostro Gesù
Cristo”.
Senza commento.
Passo biblico n. 19
– Fil 4, 5:
“Gioite nel
Signore, sempre! Di nuovo
ve lo dico: gioite! La vostra clemenza
divenga manifesta a tutti gli uomini. Il Signore è vicino".
Senza commento.
Passo biblico n. 20
– I Cor 1, 7-8: “Non manca dono alcuno di grazia a voi mentre
siete in attesa della manifestazione del Signore nostro Gesù
Cristo. Sarà lui, appunto, che vi renderà saldi fino alla fine,
affinché siate irreprensibili nel giorno del Signore nostro
Gesù Cristo".
Senza commento.
Passo biblico n. 21
– II Pt 3, 8-10. "Una cosa però non dimenticate, o carissimi, che
un giorno solo presso il Signore è come mille anni e mille anni sono come un solo giorno. Il
Signore non ritarda il
compimento della promessa. Egli
porta pazienza verso di noi, non
volendo che alcuno di noi perisca,
ma che tutti si volgano a penitenza. Verrà però il giorno
del Signore, come un ladro".
Senza commento.
N.B. In modo velato anche il Vecchio
Testamento parla della Parusia intermedia.
Cf. per esempio:
Isaia: 2, 1-5; 9, 5-6; 11, 4-9; 14, 9 ss.; 65,
17-25; 66, 14 ss.
Daniele: 7, 9-14; 7, 23-27.
Ezechiele: 37.
I testi biblici ci permettono di affermare che
la Venuta intermedia di Gesù
avrà per scopo di inaugurare il Millennio
felice. Durante questo Millennio gli uomini della terra vivranno per dare
gloria a Dio, in pace con i fratelli. Si compiranno le parole profetiche del
Padre Nostro: “Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà, come
in Cielo e così in terra”.
Il Millennio
felice non ha nulla a che vedere col Millenarismo,
che è un concetto eretico, condannato dalla Chiesa. Il Millennio felice fa parte del
meraviglioso Piano che Dio ha concepito per l’uomo vivente sulla Terra.
S. Giovanni evangelista predica a tutti e fa capire a tutti – a tutti gli
interessati – che il Regno di Dio non è una realtà
riservata esclusivamente al mondo eterno, quello che verrà dopo la
morte, ma è un Regno che dovrà venire anche sulla terra. Anzi,
sulla terra prima, e in Cielo subito dopo. La durata di questo Regno terrestre
è indeterminata (S. Giovanni, nella Bibbia, usa l’espressione
“mille anni”).
Con la Venuta intermedia di Gesù e
l’inaugurazione dell’Era nuova si attuerà un’altra
profezia di Gesù: “Ho altre pecorelle che non sono di questo
ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno
un solo gregge, sotto un solo pastore”. Dopo la Venuta
intermedia di Gesù ci sarà dunque “Un solo ovile, sotto un
solo pastore”. Non si tratta di un “sogno”, come ha detto un
qualcuno di recente, ma di una realtà. Lo Spirito Santo farà l’unità.
Tutti formeranno un’unica Chiesa, con a capo Pietro (Mt 16, 18).
Prima della Venuta intermedia di Gesù, Dio manderà
tanti segni in cielo, sulla terra, e nelle coscienze. Questi segni avranno per
scopo di far capire a tutti che Cristo è l’unico Salvatore del
mondo. Ognuno di noi sceglierà liberamente il campo che più lo
interessa: o con Gesù o contro. Chi sceglierà di essere contro
Gesù, andrà col demonio. È evidente che chi
sceglierà il demonio non entrerà nell’Era nuova.
Pochi teologi hanno saputo finora approfondire i testi biblici che parlano
della Parusia intermedia (la Venuta intermedia di Gesù). La maggioranza
dei teologi odierni non si interessa ai messaggi che il Cielo manda alla Terra
tramite i Profeti cristiani contemporanei, che sono persone dotate di carismi
straordinari. In mancanza di questo aiuto essi finiscono per fare lo stesso
errore che i Capi del Sinedrio giudaico hanno fatto alla prima Venuta di
Gesù. Detti “Capi” hanno respinto Gesù, non lo hanno
accolto, non hanno voluto saperne di cambiare pensiero in favore di
un’interpretazione più spiritualistica delle antiche profezie.
Questa loro mentalità materialistica li ha allora resi schiavi −
e altrettanto schiavi li rende oggi − di un’utopia letale,
quella che li spinge a concepire il “Regno di Israele” (il Regno messianico, diremmo noi oggi) come
un Governo mondiale fatto di potere politico.
Secondo il Vangelo, questa contestazione di idee è segno che la
Venuta intermedia di Gesù è imminente.
Noi ci siamo preoccupati di scrivere queste pagine con spirito di servizio
a Dio e alla Chiesa. Circa i risultati di questi nostri studi ci rimettiamo al
giudizio della Chiesa cattolica.
Signore Gesù, noi ti aspettiamo. Vieni,
e portaci in dono lo Spirito Santo paraclito!
E-mail: parvulis@parvulis.com
NOTE E COMMENTI
[1] Il concepimento
del Regno messianico non deve essere
confuso con la sua nascita. (Prima di nascere ogni essere umano è concepito
nel seno della propria madre. Dato che la nascita del Regno messianico è prevista per il tempo attuale, possiamo dire
che la sua gestazione avrà durato … due mila anni).
[2] La fine del Regno messianico coincide con la fine
del Piano divino di Salvezza, che
segnerà pure la Fine del Mondo.
[3] La seguente domanda fa parte delle mie curiosità speculative: Se gli
ultimi 2.000 anni rappresentano il periodo di gestazione del Regno messianico, quanti anni potrebbe
durare la vita dello stesso Regno mantenendo le dovute proporzioni? Un calcolo
veloce mi permette di scoprire che la vita di questo Regno potrebbe durare dai 200.000 ai 250.000 anni. (Questo è
molto di più dei 1.000 anni che S. Giovanni evangelista menziona
all'inizio del ventesimo capitolo dell'apocalisse. Ma S. Giovanni non dice se
gli anni futuri avranno la stessa durata degli anni attuali. Con i cieli nuovi
che Dio ci ha promesso, è probabile che il tempo futuro non sia identico
al tempo attuale. Il tempo è determinato dalla rotazione degli astri che
circondano il Pianeta sul quale viviamo. Una cosa è certa: leggendo
Maria Valtorta ho avuto l'impressione che la Fine del Mondo potrebbe
sopraggiungere tra 230.000 anni. (V. Maria Valtorta, I Quaderni, vol. 3, p.
124).
[4] L’autore è un professore canadese di origine italiana. Ha
pubblicato alcuni studi che riassumono le verità bibliche esaminandole
alla luce delle Rivelazioni private (quelle dei Profeti cristiani
contemporanei). Fra i libri pubblicati da De Parvulis c’è anche: “Il Regno dei giorni felici",
disponibile su Internet all’indirizzo: <
http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html >. Pubblicato in
edizione cartacea col titolo: “Mondo
nuovo, vita nuova”. (Edizioni Gamba, Verdello, BG).
[5] Il termine Parusia è un
termine greco che significa ‘presenza’
o ‘venuta’. Il termine ha
anche un senso più specifico, che nella letteratura greca esprime il provvidenziale
arrivo di una persona influente, sovrana – magari divina – che si
presenta per soccorrere coloro che in lei hanno riposto la loro fiducia. (Vedi
la nota n. 95).
[6] Aldo Gregori: “La Venuta
intermedia di Gesù”, Terni, 1993. (Questo libro è
esaurito).
[7] Cf.: “Catechismo della Chiesa cattolica”, articolo n. 94. (CCC
= Catechismo della Chiesa Cattolica).
[8] Medjugorje: vedere i messaggi del 25 dicembre 1999 e del 25 dicembre 2000.
[9] Il 29 ottobre 2005 si è concluso a Corato, diocesi di Trani, la
parte diocesana del processo di beatificazione di Luisa Piccarreta.
[10] Chi dice “Venuta intermedia di Cristo” è come dicesse
“Parusia intermedia”. Si tratta dello stesso concetto, ma espresso
in due modi diversi.
[11] Cf.: Lc 19, 11-14.
[12] Mgr Aldo Gregori :“La Venuta intermedia di Gesù”,
Terni, 1993.
[13] La seconda Venuta di Cristo (o seconda Parusia), è chiamata
“intermedia” perché si piazza tra la prima e la terza.
[14] All’inizio del cap. 20 dell’Apocalisse di S. Giovanni ci sono
sei versetti che annunciano il Regno di
Dio in Terra, quel Regno che dovrebbe durare mille anni. Di solito nella
Bibbia questi sei versetti hanno per titolo: Il Millennio felice.
[15] Questo Paradiso terrestre ripristinato offrirebbe un vantaggio rispetto a
quello dell’Eden iniziale: la condizione umana non sarà
semplicemente uguale a quella precedente alla Colpa, ma superiore. Il motivo
è che in virtù dei meriti acquistati da Cristo, i privilegi degli
esseri umani redenti dal sangue di Cristo superano quelli che Adamo ed Eva
possedevano prima della Colpa. Quindi coloro che accetteranno Cristo per amore
della Verità saranno divinizzati in Lui, Figlio primogenito di Dio. S.
