
Gesù ritorna in questo nostro mondo
per instaurare con noi il suo Regno di pace.
L’argomento : Il Piano divino di Salvezza
comprende tre Parusie (non due soltanto).
1) Prima vittoria di Cristo sulla
Morte : essa è già
avvenuta alla Prima Parusia. Con la Redenzione CRISTO-REDENTORE ha permesso che il Regno messianico sia concepito. Questo
concepimento del Regno messianico
non dovrebbe essere confuso con la sua nascita. (Prima di nascere ogni essere
umano è concepito nel seno della propria madre. Dato che la nascita
del Regno messianico è
prevista per il tempo attuale, possiamo dire che la sua gestazione
avrà durato … due mila anni). 2) Seconda vittoria di Cristo sulla
Morte : i Profeti dicono che questa
vittoria sarà frutto della Seconda Parusia (Parusia Interme-dia). In questa occasione CRISTO-RE instaurerà sulla Terra il suo
Regno messianico, e questo
determinerà la nascita di detto Regno. 3) Terza vittoria di Cristo sulla
Morte : si prevede che questa
vittoria sopravvenga alla Terza Parusia. Con la Fine del Regno
messianico (e del Mondo), CRISTO-GIUDICE chiuderà in modo definitivo il Piano divino di Salvezzal. Lo farà presidendo al Giudizio Universale. Le precedenti considerazioni ci permettono di dividere il “Piano divino di Salvezza” in
tre parti : 1) – Due mila anni fa c’è stato il Concepimento del Regno messianico. 2) – Nei tempi attuali avverrà la sua Nascita. 3) – Alla Fine del Mondo (fra mille anni?) avverrà
la conclusione finale del Regno messianico, cioè la sua
fine. [1] |
INDICE GENERALE
Introduzione.
Messa a punto sul linguaggio (18 domande + 18 risposte). 1 - Messianismo: quello retto e quello distorto. 2 - Messianismo e Nuovo Testamento. 3 - Il Messianismo agli albori del Cristianesimo. 1 - Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa. 2 - S. Agostino: il grande equivoco sul Millenarismo biblico. 3 - Le diverse forme di
millenarismo corrotto. Parusia intermedia e Mondo nuovo. 1
- Parusia intermedia: vuoto dogmatico. 2 - Il Millenarismo
condannato dalla Chiesa. (J. De Parvulis). 3 - Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo. |
1 - Il ripristino del Paradiso
terrestre.
(J. De Parvulis). 2 - Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis). 3 - Il Regno messianico annunciato
dall’ODS. Fenomeni
connessi alla Parusia intermedia. 1
- Introduzione. 2
- Sulla Fine dei tempi. (Garabandal). 3
- Sul Giudizio interiore. 4
- Sulla Pentecoste universale. 5
- Sui Tre Giorni di oscurità. 6 - Sulla Prima Risurrezione. 7
- Sul Rapimento degli eletti. appendicI 1 - Dell’Anticristo nel suo
tempo. Conclusione
Bibliografia |
Questo libro è disponibile presso
la ditta:
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24049, Verdello (Bergamo) – Via
Camozzi, 10-12
Telefono 035.4829515 – Fax
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Introduzione
Esistono
oggi parecchie profezie ricche di informazioni sui prossimi avvenimenti
mondiali ed ecclesiali, e sulla Venuta
intermedia
di Gesù. Con questo libro noi [2]
vogliamo far conoscere tali profezie, rivelando la loro base teologica e il
loro grado di conformità con le Scritture sacre (
Fino
a pochi anni fa mancavano sul tema della Venuta
intermedia di Gesù sia gli studi di approfondimento sia la
terminologia teologica per poter discuterne. Poi, verso il 1990, Padre Martino
Penasa ha coniato l’espressione “Venuta intermedia di
Gesù” , o “Parusia intermedia”. [3]
Poco dopo Mgr Aldo Gregori [4] ha
ripreso l’argomento facendone una sintesi. Nell’ultimo decennio sono apparsi
altri libri sul tema della Parusia
intermedia e la conseguente instaurazione del Regno di Dio sulla Terra; ma nulla di tutto questo sarebbe stato
fatto senza l’ausilio dei Profeti cristiani contemporanei. Questi profeti
ci aprono la strada. Sono loro a darci la chiave di interpretazione dei testi
biblici che riguardano la Parusia
intermedia e le verità ad essa collegate.
In
questo libro, il metodo usato per l’approfondimento dei vari temi
è quello suggerito dal CCC, [5]
dove si dice che l’approfondimento del “deposito della fede”
avviene con l’assistenza dello Spirito Santo, in tre maniere: 1) Tramite lo studio della Bibbia e della Tradizione
della Chiesa. 2) Tramite il
Magistero della Chiesa. 3) Tramite le esperienze spirituali dei credenti (soprattutto quelli che per
il bene della Chiesa hanno ricevuto carismi straordinari, come apparizioni,
messaggi, locuzioni interiori, ecc…).
Un
esempio di esperienze spirituali straordinarie è quello di Medjugorje,
dove i veggenti dicono che la Madonna promette al mondo un tempo nuovo, di
pace, [6]
che sarà preceduto dalla distruzione del potere di Satana. Un altro
esempio importante è quello della mistica Luisa Piccarreta. Tramite
Luisa Piccarreta [7] il
Cielo ci avverte che è imminente il Regno
del Divin Volere (alias Regno
messianico, alias Regno di Dio
sulla Terra). Gesù ce l’ha promesso in occasione della sua prima
Venuta, e la Chiesa lo sta preparando da due mila anni. Ora è giunto il
momento di inaugurarlo. Questo avverrà fra poco, in occasione della
seconda Venuta di Gesù, la Parusia
intermedia. [8]
“Fedes ex auditu”: “La Fede ci
arriva tramite le parole udite”. Nell’annunciare la Parusia intermedia di Gesù questo
libro intende offrire ad ognuno la possibilità di prepararsi ad
accogliere il Padrone di casa che ritorna per riprendere possesso della sua
Vigna e di quanto gli appartiene, proprio come dice il Vangelo nella relativa
parabola. [9]
Johannes De Parvulis
Messa a punto dessa a punto sul linguaggio
(usato
e da usare).
Sappiamo
che la terminologia è fondamentale quando si tratta di risolvere un problema.
Abbiamo quindi pensato di iniziare questo libro con alcune domande-risposte
preliminari. Il loro scopo è di mettere un po’ di ordine nel
linguaggio utilizzato per esprimere i concetti che qui si discutono. Questo
dovrebbe semplificare i dialoghi, sia il nostro con i lettori della rivista
PROFETI DI DIO, sia quelli dei lettori tra di loro, ed eliminare i malintesi
che nascono quando i termini specifici della dogmatica e della teologia sono
usati in maniera superficiale o ambigua.
1 - La Venuta intermedia di Gesù
è forse un’eresia?
Chi crede nella “Venuta intermedia di Gesù”
(detta pure “Parusia intermedia”) non è eretico. I Padri
della Chiesa credevano in essa, e quelli dei primi tre secoli la predicavano.
Anche la Bibbia parla di essa, benché in modo velato.
Se il linguaggio biblico in certi casi è velato (o sembra
tale), la cosa è voluta così da Dio. La Bibbia si lascia leggere
dall’inizio alla fine, ma certi suoi passi non si lasciano penetrare a
fondo prima del tempo stabilito.
Quando però questo tempo arriva è necessario farsi trovare pronti
ad accoglierlo, altrimenti c’è il rischio di arrivar tardi alla
sala delle nozze, e di trovare la porta chiusa.
Alla fine del suo libro “La
Venuta intermedia di Gesù” Mgr Gregori scrive: [10] “Nessuno
ci deve tacciare di visionari o di illusi senza prima essere riuscito a
confutare i nostri argomenti”. Per contestare una posizione teologica
occorrono dei motivi validi, non dei pregiudizi gratuiti. Se mancassero i
fondamenti biblici alla tesi della Venuta
intermedia di Gesù, questa sarebbe già stata condannata dal
Magistero, o da qualche autorità, ma visto che nessuno l’ha mai
condannata, come spiegare l’ottusità di certi oppositori?
Uno
degli scopi di questo libro è di aiutare coloro che cercano la
verità, e fanno questo per amore, ad evitare ogni tipo di confusione
sulla Venuta intermedia di
Gesù, e sul conseguente “Regno
messianico” (alias: “Millennio
felice”, alias: Regno di Dio in
Terra).
2 -
La Venuta intermedia di Gesù ha fondamenti biblici?
Sì,
molti, e questo libro ha per scopo di rivelarli. Uno di questi è
presente nel testo di Ap 20, 1-6, quello che parla del “Millennio
felice”. Visto che nello studio dei passi biblici la Chiesa ci raccomanda
di usare l’interpretazione letterale prima di quella simbolica, il Millennio descritto in questo passo
è da intendersi come un Regno della terra, non come una cosa simbolica,
o campata in aria. Tale Regno dovrebbe essere inaugurato da Gesù su
questa terra in occasione della Parusia
intermedia, [11]
che a detta dei carismatici odierni è piuttosto imminente.
3 - È giusto trattare da “millenarista” chi crede nel
Regno di Dio in Terra?
Non
è giusto. Lo spiega il fatto che la parola “Millenarismo” possiede una connotazione negativa, mentre
l’espressione Regno di Dio in
Terra possiede una connotazione positiva.
La connotazione negativa del termine “Millenarismo”
dipende da un’interpretazione errata del testo di Ap. 20, 1-6. [12]
Invece la connotazione positiva dell’espressione “Regno di Dio in
Terra” è tale perché si rifà alla promessa che Dio
ha fatto all’umanità quando nella Genesi ha detto al serpente
infernale che proprio una donna − una donna simile a quella da lui
sedotta − gli avrebbe schiacciato la testa in modo assoluto e definitivo.
L’immenso valore positivo dell’espressione “Regno di Dio in Terra” –
alias Millennio felice, alias Regno messianico – dipende dal
fatto che essa annuncia implicitamente un ritorno dell’umanità
alla felicità dell’Eden. [13] Il
Regno di Dio in Terra è da
percepire come frutto della Redenzione operata da Cristo, frutto che solo ora
giunge a perfetta maturazione, perché l’Umanità è
giunta alla Fine dei tempi.
4 -
Fine dei tempi e Fine del mondo, sono forse la stessa cosa?
No!
“Fine dei tempi” e “Fine del mondo” sono due
realtà diverse, e nel Piano di Dio ognuna di esse occupa un posto a
sè stante: la “Fine dei
tempi” viene subito prima del Millennio felice, mentre la “Fine del mondo” viene subito
dopo il Millennio felice. Il Millennio felice si trova nel mezzo, tra la
Fine dei tempi e la Fine del mondo. Esso corrisponde alla “Nuova
Creazione” tanto sospirata e tanto annunciata dai profeti di ogni tempo,
soprattutto da Isaia.
Succede che quando la rivista PROFETI DI DIO annuncia come
imminente la Venuta intermedia di Gesù, la maggior parte dei Sacerdoti e
dei fedeli pensano subito che questa rivista annunzi la Fine del mondo. Invece non è vero.
5 -
Nel condannare il millenarismo la Chiesa ha sicuramente voluto condannare
un’eresia. In che cosa consiste tale eresia?
La
Chiesa condanna il millenarismo in modo diretto ed esplicito, ma le parole
usate per definire detto millenarismo sembrano incomplete. Lo sono?
L’espressione “Millenarismo biblico” (che secondo il De
Parvulis [14]
dovrebbe essere usata per indicare quel Millennio
felice che S. Giovanni ci presenta in Ap 20, 1-6) non viene mai usata,
benché a parer nostro essa sia necessaria alla buona comprensione dei
concetti che si vogliono esprimere. La confusione che ne deriva è tale
che il 99,9% dei cristiani sono convinti che Millenarismo e Millennio
felice siano la stessa cosa. Ciò non dovrebbe accadere.
Dato
che le versioni corrotte del Millenarismo
biblico sono un modo errato di interpretare il testo di Ap 20, 1-6, e tutti
quei passi biblici che fanno referenza al Millennio
felice, anche noi le rigettiamo come fa la Chiesa. Il Millenarismo biblico invece non si può rigettare,
perché la Bibbia, che è sacra, non si rigetta.
Le interpretazioni errate del Millenarismo
biblico sono varie. Per esempio, il millenarismo cerintiano (o
“crasso”), il millenarismo mitigato, il millenarismo origeniano, e
il millenarismo agostiniano sono tutte forme condannabili del concetto biblico – e
quindi sacrosanto – di Millennio felice
(alias Regno messianico, alias Regno di Dio in terra). [15]
6 -
Perché la Parusia intermedia non si studia più da secoli?
La Parusia intermedia, pur essendo studiata e predicata dai Padri della Chiesa dei primi secoli,
non si studia più in teologia dal tempo del grande equivoco di S. Agostino. Oggi quasi tutti i
teologi seguono la posizione di S. Agostino, che in buona fede ha interpretato
il testo di Ap. 20, 1-6 facendo iniziare il Millennio felice dalla
Risurrezione di Gesù: un errore involontario, ma pur sempre un errore.
Sotto
la spinta dei Profeti cristiani contemporanei, che da una cinquantina
d’anni parlano del prossimo ritorno di Gesù nella gloria, alcuni
teologi – pochi – hanno ripreso a studiare l’argomento delle Parusie. Nel fare
questo si sono accorti che i Profeti cristiani contemporanei hanno ragione di
dire che le Parusie sono tre (anziché due), e di annunciare come
imminente la seconda Parusia, quella intermedia. I messaggi dei carismatici
odierni ci avvertono che la Parusia
intermedia ha per scopo di instaurare sulla Terra il Millennio felice, alias Regno
messianico. Gesù ritorna nel mondo per cacciare il demonio che da
sei mila anni ci governa da tiranno. [16] In
questa sua Venuta intermedia (o Parusia intermedia) Gesù porterà
nel mondo la vera pace, quella che Dio ha promesso tramite i suoi profeti. [17]
7 - Che significa: “Essere un carismatico”?
La parola carismatico
significa “persona dotata di uno o più carismi”. I carismi
sono doni soprannaturali che Dio concede a delle persone da Lui scelte.
Esistono carismi ordinari e i carismi straordinari. Per esempio, i sette doni
dello Spirito Santo sono dei carismi ordinari, ma il carisma di profezia e
quello di guarigione sono dei carismi straordinari.
Se una persona ha il carisma di guarigione, significa che essa
può guarire pregando per la guarigione di qualcuno. (Il defunto Padre
Pio e il defunto Padre Emilien Tardif avevano ambedue questo carisma). I
veggenti di Medjugorje sono dei carismatici perché sono dotati di un
carisma, quello della visione. Don
Gobbi [18]
è un carismatico perché ha il carisma delle locuzioni interiori.
Quando noi in questo libro parliamo di “Profeti cristiani
contemporanei” facciamo riferimento a persone dotate del carisma di
profezia.
Esistono
pure dei gruppi di preghiera che nel linguaggio comune sono chiamati gruppi carismatici. Questi gruppi sono
frequentati da persone che non sempre meritano la qualifica di carismatiche. Ma
in certi casi la meritano.
8
- Che cosa insegna il Magistero sul
ruolo dei mistici e dei carismatici nella Chiesa?
Parlando della Chiesa fondata da Gesù, S. Paolo scrive: “Edificata sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come
pietra angolare lo stesso Cristo Gesù”. (Ef 2, 20).
Giovanni-Paolo II ha interpretato questo testo nel modo seguente: “Nella Chiesa fondata da Gesù
Cristo non c’è contrasto tra la dimensione istituzionale e la
dimensione carismatica. … Ambedue queste dimensioni sono essenziali alla
sua costituzione divina”. [19]
La
dimensione carismatica è oggi rappresentata soprattutto da persone che
possiedono dei carismi straordinari. [20]
Queste persone ci trasmettono i messaggi divini, e in questo modo ci aiutano a
rimanere in contatto con Dio.
9 - Che differenza c’è tra
Rivelazione pubblica e rivelazioni “private”?
La Rivelazione pubblica
è costituita dall’insieme delle rivelazioni divine presenti nella
Bibbia e nella Tradizione. [21]
Invece le rivelazioni dette “private” sono quelle dei Profeti
cristiani contemporanei. Quando queste sono autentiche esse non contraddicono
la Rivelazione pubblica già
presente nella Bibbia e nella Tradizione, e non aggiungono nuove verità,
ma spiegano o attualizzano ciò che merita di essere spiegato o
attualizzato. In questo modo aiutano i fedeli a fare i dovuti legami tra il
passato e il presente. Certi passi biblici sono rimasti più o meno
velati fino ad oggi, ed oggi hanno bisogno di essere svelati. Da chi? Da Dio
stesso, che è l’unico che possa farlo con autorità e
sapienza.
Sappiamo, come dice la Chiesa, che “la Rivelazione pubblica
è da considerarsi chiusa con la morte dell’apostolo S.
Giovanni”, ma alcuni citano queste parole in modo non corretto, come se
Dio non avesse più diritto di parlare con noi di concetti che essi
chiamano “nuovi”. Invece non si tratta di concetti “nuovi”,
ma di spiegazioni destinate ad attualizzare i concetti tradizionali.
Conclusione:
le rivelazioni dette “private” spiegano i testi biblici rimasti
nell’ombra, oppure annunciano cose future legate a promesse fatte da Dio
nel passato. (Cf. Gv 16, 13-14). Non si dovrebbero dire “private”,
ma “private con finalità
pubblica” perché Dio le manda a tutti gli uomini, non solo al
ricevente.
10 - Come mai esistono oggi tanti
messaggi sul ritorno imminente di Gesù?
Un carismatico ha detto [22] che l’estrema abbondanza di tali messaggi
è dovuta al fatto che Dio vuol dare a tutti gli uomini la
possibilità di prepararsi in modo adeguato all’incontro che ci
sarà tra Gesù e noi al momento della Parusia intermedia.
In Amos 3, 7 si legge: “Il
Signore non fa cosa alcuna senza aver prima rivelato la sua idea ai servitori
suoi, che sono i profeti”. Si tratta ora del ritorno di Gesù,
il Figlio di Dio che ci ha redenti due mila anni fa, e che ora ritorna tra noi
come Re per instaurare il suo Regno
terrestre (il tanto declamato e mai abbastanza compreso Regno messianico).
11
- È vero che le “locuzioni interiori” sono soltanto
delle meditazioni personali?
Recentemente
una personalità ecclesiastica ha creato un certo scompiglio affermando che
le locuzioni interiori sono meditazioni personali dei carismatici. Ciò
non è conforme all’insegnamento della Chiesa. La Bibbia (Cf. 1 Ts
5, 19-21), la Tradizione, e Papa Giovanni-Paolo II, ci insegnano che le
“locuzioni interiori” sono manifestazioni del Pensiero divino,
qualora risultino autentiche.
12
- A che servono i messaggi dei profeti
attuali?
Lo Spirito Santo ci può parlare in due modi, in maniera
ordinaria o in maniera straordinaria. La maniera ordinaria è tramite la
Chiesa, la maniera straordinaria è tramite i carismatici. Questi, quando
sono autentici, [23]
sono dei veri portavoce della parola di Dio, e meritano ascolto.
I
messaggi che Dio affida ai carismatici servono a capire il “sensus
plenior” delle parole della Rivelazione pubblica. [24] Il
CCC al n. 66 dice: ”Anche se la
Rivelazione [pubblica, ndr] è
compiuta, non è però completamente esplicitata”.
13 - Che cos’è il “grande
mosaico” di cui si parla in tante rivelazioni attuali?
Grazie ai vari carismi straordinari
concessi da Dio ai suoi Profeti sta nascendo un “grande mosaico”.
È come un grande disegno che descrive e spiega il Piano che Dio ha
concepito per l’Umanità. Bisogna sapere che per rivelare il suo
Piano, Dio si serve di tante persone, non di una soltanto, e che ogni persona
scelta riceve una piccola parte del progetto globale, non tutto il progetto.
Per conoscere tutto il progetto l’uomo deve ricomporre nell’ordine
voluto tutti i pezzettini che costituiscono il mosaico. Per fare questo ci
vuole pazienza e buona volontà, ma alla fine c’è la
soddisfazione di conoscere il progetto di Dio, che è bello e
incoraggiante, essendo un progetto di salvezza.
Esempi di missioni particolari: i
messaggi di Medjugorje hanno per scopo di fare camminare sulla via della
santità la parrocchia di Medjugorje e tutte le parrocchie del mondo,
quelli della carismatica che riceve i “Messaggi della Divina Sapienza” parlano al cuore delle
persone che hanno bisogno di essere incoraggiate a perseverare nel bene, quelli
di don Stefano Gobbi rivelano molte
cose che riguardano il passato, il presente, e il futuro, quelli di Maria
Valtorta ripetono e sviluppano gli insegnamenti di Cristo, quelli di Luisa
Piccarreta annunciano e spiegano il Regno del Divin Volere, quelli di Vassula
Ryden preparano il terreno alla riunificazione delle Chiese cristiane, quelli
di Mgr Ottavio Michelini guariscono le anime di buona volontà vittime
del male che ha invaso la Chiesa, quelli di Françoise evidenziano e
spiegano la missione che la Francia ha in seno alla Chiesa come sua figlia primogenita.
E così via.
14 - Il “Regno di
Dio” verrà sulla terra prima del Giudizio universale, o dopo?
Il
testo di Mt 25, 31-46 dice che il Giudizio universale chiuderà la storia
umana, e che dopo tale Giudizio rimarranno solo Paradiso e Inferno. Il Regno di Dio che deve venire sulla terra
è dunque da collocarsi prima del Giudizio universale, non dopo.
C’è
pure da dire che i Padri della Chiesa dei primissimi tempi hanno insegnato che
la Venuta intermedia di Gesù
ha per scopo di inaugurare il Regno di
Dio sulla terra. Quindi, chi negasse la Venuta
intermedia di Gesù ed il conseguente Regno di Dio in terra andrebbe contro i Padri della Chiesa dei
primi secoli, e contro la Bibbia.
Conclusione: Se qualcuno
dicesse che il Giudizio universale verrà prima del Millennio felice (che è il Regno di Dio in terra) andrebbe
contro la Bibbia. E se qualcuno dicesse che il Millennio felice non verrà affatto, direbbe una
falsità ancora più grossa. [25]
15 - Che significa
“Settimana universale”?
Il Piano che Dio ha concepito per creare,
redimere e santificare il Genere umano viene talvolta chiamato “Settimana
universale”, perché ha una struttura uguale a quella della nostra
settimana, che a sua volta assomiglia alla settimana creativa descritta nella
Genesi. [26]
Studiando
la patristica dei primi secoli della Chiesa, ci siamo accorti che i sette
“giorni” della Settimana universale sono sette millenni.
Riflettendo poi sulla struttura della suddetta Settimana universale
abbiamo scoperto che il millennio attuale (terzo dell’era
cristiana e settimo della Settimana universale) è l’ultimo
della serie. In virtù di questa sua posizione esso appare come la “Domenica”
[27]
della Settimana universale. Come tale
esso merita di essere considerato: “Giorno di santificazione e di
riposo”.
16
- La Settimana universale coincide forse col Piano di Dio descritto dalla
Bibbia?
Si! Il Piano divino che i
Profeti cristiani contemporanei ci rivelano oggi coincide con quello biblico, e
corrisponde in pieno con quello della Tradizione sacra: la Settimana universale. Quindi, se qualcuno parla di Parusia intermedia e di Regno messianico non è eretico.
Egli afferma una verità biblica connessa al concetto di “Millennio
felice” descritto in Ap 20, 1-6.
Non bisogna confondere quello che noi
diciamo con quello che dicono i
Testimoni di Geova, o i fautori del New Age. Quello che noi diciamo è
nelle parole del “Padre Nostro”: “Venga il tuo Regno … come in Cielo, così in
terra”.
17
- Il Regno di Dio in terra è forse un ritorno al Paradiso terrestre?
Stando alla Bibbia, il Regno di Dio in terra sarà veramente un paradiso terrestre.
Si tratta del famoso Millennio felice
di Ap. 20, 4-6, un periodo storico che deve ancora venire. Durante questo
periodo gli uomini vivranno nel Divin Volere. Come l’Eden iniziale, esso
assomiglierà al paradiso celeste, ma non sarà ancora il paradiso
celeste, che è lo stadio finale e definitivo del Regno di Dio.
18
- È vero che JNSR parla di una seconda Ascensione di Gesù al
Cielo?
Sì, è vero. La cosa si presenta come logica, e non
contraddice nessuna delle verità già presenti nei libri sacri.
Ritornando sulla terra in occasione della sua Venuta intermedia, Gesù
instaurerà il suo Regno, e quando tale instaurazione sarà
terminata, avverrà una sua seconda Ascensione. Il compito di
continuare a dirigere l’umanità fino alla Fine del mondo
spetterà alla nuova Chiesa.
Secondo
la Bibbia, alla fine del Millennio felice
una parte degli uomini si lasceranno ancora una volta ingannare da Satana, [28] e
il trionfo finale di Dio sulle potenze del male coinciderà con la fine
della storia dell’umanità e con il Giudizio universale.
– I
–
Messianismo.
|
1 - Messianismo: quello retto e quello distorto. 2 - Messianismo e Nuovo Testamento. 3
- Il Messianismo agli albori del Cristianesimo. |
1 - Messianismo: quello
retto, e quello distorto.
Il Messianismo è l’attesa del Messia. Si tratta di un concetto
intimamente legato alla vita del Popolo ebreo, al suo spirito, alla sua
mentalità. Per capirlo meglio conviene concentrarsi sul significato
della parola Messia, che per gli Ebrei può significare sia liberatore
che duce: più un liberatore
se l’interpretazione è spirituale, più un duce se l’interpretazione è
materiale (politica). [29]
Esempio
di interpretazione spirituale: Il Messia sarà un Giusto che sulla terra
avrà la funzione di amministrare l'ordine e la giustizia voluti da
Dio.
“Un virgulto spunterà dal tronco di Yesse,
un virgulto spunterà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga che percuoterà il
violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,
cintura
dei suoi fianchi la fedeltà”. [30]
Esempio
di interpretazione materiale: Il Messia sarà un Potente che sulla terra
avrà la funzione di duce, o di re.
“Tu, Signore, scegliesti Davide come re su Israele.
Giurasti a lui per sempre
di non far cessare il suo potere regale per la sua stirpe...
Ci hanno cacciati via, loro ai quali non l’avevi promesso...
Hanno devastato il trono di Davide...
Tu, o Dio, abbattili ed elimina la loro stirpe dalla terra...
Che
il tuo servo regni su Israele.” [31]
Di
queste due interpretazioni, la più frequente è purtroppo quella
materiale. Da che cosa dipende? Dal fatto che il Popolo ebreo è un
popolo di “dura cervice”? [32] Sarà,
ma a prescindere dal fatto che davanti a Dio il Popolo ebreo rappresenta tutta
l’Umanità, di perfettamente chiaro per noi c’è
soltanto una cosa, ed è questa: da quando Dio ha promesso al Popolo
ebreo un liberatore, ogni Ebreo finisce per costruirsi una mentalità al
centro della quale troneggia la grande figura di questo
“Liberatore” promesso da Dio. Succede però che le vesti
umane del Messia mutino secondo il cuore dell’Israelita che lo pensa.
C’è chi lo pensa in modo spirituale e con vocazione universale, e
chi invece lo concepisce materialmente (politicamente) e con vocazione
nazionalistica.
Al
tempo di Gesù, che nacque a Betlemme, in una grotta, [33]
quasi tutti gli Ebrei si erano abituati a concepirlo come un liberatore in
senso politico, cioè materiale, e siccome Gesù non fu come loro
se l’aspettavano, fu rigettato. Il primo a rigettarlo fu Erode, che per
gelosia tentò di sopprimerlo facendo ammazzare centinaia di neonati. Fu
la famosa “Strage degli Innocenti”, tutti della regione di
Betlemme. I secondi a rigettarlo furono quei dottori della Legge che nel Tempio
discussero con lui, adolescente, e lo rigettarono perché non capirono le
parole da Lui proferite in senso spirituale anziché materiale. [34] I
terzi a rigettarlo furono coloro che riuscirono a farlo morire crocifisso per
opera dell’autorità romana.
Come
si svolsero gli avvenimenti?
Nell’anno
63 a. C. la Palestina subisce il giogo dell’Impero romano, e per gli
Ebrei diventa sempre più importante la figura del Liberatore promesso da
Dio. Purtroppo tale Liberatore viene concepito in chiave politica. Per esempio,
l’opposizione degli Zeloti contro la forza di occupazione romana ha una
componente messianica. Anziché concepire il Messia come un liberatore
spirituale e universale, gli Zeloti lo concepiscono in maniera nazionalistica,
come un duce politico (una specie di Mussolini a lieto fine). La predicazione
di Gesù dovrebbe rimettere le cose a posto, e invece produce una
divisione nel Popolo eletto: gli israeliti sensibili ai valori spirituali e
universali accettano Gesù come Messia, mentre coloro che si interessano
unicamente ai valori materiali e politici lo respingono. I capi del sinedrio lo
respingono con grande ferocia. La maggioranza di essi non cerca i valori
spirituali ma quelli materiali, non aspira alla giustizia e alla verità
ma alla forza e al comando. Gesù muore all’età di
trentatrè anni, crocifisso dai Romani, ma per volere dei sinedristi
ebraici.
Nessun
altro Messia in vista? Eccome! Tantissimi, e tutti falsi. Se applichiamo alla
parola anticristo il significato di negatore del Verbo divino, possiamo dire
che gli anticristi più noti nell’ebraismo sono: Menachem ben
Jehudah, che a suo tempo ha capeggiato gli zeloti; Simon ben Kosiba (Kokba),
che a suo tempo ha suscitato una grande ribellione contro i Romani (132-135 d.
C.); il cabalista Abraham ben Shemuel Abufalia, che nel XII secolo ha
addirittura tentato di convertire il Papa di Roma; ed infine il famoso
Shabbetaj Zevi (2ª metà del XVII secolo) che con la sua abiura ha
fatto traballare il giudaismo del mondo intero.
Visto
il ruolo importante assunto negli ultimi secoli da Shabbetaj Zevi, a questo
punto ci sembra opportuno accordare un po’ di spazio alla sua persona.
Egli, suo malgrado, ha fondato il sabbatianismo. [35] La
storia di questo anticristo ebraico ci offre un esempio di come la Parola di
Dio si possa manipolare, e di quanto nocivi siano gli effetti prodotti da certe
manipolazioni abusive di detta Parola.
Shabbetaj
Zevi nasce a Smirne nel 1626. È Ebreo, un ebreo a tendenza
ereticale. Cacciato da Smirne, da Salonicco e da Costantinopoli, finisce per
rifugiarsi in quel di Gerusalemme, e nel 1655 incontra a Gaza il cabalista
Nathan ben Elisha, che allora è ritenuto una specie di santo. Nathan gli
dice che Dio l’ha scelto come Messia. Shabbetaj si lascia convincere ed inizia a predicare. Nathan
diventa il suo profeta annunciatore, e lo presenta a tutti come Messia. [36]
Per sedurre i cittadini di Smirne Shabbetaj pronuncia sulla piazza, a capo
scoperto e ad alta voce, il sacro nome di Dio, senza che il fulmine divino lo
stramazzi a terra. [37] In
fin dei conti Shabbetaj viene arrestato dall’autorità turca e
posto davanti all’alternativa di essere ucciso o di abiurare la religione
ebraica a favore dell’islamismo. Shabbetaj sceglie l’abiura e passa
all’islamismo. Nè questa sua abiura nè la sua morte
avvenuta nel 1676 mettono fine al movimento da lui avviato, questo
perché [38]
Nathan ben Elisha (il suo ex annunciatore) trasforma l’apostasia di Zevi
in una posizione teologica, spiegandola come necessaria al processo di
redenzione: il Messia deve sprofondare nel mondo del male perché
soltanto così potrà liberare se stesso e Israele.
Caratteristica
principale del sabbatianismo è l’opposizione alla Legge antica
allo scopo di instaurare una legge nuova, sovversiva e peccatrice. Ne deriva la
totale impunità da ogni crimine, dal momento che diventa lecita ogni
apostasia, e che le azioni non sono più sottoposte ad alcuna legge
religiosa, nè vecchia nè nuova. La dottrina e l’esempio di Shabbetaj Zevi feriscono seriamente il
giudaismo vero. Le conseguenze di questa crisi sono ancora visibili là
dove gli Ebrei rifiutano qualsiasi forma di attesa messianica perché,
dicono essi, l’ateismo è meno complicato della religiosità.
I falsi messia, gli anticristi dell’ebraismo, con le loro azioni male ispirate hanno
messo a dura prova il Messianismo, quello ebraico prima, e poi anche quello
universale, perché hanno fatto cadere la fede che permette agli uomini,
a tutti, sia Ebrei che Cristiani, di sperare in un futuro migliore, quello di
un Regno messianico vissuto sotto
l’egida del grande liberatore promesso da Dio: liberatore, salvatore,
redentore, a seconda dei diversi punti di vista.