Paolo dice di essi che saranno “figli nel Figlio”. A tale
proposito, il n. 420 del CCC dice: «La vittoria sul peccato
riportata da Cristo ci ha donato beni migliori di quelli che il peccato ci
aveva tolto: "Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la
grazia”.» (Rm 5, 20).
[16] La prima forma, quella del millenarismo crasso, fin dai primissimi secoli interpretava il Millennio felice come un bengodi di
piaceri carnali. La seconda, quella del millenarismo mitigato, è stata respinta anch’essa dal S. Ufficio
– la messa in guardia è del 1944 – perché ripeteva lo
stesso errore, benché in forma più mitigata. (Vedi la nota n.
90). I millenarismi origeniano e agostiniano sono anch’essi da rigettare
perché inventano un millenarismo immaginario. Questo libro spiega un
po’ più avanti in che cosa consiste la loro specificità.
[17] Mgr James Ussher, che fu vescovo di Armagh nel XVII secolo, è
considerato uno dei più grandi conoscitori della Bibbia. Dice che la
creazione d’Adamo ed Eva è da situarsi nell’anno 4,004 prima
di Cristo. Le sue conclusioni sono all’origine delle date che dopo di lui
sono state inserite ai margini della Bibbia. Si consulti, volendo: “Annales
veteris e novi testamenti” , di Mgr James Ussher (1581-1656).
[18] I Profeti cristiani contemporanei, quelli veri, sono dei veri carismatici.
Alcuni di essi hanno un nome che si riconosce facilmente, come per esempio:
Mélanie Calvat, Bernadette Soubirous, Lucia di Fatima, JNSR,
l’anonima della Divina Sapienza, don Stefano Gobbi, Maria Valtorta, Luisa
Piccarreta, Madre Carolina Venturella, Mgr Ottavio Michelini, Vassula Ryden,
ecc…
[19] Per mezzo di don Stefano Gobbi la Madonna ha fondato il Movimento
Sacerdotale Mariano. Su don Stefano
Gobbi, vedere la nota n 122.
[20] Queste parole fanno parte del “Discorso al Congresso mondiale dei
Movimenti ecclesiali”, cfr: L’Avvenire,
28.5.1998, p. 17.
[21] Esempi di carismi straordinari sono il dono di Guarigione, quello di
Profezia, quello delle Visioni (apparizioni di Gesù o di Maria Vergine
con relativi messaggi), e quello delle “Locuzioni interiori” che
Dio affida a persone da lui scelte, e da noi qualificate di “Profeti di
Dio”.
[22] Cf.: “Dei Verbum”, n. 10.
[23] A.S.G.: Novissimum Verbum, anno 2, n. 4, 2003, p. 29.
[24] Non tutti i carismatici sono autentici. Quelli falsi possono essere
riconosciuti tramite un dettaglio. (Cf. J. De Parvulis: “Agone Mistico”, cap. II, sezione n. 3: «Falsi
mistici: il “dettaglio” da sorvegliare». Disponibile su Internet all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-02.htm#c2sez3 ). In corso di stampa presso
“Gamba Edizioni”, Verdello (BG).
[25] La perfezione intellettiva non si ferma alla mente, ma raggiunge il
cuore.
[26] Chi dice Regno di Dio in terra,
dice Regno messianico, e chi dice Regno messianico dice Millennio felice. Quindi, il Regno di Dio in terra, il Regno messianico, e il Millennio felice sono la stessa cosa.
[27] Tale struttura si può esprimere nel modo seguente: 6+1=7, dove il
numero “6” rappresenta i sei giorni lavorativi, e il numero
“1” rappresenta la domenica. (Vedi la parte finale
dell’Appendice n. 1, alla fine del libro).
[28] Sappiamo che per tradizione la Domenica è destinata al riposo
del corpo e alla santificazione dell’anima. Se ciò è
vero, il millennio attuale corrisponde al Regno
di Dio in Terra, cioè al Regno
messianico, quel Millennio felice
che S. Giovanni descrive in Ap 20, 1-6.
[29] Ap. 20, 7-10: “Quando i mille
anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e
uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog,
per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare.
Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio
l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal
cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello
stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno
tormentati giorno e notte per il secoli dei secoli”.
[30] La parola Messia dice in lingua
italiana quello che la parola Mashiah
dice in lingua ebraica. Essa significa: “consacrato”, oppure
“che ha ricevuto l’unzione”. Bisogna sapere che nella
tradizione ebraica il re riceveva un’unzione in virtù della quale
la sua autorità diventava sacra davanti a Dio e davanti agli uomini.
L’equivalente greco di Mashiah
è la parola Christos, che in
italiano si pronunzia Cristo. Di
conseguenza, dire “Gesù-Cristo” è come dire
“Gesù-Messia”.
[31] Cf.: Is 11.
[32] Salmi di Salomone: salmo 17. Questo testo è del I sec. a. C. In esso ricompare il
messianismo detto “davidico”. I Salmi di Salomone sono
un'opera composta verso la metà del I sec. a. C. L’autore dimostra
di conoscere la conquista di Gerusalemme da parte dei Romani (63 a. C.).
L'autore se la prende con gli invasori: per volere divino il trono di
Gerusalemme non può appartenere a nessuno, eccetto a un discendente di
Davide.
[33] Di fronte a Dio gli Ebrei rappresentano l’intera Umanità.
[34] Il Piano divino dà forma
a tutta la storia umana. È come un grande ponte sostenuto da tre
pilastri, che sono le tre Parusie. (Un riflesso della SS.
Trinità?) La Parusia che inizia con la nascita di Gesù a Betlemme
è la prima delle tre. Quella chiamata “intermedia” è la
seconda. La terza è quella del Giudizio universale, previsto per la Fine
del mondo. (Vedi la nota n. 121).
[35] La mistica Maria Valtorta
ha avuto molte visioni sulla vita di Cristo. Una di queste visioni descrive nei
particolari la discussione che Gesù ha avuto coi dottori del Tempio di
Gerusalemme all’età di dodici anni. Secondo questa descrizione,
durante la discussione che Gesù ha avuto a proposito della Legge
ebraica, i suoi esaminatori si dividono in due fazioni opposte, e questo a
causa del Messia, che le due fazioni
non concepiscono allo stesso modo. Allora come oggi, giudaismo autentico
e giudaismo farisaico si oppongono. Cf.: Maria Valtorta: L’Evangelo come mi è stato
rivelato, vol. I, pp. 221-228. (Vecchi titolo: Il Poema dell’Uomo-Dio), Cf.: Internet: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-05.htm#go_ch4
.
[36] Il sabbatianismo è un movimento religioso e mistico nato da
Shabbetaj Zevi, che nel 1665 si proclamò Messia. Esso determinò
la rinascita dell'attesa messianica, radunando numerosi fedeli, fra i quali il
celebre Nathan di Gaza che si presentò come profeta di Zevi. Questa
concezione messianica, oltre agli aspetti spirituali e mistici, riporta a galla
gli aspetti storici e politici della liberazione messianica. In particolare, il
sabbatianismo afferma che il Messia, prima di manifestarsi pienamente e trionfalmente
al mondo, dopo che si è realizzata la redenzione deve scendere
nell'abisso del male per liberare le scintille di luce che, da sole, non
riescono ad innalzarsi nel processo di redenzione. Il sabbatianismo
spaziò dalle forme più moderate a quelle più radicali,
diffondendosi anche in Europa e spaccando le comunità ebraiche in due schiere
contrapposte: i pro e i contro. Le scomuniche dei rabbini non bastarono a
fermarlo. (Questa annotazione sul sabbatianismo appartiene a un glossario
specializzato).
[37] È qui riprodotto lo schema dell’Apocalisse: anticristo +
pseudoprofeta.
[38] “Quando Sabbatai Zevi volle
persuadere se stesso e gli altri di essere il Messia, andò nella piazza
del mercato di Smirne e a capo scoperto pronunciò il nome di Dio. Vi era
infatti una credenza popolare, che nessuno, a meno di essere il Messia stesso,
potesse portare alle labbra il tetragramma senza che il fulmine dell’ira
di Dio lo distruggesse. Ma poiché non successe nulla di simile, allora
egli credette in se stesso e loro in lui”. Questo passo proviene dai
diari di Gershom Scholem, che quando la scrisse − era il 17 agosto 1914 −
aveva solo diciassette anni. (L’annotazione proviene dalla copertina del
libro di G. Scholem: “Sabbetay Sevi”.
Einaudi - Anno 2001.
[39] Lo studioso Piero Mantero
ne parla anche lui nel libro: L’Altra
faccia della storia. Edizioni Segno, Udine.
[40] Questa faccenda sembra continuare. Per esempio, che cos’è il
cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”?
Nelle mani di chi sarà concentrato? Durerà? Quanto durerà?
È vero che si tratta di una versione dell’Impero Giudaico Universale? E che questo Impero corrisponde al
regno dell’Anticristo descritto nell’Apocalisse…? La risposta
a tutte queste domande si trova nel libro di J. De Parvulis: «Utopia letale», ovvero: Il sogno dei Farisei , di prossima
pubblicazione. In attesa, il libro è disponibile su Internet,
all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-05.htm
[41] La Casa d’Israele rappresenta tutta l’Umanità, anche se
pochi lo dicono. (Rivedere la nota n. 31, e il testo dal quale essa dipende).
[42] Sul piano etimologico, l’aggettivo “cattolico” significa
“universale”. (Chiesa cattolica = Chiesa universale).
[43] Per varie ragioni che esporremo in seguito, a partire dal quinto secolo d.
C. i teologi hanno smesso di credere alla Settimana
universale e di parlare del suo significato, per cui è caduta nel
vuoto la voce dei santi Padri che in precedenza annunciavano il Millennio felice, come una realtà
da collocarsi nel settimo millennio.
[44] La Parusia intermedia corrisponde alla Venuta intermedia di Gesù.
Questi concetti sono ulteriormente spiegati in questo stesso libro, un
po’ più avanti.
[45] Il concetto di Settimana universale
è definito nella “Messa a punto sul linguaggio” che segue
l’introduzione. (Vedere la domanda-risposta n. 15). Questo modulo della Settimana universale sarà ripreso
dai Padri della Chiesa dei primi quattro secoli, ma ai tempi di S. Agostino
sarà abbandonato. Esiste un primo S. Agostino e un secondo. Il primo lo
si può accettare tranquillamente, ma il secondo no. Ha preso un grosso
abbaglio il giorno in cui si è lasciato influenzare dalle tesi di
Origene che come si sa riduce ad una soltanto le due future Parusie previste
dalla Bibbia. (Per maggiori informazioni sull’ “Equivoco di S.
Agostino”, vedi al cap. seguente la sezione che ha per titolo: “S. Agostino: il grande equivoco sul
millenarismo” ).
[46] Origene dice “simbolica”, ma noi diciamo
“iperbolica” (forzata e fantasiosa).
[47] Gabriel Peters I Padri della Chiesa,
1986, Borla, Roma, p. 247.
[48] Vincenzo Mercante: Millenarismo e
Parusia, p. 159.
[49] Il Millennio felice è un
effetto della Parusia intermedia, e
corrisponde al Regno di Dio in Terra,
il Regno messianico. Gli altri
effetti della Parusia intermedia sono:
a. Il Giudizio interiore (o delle nazioni).
b. La Pentecoste universale (o seconda Pentecoste).
c. La prima Risurrezione (quella dei santi martiri
decapitati).
d. La Trasfigurazione dei viventi.
e. I Cieli nuovi e la Terra nuova (mondo purificato dalle
contaminazioni).
f. L’instaurazione della Gerusalemme messianica e
del Regno messianico.
g. Il mondo liberato dalla presenza di Satana e dei suoi
accoliti.
[50] Trappé, Agostino: Agostino:
l’uomo, il pastore, il mistico, 1976, Edizioni Esperienze, Fossano, p. 20.
[51] L’apo-catastasi è
una filosofia religiosa che predica la salvezza di tutti, anche dei diavoli
dell’inferno. Secondo questa strana teoria i diavoli verrebbero
purificati dal Logos nonostante la loro ostinazione nel male. Dopo questa loro
purificazione avverrebbe la seconda Venuta di Cristo (confusa con quella
finale), e poi la risurrezione di tutti gli uomini (con corpi non materiali, ma
spirituali). La restaurazione universale non coinciderebbe con la Fine del
Mondo, e quindi con la palingenesi cristiana, ma sarebbe una fase transitoria,
dopo la quale ci sarebbero altre vite da vivere, su altri mondi. Questa teoria
era stata inventata da cristiani pieni di immaginazione e imbevuti di
platonismo, i valentiniani. L’apocatastasi fu condannata dal Concilio
di Costantinopoli del 553, ma ripresa nel corso dei secoli da teologi ortodossi
ed eterodossi. (Cf. Quaesten, Johannes: Patrologia.
I Primi due secoli, vol. I, Edizioni Marietti, C. Monferrato, 1983, p.
389).
[52] Adolf von Harnack parla di
“ellenizzazione del Cristianesimo”, un processo secondo il quale
l’annuncio cristiano assumerebbe le categorie di pensiero del mondo ellenistico.
Con la scusa di garantirsi la possibilità di penetrazione e di
diffusione nel mondo ellenico e romano, questo processo corrompe il kerigma cristiano originario, generando forme
ereticali di tipo valentiniano. (Le tesi di Harnack sono esposte in: Dogmengeschichte,
Tübingen, 1898).
[53] Da giovane Origene si era fatto castrare, avendo interpretato in senso
letterale il passo evangelico che dice: “Vi
sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. (Mt 19, 12).
Ora, la legislazione canonica dice che un mutilato (castrato) non può
accedere al sacerdozio.
[54] Questo “buonismo” tiene banco tuttora presso alcune
università cattoliche e presso molti studiosi, forse ignari del raggiro
demoniaco.
[55] Nella sua Storia ecclesiastica Eusebio di Cesarea tratta da
“millenaristi” tutti coloro che interpretano il passo di Ap 20, 1-6
col metodo letterale. Purtroppo Girolamo convalida questo falso giudizio.
(Questo è spiegato nell’opera di D’Aragon, L.: The
Jerome Biblical Commentary, 2, London, 1968, p. 490).
[56] Henri De Lubac: Esegesi Medievale: I quattro sensi della
Scrittura, 1972°, Edizioni paoline, Milano, p. 437.
[57] De Parvulis ha coniato l’espressione “Millenarismo
biblico” nell’intento di proteggere quello che c’è di
vero nel concetto di millenarismo. Egli sostiene che originariamente il
Millenarismo è un concetto biblico, e quindi sacro, non condannabile.
Condannabili sono invece le diverse forme corrotte di millenarismo. Cf.:
Johannes De Parvulis: “Mondo nuovo,
vita nuova”. In corso di stampa presso “Gamba Edizioni”,
di Verdello (BG). Disponibile pure su Internet, all’indirizzo: < http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html
>.
[58] Cf.: I Padri Apostolici, 1998,
p. 39. Nella sezione n. 7 dell’ultimo capitolo di questo libro (cap. V),
si parla del Sollevamento degli eletti.
È possibile che la Nuova Gerusalemme (sta scritto che essa
“scenderà dal cielo”) sia formata da questi eletti che in
precedenza sono stati sollevati in cielo, ma che poi ridiscendono sulla Terra accompagnando
Cristo col loro spirito unito al loro corpo glorioso, un copro divenuto simile
a quello di Gesù risorto.
[59] Idem, p. 208.
[60] J. De Parvulis scrive: “Il giorno di Riposo di Dio sta alla
sua Settimana Creativa, come la Domenica sta alla nostra Settimana,
e come il Millennio felice sta alla Settimana universale”.
(J. De Parvulis, “Mondo nuovo, vita
nuova”, cap. 1, sezione n. 2: “L’Equazione
proporzionale triplice del Creatore trinitario”). Vedi Internet: http://www.parvulis.com/Documents/mf-it-01-02.html
[61] Cf.: Martino Penasa: Il grande
equivoco di S. Agostino, 1994, p. 114. L’espressione “trascorreranno mille anni in
Gerusalemme” merita di essere interpretata “cum grano salis”. All’inizio del Cristianesimo
si credeva che la città di Gerusalemme dovesse un giorno ritornare al
suo splendore, ma questo non accadrà. Oggi pesa sulla Gerusalemme
terrena una condanna irrevocabile. Qui dunque si parla di una Gerusalemme
diversa da quella attuale. Siccome nell’Apocalisse è detto che la Gerusalemme messianica
verrà dal cielo, è possibile che ridiscendano dal cielo gli
eletti che in precedenza sono stati rapiti nell’aria per andare incontro
a Gesù. (Vedi cap. V, sezione n. 7: “Sul
Rapimento degli eletti”).
[62] Origene, Girolamo e Agostino si avventurarono a chiedere ai rabbini ebrei
qualche lume sul messianismo, ma non trovarono presso questi la “veritas hæbraica”.
Trovarono solo un messianismo rielaborato in chiave simbolica. (Sulle questioni
suddette esiste la traccia di una corrispondenza avvenuta tra questi notabili
della Chiesa primitiva e i rabbini ebrei).
[63] Ireneo:“Adversus
Haereses”, libro V, ultimo capitolo.
[64] Ireneo: Contro le eresie, vol. 1
(a) e 2 (b), Edizioni Cantagalli, Siena. 1984, pp. 225-226.
[65] Lattanzio: “Institutiones
Divinae”, libro VII, c. 7. Il vero nome di Lattanzio è
Caecilius Firmianus. Nell’anno 300, dopo essersi convertito al
Cristianesimo, egli diventa precettore di Crispus, figlio dell’imperatore
Costantino.
[66] Eusebio Gallicano: “Sermone della 27a domenica dopo
Pentecoste”.