Ancora
oggi, alla base dell’occultismo giudeo-massonico è possibile
reperire elementi sabbatianici. Lo spirito dell’Anticristo sfrutta questi
elementi pseudo-teologici per far credere all’Ebreo che per collaborare
alla redenzione di Israele e del mondo è necessario perseguitare Cristo
e la sua Chiesa.
In
fin dei conti, la follia di alcuni movimenti occulti e satanici è di
credere che per dare a Israele il dominio mondiale è necessario che
l’Anticristo prevalga su Cristo e la sua Chiesa. [39]
Riassunto schematico
|
Messianismo di stampo ebraico:
Un grande Liberatore è promesso da Dio alla Casa d’Israele. [40] |
|
|
Interpretazione
“A” Alcuni − non molti − interpretano
la parola liberatore, alias
“Messia”, in chiave spirituale e universale. (Apostoli e primi
discepoli di Gesù). |
Interpretazione “B” Alcuni altri −
parecchi − interpretano la
parola liberatore, alias
“Messia”, in chiave materiale e nazionalistica. (Farisei,
Sadducei, Scribi, Zeloti, ecc...). |
2 - Messianismo e Nuovo
Testamento.
Che
significato ha il nome “Gesù-Cristo”?
La parola Cristo deriva dal greco
Christòs, che vuol
dire Messia. Messia a sua volta
significa: “Il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle
genti”. Una persona desiderosa di annunciare che “Gesù
è il Messia”, anziché dire “Gesù”, dice “Gesù Cristo”. Dalla parola Messia deriva poi la parola
messianismo, che in breve significa: “Concetti e argomenti riguardanti il
Messia, il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle genti”.
Quando
Gesù nasce a Betlemme, l’idea
messianica (quella che implica la Venuta del Cristo, del Messia, l’atteso
delle genti), esiste presso gli Ebrei da secoli, e potrebbe essere descritta in
questo modo:
“Quando i tempi saranno maturi, verrà instaurato sulla
terra il Regno di Dio. Colui che lo instaurerà sarà un Re di
origine celeste. Il potere di questo Re si estenderà su tutti i popoli.
Il suo Regno sarà un regno di giustizia e di pace. Questo Re
assicurerà la prosperità, distruggerà la Morte, e ai
giusti concederà la Risurrezione affinché godano anche sulla
terra di quella vita alla quale erano destinati, ma della quale non hanno mai
potuto usufruire pienamente a causa della presenza del Maligno sulla terra. I
nemici di Israele saranno uno sgabello ai suoi piedi”.
Come
risulta da questa descrizione, una persona che volesse interpretare la promessa
di Dio in senso nazionalistico lo può fare (Esempio: “I nemici di
Israele saranno uno sgabello ai suoi piedi”), ma una persona che fosse
più sensibile ai valori spirituali e universali, già potrebbe
interpretare la promessa per quello che veramente è, una promessa di Dio
all’intera Umanità: “Io che sono il Creatore di tutto,
attraverso il mio popolo − il Popolo d’Israele −
manderò nel mondo un grande liberatore. Questi farà regnare la
giustizia, distruggerà la Morte, ecc…”.
Gli
Apostoli − che sono Ebrei − conoscono questa promessa divina, e ci
credono. Essi vedono in Gesù il Messia promesso, ma non sono in grado di
capire del tutto com’è fatta la sua Persona. Divina? Umana?
Metà e metà? In essi c’è una lotta:
“Gesù è umano, o è divino? E il suo regno
sarà umano oppure divino?” Prima di ricevere la luce e la forza
del divin Paraclito essi lo concepiscono talora come un duce nazionale, e
talora come un redentore universale. In essi c’è un po’ di
vecchio e un po’ di nuovo. Vivono l’esperienza di una lotta interiore
tra la parte materiale e la parte spirituale del loro essere. La prima è
sedotta dal mondo sensibile, un mondo circoscritto alla nazione ebraica, mentre
la seconda, incoraggiata dai discorsi di Gesù, si lascia sedurre sempre
di più dai valori spirituali, che sono universali. Alla fine, dopo aver
vissuto con Gesù per tre anni, constatando che Gesù è
risorto, si preoccupano di sapere da Lui se è giunto il momento di
realizzare il “Regno
d’Israele”. Chiedono a Gesù: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno
d’Israele?” Ma Gesù risponde: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato
alla sua scelta, ma avrete la forza dello Spirito Santo che scenderà su
di voi, e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e
fino agli estremi confini della terra”. (At 1, 6-8).
In
questa risposta Gesù promette ai suoi Apostoli che la forza dello
Spirito di Dio li renderà capaci di testimoniare in favore della sua
opera “fino agli estremi confini della terra”. (Questa promessa si
realizzerà alla Pentecoste).
− “Ma allora, Maestro, è proprio vero che il
Regno di Israele si estenderà fino agli estremi confini della
terra”?
−
Sì, è vero.
−
Ci sembra impossibile! A meno che…
A meno che… … … Maestro,
che senso ha l’espressione “Regno d’Israele”? Politico
o spirituale?
A
questo punto interveniamo noi, per dire che Gesù, con le parole e con
l’esempio, ha sempre risposto “spirituale”,
ma che nel corso della storia metà del mondo ebraico risponderà
“spirituale”, e l’altra metà risponderà
“politico”. Come il ladrone Disma, definito buono, la prima
metà morirà solo di morte fisica –
una morte che in realtà è una liberazione, una nascita alla vita
eterna – mentre la seconda metà, composta di impenitenti,
morirà sia fisicamente che spiritualmente. La vera morte, quella eterna,
è la morte spirituale. Quanto agli Apostoli, dopo la Pentecoste essi
intuiscono spiritualmente, in profondità, che il Nuovo Israele non
è una terra, una nazione, uno stato, ma è la Chiesa fondata dal
loro Maestro: la Chiesa universale. [41]
Gesù
rivela agli Apostoli che grazie allo Spirito Santo essi capiranno tutto, anche
quello che per ora non sono in grado di capire. Cosa rimane da capire? Per essi
e per noi rimane da capire che Cristo con la sua morte e la sua risurrezione ha
realizzato l’atteso “Regno messianico” non come si raccoglie
un campo, ma come lo si semina. Nel dire alle folle: “Il Regno di Dio è già
in mezzo a voi” Gesù diceva che il suo seme era tutto gettato.
…
Quanto
al raccolto, c’è da dire che il seme, per produrre il suo frutto ha bisogno di tempo: il
tempo di spuntare, di crescere, e di maturare. Il raccolto ci sarà, ma a
suo tempo, alla fine del processo di maturazione.
La
tentazione per ognuno di noi è di sapere subito quando ci sarà il
raccolto. Come bambini golosi o affamati ci chiediamo con ansia: Oh, quando verrà dunque il tempo di
raccogliere? La verità, per chi la vuol sapere, è questa:
prendendo come base il quadro della Settimana
universale (che come ormai sappiamo è composto di sette millenni) i
primissimi Padri della Chiesa sostenevano che il raccolto sarebbe avvenuto tra
la fine del sesto millennio e l’inizio del settimo. I mistici odierni pur
ignorando quasi tutto dei suddetti Padri e sul tempo fissato da Dio per
realizzare questo suo “raccolto”, [42]
dichiarano che Gesù sta per tornare sulla terra, e che il tempo presente
è un tempo conclusivo, che si addice alla realizzazione del raccolto.
Siamo all’inizio del terzo
millennio della storia cristiana. Detto millennio, come abbiamo già
visto, corrisponde al settimo della
storia umana. Siamo quindi arrivati al tempo della seconda Venuta di Cristo, la
Parusia intermedia. [43]
Troviamo
scritto negli Atti:
– “Detto questo, Gesù fu elevato
in alto sotto i loro occhi, e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E
poiché essi continuavano a fissare il cielo mentre lui se ne andava,
ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero:
“Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo
Gesù che dalla terra è stato assunto in cielo, un giorno
ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare”.
(1, 9-11).
Il
“messianismo” degli Apostoli sembra qui confermato dagli angeli,
che affermano: “Gesù… ritornerà
allo stesso modo in cui l’avete visto andare”.
Gesù
è risorto e poi è ritornato in Cielo; ma per evitare che i suoi
rimangano orfani ha promesso loro la presenza dello Spirito Santo. Siccome la
presenza dello Spirito Santo in noi e fra noi è la stessa presenza di
Cristo, non ci sarà nessun vuoto
cristologico nel primo periodo di
tempo, quello che va dall’Ascensione alla Parusia intermedia che sta per
venire, e ancora meno nel secondo
periodo, quello dei mille anni che vanno dalla Parusia intermedia alla
Parusia finale. Noi infatti crediamo alla presenza reale di Gesù nei
sacramenti, nel sacerdozio, e in seno ad una comunità orante. Siamo convinti che i due suddetti periodi,
soprattutto il primo, hanno per scopo di dare al grano di Gesù il tempo
di maturare nel suo campo.
Nel libro dell’Apocalisse, per spiegare il posto occupato
dalla Parusia intermedia – e
dal conseguente Millennio felice –
nel contesto globale della Settimana
universale, S. Giovanni si serve di un settenario di sigilli. [44]
Così tutte le profezie messianiche dell’Antico Testamento si
trovano confermate nel Nuovo, mentre invece nella riflessione rabbinica
posteriore a Gesù nulla appare di tutto questo.
3 - Il Messianismo agli
albori del Cristianesimo.
Il
Messianismo dei primi cristiani rimane integro fino all’epoca di Origene
(un notabile del mondo culturale di Alessandria d’Egitto, 185-254 d. C.),
poi le cose si guastano perché Origene riesce a convincere molti
cristiani della necessità di interpretare l’Apocalisse in maniera
simbolica. [45] Lo studioso Eusebio di Cesarea (265-340)
riprende e sfrutta le tesi di Origene senza correggerle. Dopo di lui altri
studiosi impostano le tesi bibliche allo stesso modo. Fra questi figurano S.
Girolamo (347-420) e S. Agostino
(354-430).
Parlando
di S. Girolamo, lo studioso Gabriel Peters dice: “Girolamo fu prima di tutto un discepolo di Origene, che in seguito
ripudiò; di conseguenza nella sua opera di esegesi si nota uno
slittamento progressivo dal senso allegorico (cioè simbolico, ndr) al senso letterale, quello che Steinmann
chiama “disintossicazione”. [46]
E a
proposito di S. Agostino il professor Vincenzo Mercante scrive: “L’interpretazione simbolica e
spirituale del Millennio risale a Origene e ad Agostino, ed è oggi
quella generalmente sostenuta”. [47]
C’è forse un legame tra Messianismo e
Parusia intermedia? Il legame c’è. Visto che il Messianismo
è l’atteggiamento di chi attende il Messia, colui che non
attendesse più il Messia, oppure lo attendesse soltanto per la Fine del
mondo – escludendo in tal modo la sua Venuta intermedia – inventerebbe
un messianismo che nella realtà del progetto divino non esiste. In poche
parole, se il progetto di Dio comporta tre Parusie, il Messianismo retto
è di saper attendere il Messia a ciascuna di esse. Continuando sulla
stessa idea, se per molti Ebrei fu uno sbaglio quello di rigettare il Cristo
della prima Parusia, noi pure sbaglieremmo, e altrettanto gravemente, se
rigettassimo il Cristo della seconda Parusia, quella intermedia. Se la prima
Parusia ha permesso a Cristo di venire tra noi come Redentore, la seconda, quella che oggi appare imminente,
permetterà allo stesso Cristo di ritornare fra noi come Re di gloria, e di instaurare tra noi il
suo Regno messianico.
Eusebio di Cesarea e seguaci non parlano mai di
questione “parusiaca” nei loro scritti. La Parusia intermedia non
c’è. Evacuata. Chi dunque si fida ciecamente di questi autori
finisce per credere che la questione “millenaristica” sia
l’unica che meriti considerazione. Il resto non esiste, o non conta.
Risultato: il quadro della Settimana
universale è cambiato. Essendo sparita dal quadro la Parusia
intermedia, che rappresenta un dato essenziale del disegno divino, umanamente
parlando non è più possibile comprendere il Piano di Dio nella
sua compiutezza e nella sua bellezza. [48]
Solitamente
Dio concede all’uomo di buona volontà l’aiuto necessario per
correggere i dati di un problema che l’ignoranza umana o l’astuzia
demoniaca hanno reso insolubile. Oggi per esempio, Dio interviene per
correggere i dati relativi al problema della Parusia intermedia. Ma quanti amano Dio al punto di fare attenzione
ai suoi messaggi? Per esempio, un teologo di rispetto potrebbe dire di credere
ai profeti antichi. Non rischierebbe grosso. Ma come potrebbe lo stesso teologo
mettersi a dire: “Credo ai Profeti cristiani contemporanei”? Se
facesse questo perderebbe la sua reputazione, perché i profeti
contemporanei parlano di Parusia
intermedia, una cosa dimenticata, fuori moda, una cosa balorda, un soggetto
tabù! Per affrontare onestamente un problema del genere ci vorrebbe
eroismo, e dove trovarlo?
In precedenza abbiamo visto che il responsabile
numero uno dell’interpretazione erronea che subisce il testo
di Ap 20, 1-6 a partire dal quarto
secolo è Origene, ma abbiamo notato che anche S. Girolamo e S. Agostino sono un po’
responsabili di questo errore poiché in qualche modo si sono lasciati da
lui influenzare. Come mai Girolamo e Agostino non hanno visto il
tranello nel quale sono poi caduti? La spiegazione è la seguente. Nei
suoi primi anni di vita, il Cristianesimo dipende molto dalle traduzioni ben
fatte o mal fatte dei passi biblici. Le continue contestazioni dei fedeli sulle
varie traduzioni inducono Origene a tradurre in greco una volta per tutte la
totalità del testo biblico, che all’origine è in ebraico.
Il suo lavoro incide sulla Chiesa d’Oriente, e un secolo dopo è
imitato in Occidente da S. Girolamo,
che non conoscendo abbastanza l’ebraico, traduce in latino quello che
Origene ha tradotto in greco. S. Agostino, lui, conosce poco il greco, e ancor
meno l’ebraico. Dunque si fida delle conoscenze linguistiche greche di
Girolamo, il quale a sua volta si è fidato delle conoscenze linguistiche
ebraiche di Origene. [49]
Nel
tradurre da una lingua all’altra è facile per un traduttore cedere
all’idea di aggiungere dei commenti personali ai passi tradotti. Quando
ciò avviene, i commenti corrispondono al modo di pensare del traduttore.
Come pensa il traduttore Origene? Egli appare oggi come un uomo capace di
costruire attraenti castelli teologici con parole complesse e seducenti, ma nel
suo tempo non fu percepito subito come tale. Il suo stile eloquente e la
reputazione di uomo colto che si era creato lo rendevano quasi invulnerabile
alle critiche sfavorevoli. Pochi si accorsero che propagava errori di
interpretazione. La sua principale eresia è l’apo-catastasi, che sarà condannata dalla Chiesa, ma
più tardi. [50]
(Non si tratta di una verità rivelata da Dio e tramandata dai Padri, ma
di un insieme di teorie che tendono a
ridurre il Cristianesimo a filosofia).
La distorsione è evidente, ma c’è chi non la percepisce
ancora come tale, e tenta di presentare il fenomeno come un normale
“processo di ellenizzazione del
Cristianesimo”. Per quanto ci
riguarda, una distorsione rimane una distorsione. [51]
Si dice che Demetrio, che allora era vescovo
di Alessandria, abbia convocato un sinodo diocesano che dichiarò Origene
eretico. Visto il dissenso di alcuni − e siccome Origene non si dava per
vinto − nel 231 lo stesso vescovo dichiarò invalida anche la
consacrazione sacerdotale di Origene. [52] Ma
ormai il seme dell’eresia origeniana si era già sparso
all’intorno, contaminando seriamente molti scritti teologici. Nel
presentarsi fantasioso e ricco di “buonismo”, il Cristianesimo di
Origene otteneva grande successo. Grazie a questo “buonismo” la
salvezza veniva estesa anche ai dannati dell’inferno. [53]
|
|
Origene (Nato ad Alessandria d’Egitto nel 185. Morto a Tiro nel
254.) Fu direttore del didascaleo cristiano di Alessandria
d’Egitto. Nel 231 si stabilì a Cesarea, in Palestina. Scrisse
numerosi trattati di ascesi, di dogmatica, di esegesi. Molti punti della sua
dottrina furono condannati al Concilio di Costantinopoli, quello del 553. |
Per
mettere in guardia gli studiosi sulla “pericolosità” di
Origene in campo teologico avrebbero dovuto bastare i legittimi interventi del
vescovo Demetrio, invece Origene ebbe tanti ammiratori fra i cristiani. Tra
questi ci fu il sopra citato Eusebio di
Cesarea, e poi S. Girolamo. [54]
Il De Lubac
dice che per fare dell’esegesi biblica S. Girolamo si fidò
ciecamente delle traduzioni che Origene aveva fatto dall’ebraico al
greco, [55] e
che questa eccessiva dipendenza di Girolamo su Origene fa di lui un mediocre
studioso di questioni escatologiche. Visto che per quanto riguarda
l’escatologia S. Agostino dipende da S. Girolamo, anche
l’autorità di S. Agostino diminuisce. Possiamo dire che su certe posizioni
essa diminuisce fino a svanire completamente.
– II –
millenarismo
|
1 - Il Millenarismo
presso i primi Padri della Chiesa. 2 - S. Agostino: il
grande equivoco sul Millenarismo biblico. 3
- Le varie forme di millenarismo corrotto. |
1 - Il Millenarismo presso
i primi Padri della Chiesa.
Se un oggetto sacro può essere
profanato, un concetto sacro lo può essere altrettanto, ed è
quanto è successo al concetto di Millenarismo. Da sacro è
diventato profano, da vero è diventato falso, da ortodosso che era
all’origine, ora tutti lo considerano un’eresia. Come mai?
Spiegazione:
Il Millenarismo
è un concetto biblico che si presenta in Ap
20, 1-6. Il testo che lo descrive ha per titolo “Il Millennio
felice”. Il testo
è questo:
“Vidi poi un angelo che
scendeva dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano.
Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo,
Satana – e lo incatenò per mille
anni; lo gettò nell’abisso, ve lo rinchiuse e ne
sigillò la porta, Perché non seducesse più le nazioni,
fino al compimento dei mille anni.
Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi
vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di
giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di
Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la
sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi
ripresero vita e regnarono con Cristo per mille
anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al
compimento dei mille anni. Questa
è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte
alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno
sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni”.
Per
identificare il concetto espresso in questo passo, lo studioso J. De Parvulis
si serve dell’espressione “Millenarismo biblico”. [56] I
Padri della Chiesa dei primissimi tempi non hanno nessuna difficoltà a
credere al Millenarismo biblico, ma
coloro che un po’ più tardi ruotano attorno alla figura e al
pensiero di Origene stentano a crederci. Origene fa sparire dal contesto
biblico sia il Millennio descritto da
S. Giovanni, che la Parusia intermedia
che lo deve inaugurare. Di conseguenza la parola “millenarismo”
utilizzata da Origene non significa più che il “Millenarismo
biblico” è vero, ma bensì che il “Millenarismo
biblico” è falso. Se Origene avesse espresso questo concetto
direttamente e con parole chiare non sarebbe stato creduto da nessuno –
perché la Bibbia non è soggetta a condanne, e non può
essere dichiarata falsa da nessuno – ma il fatto di averlo espresso in
maniera indiretta, simbolica, e con parole altisonanti, gli ha permesso di
essere creduto da un certo numero di persone.
Malgrado queste difficoltà, la
Verità non cessa di esistere. Si fa strada un po’ a modo suo. Conoscere
le tracce del suo percorso non nuoce a nessuno, anzi, in certi casi la cosa si
rivela di grande utilità. Ecco dunque le suddette tracce, esposte
brevemente.
Didaché.
Il
più antico degli scritti patristici è un fascicolo redatto in
lingua greca, e s'intitola “Didaché”.
Esso risale al primo secolo
dopo Cristo. S. Atanasio lo
ammira talmente che lo vorrebbe ritenere un libro sacro. Detto fascicolo
è usato sia come manuale per istruire i primi cristiani, sia come libro
di lettura nelle assemblee eucaristiche. A proposito del il Millenarismo biblico, esso contiene un
passo interessante, redatto in questi termini:
“Negli ultimi giorni aumenteranno i falsi profeti e i corruttori.
Le pecore si muteranno in lupi e la carità si muterà in odio.
Crescendo l’iniquità, gli uni odieranno gli altri, si
perseguiteranno e tradiranno a vicenda. Allora comparirà il seduttore
del mondo [l’Anticristo, ndr] il
quale si presenterà come il Figlio di Dio, operando miracoli e prodigi.
La terra sarà nelle sue mani, e farà cose scellerate mai viste
dal principio del tempo. Allora arriverà per il genere umano il fuoco
della prova. Molti si scandalizzeranno, e periranno. Quelli invece che
rimarranno fedeli nella fede saranno salvati dalla maledizione. Allora
appariranno i segni della verità: prima il segno dello squarcio nel
cielo, poi il segno del suono di tromba, in terzo luogo la risurrezione dei
morti. Non di tutti, ma secondo quanto fu detto: “Verrà il Signore [nella Parusia intermedia, ndr] e tutti i santi con Lui”. Allora il
mondo vedrà il Signore che viene sopra le nubi del cielo”. [57]
Questo passo della Didaché
riflette l’interpretazione letterale di Ap 20, 1-6, sul quale si
appoggia. La patristica dei primissimi secoli di Cristianesimo utilizza
l’interpretazione letterale, ma con Origene, Girolamo e Agostino,
l’interpretazione letterale cede sventuratamente il passo a quella
simbolica.
Lettera
di Barnaba.
Questo scritto è contemporaneo
alla Didaché. Nel confermare
l’esistenza della Settimana
universale esso conferma anche il senso letterale attribuito ad Ap 20, 1-6.
Il testo dice:
«Nei dieci comandamenti, quando Dio in persona parlò a
Mosè sul monte Sinai, del sabato è scritto: “Santificate il
sabato del Signore con le mani pure e con il cuore puro”. E in
un’altra parte dice: “Se i miei figli osserveranno il sabato,
allora stenderò la mia misericordia su di loro.” Si parla del
sabato al principio della creazione: “E fece Dio in sei giorni le opere
delle sue mani, e nel settimo giorno si riposò, e lo
santificò.” Osservate, o figli, che cosa significa
“terminò in sei giorni.” Questo significa che in seimila
anni il Signore compirà ogni cosa. Un giorno per lui indica mille anni.
Dunque, o figli, in sei giorni, che sono seimila anni, saranno compiute tutte
le cose. L’espressione “e nel settimo giorno si
riposò” significa: “Il Figlio suo, quando tornerà
sulla terra (Venuta intermedia, ndr) distruggerà il tempo
dell’iniquo (l’Anticristo, ndr), giudicherà gli empi (nel Giudizio interiore, ndr) e muterà il sole, la luna e le
stelle. Allora il riposo sarà buono nel settimo giorno”. »
[58]
Risulta
che l’Apocalisse di S. Giovanni
è strutturata su dei settenari. Ce ne sono tre: 1) quello delle Chiese,
2) quello dei Sigilli, 3) quello delle Coppe.
Nella Bibbia il settenario rappresenta non solo la struttura della Settimana della creazione, ma anche
quella della Settimana universale. In
codesta Settimana, il Millennio felice
è previsto in settima posizione, la posizione del giorno domenicale.
È molto probabile che lo stesso S. Giovanni abbia trasmesso queste
spiegazioni interpretative ai primi Padri. Noi presumiamo che fu lui a dire
loro che il 7° sigillo era quello del Millennio
felice, aggiungendo che detto Millennio
sarebbe stato inaugurato da Cristo al momento della Parusia intermedia, anticipatrice di quella finale. [59]
L’ottavo giorno, a nostro avviso, già si trova
nell’eternità. È il “giorno” eterno.
S.
Giustino.
S. Giustino è un apologista greco
del 2° secolo. La sua vita scorre tra l’anno 100 e l’anno 165.
Da pagano fu filosofo: prima stoico, poi peripatetico, e infine pitagorico.
Nessuna filosofia riuscì a convincerlo, ma l’onesta ricerca della
verità finì per condurlo al Cristianesimo. Nel suo: Dialogo con Trifone è possibile
vedere che cosa lui pensa della questione escatologica. Alla domanda
dell’ebreo Trifone che gli chiede se è vero che Gerusalemme
sarà riedificata e da loro abitata assieme a Cristo glorioso e assieme
agli antichi patriarchi Ebrei risuscitati, Giustino risponde:
«Uno dei nostri, chiamato Giovanni, in una rivelazione a lui
fatta, ha predetto che coloro che avranno creduto in Cristo trascorreranno
mille anni in Gerusalemme. Trascorsi quei mille anni ci sarà la
risurrezione generale, eterna, di tutti assieme contemporaneamente, e infine il
Giudizio. » [60]
In questo testo S. Giustino, che è cristiano, dimostra di
accettare la Tradizione apostolica della Settimana
universale, ma Trifone, che è ebreo, ha difficoltà a
concepire il Messianismo in chiave cristiana. Il Messianismo non esiste
più tra gli Ebrei, [61] e
anche certi cristiani sono disorientati. Il clima teologico è incerto.
Sorgono sette che mettono in crisi tutta la dottrina cristiana. Per esempio, i
Montanisti vorrebbero sbarazzarsi dell’Antico Testamento al completo.
S. Ireneo.
Il
più grande dialettico cristiano del 2° secolo è S. Ireneo da
Lione, definito il “Padre della
dogmatica”. Egli si
domanda: «In quanti "giorni" Dio ha creato il mondo? »
Noi conosciamo la risposta che ci è data dalla Bibbia. Secondo la Genesi
Dio ha creato il mondo in sette "giorni". S. Ireneo continua il suo
discorso dicendo:
«In quanti giorni fu fatto il mondo, in altrettanti millenni
avrà la sua durata. È per questo che la Genesi dice: “E
furono compiuti il cielo e la terra con tutti i loro ornamenti. Dio
compì tutte le sue opere in sei giorni, e nel settimo si
riposò”. Queste parole sono storia e profezia nello stesso tempo,
poiché riguardano le cose passate e le cose future. Un giorno presso Dio
è mille anni. Se Dio fece tutte le opere della creazione in sei giorni,
ciò significa che la durate di queste cose sarà di seimila
anni”. » [62]
S.
Ireneo contribuisce molto alla formulazione teologica di quanto riguarda
l’Anticristo. Dice per esempio che l’Anticristo verrà per
riassumere in sè l’iniquità umana di seimila anni, i sei
mila anni trascorsi a partire dalla creazione di Adamo. Circa
l’Anticristo egli aggiunge quanto segue:
«È
detto che il suo numero 666 − cioè 6 centinaia, più 6
decine, più 6 unità − è come una ricapitolazione di
tutta l’apostasia perpetrata durante i 6.000 anni precedenti. Infatti
questo mondo sarà portato a termine in tanti millenni quanti furono i
giorni impiegati a farlo. Come dice la Genesi: “Così furono
portati a termine il cielo, la terra, e tutte le cose. Dio terminò il
suo lavoro in sei giorni, e nel 7° giorno si riposò.” Questo
ci rivela in che modo furono fatte le cose, ma è anche una profezia del
futuro! Infatti se il giorno del Signore è come 1000 anni, e il Signore
ha portato a termine le sue opere in sei giorni, è evidente che alla
fine del 6° millennio tutto sarà effettuato...” [63]
Lattanzio.
Lattanzio è un
apologista del 3° secolo (260-325). Egli commenta: “Come in sei giorni Dio creò il mondo e al settimo si
riposò, così la verità e la religione faticheranno e
saranno tribolate per seimila anni dall’errore e
dall’iniquità, ma nel settimo millennio godranno riposo e
pace.” [64]
Eusebio
Gallicano.
Eusebio Gallicano si
interessa al profeta Daniele. Dice che il numero di "settimane" che
rappresenta la durata dell’esilio del Popolo ebreo a Babilonia,
rappresenta anche la durata del mondo calcolato in millenni: “Che significa questo numero sette?
Significa i “giorni” del mondo.” [65]
Andrea
di Cesarea.
Andrea di Cesarea ha
vissuto nel 5° secolo, e ha scritto un commento al libro
dell’Apocalisse. In esso si legge: “Dopo
la sesta tromba l’Angelo che proclama che non vi sarà più
tempo, dimostra che dopo i seimila anni poco o nulla resterà al mondo. [66] Ma nei giorni della voce del settimo Angelo,
quando si incomincerà ad ascoltare la tromba, si consumerà il
mistero di Dio svelato dai suoi profeti.” [67]
S. Pietro e S. Paolo.
Essendo
Ebrei, ma Ebrei cristiani, S. Pietro e S. Paolo, come anche S. Giovanni, hanno
ripreso il sabatismo ebraico in chiave cristiana. Per fare questo si sono
basati sulle profezie di Isaia, di Daniele, di Ezechiele, sul salmo 89, e
soprattutto sulla Settimana della
Creazione. Dalla sintesi di queste fonti sacre è uscito il modulo
della Settimana universale. Sulla
base di tale modulo S. Pietro e S. Paolo affermano che nel settimo millennio
Dio si “riposerà” dalla lotta sostenuta contro Satana.
Sappiamo che i Padri della Chiesa dei primissimi tempi −
alcuni dei quali hanno ricevuto l’insegnamento dagli Apostoli −
continuano la Tradizione ebraica, quella vera. La loro posizione dottrinale, di
conseguenza, è sana, lineare, ortodossa. [68]
Ciò malgrado quasi tutti i teologi di oggi preferiscono ignorare questi
Padri. Motivo? Li accusano di essere “millenaristi”. Accusare
questi Padri di “millenarismo” non è corretto. Non lo
è nè sul piano morale nè su quello teologico. Sul piano
morale i suddetti Padri sono tutti di fede provata, su quello teologico
è bene ripetere che esiste un millenarismo non condannabile. Non
è quello inventato da Origene, nè quello crasso di Cerinto, ma
quello che nella Bibbia ha per contesto la Settimana
universale, e che i santi Apostoli e i suddetti Padri hanno predicato prima
ancora che Origene non fosse. [69]
Il creduto “ritardo” del Regno messianico non è estraneo alla defezione di alcuni
cristiani della Chiesa primitiva, [70] ma
a causare il crollo della Chiesa africana, e scismi a non finire, non è
questo preteso “ritardo” del Messia, ma l’errore madornale di
Origene che ha fatto credere al mondo intero che il Millennio felice iniziava con la Risurrezione di Cristo. Un errore
di due mila anni!
Chi
è sveglio corregga questo errore. Chi è sveglio si prepari a
ricevere Gesù che in questi tempi sta bussando alla porta!
Conclusione:
Riassumendo il tutto, ci è possibile affermare che al di là del
millenarismo condannato dalla Chiesa esiste un millenarismo ortodosso, che
è quello biblico. È presente nel testo di Ap 20, 1-6. Detto passo
si capisce soltanto nel suo contesto, che è quello della Settimana universale. I santi Padri lo
hanno insegnato nei primissimi tempi della Chiesa, prima che Origene
intervenisse a creare lo scompiglio.
2 - S. Agostino: il grande equivoco sul
millenarismo.
I
Profeti cristiani contemporanei dicono che è imminente la Venuta intermedia di Gesù, e che
in base alle Scritture l’Anticristo
dovrebbe precedere di poco questo importantissimo evento. Per essere accettati,
questi concetti avrebbero bisogno di essere capiti, e per essere capiti
avrebbero bisogno di essere inquadrati nel loro contesto, quello della Settimana universale. Siccome le
conoscenze relative a questa Settimana
universale si sono perse lungo i secoli – le ragioni che hanno causato questa perdita sono varie, ma si
possono tutte spiegare –
oggi Dio si serve dei suoi strumenti, che sono i mistici, i carismatici, i
profeti cristiani contemporanei, per spiegare di nuovo all’Umanità
il suo grande e meraviglioso disegno. [71]
Ma
che succede a quei cuori che si chiudono al cielo (alla grazia proveniente
dall’alto) per aprirsi unicamente alla terra (agli interessi provenienti
dal basso)? Succede quel che succede sempre in simili casi. La loro chiusura al
soprannaturale li rende sordi ai messaggi divini provenienti dall’alto, e
fa di loro degli esseri spiritualmente addormenti, completamente impreparati ad
accogliere lo Sposo divino che si è annunziato e che ora sta per
arrivare.
Che
posizione occupano i teologi contemporanei all’interno di questo quadro?
In generale i teologi odierni non vogliono credere alla Venuta intermedia del
Signore, e la stessa figura dell’Anticristo li imbarazza. Da che dipende?
Dipende dal fatto che essi cercano la verità – quando la cercano
– ma solo con la mente, non con il cuore. Respingono quindi tutto quello
che sembra provenire direttamente dal Cielo. Se un messaggio viene loro
presentato come proveniente dal Cielo, si mettono sulla difensiva. Di
conseguenza non sanno nulla dei progetti divini che riguardano il futuro
dell’Umanità. Quello che Dio comunica all’essere umano di
oggi è un tema che non li commuove, non li interessa. Il loro cuore
è altrove.