[67] Un lettore interessato è in grado di sentire qui la presenza del
concetto di “Apocalisse intermedia”. (Ndr)
[68] Andrea di Cesarea: “Commento all’Apocalisse”,
capitoli 28 e 44.
[69] Antonino Romeo scrive: “S. Giustino,
S. Ireneo, Tertulliano, S. Ippolito, S. Metodio, S. Vittorino, Lattanzio, S.
Ambrogio, S. Gaudenzio, ecc…, dicevano che dopo una prima risurrezione,
quella dei martiri decapitati, Cristo sarebbe ritornato sulla terra per regnare
(mille anni) insieme ai suoi fedeli”. (A. Romeo, Bibbia, Marietti, 1963,
pag. 844).
[70] I teologi di oggi non si rendono conto che i cristiani dei primi anni
credevano prossima non la Fine del mondo, non la Parusia finale,
ma la Fine di un tempo (di un mondo) dominato dal Maligno. Detta
fine coincide con l’avvento della Parusia
intermedia la quale non poteva avvenire prima d’oggi per i motivi
sopra esplicati.
[71] Nel vedere che il tempo passava senza che la Venuta intermedia si
avverasse, alcuni cristiani dei primi secoli sospettarono la parola di Dio. Ma
Dio non aveva mancato di parola. Era l’uomo che aveva cambiato il senso
di detta parola.
[72] Il disegno di Dio, per essere capito dalla mente umana, ha bisogno di
essere inquadrato nel suo contesto globale, quello della Settimana universale. Ma coi secoli, purtroppo, il concetto di
Settimana universale si era perduto.
[73] S. Agostino non era Papa, e quindi non era infallibile in materia di
dottrina. Alcune sue tesi sono state rigettate, come per esempio la sua
concezione maculista della Madonna, e una certa opinione espressa sulla grazia
divina. Nonostante questo, Agostino rimane un santo. La santità non
è determinata dai libri scritti, ma dalle virtù cristiane
esercitate in grado eroico.
[74] Cfr: A. Hamman, Breve dizionario dei
Padri della Chiesa, 1983, Queriniana, Brescia, p. 150. Alla fine del terzo
secolo rimangono in circolazione pochi testi dell’Apocalisse, perché la Chiesa orientale considera con sospetto
gli scritti di S. Giovanni, e per questo non li ammette nella lista dei libri
canonici. La Chiesa orientale, come poi Girolamo e Agostino, non ha saputo
condurre una sana apologia, come invece hanno fatto i primi Padri greci,
soprattutto S. Ireneo.
[75] Origene: De principiis, e Ticonio, Liber Regularum.
[76] A differenza del sabatismo ebraico, quello cristiano prevede
l’ottavo giorno –giorno di risurrezione – come
rappresentativo dell’eternità, il giorno eterno.
[77] Martino Penasa: La Venuta intermedia
del Signore, 1994, pp. 139-169.
[78] La Settimana universale implica che la storia dell’umanità si
estenda su sette millenni. I
fondamenti biblici della Settimana universale sono Gn, 1-2, e 1Pt, 3, 8.
[79] Agostino: La Città di Dio, 1992, traduzione di
C. Carena, Edizioni Einaudi-Gallimardi, p. 961.
[80] Idem, p. 962.
[81] Agostino: La Città di Dio, 1992, p. 962
[82] Agostino: Prima catechesi per i non
cristiani, traduzione di P. Siniscalco, Città Nuova, Roma, 1993, Le
sei età, pp. 174-177.
[83] Questo concetto è tipico dell’eresia apo-catastatica. La storia − noi sappiamo − avanza
progressivamente verso la sua perfezione, ma secondo l’apo-catastasi il tempo si sviluppa
circolarmente con un inizio e una fine che si ripetono all’infinito,
tante volte quanti sono i mondi (e le vite) che dovrebbero esistere.
[84] Agostino: La Città di Dio, 1992: I cicli
temporali, pp. 526-532
[85] Idem, p. 965.
[86] Lc: 10, 21.
[87] Questa struttura si può rappresentare con la formula matematica:
6+1=7, dove il numero 6 rappresenta il numero dei giorni lavorativi, e il
numero 1 rappresenta il giorno finale, quello della santificazione e del riposo
domenicale.
[88] Nell’escludere il millenarismo (senza precisare di che millenarismo
si tratta), Origene sembra voler escludere il millenarismo biblico, che
è sacrosanto.
[89] Oggi la Chiesa raccomanda agli esegeti di sfruttare il senso letterale dei
testi biblici prima di ricorrere al senso estrapolato (qualificato pure di
simbolico, allegorico, metaforico, figurativo, ecc…). Per quel che
riguarda il millenarismo espresso dal testo di Ap 20, 1-6, risulta che S.
Agostino non abbia seguito questa regola, che ai suoi tempi forse non esisteva
ufficialmente.
[90] I teologi di allora non trovarono il bandolo della matassa, oggi succede
la stessa cosa perché essi, in maggioranza, non vogliono prendere in
conto le verità che Dio ci trasmette tramite i Profeti cristiani
contemporanei. Davanti a questo loro rifiuto ostinato, Dio cosa fa? Si rivela
ai piccoli, ai piccolissimi. Un altro bel mistero da meditare! (Lc 10, 21).
[91] Con l’enciclica Divini
Redemptoris, del 19 marzo del 1937, Pio XI condanna questa ideologia
utilizzando le parole “falso misticismo” e “contraffazione
della redenzione degli uomini”. La condanna di Pio XI non è
l’unica. Esempi di condanne simili a quella di Pio XI: Pio XII in Ad Apostolorum Principis, del 1958.
Giovanni XXIII in Mater et Magistra,
del 1961. Paolo VI in Ecclesiam suam,
del 1964. La Chiesa conciliare ha ribadito questi pronunciamenti negli articoli
20 e 21 della costituzione Gaudium et
Spes (sulla Chiesa nel mondo contemporaneo).
[92] Che significa “… attraverso il giudizio escatologico”? Se per
Giudizio escatologico intendiamo il Giudizio
universale, questa dichiarazione equivale a dire che la “Speranza
messianica” non può essere realizzata in questo mondo,
nell’al-di-qua della storia, ma solo dopo il Giudizio universale, attraverso di esso, nell’al-di-là
della storia. Se per Speranza messianica si
dovesse poi intendere il Regno messianico,
questa dichiarazione diventa sospetta, perché contraria alla Bibbia.
Stando alla Bibbia, è necessario che il Regno messianico (alias “Millennio felice”, alias
“Regno di Dio sulla terra”) preceda su questa Terra il Regno
eterno di Dio. (Le spiegazioni continuano nella nota n. 105).
[93] A proposito della “forma mitigata” del millenarismo, la
dichiarazione del S. Ufficio emessa nel 1944 è la risposta della Chiesa
alla posizione di un teologo spagnolo che qualche anno prima proponeva un
millenarismo un po’ meno crasso
di quello già condannato in precedenza. (Il teologo suddetto proponeva
di eliminare gli abusi alimentari e sessuali, pur mantenendo la presenza di un
Cristo vivo e attivo in senso politico). Questa dichiarazione del S. Uffizio porta la data del 21 luglio
1944 (D. 3839). Le parole esatte della dichiarazione sono le seguenti:
“Tuto doceri non posse”. Tradotte dal latino, esse significano:
“Non si può insegnare con sicurezza”. Mgr Aldo Gregori
commenta: “Il concetto di millenarismo
mitigato si può anche insegnare, ma non come cosa certa”. (Le
spiegazioni continuano nella nota n. 105).
[94] De Parvulis scrive: «Padre Martino Penasa spiega che il “millenarismo”
condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino, non è una condanna del
passo biblico che parla del Millennio
di Pace (Ap 20, 1-6), ma bensì della sua interpretazione
materialistica (o politico-materialistica). Condannare un passo della Bibbia
– che è sacra – sarebbe un errore grossolano. Non è
possibile condannare la Bibbia in nessuno dei suoi passi, e ancor meno in
quello che parla del Millennio felice.
Padre Penasa aggiunge che nel 1944 la Chiesa ha pure rigettato una versione
“mitigata” del millenarismo, quella che, pur conservando
l’idea di un Cristo politico, proponeva di eliminare gli abusi culinari e
sessuali durante il millennio. » (Per maggiori informazioni, vedi al
cap. 3, la sez. # 2: “Il
Millenarismo condannato dalla Chiesa”).
[95] Nella versione latina, le parole esatte del Simbolo sono le seguenti. Art. 7: “Et
iterum venturus est (Christus) iudicare vivos et mortuos, cuius regni non erit
finis… ”. Art. 12: “Et
expecto resurrectionem mortuorum, et vitam venturi sæculi”.
[96] Nella sua opera intitolata La
città di Dio (417) S. Agostino non si accontenta di condannare il
millenarismo crasso ma cancella anche la Parusia intermedia e i temi ad essa
sono connessi. Egli identifica la Parusia intermedia con la Resurrezione, e il
Giudizio interiore con quello finale. (Martino Penasa: 1994, Viene Gesù! La Venuta intermedia del
Signore, Edizioni Segno, Udine, pp. 139-168).
[97] Braumann, in “Dizionario dei
concetti biblici”, p. 1214, sotto il termine “Parusia”.
[98] Cf.: “Grande Lessico del Nuovo
Testamento”, p. 871, sotto il termine “Parusia”.
[99] Cf.: Ap 20, 1-6. “Il
Millennio felice”, reperibile anche in questo libro, al cap. II,
sez. n. 1. A proposito del Millennio felice (alias Regno messianico) Maria
Valtorta dice che dopo averlo instaurato sulla Terra Gesù Cristo
ritornerà in Cielo. (Cf. "I Quaderni del 1943", p. 135 e p.
139).
[100] L’eretico Origene, e poi anche S. Agostino e S. Girolamo, hanno
preferito l’interpretazione simbolica (detta pure allegorica).
[101] Come già detto, i sette millenni della Settimana universale ripetono la formula della
Settimana creativa, che a sua volta
ripete quella della Settimana terrestre.
(6+1=7). Rivedere la nota n. 85 e il testo dal quale essa dipende.
[102] S. Ireneo ha detto questo nella sua opera intitolata: “Contro le eresie”, v. 2°, Siena, pp. 226-227.
[103] Parecchi teologi rifiutano il concetto di Settimana universale, oppure esitano ad assumerlo. Nel tentativo
poi di giustificare se stessi finiscono per ripetere quello che dicono gli
scienziati (i quali pretendono che la razza umana sia iniziata milioni o
miliardi d’anni fa!). Questi teologi sembrano ciechi e sordi. Non
vogliono vedere ciò che altri vedono chiaramente, e cioè che gli
scienziati si contraddicono continuamente gli uni gli altri su questo
argomento.
[104] In ebraico il termine linguistico ‘sabbath’ significa riposo,
da cui la parola sabato. Cf.: A. Farrer, Rebirth,
citato in Biguzzi: “I settenari nella struttura
dell’Apocalisse”, Bologna, p. 31.
[105] Cf.: Prigent, in: L’Apocalisse
in S. Giovanni, Città di Castello, pp. 604-605
[106] Riguardo al testo di Apocalisse sopra citato, fra i teologi che seguono S.
Agostino c’è anche Padre Livio Fanzaga, direttore e animatore di
Radio Maria.
[107] Pare che sia proprio questo il senso dell’art. n. 676 del CCC,
là dove si legge: «…
la speranza messianica … non può essere portata a compimento che al di là di essa
…» (Essa = la storia, la storia umana, il mondo presente, ndr).
Cosa si è voluto dire con queste parole? Il significato chiaro sembra
essere: “La speranza messianica
non può trovare compimento nell’al-di-qua, ma solo
nell’aldilà”. (La speranza messianica = il Regno messianico, il Regno di Dio). Il Regno messianico – che in questo articolo è diventato
la “speranza messianica” – ci è stato promesso da
Cristo come realizzabile non solo nel futuro eterno, ma anche nel futuro
temporale, su questa Terra. In poche parole, prima di esistere
nell’aldilà, il Regno di Dio
dovrà esistere nell’al-di-qua. Su questo noi ci appelliamo
all’autorità del Papa. Lo preghiamo di riempire il vuoto dogmatico
menzionato in questo libro, e di prodigarsi affinché cessi la confusione
che l’Avversario è riuscito a introdurre su questo argomento. (Consigliamo ai lettori di rileggere
l’ultimo paragrafo del secondo capitolo, dove si parla della risposta che
il Cardinal Ratzinger ha dato ad un giornalista che qualche anno fa, durante il
Congresso eucaristico di Città del Messico, gli chiedeva di far luce sul
problema della Parusia intermedia).
[108] Dopo il grande equivoco di S. Agostino i cattolici hanno smesso di
interrogarsi sulla Venuta intermedia di Cristo, lasciando ai Protestanti la
predicazione di questa Parusia. Purtroppo le argomentazioni dei Protestanti
presentano dei punti che la mentalità protestante interpreta come retti
ma che per noi risultano devianti.
[109] V. nota n. 25.
[110] È bene ricordare qui il contenuto dell’enciclica Quas primas, per cui con
l’istituzione della festa di Cristo Re per opera di Pio XI si è
voluta affermare la regalità di Cristo sull’universo, sulle
nazioni, sulle famiglie e sugli individui. Al laicismo, definito “peste
dell’età nostra” (perché ha detronizzato Gesù
dalla società) Pio XI contrappone la regalità di Cristo, la cui
potestà sovrana non si estende soltanto sulle coscienze, ma su tutta la
creazione.
[111] I libri pubblicati da Martino Penasa sono tre: 1) Viene Gesù! 2) La
Venuta intermedia del Signore 3) Il
libro della Speranza: commento al libro dell’Apocalisse. Il tutto
è disponibile presso le Edizioni Segno (Udine).
[112] Cf.: JNSR, Atti degli apostoli, vol.
1, p. 82. (JNSR significa: “Je ne suis rien” = Sono un niente. Su JNSR, vedi la nota n. 165).
[113] Precisiamo che Padre Penasa, biblista, nel sostenere la tesi della Parusia intermedia non entra in
contraddizione con la dottrina della Parusia
finale, come qualcuno ha detto di recente, ma rivela che nel Magistero
della Chiesa c’è un “vuoto dogmatico”, un vuoto che la
Parusia finale, a lei sola, non
riesce a colmare. Manca una Parusia, la Parusia
intermedia.
[114] Nella risposta alla domanda numero tre della messa a punto introduttiva
noi abbiamo già detto che “la Bibbia si lascia leggere
dall’inizio alla fine, ma alcuni dei suoi passi non si lasciano penetrare
a fondo prima del tempo stabilito da Dio. Quando però questo tempo
arriva è necessario farsi trovare pronti ad accoglierlo, altrimenti
c’è il rischio di arrivar tardi alla sala delle nozze, e di
trovare la porta chiusa”.
[115] Le formulazioni dogmatiche hanno per scopo di definire un aspetto o
l’altro della Rivelazione secondo le necessità vitali della
Chiesa. Questo è quanto insegna in maniera dottrinale il Concilio
Vaticano I.
[116] Esiste un libro di Johannes De Parvulis, dal titolo “Mondo nuovo, vita nuova”. Dimostra che le rivelazioni
dei Profeti cristiani contemporanei combaciano con la Settimana universale. Nel medesimo libro è riportata una
profezia attribuita alla carismatica Magdalena Porsat. Anche se poco conosciuta,
questa profezia è un esempio di chiarezza. Dice: «Ascoltate ciò che
Maria, nostra Madre, mi ha incaricata di dirvi. Vedo la Fine dei tempi. Vedo la fine del male e l’inizio
del bene. Non si tratta di un avvenimento qualunque, ma di una grande epoca che
deve cominciare: la terza. All’inizio il Padre ci ha creati, e questo per
permetterci di conoscerlo, amarlo, e servirlo. In un secondo tempo il Figlio ci ha
redenti. Adesso, per nostra consolazione, il Padre e il Figlio ci mandano lo
Spirito Santo Trionfatore, con Maria sua Sposa. Questo è un grande
miracolo.»
[117] Questa sezione fa parte di un libro scritto da Johannes De Parvulis: Mondo nuovo, vita nuova, in corso di
stampa, ma presente su Internet all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html
[118] Il "parallelismo storico"
è un concetto che ci permette di dire che certi avvenimenti della storia
"si ripetono", ma secondo proporzioni sempre più vaste. Per esempio,
in un passo di Maria Valtorta si legge che la Fine del mondo assomiglierà alla Fine dei tempi, salvo che sarà tre volte più grave.
Detto passo si trova in: I Quaderni del 1943 di Maria Valtorta, pp.
288-289. Gesù dice a Maria Valtorta : «Anche
nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano, ma non è
così. Sarebbe meglio dire: si
riflettono nei tempi futuri con aspetti sempre più grandiosi.
… Il male cresce sempre più. »
[119] V. nota 25.
[120] La missione che Gesù ha affidato a Vassula Ryden riguarda la
riunificazione delle Chiese cristiane. Benché Vassula sia di fede
ortodossa, non esita a trasmettere al mondo i messaggi di fedeltà al
Magistero di Roma, come Gesù le chiede di fare. Ma questo le attira
quantità di nemici sia da parte ortodossa che da parte cattolica: da
parte ortodossa perché la tradizione degli ortodossi è di
rinnegare il Papa di Roma (lei lo rispetta), e da parte cattolica perché
alcuni prelati cattolici non digeriscono l’inesorabile severità di
certe sue parole scritte, le quali denunciano l’infedeltà di
alcuni di essi al Magistero di Roma. La situazione di Vassula fa pensare a
Gesù che ha detto: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno
anche voi”.
[121] Questo articolo di Padre Penasa è
apparso sulla rivista: “Il Segno del Soprannaturale”, Aprile
1996, p. 32, Edizioni Segno.
[122] Cf. : Articolo n. 676 del CCC. (Rivedere le note n. 90 e 105, e il testo al quale ognuna
di esse si riferisce).