È
forse normale una situazione del genere? No, non lo è affatto. Per
esempio, è forse normale che un teologo contemporaneo non sappia che
cosa sia la Settimana universale?
Eppure… Provate a chiedere ad un teologo laureato che cosa sia la Settimana universale, e ci saprete dire.
Vi guarderà di traverso, a
causa del suo imbarazzo. L’escatologia è un campo che i teologi
attuali credono di conoscere, e che qualche volta pure conoscono, ma alla rovescia.
Viste
dal lato spirituale, queste lacune si spiegano con le suddette ragioni, ma sul
piano didattico le cose si sono guastate a partire dal “grande
equivoco” di S. Agostino.
Spiegazione.
Nel
quarto secolo non esistevano le università cattoliche, e la
Congregazione per la dottrina della fede non era ancora istituita. Esistevano
dei Patriarcati, i quali esercitavano una certa vigilanza sull’ortodossia
degli studi riguardanti le Scritture e la Dottrina. Risulta che il Patriarcato di Antiochia, noto per
praticare il metodo di interpretazione letterale delle Scritture,
condannò a più riprese il metodo simbolico (detto pure
allegorico) che sotto l’influsso di Origene veniva utilizzato in modo
abusivo nel Patriarcato di Alessandria,
ma da Origene in poi i catechisti di Alessandria fanno orecchi da
mercante. Risultato: l’errore di Origene cresce, si sviluppa, diventando
pure l’errore di Gerolamo e di Agostino. Nessuno osa criticare le
proposizioni di Agostino la cui autorità morale presso le folle è
grandissima. [72]
Come mai S. Agostino cade in un tranello del genere
senza rendersene conto? Il
primo sbaglio lo fa il giorno in cui decide di commentare il testo dell’Apocalisse, non partendo dalla versione
greca ma da una esegesi ricevuta in prestito da S. Girolamo. In fatto di
esegesi biblica S. Girolamo non è affatto una cima. Lo studioso A. Hamman dice di lui: «I suoi commenti sono poveri di
dottrina e trascurati nella forma. Girolamo è un erudito, un umanista, non un teologo nè un mistico.
Egli romperà definitivamente con Origene quando sarà diventato
pienamente e lucidamente se stesso. » [73]
In seguito Agostino compie altri passi falsi, sette in tutto,
identificabili nei sette punti qui sotto elencati.
1°
Interpreta l’Apocalisse senza tener conto delle fonti greche,
perché non conosce la lingua greca in modo adeguato.
2° Non cita i santi Padri della Tradizione
(in ciò verrà imitato disgraziatamente da Martin Lutero, e da
tanti altri).
3°
Non si serve dell’Apocalisse ma del testo di
Vittorino, un testo che Girolamo aveva già alterato in senso origeniano.
4°
Fa l’esegesi di Ap 19 e 20 utilizzando il metodo simbolico di Origene e
di Ticonio, due eretici. [74]
5°
Si lascia condizionare dalla
propria concezione filosofica del tempo, la quale dà maggior valore al
passato che al futuro.
6°
Si basa sul sabatismo ebraico
anziché basarsi su quello cristiano. [75]
7° Si lascia condizionare dalla riflessione rabbinica, ormai decadente, e da quella che serpeggia fra i cristiani caduti
vittime della crisi causata dal preteso “ritardo” di Cristo.
(Questo preteso “ritardo” genera disagio presso alcuni cristiani, e
provoca qui e là delle reazioni fuorvianti).
Tutto
considerato, Agostino non merita nessun credito in materia escatologica.
Sbaglierebbe chi si appellasse a lui in questa materia. L’esegeta Martino
Penasa dimostra come il capitolo 20 del libro agostiniano La Città di Dio − scritto nel 417 − rappresenti
una vera e propria forzatura del testo sacro dell’Apocalisse. [76]
Agostino ha un chiaro concetto della Settimana
universale [77] ma
ne distorce l’applicazione.
[78] Anche se in precedenza aveva creduto alla
Venuta intermedia del Signore, a partire dal momento in cui si lascia circuire
dall’origenismo, il millenarista eterodosso è proprio lui,
checché ne pensino i teologi moderni.
Un lettore che a questo punto si sentisse
disarcionato da queste verità, vorrà sapere, a titolo di
garanzia, come mai nessuno sia intervenuto per aiutare S. Agostino a
ravvedersi. Le cose si sono svolte nel modo seguente.
Al tempo in cui S. Agostino era vescovo di Ippona, esisteva un gruppo ereticale
di millenaristi il cui capo si chiamava Cerinto.
Cerinto predicava un millennio di felicità materiale, con
abbuffate di cibi prelibati e di orge sessuali. Questo tipo di millenarismo
viene oggi chiamato “millenarismo crasso”. Agostino decide di
condannare, e a giusto titolo, il millenarismo crasso di Cerinto, [79] ma
nel condannare Cerinto egli cancella in blocco tutto il messianismo
escatologico della sacra Tradizione. Nel gettare l’acqua sporca, S.
Agostino getta via anche il bambino. Così facendo toglie al cristiano la
speranza di un Regno terrestre di giustizia e di pace, un Regno che nel Piano
di Dio è comunque presente. Per giustificare poi la sparizione della Venuta intermedia e aggiustare tutta la
faccenda, Agostino usa il modulo della Settimana universale. Lo usa, ma in
maniera impropria. Per capire come avviene l’abbaglio, e a che momento si
produce, è opportuno esaminare la differenza che separa S. Agostino da S.
Ireneo sul modo di usare questo modulo della Settimana universale.
Siccome
la posizione di S. Ireneo l’abbiamo appena esposta (vedi le pagine
precedenti), esponiamo ora quella di S. Agostino. Detta posizione è ben
visibile in: La Città di Dio,
soprattutto in quel passo che mostra un Agostino convinto che
l’Umanità sia già arrivata alla fine del sesto millennio,
che secondo lui sarebbe l’ultimo. Agostino scrive:
«Riguardo
ai mille anni, mi vengono in mente due interpretazioni possibili. Si possono
spiegare in quanto il fatto (che Satana venga legato nell’abisso) avviene
negli ultimi mille anni, ossia nell’ultimo millennio, quasi fosse il
sesto giorno, di cui stanno passando ora le ultime frazioni, e a cui
seguirà il Sabato senza sera, ossia il riposo eterno dei santi; per cui
lo scrittore (S. Giovanni) con i mille anni definisce l’ultima parte di
questo giorno, per così dire millenario, che ancora rimane prima della
Fine del tempo. È qui applicata quella figura del discorso per cui una
parte è indicata col tutto. [80]
|
|
S.
Agostino (354-430) Egli
si convertì al Cristianesimo da adulto. Inizialmente fu un uomo di
lettere, poi divenne sacerdote, e nel
395 fu consacrato vescovo.
L’anno seguente divenne vescovo di Ippona (Nord Africa). Fu
sincero nel cercare la Verità, e finì per trovarla nel
Cristianesimo, grazie anche alle preghiere incessanti di S. Monica, sua
madre. Fondò due monasteri, uno a Tagaste e l’altro a
Ippona. Morì in quel di Ippona, fra il suo clero, integrato alla vita
del suo monastero, come uno dei tanti cenobiti laboriosi. |
In questo passo Agostino propone un
calcolo escatologico da lui inventato. [81] Si
immagina che la Parusia di Ap 20, 1-6 sia già avvenuta con la
Risurrezione. Pensa di trovarsi già nel sesto millennio, e che detto
millennio sia l’ultimo (mentre invece i primi Padri parlano di sette
millenni, l’ultimo dei quali è riservato alla Gerusalemme messianica,
preludio a quella celeste). Le parole di questo passo mostrano un S. Agostino
disorientato, un S. Agostino che si cerca. I cristiani sanno che prima del
Giudizio finale deve venire l’Anticristo, ma Agostino cambia la
cronologia profetica delle Scritture e della Tradizione. Accorcia di mille anni
la Settimana universale (il Piano di
Dio) e anticipa di mille anni il Regno messianico. Come se ciò non
bastasse, egli introduce pure un nuovo concetto, quello della
circolarità del tempo. [82] Afferma,
sulle tracce di Origene, che l’inizio del Millennio felice è
l’adventus della Risurrezione,
e la fine del medesimo è l’adventus
della Parusia finale, [83]
mentre per la Tradizione le cose si svolgono in altro modo.
Chi
volesse convincersi di quanto strana sia l’interpretazione agostiniana
esamini attentamente il passo di Agostino che qui riproduciamo:
«Pertanto, durante l’intero periodo abbracciato
dall’Apocalisse, ossia dalla prima venuta (adventus) di Cristo, sino alla
sua seconda venuta (adventus), che è quella della Fine del mondo, il
diavolo rimane legato, ma non nel senso che durante questo intervallo
(designato col numero di mille anni) non sedurrà la Chiesa:
poiché non la sedurrà nemmeno dopo sciolto. » [84]
Questa
affermazione è smentita dai fatti. L’evidenza mostra che dopo la
Risurrezione di Cristo il demonio non è incatenato, ma libero e
operante. Incatenato lo sarà più tardi, al settimo millennio. Qui
Agostino ha probabilmente tentato di spiegare – un po’ a modo suo
– il “ritardo” della Parusia. Voleva dire, probabilmente, che
non vi era stato nessun ritardo, ma solo una falsa attesa. L’intenzione
era buona. Peccato che anziché
attenersi alla sacra Tradizione, egli invece si sia lasciato abbindolare
dalle circonvoluzioni verbali di Origene
e di Ticonio, due eretici.
A
causa della suddetta posizione agostiniana la gerarchia cattolica non cerca
più di comprendere la figura dell’Anticristo e la Parusia
intermedia. La tendenza generale, in fin dei conti, è di confondere
la fine del sesto millennio con la fine del settimo, la Fine di un mondo con la
Fine del mondo, la Fine dei tempi con la Fine del tempo. Che sbaglio! La
maggior parte del clero cattolico crede che i messaggi di La Salette, Fatima,
Luisa Piccarreta, Maria Valtorta, Mgr Michelini, Vassula, Medjugorje, JNSR,
parlino della temuta Fine del mondo, mentre invece trattano della Parusia intermedia. Gesù sta
bussando alla porta di casa nostra.
È la seconda volta che si presenta da noi, ma questa volta viene
come Re di gloria, non più come Redentore. Viene per instaurare sulla
terra il suo Regno messianico!
L’apatia
e l’indifferenza che regnano ovunque ci convincono che prima di arrivare
a questo grande avvenimento, l’umanità e la Chiesa di oggi avranno
bisogno di una grande purificazione.
«Ti
rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste
cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre,
perché così a te è piaciuto. » [85] Un
bel mistero da meditare!
3 - Le diverse forme di millenarismo corrotto.
Abbiamo
già detto e provato che i Padri della Chiesa, quelli del primissimo
tempo, insegnavano che il Piano divino di
salvezza è formato da sette millenni, secondo una struttura del
tutto simile a quella della Settimana della Creazione, che a sua volta è
del tutto simile a quella della nostra settimana terrestre. [86] Su
questa base c’è chi ha scelto in passato di dare un secondo nome
al “Piano divino di Salvezza”, chiamandolo “Settimana
universale”. Abbiamo poi scoperto che secondo gli stessi Padri la fine del
sesto millennio corrisponde alla Fine dei
tempi, e che la fine del settimo millennio corrisponde alla Fine del mondo. Sappiamo dalla Bibbia
che tra la fine del sesto millennio e la fine del settimo −
cioè tra la Fine dei tempi e
la Fine del mondo − ci sta un periodo di dieci secoli, un mille anni che
nell’Apocalisse di S. Giovanni viene descritto come un Millennio di
felicità e di pace (Ap 20, 1-6). Per finire ci siamo accorti che questo
Millennio di felicità e di pace corrisponde al Regno messianico, quel “Regno di Dio” che Gesù
ha promesso all’umanità, e che i cristiani invocano da due mila
anni con la preghiera del “Padre nostro”.
Nel
fare queste messe a punto abbiamo realizzato che da molti secoli esiste una
parola che forse non significa quello che dovrebbe significare. Si tratta della
parola “millenarismo”. Circa questa parola esiste una confusione
linguistica impressionante che sicuramente non favorisce gli interessi di Dio
ma quelli del suo Avversario. Per qual mistero tutti usano questa parola e
quasi nessuno la capisce per quello che veramente essa contiene? Un latinista
risponderebbe: “Usus tyrannus
verborum”.
Sappiamo
che la Chiesa ha condannato il millenarismo, ma nessuno sembra in grado di dire
con chiarezza che cosa la Chiesa abbia condannato con tale parola. Molti
dicono: “Io lo so, e mi puoi credere perché sono laureato in
teologia”. Ma quando poi arriva la resa dei conti nessuno riesce a dire con
precisione come stiano le cose. Le cose stanno confuse, ecco tutto. Vista
la situazione, uno si domanda se il millenarismo condannato non dovesse portare
un nome diverso, magari più specifico.
La
spiegazione che noi proponiamo è la seguente: siccome il Millenarismo
vero è un atto di fede nella parola biblica, che è sacra, il
millenarismo falso, quello condannabile, dovrebbe essere associato all’abuso del concetto “mille”,
non al suo uso, che è
legittimo. Credere nel Millennio felice
è una cosa lodevole, poiché significa credere in quello che Dio
ha voluto rivelarci tramite S. Giovanni nell’Apocalisse. Credere invece
nei bagordi del Millennio felice
è biasimevole perché il Millennio felice non può essere
fatto di bagordi e di orge sessuali. Esiste quindi un millenarismo eretico che
è quello di Cerinto, e un Millenarismo ortodosso che è quello di
S. Giovanni... biasimevole il primo, lodevole il secondo. Vogliamo condannare
Cerinto o S. Giovanni? Se l’intenzione è quella di condannare
Cerinto, l’espressione “millenarismo cerintiano” sarebbe
più consona che non la parola “Millenarismo” usata da sola.
Una cosa è certa: se qualcuno condanna il Millenarismo senza dire di che
millenarismo si tratta, il rischio è quello di aumentare la confusione
anziché diminuirla, perché un lettore normale è portato a
credere che la parola “Millenarismo” usata da sola significhi
“Millenarismo biblico”.
Il
guazzabuglio linguistico sul millenarismo si è formato nel mondo a causa
di Origene, ed oggi esistono almeno tre forme di millenarismo corrotto:
origeniano, cerintiano, agostiniano. La prima è una forma corrotta di millenarismo
perché Origene esclude il Millennio felice, lo cancella arbitrariamente,
benché lo faccia in maniera subdola, indiretta. [87] La
seconda è una forma corrotta di millenarismo perché Cerinto
concepisce la felicità del Millennio felice (le “nozze dell’Agnello”)
come una lunga festa mondana piena di bagordi. La terza forma di millenarismo
alterato è il millenarismo agostiniano. Anch’esso risulta erroneo
perché il senso letterale del testo biblico non viene interpretato da
Agostino così com’è, ma estrapolato. [88]
Agostino
presenta il suo millennio – quello nel quale gli è dato di vivere
– non per quello che è, cioè il quinto di una serie di
sette, ma come il sesto di una serie di sei, e quindi l’ultimo della
serie (quello preparatorio alla Fine del mondo, tanto per parlarci chiaro). Il
clero e le folle seguono Agostino con fiducia, anche perché Agostino
possiede sulle folle un notevole ascendente morale. Ma le conseguenze del suo
sbaglio sono altrettanto notevoli. Il suo errore finisce per provocare la
grande crisi dell’anno mille, una crisi fondata sulla paura.
Finché dura tale paura, l’idea della Fine del mondo fa tremare
tutti, li mantiene in sospeso, e assicura con questo una certa pace al mondo
occidentale. Quando però la paura si spegne perché alla fine
dell’anno mille nulla è successo di quello che si prevedeva, un
sentimento amaro invade i cuori e le menti. Il mondo cristiano ha
l’impressione di essere stato ingannato. E da chi? Da coloro che
predicano dall’alto dei pulpiti. La faccenda finisce per gettare molto
discredito sulla religione cattolica e sulla teologia in generale, incapace da
allora in poi di ritrovare il bandolo della matassa. [89]
Lungo
i secoli queste forme corrotte di millenarismo hanno fornito munizioni a molti
falsi profeti, causando inconvenienti di ogni genere. È normale che ad
un certo punto la Chiesa abbia deciso di condannare la falsa religiosità
legata agli abusi del concetto millenaristico. Tuttavia, anziché condannare
la falsa religiosità e gli abusi, la Chiesa ha condannato il
“millenarismo” senza precisare di che millenarismo si trattasse.
Lodevolissima l’intenzione, ma per arginare la confusione i termini
utilizzati avrebbero potuto essere più precisi.
Che
dire della felicità umana predicata oggi dalla dottrina comunista?
Qualcuno ha già tentato –
pare – di considerare questa dottrina come una forma ulteriore di
millenarismo corrotto. Benché il concetto di falso millenarismo non sia
del tutto estraneo a questa dottrina, noi preferiamo parlare qui di falso messianismo, non di falso millenarismo. La felicità
predicata dal comunismo ateo non è per noi una forma corrotta di
millenarismo, ma una forma corrotta di messianismo.
Si tratta di messianismo secolarizzato.
Tale messianismo è falso per definizione.
Esistono
diverse condanne ufficiali dell’ideologia comunista da parte della
Chiesa, ma nelle condanne del comunismo ateo la parola millenarismo non viene
mai utilizzata. [90]
Detta parola è invece utilizzata nell’articolo n. 676 del CCC (il Catechismo
della Chiesa cattolica) per condannare un qualcosa di abbastanza vago e
confuso, un qualcosa che forse non ha nulla a che vedere col significato
etimologico della parola mille.
Il suddetto articolo è redatto così:
«Questa impostura anti-cristica si delinea già nel
mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza
messianica che non può essere portata a compimento che al di là di essa,
attraverso il giudizio escatologico. [91] Anche sotto la sua forma mitigata, [92] la Chiesa ha rigettato questa
falsificazione del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”,
soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato
“intrinsecamente perverso».
Risulta
dalla suddetta dichiarazione che Speranza
messianica e Regno futuro siano
la stessa cosa. Ottimo. Dalla dichiarazione risulta pure che la Speranza messianica (quindi il
“Regno futuro”) sia da vedere come possibile solo al di là della storia”, non al di qua della storia. Se dunque un cristiano volesse riporre
la Speranza messianica nel tempo presente (che è l’al di qua della storia), tale cristiano sbaglierebbe.
Conclusione: un cristiano non ha diritto di pensare che la Speranza messianica si possa realizzare su questa terra,
cioè nel tempo presente, ma solo nell’aldilà della
storia… l’aldilà eterno.
Pur
condividendo col CCC la condanna del messianismo
secolarizzato, non riusciamo a capire come mai la Speranza messianica
non si possa realizzare (non possa “essere portata a compimento”)
nel tempo presente, su questa terra. Il Regno
messianico è o non è un Regno destinato ad esistere su questa
terra? Se la risposta è affermativa bisognerebbe avere il coraggio di
dirlo, e dirlo bene. Se la risposta invece è negativa (come sembra
trasparire da questo confuso articolo 676), come mai non c’è modo
di dire le cose in maniera più chiara? Per esempio, il
“Millenarismo biblico” non è menzionato dall’articolo
suddetto, nè per essere difeso nè per essere condannato, ma
allora quando mai lo si menzionerà? Il millenarismo origeniano e quello
cerintiano non sono menzionati nell’articolo suddetto, nè per
essere difesi nè per essere condannati, ma allora quando mai li si
condannerà, e in modo semplice, chiaro, accessibile al popolo di Dio? [93]
Prima di concludere desideriamo segnalare che alcuni studiosi laici
vorrebbero che oggi la Chiesa proclamasse due nuovi dogmi: quello della Parusia intermedia e quello del Giudizio interiore. Che dire? Secondo
Teofilo il Siculo queste due
verità sono già espresse nel Simbolo, che sarebbe il Credo
niceno-costantinopolitano. All’articolo 7 di questo Credo, noi
diciamo di credere nella Venuta di Cristo che verrà a giudicare i vivi e
i morti, [94]
nel senso di vivi e morti alla grazia divina. Di che giudizio si tratta? Di
quello più piccolo e più individualizzato della Parusia intermedia, o di quello
più grande e veramente universalizzato della Parusia finale? Secondo Teofilo il Siculo il giudizio della Parusia finale non è quello
dell’articolo 7 ma quello dell’articolo 12, che ci invita a credere
alla risurrezione della carne e alla vita eterna che verranno dopo il Giudizio
universale. In maniera implicita il Simbolo ci inviterebbe dunque a credere a
due Giudizi, prima a quello individualizzato, o interiore (quello della Parusia
intermedia), e poi anche a quello universalizzato, o esteriore (quello della
Parusia finale) previsto per la Fine del mondo. Se l’interpretazione di
Teofilo il Siculo è esatta, le nuove formulazioni dogmatiche destinate a
proclamare queste due verità non sarebbero del tutto necessarie.
Basterebbe che il cristiano si togliesse dagli occhi le bende che S. Agostino
vi ha applicate, magari senza volere. [95]
Conclusione: Benché esistano ancora grandi
incertezze sui termini da usare quando il soggetto riguarda il millenarismo,
risulta chiaro che la Chiesa cattolica non ha mai condannato il
“Millenarismo biblico”. Se lo avesse fatto avrebbe condannato un
passo della Sacra Scrittura, una cosa impossibile. Nel contempo appare chiaro
che in passato la Chiesa cattolica si sia già servita della parola
“millenarismo” per condannare un qualcosa che in fin dei conti non
ha nulla a che vedere con la parola mille. Che cosa si è voluto
condannare esattamente con questa parola “millenarismo”? Un lavoro
di ricerca si impone per una eventuale messa a punto.
Si
dice che il Papa attuale, Benedetto XVI, quand’era cardinale prefetto
della Sacra Congregazione per la dottrina della Fede, alla domanda di un
giornalista che a Città del Messico gli chiedeva di far luce sulla
Parusia intermedia, abbia dato questa risposta: “Su questo tema la Santa Sede non si è ancora
pronunciata in modo definitivo”. Voleva forse invitare qualche
studioso di buona volontà a mettere un po’ di ordine nella
questione? È quanto abbiamo cercato di fare fin qui, sperando di esserci
riusciti almeno in parte.
|
|
Padre
Martino Penasa, francescano, esegeta
biblico, ed autore. |
–
III
–
parusia
intermedia e mondo nuovo
|
1
- Parusia intermedia: vuoto
dogmatico. 2 - Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. 3
- Voci mistiche annunzianti un
Mondo nuovo. |
1 - Parusia intermedia: vuoto
dogmatico.
Nel
dibattito teologico si è imposta di recente la questione della Parusia intermedia, una questione che
sembrava risolta – o
forse dimenticata – ma
che ora riemerge. Quante sono le Parusie del Signore? Chi ha ragione fra chi
crede e chi non crede alla Parusia intermedia?
Innanzitutto
è necessario essere sicuri di ben comprendere il concetto di “Parusia”. Il termine
Parusia è un termine greco che
significa ‘presenza’ o ‘venuta’. Il termine ha
anche un senso più specifico, che nella letteratura greca esprime il
provvidenziale arrivo di una persona influente, sovrana – forse anche
divina – che si presenta per soccorrere coloro che in lei hanno riposto
tutta la loro fiducia. [96] Il
termine Parusia non appare nella Bibbia, ma “anche
se il vocabolo non vi appare, l’Apocalisse è piena di una vibrante
speranza parusiaca” [97]
Anche
se la Bibbia non contiene la parola Parusia, il concetto vi è presente.
Per esempio, in Ap 20, 1-6 si fa riferimento alla presenza di Cristo sulla
terra, un Cristo glorioso e imperante, da intendersi come risultato di una
“Parusia” appena avvenuta. [98]
Esistono due possibilità di interpretazione di questo passo biblico. La
prima suggerisce l’impiego del senso letterale, la seconda, apparsa verso
il quarto secolo d. C., suggerisce quello simbolico. [99]
Chi leggesse questo passo biblico interpretandolo in senso letterale – che è quanto la
Chiesa da sempre raccomanda – scoprirebbe
nel testo l’esistenza larvata (sottintesa) di una Parusia, che trovandosi tra la prima e la terza andrebbe chiamata
“intermedia”. C’è da dire però che per poter
applicare a questo testo il suo senso letterale, il lettore ha bisogno di
appoggiarsi sul contesto globale della Parusia stessa. Fuori contesto, il senso
letterale non si fa vedere. Ebbene, tale contesto è quello della Settimana universale.
Contrariamente
ai teologi odierni, i primissimi Padri della Chiesa conoscevano la “Settimana universale”, ne
rispettavano il significato concettuale, [100] e
vivevano la loro fede orientandosi su questo credo. Nel far questo collocavano
la Parusia intermedia tra la fine del sesto millennio e l’inizio del
settimo. Per esempio, S. Ireneo
afferma che alla fine del sesto millennio il Male sarà sconfitto
(sconfitto nella persona dell’Anticristo), e che nel settimo millennio
regnerà il Bene. [101]
Anche S. Giovanni si rifà alla “Settimana universale” nello scandire
il settenario dei sigilli apocalittici. Lo fa in maniera implicita. Ne
deduciamo che se l’umanità è veramente destinata a vivere
tanti millenni quanti sono i giorni della settimana, o quelli impiegati da Dio
per creare il mondo, allora i mille anni del Regno messianico coincidono col settimo millennio, quello che
corrisponde al “giorno” in cui Dio si è
“riposato”, [102] e
che a sua volta coincide col nostro giorno domenicale, tradizionalmente
considerato giorno di riposo e di santificazione. [103]
Secondo
l’autore Prigent, uno studio esegetico eseguito su Ap 20 dovrebbe
prendere in esame il concetto di Millennio
felice per vedere se esso può corrispondere o no al settimo
millennio della Settimana universale.
[104]
Nell’affermativa, risulterebbero vere le recenti profezie che annunciano
l’imminenza della Parusia
intermedia. In base a tali profezie, questa Parusia dovrebbe avverarsi
subito dopo la sconfitta dell’Anticristo, ed essere immediatamente
seguita dal Regno messianico (il
Millennio felice). Detto Regno sarebbe instaurato da Cristo che in tale
occasione verrebbe riconosciuto Re dell’Universo da tutti gli astanti.
Sul
tema delle Parusie di Cristo esistono due tesi opposte, la prima è
anteriore a S. Agostino, la seconda gli è posteriore. Di recente il
dibattito ha preso forma sia attraverso le nostre pubblicazioni scritte, che
attraverso gli interventi mediatici di Radio Maria. È nota a tutti la
posizione di Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Padre Fanzaga dice
che le Parusie di Cristo sono due, mentre noi diciamo che sono tre. La nostra
posizione è quella che esisteva prima di S. Agostino, mentre la sua
è quella suggerita da S. Agostino. Padre Fanzaga dice che la Parusia intermedia non c’è,
non esiste. Pretende che essa non è necessaria al Piano di Dio. Insiste
nel dire che la prima delle due Parusie è quella di Gesù-Redentore, e che la seconda ed ultima è quella
di Gesù-Giudice, prevista per
la Fine del mondo.
Questa
interpretazione è un po’ quella tradizionale, benché la
tradizione non sia mai riuscita a fissarsi bene su questi punti. La nostra
posizione − che è conforme alla Bibbia, e sorge in noi come
risposta ai messaggi che quotidianamente Dio ci manda tramite i Profeti
cristiani contemporanei − dice che le Parusie di Gesù Cristo sono
tre, non due soltanto. La prima si è avverata a Betlemme, la seconda sta
per avverarsi adesso, la terza si realizzerà alla Fine del mondo. La
prima sarebbe quella di Gesù-Redentore,
la seconda quella di Gesù-Re, la terza quella di Gesù-Giudice.
Chi
ama la Verità con cuore sincero considera con grande interesse la
questione delle Parusie. Trovare la buona risposta è per lui di capitale
importanza, e per assicurarsi di trovarla, legge e rilegge con grande
attenzione il passo seguente dell’Apocalisse di Giovanni:
«Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu
dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della
testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano
adorato la bestia (Satana) e la sua statua (l’Anticristo) e non avevano
ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono
con Cristo per mille anni. (Gli altri morti invece non tornarono in vita fino
al compimento dei mille anni). Questa è la prima risurrezione. Beati e
santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! Su di loro non ha
potere la seconda morte, ma saranno
sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. Quando i
mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e
uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra. »
(Ap 20, 4-7).
Questa
profezia non è l’unica, ma è la più rappresentativa
fra tutte quelle che nella Bibbia annunziano il “Regno di Dio in
Terra” come conseguenza della Parusia intermedia. Vi si assume che il potere mondiale di Satana – tutti sanno che Satana
è l’attuale “Principe di questo mondo” – sarà rimpiazzato
dal potere mondiale di Cristo. A
partire da quel momento Gesù Cristo sarà considerato Re
dell’umanità, e questa sua regalità effettiva durerà
un millennio. Se alle parole bibliche appena riportate viene dato un senso
letterale, che è quanto la Chiesa raccomanda ogniqualvolta la cosa
è possibile, un millennio sono mille anni, ovvero dieci secoli. Se
invece viene dato loro un senso simbolico, i mille anni sono un periodo
indeterminato.
Il
ragionamento che segue ha una certa sua importanza. Che significano le parole
“riprendere vita e regnare con Cristo per mille anni”, presenti nel
testo appena citato? S. Giovanni specifica che in questo “riprendere
vita” consiste la prima
risurrezione. Se Giovanni sente il bisogno di parlare di prima risurrezione, segno
è che di risurrezioni ce ne possono essere più di una. Noi
diciamo che ce ne possono essere due. E se questa è la prima,
qual’è la seconda? Quella della Fine del mondo? Certo! Se tutto
ciò è vero, ne deriva che le Parusie sono tre, non due, e che la
Parusia intermedia di cui noi parliamo continuamente nella rivista profeti di Dio è quella di cui
Gesù si servirà per instaurare il suo Regno temporale, il Regno messianico. S. Giovanni prosegue
esclamando:
«Beati e santi coloro che prendono parte alla prima
risurrezione! La seconda morte non avrà potere su di loro! Saranno
sacerdoti di Dio e del Cristo! Regneranno con lui per mille anni! »
In
questa piccola serie di frasi esclamative S. Giovanni usa l’espressione seconda morte. Questo ci fa pensare che
anche le morti da prendere in considerazione siano due, e se questa è
qualificata di “seconda”, dov’è la prima?
Che morte è la prima
morte nel pensiero di S. Giovanni? A nostro avviso non è possibile
che S. Giovanni pensi a due morti fisiche (la cosa non avrebbe senso), ma
è possibile che egli pensi a due morti, una fisica e una spirituale.
Già si sa che la prima morte, quella fisica, è obbligatoria per
tutti. E la seconda? Chi sono coloro che saranno esonerati dalla seconda morte, quella spirituale,
eterna? Di chi sarà questo insigne privilegio?
Prevenendo
questo nostro interrogativo S. Giovanni afferma in anticipo che coloro che non
morranno della seconda morte (quella eterna) sono i risuscitati della prima risurrezione, cioè coloro
che si saranno lasciati decapitare (tagliare la testa) pur di non abiurare la
loro fede in Cristo. Se Gesù intende affidare a queste persone il
governo della Terra rigenerata, ciò significa che per esse non
sarà possibile perdere i vantaggi spirituali già acquisiti con il
martirio appena subìto. Esse avranno già guadagnato il premio
eterno, e sarà per questo che Gesù le sceglierà per
“regnare con lui” nel sacerdozio millenario. La ricompensa che
questi esseri umani riceverebbero da Dio “regnando con Cristo per mille
anni” significherebbe che Cristo li avrà giudicati degni di vita
beata iniziando già dalla terra, perché questa terra sarà
divenuta come un nuovo Paradiso terrestre.
Che
cos’è la terra resa degna di diventare un nuovo Paradiso
terrestre? È il Millennio felice descritto
da S. Giovanni nel testo sopra citato, il Regno di Dio in Terra. È il Regno messianico, quello che il mondo
cristiano invoca da due mila anni con la preghiera del Padre Nostro. [105]
Alla
luce di queste considerazioni, noi diciamo che coloro che negano la Parusia
intermedia tramite la quale Dio intende instaurare il suo Regno messianico (alias Millennio
felice) rischiano grosso. Rischiano di negare la possibilità
dell’azione salvifica di Dio nel mondo presente, che è l’al-di-qua della storia umana. [106] Se
l’argomento non fosse così importante per la teologia e la fede
dei credenti, si potrebbero usare dei toni più moderati, ma la
realtà delle cose è talmente grave, che se noi non denunciassimo
questo gravissimo errore ci sentiremmo colpevoli di codardia nei confronti del
Creatore, che al presente ci chiede di annunciare l’avvento prossimo del
suo Regno terrestre.