[123] V. nota 3.
[124] Il giorno 8 maggio 1972, a Fatima, la Madonna ha fondato il M. S. M.
(Movimento Sacerdotale Mariano) per mezzo di don Stefano Gobbi. Questo
Movimento permette ai sacerdoti e ai laici che lo desiderano, di riunirsi
periodicamente per pregare. In occasione di questi incontri, o
“cenacoli”, dopo la preghiera del rosario i partecipanti ascoltano
la lettura di un messaggio tratto dal “Libro azzurro”, il quale
contiene gli insegnamenti e le raccomandazioni che don Gobbi ha ricevuto dalla
Madonna per i membri del Movimento. L’insieme mondiale di questi cenacoli
forma una specie di comunità spirituale, che la Madonna considera come
il suo “piccolo gregge”.
[125] L’ultimo libro della Scrittura Sacra è quello
dell’Apocalisse.
[126] I momenti esatti dei futuri avvenimenti li conosce soltanto Dio Padre, ma
il Piano divino di salvezza è un Piano preciso, costituito da sette
millenni, la cosiddetta “Settimana universale”.
[127] La battitura del frumento è solo un mezzo, così la
Purificazione. Scopo della battitura è di ottenere il buon grano, ricchezza
materiale, scopo della Purificazione (leggi “Apocalisse
intermedia”) è di preparare il terreno al Regno di Dio in Terra,
che per l’Umanità è la ricchezza delle ricchezze, un
periodo di gaudio e di felicità garantiti dalla presenza di Dio.
[128] Mt 25, 21.
[129] Questa profezia è stata pubblicata dal periodico “Mémorial
Catholique” nel giugno del 1869. Nel 1932 è stata
ripresa dal reverendo Julio Echevarria nel suo libro: “Predizioni private riguardanti
certi avvenimenti mondiali”; imprenta “Carnet
Social”, Morandé 636, Santiago de Chile. Nel luglio del 1995 se ne
è parlato nella rivista:
“Il Segno del Soprannaturale”, pp. 23-24.
[130] Cf.: Suor
Marie-Nathalie :
“Marie, Reine victorieuse du monde”, éditions du
Parvis, 1990, p. 119.
[131] La signora Franca Cornado ha fondato il movimento carismatico di Assisi.
Cf.: La Francateologia, Megalini,
Brescia, 1975, p. 105.
[132] Un esempio di intervento divino: S. Bernadette non sapeva che cosa
significasse “Immacolata Concezione”, ma il Cielo scelse lei per
confermare il suddetto dogma, che diversi teologi stentavano ad accettare
benché la sua proclamazione fosse già avvenuta quattro anni
prima.
[133] Le parole che qui sono aggiunte tra parentesi quadre sono per aiutare il
lettore a capire la profezia. «La voce interiore
precisò: “Sì, voi vi alzate all’alba di un nuovo
giorno. Presso Dio mille anni sono
come un giorno, e codesto [questo lasso di tempo] sarà [simile
a] una domenica:
l’era dello Spirito Santo”. Mi sembrava che 4000 anni [durata
del periodo dell’antico testamento] erano
attribuiti al Padre, 2000 anni [nuovo testamento] al Figlio, e 1000 [i
mille anni che mancano per completare il ciclo] allo Spirito Santo. [Terzo ed ultimo
Testamento]». Vedi: J. E. Gehrer, OFM, “Cœurs
Unis de Jésus et de Marie”. Edizioni “Parvis”.
[134] Per quanto riguarda il Parallelismo
storico, rileggere la nota n. 117.
[135] Secondo l’autore J. De Parvulis, questi “tre filtri”
corrispondono a tre “apocalissi”: 1) Quella del Diluvio universale : Noè 2)
Quella della Fine dei tempi :
l’epoca attuale. 3) Quella della Fine
del mondo : fra mille anni. De Parvulis considera le prime due
“apocalissi” come relative, e l’ultima delle tre come assoluta. (Dunque,
l’ultimo dei tre “filtri” è quello
dell’Apocalisse finale e assoluta, quella che verrà alla Fine del
mondo, dopo il “Millennio felice”).
[136] Maria Valtorta: “I Quaderni del 1943”, p. 505.
[137] JNSR è francese, e l’acrostico scelto da Gesù per
identificarla significa: “Je ne suis rien” (Traduzione = Sono un
niente).
[138] Questi articoli sono firmati da Teofilo il Siculo, e hanno per titolo: La Parusia intermedia negli scritti
profetici di JNSR.
[139] Dozulé è un paese della Normandia, patria di Maddalena
Aumont, la mistica alla quale il Signore aveva chiesto alcuni anni fa di
avvertire la Chiesa di erigere a Dozulé una grandissima croce, chiamata
poi “Croce gloriosa”.
[140] JNSR: Testimoni della Croce,
Messaggi di Vita, Edizioni Segno, 1995, Udine, p. 163 e pp. 174-175.
[141] Cf.: JNSR, Testimoni della Croce. Messaggi di Vita. “Ecco mia Madre: fate tutto ciò che Ella vi
dirà”, vol. 3, Edizioni Segno, 1996, Udine, p. 162.
[142] ODS significa: “Opera Divina
Sapienza”. Il suo titolo completo è: “Opera scritta dalla Divina Sapienza per gli eletti degli ultimi
tempi”. Sono messaggi celesti in forma dialogata.
L’interlocutrice umana è una donna ordinaria, una madre di
famiglia che vive in Italia. I messaggi dell’ODS sono pubblicati anche su
Internet nel sito: www.sapienzaweisheit.com
e nella rivista: “PROFETI DI DIO”.
[143] Su don Stefano
Gobbi, rivedere la nota n. 123.
[144] Informazioni riprese dal libro di Johannes De Parvulis: “Mondo nuovo, vita nuova”,
cap. I “Pianificazione del mondo
rivelata”, sezione n. 2: “L’Equazione
proporzionale triplice del Creatore trinitario”. In corso di stampa
presso le Edizioni Gamba, Verdello (BG). Disponibile anche su Internet,
all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/mf-it-01-02.html. (Vedi
anche alla fine di questo libro, l’appendice n. 1:
“Sull’Anticristo nel suo tempo”, la parte finale).
[145] Questa sezione riassume idee presenti nel libro di J. De Parvulis “Il Sole del Divin Volere”,
Edizioni Gamba, Verdello (BG) Italia. Marzo 2006.
[146] Luisa è vissuta
dal 1865 al 1947. La parte che riguarda la vita e le opere di Luisa Piccarreta
si trova all’inizio del cap. 3 (sezioni 1 e 2) del libro di J. De
Parvulis “Il Sole del Divin Volere”.
[147] Nuovo
“contratto” nel senso di: nuovo patto, nuova intesa.
[148] Con linguaggio
matematico si potrebbe forse dire: « Regno messianico = Regno del Divin
Volere = Millennio felice = Regno di Dio in Terra = Paradiso terrestre
ripristinato. »
[149] Maria Valtorta
(1898 - 1961) è una mistica italiana di rilievo. Ha scritto i volumi di:
“L’Evangelo come mi è
stato rivelato”. Essa ha pure scritto altri libri, tra i quali si
trovano i tre grossi volumi intitolati “I
Quaderni”. Questo brano proviene dal primo volume de: “I Quaderni”.
[150] Secondo Maria
Valtorta l’Anticristo che verrà dopo il “Millennio
felice” sarà Satana in persona (“Satana in se
stesso”). L’Anticristo che verrà prima del “Millennio
felice ”, sarà una persona posseduta da Satana (“Satana
nella sua creatura”). I precursori di Satana sono persone invasate, come
Hitler, Stalin, etc.
[151] Il Regno messianico, che è il Regno di Dio in terra, potrebbe essere
pure chiamato: Regno del Divin Volere.
È il terzo in ordine di successione. Il primo è attribuibile al
Padre (Antico Testamento = Regno di Giustizia), il secondo è
attribuibile al Figlio (Nuovo Testamento = Regno di Misericordia), il
terzo è attribuibile allo Spirito Santo. Esso sarà un Regno di Santificazione.
(Nella simbologia proposta da Stefano Cagnola a proposito della Tenda di
Mosè, il terzo Regno coincide con quella parte della tenda che gli Ebrei
chiamavano: “Il Santo dei Santi”).
[152] Pablo-Martin
Sanguiao: «Luisa Piccarreta
“La piccola figlia della Divina Volontà”», p. 57.
[153] Cf.: “Libro azzurro” di don Gobbi, in data 22 novembre 1992.
[154] Cf.: Ap 20, 1-6.
Questo passo biblico è riportato all’inizio del secondo capitolo
di questo libro. Informazioni supplementari sul significato escatologico di
questo passo sono accessibili nel volume: “Mondo
nuovo, vita nuova”, in corso di stampa presso l’editore
“Gamba Edizioni”, di Verdello (BG). Disponibile anche su Internet:
http//www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html
[155] Tramite i suoi
profeti Dio ci rivela che l’uomo è sulla terra da sei mila anni.