Molti
mistici e veggenti cattolici profetizzano oggi l’avvento imminente di una
Parusia intermedia, il cui scopo è proprio quello di inaugurare il Regno di Cristo sulla Terra. Sono voci
numerose, e che provengano dai quattro angoli della terra. Malgrado ciò,
l’effetto che fanno è quello di una sola ed unica voce. Sono voci
che incessantemente, con perseveranza, ci dicono di “rileggere” i
testi biblici allo scopo di capirli correttamente. E per aiutarci a capirli,
soprattutto l’Apocalisse, ci rivelano verità sublimi,
verità che col tempo erano state dimenticate, o involontariamente
alterate nell’interpretazione. Queste voci si completano a vicenda, come
i pezzi di un meraviglioso mosaico, al centro del quale si trova la Parusia
intermedia.
La Parusia intermedia non è mai
stata un’eresia millenaristica, come qualcuno ha detto recentemente, e
non ha nulla a che vedere con la mentalità dei protestanti. Il fatto di
proporre un’interpretazione più chiara e più coerente delle
Scritture circa la Parusia intermedia
− posizione rimasta in sospeso per tanti secoli a causa del grande
equivoco di S. Agostino − non potrà mai trasformare in eretici
coloro che la credono vera, e come tale la propongono. Dio stesso ci chiede, e
con urgenza, di avvertire tutti che essa è vera. Sta facendo con noi
quello che ha fatto con Noè poco prima del Diluvio universale. Sta
cercando di avvertire tutti di quello che sta per accadere. Saremmo forse
eretici a causa della nostra obbedienza a Dio? [107]
Chi volesse qualificare di “eretico” questo nostro credo
dimostrerebbe di non sapere come stanno le cose, o di non voler essere messo al
corrente di come stanno le cose. Chi crede alla tre Parusie riconosce tutti i
dogmi della Chiesa, compreso quello della Parusia
finale. Dov’è
l’eresia?
Torniamo
a S. Agostino. L’equivoco nel quale è caduto è composto di
due concetti deformati: il primo pretende che il Regno messianico sia già iniziato con la Risurrezione di
Cristo, il secondo avanza l’idea che l’unico re visibile di questo Regno messianico sia il Papa (come se il
Regno di Dio fosse possibile solo all’interno della Chiesa). Le
conseguenze storiche e teologiche di questo equivoco non sono state ancora
studiate, ma già è possibile arguire che questo concetto di
“Papa-re” ha favorito nella Chiesa lo sviluppo del Cesaropapismo,
per cui il Papa, al pari di qualsiasi altro monarca fornito di esercito e di
burocrazia, dovrebbe curare sia gli interessi temporali del suo Stato
pontificio che quelli spirituali della Chiesa universale.
Oltre
a questo, affermare che il Millennio
felice [108]
sia già cominciato con la risurrezione di Cristo è un grave
stravolgimento interpretativo delle profezie bibliche. La cosa sfugge al
normale intendimento. Come si fa a dichiarare Millennio felice i due millenni che il mondo ha vissuto da quando
Cristo è risorto? La storia di questi due millenni è piena di
persecuzioni e di guerre. Oltre a ciò, credere soltanto alla Parusia finale significherebbe credere
che il bene possa trionfare solo dopo la Fine del mondo, e non prima,
cioè nel tempo. Questa sì che come tesi puzza di eretico! Non
regge nè di fronte all’esame del buon senso nè di fronte
alla dialettica dei fatti passati, presenti e futuri, dove tutto è
legato in maniera concordante. [109]
Alle
affermazioni di P. Livio Fanzaga, direttore e animatore di Radio Maria, noi
contrapponiamo gli studi di Padre Martino Penasa, francescano, che come esegeta riscontra tre
Parusie, e così facendo risolve ogni problema riguardante la Parusia intermedia. Lo fa con grande
semplicità, sia grazie alle sue conoscenze esegetiche, sia grazie alla
luce ricevuta tramite le rivelazioni dei mistici cristiani contemporanei, gli
stessi che P. Livio Fanzaga ignora completamente. [110] Ma
allora, di questi reverendi Padri (P. Martino Penasa e P. Livio Fanzaga) chi
dei due ha ragione? Entrambi citano le Scritture e la Tradizione. Entrambi
sembrano convinti di dire la verità. Per noi la risposta migliore
è la seguente. Anche se per adesso il Magistero della Chiesa − col
suo “vuoto dogmatico” − sembra favorire le posizioni di Padre
Fanzaga, noi non possiamo dire che quanto Dio ci rivela tramite i Profeti
cristiani contemporanei è falso, o non esiste. Come si fa a non credere
a quello che Dio ci spiega e rispiega tramite i veggenti di oggi? Noi troviamo
che gli argomenti di Dio e quelli della Madonna sono convincenti, ben
più convincenti di quelli di Padre Fanzaga. Concordano tra loro e si
completano a vicenda!
Al
sacerdote che fosse tentato di chiedersi se per lui è un dovere quello
di annunciare la Venuta intermedia di Gesù, noi risponderemmo con le
parole di Gesù a JNSR: “Se
voi nascondete l’annuncio del mio ritorno, la Luce vi accecherà
prima ancora che Io giunga sulla vostra Terra”. [111]
Questo monito non è umano ma celeste. Ci rivela quanto seria sia la questione
della Parusia intermedia, e come il suo annuncio dovrebbe essere gioioso: sta
per giungere lo “Sposo” divino che aspettiamo da tanto tempo!
Prepariamoci degnamente a questo incontro!
Detto
questo, ripetiamo che qui non è in discussione il dogma della Parusia finale, ma la mancata presa di
posizione del Magistero sul tema della Parusia
intermedia. [112]
Questa verità è stata largamente predicata dai Padri della Chiesa
dei primi tre secoli, e ampiamente riconosciuta dai primi cristiani. Se oggi
non la si vede, perché con l’equivoco di S. Agostino è
finita in soffitta, nel cosiddetto “dimenticatoio”, non è
detto per questo che essa non esista, o che sia proibito andarsela a prendere
per rimetterla in uso, se il cuore ce lo dice. Dio stesso interviene perché
questo avvenga, e con solerzia, senza troppo ritardo!
Altro
esempio: per arrivare al dogma dell’Immacolata Concezione sono stati
necessari diciannove secoli. Anche qui è in campo S. Agostino, il quale
non credeva che la Madonna fosse stata concepita senza macchia (immacolata). Se
la Madonna non avesse spiegato a S. Bernardetta il significato delle parole
“Io sono l’Immacolata Concezione” quanti, per fare come S.
Agostino, non si sarebbero ostinati a dire che il dogma dell’Immacolata
Concezione è un sogno, un’utopia? Ora succede la stessa cosa con
la Parusia intermedia. Che fare?
Rimanere a braccia conserte? È nostro dovere cercare di capire le cause
che hanno portato alla sparizione di una Parusia, quella intermedia!
Secondo
l’articolo n. 94 del CCC, l’approfondimento del “deposito
della fede” avviene con l’assistenza dello Spirito Santo, in tre
maniere. La terza di queste maniere dice: “Tramite le esperienze spirituali dei credenti (soprattutto quelli
che per il bene della Chiesa hanno ricevuto rivelazioni private come
apparizioni, messaggi, locuzioni interiori, ecc…). Se il Magistero della
Chiesa dice che in certi casi le esperienze spirituali dei credenti possono
contribuire ad approfondire il “deposito della fede”, le rivelazioni
private (che sono esperienze spirituali dei credenti) meritano considerazione e
rispetto. In molti casi esse possono aiutare i fedeli e la gerarchia stessa a
comprendere le Scritture sacre, non sempre chiare a prima lettura. [113]
Per esempio, la dottrina della Venuta
intermedia di Cristo è presente nella Bibbia, ma per penetrare a
fondo i passi che la riguardano è necessario oggi l’aiuto di Dio,
oltre che la buona volontà dell’umile discente.
La
costituzione dogmatica Dei Verbum, n.
10, dice: “Il Magistero non
è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando
soltanto ciò che gli è stato affidato per mandato divino. Con
l’assistenza dello Spirito Santo esso l’ascolta con
pietà, la conserva con esattezza, e la espone con fedeltà. Da
questo unico deposito della fede esso estrae ciò che propone come
verità rivelata da Dio, verità che si deve credere”.
Partendo
da queste parole noi diciamo che la Chiesa non crea la Rivelazione, non la
inventa, ma la riconosce e la serve. [114]
Secondo l’articolo n. 88 del CCC, un concetto religioso diventa dogma
quando il Magistero della Chiesa lo dichiara verità di fede. Ma da dove
proviene il summenzionato concetto? Esso proviene da Dio. (Dio è
presente in ogni Parola da Lui rivelata, cioè da Lui pronunciata tramite
i suoi strumenti). Dunque un dogma è la risposta della Chiesa ad un
annuncio che Dio ci fa tramite i suoi strumenti. Questo annuncio può
essere studiato anche con l’aiuto delle Rivelazioni
“private”. In questo senso, ogni dogma è un atto di obbedienza
a Dio, alle sue parole, quelle che Lui pronuncia tramite i suoi strumenti, dai
più antichi ai più recenti.
In
virtù di queste affermazioni, può essere definita dogmaticamente
solo quella verità che Dio stesso ci rivela (tramite i suoi strumenti).
E di chi sono le parole che oggi ci permettono di riscoprire i dati riguardanti
la Parusia intermedia e la Settimana universale che la contiene? Di
chi sono se non di Dio?
C’è
anche da dire che la Parusia intermedia,
ben compresa, permette di fronteggiare l’aggressione di tante sette
apocalittiche che oggi abbondano, e sottraggono migliaia di fedeli al gregge di
Cristo. Sotto questo punto di vista, quello che noi ci sforziamo di fare ha per
scopo di rifornire di munizioni i cristiani che vogliono difendersi da queste
sette apocalittiche. A questo punto è bene si sappia che iniziative come
la nostra non possono avere come origine il nostro “io”. Noi siamo
solo degli esseri umani poveri, vecchi, stanchi, ammalati. L’origine
è Dio. È Lui che ci guida in tutto, e nel contempo ci dà
la forza di dire e di fare tutto quello che facciamo.
Conclusione: S. Agostino è Dottore della
Chiesa, ma lo è anche S. Ireneo. A chi credere? Noi suggeriamo di
credere a colui che maggiormente rispetta le Scritture sacre e la Tradizione
apostolica, e qualora un lettore non riuscisse a raccapezzarsi, la reazione
più logica ed efficace potrebbe essere quella di mettersi ad ascoltare
con più cuore le voci profetiche attuali. [115]
Riassunto schematico
|
Prima di S. Agostino: |
Dopo S. Agostino: |
|
1ª Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore.
(Nascita,
Morte e Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa). |
1ª Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore.
(Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa). |
|
2ª Parusia: Venuta intermedia di Cristo come Re. |
Vuoto dogmatico. |
|
3ª Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice. |
2ª Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice. |
2 -
Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. [116]
Per poter credere al Millennio
felice bisogna anzitutto credere che le Parusie del Signore sono tre, e non
due soltanto. Ma come credere al Millennio
felice se la Chiesa lo condanna? Andiamo piano! È proprio vero che la Chiesa condanna il Millennio felice, come spesso si finisce
per dire e per credere?
Non è vero affatto. La
Chiesa non condanna il Millennio
felice, poiché si tratta di un passo biblico, e
quindi sacro, ma condanna il millenarismo.
Che cos’è il millenarismo? Il millenarismo dovrebbe essere
definito come un’interpretazione errata di detto passo biblico, ma in
parecchi casi, purtroppo, succede l’inverosimile: il millenarismo
è tutto eccetto quello che è. Alla fine uno si domanda se il
concetto di millenarismo non sia fra
i più travisati dell’universo biblico.
Millenarismo e Millennio felice sono due realtà
ben distinte: condannabile e condannata la prima, non condannabile e non
condannata la seconda; eppure molti teologi le confondono.
Nessuno può condannare il Millennio felice poiché si tratta di un passo biblico (Ap
20, 1-6). Esso descrive la visione che S. Giovanni ha avuto a proposito di
ciò che il mondo vivrà negli Ultimi
Tempi, che sono quelli nei quali viviamo. Il motivo per cui oggi Dio
interviene a dirci di credere a questa verità sacrosanta, è che
essa sta per realizzarsi. [117]
Questa verità escatologica –
che per comodità linguistica noi potremmo denominare Millenarismo biblico –
conduce ad altre verità escatologiche, tutte riguardanti il Regno messianico. [118]
Detto Regno sarà instaurato da Gesù in occasione della sua Parusia intermedia. L’insieme di
tutte queste verità – Millenarismo biblico, Parusia intermedia,
Regno messianico, Regno temporale, Millennio felice, Settimana universale
– risulta concatenato.
Prendiamo un altro esempio. Per credere alla Parusia intermedia noi
dobbiamo ammettere anzitutto che nel Piano di Dio esistono tre Parusie
anziché due. Siccome per accogliere questa verità abbiamo bisogno
di appoggiarci sul millenarismo biblico, ne deriva che quello che la Chiesa ha
voluto condannare con la parola “millenarismo” non è il
millenarismo biblico, ma una (o più) delle sue molteplici forme
corrotte, che sono quelle che noi chiamiamo “millenarismo
cerintiano” (o “crasso”), “millenarismo
agostiniano”, “millenarismo mitigato”, ecc...
Un esempio di come Gesù ci invita a credere al Millenarismo biblico ce lo offre il
testo che qui segue. Il testo, ufficialmente, è stato scritto da Vassula
Ryden, [119] ma
tramite questa profetessa contemporanea è Gesù che parla. In uno
dei volumi intitolati: “La vera vita in Dio”, in data 19
dicembre 1990 possiamo leggere le parole seguenti:
«Si, miei cari, vi darò la sapienza. Ve la darò
affinché vi accompagni lungo la strada, e vi conduca alla
santità; una santità che paralizzerà Satana per mille anni, impedendogli di mettersi tra
voi e il mio Amore. Quando dunque vedrete il cielo dissolversi in fiamme, e gli
elementi fondere nel calore, sappiate che questo è il segno
dell’inizio della promessa che vi ho fatta di darvi nuovi Cieli e nuova
Terra. Ve li darò con il rinnovamento della mia Chiesa, la rinascita
della mia Chiesa, la rinascita dei nostri due Cuori.»
Tra i cattolici esistono anche quelli che rigettano la suddetta
profezia. La rigettano dichiarandola falsa. Il motivo invocato è –
come sempre – che “il millenarismo è stato condannato dalla
Chiesa”. In tutta questa faccenda millenaristica, la miglior spiegazione
è quella di Padre Martino Penasa, autore di libri importanti sul
millenarismo. Per chi lo desidera, ecco ciò che Padre Penasa ha scritto
sul soggetto:
«Il Millenarismo condannato dalla Chiesa ai tempi di S.
Agostino riguarda non i mille
anni, bensì la presenza localizzata e visibile di Cristo sulla
terra, come re supremo di tutto l’orbe terracqueo, per mille anni,
intento a festini di nozze, con banchetti e balletti mondani, come avveniva
presso i pagani di quel tempo, comprese le sbornie degli ubriaconi e le orge
sessuali. Tali “millenaristi” basavano la loro proposta del preteso
“millennio” su quella frase del testo sacro che dice: “Sono
giunte le nozze dell’Agnello; la sua Sposa è pronta!”
“Scrivi: beati gli invitati al banchetto delle nozze
dell’Agnello!”» [120]
Con queste parole Padre Martino Penasa spiega che il
“millenarismo” condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino non
è una condanna del passo biblico che parla del Millennio felice
(Ap 20, 1-6), ma della sua interpretazione materialistica (o
politico-materialistica). Padre Penasa aggiunge, poco dopo, che nel 1944 la
Chiesa ha pure rigettato una versione “mitigata” del millenarismo,
quella che, pur conservando l’idea di un Cristo politico, proponeva di
eliminare gli abusi culinari e sessuali durante il millennio. [121]
Torna in campo la domanda iniziale: “Quante sono allora le Parusie? [122] È bene
credere alla Parusia intermedia, o è meglio non crederci? “ Noi
ci crediamo, e invitiamo gli altri a fare altrettanto. Gli argomenti per
accettare questa verità ci vengono dal Cielo. Quindi il credo è
legittimo. Dopo averci rivelato il suo grandioso Piano tramite i profeti
antichi, Dio ce lo rispiega oggi tramite i suoi profeti moderni. E posto che le
profezie del presente e quelle del passato sono in relazione le une
con le altre, noi sappiamo che esse devono combaciare. Questo è proprio
quanto succede.
I messaggi che seguono presentano un legame con il libro
dell’Apocalisse. La Madonna li ha affidati a don Stefano Gobbi [123]
nel 1992, nel 1994 e nel 1995.
1. Messaggio MSM del 31
dicembre, 1992
– «Io sono sempre con voi
per dirvi che la realizzazione di questi segni vi indica con sicurezza che
è vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella Gloria.
»
2. Messaggio MSM del 13 maggio, 1994.
– «Vi trovate proprio nel cuore di ciò che vi
è stato annunciato nell’ultimo libro della Sacra Scrittura.
» [124]
3. Messaggio MSM del 31 dicembre,1995.
– «Sono
la Regina della Pace, l’alba che annuncia i tempi nuovi che vi aspettano
e che si avvicinano a grandi passi. ... Vi offro il rifugio sicuro che la
Santissima Trinità vi ha preparato per questo tempo di bufera, il tempo
della Grande Tribolazione. »
Posto
che “Fine dei tempi” e “Fine del mondo” sono due cose
distinte, la seconda Venuta di Gesù – come Re – è
un’anticipazione della sua terza ed ultima venuta come Giudice. Dio
Padre, nel suo Piano di Salvezza, avrebbe stabilito che Dio Figlio
incontri l’Umanità a tre riprese: la prima come Redentore,
la seconda come Re, e la terza come Giudice. Il triplice quadro
seguente ha come scopo di facilitare la visualizzazione del concetto delle tre
venute di Cristo.
|
Prima venuta. Come Redentore 2.000 anni fa. (Inizio dei tempi). |
Seconda venuta. Come Re Adesso. (Fine
dei tempi). |
Terza venuta. Come Giudice Fra dieci secoli. (Fine del mondo). |
Sappiamo che ogni volta che Gesù si manifesta al mondo
visitandolo di persona allo scopo di salvarlo, la sua visita è
identificata col nome di “Parusia”. Le tre venute di Gesù
sono quindi tre Parusie, e la seconda di esse viene pure chiamata
“Parusia intermedia” a causa della sua posizione intermedia.
Constatiamo che la prima Parusia ha segnato la fine
dell’Era del Padre e l’inizio dell’Era del Figlio (4.000 anni
ha durato la prima era, 2.000 la seconda); che la seconda Parusia
segnerà la fine dell’Era del Figlio e l’inizio
dell’Era dello Spirito Santo; e che la terza Parusia (quella che
dovrà sopravvenire alla fine del Millennio
felice) segnerà la Fine del mondo e l’Entrata nell’eternità.
Se le profezie che ci guidano sono autentiche, la terza ed ultima
Parusia dovrebbe sopravvenire dopo il Millennio felice. [125]
Questa ipotesi delle tre Parusie è confermata da numerosi messaggi
profetici, fra i quali figura anche il passo che qui riportiamo.
Messaggio MSM del 24
dicembre 1978.
– La Madonna dice a don Gobbi: «La seconda venuta di
Gesù, il suo ritorno nella gloria, sarà prima della sua ultima
venuta per il Giudizio finale, la cui ora è invece ancora nascosta nei
segreti del Padre. Essa assomiglierà alla sua prima venuta, la notte di
Natale, [nel senso che, ndr] il
mondo si troverà tutto avvolto nella tenebra della negazione di Dio, del
suo ostinato rifiuto, dalla ribellione alla sua legge d’amore. Il gelo
dell’odio avrà ancora reso deserte le strade del mondo.
Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i grandi
neppure si ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i Suoi
saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi. ... “Quando il
Figlio dell’uomo verrà, troverà egli ancora la fede sulla
terra?”. Verrà all’improvviso, e il mondo non sarà
pronto alla sua venuta. Verrà per un giudizio che troverà
l’uomo impreparato. Verrà per instaurare nel mondo il suo Regno,
dopo aver sconfitto ed annientato i suoi nemici. Anche in questa seconda sua
venuta, il Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. »
C’è un proverbio che dice: “Uomo avvisato, mezzo salvato”. Conoscere in anticipo i
diversi aspetti della Parusia intermedia offre un grande vantaggio a coloro che
accettano le informazioni profetiche riguardanti tale avvenimento. Il vantaggio
delle persone informate è che avranno il privilegio di trovarsi “in
abito di servizio” quando Gesù sarà di ritorno come Re di
gloria. Ma chi non ama Gesù più di se stesso, non ha
volontà sufficiente per ascoltare i messaggi che il Cielo invia alla
Terra tramite i suoi strumenti, le voci profetiche. Le rivelazioni dette
“private” non fanno presa su chi è troppo preso dal mondo, o
da se stesso. Questo avrà come effetto di aumentare la sua
vulnerabilità di fronte alla tempesta che per forza di cose
precederà la Parusia intermedia, a scopo di purificazione, per separare
il grano dalla pula. Succederà allora quello che succede alla battitura
del frumento: il grano va da una parte, la pula se ne va dall’altra. Ma
lo scopo della Purificazione non è il fracasso apocalittico,
perché lo scopo della battitura non è la battitura in se stessa.
Lo scopo dell’apparente sconquasso è la ricchezza che il buon
grano rappresenta una volta pulito, cioè separato dalla pula e dalle
varie immondezze. [126]
In conclusione, i suddetti messaggi ci confermano che Gesù
sta per tornare sulla terra come Re di gloria. Ciò significa che il
Regno messianico è imminente. La Tribolazione che dovrà precedere
tale Regno altro non è che un mezzo. Lo scopo è la rinascita
dell’umanità, una rinascita fatta di splendore e di gloria.
Che
cosa dovrebbe fare ognuno di noi per avere il privilegio di essere tra gli
eletti ai quali Dio dirà: “Bene, servo buono e fedele; sei
stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto”? [127] Le
anime di buona volontà sanno già la risposta.
3 - Voci mistiche
annunzianti un Mondo nuovo.
Abbiamo già visto che nella Settimana universale esiste un
ordine che non è umano ma divino.
Secondo questo ordine divino, e quindi perfetto, Dio Creatore ha creato l’uomo sei mila anni fa, Dio Redentore lo ha redento due mila
anni fa, e lo Spirito Santo, che è Dio
Santificatore, si appresta a divinizzarlo nel corso del presente
millennio, terzo della
cristianità e settimo della
storia nostra universale.
L’azione dello Spirito santificatore è già iniziata,
ma esploderà in tutta la sua potenza e grandezza non appena la terra
sarà purificata.
In sintesi: come l’Era del Padre è stata un’era
con l’accento sulla Giustizia,
e l’Era del Figlio un’era con l’accento sulla Misericordia, così l’Era dello Spirito Santo sarà un’era con
l’accento sulla Santificazione.
Accettare questo credo dovrebbe essere una cosa semplice, normale,
perché è un credo comprovato sia dalla Rivelazione pubblica (la
Bibbia), che dalle Rivelazioni “private” (i Profeti cristiani
contemporanei).
Benché poco conosciuta, la profezia che segue è un
vero gioiello di semplicità e di chiarezza. Ce l’ha trasmessa
Magdalena Porsat, un’umile donna che nel secolo scorso visse al servizio
di una famiglia della piccola borghesia francese. [128]
«Ascoltate ciò che Maria, nostra Madre, mi ha
incaricata di dirvi. Vedo la Fine dei
tempi. Vedo la fine del male e
l’inizio del bene. Non si tratta di un avvenimento qualunque, ma di una
grande epoca che deve cominciare: la terza. All’inizio il Padre ci ha creati,
e questo per permetterci di conoscerlo, amarlo, e servirlo. In un secondo tempo il Figlio ci ha
redenti. Adesso, per nostra consolazione, il Padre e il Figlio ci mandano lo
Spirito Santo trionfatore, con Maria sua sposa. Questo è un grande
miracolo.»
Un’altra mistica, Suor Marie-Natalie, ha ricevuto da
Gesù le parole seguenti: “Non
si tratta della Fine del mondo, ma della fine dei peccati. Si tratta di metter fine a questo grande
flusso d’anime verso la dannazione“. [129]
Magdalena Porsat e Suor Marie-Natalie sono due esempi di persone carismatiche. A che servono i carismatici? La signora Franca Cornado [130] soleva rispondere: “Le anime carismatiche servono a correggere gli errori dei teologi...”
I
teologi, è vero, non dovrebbero sbagliare mai, eppure qualche volta
sbagliano, e anche di grosso. Come mai? La sapienza divina e la
“sapienza” umana non dovrebbero forse coincidere? Sì, lo
dovrebbero, ma i fatti dimostrano che alle volte succede il contrario. E quando
ciò avviene non è Dio che sbaglia, ma l’uomo. Dagli errori
umani nasce poi la confusione.
Parlando
di confusione, quella di oggi è talmente grande che per evitare il
peggio Dio è costretto ad intervenire. Lo fa perché è
Padre, e come tale cerca di aiutare quei figli che con buona volontà si
sforzano di non cadere nei tranelli di Satana. [131]
Oggi l’intervento di Dio mira a correggere un errore involontario
commesso secoli fa da S. Agostino. L’errore di Agostino riguarda la
Parusia intermedia. Detta Parusia non andrebbe esclusa dalla Settimana universale ma integrata ad
essa.
Abbiamo
già visto che la Settimana universale è quel grandioso Piano che Dio ha concepito per
creare, redimere e santificare il Genere umano. Detto Piano contiene un
“giorno” importante, il settimo, l’equivalente della
domenica. A chi farebbe comodo che questo settimo “giorno” venisse
obliterato? Al nemico di Dio. Lui solo ha interesse a ingannarci su questa
importante verità. Ma Dio vuole
che le anime di buona volontà giungano preparate a questo
grandioso evento, e visto che il
tempo stringe, interviene Lui stesso per aiutare coloro che hanno bisogno di
aiuto e da Lui lo sperano.
I
due esempi appena citati non sono gli unici. Ce ne sono tanti altri,
provenienti da voci che parlano tutte in nome di Dio.
La voce di una monaca di clausura.
Messaggio
del 31 agosto 1968. Nel libretto italiano: “Il Gran Messaggio
d’Amore”, l’autrice del libro, monaca di clausura,
testimonia del dialogo seguente avvenuto tra lei e la Voce divina:
Dialogo tra la Voce divina e una monaca di clausura.
Voce divina: «“Mia Madre, in altri tempi, aveva
predetto il castigo, ma adesso l’ora è molto più
vicina. I popoli più forti
demoliranno quelli più deboli.
Ogni umano diritto sarà sopraffatto. Sangue e fuoco sopra tutta la
terra. Cose mai viste fin dalla
fondazione del mondo! Il cielo non avrà che i riflessi del fuoco, non
sarà più azzurro, ma carico del fumo dei mezzi di
distruzione. ... Farà buio
su tutta la terra, ... e la terra
sarà avvolta in un nero mantello”.
La monaca: “O Signore! Si direbbe
l’Apocalisse!”
Voce divina: “Il tempo della vera Apocalisse è molto
lontano, e sarà voluto da Dio, mentre questo sarà voluto e
preparato dall’uomo! Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto
radunare i tuoi figli come la gallina raduna i pulcini sotto le sue ali, e tu
non hai voluto! Questo è il messaggio di cui ti parlavo l’altra
notte. Messaggio d’amore e di
dolore. Te lo affido!”
La monaca: “Ma, Signore! Se il mondo potesse almeno sapere
quel che mi dici!”
Voce divina: “Questo mondo incredulo e infedele non crede
facilmente a certe cose, perché è più facile vestirsi di
scetticismo che di verità. Fa più comodo! Ancora una volta ti
dico che nessuno è profeta in casa sua. Il mondo ha bisogno di un segno
per credere, e lo avrà”. »
Le parole suddette confermano che la vera Apocalisse (quella della
Fine del mondo), è ancora lontana nel tempo. Essa arriverà fra una decina di
secoli, non ora che siamo alla Fine dei tempi (o “Fine del tempo
delle Nazioni”), un periodo che corrisponde all’inizio del settimo
millennio della nostra storia umana, che in tutto ne conta sette.
La voce di J. E. Gehrer.
L’età di questa nostra umanità non ci è
rivelata soltanto da Luisa Piccarreta.
Anche il libretto di J. E. Gehrer: “Cœurs Unis de Jésus et de Marie”,
contiene rivelazioni analoghe. Una di queste ci permette di dedurre che la Settimana universale è formata da
sette periodi, o “giorni”, e che attualmente l’umanità
si trova all’inizio del suo settimo “giorno”.
Quanto segue è la traduzione italiana del testo che si trova
alle pagine 15 e 16 di detto libretto.
«La
voce interiore precisò: “Sì, voi vi alzate all’alba
di un nuovo giorno. Presso Dio
mille anni sono come un giorno, e codesto sarà una domenica: l’era
dello Spirito Santo”. Mi
sembrava che 4000 anni erano attribuiti al Padre, 2000 anni al Figlio, e 1000 allo
Spirito Santo». [132]
La voce di Ottavio Michelini.
Nel volume: “Confidenze
di Gesù ai suoi sacerdoti e ai suoi fedeli”, Gesù
affida a Mgr Ottavio Michelini parecchi messaggi di interesse attuale. Verso la
fine del messaggio del 21 giugno del 1978, e intitolato: Nelle condizioni
precedenti al Diluvio, Gesù dice a
Mgr Ottavio Michelini:
– «Non
è la prima volta che nella storia dell’umanità si verifica
questo triste fenomeno per cui, per Volontà Permissiva di Dio,
l’umanità viene distrutta nella sua quasi totalità. Al tempo del Diluvio tutti gli abitanti
della terra sono stati distrutti, salvo Noè con i figli e i figli dei
suoi figli. Siccome oggi le condizioni
sono come quelle precedenti al Diluvio, l’umanità sarà
distrutta ad eccezione di quelli che il Signore ha decretato di salvare. È necessario dire che la grande
maggioranza degli esseri umani sono rimasti sordi alle numerose chiamate di
conversione che Dio ha indirizzato loro. ».
La voce di Maria Valtorta.
Il brano che segue descrive il Millennio
felice e fa capire che la Parusia
intermedia che lo deve inaugurare sarà simile alla Parusia finale, ma non identica.
Malgrado le somiglianze dovute al famoso “parallelismo storico”, [133] la
Parusia intermedia e quella finale sono due cose distinte.
– Gesù dice a Maria
Valtorta: «Quando avrò mondato il Gregge da ciò che
è falso e impuro [con la Purificazione che avrà
preceduto la sua Venuta intermedia, ndr], nel mio periodo di Re della Pace
[il “Millennio felice”, ndr] istruirò i rimasti per
l’ultima istruzione. Conosceranno Me come ora solo gli eletti mi
conoscono. Saranno non dodici, ma dodicimila volte dodicimila creature chiamate
alla conoscenza del Re. Cadranno le eresie e le guerre. Luce e Pace saranno il
sole della Terra. Si nutriranno del germe vivo della mia Parola e non saranno
più languenti della fame spirituale. Mi adoreranno in spirito e
verità.
Quando
avverrà l’ultima rivolta di Satana a Dio [alla
fine del “Millennio felice”, ndr] non mancheranno gli ultimi
Giuda fra i chiamati alla conoscenza del Re. L’oro della Città
eterna deve essere depurato per tre
filtri per poter divenire turibolo davanti al trono
dell’Agnello glorioso. E questo sarà l’ultimo filtro. [134] Ma
i “fedeli” resteranno fedeli, conosceranno che Io sono con essi, e
che essi sono il mio popolo eterno. Ma fin da ora, o miei diletti, o anima che
mi ami e che amo, sappiate che anche prima che Io venga a radunare il mio
gregge per portarlo agli eterni pascoli del cielo, voi siete i miei amati
agnelli. Prima degli altri entrerete nel mio Regno, perché voi siete il
mio gregge ed Io sono il Signore Iddio vostro, il vostro Pastore che fra voi
prende le sue delizie, e che vi chiama alla sua dimora per vivere con voi nella
Pace serbata ai fedeli di Cristo.» [135]
La
voce di JNSR [136]
Nel
1998, la rivista il Segno del
Soprannaturale ha pubblicato una serie di articoli che fanno la sintesi dei
messaggi ricevuti da JNSR sulla Parusia intermedia. [137]
Questi messaggi spiegano alcuni passi oscuri delle Scritture – come ad
esempio i versetti di Ap 20, 1-6 – ma anche dei passi ritenuti chiari ma
contenenti delle sorprese esegetiche. Per esempio, il famoso “Venga il
tuo Regno”, presente nella preghiera del Padre Nostro, andrebbe interpretato non in senso simbolico, ma
letterale: discesa della Gerusalemme celeste a Dozulé, [138] e
instaurazione del Regno di Dio su tutta la Terra ad opera di Cristo.
Alcuni
messaggi di JNSR presentano la Venuta intermedia di Gesù come necessaria
all’Umanità, che secondo il piano divino è destinata a
recuperare i privilegi del primo Paradiso terrestre. In che modo? I momenti
sono tre: 1) Seminare. 2) Coltivare. 3) Raccogliere. Per poter raccogliere
qualcosa dalla terra bisogna prima seminare, e poi coltivare. Con la sua morte
Gesù ha gettato il seme del suo Regno, e nei duemila anni successivi ha
coltivato il suo campo. La prima e la seconda tappa sono quindi realizzate.
Rimane la terza, quella del raccolto. Gesù ci avverte che lo vuole fare
adesso, tra poco, perché la messe è pronta, i tempi sono maturi,
come testimoniano i due messaggi che qui seguono.
–
Gesù dice a JNSR:“Prima
della parola “fine” Io fermerò il meccanismo, e vi
farò saltare nel tempo vero, quello della “mia
verità” come da un treno in movimento. Ai miei figli del mondo
intero voglio dire che è arrivato il tempo della verità (...) Io
sono l’unica verità, quella scritta da tutti i santi profeti nella
Bibbia. Parole di Gesù. Amen”;
–
Gesù a JNSR: “Sì, mia
piccola, i tempi stanno per precipitare, e tutto si svolge come ve lo ha
indicato il mio Libro santo (...) Io vi darò ancora altri segni della
mia prossima venuta. Niente deve turbarvi o spaventarvi, poiché tutto
ciò deve accadere. Il mondo è andato troppo in là nella
disobbedienza a Dio, e più nulla lo può fermare nella sua follia
satanica. Non posso lasciare l’uomo distruggersi completamente”. [139]
Negli
scritti di JNSR la Parusia intermedia è come una luce che illumina di
nuova speranza tutte le Scritture sacre. Non dobbiamo quindi meravigliarci se i
suoi messaggi si rivolgono a tutti, non solo ai cattolici ma anche agli Ebrei,
ai Protestanti, agli Ortodossi, a tutte le persone di buona volontà,
qualunque sia la religione alla quale appartengono. Gesù dice tramite
JNSR: ”Avverto i capi delle Chiese
di tutte le confessioni che Io ritorno presto!” [140]
Per quanto riguarda gli Ebrei, essi sono i nostri “fratelli
maggiori”. Dio vuole essere riconosciuto come il Dio di Abramo, di Isacco
e di Giacobbe, e portare a tutti gli uomini il perdono e la pace, cominciando
dai figli d’Israele.
La
voce della Divina Sapienza.
I
due messaggi seguenti esprimono chiaramente il concetto di Parusia intermedia.
Messaggio
ODS, del 7 maggio 2000. [141]
–
Gesù dice: «Sposa amata,
quando mai ho detto che fino alla Fine del mondo le cose resteranno
stazionarie? Perché gli uomini non prestano attenzione alle mie Parole?
Ho parlato spesso attraverso i miei profeti antichi e nuovi di una mia Venuta intermedia, e non in modo
velato. Quanti mi attendono per farmi festa e gioire con me? Pochi, sposa
amata, pochi anche di coloro che leggono e rileggono le mie parole; essi
dicono: Ma… Forse… Non è ben chiaro…
Chissà… Vedremo… Nessuno di questi ha il coraggio di dire:
Gesù parla chiaramente di una Venuta grandiosa e intermedia.
Prepariamoci tutti ad accoglierlo col cuore ardente di chi attende Colui che
tanto ama, e che sta per ritornare trionfalmente e visibilmente. …
Io, Io Gesù, sto per fare tutto questo. Il mistero nascosto
da secoli e millenni ora viene palesato, e tutti ne conosceranno
l’essenza. La mia prima Venuta
sulla Terra è stata l’inizio, la mia seconda sarà la continuazione, la terza sarà la conclusione. »
Messaggio
ODS, del 28 maggio 2000.
–
Gesù dice: «Oggi, amata
sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per capire il senso del tempo
presente. Molti di costoro non capiscono ciò che più volte dico
palesemente, che cioè tornerò, tornerò non solo
nell’ultima Venuta (finale e conclusiva), ma che ci sarà una Venuta intermedia precedente. I miei
amati piccoli, che hanno il cuore nel mio Cuore e palpitano del mio stesso
amore, mi attendono perché hanno compreso, alla mia luce, e si preparano
di giorno in giorno con un’adorazione continua, con una dedizione
completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo con la loro propria, non mi
attendono, non si preparano, e ripetono: “Non si parla mai nelle
Scritture di una Venuta intermedia”.
Essi
non saranno pronti al mio ritorno, e non potrò dare loro i doni sublimi
che ho preparato per chi si è lasciato avvolgere dalla mia luce ed ha
cercato tutto da me. Amata, il mio giorno è vicino. Questo sarà
anche il giorno meraviglioso e unico delle anime belle che troverò
vestite a festa come piccole spose. Ecco, verranno con me al Banchetto di
nozze, e nessuna di esse resterà fuori. Resteranno fuori invece coloro
che in me non hanno creduto ma hanno confidato troppo in loro stessi, senza
capire che le cose devono essere viste e interpretate solo alla mia luce.
»
La voce di don Gobbi. [142]
Don Gobbi va in tutto il mondo per
diffondere il Movimento Sacerdotale Mariano. Nel Libro dei messaggi da lui
ricevuti si annuncia che Gesù sta per tornare sulla terra come re, e si
parla del ripristino del Paradiso terreste. Questo Paradiso, come sappiamo,
corrisponde al Regno messianico. La
Madonna lo annuncia con questi messaggi:
Messaggio
MSM del 24 dicembre 1978. La seconda
Parusia.
– La Madonna a don Gobbi: «Simile
alla prima sarà la sua seconda venuta, figli prediletti. Come la sua
nascita in questa notte sarà il ritorno di Gesù nella gloria,
prima della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è
invece ancora nascosta nei segreti del Padre. Il mondo si troverà tutto
avvolto nella tenebra della negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, della
ribellione alla sua legge d’amore. Il gelo dell’odio avrà
ancora reso deserte le strade del mondo.
Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i
grandi neppure si ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i
Suoi saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi.
“Quando
il Figlio dell’uomo verrà, troverà egli ancora la fede
sulla terra?”. Verrà all’improvviso, e il mondo non
sarà pronto alla sua venuta. Verrà per un giudizio a cui
l’uomo si troverà impreparato. Verrà per instaurare nel
mondo il suo Regno, dopo aver sconfitto ed annientato i suoi nemici. Anche in questa seconda venuta, il
Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. Come del mio seno verginale il
Verbo del Padre si è servito per giungere fino a voi, così del
mio Cuore Immacolato Gesù si servirà per giungere a regnare fra
voi.»
Messaggio
MSM del 1 gennaio 1990. Madre del secondo Avvento.
– La Madonna a don Gobbi: «Sono la Madre del secondo
Avvento. Lasciatevi dunque formare e preparare da me, in questi anni,
così che possiate essere pronti a ricevere Gesù, che verrà
nella gloria ad instaurare fra voi il suo Regno di amore, di santità, e
di pace.»
Messaggio
MSM del 13 marzo 1990. Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà.
– La Madonna a don Gobbi: «Voi leggete nel Vangelo: Quando
il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla
terra? … Vi potete domandare perché Gesù ha pronunziato
queste parole. Lo ha fatto per prepararvi alla sua seconda Venuta, e per
descrivervi una circostanza che sarà indicativa della vicinanza del suo
glorioso ritorno. Questa circostanza è la perdita della fede. … La
diffusione dell’Apostasia è dunque il segno che indica ormai
vicina la seconda Venuta di Cristo. A Fatima io vi ho predetto che sarebbe
venuto un tempo in cui si sarebbe persa la vera fede. Questi sono i tempi. »
Messaggio
MSM del 14 aprile 1990, Sabato santo. Vegliate con me nell’attesa.
– La Madonna a don Gobbi: «Vegliate con me
nell’attesa in questi ultimi tempi del vostro così lungo sabato
santo, perché è vicino il momento in cui mio Figlio Gesù
ritornerà sulle nubi del cielo, nello splendore della sua gloria
divina.»
Messaggio
MSM del 3 giugno 1990. Il tempo
dello Spirito Santo.
– La Madonna a don Gobbi: «Vi avvicinate al momento in cui si
compirà il grande prodigio della seconda Pentecoste. … Così
lo Spirito Santo adempie la sua divina missione di dare piena testimonianza al
Figlio, e vi condurrà alla comprensione della Verità tutta
intera.»
Messaggio
MSM del 28 giugno 1990. La seconda Pentecoste.
– La Madonna a don Gobbi: «Siete ormai vicini alla seconda
Pentecoste. … La seconda Pentecoste verrà come rugiada sul mondo,
e trasformerà il deserto in un giardino, in cui tutta
l’umanità correrà incontro al suo Signore, come sposa, in
un rinnovato patto di amore con Lui. Così la Santissima Trinità
riceverà la sua grande gloria, e Gesù instaurerà il suo
glorioso Regno di amore fra voi.»
Messaggio
MSM del13 ottobre 1990. Il Paradiso terrestre sarà ripristinato.
–
La Madonna a don Gobbi: «È vicino il Regno
glorioso di Cristo, che si stabilirà fra voi con la seconda venuta di
Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria. È il suo
glorioso ritorno per instaurare fra voi il suo Regno, e riportare
l’intera umanità, redenta con il suo preziosissimo sangue, allo
stato del suo nuovo Paradiso terrestre.
Quanto si prepara è cosa tanto grande che mai è stata dalla creazione del mondo. Preparatevi con umiltà, con fede, e con intensa preghiera. Preparatevi raccogliendovi tutti nel Cenacolo spirituale del mio Cuore Immacolato. Preparatevi nel silenzio e nell’attesa. ... Con un piccolo numero di questi piccoli bambini, il Signore instaurerà presto sulla terra il suo glorioso Regno d’amore, di santità e di pace.»
Messaggio
MSM del 24 dicembre 1990. Accogliete i profetici annunci.
– La Madonna a don Gobbi: «Siete entrati nei tempi che vi
sono stati predetti. Siete entrati negli ultimi tempi. Allora accogliete i
profetici annunci che in tanti modi vi hanno indicato vicino questo secondo
Natale. … Per questo, in ogni parte del mondo mi sto formando la schiera
dei piccoli, dei poveri, degli umili, dei puri di cuore per preparare
così una culla preziosa a Gesù che torna a voi nella
gloria.»
Messaggio
MSM del 15 agosto 1991. La Nuova Era.
– La Madonna a don Gobbi: «La nuova era verso cui siete
incamminati porta tutto il creato alla perfetta glorificazione della Santissima
Trinità. Il Padre riceve la sua più grande gloria da ogni
creatura, che riflette la sua luce, il suo amore, il suo divino splendore. Il
Figlio instaura il suo Regno di grazia e di santità, liberando tutto il
creato dalla schiavitù del male e del peccato. Lo Spirito Santo si
effonde in pienezza con i suoi santi Doni, porta alla comprensione di tutta la
Verità, e rinnova la faccia della terra. La nuova era che io vi annuncio
coincide con il pieno adempimento della Divina Volontà, così che
finalmente si realizzi quanto Gesù vi ha insegnato a domandare al Padre
celeste: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in
terra”. È il tempo in cui
dalle creature si compie il divino volere del Padre, del Figlio, e dello
Spirito Santo.»
Messaggio
MSM dell’8 dicembre 1991. La porta che si apre.
– La Madonna a don Gobbi: «Sono la porta che si apre sulla
nuova era che vi attende e che sta ormai per giungere sul mondo. Per questo nei
vostri tempi sono chiamata ad essere la Madre del secondo Avvento. Come, per
mezzo di me, Gesù è giunto a voi nella fragilità e nella
umiltà della sua natura umana, così ancora, per mezzo di me,
Gesù ritornerà a voi nello splendore della sua gloria, per
instaurare il suo Regno nel mondo.»
Messaggio
MSM del 31 dicembre 1991. La Fine dei tempi.
– La Madonna a don Gobbi: «Vi ho più volte
annunciato che si approssima la Fine dei tempi e la venuta di Gesù nella
gloria. Ora voglio aiutarvi a comprendere i segni descritti nella Divina
Scrittura, che indicano ormai vicino il suo glorioso ritorno. Questi segni sono
chiaramente indicati dai Vangeli, dalle Lettere di S. Pietro e di S. Paolo, e
si stanno realizzando in questi anni. Il primo segno è la
diffusione degli errori che portano alla perdita della fede e
all’apostasia. Il secondo segno è lo scoppio di guerre e di
lotte fratricide … mentre si fanno sempre più frequenti le
catastrofi naturali come epidemie, carestie, inondazioni, e terremoti. …
Il terzo segno è la sanguinosa persecuzione di coloro che si
mantengono fedeli a Gesù e al suo Vangelo. … Il quarto
segno è l’orribile sacrilegio compiuto da colui che si oppone a
Cristo, cioè l’anticristo. Entrerà nel tempio santo di Dio
e siederà sul suo trono facendosi adorare lui stesso come Dio. …
Il quinto segno è costituito da fenomeni straordinari che
avvengono nel firmamento del cielo. … Io sono sempre con voi, per dirvi
che la realizzazione di questi segni vi indica con sicurezza che è
vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella gloria.»
Messaggio
MSM del 24 dicembre 1997. Parusia
intermedia e trionfo del Cuore immacolato di Maria.
– La Madonna a don Gobbi: «Il mio Divino Bambino … un giorno ritornerà
nella potenza della sua gloria divina, e porterà alla sua pienezza il
tempo e la storia. … Voi vivete ora il mistero di questo secondo Avvento,
che vi prepara ad accogliere Gesù quando tornerà a voi sulle nubi
del cielo. Solo allora si compirà il secondo Avvento che voi state
vivendo. Allora il tempo giungerà alla sua pienezza. Allora il Cuore immacolato
della vostra Mamma celeste avrà il suo trionfo, nel definitivo e glorioso trionfo di suo Figlio
Gesù.»
La voce di Luisa
Piccarreta.
Da quanto tempo l’uomo è sulla terra? La scienza umana
tenta di indovinare, ma le sue risposte variano da uno scienziato
all’altro, da un’epoca all’altra. Nel brano che segue
Gesù ci dice che l’uomo è sulla terra da 6.000 anni.
Messaggio del 29 gennaio 1919, sul Divin Volere.
– Gesù a Luisa Piccarreta: “Figlia
mia diletta, voglio farti sapere l’ordine della mia Provvidenza: in ogni
corso di due mila anni ho rinnovato il mondo. Dopo i primi due mila anni lo rinnovai
col diluvio. Dopo i secondi due
mila anni i buoni e gli stessi santi sono vissuti dei frutti della mia
Umanità, e a sprazzi hanno goduto della mia Divinità. Ora siamo al termine dei terzi due mila
anni, e ci sarà una terza rinnovazione. Ecco perciò lo scompiglio
generale. Esso non è altro
che un preparativo, appunto, a questa terza rinnovazione; e se nella seconda
manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità, pochissimo
ciò che operava la Divinità.
Ora
in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata ed in gran
parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo
con le creature, e compirò la rinnovazione col manifestare ciò
che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio
Volere divino col mio Volere umano, come tutto restava concatenato in Me, come
tutto facevo e rifacevo; ed anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto
da Me e suggellato col mio Volere divino.” [143]
|
|
Luisa Piccarreta (1865
- 1947) “La Piccola figlia della Divina
Volontà”. |
– IV –
certezza del
mondo nuovo
|
1 - Il ripristino del Paradiso
terrestre.
(J. De Parvulis). 2 - Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis). 3 - Il Regno messianico annunciato dall’ODS. |
1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. [144] (J. De Parvulis).
Nel giro del ventesimo secolo il Cielo ha scelto un’umile donna
pugliese per proporre all’umanità un nuovo ideale di vita
concepito per le persone disposte a rimpiazzare
la loro volontà umana con la Volontà divina. Tale donna
è Luisa Piccarreta. [145] La
proposta divina assomiglia ad un nuovo “contratto” spirituale [146]
che il Cielo offre all’umanità per permetterle di realizzare la
felicità per la quale è stata creata, ma che il Peccato originale
le ha fatto perdere.
Di tutti i messaggi che il Cielo ha inviato alla terra nei secoli
posteriori alla Redenzione, questo di Luisa si presenta come il più
importante. Basti sapere che l’ideale che Luisa propone
all’umanità trasformerebbe il mondo in un Paradiso terrestre.
Di fronte a una notizia così grande e inattesa molte persone
si domandano se questo Regno è o non è, quello che Gesù ci
ha promesso per questa terra. Nel riflettere a ciò mi sono chiesto:
Perché Gesù ha accettato di morire crocifisso? Lui stesso ha
detto che lo scopo finale del suo sacrificio era di vedere un giorno realizzato
il suo Regno. Ora questo Regno, qualificato
più tardi di “messianico”, è forse
già esistito su questa terra? Molti mi rispondono, e con ragione:
“Se fosse esistito, la cosa si saprebbe”. Assumendo dunque che questo Regno deve ancora venire,
è evidente che esso finirà un bel giorno per arrivare. E se quel
giorno fosse domani? Nulla lo esclude. Molte profezie recenti affermano proprio
questo, aggiungendo che detto Regno è un anticipo del Regno celeste.
Non è solo nel Vangelo che il Regno messianico [147]
è presentato come scopo principale
del sacrificio di Cristo. Maria
Valtorta, [148] alla
quale Gesù ha rivelato molti segreti, anch’essa ne parla. Per
esempio, nel 1943 Gesù le confida le parole seguenti:
Messaggio del 27 agosto 1943, riportato da “I Quaderni”, di Maria Valtorta, vol. I, p. 228.
– Gesù a Maria Valtorta: «Come uno a cui
prema di fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che
più importa; e qui è il mio Regno. [Regno temporale, e di
riflesso anche quello eterno, ndr]. Perché nel mio Regno è la
giustificazione del mio essermi incarnato e morto. Perché nel Regno
è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza.
Perché nel Regno è la prova della vita eterna, della risurrezione
della carne, del mio potere di Giudice. Perciò quando ho parlato per
spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo quasi sempre a
corona il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la sconfitta di Satana in
se stesso, nella sua creatura, nei suoi precursori. [149] »
Questi dati suggeriscono che è possibile, anzi probabile,
che codesto Regno messianico [150] e
il Regno del Divin Volere siano la stessa cosa. Il
Cielo ce lo conferma tramite Luisa Piccarreta, e più recentemente anche
tramite don Gobbi.
Il 15 settembre 1922 Gesù si è rivolto a Luisa
Piccarreta in questi termini:
– Gesù a Luisa Piccarreta: «Anelo
ardentemente a che siano
conosciuti gli effetti del mio Divin
Volere. Da esso mi verrà la completa gloria della Creazione ed il
compimento finale e definitivo della Redenzione. Oh, quanti effetti sono ancora
sospesi, tanto della Creazione quanto della Redenzione, perché il mio
Volere non è conosciuto, e non tiene il suo vero Regno nella creatura, e
non regnando, la volontà umana resta sempre schiava di se stessa!
» [151]
Il 22 novembre 1992 la Madonna ha parlato a don Stefano Gobbi in
questo modo:
– La Madonna a don Gobbi: «In
questa creazione, rinnovata da una perfetta comunione di vita col Padre,
Gesù Cristo instaurerà il suo Regno di gloria, perché
l’opera della sua divina Redenzione possa avere il suo perfetto
compimento. Lo Spirito Santo
aprirà i cuori e le menti in modo che tutti possano adempiere il volere
del Padre e del Figlio, così che sulla terra sia perfettamente
realizzata la Divina Volontà,
come in cielo. » [152]
Se questi messaggi sono di origine celeste – e come si fa a
dire che non lo sono? – essi ci permettono di affermare che l’Era
nuova che qui è annunciata garantirà il compimento definitivo
della Redenzione. Stando ai messaggi, inoltre, questo compimento si
realizzerà col trionfo del Divin
Volere. La notizia è
grandiosa, anche perché la descrizione di questa Nuova Era ci fa pensare
al“Millennio felice”, il millennio di cui S. Giovanni ci
parla all’inizio del ventesimo capitolo dell’Apocalisse. [153] Di
fronte a questi annunci profetici, una domanda appare con sempre maggior frequenza:
Quando inizierà questo Regno?
Le profezie, quelle autentiche, non offrono mai date precise, ma
l’interpretazione accorta del loro senso nascosto può condurre a
delle rivelazioni interessanti. Nel caso attuale un attento esame del loro
contenuto permette di dedurre che l’inizio del Regno messianico coincide con l’inizio del settimo millennio della storia umana,
il quale a sua volta corrisponde al terzo
millennio della storia cristiana. Tutto questo fa parte del Piano di Dio. [154]
Continuando il ragionamento, visto che il terzo millennio cristiano
è quello che l’umanità ha appena iniziato, vuol forse dire
che il Regno messianico sta per
cominciare? Certamente. Questo è quanto viene annunciato dalle profezie,
le quali aggiungono che prima di entrare nel Millennio felice l’umanità dovrà subire una
grande purificazione, senza la quale non le sarebbe possibile realizzare la
felicità che di tale millennio è la
caratteristica fondamentale.
Luisa Piccarreta ci informa che le persone che desiderano vivere
nel Divin Volere già si possono mettere su questa via. Le porte del
Regno del Divin Volere sono aperte a
partire dal momento attuale. Grazie al ritorno sulla terra del Divin Volere, i dolori e le sofferenze
che il Peccato originale ci ha lasciato in eredità non esisteranno
più. Spariti! L’umanità potrà vivere la
felicità per la quale Dio l’ha creata. La felicità si
installerà ovunque come conseguenza della comunione degli esseri, una
comunione resa possibile dal Divin Volere presente in tutti coloro che
saranno sopravissuti alla Purificazione.
Quante sono le persone invitate a questo appuntamento?
L’invito è per tutti, ma già si sa che alcuni
l’accetteranno e altri no. Tuttavia, a coloro che accetteranno di essere
presenti a tale appuntamento Dio darà la possibilità di
recuperare i privilegi persi al momento della Colpa originale. Questo permetterà loro di realizzare il
sogno dei sogni, quello di diventare Figli di Dio in pienezza.
2 - Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis).
Il diritto di governare il Mondo, a chi appartiene? A Dio o a Satana? Ai
servi del Primo, o a quelli del secondo?
È evidente per noi che questo diritto non appartiene a
Satana, ma a Dio. Dio Padre, creatore di tutto ciò che esiste nel
visibile e nell'invisibile, ha il diritto legittimo di governare il Mondo. Ma
Dio Padre affida questo potere a Dio Figlio, che per riscattarci dalla morte si
è incarnato e ha offerto la sua vita sulla croce.
In passato, certo, il Mondo è sempre stato dominato dalle
forze del Male. Due mila anni fa Gesù ha confermato che il
“principe di questo mondo” è Satana, e ancor oggi le forze
del Male trionfano tramite la complicità degli uomini che si mettono al
loro servizio.
Questa situazione è forse da considerarsi normale e
irreversibile? La risposta più verosimile è “no”. Non
è possibile che Satana rimanga indefinitamente alla direzione del Mondo.
Cristo ci ha strappati al potere delle tenebre sacrificando la sua vita. Dunque
il Mondo futuro non apparterrà più a Satana, ma a Cristo. Il
diritto legittimo di governare il Mondo è di Cristo.
Dove si trova la linea che divide questi due poteri, quello di
Cristo e quello di Satana? La linea di divisione è determinata dalla Fine
dei tempi. L’Umanità sta raggiungendo questa linea
proprio oggi. La salvezza dell’uomo è ormai vicinissima.
La salvezza è Dio. Ed essendo Dio una Trinità, pare
che la nostra salvezza assuma la forma trinitaria essa pure. In che modo?
Vediamolo.
Già ho parlato del Nuovo Ordine Mondiale come di un progetto
concepito da uomini senza Dio. [155] Il primo risultato prevedibile di tale sistema sarebbe una
terza guerra mondiale, che come regalo ci lascerebbe in eredità un
bel "Cavallo di Troia": la dittatura mondiale degli
"Illuminati", seguita a più o meno breve scadenza
dall’auto-distruzione totale.
A questo punto mi chiedo:
“Potrebbe Dio permettere che l’umanità si auto-distrugga
prima che il suo Piano sia
completato?” È difficile pensarlo. Se noi consideriamo il Piano di
Dio nel suo insieme, ci accorgiamo
che all’epoca di Noè l’umanità è stata salvata
fisicamente per opera di Dio Padre,
e all’epoca della Redenzione è stata salvata spiritualmente per
opera di Dio Figlio. È
difficile credere che le tre divine Persone vogliano abbandonare
l’umanità proprio adesso. I Profeti cristiani contemporanei dicono
che la salvezza ci verrà ancora concessa, e aggiungono che questa volta,
la terza, ci verrà concessa in maniera definitiva per opera dello Spirito Santo. In tal modo
l’Umanità sarà stata salvata tre volte: la prima nei giorni
del Diluvio (salvataggio fisico), la seconda nei giorni della Redenzione
(salvataggio spirituale), la terza nei giorni dell’inaugurazione del Regno messianico (salvataggio totale).
Il vero
“Nuovo Ordine Mondiale”, quindi, non è quello che
l’uomo si prepara ma quello che
Dio ci prepara. L’uomo
troverà la salvezza in Dio, non in se stesso.
E Dio, questa volta, vuole salvare l’Umanità in maniera
definitiva. Si servirà di questo suo terzo intervento straordinario per
instaurare nel mondo il Regno messianico,
quello che S. Pietro descrive con le parole: “Regno d’amore e di verità, di giustizia e di
pace”, e che la Chiesa ci suggerisce di invocare con la preghiera del
Padre Nostro. I Profeti cristiani contemporanei affermano che Dio ha
concepito questo Regno per permettere all’uomo di vivere nella
felicità che esisteva nel Paradiso terrestre prima del Peccato originale. La Tribolazione che
dovrà precedere la sua venuta non ha altro scopo se non quello di
purificare la Terra in vista delle meraviglie che l’aspettano.
Conseguentemente, anche se le dodici
famiglie dell’anti-Chiesa, i sedicenti Illuminati, riusciranno per
un po’ a dirigere il mondo, la loro supremazia non durerà
più di quel tanto. È possibile che duri il tempo di una sequenza
triplice, fatta un po’ all’immagine di quei “tre
giorni” durante i quali Gesù è rimasto nella tomba. Alla
fine, come Cristo è risuscitato glorioso, così dovrebbe accadere
al suo Corpo mistico, la Chiesa. E
con la Chiesa dovrebbe risuscitare l’intera Umanità. Il Regno
di Dio dovrebbe iniziare sulla Terra con questa generale risurrezione.
Chi volesse saperne di più su
questo argomento, e magari subito, lo può fare leggendo le profezie di
Isaia nei passi intitolati La nuova Creazione. Lo stesso argomento
è pure trattato da S. Giovanni in quella sezione dell’Apocalisse
che nella Bibbia ha per titolo: Il Millennio felice. [156] Altre descrizioni provengono dai mistici contemporanei,
soprattutto quelli più recenti, presentati e discussi in questo libro.
Tra questi figurano: Maria Valtorta, Vassula Ryden, Mgr Ottavio Michelini,
JNSR, don Stefano Gobbi, Françoise, Marie Sevray, Luisa Piccarreta. Il
profeta Amos dice: “Il Signore non
fa nulla senza prima svelare la sua idea ai suoi servitori, i profeti”
[157]
Maria Valtorta. [158]
Messaggio
del 16 agosto 1943, preso nell’opera “I
Quaderni del 1943”, di Maria Valtorta, p. 135.
– Gesù dice a Maria Valtorta: «Il mio regno non è di questa terra, secondo quanto vuol
dire regnare sulla terra. Ma è Regno della terra. Poiché Io sulla
terra avrò regno. Regno palese e vero, non solo spirituale quale
è ora, e di pochi. L’ora verrà in cui sarò Re solo e
vero di questa terra che ho comperata col mio Sangue, della quale sono stato
creato Re dal Padre, con ogni potere su di essa. »
Messaggio
del 18 novembre 1943, preso nell’opera “I Quaderni del 1943”, di Maria Valtorta, pp.
565-6.
– Gesù a Maria
Valtorta: «Continuo a parlare ai
miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie del Signore e
evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro vita santa.
Gioite, o miei servi fedeli, che non vi accontentate di salvare la vostra anima
ma vi offrite perché la Luce vinca sulle Tenebre e la salvezza sia data
a molti che ora di essa non sono ansiosi. Quando sarà la mia ora non
sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa terra sarete con
Me durante il mio Regno d’amore e
di pace. Non ve l’ho forse promesso che voi sarete dove Io
sarò, e che avrete un posto nel mio Regno? Come dignitari di una reggia,
i vostri spiriti mi saranno corona sulla terra, servendomi come luminosi
ministri, e erediteranno quel possesso della terra che Io ho promesso ai
mansueti, e che diverrà possesso dei Cieli quando la Terra più
non sarà.
|
|
Maria
Valtorta Mistica
italiana, autrice dei volumi: L’Evangelo come mi è
stato rivelato, |
Molto prima di quell’ora, o voi, giusti, possederete il
Cielo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del vostro
transito fuori dal carcere attuale. Ma allora [dopo il Giudizio ultimo, ndr] sarà possesso fulgido, completo, cognito a tutte le creature,
assunzione della gloria anche della vostra carne con la quale avete conquistato
il Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per
fedeltà al vostro Dio.
Vincitori di Satana che la carne ha corrotta, vincitori del senso
che in voi si agita per eredità di peccato e per aizzamento di Satana,
possederete l’Universo insieme al vostro Dio e sarete specchi di Dio che
apparirà in tutto il suo splendore nelle vostre carni glorificate.
Simili al Padre sarete, o figli santi. Simili a Gesù, Figlio mio santissimo.
Simili a Maria, Regina nostra. Del Padre avrete la somiglianza intellettiva, e
dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana. E poiché
avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e dove
è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza
del Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a
Lui, e lo elesse per figlio.
Prima di quell’ora sarete i dignitari del mio Figlio. Vedrete
il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio.
Conoscerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo se non avesse
avvilito se stesso col connubio di Satana. Non sarete defraudati di
quest’ora [il Regno messianico, ndr], o amorosi seguaci dell’Amore fatto
carne”.
Messaggio
del 27 agosto 1943, preso nell’opera “I
Quaderni del 1943”, di Maria Valtorta, p. 288.
–
Gesù a Maria Valtorta: «Anche
nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano, ma non è
così. Sarebbe meglio dire: si riflettono nei tempi futuri con aspetti
sempre più grandiosi. [159] Ora siamo al periodo che Io chiamo: dei
precursori dell’Anticristo. Poi verrà il
periodo dell’Anticristo che è il precursore di Satana. Questo
sarà aiutato da manifestazioni di Satana: le due bestie nominate
nell’Apocalisse. Sarà un periodo peggiore dell’attuale [1943
= seconda guerra mondiale, ndr]. Il Male cresce sempre più. …
L’epoca anticristiana assurgerà alla massima potenza nella sua
terza manifestazione, quando vi sarà l’ultima venuta di Satana. »
Françoise. [160]
Messaggio
del 13 ottobre 1997.
Gesù
dice a Françoise: “I miei angeli sono al lavoro per unire e santificare i miei,
quelli che devono appartenermi per l’eternità. Satana, lui, sta
facendo cadere il più grande numero possibile di anime per segnarle col
suo sigillo diabolico. Si tratta di un combattimento vero e proprio tra la luce
e le tenebre. Maria apparirà presto, e col suo sguardo spazzerà
via il male che rimane sulla terra. Satana sarà obbligato a ubbidirgli,
e sarà cacciato. Resteranno sulla
terra i piccoli, quelli che hanno sempre voluto il bene, la giustizia,
l’equità, e che hanno messo Dio al primo posto.”
Don Stefano Gobbi.
Messaggio
MSM del 13 ottobre 1990.
– La Madonna dice a don Gobbi: «È
vicino il Regno glorioso di Cristo che si stabilirà tra voi con la seconda
Venuta di Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria. È
il suo glorioso ritorno per instaurare tra voi il suo Regno, e riportare tutta
l’umanità, redenta dal suo sangue preziosissimo, allo stato del
suo nuovo Paradiso terrestre. »
Messaggio
MSM del 1 gennaio 1995.
– La Madonna a don Gobbi: «Si
avvicina il momento di un rinnovamento universale. Satana sarà
sconfitto. Il potere del male sarà distrutto. Gesù
instaurerà il suo glorioso Regno fra voi, e saranno così formati
i cieli nuovi e la terra nuova. »
Marie Sevray.