Molti scienziati profani non sembrano d’accordo con questa cifra, ma le
teorie che inventano per rimpiazzarla sono tirate per i capelli. E manca
l’unanimità. Per maggiori informazioni leggere: “L’Equazione proporzionale
triplice del Creatore trinitario”, presente nel libro: “Mondo nuovo, vita nuova”;
cap. 1, sez. # 2. Accessibile anche su Internet. (Vedi nota precedente).
[156] Questi uomini dicono di accogliere
Dio, ma siccome rigettano l’amore compassionevole che è
l’essenza stessa di Dio, il loro modo di accogliere Dio è solo nominale,
un pro forma.
[157] Sulla Nuova Creazione,
vedi Is 11, 6-9; e Is 65, 17-25. Sul Millennio
felice, vedi Ap 20, 1-6. (In certe Bibbie il passaggio riguardante il Millennio felice ha per titolo: “L’Era di Pace”).
[158] Am 3, 7. Dio ci ama e ci avverte delle
cose che devono avvenire, se sono importanti; e noi diciamo spesso: “Uomo
avvisato, mezzo salvato”.
[159] Maria Valtorta (1897-1961) è
una carismatica vera, autentica. Oltre a farci amare i Vangeli attraverso i
volumi intitolati: L’Evangelo come
mi è stato rivelato, ci aiuta a comprendere il libro dell’Apocalisse.
Le spiegazioni che Gesù le detta sull’Apocalisse si trovano
soprattutto nei tre volumi intitolati: “I
Quaderni”.
[160] Stando al parallelismo storico
spiegato da Gesù in questo brano, c’è da aspettarsi che il
Giudizio interiore sia una specie di Giudizio universale in scala ridotta,
cioè individuale anziché collettivo. Ma non bisogna confondere
questo con quello.
[161] Françoise è
un’anima mistica della regione di Parigi. Riceve da Gesù messaggi
a carattere profetico; li riceve dal 1994.
[162] Certe persone confondono ancora “Fine dei tempi” e “Fine del mondo”. La
“Fine dei tempi” è la fine del periodo chiamato Tempo
delle Nazioni, cioè il tempo che il popolo ebraico ha dovuto passare
in esilio, tra le Nazioni da essi considerate pagane. Questo esilio è iniziato
nell’anno 70 dopo Cristo, l’anno della distruzione del Tempio di
Gerusalemme, e si è protratto fino in 1948, anno della nascita dello
stato d’Israele.
[163] Marie Sevray. “Divins Appels”, p. 32.
[164] Mgr Ottavio Michelini: Confidenze
di Gesù ai suoi preti e ai suoi fedeli. A Mgr Michelini Gesù
affida parecchi messaggi di interesse attuale. Questa citazione è
presente nel messaggio del 21 giugno 1978, intitolato: “Nelle condizioni
che precedettero il Diluvio”.
[165] Su Vassula Ryden, rileggere la nota n.
119.
[166] Questo messaggio è compreso nei
dettati ricevuti da Vassula tra il 21 maggio 1997 ed i 22 giugno 1998.
[167] JNSR è una sigla che in francese significa: Sono un
niente. Si tratta della signora Fernande Navarro, una madre di famiglia che
vive in Francia. Gesù l’ha scelta come strumento per comunicarci i
suoi messaggi. Questi riguardano l’Era nuova, la Purificazione che la
deve precedere, e la Croce gloriosa di Dozulé.
[168] Luisa Piccarreta ha vissuto a Corato,
in Italia, dal 1865 al 1947. I suoi messaggi, altamente profetici, potrebbero
essere riassunti con queste brevi parole: Gli uomini che accetteranno di
ridare al Divin Volere il posto d’onore che esso occupava
nell’anima umana prima del Peccato originale, ritroveranno sulla Terra la
felicità del primo Paradiso terrestre. Questo accadrà fra poco,
non appena la Terra sarà purificata.
[169] Sul significato di ODS, vedi la nota n. 141.
[170] Parecchi numeri della rivista “PROFETI DI DIO” mostrano che i
Profeti cristiani contemporanei hanno per missione di annunciare
l’avvento del Regno di Dio in
terra, come conseguenza della Parusia
intermedia. Vedere il messaggio M. S. M. (Libro azzurro, di don Gobbi) in
data 3 aprile, 1994: “La
Risurrezione di Pasqua avrà il suo pieno compimento solo quando
Gesù ritornerà nella gloria ad instaurare tra voi il suo Regno,
nell’adempimento da parte di tutti del Volere del Padre, e nella perfetta
glorificazione della Santissima e Divina Trinità”.
[171] Il messaggio appena inteso fa capire meglio il passo della prima lettera
di S. Paolo ai Tessalonicesi, dove si legge: “Riguardo poi ai tempi e ai momenti (della Venuta del Signore),
fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben sapete che come
un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. E quando si
dirà : “Pace e sicurezza”, allora all’improvviso li
colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno
scamperà. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che
quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli
della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, nè delle
tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo
sobri”. (I Ts 5, 1-6).
[172] Questo messaggio è stato citato nella rivista “PROFETI DI
DIO”, n. 19/20.
[173] Luca 21, 25-28. Vedi anche At 1, 11.
[174] Indossate la veste candida significa: “Confessatevi con cuore
sincero. Convertitevi. Cambiate vita”.
[175] Cf.: JNSR, 1995: 237.
[176] Due secoli fa, Anna-Maria Taïgi, una mistica di Roma, ha predetto che
negli Ultimi Tempi un Avvertimento
universale porterà la salvezza a molte anime, tra le quali parecchi
giovani. Queste anime si dovrebbero pentire e convertire grazie
all’Avvertimento.
[177] La profezia di S. Pio X: Dalla biografia di S. Pio X appare che il
suddetto Papa abbia avuto una visione analoga. Gli apparve la figura di un
Papa, che per fuggire dal Vaticano era costretto a camminare fra i cadaveri di
parecchi vescovi e monsignori stesi al suolo. Papa Pio X avrebbe allora detto:
“Non so chi sarà. Spero che non si tratti di me”.
[178] Cf.: JNSR 1995: 48-49; 94-96; 135; 208.
[179] Abbiamo già visto che lo
scopo della Pentecoste universale
è di rendere l’umanità idonea alla Parusia intermedia. Il Giudizio
interiore – da non confondere col Giudizio universale, nè col
giudizio particolare – è un giudizio che permetterà a tutte
le persone presenti sulla Terra di essere spiritualmente valutate in funzione
dell’Era nuova.
[180] JNSR, 1995: 83.
[181]
Prima del ritorno di Gesù Cristo come Re del mondo, tutte le persone
presenti sulla terra avranno subìto un giudizio da parte di Dio. Tale
giudizio è stato denominato: “Giudizio interiore”.
[182] Don Stefano Gobbi: Ai sacerdoti,
figli prediletti della Madonna, 22 maggio 1988. (21ª edizione).
[183] Maria Valtorta: I Quaderni,
vol. 1, p. 242.
[184] Idem, p. 243.
[185] Idem, p. 139.
[186] Madre Venturella (++ 1984) ha scritto un libro intitolato “Potenza
Divina d’Amore”. Tale libro riporta le parole che Gesù
le ha affidato circa la Pentecoste universale, e circa l’Era dello
Spirito Santo che con essa dovrebbe iniziare. I messaggi ricevuti da Madre
Venturella sono stati raccolti dal reverendo Padre cappuccino Davide De Angelis
(++ 1996) che in vita fu suo direttore spirituale. Dopo queste rivelazioni,
un’opera è sorta a Palestrina, la cui missione è la
glorificazione dello Spirito Santo. Ciò comprende la costruzione di un
tempio a Lui consacrato.
Quest’opera è stata approvata da Mgr Tomassetti, vescovo di
Palestrina, e dal suo predecessore, Mgr Spallanzani. Il libro “Potenza
Divina d’Amore” si può ottenere a Palestrina (provincia
di Roma), presso l’Opera per la
glorificazione dello Spirito Santo, che si trova in Via delle Piagge n. 28.
[187] Madre Carolina Venturella: “Potenza Divina d’Amore”, p.
145.
[188] Idem, p. 51.
[189] Don Stefano Gobbi: Ai sacerdoti, figli prediletti della Madonna, 22 maggio
1994.
[190] Idem: 28 gennaio 1984.
[191] Idem: 4 giugno, 1995.
[192] Marthe Robin (++ 1981) è una mistica francese del ventesimo secolo.
Ha vissuto a Châteauneuf de Galaure. Padre Georges Finet, suo direttore
spirituale, l’ha aiutata a fondare i Foyers de Charité che
in seguito si sono moltiplicati nel mondo intiero.
[193] Su Vassula Ryden, rivedere la nota n. 118.
[194] Cf.: JNSR: Testimoni della Croce,
vol. IV, Edizioni Segno, Udine, 1998, p. 125.
[195] Cf.: Albert J. Hebert, I Tre Giorni
di Buio, Edizioni Segno, Udine 1999, pp. 146-147. (Vedi pure: Mt 6, 26).