– Gesù a Marie Sevray: «Alla Fine dei tempi [161] (...) Io mi riporto
al Principio, e prima di chiudere il Tempo voglio come esaurire tutti i miei
poteri di Creatore! Ci sarà un
rinnovamento magnifico, come uno splendido concerto universale, ogni anima
che dice la sua nota, quella che gli avrà insegnato lo spirito di Luce e
d’Amore, lo spirito delle divine trasformazioni. Magnifico periodo di
pace! Tutto sulla terra mi darà gloria! Ogni creatura mi dirà
sulla terra ciò che i miei eletti mi dicono in Cielo!» [162]
Mgr Ottavio Michelini.
Messaggio del 21 giugno 1978.
– Gesù dice a Mgr
Michelini: «Figlio mio, ti confermo
ancora una volta l’ora della purificazione, dopo la quale ci saranno dei
cieli nuovi, una terra nuova, ed una Chiesa nuova. Evidente apparirà
l’intervento decisivo di mia madre, Regina delle vittorie, come pure la
mia gloria ed il mio potere, potere e gloria di vero Dio e di vero Uomo.
Un’era nuova avrà corso nella storia dell’umanità. »
[163]
Vassula Ryden. [164]
Messaggio
del 1998.
– Gesù dice a Vassula: «Come un tempo l’ho detto
davanti a tutti, lo ridico ora: giorno verrà – e detto giorno
è vicino – in cui
il vostro spirito sarà in cielo a glorificare la nostra Santità trinitaria,
anche se voi sarete tra gli uomini. Mentre il vostro corpo si muoverà
tra gli uomini, la vostra anima ed il vostro spirito, catturati nella mia
Volontà e pieni della nobiltà della mia Luce, saranno
paragonabili a quelli angelici. Vi troverete a camminare nell’Eden, in
Paradiso, tra i miei angeli e i miei santi, perché la vostra unione con
Me sarà completa.
Ah! Noi gioiremo nel riconoscerci in voi. Avrete in voi
l’immagine del Dio mai visto, e Noi contempleremo in voi il Cielo. Il
fatto di possederci vi renderà capaci di vivere quella vita che Noi ci
aspettavamo da voi, una vita che raggiungerà la conoscenza più
completa della nostra Divina Volontà, e questo grazie ad una saggezza e
ad una comprensione spirituale perfette.
La vita che vivrete, carissimi figli – voi che siete stati
creati per le nostre Corti imperiali – sarà secondo il mio
Pensiero sotto tutti gli aspetti. Vi
santificherò, e sarete capaci di essere assolutamente devoti.
Anche se tutte queste cose sono già state annunciate nel
Messaggio di Verità, pochissimi tra di voi hanno compreso la mia Parola.
Oggi il mondo sente, ma non comprende. Vede, ma contempla delle immagini che
non gli dicono niente. » [165]
Queste parole
descrivono la parte conclusiva della Settimana
universale, che è il Piano divino di Salvezza. Detto Piano ci
appare composto di tre parti distinte: Creazione,
Redenzione, Santificazione. Dette parti sono allacciate, solidari tra loro,
e fanno pensare inevitabilmente al Padre, al Figlio, ed allo Spirito Santo. La
parte finale, la terza, è quella che ora ci riguarda maggiormente,
perché Dio la sta annunciando come imminente, e perché oltrepassa
in bellezza tutto ciò che poteva essere immaginato fino ad oggi. Si
tratta, nel Piano di Salvezza, del Paradiso
terrestre finale, la parte conclusiva del Piano stesso. (Vedere anche, in
appendice, le ultime cinque pagine del testo intitolato:
"L’Anticristo nel suo tempo").
JNSR. [166]
Messaggio
del 20 luglio 1997.
– Gesù dice a JNSR: «Dopo l’evangelizzazione del
mondo, allora scenderò dai Cieli,
ed il mio Nome sarà cantato anche dagli uccellini nel loro nido. La
natura intera canterà il mio Ritorno glorioso. Il Vento d’Amore
è già alle porte. Ecco che vengo. Amen. »
Messaggio del 28 novembre 2001.
– Gesù dice a JNSR: «Il giorno in cui verrò non
aspettatevi di vedermi qui o là. Sì, vi verrà detto:
l’ho visto, è nel tal posto. No. Vi ripeto che verrò dalle altezze del mio
Cielo di gloria. Tutti mi vedranno. Nulla è impossibile a Dio.
La Purificazione è iniziata. Accettate la mia Croce che, unita
alla vostra, vi salverà, e salverà tutti quelli che vi sono cari,
perché lo sono ancora più a mio Sacro Cuore. Allora verrò
a dire ad ognuno: “Vengo nella mia santa gloria. La tua vita mi
appartiene. Se mi segui, cammineremo insieme affinché il mondo comprenda
il valore che do ad ognuno, perché voglio salvare questo mondo con
ciascuno di voi”.
Il salvataggio della vostra Terra è un affare familiare. Il
Padre ve l’ha data in eredità. È adesso che gliela dovete rimettere,
nella sua santa mano, bella, pulita, innocente soprattutto, perché il
Male l’aveva trasformata in una massa informe e sporca. Allora i figli
del Padre si metteranno al lavoro, guidati da Gesù, il Figlio unico del
Padre che scende ad aiutare tutti i suoi fratelli in Dio per rimettere questa
Terra bella quanto Dio ve l’aveva data all’origine.
Metterò nei vostri cuori tanto amore, tanta forza, e lo Spirito Santo vi darà tanto
ardore nella fede, nella speranza, nella carità che i vostri cuori si
gonfieranno come le vele di un veliero di competizione, e che voi trasformerete
la vostra Terra in un giardino più bello dell’Eden. Terra
nuova di Dio e degli uomini. Di che annientare l’orgoglio di Satana a cui
non sarà più concesso di venire a prendervi a tradimento.
L’avrò respinto in fondo all’inferno, dove si batterà
coi suoi accoliti; non vi ho detto con le ‘mie anime’.
Gli uomini avranno acquistato una tale bontà, una tale
intelligenza, che la pace di Dio risiederà su tutta la Terra. Non ti ho
detto che non mi vedrete in mezzo a voi. Dio è ovunque. Come
potrà il mio Amore scegliere un’anima? Siete tutti in Me come sono
tutto in voi. Sì, mi vedrete, mi toccherete. Quando? Fra poco.
Verrò nei prossimi giorni,
dopo l’Evangelizzazione totale della Terra. Siete giunti ai tre quarti.
Non voglio venire senza che mi si speri e mi si chiami: ‘Vieni, Signore
Gesù’! La sera scende su tutta la Terra. La ricopre e la
ricoprirà ancora con molte sofferenze, pene, lacrime.
Fatemi conoscere! Vi chiedo di unire le vostre forze, e di
continuare a costruire la mia strada di Croci gloriose, di Croci d’amore
a migliaia, e su tutta la Terra. Il canto delle Croci d’amore si
alzerà verso Dio che vede la luce di queste Croci che lo chiamano, le
braccia tese da est a ovest: “Vieni, Signore Gesù”! Allora,
quando vedrò i cuori dei miei figli, i figli del mio Divin Cuore e della
mia Croce luminosa, chiamarmi come fecero i miei beneamati Apostoli in mezzo
alle onde scatenate: “Aiuto! Senza di Te, Signore, ci anneghiamo!”.
Allora verrò. Perché non ci sarà più orgoglio umano
nei loro cuori. I miei figli si riconosceranno piccoli e deboli senza il loro
Dio: “Aiuto, Signore! Senza di Te la Terra muore!” Allora
verrò. Sarà tempo di tornare, ritornare per ristabilire
l’ordine e la pace nel mio Amore infinito. Verrò come un ladro che
agisce in premura perché sta per spuntare il Nuovo Giorno. Già l’orizzonte cerca la luce. Il
giorno che Dio si è scelto sta arrivando. Giorno di gloria, di pace, di
gioia sulla Terra come in Cielo. Amen. »
Luisa Piccarreta. [167]
Messaggio del 21 settembre 1923.
– Gesù dice a Luisa: «Per questo Regno... tutto è pronto. Tutto è
preparato. Non rimane altro da fare che aprire le sue porte, e farlo conoscere
affinché l’uomo ne prenda possesso. »
3 - Il Regno messianico annunciato
dall’ODS. [168]
Gesù
verrà sulla Terra una seconda volta, non più per soffrire, ma per
“regnare”. Il suo Regno terrestre sarà un anticipo di quello
celeste. [169]
Quando Gesù è venuto la prima volta
non è stato accolto dai suoi. I dottori della Legge ebraica e i capi del
Popolo ebraico comprendevano il significato letterale delle Scritture sacre, ma
non lo spirito. Di conseguenza essi aspettavano un Messia politico,
nazionalistico, non un Messia spirituale e universale. Come hanno trattato
Gesù? Hanno costretto i Romani a crocifiggerlo.
Noi, cristiani, popolo eletto della Nuova Alleanza,
siamo forse migliori degli Ebrei, popolo eletto dell’Antica Alleanza?
Siamo forse più istruiti in senso spirituale? Pare di no. Stiamo
ripetendo lo stesso errore commesso due mila anni fa dai sinedristi ebraici. I
nostri “grandi” della teologia non sanno leggere lo spirito dei
testi biblici che parlano della Venuta
intermedia di Gesù, e rifiutano tutto quello che riguarda la Parusia
intermedia. Si direbbe che l’idea di vedere riapparire Gesù li
mette in imbarazzo. Dovrebbero preparare il popolo all’incontro col
Signore, e non lo fanno. Non entrano nel Regno
messianico, e fanno di tutto per impedire anche agli altri di entrare. [Mt
23, 13]
Fortunatamente i carismatici, quelli veri,
obbediscono agli ordini del Cielo. Essi annunciano senza paura il Ritorno
glorioso di Cristo. Questo fa sì che coloro che ostruiscono
l’ingresso del Regno messianico sono ora costretti a tirarsi in disparte
per lasciar via libera a chi vuol passare.
Messaggio ODS del 17 giugno 1997. Imminenza della Parusia
intermedia…
– La Madonna dice: «Dovete avvertire il mondo che il ritorno di mio Figlio
è imminente…»
Messaggio
ODS del 24 agosto 1999. Questo messaggio parla di “Anno zero”. Ci
fa pensare al messaggio del 25 maggio 2000, sempre dell’ODS, dove
Gesù afferma che la clessidra
della storia sarà capovolta
perché l’Umanità è matura per un nuovo inizio.
Gesù parla così dell’ “Anno zero”:
–
Gesù dice: “Sposa cara,
questo è un tempo assai significativo. Si appressa l’Anno zero dell’umanità. È un momento di
svolta, un momento di grande cambiamento”.
Messaggio
ODS del 22 novembre 1999. I Profeti
cristiani contemporanei dicono che in occasione della Venuta intermedia di
Gesù tutti gli esseri umani presenti sulla terra vedranno Gesù
risorto, Gesù glorioso, Gesù Cristo nei suoi magnifici abiti
regali. C’è chi ama Gesù e non vede l’ora di
incontrarlo, e c’è chi preferirebbe non incontrarlo mai. Coloro
che non ci tengono proprio ad incontrare Gesù, dicono: “Il Signore ha detto che nessuno
può sapere il giorno e l’ora del ritorno di Gesù”. Alle
persone che dicono questo, Gesù risponde questo.
– Gesù dice: «Così
è, ma quando i miei discepoli mi interpellarono il tempo era ancora
lontano. Ora tutto è mutato. I tempi grandi ed unici sono giunti. Sono
questi nei quali vivete. Il momento esatto resta nascosto, ma Io continuo a
ripetere con parole, con segni e con opere che esso è giunto. …
Perché gli uomini chiudono gli
occhi davanti all’evidenza, e gli orecchi al mio annuncio? »
Messaggio
ODS del 9 febbraio 2000. Vi trovate alla vigilia del mio grande ritorno.
–
Gesù dice: «Eletti, amici
cari, vengo in gloria e potenza per liberarvi da ogni schiavitù…
Sposa amata, vengo in un mondo che di me si è dimenticato, non mi cerca,
non mi desidera, non mi chiama. Ricorda le parole che dissi un tempo: quando
tornerò, troverò la fede? C’è ora la fede sulla
terra? Essa è andata sempre più scemando dai cuori, lasciandoli
vuoti, aridi, senza calore. Questo la madre mia intese dire a Fatima.
Preannunciò questi tempi di grande aridità, di gelo profondo, di
smarrimento totale allorché disse che solo in pochi luoghi sarebbe
rimasta la fede. Amata sposa, il mondo non mi cerca, non mi chiama più,
non mi vuole. Tutto questo accade alla vigilia del mio grande ritorno, non
più come fragile bambino, non più come piccolo tremante in fasce,
ma come Re di gloria e di potenza. Quando salii al Cielo tra gli occhi attoniti
dei miei amici, i miei messaggeri dissero: “Tornerà un giorno
colui che è salito al Cielo. Così com’è andato
tornerà, e tutti lo vedranno”. Il mondo non vuole capire che ora
il giorno è vicino, non sa la grandezza di quel giorno unico e
meraviglioso. Questo fatto grandioso, meraviglioso, unico, lo sto annunciando
da molto. Desidero trovare tutti pronti ad accogliermi, pronti col cuore pieno
di gioia e d’emozione. »
Messaggio
ODS del 15 febbraio, 2000. Il Regno di Dio si avvicina a grandi passi.
–
Gesù dice: «Sposa amata,
l’universo intero annuncia la mia venuta. … Amata, i miei messaggi
d’amore preannunciano questo avvenimento unico meraviglioso, unico
irripetibile, unico definitivo. È come se dicessi con parole semplici:
uomini della terra venite tutti nella mia città di luce e d’amore,
venite tutti perché ho preparato un posto sublime per ognuno di voi.
Venite nella mia città. In essa non c’è più il
dolore ma solo gioia, non c’è più guerra ma grande armonia
e pace, non c’è più alcun problema, e nessuna
schiavitù. ».
Messaggio ODS del 24 marzo, 2000.
Quanta gioia per gli amici di Gesù, ma quanto turbamento per i suoi
nemici!
– Gesù dice: «Io verrò, verrò
improvvisamente sulla terra. Non aspettato. Non desiderato. Verrò, e la
mia luce sarà abbagliante. Gli amici cari gioiranno. Il loro cuore
esulterà, ma resteranno turbati profondamente gli operatori di
iniquità che già gridavano: “Pace e sicurezza senza
Dio”, facendo dell’uomo un dio… Quando si dirà:
“Pace e sicurezza”, ed il mondo crederà di avermi tolto di
mezzo, allora apparirò splendente di luce, sfolgorante di splendore, e
verrò a prendere gli eletti dai quattro angoli della terra. Essi saranno
il mio amato popolo ed Io il loro Dio per sempre. » [170]
Messaggio ODS del 7 maggio, 2000.
Gesù parla ancora della sua Venuta intermedia, e ci chiede di
annunciarla.
– Gesù dice: «Tutti mi vedranno apparire nel Cielo.
Come gli angeli hanno preannunciato, Io ritorno con potenza e gloria per fare
nuove tutte le cose, e regnare come il più grande Re. Non continuate a
pensare che Io venga solo nei cuori. Vengo visibilmente, e presto tutti mi
vedrete! Preparatevi, amici cari, preparatevi e gioite. Il tempo è
questo nel quale state vivendo. Annunciate con coraggio il mio ritorno affinché
nessuno si faccia sorprendere impreparato e nel sonno. Voglio trovare cuori
ardenti e palpitanti d’amore per me. »
Messaggio
ODS del 16 maggio, 2000.
La stupenda festa preparata da Dio Padre è pronta.
–
Gesù dice: «Un padre amoroso
un giorno preparò una grande festa nel suo palazzo, e molti doni da
distribuire ai suoi figli. Chiamò questi uno ad uno, con invito
personale, dicendo ciò che aveva preparato. Essi dovevano fare solo la
fatica di recarsi alla festa ed avrebbero avuto tutto. Alcuni corsero e videro
le cose meravigliose che il padre aveva preparato. Si gettarono ai suoi piedi,
lo benedirono, lo ringraziarono. Altri invece indugiarono titubanti, preferendo
i godimenti vani, e così persero un tempo prezioso. Il padre attese,
attese, attese. Alla fine disse ai servi: “Chiudete le porte. Chi non si
è deciso a venire fino a questo momento non lo farà più”.
I servi chiusero le porte del palazzo, ed alcuni figli rimasero fuori senza
più speranza.
Amata sposa, questo Padre amoroso sono
Io, Gesù. La festa è pronta per tutti, ma molti figli sono ancora
fuori. Ho dato l’ordine di chiudere tutte le porte perché il tempo
è giunto: ognuno si affretti perché l’ordine è
già stato impartito ai servi. C’è solo il tempo stretto che
serve per chiudere le varie porte del grande palazzo. Lo sappia bene il mondo,
e si prepari.
»
Messaggio ODS del 25 maggio, 2000. La grande
clessidra della storia sarà capovolta.
– Gesù dice: «Sposa
amata, ancora una volta, l’ultima, chiamo a me con voce possente
l’intero genere umano. Tutto il mondo sentirà e capirà.
Voglio che anche gli estremi confini della terra sentano il mio richiamo
d’amore. Questa sarà l’ultima fase, la più grande e
decisiva. Anche i sopiti, i superficiali, i distratti sentiranno la potenza del
mio richiamo. Nessuno potrà dire: “Nulla ho capito perché
nulla ho sentito”.
Sentirai, amata sposa, che
tremendo rimbombo! Pensa ad un forte tuono che all’improvviso scuote
cielo e terra e fa destare le popolazioni intere. Ognuno si affaccia alla
finestra. Tutti accorrono sui balconi. Il cuore trema. Ecco, voglio che il
risveglio sia generale, e che tutti capiscano che ciò che avviene non
è opera d’uomo ma di Dio offeso e dimenticato, Dio creatore di
tutto, Dio salvatore di ogni uomo, Dio Spirito d’Amore che non vuole
perduta una sola anima…
Amata,
ripeti alle anime che seguono il cammino di luce che possono donare ancora
molto ai fratelli nel buio, fino al momento del mio “Basta”. Ecco,
allora tutto si fermerà, e la grande clessidra della storia
sarà capovolta. Farà scendere il primo nuovo granello. Del
passato nulla resterà, nulla si ricorderà, perché Io
avrò fatto nuove tutte le cose. »
|
La clessidra sarà capovolta |
Messaggio
ODS del 27 maggio, 2000. Prima, seconda, e terza Parusia.
–
Gesù parla a sua Madre, e le dice: «Rallegrati,
Madre santissima: … Il mistero nascosto da secoli e millenni ora viene
palesato, e tutti ne conosceranno l’essenza. La mia prima Venuta
sulla Terra è stata l’inizio, la mia seconda sarà la
continuazione, la terza la conclusione. »
Messaggio ODS del 28 maggio, 2000. I razionalisti dicono:
“Nelle Scritture non si parla mai di una Venuta intermedia di
Gesù”.
–
Gesù risponde: «Oggi, amata
sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per capire il senso del tempo
presente. Molti di costoro non capiscono ciò che più volte dico
palesemente, che cioè tornerò. Tornerò non solo
nell’ultima Venuta finale e conclusiva, ma ci sarà una Venuta
intermedia precedente. I miei amati piccoli che hanno il cuore nel mio Cuore e
palpitano del mio stesso amore, mi attendono perché tutto hanno compreso
alla mia luce. Si preparano di giorno in giorno con un’adorazione
continua, con una dedizione completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo
con la loro propria, non mi attendono, non si preparano. Ripetono: “Non
si parla mai nelle Scritture di una Venuta intermedia”. Essi non saranno
pronti al mio ritorno, e non potrò dare loro i doni sublimi che ho
preparato per chi si è lasciato avvolgere dalla mia luce, ed ha cercato
tutto da me. »
Messaggio
ODS del 29 maggio 2000. Ultimo appello…
–
Gesù dice ancora: «Ecco, ora
chiamo a me con voce possente tutti i miei figli. Come un padre che desidera
rimettere ordine nella sua casa e richiamare tutti al loro dovere. Questo
è il mio ultimo appello. Ciascuno vi può rispondere oppure no,
perché è libero. Chi risponderà subito avrà il
perdono e la gioia per sempre. La sua vita diverrà un meraviglioso sogno
che mai immaginava di vivere. Ma guai, sposa amata, guai a chi non vuole darmi
risposta, e dopo essersi ribellato continua a farlo, continua a girarmi le
spalle! Porto al mondo il mio perdono, sposa amata, ma porto al mondo anche la
mia giustizia, la perfetta giustizia alla quale nessun ribelle può
sfuggire. »
Messaggio
ODS di del 21 aprile 2000. Si tratta di un incontro d’amore tra Dio e
l’uomo.
–
Gesù dice: «Ogni uomo della
terra tra non molto vedrà il mio volto, e tutto cambierà. Beato
colui che non ne sarà sconvolto perché si è preparato con
cura al meraviglioso incontro d’amore. »
Messaggio ODS del 30 maggio,
2000. L’occasione è unica…
– La Madonna dice: «Oggi mio Figlio mi ha detto:
“Madre santissima, si affrettino i figli a percorrere la via luminosa che
indico. Si affrettino senza perdere un solo istante. Tutto avverrà con
massima rapidità. Il cambiamento sarà repentino come durante una
splendida giornata di sole, quando in un baleno si addensano nubi da ogni parte
del Cielo e si scatena una forte pioggia che non lascia scampo. Oggi è
tempo di grazia e di misericordia. Nel Cielo brilla un magnifico sole. Domani
potrebbero già addensarsi da ogni parte le nubi della mia perfetta
giustizia. Oggi offro il perdono. Colgano tutti questa meravigliosa occasione,
perché al tempo di grazia segue quello di giustizia
perfetta”.
Queste le parole sublimi di mio figlio Gesù. Vedete
quant’è grande il suo amore! Non vuole condannare nessuno ma
salvare tutte le anime. Siate decisi nel bene. Io sono con voi e vi amo
immensamente. Maria santissima. »
Negli ultimi decenni molte sette
diaboliche si sono messe a predicare che sta per venire la “Fine del
mondo”. È una bugia enorme, nata da un errore di interpretazione
del Piano di Dio. Detto Piano è semplice da capire per chi conosce lo
schema della Settimana universale, e
vi aderisce, ma oggi esistono molti presunti conoscitori della Bibbia che non
conoscono questo schema, oppure lo rifiutano. Detto schema ci permette di
affermare che la Fine dei tempi
arriverà immediatamente prima del Millennio felice, mentre invece
la Fine del Mondo arriverà
subito dopo. Possiamo dunque affermare con sicurezza che questi due eventi (Fine dei tempi e Fine del
mondo) sono due cose distinte. Esse non sono da confondere, anche se si
assomigliano, avendo ciascuna uno scopo diverso. La Fine dei tempi ha per scopo di rinnovare la Terra e
l’Umanità in vista del Regno messianico che Gesù
verrà ad instaurare, mentre la Fine
del mondo avrà per scopo di mettere un termine definitivo
all’esistenza umana. Di conseguenza, la Fine dei tempi non comporta la distruzione del mondo ma soltanto la
distruzione del male che da sei
millenni lo tormenta.
Oggi ancora Dio ci parla
attraverso i suoi strumenti. Ci avverte che per noi è necessaria una
purificazione. Sotto certi aspetti questa purificazione apocalittica
assomiglierà a quella del Diluvio universale. Anche a noi, come a
Noè, Dio manda un previo avvertimento, contenente le istruzioni su cosa
fare per trovarci preparati.
Come la disinfezione di un
ascesso presente sul nostro corpo fisico
comporta delle sofferenze, così sarà per la disinfezione dei
numerosi ascessi presenti sul nostro corpo
sociale. La purificazione sarà dolorosa, ma solo per coloro che non
vorranno accettarla a causa del male al quale si sono radicalmente votati.
Messaggio ODS del 20 giugno 2000.
– Gesù spiega: «Non
sarà la Fine del mondo, ma sarà la fine di un mondo vecchio. Non
sarà la conclusione della storia ma di una fase lunga e dolorosa della
storia, che ha visto l’uomo ribellarsi a Dio come mai in precedenza.
… Eletti, amici cari, siete i miei strumenti d’Amore. Andate per il
mondo a portare la mia parola. Testimoniatemi davanti agli increduli. Siate
gioiosi perché servite me. Ecco, è entrato il nuovo tempo, quello
del grande rinnovamento. Come quando vedete sull’albero crescere le nuove
gemme e dite “Ecco, è giunto il tempo nuovo”, così
vedendo i germi della nuova terra siate pieni di viva speranza. Anche se ogni
rinnovamento porta prima un po’ di disordine, poi vedrete compiute le
meraviglie del mio Amore. » [171]
Messaggio ODS del 27 giugno 2000. Oggi quasi nessuno
attende Gesù. Questo capita proprio quando “l’atteso dalle
genti”dovrebbe essere atteso da tutti.
– Gesù dice: «Il
mondo non mi attende. Il mondo grida “Pace e sicurezza” senza di
Me. Ma Io verrò all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, un
fulmine che colpisce e scompare. Verrò come luce sfolgorante che
abbraccia tutti i suoi figli amati. » [172]
Messaggio ODS del 12 luglio 2000. Non turatevi le orecchie quando
vi parlo. Sono Gesù, colui che vi ha redenti.
Gesù dice: «Nessuno
parla apertamente del mio ritorno. Voi, amati fedeli, tutti miei, gridatelo
sulle piazze. Non abbiate paura di parlare. Ognuno sappia che il meraviglioso
evento è vicino, imminente, e si prepari. Ho avvertito in tempo ogni
invitato. Ho mandato i miei messaggeri ovunque, ma non sono stati creduti. Ho
sentito ripetere: “La Rivelazione è conclusa con Gesù, e
nulla di nuovo si può aggiungere”. … Non è proprio
così: Io, Io Gesù, voglio parlare ancora agli uomini per
annunciare i nuovi eventi prima che essi si compiano. Ho parlato per bocca di Paolo,
mio figlio diletto. Ho detto: “Non spegnete lo Spirito! Ascoltate sempre
la sua voce!” Così dicendo ho voluto far capire che Io, Io
Gesù, non ho parlato una volta per tutte, ma che sono sempre in dialogo
intimo con le mie creature predilette. »
Messaggio
ODS del 16 luglio, 2000. Anche la Madonna ci parla dell’ “Anno
zero”.
–
La Madonna dice: “L’Anno zero è ormai
giunto, e dovrà accadere ciò che gli uomini hanno voluto”.
Messaggio ODS del 29 luglio 2000. Splendido
cambiamento per chi lo merita…
– Gesù si esprime: «Ho detto a me stesso: grandi cose mi
sto preparando ad offrire alle mie creature predilette, ma molte di queste non
sono affatto pronte ad accoglierle. Mando quindi nel mondo la creatura
più bella, quella più santa, più amabile, affinché
agisca sui cuori umani. Ho mandato la mia Madre santissima. Ella parla ai suoi
figli, prega con loro, li aiuta a percorrere il tratto così decisivo del
proprio cammino. Sposa amata, quale figlio non ascolta le parole di una Madre
così amorosa? Solo un figlio stolto e ribelle che non pensa al suo bene
ma prepara la sua rovina. La dolcissima Madre opera con la mia potenza. Ella
vuole stringere al suo cuore meraviglioso ogni figlio, e vuole che nessuno si
perda. Ogni giorno appare visibilmente, ogni giorno si fa sentire in modo
percettibile. Già la terra tutta dovrebbe bruciare d’amore e di
desiderio del mio ritorno, ma vedo ancora tanti cuori gelidi ed impreparati. E
l’ora del mio ritorno è
vicina. Essa non può essere spostata più in là.
Tornerò, tornerò presto, sposa mia, come più volte ti ho
detto. Tornerò presto, e la mia luce abbaglierà il mondo. Ma non
accoglierò tutti. Accoglierò soltanto i preparati, quelli dal
cuore ardente per me. »
–
Gesù prosegue: «Il mondo
deve prepararsi al cambiamento. Che
lo voglia o che non lo voglia, il grande cambiamento ci sarà; vuole o
non vuole, Io ritornerò con potenza per regnare sulla terra come il
più grande Re. Che lo voglia o che non lo voglia, i fatti si
succederanno in rapidissima sequenza. Chi si è preparato godrà e
capirà che ciò che accade non è opera umana ma divina.
È opera mia. Porta il mio messaggio d’amore al mondo. Guai a chi
indugia e non si prepara. Guai a chi vive come se nulla fosse, perché in
un solo attimo tutto accadrà! »
–
Gesù dice ancora: «In questo
grande momento storico i santi messaggeri sono dovunque. Essi annunciano le mie
meraviglie che già si stanno dispiegando. Da anni sto preparando gli
uomini della terra ad un cambiamento unico e repentino come mai
c’è stato nella storia umana. Amata sposa, in parte ho rivelato
ciò che accadrà di splendido, e in parte l’ho taciuto,
perché voglio fare ai miei prediletti una grande sorpresa. »
Messaggio ODS del 1 agosto 2000. Si appressa l’
“Alba del terzo millennio”.
– Gesù dice: “Ecco, amati, si avvicina l’alba del terzo millennio, alba
nuova, magnifica, luminosa come mai ce n’è stata in precedenza.
Figli amati, i dubbiosi si chiedono perché proprio in questo tempo deve
accadere ciò che mai è avvenuto in passato. Figli cari e tanto
amati, il Padre santissimo ha deciso che tutto deve avvenire proprio ora. Non
è quindi la decisione di un uomo, ma quella di Dio”.
–
Gesù dice: “Ancora poco
manca. Ripetilo al mondo, e con decisione. Poco manca ad un grande cambiamento, non operato da uomo ma da
Volontà divina. Lo sappia bene il mondo, perché la mia luce non
lo sorprenda improvvisa, e nessuno abbia più scampo. Amata sposa, ognuno
capisca che misericordia si accompagna sempre in me a giustizia, ma se la prima
non viene accolta resta implacabile la seconda”.
Messaggio ODS del 12 agosto 2000. Il progetto d’amore
concepito per noi dal Creatore è in tre fasi.
– Gesù dice: «Il mio progetto d’amore per l’umanità si
svolge in tre fasi: la mia prima Venuta sulla terra è stata per redimere
le anime, la mia seconda Venuta è per la restaurazione delle
cose, la mia terza Venuta è per la conclusione di tutta la
storia umana che avverrà con il Giudizio universale. »
Messaggio ODS del 4 settembre 2000. Come nella parabola
delle dieci vergini…
– Gesù dice: «Pensa, amata, alle vergini sagge e a quelle stolte. Queste
ultime trovarono le porte chiuse, e rimasero fuori perché insipienti.
Così le anime stolte di questo tempo resteranno fuori, e busseranno
dicendo: “Fateci entrare! Fateci entrare!”. Ma Io, Io Gesù,
dirò: non vi conosco! Dico alle anime di tutto il mondo: indossate la
veste candida che il mio amore vi porge. Nessuno può entrare nel mio
Regno di pace e d’amore se non la indossa. [173] Occorre affrettarsi
perché le porte si stanno chiudendo. »
Messaggio
ODS del 5 giugno 2005. Tutto avverrà in modo inaspettato…
–
Gesù dice: «Eletti, amici cari, vivete bene in me
questo tempo conclusivo. Siate aperti al mio amore, e permettete che Io regni
nella vostra vita come Signore assoluto. Voi, amici cari, non siete più
del mondo. Esso vi respinge perché non gli appartenete. Con la mia forza
sarete sempre vittoriosi, e vedrete con gioia sorgere il nuovo giorno di
felicità. Servitemi ogni giorno con tanto zelo, come se fosse
l’ultimo della vostra vita. Non ponetevi domande, tipo: “Quando,
come, dove avverrà?” Siate sempre pronti e ben desti, perché tutto avverrà in un giorno
qualunque, in un momento qualunque, in un’ora che non vi aspettate.
»
Fenomeni connessi
alla Parusia intermedia.
Testo di Johannes De Parvulis
|
1
- Introduzione. 2
- Sulla Fine dei tempi. (Garabandal) 3
- Sul Giudizio interiore. 4
- Sulla Pentecoste universale. 5
- Sui tre giorni di oscurità. 6 - Sulla Prima Risurrezione. 7 - Sul Rapimento degli eletti. |
1 - Introduzione.
Tramite
i Profeti cristiani contemporanei Dio ci chiede di credere alla Parusia
intermedia e ai fenomeni ad essa concatenati. (Grande Avvertimento, Grande Miracolo, Grande Castigo, Giudizio
interiore, Pentecoste universale, Tre giorni di oscurità, Prima
risurrezione, Sollevamento degli eletti, Trasfigurazione degli eletti,
ecc… )
Sul piano teologico questi avvenimenti
non presentano ostacoli. Anche se ufficialmente non sono ancora considerati
verità di fede, ciò non significa che essi siano contrari alla
fede cristiana. Allora, chi crede alla Parusia intermedia è tenuto a
credere anche a questi fenomeni, che sono concatenati tra loro ed uniti ad
essa. Per esempio, il Giudizio interiore e la Parusia intermedia sono legati
perché il Giudizio interiore ha per scopo di prepararci alla Parusia
intermedia. Tale Giudizio, secondo JNSR, avrà per effetto di purificare
gli esseri umani nelle loro tre componenti essenziali: corpo, anima, e spirito.
[174]
Coloro che saranno così purificati passeranno ad uno stadio superiore.
Saranno trasfigurati… Poi sulla terra inizierà l’Era
messianica, quella del Regno di Dio.
Siccome
non mi è possibile fissare in anticipo la cronologia esatta degli
avvenimenti che qui sto per descrivere (è una cosa che per il momento
non riuscirei a fare con sufficiente sicurezza) mi limito a presentare gli
avvenimenti profetizzati lasciando al lettore la libertà di costruire
lui stesso la loro cronologia, là dove gli sembra di poterlo fare con
sicurezza sufficiente. Sarà quindi il lettore ad avere l’ultima
parola per quanto riguarda la cronologia esatta degli eventi qui sotto
riportati.
2 - Sulla Fine dei tempi. (Garabandal).
Dal
1961 al 1965 la Madonna è apparsa numerose volte a quattro fanciulle del
paese spagnolo di Garabandal. Sulla base delle rivelazioni ricevute, le
veggenti di Garabandal hanno detto che alla “Fine dei Tempi” ci
saranno tre avvenimenti successivi, e cioè: a) Il Grande Avvertimento.
b) Il Grande Miracolo. c) Il Grande Castigo
a). Il Grande Avvertimento,
che è il primo di questi tre avvenimenti, è stato descritto dalle
veggenti di Garabandal nel modo seguente:
– Concita: “L’Avvertimento
sarà una cosa che incuterà timore. Attirerà i buoni
più vicino a Dio, e avvertirà i cattivi che la Fine dei Tempi si
avvicina. L’Avvertimento sarà dato al mondo intero perché
si converta”.
– Giacinta: “L’Avvertimento sarà qualcosa che si vedrà prima di tutto nell’aria, ovunque nel mondo, e che sarà immediatamente trasmesso all’interno delle nostre anime. Il fenomeno durerà pochissimo tempo, ma ci sembrerà lunghissimo a causa dell’effetto che produrrà in ognuno di noi. L’Avvertimento sarà dato per il bene delle nostre anime, per permetterci di vedere lo stato della nostra coscienza come se fossimo già davanti a Dio... così da permetterci di vedere il bene che per negligenza non abbiamo fatto, e il male che abbiamo fatto”.[175]
– Una delle veggenti ha detto di aver visto in visione che: “Nel momento dell’Avvertimento
il Papa fuggiva da Roma”. [176]
– Il fratello di Concita, ben piazzato per ricevere le confidenze della sorella, ha detto nel 1965: “L’Avvertimento non è imminente, esso si produrrà più tardi, quando nella Chiesa inizierà uno scisma”.
b). Il Grande Miracolo
è il secondo di questi tre avvenimenti, e in base alle testimonianze
delle veggenti si dovrebbe produrre al di sopra dei Pini, meno di un anno dopo
l’Avvertimento. Si sa che
lascerà un segno visibile permanente. Si sa pure che tutte le persone
presenti saranno guarite dalle loro malattie.
c). Il Grande Castigo
è l’ultimo degli avvenimenti profetizzati a Garabandal dalla
Madonna. Ma che sarà? Qualche anno prima di morire, dopo i numerosi
discorsi ascoltati in Concilio Paolo VI ha gridato al mondo: “Il fumo di Satana
è entrato nel Tempio santo di Dio”. Sono parole dense
di significato. È possibile che un giorno il Papa sia costretto a
fuggire dal Vaticano? Che un falso papa sia nominato irregolarmente? Che
l’abominio si installi nel Santuario? E che la desolazione invada la
terra? Se è vero che il Papa fuggirà da Roma, e che
l’Avvertimento si produrrà in quel frangente – come sembrano
dire le veggenti di Garabandal – questo fatto potrebbe servire da conferma
e da preavviso per gli avvenimenti successivi, Grande Miracolo e Grande Castigo
inclusi.
A mio avviso, ciò che qui importa maggiormente di sapere
è la natura dei tre avvenimenti annunciati, e la loro ragion
d’essere. Tutti e tre appaiono in relazione con la Parusia intermedia nel
senso che potrebbero servirle da preparazione, come le doglie di un parto
servono da preparazione al parto stesso. In questo modo essi riassumerebbero in
sè la famosa Tribolazione,
quella che secondo i Profeti cristiani contemporanei dovrebbe precedere la
Parusia intermedia. L’Avvertimento potrebbe allora essere
l’equivalente del Giudizio interiore, il Grande Miracolo
l’equivalente della Pentecoste universale, e il grande Castigo
l’equivalente dei tre giorni di oscurità.
Schematicamente:
|
Giudizio interiore =
il
Grande Avvertimento? Pentecoste universale = il Grande
Miracolo? Tre giorni di oscurità =
il
Grande Castigo? |
3 - Sul Giudizio interiore.
Sappiamo che sarà la Parusia intermedia a
dare inizio al Regno messianico, [177] e
che prima della Parusia intermedia ci sarà la seconda Pentecoste –
una Pentecoste universale – e che durante questa Pentecoste tutti gli
abitanti della Terra subiranno un giudizio, denominato Giudizio interiore. Come sarà questo fenomeno? Dai passi che
qui riportiamo – quasi tutti ripresi dai Profeti cristiani contemporanei
– il lettore si accorgerà che esso è una specie di esame di
coscienza destinato ad illuminare lo spirito di tutte le persone che in quell’istante saranno presenti sulla Terra. [178]
JNSR (sul Giudizio interiore).
–
Gesù dice: «Questo Giudizio,
con i miei santi Arcangeli e i miei santi Angeli, sarà benedetto da
ognuno di loro, e il canto del trionfo salirà fino al cielo... Questo
giudizio sarà la gioia di tutte le mie anime sante, delle vostre anime
sorelle che vi accompagnano nel vostro pellegrinaggio terreno. Figlia mia, questo giudizio non è il Giudizio
finale, perché il mondo non muore, non si distrugge. Anzi, al
contrario, questo mondo sarà nella dimensione divina, perfetto, come le
mie anime divenute divine con la Grazia di Dio, lavate, purificate, santificate
da questa purificazione, la più grande delle confessioni, il pentimento
totale di aver offeso Dio, e l’assoluzione completa accordata da Dio
stesso, la remissione dei peccati concessa dal Sacerdote per eccellenza,
Gesù Cristo. » [179]
Opera
Divina Sapienza (sul Giudizio
interiore). [180]
– La Madonna dice: “Obbedite alle mie parole, quelle che vi ho detto in questi anni.
Rileggete i messaggi, e ripetetevi bene ogni cosa perché questo è
il momento di metterli in pratica tutti. Gesù vi ha parlato di esame.
Tale sarà per ciascuno di voi, figli cari che vi siete preparati in
questi anni: un esame che prepara alla grande gioia della promozione, del
cambiamento di vita. » ODS: messaggio del 3 maggio 2000.
Don Gobbi (sul
Giudizio interiore).
– La Madonna dice: «Lo Spirito Santo verrà
per instaurare il Regno glorioso di Cristo, e sarà un Regno di grazia,
di santità, di amore, di giustizia e di pace. Col suo divino Amore aprirà le
porte dei cuori e illuminerà tutte le coscienze. Ogni uomo vedrà
se stesso nel fuoco bruciante della divina Verità. Sarà come un giudizio in piccolo. Poi Gesù Cristo porterà il suo
glorioso Regno nel mondo. » [181]
S. Pietro e S. Paolo
(sul Giudizio interiore).
S.
Pietro e S. Paolo pongono il Giudizio
interiore in relazione alla Parusia intermedia, ma senza usare la parola
intermedia. “Nel giorno della
Parusia di Cristo la nostra fede sarà purificata col fuoco dello
Spirito” (1Pt 1, 7). “Nel
giorno della venuta gloriosa del Signore verranno svelati i segreti dei nostri
cuori”. (1Cor 4, 4-5).
Maria Valtorta (sul Giudizio interiore).
–
Gesù dice: «Quest’ira delle nazioni [1943: seconda guerra
mondiale] è il prodromo dell’ira mia, poiché così
deve avvenire. Ora penosa, poveri figli miei che la subite, ma è
inevitabile che ci sia perché tutto deve essere compiuto, di Bene e di
Male, sulla Terra, prima che venga la mia ora. Allora dirò:
“Basta” e verrò come Giudice e Re ad assumere anche il Regno della terra [Parusia
intermedia, ndr] , e a giudicare
i peccati e i meriti dell’uomo.[Giudizio
interiore, ndr] » [182]
–
Gesù dice: «Il mio sorriso
ai miei benedetti nell’ora della mia venuta di Re e Giudice [Giudizio
interiore + Parusia intermedia, ndr] accenderà
un sole di sette volte tanto il comune sole, e splenderanno i miei cieli di
esso, mentre i cori angelici canteranno le lodi mie e dei miei servi che
avranno in quell’ora proclamate da Me, contro il mondo stolto e cieco, le
loro virtù che li fanno miei figli. » [183]
–
Gesù dice: «Verrò,
con la mia carne glorificata, a radunare le creature per l’ultima
battaglia contro il Nemico. Giudicherò, con la mia veste splendente di
Carne glorificata, i corpi dei riviventi per l’estremo giudizio. Tornerò per sempre al Cielo
dopo aver condannato alla morte eterna le carni che non vollero divenire
spiriti, e vi tornerò Re fulgido. … » [184]
4 - Sulla Pentecoste
universale.
Madre C. Venturella
(sulla Pentecoste universale).
Qualche
anno fa Gesù ha predetto a Madre Carolina Venturella, [185]
che in preparazione della sua Venuta intermedia ci sarà sulla terra una
Pentecoste universale. Se il Regno di Dio dovrà venire su questa terra
(e tutto sembra confermare tale ipotesi) è normale che esso sia preceduto
da questa grande Pentecoste.
I due testi seguenti parlano dell’urgente necessità di
una Purificazione generale destinata a preparare l’umanità per il
ritorno di Cristo.
– La Voce divina:
«Ora il mondo corre alla sua
perdita. ... Ciò rende
necessaria una Nuova Pentecoste, una
nuova ondata di fuoco dello Spirito Santo, che con il suo calore penetri e
riscaldi il cuore degli uomini.» [186]
|
|
CAROLINA VENTURELLA ++
1984 Si
tratta della reverenda Madre che a Palestrina (provincia di Roma) ha
profetizzato la Pentecoste universale. In relazione con questa profezia, Mgr
Spallanzani, vscovo della diocesi di Palestrina, si è espresso in
favore della costruzione di un Tempio da consacrarsi allo Spirito Santo. In
questo progetto Mgr Spallanzani è stato imitato dal suo successore,
Mgr Tomassetti. |
–
La Voce divina: «È per la carità del Padre e del Figlio
che gli uomini sono ritornati a delle relazioni filiali con Dio. Tutto
ciò si è prodotto negli ardori ineffabili dello Spirito
Santo. ... È ancora per lo stesso Spirito,
che sostiene e governa tutto, che le cose visibili e invisibili continuano ad
esistere. Ecco dunque l’obbligo di un omaggio giustamente dovuto
all’eterno Divino Spirito: omaggio d’una più grande
adorazione, benedizione e amore. ... Ci si accorgerà d’avere
aperto all’umanità una via nuova, nella quale le anime saranno
più portate a riconoscere e ad amare Dio, loro Creatore e Redentore. E
una Nuova Era si aprirà per
tutta l’umanità. »
[187]
Don Gobbi (sulla
Pentecoste universale).
–
La Madonna dice: «Una effusione dello Spirito Santo, nuova e
universale, è necessaria per giungere ai tempi nuovi tanto attesi.
Bisogna che la seconda Pentecoste venga presto. Essa non può arrivare
che nel Cenacolo spirituale del mio Cuore Immacolato. È per questo che
oggi tutta la Chiesa è invitata ad entrare nel Cenacolo che la vostra
Mamma celeste ha preparato per gli ultimi tempi. Vi potete entrare attraverso
l’atto di consacrazione al mio Cuore Immacolato. Chiedo che questa
consacrazione, che vi ho proposta con tanta insistenza e ansietà, sia
fatta da vescovi, preti, religiosi, e fedeli. E che tutti la facciano per
accorciare i tempi della grande prova che ormai è arrivata.
Lo Spirito Santo vi condurrà
allora alla comprensione della Verità intiera. Lo Spirito Santo vi
farà comprendere i tempi che vivete. Lo Spirito Santo sarà la
luce sul vostro cammino, e farà di voi dei testimoni coraggiosi del
Vangelo nell’ora tremenda della grande apostasia. Lo Spirito Santo vi
farà capire quanto vi rivelerò di ciò che è
contenuto nel libro ancora sigillato. Lo Spirito Santo darà la sua
testimonianza perfetta al Figlio preparando i cuori e le anime a ricevere
Gesù che ritornerà a voi nella gloria. … “Vieni,
Spirito Santo. Vieni per la potente intercessione del Cuore Immacolato di
Maria, tua diletta Sposa”. E aprite i vostri cuori alla speranza
perché sta per arrivare su di voi il più grande prodigio, quello
della Seconda Pentecoste..» [188]
–
La Madonna dice: «Sarà lo Spirito d’Amore, con la sua
potente azione di fuoco e di grazia, a rinnovare dalle fondamenta tutto il
mondo. Sarà Lui, lo Spirito d’Amore, con la sua grande forza di
santità e di luce a portare a nuovo splendore la mia Chiesa, a renderla
perciò umile e povera, evangelica e casta, misericordiosa e santa.
Sarà lo Spirito d’Amore, attraverso il fuoco di innumerevoli
sofferenze, a rinnovare tutto il creato, perché torni ad essere quel
giardino di Dio, nuovo Paradiso terrestre, in cui Gesù sarà
sempre con voi, come un sole di luce che ovunque rifletterà i suoi
raggi. » [189]
– La Madonna dice:
«Allora lo Spirito Santo opererà il nuovo miracolo della
trasformazione universale nel cuore e nella vita di tutti. I peccatori si convertiranno, i deboli
saranno sostenuti, gli ammalati otterranno la guarigione, i fuorviati
ritorneranno alla casa del Padre. Le vittime della separazione e della divisione
ritroveranno la piena unità. Sarà così che si
compirà il prodigio della Seconda
Pentecoste. Essa verrà
col trionfo de mio Cuore Immacolato nel mondo. » [190]
Marthe Robin (sulla Pentecoste universale).
Nel
primo incontro che Marthe Robin [191] ebbe
con Padre Finet, suo futuro direttore spirituale, la mistica gli disse: «Dopo
la sconfitta materiale dei popoli, assisteremo all’unità dei
cristiani. (...) Gli errori
diabolici saranno distrutti. Ne
seguirà una risurrezione, una
grazia immensa: la Nuova Pentecoste
d’amore. (...) I laici
assumeranno un ruolo molto importante, e bisognerà formarli.»
Vassula Ryden [192]
(sulla Pentecoste universale).
– Gesù dice: «Io
che sono l’autore di inestimabili meraviglie, sto per aprire i cieli, e
farvi conoscere il mistero del mio disegno: l’effusione del mio Spirito
Santo. Questa promessa è nelle Scritture. Il mio Spirito agirà
sulla creazione come mai l’avrà fatto prima. La solleverà
verso il Cielo in tutte le maniere.
Porterà vicino al Cielo tutto ciò che è sulla
terra, lo porterà il più vicino possibile. Vassula, Io che dirigo
ogni cosa, e decido secondo la mia Volontà, non ho mai tradito una
promessa. (...) Come ti ho detto, sto per mandare a pezzi le barriere
delle vostre divisioni, e questo tramite la potenza e la grazia del mio Spirito
Santo. Sto per unirvi in un solo Corpo, e questo per il mio onore. »
5 - Sui Tre Giorni di
oscurità.
Durante
la grande Tribolazione vi saranno tre giorni di oscurità totale. Questi
tre giorni, profetizzati e descritti da numerosi carismatici, compreso Padre
Pio da Pietralcina, fanno parte di un tema profetico che si rifà alle
tre ore di buio calato sulla terra poco prima della morte di Cristo.
È
probabile che i tre giorni di
oscurità sopraggiungano al momento della peggior desolazione, quando
la Chiesa di Cristo non potrà più celebrare con
legittimità il sacrificio eucaristico a causa delle persecuzioni dei
suoi nemici. Per la Chiesa sarà come una crocifissione e una morte.
Prima di morire essa rivivrà misticamente l’abbandono del Padre,
come Cristo lo visse sul Golgota. Le tenebre saranno, quindi, sia esteriori che
interiori.
In
quel periodo gli uomini dovranno rimanere chiusi in casa ed evitare di guardare
fuori. Chi lo facesse morirebbe, come morì la moglie di Lot quando si
fermò a guardare il fuoco distruttivo cadere sulle città di
Sodomia e Gomorra. I tre giorni di buio dovrebbero concludere la grande
Purificazione. Alla fine dei tre giorni di buio ci sarà una nuova Terra
e un Cielo nuovo.
In
vista dei tre giorni di buio, i provvedimenti da prendere per fronteggiare la
situazione senza farsi prendere dal panico sono di due tipi, spirituale e
pratico.
JNSR (sui tre giorni di oscurità, consigli spirituali).
Tramite
JNSR Gesù ci dà dei suggerimenti spirituali, che qui riportiamo:
Gesù
dice: «Vi chiedo di prepararvi con
fede per resistere a questo terribile confronto con il male, che si
scatenerà da ogni parte. Ci sono le vostre preghiere, e il vostro Amore
per Dio Padre e per i vostri fratelli:
– Invocate i nomi benedetti di Gesù, Maria, e
Giuseppe.
– Invocate i santi nomi del Padre, del Figlio e dello
Spirito, facendo ogni volta su di voi il segno della croce.
– Invocate il nome di Maria, Regina e Vergine, terrore dei
demoni: “Salvaci! Allontana da noi il Male!”
– Invocate il nome di S. Michele Arcangelo: “Difendici
da tutti gli attacchi del maligno!”.
– Portate lo scapolare della Madonna del monte Carmelo e la
croce di S. Benedetto;
– Recitate delle Ave Maria. Le vostre armi siano il santo
Rosario e la santa Croce.
– Portate su di voi la medaglia miracolosa. Baciatela spesso.
– Recitate ogni giorno la preghiera di Dozulé.
È tempo di dire: “ O Croce che salvi, salvaci!”.
– Raccogliete le sante Ostie abbandonate e rimaste in
pericolo. Raccoglietele prima che subiscano la profanazione. Nascondetele
devotamente. Dio vi ricompenserà. Dio sarà accolto come il
Bambino del presepe, santo innocente, protetto da Giuseppe e da Maria.
Dio permetterà che questi tormenti durino un po’ di
tempo, poi farà scendere dal Cielo un Fuoco che brucerà tutte le
cose impure. Colui che in cuore avrà il nome del salvatore Gesù
Cristo sarà salvato. » [193]
Padre Albert J. Hebert (sui tre giorni di
oscurità, consigli pratici).
Padre
Albert J. Hebert, S. M., americano, suggerisce dei provvedimenti pratici, che
sarebbero i seguenti:
«L’umanità
sarà certamente spoglia di tutto, anche delle cose basilari, e
saprà quanto dipenda da Dio: cosa che molti hanno dimenticato. Molte
profezie dicono che non ci potremo servire di nessuna luce artificiale, per cui
sarà necessario, sia per l’illuminazione che per la protezione,
che ci siano a portata di mano delle candele benedette, con dei fiammiferi!
Sarà bene fare rifornimento di acqua, in contenitori o bottiglie, e
magari riempire anche la vasca da bagno. Ci dovrebbe essere un secchio
d’acqua per pulire ogni tanto la toilette. Le medicine che ci occorrono
dovrebbero essere a portata di mano, specialmente quelle importanti. Siccome
è previsto un freddo intenso, saranno utili alcune coperte e un isolamento
di emergenza alle porte e alle finestre. Per quanto riguarda cibo e bevande,
sarà bene fare rifornimento di succhi di frutta, di latte in polvere, di
succhi in bottiglia o in scatola, di frutta, e persino di vino. Abbiate liquidi
in abbondanza per rifornirvi di acqua... Per il resto, tenete a mente le parole
di Cristo: “Guardate gli uccelli dell’aria: non seminano, non
raccolgono e non mettono il raccolto nei granai; eppure il Padre vostro che
è nel cielo li nutre! Ebbene, voi non valete più di loro?”
» [194]
6 - Sulla Prima
Risurrezione.
S. Giovanni.
L’evangelista S. Giovanni scrive: «Beati e santi
coloro che saranno ammessi alla prima risurrezione! La seconda morte non
avrà nessun potere su di loro, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo,
con chi regneranno per mille anni».
Questo testo di S. Giovanni solleva nuvole di domande nello spirito
dei lettori dell’Apocalisse.
Fra queste ce n’è una che sembra più frequente:
Che significa “prima” risurrezione ?
Mi sembra che la risposta sia presente nel testo stesso di S.
Giovanni, là dove dice: «Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della
parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua, e non ne
avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. COSTORO
ripresero vita, e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece
non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. » [195]
Stando a queste parole di S. Giovanni, saranno
ammesse alla Prima Risurrezione le anime che saranno decapitate a causa della
testimonianza di Gesù, e le anime di coloro che rifiuteranno di adorare
la bestia e la sua statua, o che rifiuteranno il suo marchio. Se veramente
questo – cioè la decapitazione di molti – è quanto
dovrà accadere durante la Tribolazione, l’umanità attuale
sta per rivivere le peggiori scene della rivoluzione francese, ma…
nessuno lo sospetta. [196]
S. Paolo (sulla Parusia
intermedia, la Prima risurrezione, e il Sollevamento degli eletti).
Il
rapimento celeste degli eletti in cielo è un tema della dottrina di S.
Paolo. Si tratta dei morti in Cristo che poi vengono risuscitati. S. Paolo dice
che quando il Signore discenderà dal cielo [Parusia intermedia, ndr]
essi saranno sollevati sulle nubi assieme ai superstiti rimasti vivi:
«Noi crediamo infatti che Gesù è morto e
risuscitato. Così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà
per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del
Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non
avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti, perché il Signore
stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di
Dio, discenderà dal cielo.
Prima, risorgeranno i morti in Cristo;
quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti
insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria,
e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con
queste parole. » [197]
Lucie (sulla
Nuova Pentecoste, la Prima risurrezione, la Trasfigurazione degli eletti, la
nuova Gerusalemme).
«Ti ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo
cammino di gloria: dal Golgota al monte Tabor. La Nuova Pentecoste sarà un nuovo monte Tabor. Questo cammino
lo facciamo insieme, perché il mio amore, la mia presenza, e la mia
grazia vi accompagnano. Quando il momento sarà venuto, vi lascerò
ai piedi del monte Tabor, il che significa che non vi parlerò
più, ma vi chiederò di alzare gli occhi al cielo, scrutandolo,
finché vedrete apparire il Figlio dell’uomo nella gloria del
Padre. ... Appena lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno rendervene
conto, e verrete davanti a Me, assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso
finale fino alla cima [del Tabor, ndr], lo farete
trasportati dalla mia gloria, che si sarà impadronita di voi!
Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato
la vostra immaginazione. I miei messaggi conservano un certo mistero,
perché non è bene che Dio riveli tutto agli uomini. Vi alzo il
velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l’opera di Dio mentre
si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per fortificare la vostra
fede, la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così
vi rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti
sulla mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udrete allora il
canto degli angeli, e le vostre voci si uniranno alle loro per cantare:
“Santo, santo, santo, Dio dell’universo. I cieli e la terra sono
pieni della tua gloria”. In quel momento vi accorgerete di essere entrati
nella nuova Gerusalemme. Tu portami
molte anime ai piedi della mia montagna gloriosa, e da là le attirerò
a Me. » [198]
Qualcuno potrebbe chiedersi: Allora la “Prima
risurrezione” è come un biglietto d’entrata che permette di
essere ammessi al Paradiso terrestre dell’Era nuova?
Maria Valtorta.
Senza parlare di biglietto d’entrata, Maria Valtorta conferma quanto fin
qui è stato detto.
Gesù dice a Maria Valtorta: «Continuo a parlare ai
miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie del Signore,
e evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro vita
santa. Gioite, o miei servi fedeli,
che non vi accontentate di salvare la vostra anima, ma vi offrite perché
la Luce vinca sulle Tenebre, e la salvezza sia data a molti che ora di essa non
sono ansiosi. Quando sarà la
mia ora, non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa terra
sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve l’ho forse promesso che voi
sarete dove Io sarò, e che avrete un posto nel mio Regno?
Come dignitari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno
corona sulla terra servendomi come luminosi ministri. Essi erediteranno quel possesso della Terra
che Io ho promesso ai mansueti, [199] e
che diventerà possesso dei cieli quando la Terra più non
sarà. Molto prima di quell’ora, voi, o giusti, possederete il
Cielo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del vostro
transito fuori dal carcere attuale. Ma allora [dopo il Giudizio Universale,
ndr] sarà possesso fulgido e completo, cognito a tutte le creature,
assunzione alla gloria anche della carne con la quale avete conquistato il
Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà
al vostro Dio.
Vincitori di Satana
che la carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi si agita per
eredità di peccato e per aizzamento di Satana, possederete
l’Universo assieme al vostro Dio, e sarete specchi di Dio che
apparirà nelle vostre carni glorificate in tutto il suo splendore. Simili al Padre sarete, o figli santi.
»
[Una nota di Maria Valtorta ci avverte che qui interviene Dio
Padre, e che è lui che continua il discorso, ndr]
“Simili a Gesù, Figlio mio santissimo. Simili a Maria,
Regina nostra. Del Padre avete la somiglianza intellettiva e dei due
gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana. E poiché avere
l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e dove
è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza
del Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a
Lui e lo elesse per figlio. Prima di quell’ora sarete i dignitari di mio
Figlio, vedrete il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e
volta ad udire Dio. Conoscerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo
se non avesse avvilito se stesso col connubio di Satana. Non sarete defraudati
di quest’ora, [il Regno messianico, ndr] o amorosi seguaci dell’Amore
fatto carne”. » [200]
Tutto
questo mi dice che il campo che Gesù ha seminato due mila anni fa
è veramente giunto a maturazione! Il frutto germinato dalla Redenzione
è pronto, e sta per essere raccolto! Sta arrivando il giorno della
mietitura!
7 -
Sul Rapimento degli eletti.
Abbiamo già visto che la Parusia intermedia, la Prima
risurrezione, e il Sollevamento degli eletti in cielo sono temi presenti
nella dottrina di S. Paolo. S. Paolo ha detto:
«Noi crediamo infatti
che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono
morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo
vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita
per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti,
perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e
al suono della tromba di Dio, discenderà
dal cielo. Prima, risorgeranno i
morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al
Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. » [201]
In
base a queste parole, i morti in Cristo risusciteranno, e i superstiti ancora
vivi si uniranno ad essi per essere “trasportati” in cielo. Chi
sono i morti che risusciteranno per “andare
incontro al Signore nell’aria” assieme ai superstiti? E chi
sono i superstiti, coloro che S. Paolo identifica come: “noi, i vivi, i superstiti” ? S. Giovanni dice che
coloro che si uniranno ai superstiti vivi per andare incontro al Signore nell’aria
sono i risorti della “Prima Risurrezione”. [202] I
superstiti ancora vivi, all’evidenza, sono coloro ai quali la sorte ha
permesso di sfuggire alla terribile persecuzione dell’Anticristo.
Secondo
l’Apocalisse di Giovanni, la “Nuova Gerusalemme” discenderà
dal cielo e si poserà sulla terra, in un punto prescelto da Dio. [203] Io
qui mi chiedo: questa “Nuova Gerusalemme”… ce la potremmo noi
immaginare come composta da quelle persone che in precedenza sono state rapite “nell’aria”, e che ora
stanno per ridiscendere in terra assieme a Cristo? L’idea mi sembra
plausibile, ma preferisco lasciare al lettore la risposta finale. Sappiamo che
gli angeli raduneranno numerosi cristiani, e che li trasporteranno fuori dal
mondo, in una sezione dell’atmosfera. Sappiamo che le persone
“trasportate” vivranno questa esperienza singolare non solo in
senso spirituale (con la loro anima) ma anche in senso materiale (con il loro
corpo). In tal modo essi saranno preservati dalla Tribolazione in atto sulla
terra. Alla fine, cioè dopo la purificazione dell’umanità,
essi dovranno tornare sulla Terra, che non sarà più la Terra di
prima, ma un pianeta Terra completamente rinnovato.
I due messaggi che qui seguono sembrano offrire un po’ di
aiuto supplementare a quanti cercano di rispondere alle numerose domande che
inevitabilmente si presentano alla mente quando si pensa al Rapimento degli
eletti. Il primo di essi proviene dagli scritti della veggente dell’Opera della divina Sapienza per gli eletti
degli ultimi tempi, il secondo proviene da Lucie. Nel primo si parla di
trasformazione istantanea degli esseri umani, che da umani diverrebbero simili
a Cristo: umani nella forma e divini nella sostanza. Il secondo va persino
oltre...
Opera Divina Sapienza.
Messaggio ODS del 10 ottobre 1999.
– Gesù dice alla mistica dell’ODS: «Amati, mi verrete incontro tra le
nubi del Cielo, felici, esultanti: Io vi
trasformerò in un attimo,
e sarete simili a me. Siate tutti
pronti, non fatevi cogliere impreparati. Cogliete l’istante. Vivete come
se ogni giorno fosse l’ultimo.
Amata sposa, leggete bene e
meditate le mie parole attraverso quelle che dice Paolo, il mio fedele
strumento d’Amore che ora è qui nella più grande
felicità accanto a me. Per ogni anima fedele ci sarà una grande, immediata, profonda trasformazione. Avverrà in un
istante. Il processo, cominciato per scelta libera, continuerà per mio
dono, per mio sublime dono, e l’anima diverrà libera,
completamente libera da ogni genere di schiavitù.
Amata sposa, leggo nel tuo
cuore l’immensa gioia di sentire queste mie parole. L’attimo che
Paolo preannunciò non era per i suoi tempi ma per i vostri tempi. Il sogno accarezzato da questo mio
figlio prediletto lo vivranno alcuni di questo tempo, e le mie promesse per
loro avranno pieno compimento. »
Lucie.
Il messaggio che qui segue è quello già apparso nella sezione intitolata “Sulla prima risurrezione”.
Vista le sue qualità, penso sia bene riprodurlo qui per la seconda
volta.
– Gesù dice a Lucie: « Ti ho scelta per
aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di gloria: dal Golgota al
monte Tabor. La Nuova Pentecoste
sarà un nuovo monte Tabor. Questo cammino lo facciamo insieme,
perché il mio amore, la mia presenza, e la mia grazia vi accompagnano.
Quando il momento sarà venuto, vi lascerò ai piedi del monte
Tabor, il che significa che non vi parlerò più, ma vi
chiederò di alzare gli occhi al cielo, scrutandolo, finché
vedrete apparire il Figlio dell’uomo nella gloria del Padre. ... Appena
lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno rendervene conto, e verrete
davanti a Me, assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso finale fino alla
cima [del Tabor, ndr], lo farete trasportati dalla mia gloria, che si
sarà impadronita di voi!
Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato
la vostra immaginazione. I miei messaggi conservano un certo mistero,
perché non è bene che Dio riveli tutto agli uomini. Vi alzo il
velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l’opera di Dio mentre
si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per fortificare la vostra
fede, la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così
vi rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti
sulla mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udrete allora il
canto degli angeli, e le vostre voci si uniranno alle loro per cantare:
“Santo, santo, santo, Dio dell’universo. I cieli e la terra sono
pieni della tua gloria”. In quel momento vi accorgerete di essere entrati
nella nuova Gerusalemme. Tu portami
molte anime ai piedi della mia montagna gloriosa, e da là le
attirerò a Me. »
I
due messaggi che qui precedono si completano a vicenda. Il primo parla di trasformazione, e il secondo di trasfigurazione, che è una
trasformazione più importante perché d’ordine soprannaturale.
I due messaggi riuniti sembrano dire che le persone rapite in cielo subiranno
una trasfigurazione definitiva, non provvisoria. Non saranno trasfigurati
temporaneamente (come avvenne a Pietro, Giacomo, e Giovanni sul monte Tabor),
ma definitivamente.
Allora
mi chiedo: «È forse questa la famosa “restaurazione di tutte le cose” di cui S. Pietro parla
negli Atti degli Apostoli? » [204] La
Scrittura dice che dopo aver guarito lo storpio, S. Pietro spiegò al
popolo la Parusia intermedia con queste parole: «Pentitevi dunque, convertitevi, affinché vi siano
perdonati i peccati, e venga il tempo della consolazione da parte del Signore,
il tempo in cui dovrà tornare [sulla terra, ndr] colui che vi è stato destinato come
Messia: Gesù Cristo! Per ora è necessario che egli rimanga in
Cielo fino al tempo della restaurazione
di tutte le cose, come Dio l’ha detto fin dall’antichità
per bocca dei suoi santi profeti. »
Origene
pretendeva che questa restaurazione di tutte le cose fosse da situare alla
Fine del mondo, e a modo suo pensava di poterla applicare ai dannati
dell’inferno. Su questo è stato condannato dalla Chiesa. Oggi la
babele delle interpretazioni non è finita, anzi continua in maniera
ancora più stravagante: ci sono “esegeti” che interpretano la restaurazione di tutte le cose come
applicabile al cosmo materiale. (!) Essi dicono che detto cosmo sarà restaurato, per poi durare in eterno.