[196] Nessuno capiva bene queste parole prima del 1989, perché la Madonna
le ha spiegate a don Gobbi nel 1989. La prova si trova nei messaggi di don
Gobbi, quelli appunto del 1989. Da notare che alla fine degli anni quaranta la
Madonna è apparsa a Bruno Cornacchiola sotto il vocabolo di
“Vergine della Rivelazione”. (Aveva in mano un libro, quello
dell’Apocalisse. Apocalisse = Rivelazione). Una quarantina d’anni
più tardi, cioè nel 1989, la “Vergine della
Rivelazione” ha aperto il “Libro sigillato”
(l’Apocalisse) e tramite don Gobbi lo ha spiegato nei suoi significati
nascosti.
[197] Qualche anno fa al sottoscritto è capitato di raccogliere
involontariamente le confidenze di un camionista canadese che faceva la spola
tra il Canada e gli Stati Uniti, e che diceva, mezzo esterrefatto e mezzo
divertito, che alcuni dei suoi carichi erano delle ghigliottine (!).
[198] Cf.: 1Ts 4, 13-18.
[199] Brano tradotto dal francese da J. De Parvulis, che lo ha ripreso alle
pagine 108-110 del libro di Lucie: “L’Œuvre accomplie de
Dieu”, finito di stampare il 14 settembre 1998 presso le edizioni
Téqui, 53150 Saint-Céneré, (Francia).
[200] Promessa fatta da Gesù in Mt 5, 4 (le Beatitudini).
[201] Cf.: "I Quaderni", primo volume (1943), pp. 565-566.
[202] Cf.: 1Ts 4, 13-18.
[203] Cf.: Ap 20,
1-6.
[204] Ap 21, 2.
[205] At 3, 19-21.
[206] Cf.: At 1, 9-11.
[207] Per quest’ultimo paragrafo, cf.: Penasa, Martino: “La Venuta intermedia di Gesù.
Viene Gesù”, p. 45.
[208] Questo brano è tratto dal libro: “Signore ti ascolto”, Edizioni Piccoli Cuori, 1989, p.
190-191 (Nazzano, Roma).
[209] Cf.: Ap 13, 15.
[210] Per 25 anni – dal 1972 al 1997 – don Stefano Gobbi ha ricevuto
centinaia di locuzioni interiori, e i messaggi soprannaturali da lui percepiti
sono stati raccolti in un libro intitolato “Ai
Sacerdoti figli prediletti della Madonna”. Questo libro è
stato tradotto in parecchie lingue, ed ha ricevuto diversi Imprimatur, compreso quello di Mgr Francesco Cuccarese, vescovo di
Pescara.
[211] I membri del MSM hanno formato dei cenacoli di preghiera, che
nell’insieme vengono considerati dalla Madonna come il suo “piccolo
gregge”.
[212] Nel 1998, all’inizio dell’anno, un membro influente
dell’alta gerarchia cattolica ha fatto pressione su don Stefano Gobbi
affinché scrivesse che i messaggi contenuti nel suo “Libro
azzurro” non sono locuzioni interiori – di origine soprannaturale
– ma meditazioni sue personali. Don Gobbi, intimorito, ha ceduto alle
pressioni, e nella presentazione della XXII edizione del “Libro
azzurro” ha dichiarato (lo ha fatto tramite Padre G. D’Ercole) che
il “Libro azzurro” non contiene messaggi dettati dalla Madonna, ma
meditazioni sue personali, fluenti dal suo cuore umano “imbevuto di
spiritualità mariana”. Questa dichiarazione è fuorviante,
ma siccome è stata imposta a don Gobbi (che ha ceduto per timore, e
forse un giorno si pentirà di questo suo atto, come Pietro si è
pentito del suo rinnegamento), il valore dei messaggi del “Libro
azzurro” continua per noi ad essere quello di sempre –
soprannaturale – visto che nessuna mente umana, anche la migliore,
sarebbe in grado di parlare in modo simile.
[213] Mt 24, 15-20.
[214] Zc 13, 7-9.
[215] Brano tratto da: “I Quaderni del 1943”, Edizioni CEV, pp.
147-148. Isola-del-Liri (FR).
[216] Brano tratto da: “I Quaderni
del 1944”, Edizioni CEV, pp. 100-101. Isola-del-Liri (FR).
[217] Concetto ripreso dal libro: Il Regno
dei giorni felici. (Internet: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html
).
[218] In questa semplice espressione matematica [6 + 1 = 7], il numero
“6” rappresenta i sei giorni lavorativi, e il numero
“1” rappresenta l’ultimo giorno della settimana, la
domenica.
[219] Mi permetto di attirare l’attenzione del lettore su di una frase
presente nel testo appena riportato. Padre Penasa dice: «L’organizzazione attuale più sviluppata di questa
ipocrisia è la Massoneria. Chi agisce così arriva pian piano
all’empietà dell’Anticristo, caratterizzato dal 6+60+600,
cioè dal numero 666. »
[220] Padre Penasa dice: «Il numero 7 sta alla base del buon esito
della prova alla quale Dio sottomette l’uomo, affinché
dimostri coi fatti che egli aspira all’eternità beata. Il
tempo dato da Dio per la prova è tutto scandito da scadenze basate sul
“7”: 7 giorni, 7 settimane, 7 anni, 7 settenni.
I 6 giorni iniziali sono destinati al lavoro
per lo sviluppo delle cose temporali, necessarie al fisico
(l’animalità corporea). Il 7° elemento invece è
riservato allo sviluppo delle cose eterne, necessarie per la crescita della
nostra vita spirituale (l’anima). Chi concentra tutta la sua
attività nel programma dei 6 giorni e trascura il programma del 7°
giorno, pian piano uccide in sè l’angelo, e diventa lui stesso una
bestia.
L’evoluzione del male comincia con il 6
(il corpo), poi passa per il 60 (valori della psiche razionale, che conosce e
vuole) e infine può raggiungere il 600 (culto religioso dedicato agli
spiriti maligni anziché a Dio, pratica dell’occultismo e della
superstizione). Così facendo si acquista l’aiuto di Satana per lo
sviluppo dei beni materiali. … Chi fa questa scelta non vuole essere
molestato dai rimproveri degli onesti, e finge di praticare i doveri religiosi
del 7° giorno, ma limitandosi solo alle esteriorità: la sua è
tutta ipocrisia.
L’organizzazione
attuale più sviluppata di questa ipocrisia è la Massoneria. Chi
agisce così arriva pian piano all’empietà totale, che
è quella dell’Anticristo, caratterizzata dal 6+60+600, cioè
dal numero 666. Chi invece rispetta il 7° giorno integralmente, arriva
pian piano alla perfezione della Pietà, sacrificando a Dio
l’animalità come l’agnello, la ragione psicologica come il
credente nel Verbo di Dio, e praticando la religiosità autentica come il
Figlio di Dio: 7+70+700 = 777. »
[220]
[222] De Parvulis dice che il Creatore
trinitario risulta Unico come
conseguenza della perfezione che esiste nell’unità delle tre
Persone divine. Tale perfezione è perfezione d’amore. (Le creature
umane che accettano la legge d’amore predicata da Cristo, vengono poi
ammesse, come premio, alla perfezione di Dio).
[223] Sappiamo che la manifestazione dell’Anticristo servirà da
elemento purificatore, e precederà di poco la Parusia intermedia.
Così quando Gesù ritornerà sulla terra non troverà
molte persone, ma quelle che troverà saranno state purificate al massimo
nel crogiuolo della Grande Tribolazione. La persecuzione dell’Anticristo
avrà servito a separare i buoni dai cattivi in maniera suprema. Questo
permetterà a Gesù di instaurare il suo Regno messianico con persone estremamente selezionate.
Negli scritti di Maria Valtorta si può leggere che
dopo aver instaurato il suo Regno sulla terra, Gesù ritornerà di
nuovo al Padre. (Cf. Maria Valtorta: I Quaderni, vol. 1, p. 139; vedi anche la nota n. 183). JNSR conferma questo
dato dicendo che dopo aver instaurato il suo Regno messianico, Gesù ascenderà al cielo. Ci
sarà dunque una seconda Ascensione di Gesù al cielo.
[224] I testi biblici escatologici si possono dividere in due gruppi: 1)
Quelli del primo gruppo parlano chiaramente della Venuta di Gesù alla
Fine del mondo. 2) Quelli del secondo gruppo parlano di una Parusia che
però non è quella della Fine del mondo. Noi diciamo che tale
Parusia (o Venuta) è destinata a precedere (di “mille anni”)
quella finale, perché il racconto biblico fa capire che la storia
dell’umanità continuerà dopo di essa. (Questa Parusia
è detta ”intermedia”
perché viene a trovarsi tra la prima Parusia e la terza).
[225] Il libro di Padre Penasa ha per titolo “Le Venuta Intermedia di
Gesù. Viene Gesù!” (Edizioni Segno, Udine, 1999),
quello di Mgr Aldo Gregori ha per titolo: “La Venuta Intermedia di Gesù” (Edizioni Alone, Terni,
1993).
[226] Cf.: Francesco Spadafora: Bibbia Marietti, vol. I, pag. 396.