Aberrazioni...! Altri dicono che il
ritorno di Gesù si dovrebbe intendere come una venuta invisibile, tutta spirituale,
o come una specie di apparizione, diciamo… mistica. Nessuno di costoro si
accorge che così facendo si mette in stridente contrasto col testo
evangelico, quello degli Atti, [205] dove gli angeli – sono in due –
dichiarano agli Apostoli: “Uomini di Galilea
… questo Gesù che dalla terra è stato assunto in cielo, un
giorno ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto
andare”. Gli angeli dicono che Gesù ritornerà sulla
terra “allo stesso modo” in cui gli Apostoli l'hanno visto partire.
Significa che prima del Giudizio finale Gesù ha in progetto di ritornare
sulla terra. Per che fare? Per instaurare quaggiù il suo Regno, restaurando tutto secondo
l’ordine che le tre divine Persone avevano già concepito fin dai
primordi. [206]
dell’Anticristo nel suo tempo
Il 25 gennaio 1982, a Nazzano, in provincia di Roma, la
mistica mamma Gemma riceve un messaggio da Gesù, che le parla
dell’Anticristo nel modo seguente.
– Gesù
a mamma Gemma: «Si perderà il
senso del Dio vero nella confusione di
quei tempi e ciò preparerà
la sua venuta. Verrà con grande potenza, e tanti lo crederanno
perché si farà vedere pieno di grazia... Si presenterà
come l’incarnazione dello
Spirito Santo... La forma del fuoco e
la fiamma sarà il suo simbolo. Il suo volto è un volto radioso, ma i suoi occhi sono di ghiaccio, e
fermi nel tempo. Si farà vedere quasi come disceso dal cielo, e
porterà in sè tanta luce, ma non è luce vera. Toglierà il Pane del Padre e
si farà pane egli stesso, ma pieno di serpi sarà quel pane!
Ecco perché lo Spirito Santo si sta manifestando in tante
anime: per rafforzare la devozione a Maria e all’Eucaristia: i due alberi
– gli unici – che daranno frutto, e sazieranno chi ne
mangerà.
Verrà facendo tanto scalpore,
e sarà tanto amato nella
confusione che regnerà. Sarà di un’intelligenza unica, controllerà ogni potenza, e si avventerà contro la Chiesa accusandola
di essere rimasta ferma nel tempo. Vorrà portare nuove riforme, vorrà
cancellare tutto il clero dicendo che il popolo ormai deve camminare da solo
verso Dio, senza l’aiuto di nessuno. Ben poche volte farà il Nome
di Dio, nominerà soltanto il “Grande
Spirito”. » [207]
S. Giovanni, nell’Apocalisse ci parla di una statua, quella
della Bestia: statua che parla e fa mettere a morte chi non l’adora. [208] In
base ai recenti messaggi della Madonna a don Stefano Gobbi, [209]
codesta statua “viva” è l’Anticristo nella sua fase
finale di evoluzione storica. La Madonna si esprime con questi termini:
–
La Madonna dice a don Gobbi. «La
bestia simile a un agnello (Massoneria ecclesiastica, ndr) esercita tutto il potere della prima
bestia, in sua presenza, e costringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la
prima bestia. (Massoneria laica, ndr). La Massoneria ecclesiastica
giungerà al punto di costruire una statua in onore della bestia per
costringere tutti ad adorare questa statua. … Questo grande idolo... è un falso Cristo… La statua, o idolo, costruito in onore della
bestia per essere adorato da tutti gli uomini, è l’Anticristo”. » (17 giugno 1989).
Nello stesso messaggio la Madonna rivela a don Gobbi che la cifra
666 ha un significato specifico. La spiegazione fornita è la seguente.
Intorno all’anno 666 d. C. l’Anticristo si manifesta attraverso il
fenomeno dell’Islam, che nega sia mistero della SS. Trinità che
quello della divinità di Cristo. Attorno all’anno 1332 (= 666 x 2) la Chiesa
si smembra. L’Anticristo si manifesta con un radicale attacco alla fede nella
parola di Dio, e da questa crisi nascono numerose confessioni cristiane,
orientate tutte verso la libera interpretazione della Sacra Scrittura. Nella
nostra epoca, che è quella dell’anno 1998 (= 666 x 3),
l’Anticristo avrà la sua statua.
– La Madonna spiega a don Gobbi: «Il 666 indicato tre volte, cioè per tre, esprime
l’anno 1998. In questo periodo storico la Massoneria, aiutata da quella
ecclesiastica, riuscirà nel suo grande intento: costruire un idolo da
mettere al posto di Cristo e della sua Chiesa. ... Allora sarà aperta la
porta per la comparsa dell’uomo, cioè della persona stessa dell’Anticristo! »
La parte finale del messaggio contiene un incoraggiamento:
–
La Madonna a don Gobbi. «Siate
forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il compito, in questi difficili anni,
di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, sopportando ostilità,
lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo gregge che ha il
compito di combattere, e di vincere alla fine, la forza potente dell’Anticristo. »
Per aiutare il suo “piccolo gregge” a riconoscere i
seguaci dell’Anticristo, il giorno 8 settembre 1989 la Madonna detta a
don Gobbi [210] il
messaggio seguente.
–
La Madonna a don Gobbi. «Il marchio
sulla fronte e sulla mano è espressione di una totale dipendenza.
… La fronte indica l’intelligenza, perché la mente è
sede della ragione umana. La mano esprime l’attività umana,
perché è con le sue mani che l’uomo opera e lavora. …
La persona segnata con il marchio dell’Anticristo è segnata nella sua intelligenza e nella sua
volontà. »
Il
19 maggio 1991 la Madonna ci rivela che i tempi nei quali viviamo sono proprio
quelli dell’Anticristo, e detto Anticristo, secondo le Scritture,
precederà di poco la Parusia intermedia.
–
La Madonna a don Gobbi. [211] «Questi tempi sono quelli della grande
apostasia e della venuta dell’Anticristo,
come già predetto dalla divina Scrittura. »
Nel messaggio del 1 gennaio 1995 la Madonna ci parla ancora
dell’Anticristo. Lo fa con le parole seguenti:
– La Madonna a don Gobbi. «Sono
la Madre della Misericordia. È stato affidato a me il compito materno di
assistere la Chiesa nell’ora del suo più grande patire,
poiché essa deve salire il Calvario della sua immolazione e del suo
martirio. Questa mia azione misericordiosa si eserciterà nell’aiutarla
a portare la Croce del tradimento e dell’abbandono, quando
l’apostasia si farà generale ed in essa entrerà l’uomo iniquo, predetto dalla
divina Scrittura, il quale porterà nel suo interno l’abominio
della desolazione. La mia azione misericordiosa si farà ancora
più forte, quando i miei figli verranno perseguitati ed imprigionati,
tormentati e condotti al martirio. »
Il giorno 11 marzo 1995 don Gobbi si trova a Fatima. La Madonna
coglie l’occasione per parlargli del Segreto di Fatima e dell’Anticristo.
Lo fa con le seguenti parole.
– La Madonna a don Gobbi. «Nello
stesso luogo dove sono apparsa [cioè a Fatima, ndr], oggi voglio manifestare a voi il mio
segreto.
Il mio segreto riguarda la
Chiesa. Nella Chiesa sarà portata a termine la grande apostasia, che
si diffonderà in tutto il mondo; lo scisma verrà compiuto nel
generale allontanamento dal Vangelo e dalla vera fede. In essa entrerà
l’uomo iniquo, che si oppone a
Cristo, e che porterà al suo interno l’abominio della desolazione,
dando così compimento all’orribile sacrilegio [si
tratta dell’abolizione della santa messa, ndr] di cui ha parlato il profeta Daniele. [212]
Il mio segreto riguarda l’umanità.
L’umanità giungerà al culmine della corruzione e
dell’empietà, della ribellione a Dio e dell’opposizione
aperta alla sua Legge d’amore. Essa conoscerà l’ora del suo
più grande castigo, che vi è già stato predetto dal
profeta Zaccaria. [213] »
In precedenza ci
siamo già resi conto di quanto numerose e importanti siano le
rivelazioni che il Cielo ci offre tramite la mistica Maria Valtorta. Parlando con lei, il 20 agosto 1943 Gesù le
descrive l’Anticristo nel
modo seguente. [214]
– Gesù dice a
Maria Valtorta: «Sarà
persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in
un cielo umano, ma un astro di un sfera soprannaturale. Cedendo alla lusinga
del Nemico, egli conoscerà la
superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria
dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica
povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.
Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che
non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già
eletta, la quale del suo padre di
elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il
maledetto e l’oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà
il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
A premio della sua abiura, che
scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare
le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo
precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale
darà ad esso le chiavi del
pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto
perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha
fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro
stesi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte
d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il
Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono che
fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re
sono Io. »
Il
25 gennaio 1944, Gesù parla ancora a Maria Valtorta
dell’Anticristo. Lo fa per affermare quanto segue: [215]
– Gesù
dice a Maria Valtorta: «Esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo,
nato dal connubio della stessa con la Bestia...
Esso Anticristo, perfezione
dell’orrore come Io fui perfezione della perfezione, con le sue infinite
armi (simboleggiate nelle dieci corna,
nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci, e infine nel
piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana doterà
il suo figlio per intossicare
l’umanità mentre con la
bocca di menzogna la sedurrà facendosi adorare per dio), tormenterà
a dismisura coloro che, piccolo
gregge fedele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo
corno crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza
satanica per far dire alla bocca le più turbatrici menzogne,
crescerà in potenza come Io crescevo in sapienza e grazia, armato di
occhi per leggere il pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso
pensiero... Dopo i precursori
dell’Anticristo verrà l’Anticristo stesso. Il periodo
anticristiano simboleggiato dalla Bestia armata di dieci corna ... culminerà nella nascita
e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undicesimo corno,
ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il
quale bestemmierà Dio come
nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e
torturerà la Chiesa di Cristo. Crederà, poiché è figlio del connubio della
superbia demoniaca con la lussuria umana,“di poter fare grandi cose,
di mutare i tempi e le leggi”, e per
tre anni e mezzo sarà l’Orrore regnante sul
mondo. »
In un testo di Padre
Martino Penasa troviamo scritto che il mistero del vero Cristo è quello
della pietà, mentre il mistero dell’Anticristo è quello
dell’empietà. La pietà porta alla pratica devota e
fervorosa di ciò che si riferisce al culto di Dio (fede, preghiera,
devozione, sacramenti), mentre l’empietà cerca il contrario.
Siccome il Sacerdozio – e soprattutto il sommo Sacerdozio, che è
il papato – è il sacramento che assicura l’esercizio del
culto sacro, esso verrà considerato dall’Anticristo
come un intralcio alla sua manifestazione pubblica. Di conseguenza
l’Anticristo farà di tutto per sopprimerlo. Che cos’è
dunque l’ostacolo di cui parla S. Paolo quando dice: «Il mistero dell’iniquità è già in
atto (per l’attività nascosta di Satana, ndr), ma è necessario che sia tolto di
mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato
l’empio… ». Tale ostacolo è il sacerdozio. E
siccome il sacerdote per eccellenza è il Papa, l’Anticristo
farà di tutto per eliminarlo, onde poi usurparne il trono. Usurpato che
avrà il trono papale, egli cercherà di dimostrare che quel trono
gli spetta di diritto. A tale scopo farà dei miracoli diabolici,
strepitosi al massimo. Farà di tutto per convincere
l’umanità di essere il vero Cristo. Alla fine salirà
sull’altare per essere adorato come Dio, e colui che si rifiuterà
di adorarlo sarà condannato a morte, come succedeva a Babilonia col re
Nabucodonosor (ai tempi di Daniele), e come più tardi avveniva anche a
Roma con certi imperatori romani.
Lo studioso Johannes De Parvulis [216]
dice che il nostro tempo umano è scandito dalle settimane. Alla fine di
ogni settimana esiste un giorno chiamato “domenica”, e alla fine
della settimana creativa – quella descritta nel libro della Genesi
– esiste un giorno equivalente. Questo settimo giorno, che secondo la
Genesi è quello in cui “Dio si riposò”, risulta
l’ultimo della serie, composta in tutto di sette periodi, o
“giorni”. Dopo averci fatto notare che la nostra domenica ha un
corrispondente nella “Domenica” del Creatore, e viceversa, il De
Parvulis dice che i due suddetti piani settimanali si assomigliano nella
struttura, la quale potrebbe essere rappresentata con la formula matematica [6
+ 1 = 7]. [217]
Fin qui, dice il De Parvulis, nulla di nuovo. Quello che si presenta come nuovo
è l’esistenza del terzo tipo di settimana, la Settimana
universale. Essa pure è formata da sette tempi. Si tratta di sette
millenni. Riflettendo sulla struttura della Settimana universale, il De Parvulis dice che il
millennio attuale, settimo della storia umana, è l’ultimo
della serie. In virtù di questa sua posizione, detto millennio si
presenta come la “Domenica”
della Settimana universale. Siccome la struttura della Settimana universale è identica a
quella delle prime due strutture settimanali, il De Parvulis si accorge che
riunendo assieme queste tre strutture si ottiene una formula che
“parla” con grande eloquenza. Esempio:
6 + 1 = 7
6 + 1 = 7
6 + 1 = 7
Il discorso che il De Parvulis capta in questa formula triplice
è il seguente:
Verticalmente, la prima fila di numeri risulta composta
da tre “6”. Questi tre 6 rappresentano indubbiamente la pienezza
del male [666]. [218]
Verticalmente, la seconda fila di numeri risulta
composta da tre “1”. Questi tre 1 rappresentano indubbiamente la
pienezza del bene [111].
Verticalmente, la terza fila di numeri risulta
composta da tre “7”. Questi tre sette dovrebbero rappresentare
qualcosa. Ma cosa? Il De Parvulis lo ha capito grazie a Padre Martino Penasa,
che gli ha detto che il numero 7 ripetuto tre volte [777] rappresenta la perfezione
della Pietà alla quale l’uomo deve tendere per meritare la vita
eterna. [219]
A questo punto il De
Parvulis si chiede: Questo settimo “Giorno” della Settimana
universale (l’equivalente della sua “Domenica”)
è forse il Millennio felice di cui S. Giovanni parla
nell’Apocalisse? Se la risposta è affermativa il suddetto
Millennio potrebbe essere da noi considerato come un Millennio domenicale, festivo,
un Millennio di santificazione spirituale e di riposo fisico: tempo propizio
per un “Incontro” tra l’uomo e Dio. Il De Parvulis fa notare
che durante questo Millennio felice Dio
e l’uomo si incontrerebbero per diventare misticamente quello che
l’uomo e la donna diventano umanamente nel loro amplesso nuziale. In
verità – prosegue l’autore suddetto – che
cos’è un connubio nuziale se non un pallido riflesso di questo
più grande e splendido Connubio
mistico? Il Piano di Dio sarebbe quindi triplice, e ogni sua terza parte
avrebbe la stessa struttura settimanale. Schematicamente egli riassume il tutto
in questo modo:
Settimana
della
genesi
Sette periodi
nel
Piano creativo. |
Settimana
umana
Sette giorni
nel
tempo umano. |
Settimana
universale Sette
millenni nel
Piano divino. |
Siccome i tre Piani suddetti hanno la stessa struttura, presente
nell’espressione [6+1=7], se per comodità noi volessimo riassumere
questo concetto facendolo entrare in una specie di “capsula
matematica”, il De Parvulis dice che una equazione proporzionale triplice
lo potrebbe contenere, e che la sua formula sarebbe:
R :
C = D : S = M : U
da
leggersi nel modo seguente:
Il giorno di Riposo di Dio sta alla Settimana Creativa,
come la Domenica sta alla nostra Settimana umana
e
come il Millennio felice sta alla
Settimana Universale.
Sorpresa! Questa proporzione triplice
– esclama l’autore – sembra concepita all’immagine del Creatore trinitario. Volendo, un
matematico potrebbe riscrivere la suddetta proporzione
triplice nella forma seguente: [220]
R : C = 1 : 7
D : S = 1 : 7
M : U = 1 : 7
Chi può dire, sostiene il De Parvulis, che l’ordine presente
in questa triplice equazione proporzionale non sia un
riflesso della Triade santissima? [221]
Detto ordine ci rivela che il millennio attuale, settimo della storia umana, essendo il settimo (ed ultimo) del
Piano divino universale, che è settimanale, andrebbe considerato come la
Domenica di detto Piano. E che scopo ha
la domenica nella settimana di cui fa parte? La Chiesa insegna che il giorno
domenicale esiste per la nostra santificazione (individuale e collettiva) e per
consentire anche al corpo un po’ di riposo fisico. Santificazione
spirituale e riposo fisico sono dunque la ragion d’essere del giorno
domenicale. Il De Parvulis conclude che il “giorno” che sta
bussando alla porta del nostro mondo sarà formato da dieci secoli, tutti
consacrati alla santificazione della collettività umana, un ideale che
porta con sè la pace, la felicità, il benessere.
L’umanità si accorgerà che questo Millennio è quello
che S. Giovanni descrive all’inizio del ventesimo capitolo del libro
dell’Apocalisse, un “Millennio
di felicità e di pace”. Attraversando con successo la
Purificazione attuale (il cui scopo è di farci guadagnare
l’ammissione al Millennio felice), cioè nel vincere l’Anticristo,
il mondo sopravvissuto si accorgerà di essersi guadagnato il biglietto
d’entrata nel Regno messianico,
l’Era dello Spirito Santo, e di aver così superato anche
l’ultima tappa della Redenzione. [222]
Parusia
intermedia e Millennio felice
Rassegna dei passi biblici che parlano di
queste due realtà.
Padre
Martino Penasa, esegeta di spicco, e Mgr Aldo Gregori si sono
preoccupati di raccogliere i passi biblici che parlano della Parusia intermedia
[223] e
del Millennio felice. Ambedue hanno poi pubblicato il loro lavoro. [224]
Lo
scopo delle pagine seguenti, dodici in tutto, è di offrire al lettore di
questo libro la quintessenza di questi due lavori, e qualche piccola
testimonianza personale, come quella relativa al passo biblico n. 1, che qui
segue.
Passo
biblico n. 1
Mt 6, 9-10. Nella preghiera del “Padre Nostro” noi
diciamo: “Sia santificato il
tuo Nome, venga il tuo Regno; sia
fatta la tua Volontà come in cielo così in terra”.
Un
giorno la Provvidenza mi ha permesso di udire un vescovo cattolico dire ad un
suo confratello: « Non è possibile che le parole del Padre Nostro
si riferiscano alla Venuta finale di Gesù, quella del Giudizio
universale, perché in quel momento la storia della terra sarà
già conclusa. » Ne ho dedotto che le espressioni della preghiera
del Padre Nostro ci rivelano che prima di attuarsi nell’eternità
il Regno di Dio si attuerà
sulla terra. (Johannes De Parvulis).
Passo
biblico n. 2
– Mt 24, 21-22: “Vi sarà allora una tribolazione
grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino ad ora, nè mai più ci sarà;
e se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a
causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati”.
Commentando
questo passo Mgr Gregori scrive: «È impossibile che questo testo
si riferisca alla distruzione di Gerusalemme, quella del 70 dopo Cristo ad
opera dei Romani, della quale si parla nei versetti precedenti (Mt 24, 15-20).
La tribolazione grande di cui parla
il testo si riferisce sicuramente a qualcosa che riguarda il mondo intero.
… Inoltre, nei versetti seguenti (Mt 24, 23-41) si parla di un periodo di
tribolazioni che “per amore degli eletti sarà abbreviato”.
Ne si deduce che la storia dell’umanità dovrà continuare
anche dopo tale periodo. Si dice infatti: “nè mai più ci sarà”. Da
questo “nè mai
più ci sarà” si capisce che la
suddetta tribolazione riguarda tutta l’umanità, e che non va
collocata alla Fine del mondo, ma molto prima. (Gregori op. cit. p. 15):
Passo
biblico n. 3
– Mt 24, 37-39.
« Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta
del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il
diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando
Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla
finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così
sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. »
Commentando
questo passo, Mgr Gregori scrive: «Non avrebbe senso riferire queste
righe alla rovina del Tempio e a quella di Gerusalemme; tanto meno è
possibile riferirle alla Fine del mondo. … L’esempio del Diluvio lo
fa escludere, perché dopo il Diluvio la vita sulla terra ha continuato
con Noè. Quindi la venuta del Figlio dell’uomo alla quale si fa
riferimento è un’altra da quella finale. » (Gregori, op.
cit., p. 13).
Passo
biblico n. 4
– Lc 19, 11-14: «Essi
[i discepoli di Gesù, ndr]
credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento
all’altro. Allora Gesù disse: "Un uomo di nobile stirpe
partì per un paese lontano allo scopo di ricevere il titolo di re,
e poi ritornare. … Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo
di re, fece chiamare i servi... »
Padre Penasa scrive: «Con l’Ascensione
Gesù parte. E il ritorno come avverrà? Avverrà “allo
stesso modo…”, e questo suppone una Parusia che sia intermedia (gli angeli la predicono in
At 1, 11). La partenza di Gesù è per prendere il titolo di
“Re”, e il suo ritorno avverrà quando sarà
l’ora di prendere possesso effettivo del “Regno”. »
(Penasa, op. cit., p. 31).
Passo
biblico n. 5
– Lc 21, 28 : “Quando
cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la
vostra liberazione è vicina".
Mgr
Gregori commenta: «È evidente che si tratta di una liberazione che
deve avvenire su questa terra, durante la nostra vita terrena. La nostra terra
sarà liberata dalla malvagità di Satana, che sarà
neutralizzato per mille anni. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo
biblico n. 6
– Lc 22, 17-18: «Preso un calice, rese grazie dicendo:
“Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo
momento non berrò più del frutto della vite, finché non
venga il Regno di Dio”. »
Mgr
Gregori scrive: «È evidente che questo passo fa riferimento ad un Regno di Dio che esisterà in
questo mondo, come anticipo di quello che poi dovrà esistere
nell’eternità. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo
biblico n. 7
– At 3, 19-21 ss. «Pentitevi
dunque e convertitevi, affinché vi siano rimessi i peccati, e
così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore,
ed egli mandi quello che vi aveva
destinato come Messia, cioè Gesù. Per ora è necessario che
egli rimanga in Cielo fino al tempo della restaurazione di tutte le cose,
come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi
profeti. Mosè..., e tutti i profeti, da Samuele in poi. »
Padre Penasa commenta questo
passo nel modo seguente: «L’apostolo Pietro constata la
risurrezione di Gesù, e assiste poi all’Ascensione. Le parole di
Gesù prima dell’Ascensione, e quelle dell'angelo dopo
l'Ascensione, gli fanno capire che la nuova Gerusalemme non si
realizzerà nell’immediato futuro, ma in un futuro remoto. Capisce
pure che questa grandiosa “restaurazione” inizierà con una
“Ascensione” identica a quella alla quale ha già assistito,
ma in senso inverso: in “discesa” anziché in
“salita”. Spiega alle folle che le promesse fatte da Dio al suo
Popolo parlano di una restaurazione attuabile in questo mondo. La nuova Gerusalemme, secondo
lui, prima ancora di realizzarsi nel mondo futuro (quello eterno) dovrà
realizzarsi nel mondo presente. » (Penasa: op. cit., p. 45).
È normale che la nuova
Gerusalemme abbia inizio con una Parusia, alla quale si dovrà dare un
nome. Padre Penasa la chiama: “Parusia intermedia”.
Passo
biblico n. 8
–
At 1, 11. «Uomini di
Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che
è stato di tra voi assunto al cielo, tornerà un giorno allo
stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo. »
Commentando
questo passo biblico Mgr Gregori scrive: «Il Regno di Dio verrà instaurato il giorno in cui Gesù
ritornerà sulla terra “allo stesso modo in cui è
partito”. Chi dice che il ritorno prossimo di Gesù si deve
intendere come una venuta invisibile e tutta spirituale (o magari come una
specie di apparizione carismatica, o di esperienza mistica) non si accorge di
mettersi in stridente contrasto col Vangelo. Gli angeli dicono ai discepoli: “Quel Gesù che avete visto
salire… ritornerà allo stesso modo…”. Le
parole degli angeli appaiono come una prova della Venuta intermedia di Gesù. » (Gregori: op. cit., p.
25).
Passo
biblico n. 9
– Ebr 9, 28 «Cristo, essendo stato offerto una volta per togliere i peccati
di molti, apparirà una seconda volta senza rapporto al peccato, a
salvezza di coloro che l'aspettano. »
Mgr
Gregori commenta: «Gesù dovrà apparire una seconda volta.
Quando? Alla Fine del mondo? In questo brano non troviamo alcun accenno alla
Fine del mondo, nè alla risurrezione dei morti, nè alla
glorificazione degli eletti. Quando Cristo tornerà da noi per la seconda
volta, non sarà più per redimerci dal peccato (per la sua opera
redentrice il peccato è già stato debellato) ma per salvare
“coloro che l'aspettano”. Chi sono “coloro che lo
aspettano”? Non certo i beati del Cielo che già lo posseggono, ma
coloro che debbono essere salvati, cioè coloro che si trovano ancora nel combattimento
di questa vita. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Conclusione:
Il secondo ritorno di Gesù è un ritorno che non chiuderà la storia, ma libererà definitivamente
coloro che combattono le insidie del Maligno, al quale Gesù si
è già riferito una volta definendolo: “Il principe di
questo mondo”.
Passi
biblici n. 10 e n. 11
– 1 Ts 5, 2-4: «II
giorno del Signore viene
come un ladro nella notte. E
quando diranno “Pace e sicurezza”, allora improvvisamente la
rovina si abbatterà su di essi come i dolori del parto sulla donna incinta, e non sfuggiranno. Ma voi, o fratelli, non siete nelle tenebre, perché questo giorno vi
sorprenda come un ladro. »
–
2 Ts 2, 1-10: «Per
quanto riguarda la venuta di nostro Signore Gesù Cristo e il nostro adunarci con Lui, vi preghiamo, o fratelli, di non lasciarvi turbare così presto ... come se il giorno del Signore fosse imminente. Che nessuno vi illuda in alcun modo. È necessario che prima si verifichi l'apostasia,
si manifesti l'iniquo, … colui che si esalta al di sopra di tutto
ciò che porta il nome di Dio o è oggetto di culto, fino a insidiarsi nel tempio di Dio e a proclamarsi Dio. ...
Voi già conoscete l'impedimento attuale, per cui l'avversario non
può manifestarsi che nel
momento assegnatogli. Il mistero
d'iniquità infatti già esercita la sua azione nefasta; solo c'è
chi per ora lo trattiene, fino
a che non venga tolto di mezzo. Allora
l'iniquo si manifesterà,
ma Gesù lo distruggerà col soffio della sua bocca,
l'annienterà con lo
splendore della sua venuta. La manifestazione dell'empio, per
l'azione di Satana, sarà
accompagnata da ogni sorte di portenti … »
Mgr Gregori dice che qui S. Paolo descrive i prodromi del
grandioso ritorno di Gesù. Aggiunge che il pensiero di S. Paolo non
è fisso all'ultima Parusia, ma ad una Parusia destinata ad avverarsi in
un futuro più vicino nel tempo, una Parusia che teoricamente potrebbe
cogliere di sorpresa anche i suoi
contemporanei.
Noi diciamo che si tratta della Parusia
intermedia. Il motivo che ci spinge ad affermare questo è che
l'annientamento dell'Anticristo di cui S. Paolo ci parla non è
collocabile alla Fine del mondo. Alla Fine del mondo si parlerà di
Satana, non dell'Anticristo.
I segni precursori del ritorno di Gesù, quelli di cui S.
Paolo fa menzione, oggi sono già presenti in mezzo a noi:
incredulità, abbandono delle pratiche religiose, apostasia,
disorientamento teologico e morale. È riconoscibile anche l’
“impedimento” che trattiene l’Anticristo. Benché esso
sia volutamente ignorato dagli esegeti, noi diciamo che tale “impedimento”
è il Papato. Il Papato è l'unica fonte di verità e di
giustizia che riesca ancora a trattenere la generale catastrofe. Questo
baluardo di verità e di giustizia verrà purtroppo abbattuto.
Allora apparirà l'Anticristo, e non solo come movimento, ma come
persona fisica. Malgrado questa durissima prova, Dio concederà alla sua
Chiesa il privilegio di rinascere dalle sue ceneri in vista del Millennio felice.
Se è vero che le porte dell’Inferno non prevalsero
contro Cristo, perché risuscitò glorioso, esse non prevarranno
nemmeno contro il suo Corpo mistico, la Chiesa. Il destino di questa è
di camminare sulle tracce del suo Fondatore: da Betlemme al Calvario, e dal
Calvario alla Risurrezione pasquale.
Passo
biblico n. 12
– 1 Ts 1, 9-10: «Tutti
raccontano ... come vi siete convertiti a Dio allontanandovi dagli idoli ...
per attendere dai cieli Gesù, suo Figlio, che egli ha risuscitato dai
morti affinché ci liberi dall'ira ventura. »
«Gli esegeti non vanno d'accordo sul significato da dare a
queste parole. L'ira che si approssima è per loro imbarazzante, e
qualcuno tra essi pensa alla distruzione di Gerusalemme. [225] Ma
S. Paolo non pensa alla
distruzione di Gerusalemme. Pensa invece a Gesù che deve ritornare
sulla terra scendendo dal cielo. Ciò appare dal v. 13 del cap. 3 della
stessa lettera. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo
biblico n. 13
– Rom 13, 11-12: «È
ora che vi scuotiate dal sonno,
essendo la nostra salvezza ormai più vicina di quando abbracciammo la
fede. La notte è avanzata e si avvicina il giorno. »
«L'accenno di S. Paolo alla salvezza che ormai è più vicina
di quanto non lo fosse al momento della loro conversione [quella dei fedeli ai
quali S. Paolo sta parlando, ndr] non può essere una salvezza personale,
quella già ottenuta col battesimo. Si tratta invece della salvezza
completa, suprema, che dovrà venire il giorno della Parusia intermedia. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
«Quando
spunterà questo giorno, esso porterà con sè la “luce
universale”, quella che Dio ha concepito per scacciare la “notte
universale”. » (J. De Parvulis).
Passo
biblico n. 14
– II Tim 3, 1-5: «Sappi che negli ultimi giorni sopraggiungeranno
tempi difficili. Infatti gli uomini saranno pieni d'amor proprio, amanti del
danaro, millantatori, orgogliosi, diffamatori, ribelli ai genitori, ingrati,
empi, senza cuore e senza pietà, calunniatori, incontinenti, spietati,
senz'amore per il bene, delatori, temerari, gonfi, amanti del piacere
più che amanti di Dio, simulanti una pietà la cui forza disprezzano.
Anche da costoro allontanati. »
A proposito
dell’espressione "negli ultimi giorni" che qui è usata,
Mgr Gregori dice che non è possibile che si tratti dei giorni della Fine
del mondo, altrimenti non avrebbe senso la raccomandazione dell'Apostolo al suo
discepolo: "anche da costoro allontanati".
Dato
che l’espressione "negli ultimi giorni" viene spesso usata dai
profeti antichi per indicare l'Era
messianica, noi diciamo che qui si tratta di un futuro indeterminato (un futuro
che teoricamente potrebbe riguardare anche lo stesso Timoteo). Questi
“ultimi giorni” noi ora li stiamo vivendo. Sembra che S. Paolo li
descriva per noi, uomini d’oggi. La descrizione è applicabile al
mondo attuale. (Gregori, op. cit., p.
86-98).
Passo
biblico n. 15
Ap 19, 11-20: “Poi vidi
il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava
"Fedele e Verace": egli giudica e combatte con giustizia. I suoi
occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta
scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. E’ avvolto
in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli
eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e
puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti.
Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino
dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome porta scritto sul mantello
e sul femore: Re dei re, e Signore dei signori. … Vidi allora la
bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro
colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito. Ma la bestia fu
catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei
portenti con i quali aveva sedotto quanti avevano ricevuto il marchio della
bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno
di fuoco, ardente di zolfo.
Padre
Penasa dice che in questo passo è descritta la Parusia intermedia
al completo. (Penasa: op. cit., p. 25).
Passo
biblico n. 16
–
Ap 20, 1-8: «Vidi poi un angelo che
scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano.
Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo, satana e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo
rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse
più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi
dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni, e
a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le
anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola
di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano
ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono
con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita
fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima
risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione.
Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del
Cristo e regneranno con lui per mille anni”. Quando i mille
anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e
uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog,
per adunarli per la guerra… »